Titolo e contributi: Letitia Ann Sage Hoare. Lettera ipotetica a un'amica / Marco Majrani ; con un'opera di Angela Colombo
Pubblicazione: Como : Galleria d'arte Il salotto, 2020
Descrizione fisica:
49 p., [1] carta di tav. : ill. ; 8 x 8 cm
Serie: 8x8
Data:2022
Lingua:
Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese:
Italia
Nota:
- Libro realizzato interamente a mano in 50 esemplari
- Napoleone Bonaparte tra le sue mire espansionistiche aveva previsto anche l’invasione dell’Inghilterra con un esercito aviotrasportato su palloni aerostatici. Progetto che andò in fumo per un presagio. Per festeggiare la sua incoronazione a Imperatore il 16 dicembre 1804 venne innalzata la “magnifica mongolfiera” creata dal colonnello Andrè-Jacques Garnerin, (considerato oggi il padre dei paracadutisti) adorna di drappi, tremila lampioncini di vetro colorato e imbrigliata in una rete di seta grezza cui era appesa una pesante corona con aquila imperiale. Il pallone decollò senza piloti da Notre Dame e doveva rimanere sospeso su Parigi per il periodo delle celebrazioni, ma qualcosa andò storto. Un forte vento lo rese incontrollabile e gli fece fare un volo di 22 ore facendolo prima urtare sulla Via Cassia sulla Tomba di Nerone, dove perse l’aquila, per poi precipitare definitivamente nel lago di Bracciano. Raccolto da pescatori, venne portato in Vaticano (per diritto di appartenenza sul territorio) dove venne conservato per 170 anni. Nel 1978, Papa Paolo VI, primo pontefice nella storia della Chiesa ad aver volato su velivoli delle Forze Armate, lo donò all’Aeronautica Militare in previsione della costituzione dell’attuale Museo. Fu un record di volo per l’epoca e divenne un reperto unico al mondo, ma il grande Napoleone, che era assai superstizioso, lo prese come un cattivo presagio. Se tutti i grandi pionieri del volo avessero ragionato così la nostra vita sarebbe assai limitata. Per non parlare delle “donne volanti” pioniere quali la cantante d’opera Elisabeth Thible che il 4 giugno 1784 a Lione salì come passeggera sul pallone Gustave e per tutta la durata del viaggio cantò duetti assieme al pilota; o la moglie del grande Jean-Pierre François Blanchard che continuò il lavoro del marito dopo la sua morte e perì nel 1819 in un incidente con il pallone; o ancora Letitia Ann Sage, nata Hoare. la protagonista del racconto di Marco Majrani. Di lei storicamente poco si sa (1750-1817) tranne che debuttò al Covent Garden di Londra nel 1773 e che nel 1780 interpretò Lady Macbeth nel dramma di Shakesperare. Una grande attrice divenuta “aeronauta” grazie a Vincenzo Lunardi che a Londra la rese la seconda donna al mondo a volare su un pallone, esperienza che le ispirò un libretto di cronistoria. A letter addressed to a female friend by Mrs Sage. Marco Majrani in questo racconto immagina che la Sage abbia realmente scritto una lettera all’amica, nella quale espresse meglio le proprie emozioni. Emozioni di una donna che, benché avvezza a calcare le scene di grandi teatri, mai si sarebbe aspettato tanto coraggiosa da affrontare un viaggio in pallone fino ad una altezza tale da toccare la neve in pieno giugno, e per giunta con un fisico non certo da ninfa. Ma probabilmente è così che si sarà sentita in quel momento, bella e leggera come una farfalla, in piena metamorfosi attivata dal suo coraggio così come appaiono le tante figure femminili realizzate dall’artista Angela Colombo che contrappuntano il racconto. Donne miniaturizzate con mano esperta, donne dalla grande coinvolgente eleganza, sensuali, avvolte di colori ora tenui, ora sgargianti, in ambientazioni oniriche e fitte di sottili trame decorative, eroine di racconti tra realtà e sogno interpretati dall’artista con un linguaggio del tutto personale, immaginifico, dagli esiti suggestivi.
(Rosabianca Mascetti)
Dati generali (100)
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Tipo di data:
monografia edita in un solo anno
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Data di pubblicazione:
2022
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Target:
adulti, generale
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