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La prima indagine del giudice Petri seguito da "Il cadavere nella valigia"
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Simoni, Gianni

La prima indagine del giudice Petri seguito da "Il cadavere nella valigia"

Tea, 02/12/2022

Abstract: Sono numerosissimi i lettori che hanno seguito e si sono appassionati alle indagini del giudice Petri, magistrato ormai in pensione che però non riesce a stare lontano dalla Questura di Brescia e dal suo amico, il commissario Miceli. E si sono affezionati a questa figura di uomo di legge rigoroso, ma capace di ascoltare le persone e le loro ragioni. Ma com'era Carlo Petri agli inizi della sua carriera? A questa domanda, e risalendo anche agli anni degli studi, risponde il racconto con il quale Gianni Simoni ha deciso di fotografare il momento in cui al giovane sostituto viene affidata la prima indagine: un caso apparentemente banale e squallido di violenza domestica, che a poco a poco si trasforma in qualcosa di assai diverso. È una vicenda tristemente semplice eppure decisiva, sia perché segna la formazione di uno stile di indagine, sia perché Petri incontra per la prima volta proprio il commissario Miceli e fa la conoscenza di una giovane professoressa universitaria di letteratura che si chiama Anna…Completa il volume, in un'ideale forma di rispecchiamento, quella che al momento è l'ultima indagine di Petri, a fianco ancora una volta del commissario Grazia Bruni.

L'innovazione in biblioteca
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Diozzi, Ferruccio

L'innovazione in biblioteca

Editrice Bibliografica, 17/11/2022

Abstract: Da concetto e metodo dotato di una sua propria caratterizzazione disciplinare all'interno della scienza organizzativa, l'innovazione ha assunto oggi una centralità assoluta nell'analisi della società, nell'agire politico, nella vita di tutti i giorni: promuoverla e realizzarla è diventata una priorità nel consorzio umano.Un contributo al concretizzarsi di fenomeni e processi innovativi proviene anche dalle biblioteche, organismi caratterizzati da capacità rilevanti nella gestione dei processi di cambiamento e dalla ricerca di nuovi approcci e di nuovi paradigmi che consentano loro di ri-affermarne la funzione nel contesto contemporaneo.Questo lavoro offre un inquadramento generale del concetto di innovazione, ricostruendone l'origine storico-culturale e le successive evoluzioni.Approfondisce inoltre approcci e metodologie correnti che la supportano e illustra casi specifici nel settore delle biblioteche, con una metodologia di analisi che consenta il continuo confronto con il contesto in evoluzione, evidenziando i punti di forza e le debolezze delle proposte innovative.

Lindbergh, l'aquila solitaria
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Berg, Andrew Scott

Lindbergh, l'aquila solitaria

Res Gestae, 18/11/2022

Abstract: Vincitrice del premio Pulitzer nel 1999, la biografia di Charles Lindbergh scritta da Scott Berg è il resoconto definitivo di una delle figure più straordinarie del XX secolo. Poche icone americane hanno suscitato un fascino più duraturo di Charles Lindbergh, noto per il primo volo transatlantico in solitaria nel 1927, ricordato per il dolore legato al rapimento e alla morte del suo primogenito nel 1932 e da molti vituperato per la sua opposizione all'ingresso dell'America nella Seconda guerra mondiale. Quella di Lindbergh è "una storia americana drammatica e inquietante"e questa biografia – la prima a essere scritta con accesso illimitato agli archivi di Lindbergh e con ampie interviste ai suoi amici, colleghi e familiari più stretti – è un racconto profondo e lucido delle glorie, delle tragedie e delle complessità spessoesasperanti di quella vita straordinaria.

Il Sublime
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Pseudo Longino

Il Sublime

Aesthetica, 18/11/2022

Abstract: Il trattato Sul Sublime (Perì hypsous) è il piú cospicuo documento della critica letteraria antica e ha avuto sulla cultura moderna un'influenza pari a quella della Poetica di Aristotele e dell'Arte poetica di Orazio. A lungo attribuito per errore a Cassio Longino (III sec. d.C.), fu in realtà composto nel I sec. d.C. da un anonimo retore che oggi chiamiamo convenzionalmente Longino (o Pseudo Longino). Dopo la prima edizione procurata nel 1554 dall'umanista Francesco Robortello, il Perì hypsous fu tradotto in francese da Nicolas Boileau (1674) e acquisì presto una fama europea tale da allargare la riflessione sul sublime dall'originaria dimensione retorica a una dimensione filosofica che, dopo gli approfondimenti settecenteschi venuti da Vico, da Burke e da Kant, favorì l'estetica romantica del genio e da qui avviò le successive elaborazioni decadenti e postmoderne di una categoria cui spetta ancora oggi un posto di rilievo nel pensiero estetico contemporaneo. Questa nuova edizione, curata da Giovanni Lombardo, affianca al testo greco una traduzione italiana che, senza rinunciare al rigore filologico, garantisce una pronta leggibilità anche ai lettori non classicisti. A un commento aggiornato sulle piú recenti e rilevanti acquisizioni critiche s'uniscono un'ampia introduzione generale, una ricca appendice biobibliografica e un prezioso corredo di indici.

Yuri Gagarin
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Burchett, Wilfred G. - Purdy, Anthony

Yuri Gagarin

PGreco, 18/11/2022

Abstract: Era il 12 aprile 1961 quando Yuri Gagarin diventò il primo cosmonauta del mondo. Prototipo del "nuovo uomo" sovietico, Gagarin conquistò lo spazio in un momento in cui Stati Uniti e Unione Sovietica erano all'apice della Guerra fredda. Acclamato come eroe in patria, la sua incredibile impresa, nonché la sua fama, furono motivo di propaganda politica da parte dell'Urss e di shock per un Occidente che si mise strenuamente a rincorrere l'impresa sovietica. Corredato da numerose fotografie che illustrano la storia di Gagarin e ci fanno immergere nell'atmosfera dell'epoca, questo libro si rivolge a chiunque voglia ripercorrere l'affascinante e pionieristica conquista del primo viaggio nello spazio.

Antropocenere
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La Corte, Silvio

Antropocenere

Mimesis Edizioni, 18/11/2022

Abstract: Il romanzo si snoda attorno a Diwash, un giovane che va a lavorare in Qatar, come altri milioni di giovani, alla costruzione degli stadi e delle infrastrutture necessarie per il mondiale di calcio del 2022. Il protagonista si accorgerà troppo tardi di essere caduto in una trappola dalla quale è quasi impossibile uscire. Diwash racconta le sue origini, la sua passione per il calcio, i suoi sogni: tutto questo viene intervallato dai racconti e dalle amare e ciniche considerazioni di altri personaggi che in un modo o nell'altro entrano nella vicenda. Sullo sfondo, gli effetti preponderanti dell'entrata in scena del petrolio nella storia dell'umanità. Il romanzo, in piccola parte autobiografico, è intessuto da diversi fili: il calcio, il petrolio, la condizione dei lavoratori – tanto in Qatar quanto in Italia – la schiavitù in Messico, nelle Filippine e in India. Alcuni personaggi, accompagnando le loro considerazioni con le note di brani musicali, portano in questo ordito un filo di speranza che non si spezza per tutto il racconto.

Gormenghast. La trilogia
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Peake, Mervyn

Gormenghast. La trilogia

Adelphi, 22/11/2022

Abstract: Invidiabile la sorte del lettore che affronta per la prima volta questo monolito letterario, unico per concezione e architettura. Castello-caverna che la natura ha divorato, o che ha divorato la natura, Gormenghast è in primo luogo un modo di vivere, di essere: "è tutto". E dunque esclude per definizione il resto, tanto che chi lo abita non riesce neppure a immaginare una realtà esterna. A descriverlo non poteva essere che uno scrittore e illustratore di genio come Mervyn Peake, visionario estremo. L'avventura si snoda in tre atti. Nel primo assistiamo alla nascita di Tito, che minaccia mutamenti, quindi scandalo e rovina, in un reame che si nutre di una millenaria ragnatela di rituali. Peake imprime al racconto un moto magmatico che si riversa sui protagonisti e ne fa insetti mostruosi conservati nell'ambra, prima che ne affiorino turgidi rilievi. Dove trovare un cast di eccentrici più ricco, più dickensiano già dall'inventario dei nomi? Sepulcrio, Fucsia, Barbacane, Ferraguzzo, Floristrazio, Musotorto e molti altri. Il secondo atto introduce all'educazione di Tito, che ora ha sette anni: il che significa per lui affondare nelle pieghe di insidiose trame per il potere, in una battaglia epica senza esclusione di colpi. E il ritmo narrativo si adegua, con esiti sempre più cinematografici, per poi subire nel terzo scomparto un'ulteriore accelerazione: sfuggito a Gormenghast, il giovane muoverà i primi passi in un altrove che esiste davvero – ma non è in nulla migliore di quanto si è appena lasciato alle spalle.

Quanti di spazio
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Baggott, Jim

Quanti di spazio

Adelphi, 22/11/2022

Abstract: Il suo acronimo (LQG) suona come uno dei tanti, criptici e intimidatori, che gremiscono la fisica contemporanea. In realtà, la "gravità quantistica a loop" – oggetto del nuovo libro di Jim Baggott – è una delle declinazioni più promettenti nell'ambito della "teoria quantistica della gravità". La quale, a sua volta, è uno dei tentativi più accreditati di rispondere a una sfida senza precedenti nella storia della fisica: l'armonizzazione di due teorie di grande successo ma tra loro inconciliabili. La prima è la relatività generale di Einstein, che descrive il comportamento della materia su larga scala in uno spazio-tempo curvo: base del modello standard cosmologico del big bang, ha avuto una delle conferme più spettacolari nella recente scoperta delle onde gravitazionali. La seconda è la meccanica quantistica, che descrive invece le proprietà e il comportamento della materia alle scale più piccole: sotto forma di teoria dei campi, è alla base del modello standard della fisica delle particelle, e in questo ambito l'ultima convalida sperimentale è stata la scoperta del bosone di Higgs. Il punto è che il "doppio trionfo" delle due teorie – costruite su interpretazioni incompatibili dello spazio e del tempo – è servito solo a far apparire l'universo ancora più elusivo e misterioso, se non più bizzarro. Compito della LQG è dunque inventare un nuovo, comune tessuto teorico. Ricostruendo i termini della sfida, Baggott si sofferma a lungo sugli scienziati che più si sono adoperati (e continuano ad adoperarsi) per vincerla, come Lee Smolin e Carlo Rovelli; e, pur senza nascondere fino a che punto sia ardua, ne sottolinea l'importanza fondamentale grazie a un pensiero di Laozi: "Anche un viaggio di mille miglia comincia con un primo passo".

Il nome e la voce. Per una filosofia dell'inno
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Di Vita, Nicoletta

Il nome e la voce. Per una filosofia dell'inno

Neri Pozza, 25/11/2022

Abstract: L'inno – il canto in onore degli dèi – è oggi per noi qualcosa di cosí estraneo e lontano, che dimentichiamo che esso è stato per secoli la forma per eccellenza della poesia. La scoperta davvero inedita di Nicoletta Di Vita è che un legame segreto unisce fin dalle origini l'inno alla filosofia dell'Occidente, che esso è stato cioè per il mondo classico la forma per eccellenza del pensiero. Una rigorosa indagine archeologica, che scavalca le false barriere fra le discipline – dalla storia letteraria all'antropologia, dalla linguistica alla scienza delle religioni – mostra cosí non soltanto che Empedocle, Aristotele, Cleante, Proclo e lo stesso Socrate hanno composto inni, ma che l'inno è, insieme al lamento, il luogo in cui l'uomo compie l'esperienza originaria del suo essere parlante. Nella nominazione del dio non è, cioè, semplicemente in questione un genere letterario, che ha caratteri costanti dagli inni omerici ai tardi inni di Hölderlin, ma l'evento stesso del nome, cioè di quell'elemento del linguaggio di cui Saussure diceva che non è possibile fornire una definizione. Il lettore che avrà seguito l'appassionante ricerca di Nicoletta Di Vita scopre alla fine che l'inno e il lamento sono ancora oggi le due vocazioni fondamentali dell'essere parlante, in cui l'uomo celebra e custodisce il suo stesso linguaggio, prova a dire lo stesso rapporto – sempre problematico e rischioso – fra le parole e le cose. L'inno è per questo "il piú prezioso esempio di filosofia". g.a."Nulla è piú lontano dalle nostre vite che un inno al dio. La stessa espressione ci è estranea, persino sospetta: non sono forse morti, per banalizzare la formula che segna il nostro tempo, tutti gli dèi?""

La ragazza dagli occhi d'oro
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Citati, Pietro

La ragazza dagli occhi d'oro

Adelphi, 22/11/2022

Abstract: "All'improvviso comparve una nuvola in­solita, che si proiettava in alto con una spe­cie di larghissimo tronco: si allargava e si ramificava: andava sfilacciandosi, a tratti immacolata, a tratti torbida, secondo che sollevasse terra o cenere". È Plinio il Giova­ne a documentare nelle epistole l'eruzio­ne del Vesuvio del 79 d.C., ma la voce nar­rante è qui, inconfondibilmente, quella di Citati. Nessuno come lui ha saputo river­berare e dilatare nella sua scrittura il fasci­no dei libri che leggeva e amava – e tra­smetterci il desiderio irresistibile di leg­gerli e amarli a nostra volta. Né c'è da me­ravigliarsi: più che critica letteraria, la sua è interpretazione narrata, racconto che tra­muta ogni libro e il suo autore in indimen­ticabili personaggi: "Dickens riempiva la realtà con un'allegria furiosa, eccitando ed esaltando il suo genio ... Una misterio­sa ilarità lo attraversava, lo colmava ed egli non riusciva ad interromperla, quasi fosse stato percorso da una zampillante fontana di fuoco". Letteratura sulla letteratura, in definitiva, o anche letteratura scaturita dal­l'arte, ma non alla maniera dell'amico Man­ganelli, attento come ogni buon rètore a frapporre tra sé e ciò che scriveva "uno spa­zio di indifferenza emotiva"; nelle pagine di Citati la letteratura circola libera e impe­tuosa, ci avvolge e ci contagia, lasciando intravedere dietro di essa la sua vera e più anti­ca vocazione, "leggere": "non ho mai smesso di leggere, leggere, leggere; ogni libro che leg­gevo era una forma dell'infinito, che inse­guivo, e inseguivo, e fallivo continuamen­te nell'inseguire".

Tutti i vivi all'assalto
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Caruso, Alfio

Tutti i vivi all'assalto

Neri Pozza, 25/11/2022

Abstract: Vent'anni dopo la prima edizione, Tutti i vivi all'assalto ritorna con l'aggiunta di tre capitoli per raccontare che cosa furono per gli alpini sopravvissuti la prigionia in Urss, le epidemie nei campi, il ritorno in un'Italia spesso matrigna. Dal 17 al 31 gennaio 1943 la Tridentina, la Cuneense e la Julia affrontano centinaia e centinaia di chilometri nella neve per sottrarsi all'Armata Rossa, che ha appena sopraffatto le truppe tedesche a Stalingrado. A guidare la marcia sulla neve degli alpini, ai quali si è accodata la Vicenza, è soprattutto il desiderio di ritornare "a baita" piú che l'amor di patria. Li guida la fedeltà ai monti e alle valli da cui provengono. Si cammina, si combatte e si muore a -40°, a -45°, in certe notti a -48°. A volte si arranca per dodici ore nella sterminata steppa di ghiaccio e poi bisogna andare all'arma bianca per conqui¬stare una povera isba in cui ripararsi per qualche ora. Si lavora, dunque, di baionetta e bombe a mano perché mancano l'artiglieria e i carri armati, cosí come mancano il cibo e gli aerei. Sono combattimenti disperati nei quali "Tutti i vivi all'assalto" diventa il grido di riconoscimento e l'estremo atto di fede nei confronti del commilitone, del compaesano, del conoscente: e allora si pregano Dio e i santi che l'urina sia sufficiente a riscaldare la mitragliatrice, si chiede all'amico del cuore di essere uccisi piuttosto che cadere nelle mani del nemico. È la semisconosciuta anabasi italiana, la piú straordinaria avanzata all'indietro della storia militare, secondo gli storici americani e britannici. Buttate nella peggiore fornace della Seconda guerra mondiale dall'aberrante decisione di Mussolini d'inviare un corpo di spedizione in Unione Sovietica, le penne nere scrivono una pagina di epico e silenzioso valore. Alla fine saranno piú di centomila coloro che non faranno ritorno, oltre tremila coloro che ne porteranno un ricordo indelebile nelle carni, e anche chi la scamperà ne avrà comunque l'esistenza segnata.La nuova edizione di "un saggio di successo dedicato all'armata italiana in Russia". Corriere della Sera

Introduzione alla mindfulness. Origini buddhiste ed esercizi pratici
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Analayo - Kornfield, Jack - Costanzo, Antonio - Bhikkhu, Dhammamuninda

Introduzione alla mindfulness. Origini buddhiste ed esercizi pratici

Diana Edizioni, 19/11/2022

Abstract: La Mindfulness è oggi una pratica piuttosto diffusa, ma non tutti sanno che essa trae le sue origini dagli insegnamenti del Buddha. La parola pāli di cui Mindfulness è la traduzione è sati, termine variamente tradotto in italiano con 'presenza mentale' o 'consapevolezza'.Con questo testo il venerabile Anālayo presenta una guida alla Mindfulness di straordinaria chiarezza e leggibilità, realizzata sulla base della sua erudizione del buddhismo antico e improntata sulla sua vasta pratica di meditazione. L'autore affronta abilmente le complessità della Mindfulness, la grande ampiezza di pratiche e consigli legati alla presenza mentale nonché i suoi sviluppi storici.Se da un lato infatti la ricerca filologica aiuta a sgomberare il campo da incomprensioni e pregiudizî radicati, è soltanto con la pratica che si comprende il reale valore intrinseco degli insegnamenti. A tale scopo bhikkhu Anālayo propone una serie di esercizî che offrono al lettore la possibilità di verificare e realizzare personalmente alcuni aspetti pratici degli insegnamenti.

Marea bretone
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Bannalec, Jean-Luc - Ujka, Chiara

Marea bretone

Beat, 02/12/2022

Abstract: Georges Dupin, parigino doc, commissario di polizia trasferito in Bretagna in seguito a "certe controversie", detesta il mare, lo odia con tutte le sue forze. Eppure tutti i casi di cui si occupa ormai da cinque anni a questa parte sembrano avere a che fare con l'acqua salata. Sarà perché è stato inviato proprio a Concarneau, la città blu, gioiello del Finistère? O sarà perché il destino ha in qualche modo il senso dell'umorismo? Stavolta è il caso dell'omicidio di una pescatrice di Île-de-Sein, piccolissima isola nell'Atlantico a ovest della costa bretone, trovata morta con la gola squarciata e il corpo ricoperto di squame al mercato ittico di Douarnenez, una cittadina all'interno. Si tratta di Céline Kerkrom, donna solitaria e bellissima dal carattere notoria - mente schietto e ribelle. Basta poco a Dupin, e ai suoi ispettori Riwal e Kadeg, per capire che quella cattiva fama le viene dal suo impegno contro la distruzione delle riserve marine e il contrabbando, attività cui si è dedicata con energia e che probabilmente le sono costate la vita. Mentre Dupin indaga dalla terraferma (il solo pensiero di salire in barca lo fa star male), a Île-de-Sein viene trovato un secondo cadavere, quello di una biologa marina uccisa nello stesso identico modo. Così Dupin, dopo qualche tentennamento, è costretto a immergersi nel panorama del Parc Iroise, una riserva naturale ad altissimo tasso di biodiversità la cui protezione entra in contrasto con gli interessi di una comunità di pescatori particolarmente avida. La gente di Île-de-Sein, però, è estremamente chiusa e coltiva leggende – come quella di Ys, una misteriosa città sommersa, cuore e fulcro di tutte le storie bretoni – che, nelle parole dei testimoni, si intrecciano al racconto degli eventi accaduti. Forse è proprio in quelle leggende, e nel passato da contrabbandieri degli isolani, che bisognerà scavare? Con la consueta freschezza e la profondità di sempre, Jean-Luc Bannalec ci regala una nuova avventura in cui il commissario Dupin si propone di risolvere – ancora una volta – il mistero dell'anima bretone, di quella terra leggendaria ai confini del mondo. "Il miglior giallista bretone". Nouvel Observateur "La Bretagna di Bannalec è una regione dove l'ascendenza celtica è ancora palpitante, fra sordidi segreti e interessi inconfessabili di un mondo di provincia dove spesso i crimini si celano dietro un aspetto più che rassicurante". il manifesto "Le avventure del commissario Dupin sanno di acqua di mare, onde e caffè". Oueste-France

Il castello di Dragonwyck
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Seton, Anya - Michettoni, Argia

Il castello di Dragonwyck

Beat, 29/11/2022

Abstract: Miranda Wells, diciotto anni, capelli biondi come ranuncoli, pelle candida come i fiori di melo che le ricoprono il vestito mentre legge un romanzo francese anziché dedicarsi alle ben più pressanti faccende di casa, è una ragazza dalla bellezza squisita e dall'animo limpido, amante delle cose eleganti e ancora preda dei sogni infantili. Nella sua passione per la letteratura e le avventure libresche sembra quasi di scorgere una giovane Emma Bovary, piena di entusiasmo e di illusioni. È per questo che quando, nella primavera del 1844, a casa Wells arriva la lettera di un lontano parente, il ricco proprietario terriero Nicholas Van Ryn, che la invita a trascorrere un periodo presso di lui, Miranda comincia a sognare di allontanarsi dai genitori, e in particolare dal padre, rigidamente religioso, per vivere la vita piena di emozioni che ha sempre desiderato. Van Ryn ha bisogno di lei per un motivo concreto, far compagnia alla figlia Katrine, eppure a Miranda quella sembra l'unica possibilità di sfuggire a una quotidianità ottusa e banale. Una volta arrivata a Dragonwyck, la tenuta della "strana e sregolata" famiglia Van Ryn nella Hudson Valley, stato di New York, la ragazza ne rimane immediatamente stregata. Sembra proprio un incantesimo, quello che promana dalle mura di una villa tanto audace da parere un castello, con la sua torre gotica, i frontoni, i comignoli, i giardini fioriti e gli interni lussuosi. Allo stesso modo Miranda è affascinata dal padrone di casa, Nicholas, con le sue mani lunghe e sottili e l'abitudine di portare sempre un fiore all'occhiello. Tutto sembra perfetto, dunque, nella sua nuova vita in cui i confini del gusto e della moralità sembrano spingersi sempre un po' piú in là. Perfetto, anche se nell'ombra piú fonda dei sottoscala infestati di voci si rincorrono sussurri e sotto le chiome degli alberi si nascondono segreti. Ma è quando gli occhi del padrone di casa finiscono per cadere sempre piú spesso su di lei che la vita di Miranda, oltre che perfetta, rischia di diventare pericolosa.Pubblicato per la prima volta nel 1944, Il castello di Dragonwyck è il ritratto di una società divisa fra ricchezze lascive e terribile povertà, in cui si muovono personaggi preda di intense passioni; una storia gotica di manipolazione e mistero, in cui striscia, costante, una fredda corrente di inquietudine sottile. Fra Daphne du Maurier e Jane Eyre, un romanzo che mette in scena un castello abitato da misteri; un tenebroso signore del maniero; una ragazza ingenua e molti segreti che premono per vedere la luce."Il castello di Dragonwyck colpisce al cuore". True Romance

Delitto|Colpa|Castigo
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Schirach, Ferdinand von - Piccinini, Irene Abigail - Cravero, Riccardo - Salvatori, Irene

Delitto|Colpa|Castigo

Neri Pozza, 02/12/2022

Abstract: Friedhelm Fähner, rispettabile medico ultrasettantenne, massacra senza motivo la moglie a colpi d'ascia dopo quarant'anni di matrimonio. La giovane Theresa Tackler uccide l'amato fratello per salvarlo dalla vita. Una donna è accusata di aver ammazzato il marito in un piccolo villaggio bavarese, a seguito di una pratica sessuale estrema. Un giovane fa a pezzi il cadavere di un uomo trovato in casa sua, pensando che sia stata la sua fidanzata ad assassinarlo. Un uomo senza nome elimina a mani nude due skinhead armati di coltello e mazza da baseball per legittima difesa: è un killer di professione. Un altro viene assolto dopo aver ferito la sua ragazza: voleva mangiarla, ci riproverà. I membri di una banda di paese, bravi padri di famiglia, durante una festa di piazza si tramutano in mostri. Per la sua intera esistenza, Ferdinand von Schirach si è occupato delle infinite manifestazioni del male. Non soltanto per gli oltre ottocento procedimenti penali che lo hanno visto nel ruolo di avvocato della difesa, ma anche per il suo desiderio di fare i conti, come molti della sua generazione, con le pagine oscure della storia nazionale. La sua ricerca, umana ancor prima che professionale, tende alla comprensione di quell'attimo in cui il male può impadronirsi, senza motivo e senza preavviso, di un uomo o una donna inducendoli a perdersi, a infliggere dolore, a uccidere. Da questo lungo viaggio è nato uno dei piú noti scrittori tedeschi contemporanei. I racconti dei suoi veri casi, per la prima volta qui riuniti in un unico volume, parlano con una lingua scarna eppure empatica dell'abissale solitudine dell'essere umano, dell'orrore verso sé stesso di chi commette un crimine, del vuoto spaventoso che ogni morte violenta lascia dietro di sé. E del continuo, necessario interrogarsi sui temi della colpa, dei motivi di un delitto, dell'adeguatezza della pena, fino alla resa di fronte all'irriducibile complessità dell'esperienza umana."Forse hai ragione e non c'è nessun delitto e nessuna colpa" disse, "però c'è un castigo"."Ogni volta rimango meravigliato di fronte al dono di Ferdinand von Schirach: riesce a cogliere il contraddittorio nello spazio piú ristretto, sa disegnare il grande spazio emotivo in poche parole. Mi commuove fino alle lacrime questa combinazione di precisione senza sentimentalismi e di meravigliosa empatia che rende i suoi testi ineguagliabili". Michael Haneke "I bei libri di von Schirach rappresentano quello che, con una definizione troppo frivola per il suo caso, potremmo chiamare il suo violon d'Ingres: una prosa contenuta, asciutta, ellittica". la Repubblica "Un maestro delle ombre". Corriere della Sera

Amore nero
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Ottieri, Maria Pace

Amore nero

Neri Pozza, 02/12/2022

Abstract: Quando la protagonista atterra nel 1981 in Alto Volta, quello che oggi si chiama Burkina Faso, non è la prima volta che vede l'Africa. Ci è già stata in precedenza, e ora è tornata per salutare l'amico e batterista Azou. L'Africa da tempo le pare "una grande periferia dove si accumulano i materiali" del mondo che qui sono ancora mobili e non circoscritti, malleabili, carichi di potenzialità infinite e capaci di ricomporsi in infinite varianti. È una terra di sterminata savana e polvere rossa, dove i bambini stanno seduti a grappoli e le donne preparano insieme il tô, una sorta di polenta dura che è la base del pasto quotidiano. Ma anche una società che ha sempre sacrificato l'individuo a sé stessa, liquida, dove i rapporti fra uomini e donne, vecchi e bambini, scorrono come un flusso ininterrotto. La protagonista osserva tutto con l'occhio dell'antropologa, affascinata da quanto le sta intorno e dal proprio modo di reagire a quello, per farne poi un piccolo diario che, ritornata in Italia, affida alle mani di un grande editore. Il quale le conferma che sí, si tratta di un libro, un libro vero, e non solo di un diario senza pretese, e tale che, pubblicato nel 1984, vince nello stesso anno il Premio Viareggio Opera Prima. Neri Pozza ripropone oggi quel libro, l'esordio di Maria Pace Ottieri: un volume che contiene un mondo, narrato con una lingua attenta e precisa anche quando è metaforica, in cui lampi di riflessione e consapevolezza si fanno largo tra la fitta descrizione di paesaggi, avvenimenti, villaggi o città, cortili interni o chiese cattoliche. Una dichiarazione d'amore per l'Africa, racconto di un viaggio in quel vasto continente ma soprattutto di un modo di percepire l'altro, di entrare, col cuore prima che con la testa, nella sua cultura. Nelle parole dell'autrice stessa: "Li guardo vivere, mi piace cercare di capire dalle forme, come un disegno di cui si possano leggere solo i contorni, togliere ogni giorno sottili strati di mistero". "Ho cominciato a scrivere per stupore, buttando giú la sera il diario di un viaggio insolito, sul portapacchi di una mobylette, un motorino, guidato da un amico musicista africano, un viaggio da Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, allora Alto Volta". "Non si poteva dire meglio che questa Africa è anche "altra cosa"; cioè grandiosità, nobiltà, stranezza inesauribili della natura, avventura umana tra le piú complesse e poetiche". Alberto Moravia

Guerra bianca
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Mian, Marzio G.

Guerra bianca

Neri Pozza, 29/11/2022

Abstract: È nell'Artico dove si sente piú forte l'eco dei cannoni che tuonano in Ucraina. È dove Nato e Russia si sono dati appuntamento per il duello finale. Era considerato l'ultima delle ultime frontiere e ora è il fronte piú caldo. È il grande convitato di pietra del nostro tempo, in apparenza estraneo alla dissoluzione dell'ordine mondiale in atto, in realtà al centro di tutto. La Guerra bianca è già tra noi, e il dominio dell'Artico è la vera posta in gioco. Quando Joe Biden prevede un "possibile conflitto" con la Russia sul controllo dell'Artico, per Vladimir Putin è un'esplicita dichiarazione di guerra: "Spaccheremo i denti a chiunque pensi di sfidare la nostra sovranità. L'America sappia che non c'è Russia senza Artico e non c'è Artico senza Russia". Marzio G. Mian è tra i pochi reporter internazionali a raccontare da anni sul campo l'epocale trasformazione della regione polare innescata dal cambiamento climatico, e a documentare come lo scioglimento dei ghiacci abbia scatenato la contesa per la conquista dell'unica area del mondo ancora non sfruttata e che nasconde quelle risorse di cui il mondo è piú affamato: idrocarburi, minerali preziosi, pesce, nuove rotte strategiche. In questo libro-inchiesta, con le sue esplorazioni dalla Čukotka alla Groenlandia, dall'Alaska al Mare di Barents, dallo Stretto di Bering al Mar Bianco, Mian svela come, dopo il 24 febbraio 2022, il Grande Nord sia l'epicentro dello scontro. Il "quinto oceano" – nato da un riscaldamento che lassú è quattro volte quello del resto del pianeta – con le sue gigantesche riserve di petrolio e gas è cruciale per l'offensiva neo-imperiale della Russia che, nell'Artico europeo, l'area piú militarizzata del globo, ha concentrato sommergibili e arsenali nucleari. "L'Artico è il bancomat di Putin, per noi è intollerabile", dicono al Dipartimento di Stato. L'escalation è accelerata dall'entrata di Finlandia e Svezia nell'Alleanza atlantica. La Nato s'espande a nord nel momento in cui gli Stati Uniti dichiarano l'Artico "priorità per la sicurezza internazionale". Reportage in presa diretta, fatto di storie e testimonianze esclusive, Guerra bianca mostra anche come la Cina – a cui Mosca è condannata ad affidarsi per arginare gli effetti delle sanzioni nel settore energetico – nell'Artico sia già partner militare della Russia, con la flotta, i satelliti e i radar. Le armi sono spianate per la rapina del secolo. Per contrastare il monopolio cinese delle terre rare (gli elementi fondamentali per le tecnologie mili - tari e l'energia verde), gli Usa colonizzano la Groenlandia, con Bill Gates e Jeff Bezos in prima fila nello sfruttamento di uno dei piú grandi giacimenti. Proprio nell'isola che si sta sciogliendo provocando l'innalzamento degli oceani. Nella Guerra bianca, l'Artico è già il grande sconfitto. Quel che è certo è che il nuovo ordine mondiale si decide oltre il Circolo polare". Anton Vasiliev, ex ambasciatore russo in Islanda "Addio, mitica, ultima Thule. Percepita nei millenni lontana come una Luna, l'Artide in meno d'una generazione, con il cortocircuito climatico, è diventata luogo di conquista neo-coloniale".

Infinite Reich. Una parodia
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Luttazzi, Daniele

Infinite Reich. Una parodia

PaperFIRST, 22/11/2022

Abstract: Cosa passa per la mente di Hitler, chiuso nel bunker di Berlino nell'aprile del 1945, quando capisce che la guerra è persa? E prima, come trascorreva il tempo al Berghof, cosa confidava al suo psichiatra, e com'era la quotidianità con Eva? E le dinamiche tra cadetti dell'Accademia delle SS somigliano a quelle di tutti i giovani che crescono insieme? Facendo avanti e indietro negli anni, attraverso le voci di molteplici personaggi – e sogni, barzellette, strategie filosofiche, giochi di squadra, droghe ricreative, pettegolezzi, trasmissioni radio, spie francesi, nazisti nel Mossad, e prigioniere dei lager che portano in un fagotto di stracci il proprio figlio, convincendosi che sia ancora vivo – Patricia Kirgo compone un mosaico di eventi, invenzioni e fatti storici che rende romantica l'epopea nefasta del nazismo. Sempre che Patricia Kirgo non sia invece un personaggio creato dal Collettivo misterioso che cura il libro, la cui postfazione (una critica del pensiero reazionario) mette in guardia il lettore ingenuo da un romanzo che fa il verso allo Zeitgeist attuale, in cui il giornalismo italiano può fare impunemente l'apologia del battaglione Azov. Infinite Reich è un'impresa narrativa, una parodia che si confronta con un classico – Infinite Jest di David Foster Wallace, una satira del consumismo Usa come nuovo Reich – ricontestualizzandolo nella Germania nazista del 1945, e rileggendolo col senno, e la rabbia, di poi.

I suoi nomi
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Saramago, José - Francavilla, Roberto

I suoi nomi

Feltrinelli Editore, 21/11/2024

Abstract: I suoi nomi, biografia passionale del premio Nobel portoghese José Saramago, è un album di testi e immagini in cui si leggono la vita di uomo, la parabola di un grandissimo scrittore e, insieme, la vicenda di tutto un secolo. Scanditi attraverso più di duecento voci e corredati da un enorme repertorio fotografico e documentale, scorrono i nomi della sua traiettoria esistenziale, ognuno depositario di un frammento della sua identità e della sua geografia policentrica (Lisbona e il Portogallo, la Penisola Iberica, il rifugio di Lanzarote) da cui parte l'irradiamento cosmopolita delle sue esperienze. In questa cartografia dialogano sapientemente brani scelti dalla sua opera e riflessioni private, frammenti di diario, testimonianze, descrizioni di viaggio, interventi di natura politica (in cui spiccano la sua vena di polemista, la militanza mai abdicata, il coraggio delle posizioni). Il tutto articolato in un variegato palinsesto attraverso quattro sezioni interconnesse: Spazi / luoghi (la mappa dettagliata dei suoi territori, la dimensione del viaggio); Letture / sensi (la presenza di opere e di artisti fondamentali per la sua forgiatura personale); Scritture / creazioni (un'autentica polifonia letteraria); Legami / persone (le affinità elettive, il profondo scambio intellettuale, l'universo privato, compresa la sua intensa vicenda sentimentale). A tessere il racconto, oltre al respiro della grande scrittura, è il lungo filo della memoria, in cui l'andamento cronologico è appena una traccia sottile che non impedisce voli trasversali, ispirandosi all'idea che Saramago aveva della Storia, "dove tutto avviene simultaneamente; tutto ciò che è avvenuto, sta per avvenire".

Un'ultima cosa
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De Gregorio, Concita

Un'ultima cosa

Feltrinelli Editore, 22/11/2022

Abstract: "In ognuna di quelle vite ci parla delle nostre." Natalia Aspesi – La RepubblicaDodici donne prendono la parola per l'ultima volta nella loro esistenza. Ciascuna di loro si alza in piedi al suo funerale per consegnarci, nel congedo, la verità. Sono donne ognuna a suo modo straordinaria, ma non tutte così conosciute. Potevano essere strade maestre, sono rimaste spesso vicoli ciechi. Messe al bando, escluse, lasciate indietro: arrivate troppo presto rispetto ai tempi, alle convenzioni, alla società, hanno rappresentato per il mondo uno scandalo. Sono donne che l'autrice ha sfiorato dal vivo ancora bambina, come Dora Maar, oppure adolescente, come Amelia Rosselli, o via via crescendo, incontrandole senza riconoscerle e cercandole dopo nelle loro opere: Carol Rama, Nise da Silveira, Vivian Maier, Silvina Ocampo, Maria Lai, Lisetta Carmi e altre ancora. Concita De Gregorio ridà voce a queste donne e compone un'orazione che è anche un'invettiva. Dora è infatti la musa di Picasso, Amelia è figlia di Carlo Rosselli, Carol è amica di Andy Warhol... sono sempre "qualcosa" di qualcun altro, un attributo. Ma in morte sono capaci di quel riscatto che non è stato concesso loro in vita. Dodici monologhi nati per essere letti ad alta voce e splendidamente interpretati da Concita De Gregorio nei teatri di tutta Italia, con le emozionanti musiche di Erica Mou.