Abstract: La «veranda» a cui accenna il titolo è quella di un sanatorio, nell’Italia settentrionale, dove è ospite il protagonista, un giovane avvocato. Intorno a lui non vi sono borghesi colpiti dal male canonico, ancora in quegli anni, per gli esseri sensibili, ma un campionario di relitti, provenienti dalle più varie zone d’Italia. Si ritrovano ogni giorno nella veranda del tubercolosario, uniti da una comunanza nella noia e nella paura. Non si chiamano neppure per nome, ma con quello delle rispettive città, come commilitoni della morte. È un mondo a parte, con i suoi riti, il suo gergo, le sue vittime, i suoi intrighi. Ed è anche il mondo in genere, ridotto alla miseria e ai sogni. Già dominato dalla tenebrosa visione che, a distanza di vari decenni, si dispiegherà nel "Giorno del giudizio", Satta ci avvolge totalmente in quel mondo, con precoce sicurezza di narratore, disegna alcune figure memorabili, come quella di Melanzana, un pover’uomo che non riesce a morire ed è diventato il genio tutelare del luogo, e soprattutto ricrea con desolata asciuttezza una condizione sospesa, di «offensiva confidenza con la morte». Anche la storia d’amore che si intesse fra il protagonista e una malata del reparto femminile è oppressa da un senso di precarietà e terrore. Se pensiamo ai romanzi italiani di quegli anni, questo primo libro di Satta si distacca subito per la sua crudezza nell’avvicinare la realtà dolorante e insieme per il cupo lirismo che sottende l’evocazione.
Titolo e contributi: La veranda / Salvatore Satta ; a cura di Aldo Maria Morace
Pubblicazione: Ilisso, 2002
Descrizione fisica: 186 p. ; 18 cm
ISBN: 8887825386
EAN: 9788887825381
Data:2002
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
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| Cirimido | 850 Letteratura italiana, romena e delle lingue ladine 853 SAT Fondo Alberto Saibene | CQ-7416 | In deposito | Non disponibile |