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Gallucci, 07/01/2022
Abstract: "Quel giorno, il silenzio era spezzato da un lamento… il Fiume rallentò la corsa per ascoltarlo. Sì, era un lamento. Anzi, un grido fatto di tante voci disperate. Si allarmò. Cosa stava succedendo? Poi lo sentì. Lo sentì nella profondità delle acque, il Pericolo. Era qualcosa di viscido e acido che si insinuava nella freschezza delle onde, che spezzava la vita delle trote e dei girini".Quando i ragazzi arrivano in spiaggia, una brutta sorpresa li attende alla foce del fiume: pesci, rane, insetti e persino due scoiattoli galleggiano inermi sospinti dalla corrente. Le acque sono avvelenate. Ma chi è stato? E come?
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Gallucci, 07/01/2022
Abstract: La Terra, forse, dovrebbe chiamarsi Mare: il pianeta Mare, con isole di terra. Il Mare non è solo immenso: è immensamente mobile, variabile, vivo, profondo, fertile, avventuroso. È dal Mare, con giocosa capriola, che comincia la parola Meraviglia.Al Mare, sul quale si muovono le storie e le memorie del mondo, Roberto Piumini dedica questa emozionante raccolta di poesie, che i disegni di Paolo d'Altan accompagnano con tratto leggero.
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Gallucci, 07/01/2022
Abstract: Felci felici, bici e abc, un Romolo che rema e un'allergia che diventa allegria… Roberto Piumini continua e approfondisce la ricerca sul valore espressivo della parola con una raccolta di poesie acute e musicali. Arricchito con il contrappunto dei disegni di Cecco Mariniello, io, pi è un'esperienza poetica da fare ad alta voce, a casa e in classe, per giocare creativamente con la nostra lingua.
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Gallucci, 07/01/2022
Abstract: "C'era una volta, nel bosco di Zanzà, un folletto che si chiamava Cic, e stava tutto il giorno fra i cespugli e sotto gli alberi, cercando fragole e more, mirtilli e lamponi, e anche qualche fiore. Profumava di fiori e di frutta, e aveva una bocca grande che faceva molte domande…"Cic, un folletto dai capelli rossi e blu, incontra nel bosco un esserino morbido e candido, di nome Omi. I due diventano presto inseparabili, ma nell'ombra trama lo gnomo Granfras, cattivo e invidioso della loro amicizia…
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Gallucci, 07/01/2022
Abstract: Una barca è alla deriva. Le persone a bordo hanno perso tutto quel che avevano. Sempre più lontane dalla costa, in balia delle onde, cercano di tenere viva la speranza ascoltando una storia e cantando.Una canzone di libertà e una storia come il vento...
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Fazi Editore, 10/02/2022
Abstract: Restare viva non è mai stato tanto difficile.Dopo Regina Rossa, che ha incoronato Antonia Scott come la nuova protagonista assoluta del thriller spagnolo, il secondo capitolo della trilogia bestseller di Juan Gómez-Jurado.Antonia Scott e Jon Gutiérrez sono ancora alla ricerca di Sandra Fajardo, quando Mentor li convoca per un altro caso al momento più pressante. Si tratta della scomparsa di Lola Moreno, moglie di Yuri Voronin, tesoriere di un clan mafioso che opera nella zona di Malaga. Lola Moreno è svanita nel nulla da quando, in un centro commerciale, qualcuno ha cercato di ucciderla. Nel frattempo, il marito Yuri veniva brutalmente trucidato nella loro villa. Ma Jon e Antonia non sono i soli a cercare Lola. È a questo punto che entra in scena l'ineffabile donna russa che risponde al nome di Čërnaja Volčica: la Lupa Nera, pericolosissima sicaria al soldo dei mafiosi. Dai paesaggi assolati dell'Andalusia, fino agli scenari innevati della sierra, Antonia Scott, sempre alle prese con i suoi demoni, dovrà affrontare una temibile nemica. Nel frattempo, il signor White e Sandra Fajardo non si sono certo dimenticati di lei…Su Regina Rossa, il primo capitolo della trilogia, è stato scritto:"La velocità, l'incalzare del ritmo… Un thriller davvero molto riuscito, capisco benissimo perché in Spagna abbia avuto così tanto successo".Cristina Cassar Scalia"Una trama imprevedibile, una voce indimenticabile, ma soprattutto lei: Antonia Scott. Lisbeth Salander ha finalmente un'erede".Fabiano Massimi"Un romanzo dai molti strati, scritto magnificamente e con dei personaggi che non hanno simili nei thriller in circolazione… strabiliante".Laura Pezzino, "Vanity Fair""Il nuovo fenomeno letterario è il madrileno Juan Gómez-Jurado".Brunella Schisa, "il Venerdì – la Repubblica""430 pagine che si leggono tutte di seguito. Il personaggio di Antonia Scott è una specie di Clarice Starling con l'intelligenza di Hannibal Lecter".Alberto Anile, "Robinson – la Repubblica"
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Fazi Editore, 03/02/2022
Abstract: La nuova raccolta di versi di uno dei più grandi poeti italiani contemporanei.Damiani continua il suo viaggio di esplorazione dei cieli sorvolando una guerra cosmica quotidiana di cui sono ignote le vere cause. Parte da un chiodo fisso che aveva da bambino, all'età di quattro-cinque anni: si chiedeva dove fosse potuto stare prima di nascere, sospeso nel cielo, dove avesse potuto poggiare i piedi: "mi sembrava incredibile non essere esistito prima / e mi sembrava incredibile pure di essere esistito".Il viaggio lo porta alla sua infanzia e alla nascita, a prima di nascere e anche a dopo la vita, come se questa fosse il tratto visibile di una linea invisibile, o meglio di una catena, o di una rete di catene e anelli tutti collegati. E come un suono copre un altro suono, questa rete meravigliosa quasi copre la nostra angoscia, la nostra ignoranza come di bestie condotte al macello, o forse a un rito sacrificale.Nel libro ritorna sempre l'abisso in cui il bambino si sentiva sospeso prima di nascere, simile a quello in cui è sospeso l'uomo contemporaneo, che, nell'immagine di Emanuele Severino, è come un trapezista che ha appena lasciato un trapezio e non ha ancora afferrato l'altro, e si ritrova sospeso senza appigli sul vuoto.Se il primo trapezio a cui eravamo attaccati erano le verità religiose e metafisiche, comprese fedi e speranze ideologiche più o meno recenti, che cosa sarà l'altro trapezio che si sta muovendo nel buio verso di noi, di cui ci sembra di sentire il sibilo impercettibile? Magari una frase scritta dentro la natura, che ci aspetta tranquilla, nella nostra ricerca concitata, a cui siamo forse vicini, e che non è una formula scientifica, ma una parola che ci accoglie e ci acquieta, togliendoci dall'insostenibile ignoranza in cui siamo. Intanto ci confortano gli alberi, gli animali, le montagne e le ombre dei nostri cari, a cui stiamo vicini e da cui non vogliamo allontanarci, mentre la tecnica corre a perdifiato, evoluzione naturale anch'essa, e bisognosa di avere accanto, ancora e per sempre, l'arte.Sull'autore hanno scritto:"La poesia di Damiani è una poesia grandissima perché va al cuore del problema, là dove la vita e la morte si guardano negli occhi e si riconoscono come parti del tutto".Marco Lodoli"Damiani è uno di quei poeti che ti colma gli occhi delle cose che ama, che ti popola la fantasia di nostalgie".Massimo Onofri"La semplicità dei suoi versi è un punto di arrivo, è il risultato di un'autodepurazione dello sguardo, di un esercizio spirituale prolungato".Filippo La Porta"Ci voleva un poeta, visto che i preti non lo fanno più, per parlare di buoni e di cattivi, di bene e di male".Camillo Langone"Claudio Damiani, un classico mascherato da contemporaneo".Vivian Lamarque
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Longanesi, 10/02/2022
Abstract: Tra le mura di una fattoria desolata in un angolo dimenticato della Svezia si celano oscuri segreti che troppo a lungo sono stati tenuti sotto chiave… Nonostante il calendario dica che la primavera è ormai iniziata, l'inverno si rifiuta di allentare la sua gelida morsa su Ödesmark, piccola comunità del freddo Nord della Svezia. La maggior parte degli abitanti del villaggio non desidera altro che andarsene e in tanti l'hanno fatto: per ogni casa con la luce accesa ce ne sono molte altre abbandonate a un lento degrado. Per questo, chi non è ancora riuscito a lasciare quel posto desolato si chiede perché Liv si ostini a rimanere. Liv che lavora tutto il giorno alla stazione di servizio. Liv che ha un figlio adolescente ma nessuno sa da chi l'abbia avuto. Liv che viene accompagnata ovunque da Vidar, suo padre, l'uomo più ricco della zona. Liv che sa che i pochi vicini rimasti la guardano, sparlano alle sue spalle, si interrogano sulla sua famiglia e sugli affari oscuri di Vidar, un uomo al quale i nemici non mancano… Liv sa perfettamente che a Ödesmark nessuno dimentica mai niente. Per questo, quando la neve si tinge di sangue, Liv stessa finisce nell'elenco dei possibili responsabili. Ma la verità è ben sotto la superficie ghiacciata delle apparenze…Con una cifra stilistica del tutto personale e una storia tanto fitta quanto commovente, Stina Jackson esplora il lato oscuro dei legami tra persone e tra i luoghi della loro esistenza. E quanto questi legami possano essere ferocemente, spaventosamente indistruttibili.
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Salani Editore, 20/01/2022
Abstract: "È un libro splendido, brucia l'anima. Leggetelo prima che potete." MATTIA SIGNORINI"Campo dell'oro è lo specchio di tutte le periferie italiane. Una realtà che si svela in tutta la sua cruda potenza.""L'amore come lo ha cantato De André: 'Ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso'."Uno stradone di un chilometro divide Civitavecchia a metà. Da una parte Santa Fermina, con le sue villette a due piani e le vie coi nomi dei fiori; dall'altra Campo dell'oro, i casermoni popolari e i fumi degli impianti industriali che corrodono l'anima delle persone. Di là, un futuro prospero, le bollette in regola, le vacanze al mare; di qua, le famiglie arrancano e i figli, abbandonati a loro stessi, sognano una fuga impossibile. È quello che fa anche Anna, che ha studiato duramente e messo i soldi da parte per potersene andare via, lontano, all'università. Poche settimane ancora e finalmente salirà su un treno, pronta a costruirsi una vita diversa. Tutto sembra andare in frantumi quando Anna vede Simone, il suo fratellino di quattordici anni, in sella a un motorino, con un martello in mano, insieme alla feroce banda criminale che controllala zona. I Sorci, li chiamano, e nei loro affari è bene non immischiarsi mai. Anna vorrebbe salvarlo, ma sa che concerta gente è impossibile trattare. Si scende a patti, semmai, fino alle estreme conseguenze. Con l'autenticità di chi in un posto così ci è nato e cresciuto, Valeria Gargiullo demolisce la retorica che spesso accompagna il racconto delle periferie, e lo fa con la consapevolezza che il Male non è soltanto un nemico, ma anche un compagno quotidiano e una pericolosa tentazione.
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E l'amore anche ha bisogno di riposo
La nave di Teseo, 27/01/2022
Abstract: 1944. Dopo l'occupazione militare della Jugoslavia da parte della Germania, la città slovena di Maribor viene annessa al Terzo Reich e il tedesco imposto come lingua ufficiale. Mentre in montagna avanza la resistenza armata, sulle vie del capoluogo, ribattezzato Marburg an der Drau, piovono bombe: le sorti della guerra sono segnate e questo rende i tedeschi ancora più feroci. Sonja, una giovane studentessa di medicina, è incerta quando riconosce sotto l'uniforme da ufficiale delle SS Ludek, un compagno d'infanzia con cui sciava da bambina. Ma ora ha troppo bisogno dell'aiuto di quell'amico influente per esitare: il suo ragazzo, Valentin, è in arresto da mesi, accusato di cospirazione, e nelle carceri del Reich finire in un lager o alla fucilazione è questione di un colpo di penna. Ludek, che ha cambiato il suo nome in Ludwig ed è un fervente nazista, accetta di aiutarla, tuttavia una richiesta così delicata esige un compenso adeguato. Valentin viene liberato e, portando nel cuore il dubbio atroce che Sonja possa aver sacrificato se stessa per lui, prende la via dei monti per unirsi ai partigiani.Valentin, Sonja e Ludwig si ritroveranno lungo i sentieri tortuosi di una guerra fratricida nel centro dell'Europa, raccontata in una prospettiva inedita e a noi molto, troppo, vicina.Drago Jančar, il più importante scrittore sloveno contemporaneo, torna con un impetuoso romanzo di passioni, in corso di traduzione in 13 paesi, attraversato da una rivalità fortissima e da un amore che non è disposto ad arrendersi."Uno scrittore che riprende e rinnova, con assoluta originalità, la grande tradizione del romanzo mitteleuropeo."Claudio Magris"Un romanzo superbo, sensuale e struggenteallo stesso tempo."Le Figaro"E l'amore anche ha bisogno di riposo è grande cinema, appartiene alla letteratura mondiale. Un capolavoro di forma."Katja Gasser, ORF
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Baldini+Castoldi, 27/01/2022
Abstract: François Truffaut: il giovane cinefilo che, all'inizio degli anni Cinquanta, inventa un nuovo modo di fare critica, scoprendo Hitchcock e il cinema americano; il regista che inaugura la Nouvelle Vague con I quattrocento colpi; e soprattutto l'artista che sa trasformare il personale in universale, e rivolgersi a tutti gli spettatori, ma parlando a uno a uno, confidenzialmente.I suoi film, al contrario di quelli di molti suoi compagni d'avventura, restano, inattaccabili dal tempo che passa, e il vuoto che ha lasciato alla sua morte, nel 1984, è uno dei più lancinanti nel cinema contemporaneo.Paola Malanga ci racconta un Truffaut a tutto tondo, maestro di insolenza e di tenerezza, capace di amori dissennati e di odi furibondi, e allo stesso tempo ricostruisce un'intera epoca, quella dei "Cahiers du cinéma" di André Bazin e della Cinémathèque di Henri Langlois, sullo sfondo della guerra d'Algeria e del Maggio '68. Senza rinunciare a un'analisi dettagliata film per film, chiedendosi ogni volta le ragioni di successi e flop, capolavori e mezzi fallimenti. Che è l'unico modo per rendere giustizia a unuomo che Gérard Depardieu ha descritto con queste parole: "Era un ribelle, un estremista in tutto. Ed era generoso sempre dieci secondi in anticipo sulla generosità degli altri, come Platini sul pallone. Con un'eleganza folle".Fa bene rivedere i suoi film, fa bene ripassare la sua vita. Perché sia i film che la vita di François Truffaut ci ricordano che è sempre possibile sottrarsi a destini decisi da altri – la società, gli algoritmi, il sistema del consenso, la logica del consumer – per scrivere la propria storia.La riedizione di questo libro, uscito per la prima volta nel 1996, è rivolta non solo a chi sente la mancanza di Truffaut, ma anche e soprattutto a chi non lo conosce. Nella speranza che i giovani di oggi e di domani possano trovare in lui un compagno segreto per portare alla luce e far avverare anche i sogni che sembrano impossibili. O almeno provarci.
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Sono nato così, ma non ditelo in giro
Chiarelettere, 20/01/2022
Abstract: "Adesso, grazie al tuo libro,l'elenco delle cose che so si è allungato.Lascio l'avventura a chi lo leggerà."Luciano Ligabue Una storia sorprendente,che entra nel mondo delladisabilità non in punta di piedi,ma con irriverenzae dissacrante ironia Sono nato così, ma non ditelo in giro è il racconto ironico, intenso, a tratti spietato, sicuramente rock, ma non senza una vena pop, della vita di Mattia Muratore. Una vita come quella di tutti, ma anche da quella di tutti straordinariamente diversa. Perché Mattia ha l'osteogenesi imperfetta, la "malattia delle ossa di cristallo": già alla scuola materna le fratture che aveva collezionato non si contavano sulle dita di mani e piedi.Eppure, grazie all'ironia e alla leggerezza con cui è trattata, questa non è una storia di dolore o sofferenza, ma di una eccezionale quotidianità, fatta, come per tutti, di primi appuntamenti, concerti e derby, conditi però da quei frequenti momenti tragicomici che capitano a chi, come l'autore, si trova immerso dentro il mondo della disabilità.Così, con una scrittura semplice e incisiva, del tutto priva di autocommiserazione o retorica, questa storia, venata di intelligente umorismo, a tratti romantica, ma mai sdolcinata, ribalta a ogni pagina lo stereotipo buonista che abitualmente si accompagna alla disabilità. E ci restituisce la preziosa consapevolezza della responsabilità di tutti verso chi il rispetto degli altri e la libertà di vivere deve conquistarseli giorno per giorno.
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Non comprare niente! Guida pratica al consumo consapevole
Edizioni Il Punto d'incontro, 10/01/2022
Abstract: Il Buy Nothing Project si ispira all'economia del dono, in cui le persone condividono e mettono in comune le risorse, per imparare ad acquistare di meno e aumentare lo scambio di prodotti e risorse tra vicini, così da limitare gli sprechi e l'accumulo di oggetti inutili in casa, pur senza farsi mancare nessuna comodità.
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HarperCollins Italia, 03/02/2022
Abstract: "Jim Thompson ha catturato lo spirito del suo tempo."- STEPHEN KING "Vi invidio, se ancora non lo avete letto." - JO NESBØ "Il maestro indiscusso del noir di provincia americano." - SEBA PEZZANI, IL GIORNALE "I suoi romanzi proiettano una luce abbagliante sulla condizione umana." - WASHINGTON POSTTutti i bambini sognano, ma non tutti i sognatori diventano scrittori in età adulta, trasformando le proprie fantasie in parole e proiettando le proprie aspirazioni su pagine ricche di avventure e drammi. Jim Thompson di sogni ne ha sempre fatti tanti, soprattutto perché il suo mondo ha orizzonti paradossalmente ben più limitati degli enormi spazi desertici del natio Oklahoma e dei promettenti cieli azzurri del West. Suo padre è a suo modo un ingenuo sognatore, incapace di cogliere il male che si annida in ogni anfratto umano, ed è quasi del tutto assente. La famiglia si stringe intorno alla madre, donna più pratica e meno propensa ai voli pindarici, ma le ristrettezze economiche e le difficoltà del periodo, alle soglie della Grande Depressione, non lasciano spazio all'ottimismo. È con queste premesse che il giovane Jim muove i primi passi importanti nella vita, sotto la guida di un nonno materno dalla personalità debordante, propenso agli scatti d'ira così come al fuoco del whisky e delle compagnie femminili proibite. Passando da un lavoro temporaneo all'altro – per esempio, quello di fattorino d'albergo – senza smettere di scrivere, sua passione mai sopita, e indulgendo a sua volta in alcol e compagnie pericolose, Thompson racconta la sua vita con il sarcasmo che lo ha reso immortale. E, da buon narratore, trasforma la sua esistenza in un romanzo autobiografico, pubblicato per la prima volta nel 1953, che contiene tutti gli elementi delle storie da lui narrate negli anni attraverso i suoi personaggi. Qui il "bad boy" è lui e non ha bisogno di inventarsi altri protagonisti.
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Edizioni Il Punto d'incontro, 10/01/2022
Abstract: SEROTONINA, DOPAMINA E GABASoffri di disturbi d'ansia, depressione, compulsioni, senso di irrequietezza o altro disagio psicologico? Hai già alle spalle numerosi trattamenti, tutti più o meno infruttuosi? Attiva gli ormoni della felicità ti offre un valido e concreto aiuto per ritrovare il benessere e la serenità. Burnout, depressione, svogliatezza e molti dei problemi psicologici diffusi hanno una causa fisica e sono dovuti alla mancanza di neurotrasmettitori come serotonina, dopamina, noradrenalina e GABA. Errori alimentari, mancanza di esercizio e luce artificiale sono responsabili della carenza dei cosiddetti ormoni della felicità.Serotonina: trasmetttte buonumore, ottittimismo e una sana fifiducia in se stessi.Dopamina: alimenta la naturale curiosità, la percezione e l'attttenzione.Noradrenalina: rafffforza resistenza, concentrazione, energia e memoria.GABA: (acido gamma-ammino-butitirrico): assicura relax, buon sonno e coraggio.Come aumentare la serotonina?Queste quattro sostanze lavorano insieme per creare quello che definiamo il nostro stato di "buonumore naturale". Ecco perché li chiamiamo semplicemente ormoni della felicità. Qual è la causa comune della maggior parte delle malattie mentali?Che tipo di carenze hai? Cosa dovresti assolutamente mangiare per tornare a essere felice? Quali sostanze psicoattive naturali puoi utilizzare per dare una mano agli ormoni della felicità? Autotest, cambiamenti nello stile di vita e metodi di trattamento naturali ti aiuteranno a riattivare questi ormoni, per ritrovare energia e gioia di vivere.
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Lupetta Luna e la magica festa a sorpresa
HarperCollins Italia, 03/02/2022
Abstract: ASPETTATI L'INASPETTATO! Lupetta Luna è una lupetta mannara. È super veloce, è super forte e ha una vista a raggi X. Non le piace tanto mettere in mostra le sue abilità, vorrebbe solo essere uguale gli altri. Per la festa di compleanno della sua amica Marjory, però, le viene in mente un'idea formidabile… sarà disposta a usare i suoi poteri per la sorpresa più grande di sempre?
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HarperCollins Italia, 03/02/2023
Abstract: "All'improvviso da essere giovane mi ritrovo vecchio. Quando è successo? E come?" Questo, o qualcosa di simile, è quello che pensa Giorgio, alla vigilia del suo sessantesimo compleanno. Che sia arrivato, anche per lui, il tempo dei bilanci? Un'ex moglie, una vita tra Firenze e New York, un buon momento personale e professionale. E la certezza di avere quarant'anni. Certezza che però si deve scontrare con la data impressa sulla carta di identità e con un elenco considerevole di acciacchi e malanni.A sei anni di distanza dal suo precedente libro, Giorgio van Straten torna al romanzo e racconta, con uno sguardo straordinariamente acuto e ironico, un protagonista degno dello Zuckerman di Philip Roth e del Barney di Mordecai Richler.Lo spaesamento di una generazione, i desideri che non invecchiano con l'età, le relazioni, complicate ma inesauribili, con i propri affetti più cari – la donna amata, il migliore amico, la figlia –, gli incontri galanti più o meno occasionali, la crisi politica e sociale del mondo in cui si è vissuti e invecchiati, il ritratto, tratteggiato con sarcastica dolcezza e dolce sarcasmo, degli ambienti intellettuali di sinistra italiani e americani, una riflessione, leggera e profonda, sul tempo che passa. E, ovviamente, una disperata vitalità.Tutto questo è il teatro messo in scena da van Straten nel suo nuovo, indimenticabile romanzo.
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Laterza, 13/01/2021
Abstract: "Il viaggio raccontato da Mangano lungo la complessa filiera agroalimentare permette di conoscere ciò che si nasconde nel piatto in cui mangiamo. La conoscenza come strumento per essere liberi e scegliere consapevolmente. Il cibo come elemento con una potenza straordinaria capace al contempo di indebolire o favorire giustizia sociale: nostra la scelta, nostra la responsabilità."Carlo Petrini, Slow FoodAl supermercato siamo contenti di trovare passate di pomodoro e arance 'sottocosto'. Spesso le compriamo, soddisfatti del risparmio. Poi capita di indignarci leggendo certe notizie spaventose sui lavoratori delle campagne.C'è un filo comune che lega quelle notizie ai nostri comportamenti d'acquisto. Questo libro indaga la filiera di alcuni prodotti agricoli ad alto rischio, dalle arance ai pomodori, all'uva. Andando a ritroso dal supermarket ai centri di distribuzione, fino alle serre e ai campi, scopriamo che la brutalità del caporalato e la 'modernità' della globalizzazione convivono senza scontrarsi. E che l'economia globale porta i contadini di Rosarno a competere con quelli brasiliani; i pugliesi con i cinesi; i piemontesi con gli spagnoli. I ghetti sono la parte visibile del problema. Le cause vanno cercate in una filiera dominata dagli intermediari e sovrastata da oligopoli capaci di imporre i prezzi, a ogni costo.Antonello Mangano ci accompagna in un lungo viaggio dagli agrumeti di Rosarno alle industrie di succo d'arancia tra Messina e Catania, dai supermercati del milanese ai campi di pomodori di Foggia e Ragusa, fino alle centrali logistiche padane. Infine, scopriremo i frutteti di Saluzzo e i vigneti del Chianti, perché lo sfruttamento si annida persino nelle aree più ricche.Il libro si chiude con una domanda cruciale: se non voglio essere 'complice' di un sistema ingiusto, come devo comportarmi? Le alternative, per fortuna, sono numerose.
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Laterza, 13/01/2021
Abstract: Nel 1992, trent'anni fa, cominciava il crollo della prima Repubblica e il passaggio alla seconda. Convenzionalmente si ritiene che questo passaggio sia stato legato alle inchieste di Mani pulite e alla decimazione per corruzione di un'intera classe politica. In realtà, i fattori che portarono a questa caduta furono molteplici e questo libro, per la prima volta, li analizza nel loro insieme.
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C'è speranza se questo accade al Vho
Laterza, 13/01/2021
Abstract: Mario Lodi è stato uno dei protagonisti di quella straordinaria stagione di rinnovamento della scuola italiana che ha tentato di superare il vecchio modello autoritario per realizzare tra i banchi i valori della comunità democratica repubblicana. Questi diari, che ripercorrono la sua esperienza di maestro elementare tra il 1951 e il 1962, sono diventati una lettura fondamentale per tutti coloro che hanno a cuore non solo la scuola ma più in generale le sorti delle nuove generazioni. E in una fase storica come quella attuale, in cui crescono le aree di disagio (purtroppo anche per i bambini), in cui dilaga la retorica sulla formazione d'eccellenza e in cui è concreto il rischio di un ritorno alla scuola di classe, ricordare la lezione di Mario Lodi è più che mai urgente. Come ricordava Tullio De Mauro: "Nella scuola che Mario ha vissuto e che propone non c'è posto per bambini considerati più dotati o per quelli giudicati meno dotati, ma per bambini ciascuno dei quali ha un particolare potenziale da coltivare e sviluppare e mettere in comune". Un grande classico per ricordare che occuparci dei bambini vuol dire avere a cuore il futuro di tutti.