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Driven - 2. Travolti dal sentimento
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Bromberg, K.

Driven - 2. Travolti dal sentimento

Fabbri Editori Life, 20/10/2016

Abstract: Amare Colton è come guidare una Ferrari a fari spenti nella notte. E Rylee lo sa, nel profondo sente che lui non è l'uomo giusto: troppo famoso, troppo bello, troppo fuori controllo. Stargli accanto, infatti, significa vivere secondo folli regole e scendere a compromessi su questioni fondamentali come fedeltà e fiducia. Due parole che non sembrano proprio rientrare nel suo vocabolario. Eppure decide di abbandonarsi alla passione e a quei momenti di feroce desiderio che sono diventati la sua droga. Una droga che è stata persino capace di offuscare il ricordo del suo grande amore Max, scomparso tragicamente. Ma quando un giorno dice l'unica cosa che Colton non avrebbe mai voluto sentire, la rottura è inevitabile e il dolore che le provoca lancinante. A Rylee non resta allora che augurarsi di non incontrarlo mai più. Le loro strade, però, sono destinate a incrociarsi nuovamente...

Fatto in casa da Benedetta
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Rossi, Benedetta

Fatto in casa da Benedetta

Mondadori, 25/10/2016

Abstract: "Mi chiamo Benedetta, sono nata e cresciuta in campagna, e ci vivo ancora. La tradizione contadina mi ha insegnato l'importanza del fare in casa, una conoscenza che condivido sul web: torte, biscotti, marmellate, conserve e tante altre prelibatezze che realizzo con tecniche semplici e veloci." Benedetta si presenta così dalla sua pagina Facebook, che in poco tempo è diventata una tra le più seguite della rete grazie alle sue videoricette da milioni di visualizzazioni.Questo libro raccoglie oltre 170 ricette, le più amate e molte altre inedite: dall'impasto base per dolci pronto in un minuto ai cornetti salati, ma anche golosissime torte e dessert al cucchiaio. E ancora gnocchi, ravioli e altri primi sfiziosi, stuzzichini per aperitivi, confetture, liquori...Quella che Benedetta propone è una cucina all'insegna della semplicità e della genuinità: le sue ricette si preparano con pochi ingredienti, che tutti abbiamo in casa, e senza usare strumenti sofisticati. Farina, uova, burro e un pizzico di fantasia, per piatti originali e gustosissimi che rallegreranno la vostra tavola.

Coscienza sporca
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Macchiavelli, Loriano

Coscienza sporca

Mondadori, 08/11/2016

Abstract: Sono gli ultimi giorni di agosto in una Bologna afosa e soffocante quando viene scoperto l'omicidio del professor Giangiacomo Sacente, pugnalato nella sua abitazione. Curiosamente, l'appartamento è lo stesso nel quale, nel 1902, venne ucciso nello stesso giorno e nello stesso modo il conte Francesco Bonmartini: il famoso "caso Murri", il delitto eccellente che scosse l'Italia umbertina. Sarti Antonio, incaricato delle indagini, si trova coinvolto in un intrigo complesso tra professionisti solo apparentemente integerrimi, affaristi senza scrupoli, donne viziate e di piccolissima virtù; per uscirne dovrà rimescolare la "coscienza sporca" della città.

L'Angelo
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Dazieri, Sandrone

L'Angelo

Mondadori, 15/11/2016

Abstract: Quando il treno ad alta velocità Milano-Roma entra alla stazione Termini la polizia ferroviaria ha una terribile sorpresa: i passeggeri della carrozza Top, il vagone più esclusivo e costoso, sono tutti morti.E la prima a entrare nella carrozza del massacro è Colomba Caselli, vicequestore dai muscoli d'acciaio e l'anima fragile. I primi indizi portano decisamente verso il terrorismo islamico, arriva anche un video in cui due uomini rivendicano l'attentato in nome dell'Isis. Ma Colomba capisce che qualcosa non va. E si rende conto che l'unica cosa che può fare è chiedere l'aiuto della sola persona che riesce a vedere attraverso la nebbia di bugie e depistaggi: Dante Torre.Colomba e Dante non si parlano da mesi, da quando lui, dopo la morte del suo aguzzino, l'uomo che si faceva chiamare "Il Padre", si è perso dietro ai suoi fantasmi. Convinto che ci sia un complotto ai suoi danni, è ossessionato dalla ricerca dei mandanti del Padre e del fantomatico individuo che gli ha telefonato dicendo di essere suo fratello. Un individuo alla cui esistenza crede soltanto lui.Basta incontrarsi, a Dante e Colomba, per superare le incomprensioni. E la sensazione di lei era giusta: l'Isis non c'entra e l'attentato è solo l'ultimo episodio di una lunga serie di carneficine.Dietro la scia di morti c'è una misteriosa figura femminile, che non lascia tracce se non un nome: Giltiné, l'angelo lituano dei defunti, bellissima e letale. Ma chi la sente sussurrare il suo nome, poi non sentirà molto altro.Dante e Colomba intraprendono così un'indagine che dalla stazione Termini di Roma li porterà prima a Berlino e poi a Venezia, per la resa dei conti.Sandrone Dazieri riporta sulla scena Colomba e Dante con un nuovo romanzo straordinario e unico, che parla del nostro passato recente e del presente che stiamo vivendo, e che vede l'apparizione di un'indimenticabile antieroina. L'Angelo è una lettura travolgente, un libro impossibile da posare, come Uccidi il Padre il primo capitolo mozzafiato della sarie di Colomba e Dante, secondo Jeffery Deaver "un thriller sfaccettatissimo, capace di scavare nella mentalità complessa e affascinante di tutti coloro che, buoni o cattivi, abitano le sue pagine."Fanno parte della serie di Colomba e Dante:Uccidi il PadreL'AngeloIl re di denari

Bianca come la luna
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Hwang, Sok-Yong - De Benedittis, Andrea

Bianca come la luna

Einaudi, 04/10/2016

Abstract: Bianca come la luna è la strada che porta lontano. È un drappo di luce all'interno del buio. L'unica strada da seguire per crescere e capire chi siamo noi e chi sono gli altri. Bari è una sciamana. Lei ha un dono: può conoscere il passato delle persone solo toccando il loro corpo e può parlare con le anime dei morti. La strada bianca condurrà Bari dall'inferno della Corea del Nord devastata dalla carestia fino in Cina e poi a Londra, dove abitano tutte le lingue e tutte le religioni. Una favola moderna che, attraversando le vite dei migranti e dei dimenticati, si spinge alla folle ricerca di pace e armonia fra gli uomini. La principessa Bari è una sciamana e appartiene al mito. Nella leggenda coreana è la settima figlia femmina che viene ripudiata dal re suo padre e gettata in un fiume: il nome Bari significa, appunto, "abbandonata". Ma, una volta adulta, sarà proprio la ragazza a salvare la famiglia i cui membri si sono ammalati di un morbo misterioso e, dopo un lungo viaggio, a trovare l'acqua della vita e a guarire i suoi famigliari. Ma Bari è anche una giovane donna che fra la fine degli anni Novanta e l'inizio del Duemila, dalla Corea del Nord devastata dalla carestia dove i cadaveri scivolano nelle acque del fiume Tuman e le strade sono piene di disperati alla ricerca di cibo, fugge prima in Cina e poi a Londra. Anche lei come l'omonima principessa nasce in una famiglia di sole femmine, anche lei viene abbandonata dalla madre e salvata dalla nonna che la protegge e le dà il nome della leggendaria principessa. Con la nonna instaura il legame affettivo piú importante e da lei eredita i poteri sciamanici, che l'aiuteranno ad affrontare il mondo. Bari possiede infatti un dono: è in grado di avere visioni del passato delle persone e di entrare in contatto con le anime dei morti. Quando è ormai adolescente, dopo la dispersione della sua famiglia e la morte di molti dei suoi membri, è costretta a partire su una nave di clandestini alla volta dell'Europa. Sulla nave il racconto si muove su un piano allucinatorio in cui gli stupri, le violenze, l'orrore si confondono in un delirio visionario che permette alla ragazza di trascendere il suo corpo affamato e umiliato e quindi di sopravvivere. Una volta a Londra la ragazza trova lavoro in un centro massaggi per guarire il corpo e consolare le anime dei suoi clienti. A Londra, dove abitano tutte le lingue e tutte le religioni, conosce la fatica ma anche la solidarieta della vita degli immigrati. Ognuna delle creature che Bari incontra ha infatti una storia spaventosa alle spalle, ha lasciato il proprio paese e porta con se uno stuolo di fantasmi amati ma ingombranti. Il condominio in cui abita, popolato soltanto da stranieri e in cui tutti sono solidali e generosi sembra finalmente suggerire la "possibilita di un'armonia pluralista". E infine, pur patendo cosi tante disavventure da portarla ai limiti della follia, Bari (come ogni bella favola insegna) si salvera e capira che la vera conquista e il perdono. Ancora una volta Hwang Sok-yong, con grazia e determinazione, riesce a dar voce ai dimenticati offrendoci un'affascinante e scomoda favola moderna sulla fuga, l'esilio e i migranti. E sull'urgente bisogno di capire e di trovare nuove strade per la solidarieta fra gli uomini.

Il paesaggio fragile
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Tarpino, Antonella

Il paesaggio fragile

Einaudi, 18/10/2016

Abstract: Questo itinerario inconsueto tra i paesaggi ai margini del nostro Paese intende volutamente "far girare la testa". Forza il quadro ormai desueto della cartografia politica per ri-raccontare i luoghi. Fa affiorare territori nascosti. Riporta in vita voci, visioni e suoni di chi quei paesaggi ha disegnato nel tempo. Ma come dare un futuro al paesaggio fragile, la montagna povera e gli interni [in Italia piú della metà del territorio]? In via preliminare con una rivoluzione dello sguardo che - forte delle parole degli scrittori e delle immagini dei pittori - ripari la memoria tradita di quei luoghi: lungo le valli frontaliere delle Alpi Marittime, le antiche vie del sale appenniniche e il paesaggio delle case in terra cruda dall'Adriatico al Tirreno. È un racconto alla rovescia quello che emerge dalle testimonianze dei mulattieri, dei mercanti di capelli, dei suonatori ambulanti. Dove il loro perdersi e poi ritrovarsi nella memoria - che è contaminazione tra passato e progetti di futuro - ci svela direzioni di senso.

Sempre avanti. La mia storia segreta
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Icardi, Mauro - Fontanesi, Paolo

Sempre avanti. La mia storia segreta

Sperling & Kupfer, 11/10/2016

Abstract: Qual è la vera storia di uno dei più giovani bomber del nostro campionato e del calcio mondiale? Qual è il vero volto di un campione spesso discusso? Molto presente sui social, sui quali condivide momenti e immagini della sua vita privata con milioni di follower, Mauro Icardi scatena entusiasmi e polemiche. Ma pochi possono dire di conoscerlo davvero. In questo libro esclusivo, si racconta con sincerità e candore, e per la prima volta rivela la sua verità, i suoi valori, i pensieri e le emozioni legate alla storia personale e alla carriera. L'infanzia e l'adolescenza in Argentina, il rapporto con la famiglia, gli amici, i compagni e, soprattutto, il suo carattere deciso e ribelle, che non ha mai accettato imposizioni. Poi le giovanili del grande Barcellona, dove le cose non sono state facili per un ragazzo così giovane. E infine l'approdo in Italia, prima alla Sampdoria e poi all'Inter, di cui porta la fascia da capitano con orgoglio. Fino all'incontro con Wanda Nara, ora sua moglie e procuratrice, e al progetto a cui tiene di più: la sua nuova famiglia. Ma dietro le valanghe di gol, la ricchezza a volte ostentata, gli atteggiamenti spavaldi, c'è una volontà di ferro che pochi hanno compreso e che porterà Mauro, come gli ha insegnato suo padre, sempre avanti.

Umili eroi
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Quilici, Folco

Umili eroi

Mondadori, 25/10/2016

Abstract: Chi furono i combattenti più silenziosi e dimenticati della Prima guerra mondiale? A questa domanda chiunque risponderebbe: i soldati dell'Intesa e degli Imperi centrali, costretti a stanziare mesi e mesi nelle trincee, in un logorante conflitto di posizione, morti a migliaia per conquistare alla Patria qualche metro di terra.Tale risposta, per quanto corretta, non tiene però conto di una vera e propria armata "silenziosa" (e perciò dimenticata) che pure ebbe una parte fondamentale nel conflitto: gli animali.Perché l'uomo non ha combattuto da solo nella Grande guerra: ancora limitato tecnologicamente e nei mezzi di trasporto e di comunicazione, si è servito di migliaia di cani, muli, piccioni, ma anche buoi, maiali, gatti, canarini.Folco Quilici per la prima volta rende merito a tutti questi fondamentali compagni, in pagine insieme sorprendenti e intense, che mescolano la ricerca storica con i ricordi tramandati da quanti combatterono sui vari fronti, a partire da quelli di suo padre, Nello Quilici, capitano d'artiglieria, e di tanti suoi amici e conoscenti che presero parte al drammatico conflitto.Riemergono così dalla memoria le avventure di cavalli e di muli ("gli amici degli Alpini"), che trasportarono i cannoni e le provviste per i soldati inerpicandosi fino alle più alte quote, in paesaggi impervi che solo loro erano in grado di ripercorrere più e più volte, spesso anche al buio; dei tanti cani impegnati nella ricerca dei feriti, oppure utilizzati (al pari dei canarini e dei gatti) nelle trincee come "allarmi" per i micidiali gas usati dai nemici o, crudelmente, come bombe viventi, ma anche inseparabili compagni di trincea, cui confidare i propri segreti e le proprie paure.E, ancora, le storie di piccioni viaggiatori, che tanto spesso si librarono in volo evitando l'artiglieria nemica e riuscirono a consegnare preziosi messaggi in codice; di buoi, mucche, maiali, sterminati a migliaia per nutrire le truppe.Un saggio storico, che si legge come un commovente racconto e che appassionerà tutti gli amanti, giovani e vecchi, degli animali.Folco Quilici è autore di libri e di film con racconti di avventure e scoperte, in Italia e nel mondo. Tra i suoi libri, tradotti in molte lingue, ricordiamo: Sesto Continente, Cacciatori di navi, L'Italia vista dal cielo, Cielo verde, e i più recenti Tobruk 1940, Libeccio, La dogana del vento, Relitti e tesori, Cani & cani, L'isola dimenticata. Le sue opere hanno ricevuto importanti riconoscimenti italiani e internazionali, dal premio Marzotto (1954) al Malta (1980) al Fregene (1985). E, più recentemente, il premio Hemingway (2007), i premi Chatwin e Salgari (entrambi del 2008), Acqui Storia (2010) e Premio Italia (2011).

No, non sono ancora morto
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Collins, Phil - Piumini, Michele - Mioni, Anna

No, non sono ancora morto

Mondadori, 31/10/2016

Abstract: No, non sono ancora morto è l'autobiografia sincera, ironica e senza filtri di Phil Collins: le canzoni e i concerti, i successi e i fiaschi, l'ascesa al top delle classifiche e nei titoli dei giornali. Collins è uno dei pochissimi artisti ad aver venduto oltre cento milioni di dischi, ma, pur appartenendo da tempo all'aristocrazia del pop, non ha mai perso la capacità di scrivere canzoni in grado di arrivare al cuore degli ascoltatori di tutto il mondo.La sua è la storia di una carriera leggendaria: seduto dietro un tamburo prima ancora di imparare a camminare, dopo la gavetta negli squallidi ma elettrizzanti locali della Swinging London degli anni Sessanta Collins diventò il batterista dei Genesis. Più tardi, con il congedo di Peter Gabriel dal gruppo, si sarebbe guadagnato la luce dei riflettori imponendosi come cantante, e avrebbe raggiunto fama mondiale come solista e compositore con l'uscita di "Face Value" e In the Air Tonight.Che si tratti di partecipare a una jam session con Eric Clapton o con Robert Plant, di mettere insieme una big band con Tony Bennett come frontman, di esibirsi due volte nello stesso giorno al Live Aid o di comporre della musica per il blockbuster disneyano Tarzan, premio Oscar alla migliore colonna sonora, Collins mantiene sempre un rapporto intimo con la propria musica, e la sua capacità di raccontare, con le note e con le parole, coglie sempre nel segno.

Il respiro del vino
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Moio, Luigi

Il respiro del vino

Mondadori, 31/10/2016

Abstract: Vi parlerò di quel profumo coinvolgente, di quel suo respiro trattenuto, al quale è impossibile opporre resistenza, che anticipa tutto ciò che si sente in bocca subito dopo aver avvicinato il bicchiere alle labbra. Di quel profumo che può essere un effetto del sole di un'alba radiosa o delle nuvole che precedono la pioggia. Di quel profumo che forse è l'aspetto sensoriale più straordinario del vino, perché è anche il linguaggio della sua composizione, della sua storia, delle sue tradizioni, dei territori in cui nasce e dei microclimi che ne accarezzano i giorni. Il vino è la sintesi sorprendente dei profumi di tutto ciò che ci circonda, perché ha nella sua natura più profonda le tracce della terra, dei fiori, dei frutti, delle spezie, del mare, della montagna, del vento, della luce e di tante altre cose che nobilmente rappresenta.L'atto iniziale di chiunque si avvicini al vino è infatti quello di portare il calice al proprio naso per sentirne il profumo, roteando delicatamente il bicchiere, affinché il vino in esso contenuto, simile alla Terra che ruota intorno al proprio asse, possa sprigionare la sua intimità olfattiva. Da quando esiste l'uomo, nella sua cultura gastronomica non c'è altra bevanda o cibo che preveda questo meraviglioso rituale di incontro tra sensibilità, natura ed emozione. È una gestualità mitica, quella legata al vino, che con la sua delicatezza ci aiuta a riappropriarci del nostro tempo e del nostro equilibrio interiore.Sarò certamente felice, perciò, se voi gentili lettori, arrivati all'ultima pagina, riporrete soddisfatti e arricchiti questo mio libro e un attimo dopo vi lascerete prendere dalla curiosità di stappare un'ottima bottiglia del vino che preferite per scoprire l'invitante e meraviglioso mondo di profumi che vi è racchiuso.Luigi Moio

L'arte di essere fragili
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D'Avenia, Alessandro

L'arte di essere fragili

Mondadori, 31/10/2016

Abstract: "Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un'arte della gioia quotidiana?" Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D'Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l'incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi.Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l'indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D'Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d'Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l'Islandese... Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi? Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza? Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo, per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?In un dialogo intimo e travolgente con il nostro più grande poeta moderno, Alessandro D'Avenia porta a magnifico compimento l'esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente. Dalle inquietudini dell'adolescenza - l'età della speranza e dell'intensità, nei picchi di entusiasmo come negli abissi di tristezza - passiamo attraverso le prove della maturità - il momento in cui le aspirazioni si scontrano con la realtà -, per approdare alla conquista della fedeltà a noi stessi, accettando debolezze e fragilità e imparando l'arte della riparazione della vita. Forse, è qui che si nasconde il segreto della felicità.Alessandro D'Avenia, trentanove anni, dottore di ricerca in Lettere classiche, insegna Lettere al liceo ed è sceneggiatore. Dal suo romanzo d'esordio, Bianca come il latte, rossa come il sangue (Mondadori 2010), è stato tratto nel 2013 l'omonimo film. Sempre per Mondadori ha pubblicato Cose che nessuno sa (2011). Con Ciò che inferno non è (2014) ha vinto il premio speciale del presidente al premio Mondello 2015.Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo.Da questo libro l'autore ha tratto un racconto teatrale che porterà in giro per l'Italia.

Il libro dell'ignoranza sugli animali
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Lloyd, John - Mitchinson, John - Montrucchio, Alessandra

Il libro dell'ignoranza sugli animali

Einaudi, 25/10/2016

Abstract: Questa esilarante esplorazione delle stranezze del regno animale ci permette di scoprire - con il beneplacito della scienza - che reale e fantastico convivono felicemente in ogni angolo del mondo e in ogni sua creatura. L'onisco delle cantine che beve dal sedere, gli scorpioni fosforescenti al buio, le bisce che fingono crisi di vomito e svenimenti per allontanare gli estranei: il regno animale non ha alcun bisogno della nostra immaginazione per rivelarsi straordinario. Con l'aiuto dei disegni e le vignette dell'illustratore americano Ted Dewan, e con lo stile frizzante e il rigore scientifico che già caratterizzava Il libro dell'ignoranza, John Lloyd e John Mitchinson fondono l'autorevolezza di un manuale di zoologia con il ritmo di un testo letterario, smentendo categoricamente lo stereotipo secondo cui imparare è noioso.

Poesie amorose. Poesie teologiche
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Donne, John - Campo, Cristina - Campo, Cristina

Poesie amorose. Poesie teologiche

Einaudi, 25/10/2016

Abstract: Virginia Woolf ha notato come la qualità che piú avvince in Donne non sia tanto il significato, pur carica com'è di significato la sua poesia, quanto l'esposione con la quale egli rompe nel discorso. "Ogni prefazione, ogni parlamento è consumato, egli piomba nella poesia per la via piú breve", come un amante salta dalla finestra in una stanza, chiudendo fuori tutto il resto: epoca, luogo, universo. Ci arresta con un gesto "Stand still... Ferma... comanda. E fermarci dobbiamo". Il ciclo dei suoi poemi d'amore per Anne More ci ricorda quello, di poco piú tardo, delle scene familiari di Rembrandt e Saskia. Conosciamo ogni mobile delle loro stanze, ogni riflesso delle loro finestre, ogni bagliore dei calici in cui brindano, ogni piega dei cortinaggi del loro letto, ma del mondo esterno non si curano di dirci nulla.

La Calandria
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Bibbiena - Fossati, Paolo

La Calandria

Einaudi, 25/10/2016

Abstract: Rappresentata per la prima volta nel 1513, e dunque con le commedie ariostesche tra i primi esempi del nuovo teatro rinascimentale, La Calandria si colloca subito come modello di composta funzionalità d'azione e di ricerca stilistica. In un teatro che si propone essenzialmente d'essere perfetto meccanismo, e perfetta macchina formale, La Calandria è un piccolo capolavoro.

Senzaterra
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Santangelo, Evelina

Senzaterra

Einaudi, 25/10/2016

Abstract: Gaetano è un ragazzo di un remoto paese della Sicilia dove convivono riti arcaici e tracce di una modernità mal digerita. Un paese sconciato dall'abusivismo e da tanti altri mali. Molti lì sono emigrati in Germania alla ricerca di una vita più dignitosa. Tra questi, il padre di Gaetano che, operaio specializzato in una grossa azienda tedesca, vorrebbe tirare fuori il figlio da quella palude. È tornato in paese per questo. Vuole aprire un bar in Germania, vuole che Gaetano l'aiuti, che magari si prenda una laurea lì, che viva insieme a lui, perché "è brutto stari suli, lariu assai". Gaetano però non ha nessuna intenzione di seguirlo. Lì ha i suoi amici, una zia anziana che ama moltissimo, una madre seppellita nel cimitero del paese cui ha promesso di non andar via, e un timore, soprattutto un timore: quello di finire come i tanti immigrati che sbarcano sulle spiagge vicine, "morti di fame" che hanno perduto, insieme alla terra, la loro dignità e qualsiasi prospettiva di riscatto. Arrivano clandestini sui barconi, si disperdono nelle campagne, si acconciano a lavorare per una manciata di euro nelle serre che, come "un mare finto", dilagano nel paesaggio. Così è stato anche per Alì, un nordafricano che, espulso dal proprio paese, ha scelto la clandestinità e l'anonimato di quei tunnel di plastica. E proprio in un'azienda che produce ortaggi in serra s'incrociano i destini di Gaetano e Alì. Una serra gestita da un boss della zona, don Michele, che apprezza i "bravi lavoratori" che non "parrano ammatula", che sanno cioè tenere la bocca chiusa. Le due vicende umane, quella di Alì e quella di Gaetano, finiscono così quasi per sovrapporsi e diventare una lo specchio dell'altra. Alì è un "senzaterra", in balia del suo destino d'immigrato. Gaetano è uno che crede di averla, una terra, solo che, a poco a poco, non può fare altro che sentirsela sfarinare sotto i piedi. Quella terra madre rivendicata all'inizio da Gaetano, privata di ogni peso diventa l'oggetto sfuggente di un desiderio che rischia di rimanere deluso, di naufragare nel nulla di quel paesaggio lunare in cui riecheggerà infine l'urlo di Alì in fuga, l'urlo di chi davvero non sa più dove andare. Il romanzo Senzaterra è ispirato alla storia originale scritta dall'autrice per il film La Terramadre (58° Festival Internazionale del Cinema di Berlino - sezione Forum, regia di Nello La Marca). "- Noi siamo così... - lancia un'occhiata ai Ray Ban di Liborio, stilizzati, bellissimi. - Tutto fumo, Libò, - sfila dalla tasca il telefonino, se lo rigira tra le mani. - Fumo tecnologico -. Poi ruota la testa, guarda il paese in basso, scorticato dalla luce. - Mozzicato dai topi pare, - sussurra. - Che è un paese, questo? Si può chiamare paese questo, Libò? Liborio si volta a guardare quei grumi di cemento sparpagliati intorno, fino ad aggredire la costa e il mare. Ha un sussulto, quando scorge là in mezzo il prospetto della sua casa inglobato tra facciate identiche, spettrali. Gaetano abbassa la testa, la lascia dondolare sul collo: - Ma come cazzo si fa a rimanere qua? - Allora vattene! - Non è possibile. - E smettila di dire minchiate! Che ci stai a fare tu qua, la verità! - E tu?"

Splendori e miserie delle cortigiane
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Balzac, Honoré de - Ferro, Marise

Splendori e miserie delle cortigiane

Einaudi, 25/10/2016

Abstract: Uno dei romanzi più ricchi e tumultuosi della Comédie Humaine, il più realistico e il più fantastico al tempo stesso di quelli scritti da Balzac. Il secondo fatale soggiorno di Lucien de Rubemprè a Parigi, la tragedia della cortigiana Esther, redenta e condannata dall'amore, le spericolate avventure dell'evaso dai mille nomi Vautrin, le lotte tra delinquenza e polizia, la giustizia sottoposta al potere, sono al centro di questo romanzo, costruito come seguito delle "Illusioni perdute", e incentrato sui temi cari allo scrittore francese: le debolezze umane, la solitudine, l'amore tormentato, la morte. Un romanzo popolare pieno di colpi di scena, travestimenti e cambi di identità, un 'giallo' incalzante in cui Balzac sfoga tutta la sua passione per ogni intrigo criminale.

Il silenzio di Mosca
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Jarre, Marina

Il silenzio di Mosca

Einaudi, 25/10/2016

Abstract: "Rimanga dunque intanto una fiaba ai miei nipoti, una fiaba che parla di piante, di animali e d'amore. Di solitudine. D'amore con qualche inevitabile, selvaggia complicanza, è ovvio. Le nonne si nascondono nelle fiabe che raccontano, non diversamente la nonna di Cappuccetto Rosso si nascondeva nella pancia del lupo". È uno sguardo acuto e sorridente, quello che Marina Jarre posa sul passato in questo piccolo libro di straordinaria intensità. Pagine apparentemente divaganti, colme di spirito e d'intelligenza, raccolte in un progetto assai preciso che ha a che fare con la vecchiaia e con la memoria, con la voglia di rinunciare all'unicità della propria voce per ospitare le parole degli altri: "la mia pagina non può che sbriciolarsi nei frammenti dei ricordi altrui". L'autrice sceglie così di raccontarsi in tre "conversazioni narrative". Nella prima (Sulla guerra, con Pavel) il tema è la guerra - un'angoscia che permane, un dolore indistruttibile - rievocata attraverso una scena drammatica e irreale: una sfilata di prigioneri tedeschi per la periferia e il centro di Mosca il 17 luglio del 1944 (i vincitori vinti che sfilano davanti ai loro nemici, nel cuore della città che non sono riusciti a conquistare), 57600 uomini che camminano nel silenzio più assoluto, "soldati banalmente vinti, non partecipi di un qualsiasi mito, massa informe, sospesi durante quella giornata in un vuoto di abominio". La seconda (Sulla guerra, sull'amore, sulla solitudine, con Patti) ruota intorno ai tanti distacchi della vita: il primo amore, la vedovanza, ma anche gli animali e le piante amate, per arrivare a tutti quelli che saremo noi a lasciare. Nella terza (Sull'amore, sull'amicizia e sulla guerra, con Gino) si racconta una storia d'amore lunga sessant'anni: il giovane Gino Moretti apparteneva all'83a compagnia dei telegrafisti in marcia in Ucraina con l'alleato tedesco nel 1942, e scrisse alla moglie Anita 144 lettere in dieci mesi. Rileggere insieme a lui quelle parole dopo tanto tempo rappresenta un'occasione per riflettere sulla vita intera. Sui momenti difficili, sulla durata, sulla passione, sulla caducità. Sui fili segreti che stanno tesi dentro ogni matrimonio. Sono dunque i piccoli immensi nodi di cui è fatta la vita a scorrere in queste pagine impertinenti e vere. D'altra parte, come osserva Marina Jarre, "ogni tanto mi accade ancora di chiedermi quando scoprirò che la vecchiaia è quel dono di serenità e saggezza che ci è promesso lungo la vita come agognata meta finale. Mi pare di non essere né saggia, né serena". "La mia vita è stata un'unica giornata, a sera chiuderò l'uscio e andrò a dormire. In questa sola giornata si raccoglie quel dolore nudo, spoglio degli orpelli delle cerimonie e dei ricordi personali, ma come riversato in un bacile che continua a colmarsi dell'indistinto e non distinguibile dolore di tutti".

Questo Novecento
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Foa, Vittorio

Questo Novecento

Einaudi, 25/10/2016

Abstract: Il racconto di Vittorio Foa - protagonista e testimone delle vicende italiane di questo Novecento - ci accompagna dai primi anni del secolo attraverso due guerre e una lunga pace difficile, arrivando fino all'Italia degli anni novanta. Il filo che unisce tutto il libro è la politica, vista come scelta responsabile che comprende il pensiero e l'azione; come capacità di sostenere le proprie ragioni di parte, tenendo conto al tempo stesso delle ragioni dell'altro. Tenace avversario del nazionalismo, nel quale vede la malattia del secolo e la causa continua di violenze e barbarie, Foa afferma tuttavia il valore del sentimento nazionale, dell'identità dell'Italia unita. E alla fine il senso appassionato della memoria di un secolo che scompare diventa la proposta ai nuovi lettori - anche giovani e giovanissimi - di pensare il passato alla luce della propria memoria, delle domande che la vita pone oggi a ciascuno di noi. Con una nuova introduzione dell'autore.

L'estate fredda
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Carofiglio, Gianrico

L'estate fredda

Einaudi, 25/10/2016

Abstract: Siamo nel 1992, tra maggio e luglio. A Bari, come altrove, sono giorni di fuoco, fra agguati, uccisioni, casi di lupara bianca. Quando arriva la notizia che un bambino, figlio di un capo clan, è stato rapito, il maresciallo Pietro Fenoglio capisce che il punto di non ritorno è stato raggiunto. Adesso potrebbe accadere qualsiasi cosa. Poi, inaspettatamente, il giovane boss che ha scatenato la guerra, e che tutti sospettano del sequestro, decide di collaborare con la giustizia. Nella lunga confessione davanti al magistrato, l'uomo ripercorre la propria avventura criminale in un racconto ipnotico animato da una forza viva e diabolica; da quella potenza letteraria che Gadda attribuiva alla lingua dei verbali. Ma le dichiarazioni del pentito non basteranno a far luce sulla scomparsa del bambino. Per scoprire la verità Fenoglio sarà costretto a inoltrarsi in quel territorio ambiguo dove è piú difficile distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ambientato al tempo delle stragi di Palermo, L'estate fredda offre uno sguardo pauroso sulla natura umana, ma ci regala anche un protagonista di straordinaria, commovente dignità. E, alla fine, un inatteso bagliore di speranza. "Fenoglio sapeva benissimo che quel caso lo avrebbe ossessionato fino a quando non fossero riusciti a risolverlo. Il problema era: non esisteva nessuna certezza che sarebbero riusciti a risolverlo. Non esiste mai".

Guerra sotto il mare
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Valzania, Sergio

Guerra sotto il mare

Mondadori, 08/11/2016

Abstract: C'è un fascino sinistro nella forma morbida di un sottomarino che scivola, elegante e silenzioso, sotto la superficie impenetrabile del mare e raggiunge inavvertito l'obiettivo con il suo carico di morte. Un fascino che ancora oggi conquista il grande pubblico e che alla fine della Seconda guerra mondiale spinse i vertici militari e politici delle potenze vincitrici a impadronirsi dei progetti top secret degli U-Boot tedeschi.Combinati con le più recenti tecnologie di cui disponevano gli Alleati, la bomba atomica e il radar, i sommergibili divennero gli strumenti con i quali affrontarsi in un lungo conflitto che, per fortuna, non venne mai combattuto: la guerra fredda.Durante quasi cinquant'anni, i mari e gli oceani di tutto il mondo si riempirono di sottomarini a propulsione atomica sempre più grandi. Imbarcavano armi micidiali, i giganteschi missili dotati di testate nucleari di una potenza tale da spazzare via la vita dall'intero pianeta. Erano gli strumenti invisibili della cosiddetta "deterrenza". Potevano rimanere per settimane sott'acqua senza riemergere, sfuggendo così ai radar. A modo loro garantirono quella che venne chiamata "la pace del terrore atomico".Guerra sotto il mare ripercorre la storia di quel cinquantennio attraverso le vicende delle flotte subacque sovietiche e statunitensi e racconta la nascita e l'evoluzione di questi mostri degli abissi. Ne descrive le trasformazioni e le strategie d'impiego. Spiega come lo sviluppo delle tecnologie abbia imposto la crescita delle loro dimensioni e quanto sia stata importante la guerra di spie nella corsa per la superiorità ingegneristica.Certamente il conflitto rimase sul piano ideologico, ma delle vittime ci furono comunque e furono numerose. Molti sottomarini atomici di ambedue gli schieramenti affondarono per guasti, leggerezze, errori di manovra, imprevidenza e sottovalutazione del pericolo. Come gli americani Thresher e Scorpion, scomparsi nell'Atlantico negli anni Sessanta, e il russo Kursk, affondato nel Mare di Barents nel 2000, ultima vittima di un conflitto mai dichiarato e mai combattuto, terminato quasi un decennio prima.Alcuni sottomarini di quegli anni navigano ancora. Ma l'arco dell'avvincente storia narrata da Sergio Valzania ha visto di recente le marine tedesca e italiana collaborare allo sviluppo e alla realizzazione di mezzi meno costosi e ingombranti, che hanno abbandonato la propulsione atomica a favore di un sistema più ecologico. Sono le unità della classe Todaro che oggi combattono nel Mediterraneo una guerra di intelligence contro gli scafisti, armi potenzialmente letali che dimostrano la straordinaria ricchezza delle loro possibilità d'impiego.