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I dodici segni
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Child, Lee

I dodici segni

Longanesi, 07/04/2011

Abstract: "Il guerriero di Child, Jack Reacher, spiega l'America di oggi."Gianni Riotta"Jack Reacher è assolutamente irresistibile."The Observer"Reacher è uno di quei protagonisti che suscitano l'ammirazione degli uomini e la passione delle donne."Daily Express"Il miglior autore contemporaneo di narrativa crime."Haruki Murakami"Lee Child ci sa fare con le parole. Sono un suo fan."James Patterson"Reacher mi cattura dalla prima pagina fino all'ultima. Tra gli scrittori di thriller, Lee Child per me è il numero 1."Ken Follett"Jack Reacher è uno dei personaggi più affascinanti tra quelli in circolazione."Stephen King"Dà un nuovo significato al concetto di page-turner."Michael ConnellyLe avventure di Jack Reacher - vol. 13New York, due di notte. Un vagone della metropolitana corre semivuoto sotto la città. A bordo, sei figure stanche, una delle quali è Jack Reacher, l'eroe solitario che ha scelto una vita da vagabondo per le strade d'America. Mentre cerca di ammazzare la noia, Reacher nota qualcosa di strano in uno dei suoi compagni di viaggio, una donna seduta in fondo al vagone. Tutto nel suo comportamento sembra corrispondere alle caratteristiche contenute nell'elenco stilato dai servizi segreti israeliani per individuare un terrorista suicida. Fiutato il pericolo, Reacher le si avvicina e si qualifica, mentendo, come poliziotto; ma quando le chiede di togliere lentamente la mano dalla borsa che tiene in grembo, la donna, al posto del pulsante di un detonatore, estrae una pistola e si suicida. Questa morte assurda e inspiegabile, l'intervento immediato di uomini del New York Police Department e dell'FBI, nonché la scoperta che la donna, Susan Mark, era un'impiegata del Pentagono, spingono Reacher, come sempre testardo e solo contro tutti, a addentrarsi nel mistero per poter vederci chiaro...Un action thriller senza respiro, che ci porta nel cuore delle più grandi paure del mondo occidentale, fino a un inaspettato, sorprendente finale.La serie di Jack Reacher: Zona pericolosa Destinazione inferno Trappola mortale Via di fuga Colpo secco A prova di killer La vittima designata Il nemico Jack Reacher - La prova decisivaIdentità sconosciuta - Un'avventura di Jack ReacherUn passo di troppo Vendetta a freddo Niente da perdere I dodici segni L'ora decisiva Una ragione per morire La verità non basta Il ricercato Punto di non ritorno Personal Prova a fermarmi Non sfidarmi

Un giorno uno sconosciuto mi diede una chiave
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Black, Alethea - Togliani, Maddalena

Un giorno uno sconosciuto mi diede una chiave

Tea, 06/04/2011

Abstract: Leah lavora come redattrice per un giornale di economia di New York che sta preparando l'ultimo numero. Presto sarà disoccupata. Sempre più spesso si reca alla Grand Central Station, perché quel luogo le ricorda suo padre che, quando era in vita, sapeva confortarla nei momenti più difficili. Mentre si trova là, una mattina, viene avvicinata da uno sconosciuto, che le consegna una chiave e poi svanisce tra la folla. Perché quel gesto? Cosa apre quella chiave? O si tratta semplicemente di uno scherzo? Quando sempre più persone in città raccontano di aver ricevuto chiavi simili, e sempre senza spiegazione, Leah decide di indagare. Saranno gli incontri con Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace 2006, e Gordon, famoso scrittore pluridivorziato, a darle risposte in grado di cambiare la sua vita. In questo suo primo romanzo Altethea Black ci consegna una storia intensa ed evocativa che parla di emozioni profonde, di nostalgia e di rimorsi, ma soprattutto della ricerca del senso da dare alla propria vita.

Il segreto della soffitta. Ediz. illustrata
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Riesco, Nerea - Vázquez, Juan Antonio

Il segreto della soffitta. Ediz. illustrata

Salani Editore, 07/04/2011

Abstract: Un bambino scopre in una soffitta una vecchia scacchiera impolverata e intuisce subito che nasconde un gran segreto. Ognuno degli strani scacchi di legno comincia a rivelare un suo proprio carattere, un valore, un orgoglio e anche un modo di prendere - letteralmente - vita. Un racconto affascinate che introduce i bambini in un mondo e in un gioco meraviglioso, nellalternarsi della voce narrativa che segue il filo della storia, e di quella manualistica, che spiega le regole del gioco. Da unautrice bestseller un intrigante racconto popolato di re, regine, alfieri, torri, cavalli e pedoni, che trasporteranno Alex e il lettore nel loro meraviglioso regno.

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?
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Foer, Jonathan Safran

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?

Guanda, 31/12/2010

Abstract: "Gli orrori quotidiani dell'allevamento intensivo sono raccontati in modo così vivido... che chiunque, dopo aver letto il libro di Foer, continuasse a consumare i prodotti industriali, dovrebbe essere senza cuore o senza raziocinio."J.M. Coetzee"Se niente importa è un libro necessario."Moni OvadiaJonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c'era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l'avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché "se niente importa, non c'è niente da salvare". Il cibo per lei non è solo cibo, è "terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore". Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un'indagine durata quasi tre anni che l'ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l'ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano. In un libro che è insieme racconto, inchiesta e testimonianza, Foer invita tutti alla riflessione, indicando nel dolore degli animali – e soprattutto nella nostra sensibilità verso chi è "inerme" e "senza voce" – il discrimine fra umano e inumano, fra chi accetta senza discutere le condizioni imposte dall'allevamento industriale e chi le mette in discussione.

Tutto può cambiare
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Tropper, Jonathan

Tutto può cambiare

Garzanti, 31/12/2010

Abstract: Nella vita di Zachary King, trentaduenne newyorkese, nulla è lasciato al caso: il lavoro, fisso e ben retribuito, il lussuoso appartamento nell'Upper West Side di Manhattan, il fidanzamento imminente con la splendida e ricca Hope. Non importa se non tutto è proprio perfetto. Se Zach detesta il suo lavoro, se ogni giorno pensa a Tamara, la giovane vedova del suo migliore amico, o se il suo eccentrico coinquilino passa le giornate a girare nudo per casa. Questi sono solo dettagli che vanno rigorosamente ignorati. Ma un terremoto sta per stravolgere la sua vita. Perché c'è una cosa che Zack non ha previsto: suo padre. Eccolo riemergere dalle nebbie del passato. Norm è un dongiovanni attempato e sovrappeso che anni prima ha abbandonato moglie e figli per inseguire progetti strampalati, ma soprattutto per correre dietro a quante più gonnelle possibile. L'uomo si ripresenta alla porta di Zack in piena crisi senile, imbottito di Viagra fino ai capelli e fermamente deciso a recuperare in pochi giorni vent'anni di rapporti carenti. In queste circostanze Zack reagirebbe come al solito in maniera responsabile ed equilibrata, ma una mattina, al risveglio, ha una spiacevole sorpresa destinata a fargli capire che la vita, quella vera, con tutti i suoi rischi ma anche le sue gioie, non può essere arginata.Jonathan Tropper è la nuova rivelazione della letteratura americana: in poco tempo ha conquistato il plauso della critica e l'entusiasmo del pubblico, diventando un vero e proprio fenomeno da passaparola. Tutto può cambiare racconta una storia acuta e coinvolgente sulla possibilità di una nuova vita anche nel bel mezzo di un disastro emotivo, mostrandoci, in maniera intelligente e onestamente brutale, il punto di vista di un uomo sull'amore, l'abbandono e i pericoli di un'esistenza troppo pianificata.

Mastermind
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Patterson, James

Mastermind

Longanesi, 07/04/2011

Abstract: "Un istinto innato per arpionare il lettore."il Venerdì di Repubblica"James Patterson è il migliore. Punto."Ian RankinPer un serial killer, una delle cose più importanti è la certezza di essere il migliore. Migliore delle sue vittime e soprattutto migliore dei poliziotti che gli danno la caccia. E il Mastermind, la "mente superiore", non ha dubbi: è lui il migliore, perché non deve neppure compiere i delitti; gli basta manipolare psicologicamente alcuni individui, mandarli "in missione" – cioè a rapinare banche e a massacrare sia gli ostaggi sia i loro cari – e poi sbarazzarsene. Ma è davvero un piano infallibile, quello del Mastermind? E qual è il vero scopo di questo piano? Per un poliziotto, una delle cose più importanti è la certezza di aver capito. Di aver capito la psicologia del criminale, di aver afferrato i meccanismi che ne determinano le azioni. Solo se si trova in sintonia con la sua mente, il poliziotto può essere migliore di lui, può prevederne le mosse. E questo vale soprattutto per i serial killer. Ma Alex Cross, l'unica persona in grado di intuire l'orribile piano del Mastermind, è stanco di entrare nella mente degli assassini. Non vuole più capire. Anche perché la sua famiglia e la donna che ama hanno bisogno di lui, ora più che mai... La linea di confine tra un poliziotto e un criminale talvolta è molto sottile. L'uno fruga nella mente dell'altro, e i pensieri, come in uno specchio, si raddoppiano. L'uno osserva l'altro, e ogni azione provoca una reazione uguale e contraria. Ma cosa può succedere se i delitti prendono a susseguirsi senza logica apparente, sempre più atroci e inspiegabili? Se l'unico fatto indiscutibile è che il Mastermind si prepara a mettere a segno il colpo finale, quello che gli darà la supremazia assoluta? Se l'unico appiglio di Cross è la totale assurdità della vicenda? È possibile che il Mastermind esca vincitore dalla sfida?

Il gioco della Donnola
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Patterson, James

Il gioco della Donnola

Longanesi, 07/04/2011

Abstract: "James Patterson è lo scrittore più letto al mondo."la Repubblica"James Patterson è il migliore. Punto."Ian RankinGeoffrey Shafer, funzionario dell'ambasciata inglese a Washington: un mostro in abito scuro, camicia firmata e cravatta. Un individuo spietato, che si nasconde sotto una maschera di rettitudine e rispettabilità. Un serial killer che ha deciso di giocare la partita più folle di tutte. Perché in palio vuole mettere la sua stessa vita. Alex Cross, detective della squadra omicidi di Washington: un tenace poliziotto disposto a qualsiasi cosa pur di fermare la "Donnola", un assassino che si è macchiato di una serie di spaventosi delitti senza movente e senza legami tra loro. Rischiando di perdere il lavoro, la reputazione, e soprattutto la donna che ama, Cross deve affrontare il caso più agghiacciante e anomalo della sua carriera. Il gioco della Donnola: un thriller di enorme impatto, vibrante di suspense in ogni pagina, inquietante, tesissimo. Un nuovo, imperdibile caso del detective Alex Cross, una riconferma della eccezionale abilità narrativa di James Patterson.

Il bambino che sognava la fine del mondo
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Scurati, Antonio

Il bambino che sognava la fine del mondo

Bompiani, 22/12/2010

Abstract: Antonio Scurati, dopo Una storia romantica torna con forza all'oggi, ai temi e alle atmosfere de Il sopravvissuto. "Correte. Mio padre sta uccidendo mia madre." La telefonata arriva alla stazione di polizia alle due del mattino. A farla è un bambino biondo con due grandi occhi blu che fissano il vuoto. Ma la mamma gli toglie la cornetta dalle mani: non è vero, non è accaduto niente, suo figlio urla nel sonno, si aggira per la città nel cuore della notte, suo figlio è sonnambulo. È un bambino che, notte dopo notte, sogna la fine del mondo. Trent'anni più tardi, un terribile sospetto scuote una città del Nord Italia: i bambini di una scuola materna accusano gli adulti di azioni orribili. Ben presto, propagato da giornali e televisioni come una pestilenza del nuovo millennio, il contagio della paura si allarga all'intero paese. Tutta l'Italia si sente minacciata dal Male. In molti cominciano a sussurrare il nome del Diavolo. È in atto una cospirazione diabolica o si sta scatenando una caccia alle streghe? Nella stessa città, un professore universitario disilluso, legato a una donna che ama ma dalla quale non vuole figli, viene sollecitato da un grande giornale a condurre un'inchiesta sul caso che spaventa l'Italia. Lui oppone resistenza. Ben presto, però, risucchiato dal gorgo della cronaca nera, dovrà scoprire quanto sia sottile la linea che separa la vittima dal carnefice, l'accusato dall'accusatore. E i terrori notturni di quel bambino che sognava la fine del mondo riemergeranno implacabili, almeno fino all'alba di una speranza. Con un romanzo costruito sulla testimonianza diretta dell'autore/personaggio, Scurati dà vita a una feroce critica del mondo dei media ma anche al racconto, commosso e partecipe, di una società regredita ai terrori dell'infanzia. E, affrontando a viso aperto la crisi di tutte le nostre istituzioni, l'università, la chiesa, la famiglia, la politica, ingaggia un corpo a corpo con i nostri fantasmi. I fantasmi e le speranze di un'umanità la cui unica grande passione sembra essere oramai la paura

La fattoria dei gelsomini
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Arnim, Elizabeth von

La fattoria dei gelsomini

Bollati Boringhieri, 10/03/2011

Abstract: "Matrimoni, eredità, interni borghesi molto amati e perciò perfidamente messi alla berlina... un romanzo divertente che non si vorrebbe finisse mai."L'Espresso - Mario Fortunato"Ho letto tutti i libri di Elizabeth von Arnim ... Straordinaria."Edmund de Waal, autore di Un'eredità di avorio e ambra""Autrice brillante e donna di raro anticonformismo... Nei suoi romanzi le protagoniste hanno a che fare con i temi della seduzione, della solitudine, dell'emancipazione, dell'intelligenza come magnifico antidoto al tempo che passa". "Laura Lepri, "Il Sole 24 ore"""L'acutezza di Elizabeth von Arnim nel guardare alla commedia umana e sociale si dispiega qui in tutta la sua ironia"."Irene Bignardi, "Vanity Fair"""Matrimoni, eredità, interni borghesi molto amati e perciò perfidamente messi alla berlina... un romanzo divertente che non si vorrebbe finisse mai"."Mario Fortunato, "L'Espresso"È un torrido pomeriggio estivo nella casa di campagna di Lady Daisy e della figlia Terry. La tavolata di illustri ospiti è allo stremo, il calore insostenibile, le vivande non all'altezza della dimora. Per sconfiggere la noia, il vecchio Mr Topham e l'amico Andrew si immergono in una lunga partita a scacchi che durerà ben oltre il momento in cui l'ultimo ospite va a dormire. Ma allora come fa Terry, la mattina dopo, a sapere chi ha vinto? Il sospetto, anzi la certezza, dell'adulterio del marito Andrew si insinua nella mente di Rosie, e quando quest'ultima racconta ogni cosa alla madre, la scaltra e avida Belle non trova soluzione migliore che pianificare una ritorsione ai danni di Lady Daisy per garantirsi una rendita a vita. Per sfuggire al ricatto, e alla delusione di fronte al comportamento di Terry, all'irreprensibile Lady Daisy non resterà che intraprendere una repentina quanto rocambolesca fuga in Provenza nella speranza di riuscire a nascondersi da chi le ha procurato ferite tanto cocenti. Nelle pagine di questo splendido romanzo Elizabeth von Arnim raggiunge la sua perfetta maturità e, nel descrivere personaggi, ipocrisie e retaggi vittoriani, sfodera il suo artiglio affilato con la magistrale precisione dei grandi narratori.

I riflessi condizionati
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Pavlov, Ivan Petrovic

I riflessi condizionati

Bollati Boringhieri, 10/03/2011

Abstract: Prima di Pavlov la fisiologia si limitava a studiare le forme più semplici di reazione degli esseri viventi. Era invece impensabile uno studio scientifico dei comportamenti complessi, quali sono per esempio le reazioni a un ambiente in continua trasformazione, come quello che ci si presenta nella vita di tutti i giorni. Un tale studio è stato reso possibile dalla nozione di "riflesso condizionato", che dipende dall'associazione ripetitiva di uno stimolo a una reazione fisiologica o istintiva e che Pavlov scoprì conducendo degli esperimenti su dei cani. Un suono di campanello o l'accendersi di una lampadina prima della somministrazione del cibo, provocherà nell'animale il riflesso di salivazione anche in assenza di cibo: è la reazione condizionata, che adatta e prepara l'essere vivente a un evento che si produrrà nel futuro.

Il linguaggio e la mente
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Chomsky, Noam

Il linguaggio e la mente

Bollati Boringhieri, 07/02/2011

Abstract: Nell'architettura del vivente il linguaggio umano costituisce da sempre un dominio senza confronti. Vi entrano in tensione ordine ed enigma, struttura e origine, chiarezza e opacità, a disfida di chiunque – innanzi tutto filosofi, linguisti, psicologi – ne faccia oggetto di studio. Se tra costoro esiste qualcuno che ha elaborato una teoria all'altezza vertiginosa del compito, questi è Noam Chomsky. Il suo è un nome-spartiacque: dopo la messa a punto della grammatica generativa trasformazionale, l'intero dibattito in materia ha dovuto misurarsi con l'arditezza di questa riproposizione dell'innatismo, dato ovunque, e con spocchia "moderna", per morto. Come accade nei mammiferi per la visione, o negli insetti per il volo, nei piccoli d'uomo la facoltà del linguaggio non è appresa, più di quanto non lo siano il respiro o l'uso delle braccia. Secondo Chomsky, dal comportamentismo aspetteremmo invano un'ipotesi calzante sulla strategia di acquisizione della lingua da parte del bambino, perché essa si avvale di schematismi innati, ossia di universali attraverso i quali gli scarsi dati disponibili vengono organizzati in una grammatica articolata e specifica. La stessa che rivela moltissimo sulle proprietà generali della mente nella sua normale attività. Il linguaggio e la mente è il risultato di quarant'anni di ricerche che fissano standard, definiscono principi, sciolgono dubbi, controbiettano persuasivamente ad altri studiosi, tengono il passo con gli esiti ultimi di discipline affini. Un itinerario sotto il duplice segno della fermezza dei capisaldi e dell'apertura intellettuale, la cifra che ha contribuito alla grandezza di Chomsky.

Hotel Locarno
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Elkann, Alain

Hotel Locarno

Bompiani, 01/01/2011

Abstract: Con Hotel Locarno, Alain Elkann ci consegna un romanzo ambizioso e personale, un'intensa storia d'amore e un punto di vista originale su cosa siano la scrittura e la felicità. Convinto di aver perso la libertà e l'ispirazione, un autore riflette con il suo analista sul romanzo che vorrebbe scrivere. Il protagonista del romanzo è Michael Dufay, un celebre critico d'arte, infelice perché consapevole di non aver mai trovato la donna perfetta, da lui sempre rincorsa. Negli anni, ha lasciato scivolare la bellissima Gabriela, avventuriera argentina erotica e affascinante, e la moglie Daisy, dolce ma irrisolta nella sua ricerca del successo. Michael però non si arrende, ossessionato dal desiderio di un'ultima possibile felicità. E se la felicità fosse Gloria, una donna inglese che il destino gli invia come un messaggio in una bottiglia, sotto forma di un annuncio sulle pagine del "Financial Times"? L'annuncio suscita in Michael un sentimento dimenticato da tempo, ma lui sa di non avere più il coraggio di sbagliare. Svicola quindi, fuggendo verso Napoli, che si scoprirà risolutrice di un equivoco. Lì un colpo di teatro verrà a sparigliare le carte... Infine, l'autore del romanzo ritrova l'ispirazione, la storia è conclusa e l'analista comprende che il suo paziente lo ha aiutato, in un ribaltamento di ruoli, a mettere a fuoco i segreti della sua vita

Dove sono in questa storia
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Kusturica, Emir

Dove sono in questa storia

Feltrinelli Editore, 01/01/2010

Abstract: "Nel millenovecentosessantuno Jurij Gagarin volò nello spazio, e io andai a scuola." Inizia così il primo dei diciassette capitoli con i quali l'istrionico regista Emir Kusturica apre il proprio album di famiglia e racconta la sua storia. Senza risparmiare nessuno, né se stesso né gli altri. Ci sono voluti quindici anni per mettere insieme autobiografia, cronaca e storie degne dei suoi migliori film, e raccontare una vicenda autentica, emozionante, sorprendente e provocatoria, nella quale si riflette la storia della seconda metà del ventesimo secolo.L'infanzia, la Sarajevo degli anni sessanta, Tito e Charlie Chaplin, l'amore per la futura moglie Maja e la scuola di cinema a Praga, Fellini, Ivo Andric´ e Dostoevskij, i primi lungometraggi – Ti ricordi di Dolly Bell? , Papà... è in viaggio d'affari e Il tempo dei gitani –, l'America, Johnny Depp e Arizona Dream, Underground e la guerra, la fine della Jugoslavia e quella di suo padre, la morte di Dio, quella dei rapporti con i vecchi amici e con Sarajevo, Miloševic´ e la malattia della madre.Autobiografia di un artista geniale, Dove sono in questa storia è sì il "diario politico di un idiota", secondo le parole dello stesso autore, ma soprattutto il racconto sincero della sua storia personale, l'adattamento letterario del film della sua vita.

La leggenda del morto contento
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Vitali, Andrea

La leggenda del morto contento

Garzanti, 31/03/2011

Abstract: "So per certo che questo scrittore è tra i massimi in quell'esigua pattuglia della narrativa italiana che vuol mettere sotto gli occhi del lettore storie ben congegnate."Il Venerdì di Repubblica - Corrado Augias"Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.""Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo."Antonio D'Orrico, "La lettura – Corriere della Sera""Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie."Bruno Quaranta, "Tuttolibri""La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca."Fulvio Panzeri, "Avvenire"È il 25 luglio 1843, una mattina d'estate senza una nube e una luce che ammazza tutti i colori. Due giovani in cerca d'avventura salpano su una barchetta con tre vele latine. Dal molo di Bellano, li segue lo sguardo preoccupato del sarto Lepido: non è giornata, sta per alzarsi il vento. L'imbarcazione è presto al largo, in un attimo lo scafo si rovescia.Un'imprudenza. Una disgrazia. Ma la tragedia crea un problema. A riva viene riportato il corpo dell'irrequieto Francesco, figlio di Giangenesio Gorgia, ricco e potente mercante del paese. Il disperso è Emilio Spanzen, figlio di un ingegnere che sta progettando la ferrovia che congiungerà Milano alla Valtellina. Due famiglie importanti. Bisogna a tutti i costi trovare un colpevole.Per la prima volta, Andrea Vitali risale il corso del tempo, verso l'Ottocento, per raccontare un altro squarcio della sua Bellano. Ritroviamo così l'eco della dominazione austriaca, con i notabili e i poveracci, gli scapestrati e le bisbetiche, le autorità e gli ubriaconi. Tra lacrime e sorrisi, La leggenda del morto contento racconta una storia di padri e di figli, di colpevoli e di innocenti, di giustizia e di malagiustizia: ottocentesca, ma solo in apparenza.

I cani di Roma
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Fitzgerald, Conor

I cani di Roma

Ponte alle Grazie, 31/03/2011

Abstract: La canicola dell'agosto romano pesta duro. Dagli alberi le cicale berciano il loro canto ipnotico. Nel vicinato i televisori stanno vomitando programmi per casalinghe assopite e Arturo Clemente viene assassinato in casa sua da un uomo che neanche conosce. Quando il commissario Alec Blume arriva sulla scena già fin troppo affollata del delitto, scopre che la vittima, impegnata in prima persona contro le violenze sugli animali, non è uno qualsiasi: si dà il caso che la vedova sia una parlamentare dell'opposizione. Blume, americano di origine, romano d'adozione e sbirro per vocazione, benché abbia passato oramai più di metà della sua vita nella capitale, non ha ancora imparato a piegarsi alle convenienze e alle clientele a cui i colleghi sembrano tanto attenti. Sarà così costretto a giostrarsi continuamente tra la ricerca della verità e le pressioni da parte dei diretti superiori e dei palazzi del potere perché dia ai giornali un colpevole; si troverà a lottare per mantenere il controllo del caso in una città in cui anche un'indagine per omicidio deve piegarsi alle esigenze della politica. Fitzgerald, forte di una scrittura viva, penetrante, quasi cinematografica, confeziona una trama illuminata da una grande ispirazione narrativa e precisa come un meccanismo a orologeria. Impossibile non lasciarsi conquistare da personaggi che paiono quasi uscire dalla pagina per condurre il lettore giù giù fino ai bassifondi di Roma, quella stessa caput mundi una volta dilaniata dalle lotte tra i Colonna, gli Orsini, i Pamphili, e ora controllata da pochi capibanda, all'improvviso costretti a confrontarsi con un cane sciolto inebriato dal sangue, deciso a farsi strada nella geografia della malavita.

Un paese in ginocchio
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Scarlini, Luca

Un paese in ginocchio

Guanda, 30/03/2011

Abstract: Gli italiani, che lo vogliano o no, non possono non dirsi cattolici. L'autore di questo libro ne è convinto e lo argomenta in un'acuta disamina di azioni quotidiane e modi di dire, casi giudiziari e insabbiamenti rituali, testi sacri e interpretazioni diffuse, oltre a saggi, romanzi, film, pubblicità. Il cattolicesimo, osserva Luca Scarlini, è il DNA italiano e la storia d'Italia è legata in modo inestricabile a quella della chiesa di Roma. O meglio: la storia della chiesa è a tutti gli effetti la storia d'Italia, visto che alla presenza del Vaticano si deve la peculiarissima situazione del Belpaese nelle vicende storiche e politiche e perfino nella geografia. Questo vale nei momenti di accordo con il corpo della nazione (non molti sul filo dei secoli), ma è soprattutto riscontrabile nelle infinite opposizioni, dai movimenti ereticali alle diatribe tra guelfi e ghibellini, dai venti forti della Riforma alle guerre nel Risorgimento, fino ai referendum su divorzio e aborto degli anni Settanta e ad altri più vicini momenti nevralgici. Il meccanismo è così sottile e complesso che lentamente è entrato in circolo, diventando la cosa ovvia, il giusto pensiero, il modo indiscutibile di agire: la lingua universale di uno stato che proprio non ce la fa, se non a prezzo di lotte spietate e per tempi brevi, a diventare laico.

Forza bruta
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McNab, Andy

Forza bruta

Longanesi, 31/03/2011

Abstract: 1987, porto di Tripoli. Nick Stone è una macchina da combattimento al massimo dell'efficienza nonostante la giovane età. Forse per questo è l'unico che può impedire che il governo di Gheddafi consegni ai terroristi dell'IRA un carico di armi e munizioni. E c'è un solo modo per fermare l'operazione: uccidere il terrorista che ne è responsabile, Benjamin Lesser. Vent'anni dopo quella missione, Nick Stone si trova in Irlanda. Dovrebbe essere una vacanza di Natale insieme alla vedova e alla figlia del suo amico Pete, morto per salvargli la vita. Diventa presto un incubo. Un uomo è morto. Non un uomo qualunque. E le torture che ha subito hanno una firma inconfondibile: Benjamin Lesser. Consapevole di essere il prossimo della lista, per scoprire chi lo vuole morto e salvare se stesso e chi ama Nick deve intraprendere un viaggio attraverso l'Inghilterra e l'Italia, fino a una Tripoli misteriosa dominata dallo sguardo imperscrutabile dell'onnipresente Colonnello. Un viaggio a ritroso nel tempo, fino alle viscere di quella nave foriera di distruzione dove, vent'anni prima, si era annidato anche lui per colpire, silenzioso e letale, il suo obiettivo...

L'ultimo uomo buono
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Kazinski, A. J.

L'ultimo uomo buono

Longanesi, 31/03/2011

Abstract: Niels Bentzon è un poliziotto diverso dagli altri. Uno dall'arma poco facile, noto in tutta Copenaghen per i suoi metodi non convenzionali. Niels è un negoziatore, chiamato a risolvere situazioni con ostaggi in pericolo di vita. Ma è anche un uomo scomodo. Per questo, i suoi superiori gli assegnano un caso in apparenza banale e poco importante. La segnalazione giunge da un poliziotto di Venezia, tramite Interpol: qualcuno sta uccidendo una ad una alcune persone particolari, da un capo all'altro del mondo. Tutte le vittime hanno strani segni sulla schiena, che non sono tatuaggi ma nemmeno ferite. E tutte avevano una cosa in comune, una sola: erano persone stimate, amate, dedite agli altri. Erano persone buone. C'è un disegno dietro tutti questi omicidi, ma nessuno pare vederlo. C'è un killer, forse più di uno, che agisce secondo un ordine prestabilito. Ogni omicidio è calcolato, e secondo questi calcoli la prossima vittima sarà a Venezia. Oppure proprio a Copenaghen. Niels si trova di fronte a un compito quasi impossibile, per un poliziotto abituato a dare la caccia ai "cattivi": deve trovare l'ultimo uomo buono e impedire che venga ucciso. Ma come? E se tutto questo fosse parte di un progetto ancora più grande e semplicemente inarrestabile?

Lasciati guardare
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Andreoli, Silvia

Lasciati guardare

Io Scrittore, 29/03/2011

Abstract: Maia sta per compiere trentacinque anni. È una giovane donna con un quasi-lavoro, la sera in un pub, un quasi-amore, Alex con il quale vive da otto anni, e un terribile segreto che lei ha fatto di tutto per cancellare. Finché il passato torna, attraverso delle lettere. Lettere scritte da un uomo a una donna. Le firma Alvise, padre di Maia, ergastolano, rinchiuso in carcere dal giorno in cui Maia nacque, viva per miracolo, strappata dal ventre di sua madre morta. Mentre legge le lettere, Maia sprofonda nel ricordo, nelle menzogne che hanno avvolto la sua infanzia. "Lasciati guardare", le sussurra, in silenzio, suo padre. "Lasciati guardare" lo griderà lei, muta, alla storia, ai luoghi dove s'è consumato quell'amore folle e incandescente. La campagna veneta prima, poi Napoli, l'isola, il mare. Ma guardare, vedere oltre il tempo e l'apparenza, fronteggiare quel segreto fino in fondo, sarà anche il solo modo per Maia di entrare in possesso della sua esistenza, trasformarla in qualche cosa di straordinariamente normale.

Il cambiamento. Dall'ambizione di avere alla consapevolezza dell'essere
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Dyer, Wayne W.

Il cambiamento. Dall'ambizione di avere alla consapevolezza dell'essere

Corbaccio, 31/03/2011

Abstract: Dall'ambizione alla consapevolezza; dall'ambizione al significato. Perché cercare di muoverci da una dimensione dell'esistenza umana a un'altra? Perché solo così facendo riusciremo a sopprimere la nostra sensazione di separatezza, a illuminare le nostre connessioni spirituali e a dirigerci dal mattino dominato dall'ego al pomeriggio della vita dove ogni cosa è influenzata in primo luogo dallo "scopo". E mentre compiamo questo viaggio ineluttabile dal mattino della nostra esistenza al pomeriggio (e alla sera), ci capita di fare delle esperienze inconsuete. Sicuramente incontreremo un ostacolo, proveremo un fallimento, ma nel momento esatto in cui ci succede riusciremo a trovare l'energia che ci serve per allontanarci dall'ego e avvicinarci a una vita piena di significato. Il Cambiamento non significa che perdiamo la strada; significa invece che imbocchiamo una strada nuova. Prendiamo l'impegno a vivere una vita ispirata allo scopo, anziché alle pretese infinite e alle false promesse che sono il segno distintivo dell'ego. Come Wayne W. Dyer rivela così eloquentemente in queste pagine, a tutti è data la possibilità di scegliere e realizzare il cambiamento dall'ambizione al significato... e così portare a compimento il ritorno alla Sorgente che ci ha creato.