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Manuale dell'apocalisse
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Jha, Alok

Manuale dell'apocalisse

Bollati Boringhieri, 15/05/2014

Abstract: Il mondo come noi lo conosciamo finirà. Presto o tardi, ma finirà. Semmai sarebbe opportuno domandarci quale sarà la fine che attende il nostro pianeta e, con esso, tutta l'umanità che ospita e contiene. Alok Jha, in questo libro dall'apparenza catastrofistica e scanzonata, ma in realtà una vera e propria disamina scientifica, analizza per filo e per segno cinquanta plausibili ipotesi apocalittiche. Sarà la desertificazione o l'inquinamento chimico, la collisione solare o l'inversione dei poli a condannare l'umanità? O piuttosto un olocausto nucleare, una pandemia o un'invasione aliena? Manuale dell'apocalisse è un modo insolito e divertente per imparare nozioni di genetica, biologia, approfondire tematiche sul clima e, perché no?, anche sugli alieni...

La nipote del signor Linh
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Claudel, Philippe

La nipote del signor Linh

Ponte alle Grazie, 15/05/2014

Abstract: Una città francese, il porto e ogni giorno la stessa panchina di fronte al mare: soli e dimenticati, un anziano profugo e un uomo che vive di ricordi s'incontrano. È l'inizio di una profonda e indispensabile amicizia che supera culture diversissime. Il signor Linh viene da un Paese lontano: il suo villaggio è stato distrutto dalla guerra, e tutti i suoi cari sono stati uccisi dalle bombe. Porta con sé sua nipote, che ha solo pochi mesi e di cui si prende amorosamente cura. Viene ospitato in un centro di accoglienza, ogni giorno esce a passeggiare con la bimba, finendo per sedersi sempre sulla stessa panchina. Lì incontra il signor Bark, vedovo e altrettanto solo. Tra i due, che non parlano la stessa lingua, sedimenta una solida intesa fondata sulla bontà d'animo, la memoria degli affetti, il legame con i luoghi del cuore. Quanto basta a superare la solitudine, l'indifferenza, e una stupefacente bugia... La scrittura essenziale di Claudel segue l'incisività dei gesti per raccontare tutta la dignità di un'umanità che commuove e sorprende. Poche, efficaci e cocciute parole, per guadagnarsi una speranza, oltre il dolore e l'assurdità della vita.

Poesie d'amore
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Prévert, Jacques

Poesie d'amore

Guanda, 15/05/2014

Abstract: Nell'immaginario di molti lettori la poesia d'amore si identifica con la poesia di Jacques Prévert. Ed è una fama meritata, questa, per il grande autore francese. In un secolo in cui la poesia, spesso e volentieri, ha scelto la cifra dell'oscurità e la strada di un'inevitabile distanza dal grande pubblico, Prévert ha avuto il coraggio di andare controcorrente, di mirare dritto al cuore dei lettori, di intonare la sua voce sul registro della sincerità e della spontaneità, adottando un linguaggio intessuto di una fitta rete di rimandi, giochi di parole e puntate ironiche. Ma la complessità del mondo prévertiano si estende anche al piano del contenuto e attraversa tutta la gamma del sentimento amoroso: dalla celebrazione della pienezza di un attimo fugace nei folgoranti flash di Alicante o Paris at night, all'evocazione epico-tragica di un componimento come Barbara in cui, nella profondità temporale del ricordo, il lamento per la pena d'amore si fonde con il frastuono della guerra e della Storia.

Poesie d'amore
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García Lorca, Federico

Poesie d'amore

Guanda, 15/05/2014

Abstract: Il tema dell'amore si impose nella poesia di Federico García Lorca sin dagli inizi della sua carriera letteraria e ne attraversò tutta la produzione in modo talmente conflittuale e assillante da dare vita, come afferma Piero Menarini nell'Introduzione, "a un percorso di ricerca dentro e fuori di sé che procede e si amplifica entro gli esclusivi registri – a volte espliciti, altre criptici, sempre drammatici – della sofferenza". Fu una ricerca costellata di domande – sulla possibilità dell'amore, su chi amare, su come amare – alle quali però il poeta non sembra mai trovare una risposta positivamente intellegibile. Quelle raccolte in questo volume sono liriche di intensa e rara profondità, che coprono l'intero arco della produzione di Federico García Lorca, dai guizzi individualisti delle prime poesie fino ai sentimenti epici e universali della maturità, mostrandoci forse il lato più sofferto della sua opera.

Poesie
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Hesse, Hermann

Poesie

Guanda, 15/05/2014

Abstract: NOBEL LETTERATURA 1946 Nella poesia di Hermann Hesse si ripresentano, in sintesi, molti dei temi e degli interrogativi tipici di tutta la sua opera: lo scarto fra materialità e aspirazioni interiori, l'ansia costante di rinnovamento spirituale, la concezione del dolore come mezzo per raggiungere ciò che lega intimamente e misteriosamente la sostanza individuale alle ragioni universali dell'essere. Come emerge da questa antologia che attinge all'intero arco temporale della sua attività creativa, per Hesse la poesia è momento etico prima che estetico e letterario; nella composta, essenziale eleganza dello stile, nella sua raffinata, musicale nitidezza, si esprime la necessità di una tormentosa ricerca, attraverso il linguaggio, di un più elevato grado di coscienza e conoscenza.

Poesie d'amore e libertà
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Prévert, Jacques

Poesie d'amore e libertà

Guanda, 15/05/2014

Abstract: Un'antologia di poesie tratte dalle raccolte più famose di Jacques Prévert sui temi dell'amore e della libertà, tanto politica quanto esistenziale. Una raccolta che unisce, seguendo un percorso privilegiato, le occasioni e i luoghi più cari al grande poeta francese: i ricordi autobiografici, le descrizioni della natura, l'affetto per gli amici e soprattutto i ritratti della Parigi amata, una città sempre viva e vibrante con le sue strade, i suoi ritrovi, i suoi volti e i suoi colori. Un'occasione felice per tutti coloro che vogliono ritrovare l'umanità, la spontaneità e l'anticonformismo che fanno di Prévert uno dei poeti più amati del Novecento.

2041
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Becchetti, David

2041

Fazi Editore, 15/05/2014

Abstract: In una grigia Italia del futuro, l'Ente di Programmazione Nazionale gestisce le vite dei cittadini fin nei minimi dettagli. Tra i colletti bianchi che sciamano all'ombra dei palazzi dell'Ente, ascensori di vetroresina e uffici tutti uguali, si muove il protagonista, un brillante funzionario in carriera che si occupa di riorganizzazione demografica a scapito delle minoranze e delle debolezze sociali. Tutto scorre monotono e regolare nella sua vita, quando all'improvviso il desiderio di un'esistenza più autentica e l'emergere del bisogno di amare ed essere amato (in prima battuta in una relazione omosessuale con il collega Andrea Bovè, drammaticamente finita per gelosia, e poi con la vicina di casa Anna) arriveranno a sconvolge- re tutti gli equilibri faticosamente costruiti e conservati negli anni. Quando il protagonista, colto da un irrefrenabile impulso che lo spinge a scardinare i rigidi schemi in cui da sempre vive, sarà costretto a osare l'inosabile, manomettendo il sistema centrale per spostare Anna nell'ultima lista delle partenze, verrà scoperto e giudicato dall'intero sistema, fino all'amarissimo e tragico epilogo.

New York è una finestra senza tende. Ediz. illustrata
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Cognetti, Paolo

New York è una finestra senza tende. Ediz. illustrata

Laterza, 01/05/2014

Abstract: Isole, ponti, palazzi, infinite pagine di carta, otto milioni di abitanti più tutti gli eroi delle sue storie: la materia di New York è il granito e l'immaginazione."La prima guglia sparata in cielo, il primo marciapiede gremito, il colore della pelle del primo incontro. Il primo odore inatteso, che per qualcuno è di oceano, o di carne arrostita, o di zucchero a velo, o di ruggine e foglie marce, anche se quello che sta marcendo è legno, cemento, ferro, mattoni, perché l'intera città sembra attaccata dalla ruggine e dalla muffa. Sono inaspettati anche i colori. Non il bagliore freddo del vetro e dell'acciaio, ma le tonalità pastello del rosso, dell'arancio, del marrone. La sorpresa di sbarcare nel Nuovo Mondo e scoprire una città vecchia: non come sono vecchie quelle europee, che sono vecchie come monumenti, ma vecchia come una fabbrica abbandonata, o una casa di famiglia, o gli edifici ferroviari che si vedono appena fuori dalle stazioni, o i luna park in disuso." Questo libro è frutto di diversi viaggi a New York. Il risultato è una mappa ottenuta per accumulazione di appunti – piena di buchi, libri che non ho letto, posti che non ho visitato. Del resto, se scrivere una guida sulla città più raccontata al mondo ha un senso, l'unico senso possibile è che sia incompleta, particolare e mia.Con il DVD del documentario Il lato sbagliato del ponte (2005)

La mafia devota. Chiesa, religione, Cosa Nostra
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Dino, Alessandra

La mafia devota. Chiesa, religione, Cosa Nostra

Laterza, 01/05/2014

Abstract: Lo scenario descritto da Alessandra Dino lascia un senso di profondo disgusto. Ma al tempo stesso fa amare ancora di più quella Chiesa capace di vivere sino in fondo il suo ruolo 'profetico' e rinnovare le coscienze nel segno della giustizia e dei valori etici e civili. Una Chiesa che sappia parlare chiaro in tutte le occasioni in cui è richiesta una testimonianza coraggiosa, e che non abbia il timore di riconoscere eventuali colpe e omissioni del passato. don Luigi CiottiUn saggio con un valore esemplare che fa riflettere sui rapporti fra la chiesa e la criminalità organizzata. Alessandra Dino fornisce dettagli: nomi, cognomi, come ha fatto Saviano con Gomorra. È un libro impressionante, esente da fanatismi, che consiglio a tutti. Dacia Maraini

Trieste '45
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Pupo, Raoul

Trieste '45

Laterza, 01/05/2014

Abstract: Trieste '45, confine orientale. Su un piccolo fazzoletto di terra si sovrappongono due guerre – quella che viene dall'est e quella che viene dall'ovest –, due occupazioni – jugoslava e angloamericana – e due liberazioni, concorrenziali l'una all'altra. È la prima crisi internazionale del dopoguerra, annuncio di future rivalità continentali, mentre sul campo, dopo anni di tensioni ma anche di collaborazione contro il nemico comune, un movimento resistenziale, quello jugoslavo, fagocita l'altro, quello italiano, cui ha cercato di imporre obiettivi e modelli di lotta. L'urto dividerà a lungo le memorie di una società in cui già da tempo convivono aspirazioni nazionali e politiche antagoniste. Trieste '45, laboratorio privilegiato, non solo per la politica internazionale e per le relazioni fra movimenti di liberazione, ma anche per il complicato rapporto fra il PCI e il partito comunista jugoslavo, perché dietro la crisi sui confini si gioca la più ampia partita dello scopo finale – democrazia o rivoluzione? – da proporre alla Resistenza in Italia. Trieste '45, luogo storico della tragedia delle foibe: variante locale a danno degli italiani di un processo generale che coinvolse tutti i territori in cui il movimento partigiano comunista jugoslavo prese il potere in quel maggio di sangue e del quale solo ora risultano più netti i contorni. Finalmente Raoul Pupo affronta temi e interrogativi che riguardano l'Italia intera, ma che per lungo tempo sono stati discussi quasi esclusivamente all'ombra di quella 'periferia scontrosa'.

Val più la pratica
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De Benedetti, Andrea

Val più la pratica

Laterza, 15/05/2014

Abstract: Non ha la rigidità del manuale, la boria dell'erudizione, il sussiego cattedratico. Estroso, ricco di aneddoti, De Benedetti vivacizza, talvolta quasi romanzandole, annose questioni e nuove prospettive. Davvero utile, potrebbe ispirare l'apertura di sportelli istituzionali: un servizio pubblico per dispensare consigli sulla lingua. "L'espresso"Un'opera insolita nel panorama italiano recente. Con la brillantezza del giornalista, questa grammatica affronta questioni che di solito trattano i linguisti. De Benedetti ha la capacità di scrivere con brio di argomenti di sintassi piuttosto complessi. "Tuttolibri"La lingua è più una terra da sezionare e lottizzare o un mare da navigare andando su e giù sulle onde? La risposta del linguista De Benedetti è già nel titolo. Chi poi leggerà tutto il volume troverà una scorrevole successione di esempi, ragionamenti, aneddoti e opinioni. L'unica competenza specifica richiesta al lettore è parlarlo e leggerlo, l'italiano. "il Venerdì di Repubblica"Splendida antigrammatica della lingua italiana corrente. Ironica, innovativa. E contro tutti i conservatori nemici di una lingua viva. "Magazine del Corriere della Sera"

Diaspora
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Foa, Anna

Diaspora

Laterza, 01/05/2014

Abstract: "Il Novecento che racconto comincia dal 1880 circa e finisce con gli anni Settanta del Novecento. Si apre con l'emigrazione in America e si chiude con la perdita d'importanza dell'Europa e l'affermarsi sempre maggiore del mondo ebraico americano e di Israele. Due significativi momenti di cambiamento che riguardano gli ebrei tutti."Un libro importante per metodo e contenuti, un appassionante excursus che parte dall'ultimo ventennio del XIX secolo e accompagna l'esperienza ebraica fino ai tempi più recenti. Anna Foa dimostra lucidamente quanto la Shoah, che pure tutto travolge, sia qualcosa di 'alieno' all'esperienza ebraica, a quella sua ricchezza e complessità di cui il '900 è testimone non meno che dell'orrore.Elena Loewenthal, "Tuttolibri"Uno stile avvincente. Anna Foa racconta la storia della nuova identità ebraica che si forma nel confronto con la modernità, un'identità ricca di sfaccettature e di aspetti imprevedibili che ancora attende di essere compresa e compiuta.Lucetta Scaraffia, "Corriere della Sera"

Dagli imperi militari agli imperi tecnologici
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Di Nolfo, Ennio

Dagli imperi militari agli imperi tecnologici

Laterza, 14/05/2014

Abstract: Nel XX secolo solo le superpotenze hanno la forza di definire le regole e la prassi del sistema internazionale. Due i protagonisti storici: gli Stati Uniti, con la forza di un capitale finanziario che influenza le relazioni globali, e l'Unione Sovietica, promotrice di un'ideologia altrettanto globalizzante. È nello scontro fra modelli di sviluppo, oltre che in quello della potenza militare, che si svolge la vita internazionale del secondo dopoguerra: fra un'idea occidentale diretta al raggiungimento di società compiutamente aperte e pluraliste e le forze che a questo progetto si oppongono. Il XXI secolo si apre tuttavia proponendo subito un quadro molto più complesso. La dominazione americana, frutto del successo nello scontro bipolare, viene messa in crisi dalla minaccia del terrorismo globale e dalla comparsa di nuovi attori sulla scena mondiale. Si delinea un avvenire policentrico, dominato ancora per qualche tempo dagli Stati Uniti, rispetto ai quali diviene però evidente l'affermarsi della Cina, dell'India, dell'Unione Europea, della Russia e, forse, del Brasile.

Il cinema muto italiano
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Brunetta, Gian Piero

Il cinema muto italiano

Laterza, 01/05/2014

Abstract: Tra dive e colossal, intellettuali e masse popolari, ambizioni universali e superomismo dannunziano, Quo Vadis e La signora delle camelie, Gian Piero Brunetta traccia la sfolgorante parabola di ascesa e tramonto del cinema made in Italy degli albori.Il cinematografo arriva da noi nel 1896, a pochi mesi dall'invenzione dei fratelli Lumière, ma bisogna attendere il 1905 – con la proiezione romana del film che, in dieci minuti e sette quadri, ricostruisce la Presa di Porta Pia – per festeggiare la nascita ufficiale del cinema italiano. Le nostrane 'fabbriche delle films', come vengono chiamate, sono piccole imprese a conduzione familiare che cullano tuttavia ambizioni industriali. Nella scelta dei soggetti si attinge al meglio della letteratura, dell'arte e del teatro, e grandi nomi della cultura del tempo – uno su tutti, Gabriele D'Annunzio – vengono coinvolti nell'ideazione di trame e musiche, o nella riduzione delle proprie opere. Le produzioni sono grandiose: Quo Vadis?, Marcantonio e Cleopatra, Giulio Cesare, Gli ultimi giorni di Pompei e Cabiria. Il cinema fa sognare, infiamma il patriottismo popolare alla vigilia della Grande Guerra, conquista il pubblico americano. Per le nostre 'star' esplode l'età d'oro dell'adorazione universale. Da Francesca Bertini a Lyda Borelli, da Pina Menichelli a Hesperia, a Leda Gys, a Eleonora Duse, l'esercito delle dive immortalate in film come Rapsodia satanica, Tigre reale, Odette, Il fuoco, La signora delle camelie o Malombra, ispira nel pubblico profonde passioni e sollecita trasformazioni di mentalità e costume. Ma l'infatuazione, di pari passo con l'industria cinematografica nazionale, si esaurisce in fretta. Intorno agli anni Venti un'industria che aveva esportato le sue pellicole in tutto il mondo vede crollare la produzione da centinaia di titoli a poche unità, mentre l'avanzata delle Majors americane e del cinema europeo aggrava la crisi italiana e provoca l'emigrazione massiccia di attori, tecnici e registi. In questo scenario desolante, nel 1929, un gruppo di giovani italiani realizza un film intitolato Sole. Sin dal nome quel lavoro sembra contenere la speranza e la scintilla della rinascita.

Storia della Liguria
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Assereto, Giovanni - Doria, Marco

Storia della Liguria

Laterza, 15/05/2014

Abstract: Un agile e innovativo strumento realizzato dai migliori studiosi italiani per rispondere alla crescente richiesta di conoscere la storia delle nostre regioni. "Strano destino quello della Liguria, oscillante tra una definizione precocissima della sua identità regionale e una indefinitezza che a tutt'oggi non può dirsi superata". La Liguria ha segnato una sorta di primato nella storia dell'Italia centro-settentrionale, dove altre regioni hanno tardato molto a raggiungere unità e identità politica, o non l'hanno mai conseguita. Sotto la guida di Genova, a lungo una delle più ricche e dinamiche città italiane, la Liguria ha conosciuto invece una precoce unificazione ma i suoi confini regionali hanno subìto nei secoli continue ridefinizioni, a causa dei mutevoli equilibri della politica nazionale. Lo stesso può dirsi per l'economia della regione, fortemente influenzata dalle dinamiche industriali e finanziarie della più vasta area centro-europea. Questo volume traccia dunque la storia, dall'antichità a oggi, di un territorio – più che di una regione tout court – dall'identità debole, plurale, che ha trovato il proprio assetto di volta in volta, sotto la spinta di fattori non tanto locali, quanto nazionali e internazionali.

Il cinema italiano di regime
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Brunetta, Gian Piero

Il cinema italiano di regime

Laterza, 01/05/2014

Abstract: All'inizio degli anni Trenta molti fattori consentono in Italia la rinascita di una cinematografia giunta a toccare quota zero: una legge che incoraggia la ripresa della produzione senza troppo ostacolare la marcia trionfale in atto delle Majors americane, l'avvento del sonoro e un vero e proprio ricambio generazionale, che vede entrare in scena un gruppo di giovani guidati da Alessandro Blasetti e ispirati dalle teorie e pratiche del cinema sovietico. Dai primi anni Trenta alla caduta del regime la parola d'ordine, comune a tutte le voci – fasciste e antifasciste – del cinema italiano è aprire gli occhi sul Paese, fino a quel momento assente dal grande schermo. La fame di realtà unisce e accomuna una serie di film che, da Gli uomini che mascalzoni! di Camerini, attraversano l'intero periodo fino ad approdare a Ossessione di Visconti, il momento più alto nella realizzazione di un nuovo modo di fare cinema. Con l'entrata in guerra le pellicole non celebrano tanto l'eroismo o lo spirito guerresco, quanto piuttosto tradiscono il senso dell'assedio, la caduta delle speranze, il desiderio di pace e l'attesa della fine del conflitto. I venti mesi di Salò suggellano il periodo con l'afasia e il silenzio di una produzione pressoché inesistente.

Settembre 1943
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Patricelli, Marco

Settembre 1943

Laterza, 01/05/2014

Abstract: Il volume di Patricelli è un'efficace, impressionante ricostruzione di quei giorni. L'autore, che unisce la preparazione dell'accademico alla capacità di racconto del giornalista, ha scritto un saggio esemplare, animato dal ritmo narrativo e da uno sdegno non celato per i comportamenti di chi doveva pensare al popolo italiano e invece pensò anzitutto alla propria salvezza, mascherandola da ragion di Stato. Giordano Bruno Guerri,"il Giornale"Il piccolo re e il grande dittatore. Novanta ore di cinismo e incapacità per azzerare uno Stato, fra l'alba del 9 e il pomeriggio del 12 settembre 1943. Marco Patricelli racconta con stile serratissimo l'incredibile sequenza di eventi che mise fine al regime e consegnò l'Italia a un destino di macerie.

La filosofia ebraica medievale
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Zonta, Mauro

La filosofia ebraica medievale

Laterza, 15/05/2014

Abstract: La filosofia ebraica medievale, dalle origini fino al XV secolo, testimoniata da ampi stralci dai testi principali, in alcuni casi mai tradotti prima in lingua moderna. Ne emerge la stretta relazione tra pensiero ebraico e filosofia antica e il debito della filosofia ebraica nei confronti della filosofia arabo-islamica e della scolastica latina. Uno strumento indispensabile per gli studiosi della cultura ebraica, ma anche della filosofia islamica e medievale.

Resilience. Sette principi per una gestione aziendale sana e prudente
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Pirotti, Guia Beatrice - Venzin, Markus

Resilience. Sette principi per una gestione aziendale sana e prudente

Egea, 16/05/2014

Abstract: Gli indicatori di performance più comunemente utilizzati dalle imprese misurano l'andamento su un arco temporale che raggiunge al massimo un anno, ma sempre più spesso si arresta sulla soglia del semestre quando non del trimestre. Se a ciò si aggiunge il sempre più veloce turnover del top management, risulta che poche aziende elaborano strategie di lungo termine e molte restano concentrate su tattiche a tre mesi. Alla luce di questi fenomeni, appare necessario per le imprese (se non urgente) acquisire l'abilità – chiamata resilience – di adattarsi, resistere e risollevarsi dagli shock esterni. Sono molte le aree in cui un manager si trova oggi a dover prendere decisioni: capire quanto internazionalizzare e in quali mercati, su quali business investire, se propendere per un'intensa diversificazione delle attività o focalizzarsi su business specifici, quale immagine trasmettere ai consumatori, come incentivare i dipendenti, se semplificare o meno la struttura organizzativa, come decidere velocemente e bene. Sapere come porsi di fronte a questi trade-off può garantire la sopravvivenza oltre la crisi, la possibilità cioè di essere resilienti. Per affrontare tali sfi de al meglio, il libro individua sette driver concreti, analizzabili attraverso schede di self-assessment, e offre un indicatore per misurare la resilience, basato sulla relazione tra ritorno sugli investimenti a lungo termine ed esposizione al rischio (un tool consente di calcolare la misura). Messo a punto studiando la performance di aziende di settori differenti, permette di prepararsi anticipatamente ad affrontare i momenti di crisi, assorbirli, prendere decisioni strategiche e reagire meglio dei concorrenti. Allo scopo occorrono però leader responsabili e coraggiosi, capaci di tornare alle origini, a pratiche di business basate su dettami di sostenibilità e sviluppo: manager e imprenditori che inizino a rinunciare al profitto nel breve, in vista di una più stabile e duratura performance di lungo periodo. Questo libro è scritto per loro.

Banking e real estate. Active real estate management per le banche, gli investitori e gli operatori immobiliari
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Scardovi, Claudio - Bezzecchi, Alessia

Banking e real estate. Active real estate management per le banche, gli investitori e gli operatori immobiliari

Egea, 16/05/2014

Abstract: Non vi è nulla di più immateriale della moneta e delle banche grandi demiurghe nel sistema finanziario globale. E non vi è nulla di più concreto del mattone e degli immobiliaristi protagonisti del modello di crescita dell'economia locale. Da questa apparente contraddizione nasce l'interrelazione complessa e strutturale di Banking e Real Estate: l'una al sostegno dell'altro, e viceversa, o perlomeno fino a quando le cose vanno bene. Perché a ben vedere le apparenze ingannano. E la finanza appare tanto fragile quanto l'immobiliare volatile. E il circolo virtuoso di moneta e mattone, di ciclo finanziario e reale, viene velocemente ad invertirsi, innescando una spirale viziosa che, di crisi in crisi, ingenera recessione, instabilità e, a volte, persino il rischio di collasso del sistema economico e sociale di riferimento. Lungi dal dare le colpe all'una o all'altro protagonista, gli Autori rintracciano le origini di questo rapporto, analizzandone le innumerevoli interrelazioni sulla base di un approccio di causa ed effetto basato sul rigore dell'analisi accademica e sull'esperienza professionale maturata in decenni di frequentazione dei rispettivi settori. Oltre alla chiara illustrazione e piena comprensione delle fondamenta e dei principi metodologici discussi dagli accademici e delle prassi e degli strumenti utilizzati nel day by day dai practitioners, Claudio Scardovi e Alessia Bezzecchi con questo libro vanno oltre, provando anche a offrire soluzioni teoricamente robuste quanto efficacemente pragmatiche. Anche con l'obiettivo di far recuperare credibilità ai rispettivi, ormai troppo bistrattati, settori di provenienza: Banking e Real Estate, per l'appunto. "Chi non ha credito, non chieda credito", si potrebbe dire. "E chi ne ha lo dia a chi se lo merita", si potrebbe concludere con un perfetto aforisma – per rinnovare il connubio sinergico tra moneta e mattone, Banking e Real Estate, che tanto ha contribuito alla storia economica del nostro Paese.