Abstract: Dalle profondità della società tecnologica e iperorganizzata riemerge oggi, prepotentemente, l'irrazionale come emozione forte, shock, turbamento. I media ne sono il veicolo più pervasivo, diffondendo - dai film, alle fiction, ai videogiochi - immagini capaci di suscitare emozioni altrettanto violente. In molti modi si esprimono attualmente le nostre pulsioni emotive: il ritorno alla natura magica e misteriosa, l'attrazione per il paranormale e per forme di religiosità mistica. E poi il fascino delle esperienze comunitarie, dove il gruppo torna a essere, a fronte del 'freddo' individualismo che caratterizza la nostra esistenza, una dimensione rassicurante e 'calda' di vita. Quali sono i rischi di questa trasformazione che, se da un lato rivaluta l'Homo sentiens accanto all'Homo sapiens, dall'altro tende a renderci sensibili solo alle catastrofi, ai massacri o, tutt'al più, a qualche vittoria sportiva? Perché rincorriamo solo le emozioni forti? L'emozione-contemplazione, afferma Lacroix, continua a essere poco attraente perché, al contrario dell'emozione-shock, si esprime nella durata. E il tempo è esattamente ciò che manca alla nostra società, che riduce anche l'emozione a oggetto di mercato, facilmente e rapidamente fruibile. Si preferisce allora l'eccitazione di un momento a una vibrazione più intensa che potrebbe arricchire la nostra anima mentre guardiamo un tramonto, leggiamo una poesia, ci soffermiamo davanti a un quadro.
Titolo e contributi: Il culto dell'emozione / Michel Lacroix
Pubblicazione: Milano : Vita e pensiero, copyr. 2002
Descrizione fisica: 162 p. ; 21 cm
ISBN: 8834307771
Data:2002
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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