Trovati 858723 documenti.
Trovati 858723 documenti.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 15/05/2015
Abstract: Un viaggio, per quanto terribile possa essere, nel ricordo si trasforma in qualcosa di meraviglioso. La vita è un viaggio, e come tutti i viaggi si compone di ricordi. In questo libro, Banana Yoshimoto raccoglie preziosi frammenti di memoria e ci porta con sé, lontano nel tempo e nel mondo. Dalle emozioni del primo amore alla scoperta della maternità, dalle piramidi egiziane alla To¯kyo¯ degli anni settanta. Con la consueta leggerezza della sua scrittura, ricostruisce le emozioni dell'esistenza a partire da un profumo, da un sapore, da un effetto di luce o dal rumore della pioggia e del vento. È così che una pianta di rosmarino ci trasporta da un minuscolo appartamento di To¯kyo¯ al tramonto luccicante della Sicilia, e un contenitore pieno di alghe diventa l'occasione per esplorare il dolore di una perdita. I pensieri in libertà di Banana Yoshimoto ci accompagnano fino al centro del suo mondo letterario e lungo il nostro personale "viaggio della vita", fatto di promesse e incontri, di felicità e stupore, di malinconia e sofferenza. Dalle pagine di questo libro l'autrice ci invita a riappropriarci del nostro tempo e a non perdere mai la fiducia negli altri, perché quello che rimane, al termine del più difficile dei viaggi, è il riflesso nella nostra memoria di ogni singolo giorno vissuto.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 18/09/2015
Abstract: I Diritti Imperscrittibili Del Lettore I. Il diritto di non leggere II. Il diritto di saltare le pagine III. Il diritto di non finire un libro IV. Il diritto di rileggere V. Il diritto di leggere qualsiasi cosa VI. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa) VII. Il diritto di leggere ovunque VIII. Il diritto di spizzicare IX. Il diritto di leggere a voce alta X. Il diritto di tacere
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 02/01/2015
Abstract: Il successo di Daniel Pennac è un dato considerato ormai ovvio, ma c'è stato un tempo – parliamo del 1991 – in cui il suo nome era pressoché sconosciuto in Italia. Se oggi leggiamo della spericolata tribù di Benjamin Malaussène, il merito è di un'amicizia transnazionale fra Pennac e Stefano Benni, il quale consigliò a Feltrinelli la pubblicazione de Il paradiso degli orchi. Questa dritta ci ha permesso di seguire da vicino lo sviluppo di una delle voci più singolari della narrativa europea degli ultimi trent'anni. Da sempre sospeso tra le avventure ambientate nel quartiere di Belleville di Parigi e una dedizione appassionata al mondo della scuola, Pennac condensa la sua esperienza di professore nel romanzo autobiografico Diario di scuola. Alternando i ricordi del suo passato da allievo "riluttante" alle riflessioni che i suoi studenti gli suggeriscono, ci consegna una lettera d'amore per l'insegnamento e ci chiede di interrogarci sulla situazione delle scuole nel mondo. Tra episodi buffi, ricordi toccanti e affondi teorici, Pennac riscrive una sua pedagogia, mettendo al centro la volontà di ascoltarsi e una certa propensione all'amore. Solo così, suggerisce, è possibile tirare fuori il desiderio di sapere dei ragazzi; desiderio che, al contrario di quanto vogliano farci credere i professoroni e i giornalisti, è più vivo che mai. Serve giusto che qualcuno se ne prenda cura."Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l'armonia."
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 29/02/2016
Abstract: Il romanzo parte, non casualmente, al condizionale: "Sarebbe la storiadi un dittatore agorafobico" che, volendo andare a vivere tranquillamentein Europa e sfuggire all'orribile destino predettogli da una maga, sceglie unsosia, che a sua volta sceglie un sosia, che a sua volta sceglie un sosia…Inizialmente uguale come una goccia d'acqua al dittatore, a sua volta simile aRodolfo Valentino, lentamente il sosia, per inavvertibili ma costanticambiamenti, diventa simile a Quasimodo, pur mantenendo una leggera somiglianzacon il modello originario. Il popolo di Teresina, però, attribuisce ilcambiamento all'usura della politica. Teresina, già, un piccolo stato dell'AmericaLatina, del Brasile in realtà, anche se è un nome di fantasia.E "Quello che so di Teresina" è la seconda parte del romanzo, unabreccia sul "dietro le quinte", nell'officina del romanzo, ailluminare il punto di partenza della storia, il nucleo generatore di tutta lavicenda. Abbiamo così un'incursione autobiografica, un mosaico di frammenti,paesaggi, volti, storie, lettere, voci di amici scomparsi, fino allarievocazione di un viaggio compiuto da Pennac nell'interno del Brasile seguitoda un atterraggio di emergenza a Teresina e qui, la visione, di notte, in unapiazza circolare deserta e buia, di due uomini appoggiati a una bicicletta,sotto un lampione, che ridono di una luce livida ai loro piedi. Quando Pennac ei suoi amici si avvicinano scoprono che quella luce è un vecchio televisoreaccesso, rozzamente collegato al lampione, e gli uomini stanno vedendo Lacorsa all'oro, di Chaplin. Da questo ricordo, da questa"finestra" parte tutta la storia, tutto il romanzo.La terza parte, "La finestra", narra il destino del primo sosia, ilquale, innamoratosi per caso del cinema, lascia Teresina per diventare un grandeattore. Forse vale la pena di aggiungere che in realtà riuscirà solo adiventare un sosia di Rodolfo Valentino e morirà, solo, in una salacinematografica di Chicago durante la proiezione de Il grande dittatore.Nella penultima parte, "La tentazione dell'Interno", autobiografismoe narrazione si intrecciano sapientemente alle riflessioni sulla nascita deipersonaggi. E a occupare il centro della scena è proprio un personaggio, Sonia,la maschera che trova il corpo senza vita del sosia nel cinema, che, con unpassaggio insolito, passa dallo statuto di personaggio a quello di personareale, e diventa disegnatrice, oggi anziana signora che Pennac e la moglie Minneincontrano a Parigi per saperne di più sul personaggio del sosia. Inframmezzatecosì a riflessioni e ad amabili "fuori tema", seguiamo lechiacchierate, gli incontri dell'autore con il proprio personaggio fattosipersona in carne ossa e ben disposto a fare le pulci al romanzo che la racconta,a rettificare dettagli, a storcere il naso davanti a interpretazioni che noncondivide.Raccontata la proprio storia, Sonia chiede in cambio all'autore la fine dellastoria: che ne è del secondo sosia? Come va a finire la vicenda?Ecco la storia, ovvero ci è stata raccontata una storia, che a sua voltasi basa su storie reali, che a loro volta danno vita a dei racconti, e in unasorta di cerchio magico assistiamo alla fusione delle due dimensioni.
Risorsa locale
La lunga notte del dottor Galvan
Feltrinelli Editore, 18/09/2015
Abstract: Giovane medico di guardia al pronto soccorso di un grande ospedale parigino, Gerard Galvan non tiene alla carriera: vuole che sul suo ideale biglietto da visita (vera ossessione del brav'uomo) trovi finalmente spazio il proprio nome e la qualifica: Fondatore della società francese dei medici d'urgenza. Solo la notte al pronto soccorso (soprattutto la domenica e quando c'è la luna piena) un medico è veramente medico. Quando la dedizione coincide con il dare conforto. Così racconta Galvan a un suo interlocutore contro il bizzarro fondale di un'autofficina. Racconta della domenica in cui molti anni prima, fra crisi di asma e arti spappolati, era stato finalmente notato un uomo seduto su una sedia che, interpellato, sapeva solo ripetere: ‟Non mi sento tanto bene". Questo è l'inizio della folle notte del dottor Galvan. Salvare quell'uomo, impedire che muoia, questa diventa la sua missione. Peccato che a ogni sintomo e a ogni diagnosi facciano seguito un nuovo sintomo e una nuova diagnosi. Il malato passa da tutti gli specialisti, convocati d'urgenza a risolvere uno dopo l'altro crisi acute di ogni genere: occlusione intestinale, esplosione della vescica, attacco epilettico, attacco cardiaco. Viene anche convocato il luminare prossimo alla pensione ma ancora in grado di mettere in soggezione gli ex allievi. ‟Non mi sento tanto bene" ripete il paziente e il vecchio luminare lo dà per spacciato. La notte è lunga. Rimasto accanto al suo letto, Galvan si addormenta e al mattino il malato non c'è più. è morto? è sparito? Dove è stato portato? Galvan non sa neppure come si chiama. Nessuno lo sa. Colpo di teatro numero uno: il malato riappare. Colpo di teatro numero due: le cose che dirà e farà il paziente saranno per il buon Galvan la fine di un sogno. Ritmo frenetico, battute a raffica, brevi quadri delineati con umorismo feroce. Ironico, affettuoso e appena venato da un'ombra di amarezza, come nei migliori Malaussène.La lunga notte del dottor Galvan è anche uno spettacolo teatrale di Giorgio Gallione per il Teatro dell'Archivolto, in scena a partire dal novembre 2005. Protagonista Neri Marcorè.
Risorsa locale
Il Giubileo con guida pratica di Roma 2016 For Dummies
Hoepli, 09/11/2015
Abstract: Il Giubileo di Roma è uno degli eventi religiosi più importanti di sempre. Per questo Giubileo straordinario della Misericordia, voluto da Papa Francesco, sono attesi oltre 25 milioni di visitatori da tutto il mondo. Ecco allora tutti i suggerimenti per conoscere la storia del Giubileo e dei suoi papi, la via Francigena, i luoghi sacri di Roma e tanto ancora… con utili consigli per scoprire la città da insider: le visite da non perdere, ma anche le bellezze nascoste e i piccoli segreti per vivere Roma by day e by night.
Risorsa locale
Bompiani, 20/11/2015
Abstract: L'11 giugno 1940 Léon Werth si mette al volante della sua vecchia Bugatti per raggiungere, come ogni estate, Saint-Amour, nel Canton Giura. Di solito il viaggio dura nove ore. Ma si tratta di un anno diverso dagli altri: i tedeschi sono alle porte di Parigi; i suoi abitanti fuggono e si riversano sulle strade, insieme a milioni di altri francesi oltre che ai rifugiati. L'esodo è cominciato.In un viaggio lungo trentatré giorni, Léon vede timori e speranze di libertà di una nazione nel caos politico. Un libro "perduto" per decenni che ha una storia rocambolesca, salvato proprio da Antoine de Saint-Éxupery che lo portò negli Stati Uniti, dove però non trovò le stampe, e ora viene tradotto per la prima volta in Italia.
Risorsa locale
Lindau, 19/11/2015
Abstract: Nata dalle discussioni emerse durante e dopo il convegno Seeing beyond in facing death - Vedere oltre dinanzi al morire, la presente raccolta di saggi (curata da Ines Testoni, Guidalberto Bormolini, Enzo Pace e Luigi Vero Tarca) sviluppa il tema del morire, della morte e degli stumenti per vedere oltre questo confine secondo le scienze umane e le diverse tradizioni religiose (ebraica, cristiana, islamica, taoista, induista, buddhista). Sebbene esistano testi approfonditi sull'argomento, la particolarità della raccolta è quella di aver coinvolto studiosi, competenti in materie diverse, che professano anche tali convinzioni religiose. Scelta che avrebbe potuto essere limitativa, ma che invece ci consegna una testimonianza più profonda.Nella prefazione del filosofo Emanuele Severino c'è un pensiero che si impone, un pensiero dal quale non si può prescindere, e nel quale mettono radici i miti e tutte le grandi narrazioni religiose: "Qualcosa come uomo non esiste se non come convinzione di essere una forza che ha la capacità di trasformare il mondo e sé stessa". Ovvero, il senso essenziale che gli esseri umani assegnano al morire è il mutare in altro. Partendo dal filosofo dell'eternità, passando attraverso i punti di vista di eminenti pensatori e studiosi, il ciclo si chiude con la postfazione di Marco Vannini, uno dei massimi esperti di mistica, dalla quale emerge come lo sguardo dell'uomo che cerca di spingersi oltre la morte sia il segno della vita che vuole proseguire oltre. Ed è uno sguardo che "appartiene in proprio all'umanità in quanto tale, e, dunque, anche alle sue varie religioni".
Risorsa locale
Neri Pozza, 09/11/2015
Abstract: 1565, Venezia. Il sole non lambisce ancora il camposanto di San Zaccaria, quando il vecchio Giovanni si cala nella tomba del chierico Gregorio Eparco, il suo antico tutore, appena riesumata dai pissegamorti in cambio di tre ducati. Non vuole trafugare la bara di legno marcio o le ossa ricoperte di lanugine e muffa. Sta cercando un libercolo. Un diario "avvolto in una pezza di tela cerata, sigillata da un nastro nero", che lui stesso, cinquantanni prima, ha nascosto sotto la nuca del maestro, dopo aver giurato di non sfogliarlo né di farne parola con nessuno. Il giuramento, però, ora può essere infranto, poiché le annotazioni contenute in quellinvolucro sono lunico indizio in grado di condurre ad alcune preziosissime reliquie cristiane andate perdute. Il diario si apre nel 1452, quando Gregorio "la barba folta e nera" e un "fisico più da rematore che da mercante" giunge ad Adrianopoli insieme con il suo socio daffari, lebreo-veneziano Malachia Bassan.La città, strappata a Venezia dagli Ottomani un secolo prima, offre uno spettacolo raccapricciante agli occhi dei due giovani mercanti. Ventotto marinai di una galea da mercado della Serenissima, accusata di aver disubbidito agli ordini provenienti dalla fortezza di Boghaz-kesen, fatta costruire da Maometto II per controllare il traffico sul Bosforo, sono stati torturati, uccisi e lasciati alla mercé dei cani nelle pubbliche vie.Lintento del giovane Sultano, un ragazzo di diciannove anni magro e pallido, è chiaro: offrire una dimostrazione di forza prima di cingere dassedio la città che, per i cristiani, è la madre e la guida di tutto il mondo, lancella stessa del Padre: Costantinopoli, larca di santità che custodisce il maggior numero di reliquie cristiane. Mentre uno sparuto esercito di genovesi, greci e veneziani tenta di respingere lassalto dei turchi, Gregorio ha unidea: recuperare tutti "i frammenti di Paradiso" appartenuti ai santi e disseminati nelle chiese, nei sotterranei e dentro il Grande Palazzo imperiale di Costantinopoli, per salvare in tal modo la Cristianità. Unidea allettante anche per Malachia Bassan, nella cui mente si affaccia il pensiero che, male che vada, quelle reliquie così preziose possono pur sempre essere vendute. Così tra imboscate, fughe ed enigmi, i due giovani mercanti si accingono allimpresaCon una documentazione sterminata capace di riprodurre fedelmente larchitettura di Costantinopoli cinta dassedio dagli Ottomani e le strategie militari, le lingue, i culti e i costumi dellepoca, Paolo Malaguti scrive un romanzo davventura dallinarrestabile tensione narrativa. E ci consegna due protagonisti memorabili, figli del XV secolo: il saggio e ossequioso chierico Gregorio e limprevedibile ebreo Malachia.
Risorsa locale
Neri Pozza, 09/11/2015
Abstract: È il 22 marzo 1921. Davanti alle Piramidi d'Egitto tre turisti occidentali posano per una foto a dorso di un cammello. I primi due sono gli inglesi più famosi del Ventesimo secolo: il ministro delle Colonie, Winston Churchill, e lo scrittore paladino del nazionalismo arabo, Thomas Edward Lawrence. Il terzo – "cappello di paglia ornato di rose e pistola al polpaccio nascosta dalla sottoveste" – è l'archeologa, poetessa, linguista e maggiore dell'esercito Gertrude Bell.Chi è quella donna così influente e talentuosa da essere paragonata a Elisabetta I? E perché ha scelto di "competere a condizioni maschili nel mondo maschile" delle imprese eroiche mediorientali di inizio Novecento? Dopo la laurea in Storia a Oxford, Gertrude rinuncia agli agi della vita in una delle famiglie più ricche d'Inghilterra e parte a esplorare i ,territori dell'Impero Ottomano. Ci vuole poco a capire di che pasta è fatta. Per prima cosa dice sempre quello che pensa: che si trovi in compagnia di un funzionario turco corrotto, di un diplomatico inglese incapace o di un derviscio dal coltello facile. E poi ha un'inesauribile sete di conoscenza e di giustizia, e detesta sentirsi vincolata a un unico luogo. Naturale, perciò, che l'ingresso nel controspionaggio inglese e la richiesta di Churchill di far parte del gruppo di "orientalisti" che traccerà il nuovo assetto del Medio Oriente, per lei non sia ancora abbastanza. Gertrude vuole afferrare le complesse contraddizioni di quella terra assolata.Parte alla volta della Palestina. Visita la Turchia e la Grande Siria. Conosce emiri, sceicchi e vescovi finché, nel 1917, l'esercito britannico le ordina di stabilirsi a Baghdad nelle vesti di "segretaria orientale", dove rimane dieci anni, fino alla notte in cui morirà per un'overdose di farmaci. Gli ottimi rapporti di collaborazione con re Faysal, la fondazione della Biblioteca pubblica e del Museo nazionale iracheno sono solo alcuni dei tasselli con cui Gertrude dà il via al processo di costruzione di uno stato arabo indipendente e a una fase di stabilità politica che durerà per ben trentadue anni. Un evento che ha dell'incredibile, come sottolinea l'autrice Georgina Howell, se si pensa che oggi Stati Uniti e Gran Bretagna farebbero carte false "per la promessa di un Iraq pacifico e ben governato anche solo per quattro anni".Riportata in auge dal film di Werner Herzog (con Nicole Kidman nei panni di Gertrude Bell), La regina del deserto racconta l'incredibile storia della "Lawrence d'Arabia al femminile ": una donna coraggiosa, altruista e capace come pochi di comprendere l'animo umano. Un libro avvincente e riccamente documentato che ci consegna non soltanto la prima eroina del Novecento, ma anche il ritratto di una terra antica che rischia di scomparire sotto i colpi di mortaio di una guerra infinita."La donna che venne definita la "Lawrence d'Arabia al femminile"".la Repubblica"L'incredibile vita di Gertrude Bell offre una lezione senza prezzo all'Iraq di oggi".The Guardian"Gertrude Bell è stata una donna speciale".Werner Herzog"La britannica Gertrude Bell è stata una figura chiave nel Medio Oriente nato dopo la caduta dell'Impero Ottomano".Il Sole 24 Ore
Risorsa locale
Neri Pozza, 09/11/2015
Abstract: È il 31 dicembre a Barcellona e Fernando, detto Fer, è seduto al tavolo della sala da pranzo di sua madre a piegare con cura i tovaglioli rossi. Amalia, la mamma, è nervosa e piena di gioia. Dopo tanti tentativi frustrati, tutti i suoi figli e parenti – il sangue del suo sangue – si siederanno a tavola per festeggiare l'ultimo dell'anno e brindare finalmente insieme.Ci sarà lui, Fer, con Max, l'alano che dorme con la testa in una perenne pozza di bava, regalo d'addio che il suo ex compagno Andrés gli ha lasciato, giusto per non sentirsi in colpa per essersi innamorato di un altro.Ci sarà Silvia, la figlia maggiore, che, dopo aver perduto la bambina che portava in grembo, mastica rabbia e nicotina, ed è come una pentola a pressione sempre sul punto di scoppiare. Ci sarà Emma, la figlia più piccola, il disordine in persona, colei che ha sempre qualcosa che non va. E Olga, la sua compagna – l'"aggiunta ", come la chiama Silvia–: naso all'insù, perle, tacchi, borsa di Louis Vuitton, e l'aria supponente di chi ripete come un mantra "lascia che ti dica".Ci sarà, infine, l'eccentrico zio Eduardo, che l'anno prima si è presentato vestito da babbo natale e completamente ubriaco.È un giorno importante, e Amalia non nasconde la sua gioia e le sue paure.Silvia saprà stare al suo posto e non litigherà con Olga? E lo zio Eduardo non racconterà nessuna delle storie schifose dei suoi viaggi? E non busserà alla porta nessun vicino del palazzo, com'è accaduto anni prima, quando è comparso sulla soglia il signor Samuel in compagnia di una povera mulatta cubana mezza svestita?Con un ritmo serrato e un impianto "teatrale ", Alejandro Palomas mette in scena una memorabile cena di Capodanno in cui ciascuno vuole, dal suo angolo di vita, scacciare ogni pesantezza e trascorrere una serata leggera. Ma, si sa, le feste in famiglia svelano puntualmente cose ignote, verità non ancora rifinite che affiorano improvvise, come la luce che sale dal mare all'alba del nuovo anno."Il cenone di Capodanno è una vera e propria bomba a orologeria".Alejandro Palomas"Alejandro Palomas ci regala uno di quei romanzi a cui non manca nulla: divertente, tenero, intelligente".Elle"Palomas ci fa sentire come nostri i sentimenti e le emozioni che questo romanzo emana. Un libro splendido, che ha meritato ottime critiche".Grazia"Confessioni, bugie e risate in un romanzo sulle relazioni familiari, sui fili invisibili che uniscono e separano".Ultima Hora
Risorsa locale
Concerto di una sera d'estate senza poeta
Neri Pozza, 09/11/2015
Abstract: All'inizio del secolo scorso a Worpswede, nel nord della Germania, si erge una dimora che, con le pareti bianche e le finestre chiare, spicca fra le tante fattorie tozze e cupe della regione. È circondata di rose e, soprattutto, di betulle e si chiama perciò Barkenhoff, la casa delle betulle. Dal tetto fino alle cantine, non c'è stanza né oggetto dell'edificio che non sia stato elaborato o modellato dal suo creatore: Heinrich Vogeler, il "principe azzurro di Worpswede", il re dello Jugendstil, lo stile nuovo che ha elevato ad arte l'ornamento; un giovane uomo che si aggira nelle campagne intorno alla casa in completo da bohémien Biedermeier, con tanto di colletto rialzato e fazzoletto da collo, cilindro e bastone da passeggio. Vera e propria opera d'arte totale, Barkenhoff ha attratto presso di sé i maggiori artisti e letterati dell'epoca. Tra tutti, il poeta unito da un intenso sodalizio spirituale con Vogeler: Rainer Maria Rilke, il giovane bohémien che ha dato del filo da torcere a tutti a Worpswede, andandosene in giro con la camicia fuori dai pantaloni e declamando versi nella sua stanza, mentre picchiava sull'assito i suoi stivali rossi a ritmo indolente e irregolare. Invitato per l'Esposizione d'arte della Germania nordoccidentale, Vogeler è in partenza per Berlino, dove si presenterà nel suo travestimento da "principe azzurro di Worpswede". E la granduchessa o il granduca, con indosso l'uniforme di gala, gli consegneranno la Gran medaglia d'oro per l'arte e la scienza per il suo Concerto, un quadro celebrato da un esperto come un inno sonoro alla pace della sera, un momento di festa, di gioia di vivere meditativa. L'esperto non sa che l'opera rappresenta per Vogeler l'esatto opposto: una tragica assenza e un fallimento. La tragica assenza è quella di Rilke. Il poeta, nel dipinto, avrebbe dovuto sedere fra Paula e Clara, là dove si è seduto quando è comparso per la prima volta al Barkenhoff, un genio enigmatico e precoce le cui parole e sguardi facevano struggere le due donne. Il posto, invece, è vuoto, in un'opera che sancisce deliberatamente la fine del sodalizio tra un artista e un poeta che non si limitava a poetare. Il fallimento è quello dell'intera famiglia del Barkenhoff, la comunità di artisti andata in pezzi quando le dolci parole del poeta, per il quale le donne erano amanti o, nella migliore delle ipotesi, muse, sono improvvisamente apparse solo come vuote ideologie, prediche di un ciarlatano.Magnifico romanzo sull'origine di uno dei quadri più noti dell'inizio del secolo scorso e su una delle esperienze artistiche più originali del Novecento, Concerto di una sera d'estate senza poeta illumina un'epoca di grandi passioni e amori."Concerto di una sera d'estate senza poeta è un vero capolavoro. Ci apre gli occhi sulle verità insite nell'arte e nella vita".Das Erste"Con grande empatia l'autore ci narra di una comunità di artisti. E racconta così mirabilmente che il lettore non può che rimanere incantato".Augsburger Allgemeine"Un ritratto d'artista eccezionale".Gießener Anzeiger
Risorsa locale
Bollati Boringhieri, 12/11/2015
Abstract: Dopo la recente pubblicazione dei Quaderni neri di Martin Heidegger sono stati organizzati congressi internazionali, seminari e conferenze in tutto il mondo. Il dibattito ha varcato rapidamente i confini dell'Accademia e si è guadagnato le prime pagine dei quotidiani. Era molto tempo che il pensiero di un filosofo non sollevava un interesse simile, e per giunta in toni molto accesi. La questione dell'antisemitismo ha messo in dubbio, per alcuni, l'intero lascito del filosofo di Meßkirch; altri, sul fronte opposto, hanno negato l'esistenza stessa di un problema, come se i Quaderni neri non fossero mai stati pubblicati. Donatella Di Cesare, protagonista di questo dibattito internazionale, si interroga in questo libro sul futuro del filosofo tedesco. Dobbiamo abbandonare Heidegger, dunque? O dobbiamo fare ritorno a Meßkirch? Ripudiare il padre o difenderlo ciecamente? Tertium datur: occorrerà forse pensare con Heidegger contro Heidegger, percorrere un'impervia terza via, per giungere, traendo sostegno dalla forza del suo pensiero, a posizioni che, certo, non gli sarebbero piaciute.
Risorsa locale
Beat, 10/11/2015
Abstract: Inghilterra, 1554: Jane Grey, sovrana per appena nove giorni, si aggira nella dimora di Master Partridge, il carceriere della Torre di Londra. In quell'edificio che si affaccia sulla Tower Green, dove fu giustiziata anni prima Anna Bolena, è tenuta prigioniera insieme alle sue dame di compagnia, dopo essere stata giudica ta colpevole di alto tradimento e condannata, poco più che sedicenne, a esse re bruciata viva a Tower Hill, o decapitata, secondo il volere della regina Maria.Ha un'unica possibilità per salvarsi, stando almeno alla promessa dell'anziano abate di Westminster: se abiurerà la fede riformata, Maria Tudor, da poco impossessatasi del trono con la ferma intenzione di restaurare nel regno la religione cattolica, le concederà la grazia. Lady Jane, tuttavia, è pronta a riconoscere le sue colpe – aver indossato una corona non sua e avere, così, permesso che il suo cuore e la sua volontà fossero influenzati dalle brame di potere altrui –, ma non può tradire il proprio credo e barattare la vita eterna con quella terrena.Sono anni difficili quelli che precedono il tragico esito della giovane vita di Jane Grey. Tra la fine del regno di Enrico VIII e l'avvento di Elisabetta I le tensioni tra cattolici e protestanti, a lungo sopite, esplodono, e il loro scontro si consuma alla luce dei roghi degli eretici; la Corona è al centro di una fitta rete di intrighi, accordi sotterranei e inaspettati tradimenti. L'erede designato, il principe Edoardo, non ha l'età necessaria per assidersi al trono e sono in molti coloro che ambiscono a governare in sua vece o che desiderano entrare nelle sue grazie. Tra questi ultimi Henry Grey e sua moglie Frances, nobili vicini alla casata dei Tudor che sperano di riscattare la frustrazione e la delusione per la mancata venuta di un figlio maschio, facendo sposare la figlia maggiore, Jane, al futuro re. Ma Jane non ha intenzione di finire i suoi giorni a servire uno sposo-padrone: trascinarsi di ricevimento in ricevimento agghindata come un pavone e rischiare la vita a ogni gravidanza all'unico scopo di donargli una discendenza. Tutto ciò che desidera è poter seguire i propri interessi, dedicarsi allo studio e alla ricerca spirituale e mantenere intatta la propria indipendenza. Attraverso le voci e i punti di vista delle protagoniste femminili della corte di Edoardo, Alison Weir dà vita a un grandioso affresco corale in cui leggere e comprendere un'epoca oscura, le sue ingiustizie e le sue contraddizioni. Quella di Lady Jane Grey è una straordinaria storia di coraggio: il tentativo, tragico e appassionante, di liberarsi dal ruolo che famiglia e società le hanno imposto, per rimanere fedele a se stessa.Convertirsi al cattolicesimo o morire? La tragica storia di Jane Grey, la "Regina dei Nove Giorni" imprigionata nella Torre di Londra nell'Inghilterra del Cinquecento."Una delle eroine più tragiche della storia: Alison Weir è riuscita a restituirci la voce di Lady Jane Grey in una maniera davvero brillante".Daily Mail"Lady Jane è una figura di grande coraggio e intelligenza: non piangere alla fine di questo libro significa avere un cuore di pietra".The Times
Risorsa locale
Casa Editrice Nord, 19/11/2015
Abstract: "Scrittura raffinata e personaggi credibili. J. Kenner è un'autrice da tenere d'occhio." Publishers Weekly"Una storia così sensuale che catturerà la vostra immaginazione, scatenando le fantasie più proibite..."The Reading CafeIl secondo episodio della Trilogia del Desiderio, la serie di romanzi sensuali, audaci e romantici firmati J. Kenner Sloane Watson è abituata a lavorare sotto copertura, a usare il proprio fascino per estorcere informazioni compromettenti. Eppure questa volta ha l'impressione di essere lei la preda. Davanti allo sguardo ipnotico del bellissimo Tyler Sharp – proprietario di un locale dalla dubbia reputazione e socio in affari di Evan Black –, si sente completamente perduta. Anche Tyler è rimasto stregato da quella donna così bella e misteriosa, ma non abbastanza da non sapere che è stata mandata lì per indagare su di lui. Eppure, accecati dalla fiamma di una passione incontenibile, per una notte si abbandonano senza riserve l'uno tra le braccia dell'altra. Per Sloane, quella follia non può durare: una detective e un sospettato non hanno nessun futuro. Tyler però non è pronto a lasciarla andare e le propone un patto: restare con lui ancora una settimana, dopodiché sarà libera. Sloane vorrebbe rifiutare, tuttavia l'attrazione che prova per Tyler è così dirompente da scardinare ogni resistenza. Perché il desiderio è una forza impossibile da contrastare...I bestseller di J. KennerLa Trilogia del desiderioWantedHeatedIgnitedStark TrilogyLiberamiSceglimiAmami
Risorsa locale
Bompiani, 20/11/2015
Abstract: "Assolutamente speciale", "veramente nuovo", "inatteso e inusuale", "arcano e misterioso", "melodioso e ipnotico", "affettuoso e amorevole", "motivo di stupore e meraviglia": è Inter nos, il diario social di una delle voci più amate della musica popolare italiana.Cinque anni di pensieri, riflessioni, domande e tentativi di risposta, firmati Claudio Baglioni: pagine profonde e leggere, che riflettono e fanno riflettere, affidate al mare virtuale di Facebook, in un rapporto – allo stesso tempo – intimo e pubblico con il popolo della Rete.
Risorsa locale
Longanesi, 04/01/2016
Abstract: "Il romanzo di Zilahy convince e scorre come un fiume in piena, perché il ritmo è di quelli hard, la storia ha una precisa, umana valenza emotiva, e l'affresco di una Roma settembrina offuscata da una pioggia incessante che cancella prove e ricordi, è di quelli che fanno svettare un bel noir oltre la soglia delle convenzioni."TTL - La Stampa - Sergio Pent"Mancini è una creatura di Mirko Zilahy, ed è un personaggio che ha tutte le caratteristiche per diventare un successo di massa. Un crescendo continuo di tensione e curiosità. E a spiccare è soprattutto la cupa bellezza della Roma popolare e postindustriale tra Ostiense e Testaccio."il Fatto Quotidiano - Fabrizio D'Esposito"Una crime story corposa e cruenta che non risparmia ai lettori né fuoco né sangue, ma segue un filo logico di impronta anglosassone. Anche se è a Roma che il serial killer colpisce."L'Unità - Federica Fantozzi"La tensione narrativa è un dono che pochi scrittori sono in grado di garantire. E se è vero che per un buon risultato, oltre al talento è necessaria la tecnica, l'esordiente Mirko Zilahy dimostra di possedere l'uno e l'altra."la Repubblica - Silvana Mazzocchi"Grande tensione narrativa e tre protagonisti che tengono la scena da fuoriclasse: il commissario, l'assassino e Roma."Libero - Felice Modica"È così che si uccide è la nuova sorpresa del thriller italiano."Elle - Cristina de Stefano"Per la trama del suo primo romanzo, un thriller nerissimo, Mirko Zilahy ricorre a materiali d'uso nella letteratura del genere. Ma c'è qualcosa (molto) di più in È così che si uccide. Il più è dato dall'atmosfera di disfacimento che grava sulla città delle nuove rovine. E dalla scrittura che registra i progressivi slittamenti del terrore. Di una paura che sembra contagiare tutti i personaggi del romanzo, perché in realtà abita nel fondo oscuro di ciascuno. Anche di noi, partecipi, spaventati lettori."Corriere della Sera - Ranieri PoleseLa pioggia di fine estate è implacabile e lava via ogni traccia: ecco perché stavolta la scena del crimine è un enigma indecifrabile. Una sola cosa è chiara: chiunque abbia ucciso la donna, ancora non identificata, l'ha fatto con la cura meticolosa di un chirurgo, usando i propri affilati strumenti per mettere in scena una morte.Perché la morte è uno spettacolo.Lo sa bene, Enrico Mancini. Lui non è un commissario come gli altri. Lui sa nascondere perfettamente i suoi dolori, le sue fragilità. Si è specializzato a Quantico, lui, in crimini seriali. È un duro. Se non fosse per quella inconfessabile debolezza nel posare gli occhi sui poveri corpi vittime della cieca violenza altrui. È uno spettacolo a cui non riesce a riabituarsi. E quell'odore. L'odore dell'inferno, pensa ogni volta. Così, Mancini rifiuta il caso. Rifiuta l'idea stessa che a colpire sia un killer seriale. Anche se il suo istinto, dopo un solo omicidio, ne è certo. E l'istinto di Mancini non sbaglia: è con il secondo omicidio che la città piomba nell'incubo.Messo alle strette, il commissario è costretto ad accettare l'indagine... E accettare anche l'idea che forse non riuscirà a fermare l'omicida prima che il suo disegno si compia. Prima che il killer mostri a tutti – soprattutto a lui – che è così che si uccide.Questo romanzo non è solo il thriller italiano che ha conquistato gli editori internazionali prima dell'uscita. Non è soltanto un esordio travolgente, scritto con maestria inedita. Questo romanzo è una sfida irresistibile, che avvolge il lettore nell'incantesimo della più pura tensione narrativa.Storia di un caso editoriale di successoFine 2014: In una Roma sferzata dalla pioggia, Mirko Zilahy e il protagonista del suo romanzo, Enrico Mancini, iniziano a conoscersi. Nascono così un incipit e una prima scena folgoranti che convincono un'importante agente letteraria: quella storia va raccontata fino in fondo.Gennaio 2015: Mirko Zilahy decide di ascoltare la voce di Enrico Mancini... E la Longanesi decide a sua volta con entusiasmo di pubblicare il suo romanzo.Aprile 2015: È così che si uccide è protagonista della Fiera del libro di Londra. I diritti vengono subito venduti in Spagna: è soltanto l'inizio. In Germania è oggetto di un'agguerritissima asta e nelle ore seguenti si aggiungono Francia, Grecia e Turchia. Il numero di editori continua ad aumentare nel corso dell'anno.Novembre 2015: Il testo viene dato alle stampe. L'entusiasmo dei librai è già palpabile, pari a quello di tutta la casa editrice Longanesi.L'attesa sta per terminare.Gennaio 2016: Finalmente È così che si uccide arriva in tutte le librerie.
Risorsa locale
Guanda, 19/11/2015
Abstract: ILLUSTRAZIONI A COLORI Ci sono cagnolini dolci e teneri, che godono dell'affetto di chi li ha scelti e li cura con amore, e ce ne sono altri, meno fortunati, che vengono abbandonati da umani senza cuore. Ma se questa favola ha un inizio così difficile, per fortuna la Natura ha in serbo per il piccolo protagonista una seconda possibilità: un branco di cinghiali, proprio per quel suo musetto simpatico, così simile al loro, decide di adottarlo. Il nostro eroe a quattro zampe sembra aver trovato la felicità e scorrazza per i boschi con i suoi nuovi fratelli. Ma un giorno, all'improvviso, gli esseri umani faranno di nuovo irruzione nella sua vita...
Risorsa locale
Garzanti classici, 12/11/2015
Abstract: COLLANA DIRETTA DA VITO MANCUSO L'Imitazione di Cristo, testo devozionale scritto alle soglie dell'età moderna la cui paternità è ancora oggetto di discussione, ha goduto nel corso dei secoli di una straordinaria fortuna, fino a essere definito come il libro più apprezzato della cultura occidentale dopo la Bibbia. Trattato di iniziazione alla vita ascetica basato sulla profonda devozione alla figura di Cristo, insegna il distacco dal mondo, il raccoglimento interiore e la dedizione a Dio di fronte alla caducità dell'esistenza umana. Fondamentale per la comprensione del cristianesimo medievale, della via ascetica lungo la quale molti credenti si sono avventurati, del misticismo moderno, l'Imitazione di Cristo è un testo eterno, che sa offrire il conforto dello spirito anche al più disincantato lettore di oggi. Brunetto Salvarani è teologo e scrittore. È docente di Teologia del dialogo presso la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna di Bologna. Per Garzanti ha curato l'edizione dell'opera completa di Francesco d'Assisi (2014). Conduce con Gabriella Caramore "Uomini e Profeti" su Rai Radio 3.
Risorsa locale
Come usare le app in biblioteca
Editrice Bibliografica, 11/11/2015
Abstract: Smartphone, tablet, e-reader, app, QR code, instant messaging: termini ormai di uso comune. Ma come può il bibliotecario "creatore di conoscenza" sfruttare questi strumenti per migliorare la qualità dei servizi? Tutte le risposte in questa guida pratica e concisa.