Abstract: "Perché abbiamo perso": questo interrogativo dà il titolo all'ottavo numero di Limes del 2025. Il quesito incorpora una certezza: abbiamo perso la pace, intesa come idea che violenza e disordini internazionali fossero usciti per sempre dal nostro orizzonte scrutabile. Ma conserviamo un bene prezioso: l'assenza di guerre che ci coinvolgano direttamente, condizione da preservare a tutti i costi. Ma come? Con quali strumenti e quali formule politico-strategiche? La prima parte del volume - Europa, la giungla dei riarmi - va dritta al punto con riferimento all'Europa: un continente che, almeno nella sua parte occidentale, da tre generazioni è invidiabilmente assuefatto a una pace e a una sicurezza a garanzia statunitense. Garanzia imperfetta e figlia della rovina bellica, ma introiettata come irreversibile. Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping - i leader delle potenze dalla cui interazione dipendono oggi, in buona misura, le chance di contenere i conflitti in corso e di evitarne di nuovi - ci segnalano, ognuno a modo suo e con proprie agende, che quella fase storica è terminata. Alla conseguente incertezza, gli europei rispondono con il riarmo, i cui modi e fini suscitano più di un interrogativo. Di certo c'è che si sta chiudendo una lunga fase storica. Il resto del mondo non appare più disposto a subire passivamente i contraccolpi dei problemi, delle tensioni e delle ambizioni di potenza euro-atlantiche. Questo è uno dei messaggi che arriva dalla seconda parte del volume - La Russia da paria a star - dove, insieme alle incognite e ai problemi che gravano su Mosca, voci russe di diverse estrazioni segnalano la sopraggiunta indisponibilità della Federazione a essere tenuta fuori dalla futura equazione di sicurezza europea. Da qui la terza parte - Quali Ucraine dopo l'Ucraina - che, riprendendo in parte i temi del volume 7-2025 ("La pace sporca") interroga analisti ucraini e non sui modi realistici di porre fine alle ostilità per non alimentare ulteriormente una guerra distruttiva (soprattutto) per l'Ucraina, senza tuttavia vanificarne il sacrificio e il diritto a conservare indipendenza e sicurezza.
Titolo e contributi: La pace sporca : non è la giustizia a finire la guerra ma il compromesso, meglio città guasta che perduta
Pubblicazione: GEDI, 2025
Descrizione fisica: 335 p., [4] carte di tav. : ill. ; 24 cm
EAN: 9771124904000
Data:2025
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
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| Fino Mornasco | 320,330,380 Politica, economia, commercio e trasporti 327 PAC | FM-63695 | Su scaffale | Disponibile | |
| Appiano Gentile | 320,330,380 Politica, economia, commercio e trasporti 327 PAC | AG-48545 | Su scaffale | Disponibile | |
| Uggiate Trevano | 320,330,380 Politica, economia, commercio e trasporti 327 PAC | TF-60397 | Su scaffale | Disponibile | |
| Mariano Comense | 320,330,380 Politica, economia, commercio e trasporti 327 PAC | MC-110963 | Su scaffale | Disponibile | |
| Biblioteca Liceo Scientifico G. Galilei | 320,330,380 Politica, economia, commercio e trasporti 327 PAC | GA-7992 | Su scaffale | Disponibile | |
| Cantù | 320,330,380 Politica, economia, commercio e trasporti 327 PAC | CA-120495 | Su scaffale | Disponibile | |
| Ponte Lambro | 320,330,380 Politica, economia, commercio e trasporti LIM 327 PAC | PL-30511 | Su scaffale | Disponibile |