Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Soggetto Alieni

Trovati 858743 documenti.

Quanto lontano dovrai correre
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Venturini, Letizia - Gotto, Gianluca

Quanto lontano dovrai correre

Mondadori, 25/11/2025

Abstract: "Non è mai semplice lasciarsi alle spalle il dolore e aprirsi di nuovo a se stessi, imparare a volersi bene quando il cuore è ferito e l'anima stanca. Ma è necessario. Possiamo sempre scegliere in cosa trasformare il male che ci accade. Io ho scelto di trasformarlo nella mia più grande occasione." Letizia ha vent'anni quando subisce violenza da un professore della sua università. Una violenza che la priva di tutto: fiducia, spensieratezza, felicità. Da quel momento il dolore diventa parte di lei, e con il tempo compaiono anche attacchi di panico e disturbi alimentari a ricordarle quanto fragile sia diventata. Ma a volte basta una frase per cambiare tutto: "Non è un dono ciò che ti è successo, non è niente di bello. Ma è successo, e ora sta a te decidere come sfruttarlo per uscirne". Poche parole, semplici e luminose, che le riaccendono qualcosa dentro: forse può davvero ricominciare e riscrivere la sua storia da zero. Ed è così che Letizia decide di partire, zaino in spalla e senza un piano. Il viaggio la porta lontano, in Asia prima e in Sudamerica poi, tra monasteri buddhisti, ashram immersi nel silenzio, antichi rituali ed esperienze di volontariato. Giorno dopo giorno, quella che inizialmente sembra una fuga dalla sofferenza si trasforma in un percorso di crescita e guarigione, attraverso paesaggi indimenticabili e incontri ricchi di significato. Sarà in Guatemala, in un piccolo villaggio di curandere, che Letizia comprenderà finalmente che non serve continuare a scappare, perché nessun luogo potrà mai offrirle la risposta che cerca: solo imparando ad amare se stessa e mettendo la sua storia al servizio degli altri potrà salvarsi. Quanto lontano dovrai correre è una testimonianza autentica e toccante su come superare il dolore e ritrovare la propria essenza. Un invito a guardare oltre i confini del quotidiano per scoprire nuove possibilità dentro e fuori di noi.

Quel profumo di brodo caldo. La cucina dei miei ricordi
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Zanicchi, Iva

Quel profumo di brodo caldo. La cucina dei miei ricordi

Mondadori, 25/11/2025

Abstract: Il profumo rassicurante dei cappelletti in brodo, il gusto semplice dell'erbazzone, l'aroma avvolgente del ragù alla bolognese, il sapore evocativo della polenta di castagne... In queste pagine troverete le ricette tradizionali dell'Appennino tosco-emiliano, dove Iva è cresciuta imparando a cucinare dalle donne di casa. Un trionfo di burro e di formaggi, di funghi e di patate, di polenta e di fritture. Una cucina povera di ingredienti ma ricca di sapori, per non farsi mai mancare il rito del convivio, del mangiar bene in compagnia. Iva, come si scopre leggendo Quel profumo di brodo caldo, è bravissima a evocare le atmosfere di allora, quelle cucine fumose dominate dal focolare, dove attorno a un tavolaccio di legno si consumavano i lunghi pranzi in famiglia. Ma troverete altre ricette del tutto inaspettate, come il borsch, lo strudel o la bouillabaisse... Perché la logica di questo libro di cucina è dettata dalla memoria: ogni piatto risveglia nell'autrice dei ricordi, o viceversa ogni ricordo, ogni aneddoto del passato è sempre legato a un sapore, a un profumo, a un godimento del palato. Così il borsch le ricorda l'affascinante Sascha, sua guida durante una tournée a Mosca; lo strudel gustato nel primo tour in Germania la riporta agli inizi della sua lunga carriera; la bouillabaisse scoperta a Cannes è legata in modo indelebile a un episodio professionale non piacevole. Nel libro, le storie dell'infanzia povera in campagna si alternano al racconto di momenti indimenticabili di una carriera all'insegna del successo: il "bidone" tirato a Frank Sinatra a New York, l'abbraccio del suo mito Gilbert Bécaud, l'infatuazione giovanile per Ermanno Olmi... Come se Iva volesse significare che la ragazzina di Vaglie che ha sofferto la fame e la diva tre volte vincitrice a Sanremo sono sempre la stessa persona. E che proprio quella fame, quell'appetito di cibo e di vita, sia stata la potente spinta che l'ha portata alle stelle.

Assassinio sotto il vischio
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Coles, Richard - Kampmann, Eva

Assassinio sotto il vischio

EINAUDI, 18/11/2025

Abstract: Una festa. Una ricetta segreta. Un delitto. A Natale siamo tutti piú... diabolici. È il venticinque dicembre e nella nevosa cornice del villaggio di St Mary Champton il reverendo Daniel Clement, parroco anglicano e uomo riflessivo, ha organizzato un pranzo natalizio per amici e parenti nella casa in cui vive con la madre. Tra gli ospiti figurano Jane Cabot, aristocratica sofisticata ed egocentrica, e suo marito Victor, enigmatico e silenzioso, con origini ebraiche che tiene discretamente nascoste. Tutto sembra procedere secondo la tradizione finché Victor, durante una partita di sciarada mimata, non cade a terra stringendosi la gola e muore. Un terribile omicidio è stato, forse, commesso nella cittadina di Champton e Daniel e il detective sergente Neil Vanloo dovranno risolvere il crimine e catturare l'assassino del giorno di Natale. - Pensi che avesse intenzione di ucciderlo? - Nella migliore delle ipotesi si tratta di un'imprudenza incredibile, - rispose Daniel. - Nella peggiore, di un omicidio assai ingegnoso. - Perché avrebbe avuto motivo di ucciderlo? - Non lo so. Certo, un gran numero di coppie sposate viene colto da un istinto omicida al tramonto del giorno di Natale, ma poche lo assecondano.

Dentro l'immagine. Il primo libro di semiotica visiva
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Manchia, Valentina

Dentro l'immagine. Il primo libro di semiotica visiva

EINAUDI, 18/11/2025

Abstract: A partire da una cornice storico-teorica, Dentro l'immagine introduce questo doppio sguardo mostrandolo in azione, attraverso una serie di esempi tratti dai campi piú diversi, dall'arte alla pubblicità, dalla fotografia alla grafica, dalle visualizzazioni di dati alle immagini generative, e in dialogo con gli attuali studi sulle immagini. Un ciclo di affreschi racconta una storia, un post ci diverte, un reportage ci fa indignare per quello che testimonia. Vediamo un'immagine e ne cogliamo il senso, il piú delle volte, in modo spontaneo, immediato. Ma cosa mette una rappresentazione nella condizione di significare? Come può la disposizione delle figure in un quadro comporsi in un racconto? Com'è che un meme riesce a coinvolgerci? In che modo una fotografia dirige la nostra attenzione? Ma un'immagine non è solo quello che rappresenta: difatti anche un quadro astratto, un'installazione, una collezione di moda, un percorso espositivo in qualche misura ci parlano. Come possiamo prestare ascolto al piú fondamentale linguaggio del visibile, fatto solamente di linee, forme, colori, texture? La semiotica visiva propone metodi, modelli e strumenti per guardare in modo consapevole a quello che vediamo, cogliendo l'architettura interna e allo stesso tempo l'efficacia del tutto unica di ogni immagine, senza dimenticare che anche la rappresentazione piú realistica dipende da una mistura di accordi e contrasti, che siano di pennellate o pixel.

L'invenzione della preistoria. L'ossessione per l'origine dell'uomo e della civiltà
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Geroulanos, Stefanos - Manna, Alessandro

L'invenzione della preistoria. L'ossessione per l'origine dell'uomo e della civiltà

EINAUDI, 18/11/2025

Abstract: Non c'è forse storia piú grandiosa di quella del modo in cui l'umanità è emersa dalla confusione della natura. Non è un caso che tanti libri ne parlino. Spesso però ne parlano in maniera superficiale e insieme altisonante; e spesso lo fanno nascondendo dei secondi fini. A molti piace infatti pensare che essere umani, oggi, significhi partecipare a una grande avventura che accomuna tutti fin dalle nostre umili origini e che punta verso un futuro radioso. È una prospettiva rassicurante, certo, ma, purtroppo o per fortuna, le cose non stanno cosí. "L'invenzione della preistoria smonta le idee piú diffuse sulle origini dell'umanità. Una storia delle idee come dovrebbe essere scritta". Pankaj Mishra Diamo per scontato che la preistoria, che l'idea di preistoria, sia sempre esistita. Invece è un'invenzione relativamente recente. E lungi dall'essere un neutro settore della scienza, è invece una narrazione sempre mutevole in cui la scoperta si mescola con la rappresentazione. Fino a una trentina di anni fa, per esempio, quando a scuola si parlava degli uomini di Neanderthal venivano descritti come dei bruti: esseri ingobbiti, violenti e dai tratti scimmieschi, troppo stupidi per sopravvivere all'irresistibile ascesa dell'Homo sapiens. Oggi invece hanno cambiato aspetto, si sottolinea la loro enorme scatola cranica, piú grande di quella di un Sapiens, e sono spesso mostrati con tratti somatici piú gentili: hanno i capelli rossicci tendenti al biondo e gli occhi chiari. Ciò è dovuto certo a nuove scoperte, almeno in parte. Ma il fatto che somiglino cosí tanto a chi queste scoperte le ha fatte non è un caso, e ci dice molto su quanto le nostre origini siano un campo di battaglia che riguarda piú il presente del passato. Questo discorso può valere per ogni periodo storico, ma vale molto di piú per un periodo di cui ci sono poche testimonianze, nessuna delle quali è in grado di parlarci senza essere interpretata. Ma le origini umane non sono una mera astrazione, né un semplice spunto per condurre degli esperimenti di pensiero o un'indagine scientifica pura. E nel nome di queste origini, dal XIX secolo ai giorni nostri, sono state formulate teorie della razza, si sono consolidati imperi fondati sulla violenza e sulla sopraffazione e sono stati compiuti orribili massacri. "Un libro vivace che senza dubbio inquieta ma che sorprendentemente lascia alla fine un senso di speranza". "The New York Times" "La forza del libro di Geroulanos sta nell'ampiezza del suo sguardo. Spazia felicemente dalla pseudoscienza di Freud e Jung alle ossessioni naziste per le origini, ai dibattiti dell'Unesco sul razzismo e ai moderni filoni femministi della teoria sociale... Il problema della preistoria è ancora oggi immensamente attuale ed è necessario ricordarsi dei suoi abusi. Geroulanos lo ha fatto in modo vivido". "The Wall Street Journal"

Farsi male. Variazioni sul masochismo
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Lingiardi, Vittorio

Farsi male. Variazioni sul masochismo

EINAUDI, 25/11/2025

Abstract: Succede a tutti di farsi male, ma possiamo imparare a riconoscere le sofferenze che ci colpiscono alle spalle da quelle a cui noi stessi, piú o meno consapevolmente, ci consegniamo. Vittorio Lingiardi delimita un territorio vastissimo e oscuro: percorre la storia dei nostri dolori e traccia un confine tra convivenza e connivenza. Masochista è un aggettivo che turba, ma qui non si parla di fruste e manette: lo sguardo è sulla personalità e sulle relazioni. Lingiardi ci accompagna in stanze interiori, arredate con gli spigoli aguzzi dell'autocritica, le mensole inaccessibili dell'ideale dell'Io, le casseforti del sabotatore interno, le lavatrici interminabili del senso di colpa. Un racconto sulla vita di tutti i giorni, con un finale sul masochismo politico e il dolore del mondo. Pagine scritte con le parole della psicoanalisi, della poesia, del cinema.

Lacrimae rerum
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Valduga, Patrizia

Lacrimae rerum

EINAUDI, 18/11/2025

Abstract: In questa nuova raccolta di Patrizia Valduga sono numerose le assonanze tematiche con i libri precedenti (nostalgie e solitudini, desideri e indignazioni), ma qui la meditazione sulla vita che "vola via" viene trafitta dalla tragica attualità delle guerre in corso. Nel flusso di umori ed emozioni si affaccia l'urgenza di reagire alle ingiustizie di "questa età cruenta e tenebrosa". E gli scoramenti trovano qualche ristoro - non la salvezza, ma un punto d'equilibrio - nella cura formale, nell'intensità del canto e della pulsione metrica: "Poesia, è ora: prendimi per mano, | tu, gioia e gioventú di un cuore umano!" I distici di endecasillabi a rima baciata compongono l'architettura dei dissidi e l'orchestrazione delle diverse voci: "io mi sdoppio e mi striplo a mio piacere". Ed ecco allora la donna con le sue passioni, la poetessa che sorveglia la qualità del dettato o battibecca con una voce interiore che col suo metronomico entrare e uscire di scena scandisce la "guerra della mente", e c'è perfino lei stessa postuma, mentre ricerca nella clessidra del tempo la sparsa polvere dell'essere. Un teatro dell'interiorità che reagisce alle storture del mondo e in cui si susseguono inquietudini, ironie, sconsolati recitativi seguiti da fiere arie di vendetta: "Ne ho abbastanza di angosce e di sconforti... | Io voglio vendicare tutti i morti | di queste guerre vere e d'invenzione | volute da chi merita il mio drone".

Paparazzi
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Piccolo, Francesco - Piccolo, Francesco

Paparazzi

EINAUDI, 18/11/2025

Abstract: Ottantuno immagini che restituiscono la magia della "Hollywood sul Tevere", catturata negli anni Cinquanta e Sessanta da quei fotografi che, dopo La dolce vita di Federico Fellini, vennero chiamati paparazzi. Rino Barillari, Aldo Durazzi, Marcello Geppetti, Giuseppe Palmas, Pierluigi Praturlon, Carlo Riccardi, Tazio Secchiaroli, Elio Sorci e tanti altri sono stati protagonisti - insieme alle celebrità che immortalavano - di quell'epoca d'oro. Francesco Piccolo racconta le loro fotografie con il suo sguardo unico, innamorato e affabulatorio. Questo libro raccoglie un'ottantina di fotografie scattate fra gli anni Cinquanta e Sessanta dai fotoreporter universalmente noti come paparazzi. Come ci fa notare Francesco Piccolo, che per noi le commenta con il suo sguardo unico, innamorato e affabulatorio, i fotoreporter non sono solo gli autori delle foto ma anche alcuni fra i protagonisti delle notti indimenticabili che queste foto documentano. Chi l'aveva capito benissimo era Federico Fellini, che lo raccontò nel film che a quella stagione ha dato il nome, La dolce vita. Lo stesso film in cui viene coniato anche il termine con cui questi fotografi sono ormai chiamati in tutto il mondo. Mai come in quegli anni a Roma, la "Hollywood sul Tevere", sembra avvenire un cortocircuito, uno sfumare dei confini tra cinema e vita. Divi e fotografi si inseguono come guardie e ladri in notti folli e imprevedibili, nel grande gioco della mondanità e del divertimento. Non sempre è un gioco innocente: a causa di quegli scatti rubati, gli amori travolgenti delle celebrità finiscono. I fotografi, invece, a volte finiscono all'ospedale. Ma la caccia allo scatto rivelatore, il piú vero, non per forza il piú bello, è troppo avvincente. I paparazzi sono disposti a tutto: lunghissime attese, focosi alterchi e pure qualche gelato in faccia. Lo scopo è far sognare chi quelle foto le guarderà: sui rotocalchi all'epoca, in questo libro oggi. Via Veneto, poi, in quegli anni è un sogno a cielo aperto, alla portata di tutti. Chi ci cammina può avere la fortuna di imbattersi in una star che perde la scarpa come Cenerentola, in un'altra che accarezza un ghepardo al guinzaglio, in un pugile che dirige il traffico o in Domenico Modugno che rimette al suo posto Frank Sinatra. E cosí è per chi sfoglia queste pagine, con un pizzico di nostalgia, ammirando la bellezza di Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Jean-Paul Belmondo, Claudia Cardinale, Ingrid Bergman e molti altri. Come la bellezza, anche la frivolezza, ci ricorda Francesco Piccolo, può salvarci la vita, e i pettegolezzi sono un ingrediente fondamentale della conversazione umana.

Antimacchine. Mancare di rispetto alla tecnologia
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Tanni, Valentina

Antimacchine. Mancare di rispetto alla tecnologia

EINAUDI, 18/11/2025

Abstract: Siamo condannati a essere spettatori passivi davanti alle mutazioni digitali che regolano e mettono a profitto le nostre vite? Oppure esiste un modo diverso di usare la tecnologia, che la sfidi e la metta in crisi? La risposta è sí, esiste. Perché le macchine sono scatole dalle quali possiamo uscire, che possiamo imparare a guardare da fuori e smontare, appropriandocene. L'autrice di Exit reality ci ricorda che quando la tecnologia impone regole e dogmi, l'unica reazione sana è mancarle di rispetto. Oggi tendiamo a vivere la tecnologia come una minaccia. Abbiamo sempre la sensazione che ci sottragga tempo, attenzione, identità, dati. E non abbiamo tutti i torti, perché in tanti casi è proprio quello che succede. I dispositivi che ci troviamo tra le mani sono progettati per condizionare i nostri comportamenti ed estrarre valore dall'utilizzo che ne facciamo. Ogni innovazione tecnologica che arriva sul mercato è avvolta da un involucro narrativo fatto di promesse, speranze e credenze. Una cornice ideologica che la innalza a dogma e richiede un'adesione totale e incondizionata. Il legame tra tecnologia e religione, del resto, non è nuovo. Se un tempo però si trattava di una fiducia ingenuamente entusiasta nel progresso, adesso questa fede ha assunto sfumature cupe e apocalittiche: la tecnologia deve salvare il mondo oppure minaccia di distruggerlo. E quindi possiamo solo accettarla supinamente o rinnegarla. Ma dev'essere proprio cosí? Non potremmo invece provare a usarla a modo nostro, disobbedendo alle regole prestabilite e spingendoci nei territori dell'imprevisto, dell'improprio, persino dell'errore? Soltanto immaginando (e praticando) soluzioni alternative, è possibile rigettare l'idea di un progresso lineare e predeterminato, oltre che demistificare le narrazioni sproporzionate e ingannevoli prodotte dall'industria tecnologica. In queste pagine Valentina Tanni esplora il lavoro di artisti, hacker, attivisti e comuni utenti che hanno scelto di ignorare "il libretto delle istruzioni" e usare la tecnologia, il digitale e la rete in modi inaspettati, radicali ed emancipatori. Perché se credere nella tecnologia oggi è un dogma, rifiutare la macchina come oracolo e come sistema di potere è un'eresia necessaria. Se la dottrina prevede una fede incondizionata, allora va smontata e derisa, mettendo in crisi il pensiero unico, e coltivando forme pratiche di scetticismo e atti insensati di disordine.

Carlo VIII e la campagna d'Italia
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Commynes, Philippe de - Daviso di Charvensod, Maria Clotilde - Pedullà, Gabriele - Daviso di Charvensod, Maria Clotilde

Carlo VIII e la campagna d'Italia

EINAUDI, 18/11/2025

Abstract: Nei due libri "italiani" dei Mémoires il racconto dei fatti politici e militari si incrocia continuamente con le impressioni del viaggiatore. Commynes scende nella penisola per la seconda volta nella sua vita, ma il nuovo soggiorno, assai piú lungo, gli dà il tempo di familiarizzare con luoghi e usanze come in precedenza non era successo. A fronte della rapida descrizione della situazione politico-diplomatica del 1478 che si legge nel capitolo VI.4 dei Mémoires, adesso Commynes si apre a una serie di notazioni sugli aspetti piú diversi della penisola, di cui percorre una parte importante delle province centrosettentrionali: Asti, Pavia, Piacenza, Brescia, Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Ferrara, Bologna, Firenze, Siena, Pisa, Lucca, Torino, Milano, per menzionare solo alcuni degli insediamenti urbani allora piú popolosi. Quasi per ogni sosta si depositano nella pagina osservazioni fulminanti di poche righe: vere e proprie folgorazioni di un uomo che arriva da un mondo per certi versi assai distante da quello italiano e che per questo si impegna a lasciare sulla pagina traccia dei mille dettagli che ogni giorno lo sorprendono. dall'introduzione di Gabriele Pedullà Philippe de Commynes è stato il primo consigliere di Luigi XI per la gran parte del suo regno. Caduto in disgrazia alla sua morte, fu ripescato per la sua esperienza e i suoi contatti italiani quando Carlo VIII cominciò a pensare a un intervento militare in Italia. E cosí i due ultimi libri dei suoi famosi Mémoires sono dedicati proprio alla preparazione e alla conduzione della campagna d'Italia. Attraverso la penna di Commynes possiamo vedere tratteggiate le figure di Ludovico il Moro, di Piero de' Medici, di Savonarola e di tutti gli altri personaggi in gioco in quel momento cruciale della storia italiana. Con un punto di vista ben diverso da quelli, Guicciardini in primis, a cui siamo abituati. Acutezza dello sguardo, stile veloce e diretto, riflessioni politiche profonde (spesso erroneamente accostate a quelle di Machiavelli): sono le caratteristiche dei Mémoires che ne hanno fatto uno dei capolavori del genere autobiografico e un classico della storiografia apprezzato da Montaigne, Michelet e Sainte-Beuve. L'Einaudi li aveva pubblicati integralmente nel 1960, per l'intuizione di un grande storico come Federico Chabod. Ora ne riproponiamo i due libri dedicati all'Italia con la medesima traduzione di Maria Clotilde Daviso di Charvensod e con un ampio e aggiornato saggio di Gabriele Pedullà."Poi nacque gran discordia fra il signor Ludovico e il signor Roberto di San Severino; poiché, come sempre succede, due grandi non possono sopportarsi. Il campo rimase al signor Ludovico, e l'altro se ne andò al servizio dei Veneziani; ma due suoi figli, messer Galeazzo e il conte di Caiazzo, tornarono al servizio del detto signor Ludovico e dello stato di Milano, alcuni dicono con il consenso del padre e altri no. Comunque sia, il signor Ludovico li prese in grande predilezione e se ne serví, e se ne serve ancora adesso. Bisogna anche dire che il padre loro, il signor Roberto, era degli Sforza, nato da una figlia bastarda; ma in Italia non si fa grande differenza fra un figlio bastardo e uno legittimo. Dico questo perché essi aiutarono assai a condurre la nostra impresa d'Italia". "A Venezia ricevettero Piero de' Medici con gran timore, tanto temevano di scontentare il re; intanto stette due giorni fuori della città. Io avrei voluto venirgli in aiuto tanto piú che non avevo avuto nessuna istruzione dal re contro di lui; dissi quindi che credevo che fosse fuggito da Firenze per paura del popolo, e non per volere del re. Cosí entrò a Venezia, e, dopo che ebbe parlato con la Signoria, andai a visitarlo. Quando lo vidi mi parve che non fosse uomo da tornare a galla. Mi raccontò a lungo i casi suoi e gli feci animo quanto potei".

Comprensorio Rossolago
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Moscardelli, Chiara

Comprensorio Rossolago

EINAUDI, 25/11/2025

Abstract: Sentimentalmente disastrosa, socialmente imbarazzante, fisicamente imbattibile, è stata addestrata a lottare come un ninja, ma non è una poliziotta né una detective. È solo una tatuatrice molto curiosa con un talento innato per risolvere misteri. Da sempre impreparata a nuotare in quel mare in burrasca che è la vita, Olga Bellomo cerca di godersi un po' di inaspettata tranquillità: sta cominciando a smantellare le barriere emotive che aveva costruito con tanta fermezza, e a far spazio poco alla volta a quei sentimenti che il padre le aveva insegnato a tenere lontani, anche quando questo significa dover rinunciare all'unico, vero amore che abbia mai avuto: il giornalista di nera Gabriele Pasca. La serenità però non dura a lungo. Il corpo di una donna viene scoperto in un bidone della raccolta differenziata, sepolto tra contenitori in Tetra Pak, vecchi giornali e volantini dell'autolavaggio. In paese la gente è sconvolta, la polizia procede a fatica, ma una donna ha assistito all'omicidio. Il killer l'ha vista e ora le dà la caccia. Per Olga è impossibile non investigare. Con l'aiuto dei suoi stravaganti amici, la ragazza si lancia in un'indagine che la costringerà a confrontarsi con vecchie storie di tradimenti e vendetta, fino a scoprire che la verità è spesso nascosta in dettagli che nessuno vuole guardare."La migliore scrittrice di rosa-crime italiana". Brunella Schisa, "Il Venerdí - la Repubblica" "La sua cifra stilistica è l'ironia". Jessica Chia, "Corriere della Sera" "Travolgente". Francesca Pellas, "Il Foglio"

Il patto del re
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Hill, Joe

Il patto del re

EDIZIONI PIEMME, 25/11/2025

Abstract: Arthur Oakes è un avido lettore, sognatore e studente del Rackham College, nel Maine, luogo rinomato per i suoi inverni gelidi, l'eccezionale biblioteca e gli splendidi edifici. Ma il suo idillio - e la nascente storia d'amore con Gwen Underfoot - vanno in frantumi quando una spacciatrice locale e il suo partner lo costringono a commettere uno dei peggiori crimini che possa immaginare: rubare libri rari dalla biblioteca del college. Finito in un angolo, Arthur si rivolge ai suoi cinque amici più cari in cerca di aiuto. Insieme escogitano un piano folle e fantastico per liberare Arthur dalla crudele trappola in cui si ritrova. Il ricco e irrefrenabile Colin Wren suggerisce di usare l'inquietante Diario di Crane (rilegato con la pelle del suo autore) per evocare un mostro che esegua i loro ordini. Gli altri, la coraggiosa e bellissima Allison Shiner, i gemelli combattivi Donna e Donovan McBride e l'intelligente e audace Gwen, non esitano a unirsi a Colin nel tentativo di distruggere la realtà e portare una creatura dell'impossibile nel nostro mondo. Purtroppo il loro piano funziona. E non c'è niente di semplice nell'affrontare le creature dell'occulto, e così il loro accordo per salvare Arthur diventa un patto terrificante in cui i sei devono scegliere un nuovo sacrificio umano per il Re ogni anno, o diventare il suo prossimo pasto.

La verità è che non ti ho mai dimenticato
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Ollerongis, Mattia

La verità è che non ti ho mai dimenticato

SPERLING & KUPFER, 25/11/2025

Abstract: Elia e Arianna si incontrano tra i banchi di scuola. Sono giovani, impazienti, affamati d'amore. E forse per questo finiscono per farsi male. Come spesso accade, la vita li porta altrove, lungo strade diverse: lui diventa scrittore a Madrid, lei rimane a Trieste, a insegnare. Ma un giorno, per caso, si ritrovano. E anche se hanno imparato a stare lontani, anche se si sono ripetuti mille volte che era giusto così... la verità è che non si sono mai dimenticati. Perché esistono amori che resistono a tutto. Altri che si consumano con il tempo. Altri ancora cambiano forma, si perdono, ritornano, per allontanarsi di nuovo e ritrovarsi ancora diversi, ma sempre uguali. Ma ogni volta che si dice addio, si lascia indietro qualcosa. Una parte di noi. Una geografia fatta di sguardi, sospiri e parole mai dette. Si prova a ricominciare da capo, per avere un po' di pace dopo tanta tempesta. Con il suo stile inconfondibile, due racconti separati ma profondamente legati, Mattia Ollerongis torna a parlare di amore - quello che esplode, fa male e, nonostante tutto, non smette mai di esistere.

A Firenze gira voce
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Borries, Christine von

A Firenze gira voce

EDIZIONI PIEMME, 18/11/2025

Abstract: Nelle aule del tribunale di Firenze si celebra il processo dell'anno. Attilio Bergamini, amministratore delegato della Safe Word, è accusato di bancarotta fraudolenta. La condanna sembra segnare la sua fine, ma la caduta di un uomo potente non avviene mai in silenzio: poco dopo, l'eco di una pistola squarcia la calma del palazzo di giustizia. Quel giorno a sostenere l'accusa c'è Valeria Parri, pubblico ministero divisa tra una professione che la consuma e la fragile salute del figlio appena nato. Con lei ci sono Giulia Gori, giornalista d'inchiesta pronta a tutto, Monica Giusti, commercialista brillante segnata da relazioni tumultuose, ed Erika Martini, poliziotta determinata a far luce sulla sparatoria. Quattro amiche, quattro donne di successo, madri single con vite sentimentali complicate e carriere che non lasciano tregua. In un mondo dominato da uomini influenti, scelgono di non arrendersi e trovano l'una nell'altra il coraggio per svelare inganni, minacce e abusi di potere. A Firenze gira voce è un giallo serrato che, in un crescendo di colpi di scena, intreccia la ricerca della verità a tutti i costi con la forza della lealtà. Sullo sfondo una Firenze bellissima e crudele, in cui quattro protagoniste indimenticabili dimostrano che, contro i soprusi, niente è più forte della solidarietà femminile.

Quasi sapiens. Dalla scimmia a Trump. Come l'umanità se l'è cavata in 100 cenni storici
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Damini, Guido

Quasi sapiens. Dalla scimmia a Trump. Come l'umanità se l'è cavata in 100 cenni storici

UTET, 18/11/2025

Abstract: Diciamoci la verità: per la maggior parte di noi, la Storia è fatta di alcuni capisaldi persi in una melma indistinta di ricordi annebbiati. Si stagliano magari le idi di marzo, la scoperta dell'America o l'impresa dei Mille, e intorno galleggiano imperatori romani dai nomi bizzarri (Caracalla, chi era costui?), oscure guerre franco-prussiane, date cruciali mandate a memoria ma ormai mute e insondabili come la Sfinge. Se appena ci sforziamo di ricordare meglio, nel caos della mente appaiono a lampi le invasioni di ostrogoti e visigoti, le litanie di vassalli, valvassori e valvassini, le paci di Versailles, di Augusta, di Westfalia... Ma niente paura, Guido Damini è qui per salvarci, con lo sprezzo del pericolo di un autoproclamato "storico da bar". Forte del successo del podcast Cenni storici per fare lo splendido, Damini ha infatti deciso di alzare il tiro: e se fosse possibile raccontare l'intera avventura dell'umanità in cento cenni di poche pagine l'uno? Il risultato dell'esperimento è Quasi sapiens, una cavalcata folle nella storia mondiale, sulle tracce del buffo e forse circolare percorso che va dalla scimmia a Trump. Con l'ambizione di mescolare risate caustiche e rigore scientifico, si alternano piccole vicende di grandi statisti e incredibili avventure di personaggi ignoti ai più; illuminanti bignami sui sistemi di prestito delle banche rinascimentali (più divertenti di quello che si crede!) e feroci processi storici all'Illuminismo o alla Rivoluzione industriale, alimentati dal sacro fuoco della satira e del lol. Costruito come il podcast sulla misura brevissima del "cenno storico", Quasi sapiens è in grado di rivelarci una trama nascosta che intreccia spigolature e massimi sistemi - una controstoria minuscola che però rivela molto del Mondo e della Storia con le maiuscole.

Se devo morire. L'ultimo grido del poeta di Gaza
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Alareer, Refaat

Se devo morire. L'ultimo grido del poeta di Gaza

EDIZIONI PIEMME, 25/11/2025

Abstract: La poesia "Se devo morire" (If I Must Die) del poeta palestinese Refaat Alareer, pubblicata pochi giorni prima della sua uccisione in un attacco israeliano, ha fatto immediatamente il giro del mondo. La sua morte ha trasformato il testo in una storia globale: è stato tradotto in più di quaranta lingue, ripubblicato ovunque, condiviso milioni di volte sui social e interpretato da voci di tutto il pianeta, da lettori sconosciuti ad attori come Brian Cox. "Se devo morire" è il cuore di questa raccolta, che riunisce le poesie più intense di Refaat Alareer: versi sulla politica, la letteratura, la famiglia e la sopravvivenza sotto assedio nella Striscia di Gaza. Testi inediti in Italia che celebrano uno scrittore, un insegnante e un attivista straordinario, la cui voce resta un atto di resistenza e di fede nell'umanità. Un omaggio potente al potere delle parole contro la barbarie, e alla luce che continua a brillare nella terra che lo ha perduto.

Saggezza e follia. La mia vita, i miei incontri, i miei valori e il nostro futuro
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Mazzi, Antonio

Saggezza e follia. La mia vita, i miei incontri, i miei valori e il nostro futuro

EDIZIONI PIEMME, 25/11/2025

Abstract: Antonio aveva solo tredici mesi quando suo padre morì improvvisamente, lasciandolo solo con una mamma sofferente, incinta del secondo figlio. La sua è stata un'infanzia difficile, segnata dalla povertà, dalla solitudine, dalla paura e l'incertezza per il futuro, in un'Italia che stava sprofondando nei terribili anni della Seconda guerra mondiale. Non era un ragazzino semplice, Antonio: non gli piaceva la scuola, era indisciplinato e arrabbiato, soprattutto con Dio, colpevole, ai suoi occhi, di aver portato via il suo papà. Solo anni dopo avrebbe compreso che senza quella perdita non ci sarebbe stata la vocazione: quella di divenire prete, sì, ma soprattutto di essere padre per tutti coloro che, persi e spaventati, avrebbero avuto bisogno di lui, di una mano che li tirasse fuori dall'abisso. Il cammino che lo ha portato a diventare il don Mazzi di Exodus che tutti conosciamo è stato lungo e accidentato, pieno di dubbi, sfide, incontri difficili, ma illuminato da un unico obiettivo: fare del bene. Per la prima volta, don Antonio Mazzi si racconta in questa autobiografia sincera, dura e commovente, ripercorrendo i frenetici anni della giovinezza e quelli più riflessivi della vecchiaia, condividendo pensieri sull'esistenza, sulla morte, sul futuro. Pagine dense e incalzanti che si leggono come un romanzo, il romanzo di una vita al servizio degli altri, votata alla costruzione di un mondo migliore. In un tempo in cui la speranza sembra affievolirsi giorno dopo giorno, il messaggio di don Mazzi risuona forte e chiaro: non smettiamo di credere nel domani.

Dalla parte delle divise
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Chirico, Annalisa - Piantedosi, Matteo

Dalla parte delle divise

EDIZIONI PIEMME, 25/11/2025

Abstract: "Dalla parte delle divise dovremmo essere tutti, ogni giorno. Ogni cittadino che creda nella forza superiore della legge, ogni sincero democratico che sostenga il principio fondante dello Stato di diritto (sovrana è la legge) dovrebbe essere dalla loro parte. La sicurezza non è un valore né di destra né di sinistra: è di tutti. È un bene pubblico, come salute e istruzione. O così dovrebbe essere. Nella realtà esistono poche questioni divisive come il sostegno alle nostre forze dell'ordine. Ogni volta che si verifica un caso di cronaca legato all'esercizio delle loro funzioni, si scatena il coro denigratorio e criminalizzante che tratta poliziotti e carabinieri come presunti colpevoli". Nella prima parte, tra riflessioni e aneddoti personali, ma soprattutto risultati ottenuti, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, in una lunga intervista, affronta le tematiche più stringenti dell'attualità politica; nella seconda parte Annalisa Chirico passa in rassegna i casi di cronaca più conosciuti degli ultimi anni per evidenziare come spesso le forze dell'ordine vivano situazioni complicate e vengano marchiate come colpevoli quando un episodio criminale finisce in tragedia. Dalla repressione dei cortei ProPal, al caso di Villa Verucchio o ancora al tragico epilogo del giovane Ramy, chi viola la legge diventa vittima, chi fa il proprio mestiere finisce nel tritacarne mediatico giudiziario. Con una parte politica, o almeno alcuni segmenti di essa, invece, che cavalca la protesta antagonista, contro gli "sbirri".

Come fiori nella neve
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Harnesk, Tina

Come fiori nella neve

EDIZIONI PIEMME, 25/11/2025

Abstract: Máriddja ha ottantacinque anni, un marito brontolone e un po' svanito e una diagnosi sciagurata che non intende condividere con nessuno, tantomeno con lui. In fondo, Biera si dimentica già abbastanza cose: perché ricordarsi proprio della malattia di sua moglie? E poi c'è un'altra faccenda: in una famiglia sámi tradizionale come la loro, il passaggio tra la vita e la morte è un momento fondamentale nel grande ciclo dell'esistenza. Così, in una casa che scricchiola come il ghiaccio al disgelo, Máriddja escogita un piano: trovare qualcuno che si prenda cura di Biera quando lei non ci sarà più. E magari, se la vita è gentile, anche ritrovare quel ragazzo che un tempo chiamava figlio e che ora sembra perso chissà dove. Per fortuna c'è Siré, la voce dentro il cellulare di Biera, sempre pronta con un "Posso aiutarla?". E forse sì, stavolta può davvero. Nel frattempo, a chilometri di distanza, un giovane di nome Kaj trova una vecchia scatola piena di misteriosi oggetti sámi appartenuti a sua madre. E mentre la neve ricopre le montagne, le vite di Kaj e Máriddja iniziano, piano piano, ad avvicinarsi. Una storia sull'amore che resiste, sui segreti che il ghiaccio non riesce a seppellire e sulla meravigliosa confusione che è la vita quando non si ha più nulla da perdere. Per chi crede che non sia mai troppo tardi per un piccolo colpo di scena.

Variation. Ediz. Italiana
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Yarros, Rebecca

Variation. Ediz. Italiana

SPERLING & KUPFER, 25/11/2025

Abstract: Dalla ballerina d'élite Allie Rousseau ci si aspetta la perfezione. Sempre. A ogni costo. Ma quando un infortunio mette a repentaglio tutto ciò per cui ha sacrificato ogni cosa, Allie torna a Haven Cove, nel rifugio estivo della sua infanzia, per guarire. O almeno provarci. Qui, in mezzo a onde gelide, silenzi carichi di dolore e fantasmi che non l'hanno mai davvero lasciata, rivede Hudson Ellis: il ragazzo che l'ha salvata una volta, e che poi ha spezzato il suo cuore in mille pezzi. Hudson, aerosoccorritore della Guardia Costiera, sa bene che un attimo può fare la differenza tra la vita e la morte. Eppure, con lei ha esitato e porta ancora addosso il peso di un rimpianto che non riesce a scrollarsi di dosso. Quando alla porta di Allie si presenta una ragazzina che cerca la madre biologica, passato e presente collidono in un'esplosione di segreti, dolore e verità taciute. Tra baci rubati, ferite mai guarite e una promessa infranta, Allie e Hudson dovranno scegliere se proteggere sé stessi o rischiare tutto per ciò che li ha sempre uniti. Perché a volte il primo amore è anche quello impossibile da dimenticare, e certi legami, se sono reali, sanno resistere persino al tempo.