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Longanesi, 28/04/2022
Abstract: Tra i ghiacci artici e il gelo, una donna lotta per impedire lo scoppio di un conflitto mondiale. I rapporti tra Nato e Russia non sono mai stati così tesi. Basterebbe una scintilla per far scoppiare una crisi, ma nessuna delle due è disposta a fare un passo indietro. Anzi, la Nato decide di avviare una delle più grandi esercitazioni di sempre nei cieli norvegesi e i russi rispondono con una prova del loro addestramento. Quando un caccia russo prende di mira un elicottero da trasporto norvegese nella zona di confine tra i due Paesi, Ylva Nordahl, pilota di F-16, con il suo copilota John Evans, sono incaricati di scortare il mezzo per garantirne la sicurezza. Ma in volo accade l'irreparabile. Entrambe le forze militari parlano di invasione. Ed ecco la temuta scintilla, che sta per trasformarsi nel più temibile degli incendi. Ylva e John devono lottare per sopravvivere. E Ylva sa che la sua testimonianza potrebbe sventare la catastrofe: dovrà attingere alla sua competenza militare ma anche agli insegnamenti del popolo sami che sua madre, una nomade dei ghiacci, le ha trasmesso quand'era bambina. E dovrà attingere soprattutto al coraggio di chi sa che il futuro del mondo è nelle proprie mani.
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Ponte alle Grazie, 21/04/2022
Abstract: Milano, 1956. La scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann assiste al Teatro alla Scala alla prova generale di Traviata con la regia di Luchino Visconti, la direzione di Carlo Maria Giulini e Maria Callas nel ruolo di Violetta. Quell'esperienza la scuote al punto da farle scrivere: "Che cosa sia la grande arte, che cosa sia un'artista l'ho capito il giorno in cui ho ascoltato la cantante Maria Callas". Le parole che, a distanza di anni, la scrittrice dedica a quell'incontro testimoniano qualcosa che va oltre l'ammirazione per una grande interprete ;in esse risuona un messaggio che toccala vera natura dell'arte e la sua capacità di avvicinarsi all'assoluto, di incarnare qualsiasi esperienza. Ma cosa era successo quel pomeriggio? E cosa ci racconta, oggi, quell'incontro, di noi? Per comprenderlo, Laura Boella è andata a caccia delle due artiste che, dietro la maschera del mito – due "Divine", nei rispettivi campi – hanno vissuto, ciascuna a suo modo, "sul filo del rasoio". Prigioniere del pregiudizio, ostaggi della notorietà, pericolosamente esposte; eppure, e forse proprio per questo, capaci di far risuonare, nella sua irriducibilità, la propria voce: "una voce umana".
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La società segreta dei salvaparole
Salani Editore, 21/04/2022
Abstract: "Galiano: un professore stile Attimo fuggente. "Massimo Gramellini "Enrico Galiano racconta le emozioni, le paure, le speranze che accendono quel pianeta lontano che sono gli adolescenti. " Robinson - la Repubblica - Ilaria Zaffino"Enrico Galiano sa arrivare dritto al cuore dei ragazzi. "Corriere della Sera - Severino Salvemini"Un professore d'italiano e scrittore che sa parlare ai ragazzi, perché vive con loro, in mezzo a loro. "Tuttolibri - La Stampa - Federico TaddiaQuando le parole iniziano a sparire, Samu pensa che in fondo non sia poi un gran problema. Meno parole significa meno cose da studiare e finché spariscono parole come marmitta o iconoclasta per lui va benissimo! Ma cosa succederebbe se ad andarsene fossero parole come marmellata, vacanze, amicizia, amore? Samu potrebbe perdere il suo migliore amico Nico, e CERTAMENTE dovrebbe dire addio a ogni speranza di conquistare Rachele, la ragazza dai capelli corvini e i calzini spaiati che gli fa battere forte il cuore. No, è un rischio che Samu non può correre. È per questo che sceglie di diventare un Salvaparole. Ed è per questo che, con l'aiuto di una banda alquanto sgangherata, si lancerà a capofitto in un'avventura fatta di missioni clandestine, messaggi in codice e misteriosi rapimenti. L'incredibile esordio di Enrico Galiano nella narrativa per ragazzi: una storia di amicizia, coraggio e lealtà che insegna l'importanza di proteggere sempre le parole, la nostra arma di difesa più preziosa contro il male del mondo.
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Neri Pozza, 21/04/2022
Abstract: Accolto al suo apparire come un vero e proprio capolavoro letterario, capace di pagine di "inesorabile bellezza" (Kirkus Reviews), Shantaram è certamente uno dei libri più letti e venduti del nuovo Millennio. Tradotto in 44 lingue e pubblicato in 116 paesi, con oltre 7 milioni di copie vendute, ha imposto all'attenzione della critica e dei lettori di tutto il mondo la figura e l'opera di Gregory David Roberts. Dopo la sua pubblicazione, Roberts è diventato uno degli scrittori più contesi da festival letterari e prestigiose istituzioni e organizzazioni internazionali. Chi abbia letto Shantaram sa, però, che il romanzo non è soltanto "una saga gigantesca e vera" nella quale Roberts narra di Lin, il filosofo che ha smarrito "l'integrità nel crimine", ma anche una di quelle rare opere in cui l'ostinata ricerca del bene tocca la mente e il cuore. Non stupisce, dunque, che qualche tempo dopo il grande successo di Shantaram, Roberts abbia deciso di sottrarsi a ogni attività pubblica per trovare delle risposte alla tensione spirituale che animava il suo libro e l'opera successiva, L'ombra della montagna. Esiste qualcosa? Un'esperienza concreta attraverso la quale accedere realmente al mondo spirituale? Una via per ricongiungersi con l'ordine dell'universo? ha chiesto Roberts al suo maestro. Negli antichi testi buddhisti si narra che Indra, la divinità vedica, donò al Buddha una conchiglia come simbolo della proclamazione del dharma, della giustizia coerente con l'ordine del cosmo. Suonare la conchiglia con la massima innocenza e sincerità, impegnandosi in una forma di attiva devozione, è la via per inoltrarsi sul Sentiero Spirituale, è stata la risposta del maestro. Questo libro narra dell'avvincente viaggio personale, fatto di stupore e comprensione, di spiritualità e devozione, che Gregory Roberts ha intrapreso seguendo il consiglio del maestro, e tenendosi ben lontano da ogni occasione mondana, per dedicare gran parte della propria attenzione ed energia alla ricerca della connessione spirituale. Un viaggio che è dato a ogni essere umano capace del necessario abbandono, e della necessaria sincerità, che il Sentiero Spirituale richiede. Hanno detto di Shantaram "C'è un canone non ufficiale dei libri da mettere nello zaino prima di un viaggio. Tra i più importanti degli ultimi anni, sia per numero di pagine che per copie vendute, c'è senza dubbio Shantaram". Internazionale "Una grande saga generazionale. La Bibbia dei viaggiatori con lo zaino in spalla". La Lettura - Corriere della Sera
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Neri Pozza, 21/04/2022
Abstract: Definire Beppe Sebaste un eccentrico sarebbe giusto. Anche se la sua eccentricità fa sempre perno su un'idea della letteratura molto ben definita e solida.Una vita dolce è prima di ogni cosa un romanzo. Una serie di storie che si sommano in una narrazione che ha al suo centro la vicenda dolorosa della compagna del protagonista del romanzo. Attorno c'è la ricerca di un senso della vita, il ricordo dei viaggi, la passione per l'Oriente, storie che rendono questo testo intenso, sorprendente, felice. Sebaste ci porta dentro il dolore, ma anche dentro il miracolo dell'esistenza. Ci racconta favole antiche, si identifica con il suo protagonista fino a farci pensare che questo è sì un romanzo eccentrico, ma è soprattutto un memoir. Alla fine usciamo da queste pagine con lo stesso stupore e la stessa incredulità che proviamo dopo aver fatto un viaggio importante. Sentendo ancora addosso la capacità dell'autore di raccontare il suo dolore e il suo smarrimento, senza alcun filtro, ma come fosse una opportunità, una bellezza, una verità del mondo. Romanzo che non è un romanzo, quaderno di pensieri, diario intimo, confessione del proprio dolore, Una vita dolce è un libro originale e moderno, toccante, di una saggezza e sensibilità estreme. Che contiene parole che sarà difficile dimenticare: "S. e io stiamo per entrare nella notte. È il nostro viaggio e il nostro vascello insieme. Ho paura, per lei e per me. Che la notte cancelli o nasconda anche solo in parte la luce tenera e forte che ha fatto innamorare di S. chiunque l'abbia incontrata nel corso della sua malattia. Riusciremo a tenerla accesa, a colorarla? Se lei scompare, sono io che non vedo. Se divento invisibile, sono ancora io a essere cieco. Se lei diventa cieca, sono sempre io a non vedere"."S. e io litighiamo spesso, siamo vivi, non ci sopportiamo più, ci cerchiamo, ci abbracciamo come fantasmi silenziosi, ci scambiamo luce e ombra. L'amicizia supera l'amore e lo comprende".
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Neri Pozza, 21/04/2022
Abstract: C'è un solo modo, vivo e palpitante, di conoscere Roma antica ed è attraverso i suoi monumenti, testimoni muti di un passato glorioso che svolgono il ruolo fondamentale di memoria del tempo da cui provengono. Vi siete mai chiesti quante persone ha visto morire il Colosseo fra le sue strutture? O quanti tramonti e albe ha vissuto il Foro Romano? O quanta gente ha guardato a testa in su la Colonna Traiana che se ne sta lì nella sua maestosità dal 113 d.C.? Conoscendo i segreti e le vicende di queste splendide costruzioni, tutto si illumina e loro diventano la rappresentazione reale, fisica e tangibile, di un passato solo apparentemente lontano. Protagonista di questo libro non è solo la storia di Roma antica: è tutto quello che ruota attorno a essa, alle date e ai personaggi che l'hanno fatta (anche loro malgrado); è quel filo invisibile che non si è mai spezzato fino a oggi. Buona parte di ciò che siamo, pensiamo, percepiamo si può rintracciare in ciò che accadde a partire da ventotto secoli fa in quell'anonimo centro rurale formatosi attorno a qualche colle vicino a un guado sul Tevere. I sette monumenti scelti (Foro Romano, Circo Massimo, Colosseo, Pantheon, Colonna Traiana, Terme di Caracalla e Arco di Costantino) diventano l'occasione per narrare gli aspetti meno noti dell'antico mondo romano, le curiosità meno conosciute, i vizi, le debolezze e le grandezze non solo dei personaggi più celebri ma anche della gente comune, le invenzioni, gli spettacoli, i divertimenti, le terme, la vita sociale e i suoi protagonisti, i numeri e i record di un impero vastissimo. Muovendoci in uno scenario reale (troppo spesso travisato da film e romanzi) si può cogliere l'essenza dei nostri antenati, l'ingegno, la furbizia, la sagacia, i sentimenti, ma anche i difetti e la loro (per noi sconcertante) crudeltà. Ma perché sette monumenti? Perché bastavano a ricostruire la vita quotidiana di tutto il millennio romano-antico, e perché sette era un numero dalla profonda simbologia nel superstiziosissimo mondo romano: sette i colli (eppure Roma nelle immediate vicinanze del centro presenta anche altri colli oltre ai sette antichi), sette i re (che quasi certamente non furono sette)... Questo numero ha giocato, nella storia e nella cultura della città, un ruolo determinante. "Roma assomiglia all'inconscio. Le antiche testimonianze emergono qua e là nel tessuto cittadino come i ricordi di un passato indelebile. Il paragone tra Roma e l'inconscio venne fatto da Freud, che con questo accostamento colse l'anima più profonda della Città Eterna. Lo stesso stupore coglie oggi il visitatore quando si accorge di passeggiare sopra metri di storia e di memoria accumulata nei secoli".
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Casa Editrice Nord, 19/05/2022
Abstract: "Un romanzo appassionante. "Welt am Sonntag"Una saga che ha tutto ciò che si possa desiderare: amore, passione, segreti, speranze, gioie e dolori. "Nürnberger Nachrichten"La tormentata storia di una famiglia nell'Europa a cavallo della seconda guerra mondiale. "Wienerin"Ogni scena è così vivida da sembrare un film. "Freie PresseUn'appassionante saga familiare che attraversa il Novecento tra amore e guerra, speranze e delusioniBreslavia, 1928. Quando Laurenz Sadler chiede la mano della giovane Annemarie, immagina un futuro radioso, un appartamento in centro e il successo come compositore. Ma è un sogno destinato a non realizzarsi mai. La morte del fratello maggiore, infatti, lo costringe a prendere le redini del podere di famiglia. Un cambiamento per lui molto sofferto, che però Annemarie accoglie con sollievo. Le luci della città non sono il posto adatto per nascondere il segreto che custodisce. Invece, nella quiete della campagna, può concentrarsi solo sul suo amore per Laurenz e, col passare degli anni, sulle loro figlie, Kathi e Franzi. Almeno finché la guerra non bussa alla porta dei Sadler, stravolgendo tutto. Mentre Laurenz viene dichiarato disperso sul fronte russo, la vivace e brillante Kathi, ormai quindicenne, vince un concorso nazionale di matematica, attirando su di sé le attenzioni del governo di Berlino. Col Paese sull'orlo della sconfitta e dilaniato da sospetti e delazioni, Annemarie non può rischiare che la verità sul suo passato venga alla luce. Deve proteggere la sua famiglia, anche a costo di perdere tutto ciò che ha di più caro. Non sa ancora, Annemarie, che la sua scelta segnerà il destino dei Sadler per generazioni…La saga di una famiglia che attraversa il Novecento. Un'autrice capace di dare vita a personaggi umanissimi, cui è impossibile non affezionarsi. Una storia che ci ricorda l'importanza dei legami familiari e dei sacrifici che siamo disposti a compiere per proteggere le persone che amiamo.
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Casa Editrice Nord, 01/06/2022
Abstract: "Una trama perfetta in cui prendono vita personaggi indimenticabili, sullo sfondo di un periodo storico dal fascino irresistibile. "Publishers WeeklyDall'autrice di Fiori dalla cenere, un nuovo bestseller che presto diventerà una serie televisivaErano diversissime, ciascuna reclutata in base a un talento specifico: la ricca e colta Osla come interprete, l'umile e ambiziosa Mabel come dattilografa e Beth – la più timida ma anche la più brillante – come crittoanalista. Eppure, in breve tempo, le tre giovani erano diventate inseparabili. Almeno fino a quel fatidico giorno del 1944, quando la scure della guerra si era abbattuta su di loro con tutta la sua forza, spezzando il legame che le univa… Sono passati tre anni da allora, tre anni in cui Osla ha cercato di dimenticare Bletchley Park e la tragedia che si è consumata tra le sue mura. Però tutto cambia nel momento in cui riceve per posta uno strano messaggio, una sequenza di lettere apparentemente senza senso. Osla capisce subito chi gliel'ha mandata e il pericolo che rappresenta. Perciò contatta Mabel: anche se non si sono lasciate bene, è sicura che la aiuterà a sventare la minaccia che incombe non solo su di loro, quanto sull'intero Paese. In quel messaggio, infatti, è nascosta la chiave per confermare un sospetto che Beth nutriva già nel '44, un sospetto cui nessuno voleva credere, eppure abbastanza fondato affinché qualcuno la screditasse, arrivando perfino a rinchiuderla in un ospedale psichiatrico. A Bletchley Park si aggirava un traditore, una spia che è sopravvissuta alla guerra e che adesso sta per sferrare il suo attacco, proprio alla vigilia del matrimonio della principessa Elisabetta e del principe Filippo. Mabel e Osla sono quindi costrette a mettere da parte le divergenze e a lavorare insieme, spinte dal senso del dovere e dalla volontà di rendere giustizia a Beth. E, forse, anche dalla speranza che il destino stia dando loro l'occasione di lasciarsi finalmente alle spalle i rancori del passato e di riannodare il filo della loro amicizia. Perché non c'è vittoria più amara di quella celebrata in solitudine, né bene più prezioso del sostegno delle vere amiche.
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Casa Editrice Nord, 26/05/2022
Abstract: "Laetitia Colombani e le sue protagoniste ci regalano pagine piene di speranza. "Le Figaro"Un'ode alla solidarietà femminile nel Paese delle caste, l'India. "Marie Claire "Un romanzo luminoso. "Le Quotidien"Una storia di grande umanità, delicata e toccante. "DH"Meraviglioso. "Le ParisienDall'autrice della Treccia un nuovo romanzo con protagoniste una donna, una ragazza e una bambina che lottano per volare libere come un aquilone.Quando s'incontrano su quella spiaggia, sono come isole lontane. Léna è arrivata in India dalla Francia per dimenticare un dolore che ha sgretolato tutte le sue certezze; Preeti è una giovane insegnante di autodifesa, in fuga dal matrimonio "riparatore" che i suoi genitori hanno combinato con l'uomo che l'ha violentata; Holy è un'umile cameriera chiusa nel silenzio, resa muta da una tragedia troppo grande per i suoi pochi anni. Eppure tutte e tre condividono la stessa voglia di ricominciare. Per Léna, ricominciare significa aprire gli occhi sui propri privilegi e lottare in nome di chi ha più bisogno. Per Preeti, significa ammettere che non basta la forza fisica per emanciparsi in una società che schiaccia e umilia le donne. Per Holy, significa imparare a leggere e a scrivere, realizzando il sogno di sua madre Smita, che voleva per lei un destino diverso da quello tracciato per gli intoccabili. Nessuna di loro tre può farcela da sola, mentre insieme diventano inarrestabili, un'onda capace di spazzare via pregiudizi radicati e tradizioni secolari. E, grazie al legame che le unisce, ciascuna di loro troverà il coraggio di ribellarsi e di sperare nel futuro.
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Adelphi, 07/04/2022
Abstract: Come l'"Apocalisse" ricorda più volte, un agnello fu ucciso "prima della costituzione del mondo". Quel l'agnello sarebbe stato una presenza ricorrente nella Bibbia e il suo sangue sarebbe servito a riscattare temporaneamente gli Ebrei, come accadde con la fuga dall'Egitto, per riapparire un giorno davanti agli occhi di Giovanni Battista nella figura di Gesù – e questa volta il suo sangue avrebbe riscattato tutti "per sempre". "Dall'animale muto per il terrore si giungeva al Logos, alla Parola vivente. Era questa la storia sacra".Ma chi era quell'essere candido e ferito che Iahvè aveva posto all'inizio di tutto? Per mano di chi era stato ucciso e perché alla fine del Nuovo Testamento, proprio nell'"Apocalisse", faceva ritorno? Non bastava che Gesù, con la sua morte, avesse riscattato l'umanità intera? Nessuno ha saputo rispondere. Ma i suoi occhi – quegli occhi distanti e impenetrabili che van Eyck una volta osò raffigurare nel "Polittico di Gand" – sembrano guardarci ancora attraverso le pagine di questo libro, che con voce pacata e definitiva ci obbliga a ripensare una delle figure più misteriose e sconcertanti della Bibbia e del cristianesimo.
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Adelphi, 07/04/2022
Abstract: Il vecchio commissario Bärlach è a fine corsa. A pochi giorni dalla pensione, giace in un letto d'ospedale. Il complesso intervento a cui è stato sottoposto è andato bene, sì, ma gli è stata diagnosticata una malattia senza scampo. È messo male, Bärlach, e le riviste che ha a disposizione per distrarsi non lo distraggono affatto: "Erano bestie, Samuel ... Tu sei un medico e puoi renderti conto. Guarda un po' questa fotografia" dice all'amico Hungertobel porgendogli un numero di "Life" del '45. Una scena di inaudita efferatezza: nel campo di concentramento di Stutthof il dottor Nehle, medico del lager, con "l'imperturbabilità di un idolo" sta operando un prigioniero senza narcosi. Di colpo Hungertobel impallidisce. In quella foto gli è parso di riconoscere il suo antico compagno di studi Emmenberger, ora stimato proprietario della più esclusiva clinica di Zurigo, un luminare amato dai suoi pazienti, che "credono in lui come in un dio". L'atroce sospetto, però, non tarda a rivelarsi infondato, anzi "una follia": dalle informazioni che Bärlach riesce a ottenere risulta infatti che Nehle si è tolto la vita alla fine della guerra. Eppure qualcosa non gli torna. Ci sono strane discrepanze – e ancor più strane somiglianze: le figure di Nehle ed Emmenberger sembrano confondersi. Negli occhi di Bärlach, stretti a fessura, torna a brillare l'antica vitalità quando convince Hungertobel a farlo trasferire sotto falso nome, come paziente, nella clinica di Emmenberger. Lì potrà condurre la sua ultima, solitaria battaglia contro il Male.
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Adelphi, 07/04/2022
Abstract: Polli in rivolta contro un intollerabile rito di espiazione, un cane docile e malmenato in fuga dalla ferocia dei suoi simili e degli uomini, un ronzino stremato da una vita di fatiche e bastonate: ecco i protagonisti di queste taglienti storie ambientate negli "shtetl" dell'Europa orientale. Ma protagonisti sono anche gli uomini che, nell'ansia di celebrare le loro feste, di vivere e di dimenticare, non sanno vedere le sofferenze degli animali, e tanto meno attenersi al precetto talmudico che impone "pietà per gli esseri viventi". Non sorprende allora che il bambino angustiato per la sorte di una carpa ("Non dice forse il rebe che tutte le creature sono care al Signore?") si senta dare dell'idiota dalla madre – e che questa, vedendolo poi piangere (per la piccola Perele, uccisa durante un pogrom), pensi semplicemente che gli è andato del rafano negli occhi.È un bestiario paradossale, quello creato da Sholem Aleykhem, un mondo alla rovescia dove gli animali minano antiche usanze e sovvertono l'ordine naturale delle cose – un mondo còlto con lo sguardo impietoso ma partecipe che ben conoscono quanti hanno già amato gli stralunati personaggi di "Un consiglio avveduto" e gli amori tenaci e impossibili del "Cantico dei Cantici".
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L'idea messianica nell'ebraismo
Adelphi, 07/04/2022
Abstract: "Come il chicco di grano deve marcire nella terra prima di poter germogliare, così le azioni dei "credenti" devono "marcire" affinché possa germogliare la redenzione". Così scrive Scholem nel saggio che costituisce il cuore di questo volume, "La redenzione attraverso il peccato", sintetizzando, appunto, la dottrina paradossale del "santo peccato" che era stata sviluppata dal sabbatianesimo radicale: al redentore, al più santo fra gli uomini, spetta il compito di immergersi nell'oscurità del male e "riscattare le scintille divine che vi sono ancora imprigionate". Proprio al movimento sabbatiano e alle sue propaggini più radicali Scholem dedica alcuni dei fondamentali saggi contenuti in questo volume, e non con l'atteggiamento di disprezzo e di condanna che aveva caratterizzato fino allora la storiografia ebraica, bensì con profondo interesse, sull'onda di quella "scintilla di emozione" (in questi termini ne aveva scritto all'amico Walter Benjamin) con cui nel 1927, alla Bodleian di Oxford, si era imbattuto in un trattato manoscritto: "Magen Avraham" ("Lo scudo di Abramo"), a firma di Avraham Miguel Cardoso, seguace dello pseudo-Messia Shabbetay Tzevi. Senza indietreggiare di fronte allo scandalo della "apoteosi negativa" di Shabbetay Tzevi – la sua conversione all'islam – e dei suoi fedeli (i quali continuarono a credere in lui, convinti che fosse giunta l'ora di un capovolgimento totale e di essere ormai affrancati da ogni comandamento e da ogni proibizione), Scholem riconosce "un elemento autenticamente ebraico nell'anelito di quegli individui paradossali a ricominciare da capo", a "tornare alle sorgenti originarie della fede ebraica": e lo fa negli stessi anni in cui il suo popolo si avvia verso la catastrofe.
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Il giorno che Bob Dylan prese la chitarra elettrica. A Complete Unknown
Vallardi, 28/04/2022
Abstract: "Dopo aver visto il film leggete il libro. "Bob Dylan"Un contributo fondamentale alla storia della musica."Booklist"Tra i migliori libri di musica che siano stati pubblicati."The Guardian"Wald è capace di farci vedere una storia nota con occhi nuovi."The New York TimesBOB DYLAN E IL CONCERTO CHE CAMBIÒ LA STORIA DELLA MUSICA. QUANDO IL PROFETA DEL FOLK STUPÌ IL MONDO E REINVENTÒ LA MUSICA ROCK. Il 25 luglio 1965 Bob Dylan, punto di riferimento della scena folk musicale, sale sul palco del Newport Folk Festival e fa una cosa che cambia per sempre la sua carriera e la storia della musica: attacca la chitarra all'amplificatore. Questo libro racconta il musicista, poeta, artista e premio Nobel per la letteratura in un viaggio a trecentosessanta gradi – culturale, politico e storico – facendoci rivivere uno dei momenti più iconici della storia della musica del Ventesimo secolo. Un libro frutto di ricerche nuove e approfondite – interviste, lettere, fanzine, cataloghi del festival, diari di fan, registrazioni originali e archivi mai condivisi in precedenza – che ricostruisce la struggente atmosfera di quegli anni e aggiunge nuove sfumature alla figura del leggendario Menestrello del rock.Quel giorno d'estate del 1965 Bob Dylan, che era considerato il massimo rappresentante della musica folk, salì sul palco del più importante raduno della scena acustica americana imbracciando una chitarra elettrica e accompagnato da una rock band. Fu uno scandalo. La "rivoluzione elettrica" del futuro premio Nobel per la letteratura scatenò reazioni controverse dando origine a uno smottamento socioculturale destinato a entrare nella leggenda. Per alcuni rappresentò una dichiarazione di indipendenza, per altri un tradimento, e per tutti la fine dell'esplosione del folk e dell'innocenza dei primi anni Sessanta. Perché un avvenimento apparentemente così marginale diede origine a un'eco che risuona ancora oggi? Grazie a un meticoloso lavoro di ricerca sui nastri originali e alle parole di un vasto coro di testimoni, Elijah Wald restituisce un quadro dettagliato e vividissimo che getta nuova luce sulla figura di Bob Dylan. Dalla purezza del revival folk dei primi anni Cinquanta ai compromessi commerciali del decennio successivo, passando per le vie del Greenwich Village, le strade degli stati del Sud battute dal movimento per i diritti civili e le rotte seguite dalla British invasion, Wald ci trasporta in un viaggio alle radici del rock e della cultura popolare moderna.
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HarperCollins Italia, 02/05/2022
Abstract: "Mi è piaciuto moltissimo... Non trovavo dei personaggi così interessanti da molto tempo" - Angela Marson autrice bestseller di Urla nel silenzioQuello che sembra un semplice caso di omicidio, pagina dopo pagina si rivela un fitto mistero. Per risolverlo c'è una nuova imperdibile coppia.Oxford, 1960.Niente cellulari né CSI né DNA, ma un assassino a piede libero.L'agente in prova Trudy Loveday è intelligente, entusiasta e sempre sottovalutata. Nella speranza di toglierla di mezzo, viene assegnata a collaborare con il medico legale Clement Ryder, mentre riapre il caso della morte di una giovane donna. Trudy non riesce a credere alla sua fortuna: sta per lavorare su un vero caso di omicidio.Nel frattempo, il resto delle forze di polizia è impegnato a indagare su una serie di minacce e omicidi nella comunità locale, e Clement inizia a sospettare che sia tutto collegato.L'improbabile collaborazione tra l'agente Loveday e il dottor Ryder avrà risvolti inaspettati…
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A ognuno quel che si merita. Sul libero arbitrio
Raffaello Cortina Editore, 22/03/2022
Abstract: Il concetto di libero arbitrio è essenziale per le nostre relazioni interpersonali e le pratiche morali e giuridiche. Se risultasse che nessuno è mai libero e moralmente responsabile, che cosa vorrebbe dire per la società, la moralità, la vita di tutti i giorni?Daniel Dennett e Gregg Caruso presentano le loro argomentazioni pro e contro l'esistenza del libero arbitrio e ne discutono le implicazioni. Dennett sostiene che il genere di libero arbitrio richiesto per la responsabilità morale è compatibile con il determinismo. Caruso è di parere opposto: per lui, quel che siamo e ciò che facciamo rappresentano, in ultima analisi, il risultato di fattori che sono al di là del nostro controllo, e per questo non siamo mai moralmente responsabili delle nostre azioni nel senso che ci renderebbe davvero meritevoli di biasimo o di lode, di punizione o di ricompensa.A ognuno quel che si merita introduce i concetti centrali del dibattito sul libero arbitrio e sulla responsabilità morale mediante un dialogo filosofico coinvolgente, rigoroso e talvolta acceso tra due eminenti pensatori.
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La nave di Teseo, 07/04/2022
Abstract: "Oggi molti esperti di politica, sociologi e studiosi della storia russa, si pongono un interrogativo: come è potuto succedere che la Russia sia a un tratto diventata l'emblema dell'aggressività, dichiarando guerra a uno stato vicino, che ha sempre definito 'amico' e abitato da 'un popolo fratello'? Nel libro di Elena Kostioukovitch troviamo un'analisi profonda della situazione catastrofica in cui la Russia di Putin si è andata a cacciare. Questa è la vera causa della guerra contro l'Ucraina."Dalla prefazione di Ludmila UlitskayaElena Kostioukovitch racconta una storia culturale inedita della Russia postsovietica, per comprendere la nascita e la diffusione di un pensiero pericoloso che ha trovato in Vladimir Putin il suo alfiere, fino all'invasione dell'Ucraina. È la dottrina dell'Universo Russo – uno stato ideale dove riunire tutti i popoli russi "geneticamente superiori" – una teoria alimentata dagli scritti di studiosi come Anatolij Fomenko e Aleksandr Dugin, celebrati in patria ma discussi dalla comunità scientifica internazionale. Per scoprire il lato irrazionale dello stesso leader russo Putin, e i suoi legami con un certo "assolutismo magico", l'autrice si muove tra invenzioni storiografiche, falsificazioni, cospiratori di regime, in un libro abitato da personaggi che sembrano usciti da un romanzo d'appendice, e che invece stanno riscrivendo oggi la storia di tutta l'Europa.
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Le parole dell'economia. Viaggio etimologico nel lessico economico
IlSole24Ore, 06/04/2022
Abstract: Le parole dell'economia, molto di frequente, fanno anche paura. Anche? Sì, anche, cioè unitamente al mistero che recano in sé. Il sostantivo "debito", per esempio, talora risulta tormentoso: ciò non è affatto casuale: nelle proprie origini romanze, esso implica nettamente l'essere costretti o l'essere destinati e, in alcune testimonianze letterarie, ha a che vedere pure con la morte. Di certe crisi, tuttavia, siamo responsabili. Il verbo greco κρίνειν (krìnein), da cui crisi deriva, anticamente, aveva il significato di separare, in virtù della propria radice, ed era connesso con la trebbiatura. In pratica, indicava l'attività di separare la granella del frumento dalla paglia e dalla pula. La crisi, dunque, contiene in sé una scelta fatta dopo una separazione, un taglio. Ogni parola "racconta", quasi da sé, cioè senza l'intervento del narratore, una vicenda economico-creativa e sociale, può esaltare o annientare un legame, condizionare, in un modo o nell'altro, la stabilità d'un Paese.Le parole appartengono principalmentealla storia, sono il senso stesso della storia, giacché assommano in sé,cioè nel proprio processo di significazione,gli eventi essenziali che hanno caratterizzato la vita dei popoli.
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Carbonio Editore, 07/04/2022
Abstract: Un uomo giace a letto, vittima di un brutto incidente, e nel delirio della febbre e della morfina ripercorre i frammenti di un'esistenza trasfigurata dal ricordo e dal riflesso mutevole delle emozioni: l'agognata solitudine parimenti temuta e amata, l'incapacità di adeguarsi a un mondo dominato dall'ipocrisia, il rancore e il rimpianto verso un matrimonio infelice eppur rassicurante. Fatti, personaggi, istantanee di vita si delineano secondo un bizzarro schema numerico, mentre incombe su tutto "l'occhio verde", ovvero l'incubo della lampada di un dirimpettaio, offeso a suo tempo dal protagonista e trasformatosi in enigmatico nemico. Nella rinnovata traduzione di Franco Perrelli, Carbonio propone un'altra opera immortale di August Strindberg, il secondo libro di una trilogia iniziata con "Solo". Scritto nel 1906, "La festa del coronamento" è un romanzo breve e folgorante che, anticipando il flusso di coscienza joyciano, si conferma uno degli esperimenti narrativi più audaci della letteratura europea del Novecento. Traduzione e introduzione di Franco Perrelli
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Ritratto di giovane donna con mostri
Ponte alle Grazie, 21/04/2022
Abstract: La prova più audace di una fra le più straordinarie scrittrici contemporanee."Una satira impietosa dell'élite letteraria; un'indagine sull'arte e la violenza. Un romanzo terrificante, brillante, pericoloso."New Yorker"La prova più audace di una fra le più straordinarie scrittrici contemporanee."Esquire"Spietato e per questo molto divertente: parla di un mondo che l'autrice conosce fin troppo bene."New York Times"Intelligentissimo e provocatorio. La complessa vita interiore della protagonista è il cuore di questo vivido ritratto del mondo letterario."Publishers Weekly"Accanto a Pola Oloixarac quasi tutta la narrativa contemporanea sembra opaca e provinciale."Ricardo PigliaMona è peruviana, ha scritto un romanzo di grande successo, è incline a un'ironia feroce e all'abuso di alcol e psicofarmaci e al momento vive in California, dove è apprezzata dal mondo accademico soprattutto in quanto "donna e di colore". Quando viene inaspettatamente candidata al più importante premio letterario d'Europa, intravede la possibilità di sfuggire alla sua "cattività" americana e alla quotidiana spirale di autodistruzione. Si trova così proiettata in un piccolo villaggio svedese non lontano dal Circolo polare, fra l'improbabile comunità internazionale dei letterati in gara per il premio: vengono dal Giappone, dalla Francia, dall'Armenia, dall'Iran, dalla Colombia, a formare uno zoo di vetro al cui interno fanno ciò che fanno di solito gli scrittori: si scambiano complimenti e pettegolezzi, coltivano invidie, mescolano riflessioni letterarie e sesso occasionale. Ma Mona sembra vedere attorno a sé le tracce inspiegabili di una violenza che non riesce a identificare – o sono i suoi demoni che l'hanno seguita fin lì? Segni inquietanti si susseguono fino all'apocalittico scioglimento... Spietato, divertentissimo, corrosivo: come ha scritto "Esquire", Ritratto di giovane donna con mostri – in corso di traduzione presso una dozzina fra i migliori editori internazionali – è "la prova più audace di una fra le più straordinarie scrittrici contemporanee".