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Jouvence, 04/11/2022
Abstract: Nessuno meglio di Farian Sabahi, docente universitaria e giornalista italo-iraniana, può parlarci della condizione delle donne in Iran. Noi donne di Teheran è un racconto – in prima persona femminile – su cosa vuol dire essere bambine, ragazze, donne in un paese complesso e affascinante, pieno di potenzialità e contraddizioni. L'Iran è una repubblica islamica intrisa di imposizioni e divieti che spesso sfociano in una violenta repressione. È anche una società istruita e colta, contraddistinta da impegno civile e animata da scrittori e registi che ci incantano e ci fanno sognare. Nonché un paese di donne resilienti, che con coraggio scendono in strada per rivendicare libertà che in Europa diamo per scontate.Di questo Iran, nella seconda parte del volume, il premio Nobel per la pace 2003 Shirin Ebadi e Farian Sabahi parlano, incontrandosi e dialogando di politica e diritti. "Cambiare il sistema senza stravolgere il nostro credo di musulmani", questo l'orizzonte condiviso da Shirin Ebadi e da tanti altri. Una prospettiva ancora lontana, tutta da raccontare.
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La guerra privata di Samuele e altre storie di Vigàta
Sellerio Editore, 08/11/2022
Abstract: Le storie di Vigàta non finiscono mai di sorprendere, nascono tutte da suggestioni letterarie, tracce del passato, cronache, molte attingono alla vita vera di Camilleri, attraversano la Storia. Sei racconti perfetti e compiuti tanto da costituire quasi un romanzo.
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Mimesis Edizioni, 04/11/2022
Abstract: Scegliere pensando al mondo del lavoro, scegliere per comodità, scegliere d'impulso, ma anche scegliere per andare contro il parere di un genitore o perché tutti fanno in un determinato modo.Il tema della scelta è assai complesso, in ogni momento della vita, ma risulta cruciale nel rapporto tra genitori e figli quando si tratta di scegliere la scuola superiore. Chi deciderà? In base a quali criteri? Spesso questa circostanza coglie impreparati i protagonisti coinvolti, ragazzi e genitori, generando ansia, disagio e talvolta decisioni sbagliate.Marcello Bramati e Lorenzo Sanna, docenti e educatori, propongono ai genitori una strategia e un percorso di dialogo – il metodo "orienta"– per scegliere insieme ai figli la scuola superiore: indicando opportunità e rischi, confrontando curricula e piani di studio, passando in rassegna tempi e modi della scelta, senza trascurare alcun elemento in gioco nel panorama della scuola superiore.
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Rubbettino Editore, 04/11/2022
Abstract: Sulla città di R., stretta fra le montagne e il mare di una geografia imprecisata, si abbatte un'inspiegabile e insistente pioggia di sabbia. La popolazione, impreparata a tale evento, si ritrova assediata dalla coltre terrosa che cade incessantemente. Le autorità non riescono a prestare soccorso e dopo pochi giorni i contatti con l'esterno si interrompono, l'isolamento è totale, nessuno può più allontanarsi o accedere allo spazio urbano. Tra chi rimane serpeggia l'esasperazione e lo sconforto, ed è già lotta per la sopravvivenza."Ma cosa bisogna fare per resistere dentro quel muto teatro di sabbia e continuare a essere uomini: obbedire alla propria missione, religiosa o laica che sia, come padre Retez e il medico Damiano? Oppure saltare il fosso del cinismo come il giovane Demetrio? O ancora, come Saverio, cercare una via "umana" alla battaglia contro il male, esponendosi così al dubbio, all'ambivalenza delle emozioni, ai tracolli della ragione?". Con la riproposta di questo romanzo, premonitore e lancinante come pochi, torna finalmente ai lettori Rocco Carbone, tra i più umbratili e affilati autori della narrativa contemporanea, "interprete così acuto e spassionato della condizione umana".
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Garzanti, 15/11/2022
Abstract: Nell'appassionante seguito di Becoming, il bestseller acclamato dalla critica e al vertice delle classifiche di vendita di tutto il mondo, l'ex first lady Michelle Obama condivide la sua esperienza e le strategie più efficaci per conservare speranza ed equilibrio anche nelle grandi incertezze dei nostri giorni.Forse non esistono risposte semplici e risolutive alle grandi sfide della vita, ma Michelle Obama ritiene che ciascuno di noi possa individuare gli strumenti necessari per mantenere salda la rotta del cambiamento e navigare sicuri nella corrente. In La luce che è in noi Michelle Obama apre un dialogo schietto e sincero con i lettori e le lettrici, ponendosi quelle stesse domande con cui molti di noi si confrontano: come costruire relazioni durature e sincere? Come trovare forza e unità pur nelle differenze? Con quali strumenti comunichiamo la nostra insicurezza o il nostro senso di impotenza? Come ci comportiamo quando il peso da sopportare ci sembra eccessivo?Attraverso aneddoti e riflessioni Michelle Obama offre ai lettori il suo punto di vista sul cambiamento, sulle sfide, sul potere, con la ferma convinzione che, quando ci accendiamo per gli altri, illuminiamo la ricchezza e il potenziale del mondo che ci circonda, scoprendo verità più profonde e nuove strade verso il progresso. Nel trarre ispirazione dalle proprie esperienze di madre, figlia, moglie, amica e first lady, Michelle Obama condivide i comportamenti e le convinzioni che ha sviluppato per potersi adattare con successo al cambiamento, superare numerosi ostacoli e, grazie a queste conoscenze, continuare a "diventare". Descrive così nel dettaglio i suoi più preziosi principi, come la forza della gentilezza, il "volare alto" e il crearsi un gruppo di amici e mentori fidati. Con lo humour, il candore e l'empatia che la caratterizzano, non manca di esplorare anche questioni legate all'etnia, al genere e alla visibilità delle minoranze, incoraggiando i lettori a lavorare sulle proprie paure, a trovare forza nella comunità e a vivere con audacia."Solo quando siamo in grado di riconoscere la nostra luce, abbiamo il potere di usarla", scrive Michelle Obama. Attraverso il racconto di storie potenti e consigli perspicaci capaci di accendere il dibattito, La luce che è in noi incoraggia i lettori a esaminare la propria vita, a individuare le proprie fonti di gioia e a creare connessioni significative in un mondo turbolento.
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Laterza, 08/11/2022
Abstract: Un movimento antipartito che divenne partito milizia, che divenne regime totalitario in una monarchia, che divenne Stato imperiale e razzista, che divenne alleato di guerra e sconfitto in guerra, che risorse come repubblica subalterna e alla fine fu distrutto, diventando storia del passato: questo, e molto altro, fu il fascismo, la cui storia viene raccontata in questo libro dal più originale dei suoi storici.Nel 1944 un anonimo antifascista pubblicò un opuscolo il cui primo capitolo si intitolava Il fascismo non è mai esistito. Cinquant'anni dopo un illustre intellettuale antifascista dichiarò: "Il fascismo è eterno". La storia del fascismo è stata spesso raccontata per sostenere o confutare una teoria. Questa Storia del fascismo non presuppone né propone una teoria. Racconta i fatti accaduti, come è stato possibile conoscerli attraverso i documenti. Essendo storia e non cronaca, l'autore ha dato risalto a persone, momenti, condizioni, eventi che maggiormente contribuirono a trasformare il minuscolo movimento del 1919 in un regime totalitario nel 1926, con tutto quello che ne è seguito nei successivi diciannove anni. Dall'inizio alla fine, il fascismo ebbe un solo capo, ma questo libro mostra che non fu Mussolini a generare il fascismo, ma fu il fascismo a generare il duce. Nel corso della sua parabola, il fascismo visse varie metamorfosi, ma la Storia del fascismo mostra che i suoi caratteri essenziali e indelebili ebbero origine non dal minuscolo fascismo mussoliniano del 1919 ma dal fascismo che nel 1920 iniziò la guerra civile squadrista e la proseguì, diventando un partito di massa, fino alla conquista del potere, per istituzionalizzarla nel regime totalitario e riprenderla nell'ultimo momento dell'agonia. Nel raccontare la storia del fascismo, Emilio Gentile non ha seguito il copione del postero, che sa già come è andata a finire. Il caso, l'imprevisto, la scelta, l'iniziativa, fanno parte di questa nuova Storia del fascismo, come fecero parte del fascismo durante la sua storia. Che era storia nuova, senza copione, anche per i suoi protagonisti.
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La gallina che non mollava mai
Feltrinelli Editore, 06/11/2024
Abstract: Hilda è una gallina molto, molto testarda: per andare dalla zia Emma, che ha appena avuto una nidiata di pulcini, le prova tutte: il camion dei pompieri, il furgoncino del latte e perfino il rullo compressore! Quando, finalmente, Hilda vede i pulcini, decide anche lei di covare le sue uova e niente e nessuno riuscirà a fermarla! Storie tenere e sagge per raccontare la curiosità, le paure e il coraggio dei bambini che si affacciano al mondo.
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Adelphi, 08/11/2022
Abstract: Secondo la teoria del caos, il battito d'ali di una farfalla può scatenare un uragano dall'altra parte del pianeta: allo stesso modo il battito delle grigie ali di un pipistrello in una caverna nel Sud della Cina può seminare lutti a Times Square. La pandemia di Covid-19 ha provocato finora oltre sei milioni e mezzo di morti nel mondo. Il Big One, descritto in termini quasi profetici dallo stesso Quammen in "Spillover", ha bussato alle nostre porte, e non eravamo pronti. La nostra reazione ha seguito lo schema illustrato già da Lucrezio a proposito della peste di Atene: alla sottovalutazione iniziale è subentrata la ricerca di un capro espiatorio, poi il panico, e infine l'impulso, altrettanto irrazionale, alla rimozione. La creazione dei vaccini ha ridotto il margine di manovra del virus, che tuttavia ha già risposto con una contromossa, le "famigerate varianti". Stiamo dunque assistendo a una battaglia non dissimile dalla partita a scacchi che nel "Settimo sigillo" vede il Cavaliere (la scienza, ma senza il conforto della religione) sfidare la Morte. Chi vincerà? Probabilmente si giungerà al pareggio, il che significa che dovremo convivere con il virus in una guerra "a bassa intensità". Ma al di là delle sofferenze inflitte al genere umano dal Sars-CoV-2, Quammen ci ricorda che i virus, come il fuoco, sono un fenomeno non necessariamente negativo, e che può anche portare vantaggi. Non diversamente dai batteri, fanno parte di noi: sono "gli angeli neri dell'evoluzione", meravigliosi e terribili, e questo li rende meritevoli di essere compresi, più che temuti e aborriti.
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Adelphi, 08/11/2022
Abstract: Se si dovesse dire qual è il testo mistico più intenso, compatto e puro dell'Occidente, "La nube della non conoscenza" sarebbe senza dubbio uno dei candidati più plausibili. Non meraviglia dunque che Aldous Huxley scrivesse: "La "Nube" e alcuni sermoni di Eckhart sono le cose più preziose che ci sono giunte dal Medioevo". Composto verso la fine del Trecento da un anonimo inglese in forma di manuale indirizzato a un giovane novizio dell'attività contemplativa, capolavoro di immaginazione e di stile, a un tempo incisivo e duttile, ironico e terso, denso e rarefatto, "La nube della non conoscenza" delinea quella paradossale via negativa che, da Dionigi l'Areopagita a Molinos e Caussade, attraversa tutta la nostra storia come un supremo azzardo. Per giungere all'assoluto in questa vita non serve l'intelligenza raziocinante, ma una "nuda tensione" verso Dio, un "piccolo, cieco impulso d'amore": il vero contemplativo entrerà nella nube della non conoscenza come vi entrò Mosè quando salì sul monte Sinai per parlare con il Signore. Dovrà dimenticare tutto – passioni, peccati, perfino i pensieri più santi – in una "nube d'oblio", e colpire col dardo affilato dell'amore ardente la nuda essenza divina.Abbagliante nella descrizione del bubbone del peccato, solidificato e saldato alla nostra sostanza, ferocemente ilare nel ritrarre i falsi contemplativi, che, ciondolando il capo e gesticolando con le mani, guardano sempre in alto a bocca spalancata quasi volessero fare un buco nel firmamento, l'ignoto autore della "Nube" consegna al lettore un salutare ammaestramento: chi davvero vuole intraprendere l'attività contemplativa dovrà rimanere – come la sorella di Marta, Maria, quando aveva Gesù dinanzi a sé – immobile e silente, quasi fosse in un sonno simulato, tutto assorto e immerso nel dolore e nella quiete del proprio essere. Soprattutto, spogliandosi di ogni conoscenza specifica, dovrà mirare al "nessun luogo" che è il vero dovunque, e al nulla che è Tutto.
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Feltrinelli Editore, 08/11/2022
Abstract: "Pensa e arricchisci te stesso" è un'opera senza tempo, nata da una storia incredibile iniziata nella prima metà del XX secolo.Grazie all'incontro con l'industriale Andrew Carnegie, Napoleon Hill comprende che il processo che porta al successo può essere replicato da chiunque e riceve l'incarico di intervistare oltre 500 donne e uomini, tra cui molti milionari, per distillare e pubblicare la formula del successo. Tra essi spiccano nomi come Henry Ford, Theodore Roosevelt, John D. Rockefeller, Thomas Edison, Woodrow Wilson, Alexander Graham Bell.Dopo vent'anni di lavoro, e altri dieci di sintesi, Hill pubblica il suo capolavoro, in cui racchiude i 13 passi chiave della sua Filosofia del Successo. Il cuore pulsante è il paradosso che "i pensieri sono cose", dal quale deriva l'attitudine allo scambio di idee come se fossero oggetti, fondamentale per accrescere le possibilità di raggiungere un risultato prefissato. Questa mentalità va coltivata e preservata dalle spinte distruttive che vengono, oggi come ieri, dai mali del nostro tempo: il pregiudizio, la guerra, la povertà, lo scoraggiamento, l'egoismo, la paura.Una nuova traduzione del testo originale che lo ripropone nella sua integrità, sottolineandone una validità e un'attualità che attraversano lo spazio e il tempo.
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Feltrinelli Editore, 07/11/2024
Abstract: A Oblivia, in questo luogo fisicamente inesistente eppure così reale, ciascuno vive "felicemente insensibile" e mille miglia lontano dai comportamenti che dovremmo adottare per tutelare il pianeta e noi stessi.Perché viviamo una tensione apparentemente inconciliabile tra pensieri, disposizioni e azioni, quando la posta in gioco è proprio il nostro ambiente di vita? Quali bias cognitivi e comportamentali popolano Oblivia, facendo fallire le nostre istanze ecologiche? Possiamo superarli? Arriveremo a giocare con più coerenza ed efficacia questa partita vitale per tutti noi esseri umani?Se lo è chiesto Alex Bellini, in questo libro nel quale affronta una delle sue esplorazioni più ardue ed eccitanti di sempre, quella della nostra mente ecologica.Alex sta navigando i dieci fiumi più lunghi e inquinati del pianeta, con lo scopo di documentare, sulla scia dei rifiuti prima che raggiungano il mare, le tante facce della crisi ecologica, e di comprendere cosa complica la relazione dell'uomo con se stesso e con l'ambiente in cui vive. A partire dal racconto di alcuni dei suoi tanti vissuti e dei molti incontri che hanno segnato le sue "navigazioni per il mondo", Alex ci porta con sé a indagare che cosa sta alla base di questo scollamento tra i nostri pensieri e le nostre azioni ecologiche. Lo fa sollevando interrogativi che ci salvano dall'inerzia e ci spingono a responsabilizzarci.E così, nel liberarci dalle catene di Oblivia, rischiamo di salvare anche l'ambiente.
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Feltrinelli Editore, 08/11/2022
Abstract: "Questo libro è gustoso e confortante come una tazza di cioccolata calda."The TimesA Bournville, sobborgo di Birmingham dove ha sede una famosa fabbrica di cioccolato, l'undicenne Mary e la sua famiglia celebrano il Giorno della vittoria sul nazifascismo. Ascoltano con attenzione la voce di Winston Churchill alla radio che annuncia la fine delle ostilità. Per Mary, Bournville e le sue strade che profumano di cioccolato sono il centro del mondo. Col passare degli anni, gli orizzonti si allargano, Mary avrà figli, nipoti e pronipoti, sarà testimone di un'incoronazione, quella di Elisabetta II, dell'indimenticabile finale della Coppa del Mondo di calcio del 1966, di un matrimonio da favola e di un funerale reale, quelli della principessa Diana, della Brexit e infine del Covid. Lungo settantacinque anni di cambiamenti sociali, da James Bond a Lady D, dalla nostalgia del tempo di guerra al World Wide Web, inizia a emergere una domanda pressante: questi tempi mutevoli avvicineranno la famiglia di Mary – e il suo Paese – o li lasceranno più alla deriva e divisi che mai?
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Edizioni e/o, 30/11/2022
Abstract: Questo libro è stato curato in collaborazione con l'associazione russa Memorial, Premio Nobel per la Pace 2022A cura di Sergej Bondarenko e Giulia De Florio, con una prefazione di Marcello Flores."Due membri di Memorial (l'associazione insignita nel 2022 del Premio Nobel per la Pace) – Sergej Bondarenko, dell'organizzazione russa, e Giulia De Florio, di Memorial Italia (sorta nel 2004) – ci presentano una testimonianza originale e inedita che getta una luce inquietante, ma anche di grande interesse, sul carattere repressivo dello Stato russo, prima e dopo il 24 febbraio 2022, data d'inizio della guerra d'aggressione all'Ucraina. La raccolta che viene presentata comprende le 'ultime dichiarazioni' rese in tribunale da persone accusate di vari e diversi reati, tutti attinenti, però, alla critica del potere e alla richiesta di poter manifestare ed esprimere liberamente le proprie opinioni". (Dalla Prefazione di Marcello Flores)L'idea del volume nasce da una semplice constatazione: in Russia, negli ultimi vent'anni, corrispondenti al governo di Vladimir Putin, il numero di processi giudiziari è aumentato in maniera preoccupante e significativa. Artisti, giornalisti, studenti, attivisti (uomini e donne) hanno dovuto affrontare e continuano a subire processi ingiusti o fabbricati ad hoc per aver manifestato idee contrarie a quelle del governo in carica. Tali processi, quasi sempre, sfociano in multe salate o, peggio ancora, in condanne e lunghe detenzioni nelle prigioni e colonie penali sparse nel territorio della Federazione Russa. Secondo il sistema giudiziario russo agli imputati è concessa un'"ultima dichiarazione" (poslednee slovo), la possibilità di prendere la parola per sostenere la propria innocenza o corroborare la linea difensiva scelta dall'avvocato/a. Molte tra le persone costrette a pronunciare la propria "ultima dichiarazione" l'hanno trasformata in un atto sì processuale, ma ad alto tasso di letterarietà: per qualcuno essa è diventata la denuncia finale dei crimini del governo russo liberticida, per altri la possibilità di spostare la discussione su un piano esistenziale e non soltanto politico. Il volume presenta 25 testi di prigionieri politici, tutti pronunciati tra il 2017 e il 2022. Sono discorsi molto diversi tra loro e sono la testimonianza di una Russia che, ormai chiusa in un velo di oscurantismo e repressione, resiste e lotta, e fa sentire forte l'eco di una parola che vuole rompere il silenzio della violenza di Stato.L'associazioneVincitrice del premio Nobel per la pace, l'associazione Memorial è stata fondata a Mosca negli anni '80. Il suo terreno d'azione è la ricerca storica sui temi della memoria delle repressioni sovietiche, la denuncia delle violazioni dei diritti umani e la difesa dei diritti in Russia e nello spazio post-sovietico. L'associazione opera per arricchire la riflessione pubblica sui temi della violenza, del totalitarismo e dei regimi illiberali; organizza convegni, mostre, seminari e lezioni; raccoglie documentazione e memorie; favorisce la pubblicazione di ricerche di storia e di letteratura. Memorial Italia è parte del network di Memorial che unisce sedi europee e russe nel lavoro di ricerca storica e tutela dei diritti umani.
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Neri Pozza, 22/11/2022
Abstract: "La guerra non è mai fatale, ma sempre perduta": così Gertrude Stein nell'esergo in apertura di questo libro. Da reporter che è stato presente sui principali fronti di guerra del nostro tempo, Domenico Quirico conosce bene la verità di questa affermazione. Ogni guerra accade per decisione deliberata. Ogni guerra è perciò, secondo l'abusata citazione di von Clausewitz, una continuazione della politica con altri mezzi che presuppone sempre una qualche strategia di conclusione.Ora, che cosa è la guerra in Ucraina? Una guerra di resistenza del popolo ucraino nel più generale confronto tra democrazie e tirannidi trucide? L'eterno Oriente asiatico contro l'eterno Occidente? Il tentativo di ricomporre la frattura spalancata dalla fine del comunismo e di riavviare la Storia? Oppure una colossale guerra del gas e del petrolio ben camuffata da stantii nazionalismi? E, soprattutto, qual è lo scopo della creazione di una furente opinione pubblica bellicista, propensa a dare mandato senza tentennamenti ai pochi decisori del confronto armato? La guerra in Ucraina appare, in queste pagine, come una bancarotta totale. Per Putin, il piccolo zar con le sue parole consunte, i suoi furori ideologici medievali, è la bancarotta dell'illusione di una vittoria breve, destinata a riaffermare unilateralmente e per decreto la Potenza russa. Per Zelensky, che insegue il mito della vittoria assoluta, la bancarotta del suo Paese, destinato a una miseria e distruzione dalle quali occorreranno lustri per uscire. Per l'Occidente, la bancarotta di un conflitto iniziato senza una strategia di conclusione, se non la nuda e semplice sconfitta del nemico. Una prospettiva di certo presente nelle guerre del passato, ma a dir poco insensata in una guerra in cui esiste la possibilità, dopo l'annessione formale del Donbass alla Russia proclamata dalla Duma, di un apocalittico non ritorno.Attraverso pagine veementi, che mostrano la drammatica inadeguatezza di analisti, intelligence e governanti rispetto al compito che la Storia assegna loro, Quirico invita il lettore a riflettere su un conflitto in cui droni e artiglierie spazzano via in un baleno esseri viventi, giovani forti, pieni di vita e di speranze, mostrando quanto sia "fragile ed effimera la vita e quanto criminali siano coloro che per avidità, scombinate ideologie, fanatismo ci hanno costretto un'altra volta a ricordarlo"."C'è talmente tanta distruzione e strage che è difficile perfino provare dolore e compassione. Siamo forse già arrivati alla rassegnazione all'inevitabile, come le diplomazie ormai balbettanti e inerti"."Domenico Quirico ci guida dentro il cuore di tenebra della realtà". la Repubblica
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Neri Pozza, 22/11/2022
Abstract: All'età di nove anni, Edith Wharton contrasse la febbre tifoidea e rimase confinata nel suo letto per settimane. La sua preghiera era: datemi dei libri da leggere. Fu cosí che la madre le diede una storia di fantasmi. A una bambina poco dotata d'immaginazione una storia del genere poteva fare poca o nessuna impressione, ma sulla piccola Edith ebbe un effetto dirompente: da quel momento si ritrovò a vivere in uno stato di terrore costante, con un senso di minaccia che accompagnava ogni suo passo, incapace di stare al buio, angosciata dalla solitudine. Dovette arrivare ai trent'anni perché, da donna pragmatica qual era diventata, trovasse l'unico modo efficace per gestire, da scrittrice, le proprie paure: diventare maestra nel genere letterario di quelle storie di spettri che tanto a lungo avevano infestato le sue notti. "Se il racconto vi manda un brivido gelato giú per la spina dorsale, ha fatto il suo dovere, e l'ha fatto bene" scriveva. Cosí Edith scrisse le sue storie del brivido, che apparvero in antologie accanto a Edgar Allan Poe e Henry James, in una produzione parallela ai suoi romanzi per tutta la vita: piú di ottantacinque, e molte avevano per protagoniste presenze spettrali. La raccolta Fantasmi fu concepita nella sua forma attuale dalla stessa Wharton prima di morire ma, pubblicata postuma nel 1937, finí ingiustamente dimenticata. In questi piccoli capolavori ritrovati, sottilmente inquietanti, ora presentati nella nuova traduzione di Tiziana Lo Porto, si possono riconoscere tutti i temi cari alla sua letteratura: la crudeltà di certi destini femminili, la costrizione all'interno di matrimoni claustrofobici, lo sradicamento dal paese natio, la prepotenza delle convenzioni sociali. Avvolti nell'abito sontuoso che tanto bene le conosciamo: la prosa nitida e affilata che sa illuminare i territori nascosti della realtà quanto, insospettabilmente, quelli del soprannaturale. "Non credo ai fantasmi, ma ho paura di loro". Edith Wharton"Dopo i romanzi a sfondo sociale della New York di fine Ottocento che hanno portato Edith Wharton a vincere, prima donna, il Pulitzer, le sue storie soprannaturali costituiscono una parte fondamentale della sua opera". The New Yorker"In lei convivono Hawthorne, Poe e Henry James, ma Wharton ha un tocco leggero che riesce ad attenuare il macabro". The Guardian"È la sua capacità di far provare quel terrore improvviso di quando ci si sente estranei in casa propria, estranei con sé stessi, a rendere Edith Wharton una scrittrice di storie di fantasmi cosí "spaventosamente" brava". The New York Review of Books"In Fantasmi, i personaggi di Wharton portano con sé non solo quello che hanno subito, ma anche quello che hanno fatto subire agli altri". The Baffler
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Neri Pozza, 22/11/2022
Abstract: Sono molti i romanzi che approfondiscono un personaggio letterario, raccontando una parte rimasta segreta che l'autore aveva deciso di tralasciare. Così Silvana La Spina torna a visitare Il Gattopardo, romanzo iconico e intoccabile della tradizione letteraria italiana, e va alla ricerca di Angelica: narrandone la vita, le passioni, i fallimenti. La figlia di don Calogero Sedara, amministratore dei feudi del principe di Salina, è una ragazzina come tante. Ma il padre, arrivista senza scrupoli, che fa affari loschi anche con i banditi locali pur di arricchirsi, la avvia a conoscere la buona società. Angelica diviene amica di Concetta, la primogenita del principe di Salina, va a studiare in un collegio raffinato di Firenze, incontra il giovane Tancredi, al momento garibaldino.Angelica è bella, Tancredi ha bisogno di soldi per fare carriera, così deciderà di sposarla, abbandonando la cugina Concetta con cui era vagamente fidanzato. A quel punto Angelica cambierà posizione nel mondo, divenendo principessa, una dama alla moda, bellissima, che legge, suona, si intende di arte. La sua vita si svolgerà a Palermo, a Roma, dove il marito fa di tutto per diventare deputato, anche con l'aiuto mafioso del suocero. Fino a Vienna, dove Angelica finirà per infilarsi nelle maglie della politica, aiutando l'imperatrice Sissi a risolvere un grave problema del figlio Rodolfo.Angelica è un romanzo moderno. Per Silvana La Spina, la Sicilia non è mai un pretesto, una maniera, una moda: è un cantiere aperto, un laboratorio di passioni scritte in una mappa letteraria originale e spiazzante."Bisogna avere pazienza con la vita, mi sono sempre detta. E io di pazienza ne ho avuta tanta. È da qui che arriva quella che Tancredi chiama la mia forza?"
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L'ufficio degli affari occulti
Neri Pozza, 22/11/2022
Abstract: Un bambino corre, a piedi nudi, nella notte. Corre senza meta nelle viuzze buie e strette della Parigi cenciosa che festeggia l'ascesa al trono di Luigi Filippo. Il suo cuore è un tamburo impazzito. La mente, occupata da un solo pensiero: sfuggire agli artigli del Vicario, che è lì da qualche parte, nell'oscurità, pronto a dargli la caccia tutta la notte. In un vicoletto, il bambino scorge un coccio di bottiglia tra le immondizie. Lo afferra per tagliare il tendone più vicino. Un taglio discreto, giusto per entrare. Una volta dentro, lo accolgono visi da incubo, emersi dal nulla, in un terrificante labirinto di specchi da cui è impossibile uscire…Dall'altra parte della città, in uno dei quartieri ricchi della capitale, nella residenza di Charles-Marie Dauvergne, deputato alla Camera di fresca nomina, si festeggia il fidanzamento di Lucien Dauvergne con la figlia di un industriale normanno. Lucien è un giovane frivolo, un dandy elegante e bohémien. Nel corso della serata, sale al piano superiore della casa e scompare letteralmente dalla festa. Temendo un capriccio del suo incorreggibile rampollo, Madame Dauvergne si avventura anche lei al primo piano, e vede il figlio inginocchiato dinanzi a un grande specchio di Venezia con la cornice dorata. Il giovane si alza, abbozza un saluto, poi avanza con passo risoluto verso la finestra e si getta serenamente nel vuoto.L'inchiesta su una tragica, illogica morte del figlio di un personaggio illustre suscita sempre non pochi timori nelle alte sfere del potere. Alla Süreté viene perciò convocato e istruito in tutta fretta Valentin Verne, giovane ispettore della Buon costume, il servizio di protezione della morale. A Valentin, che sotto la sua apparenza eterea cela una durezza, una determinazione tagliente quanto il filo di una lama, non resta che accettare il nuovo incarico, anche se comporta, per il momento, la rinuncia a venire in aiuto di Damien, un orfano indifeso caduto nelle grinfie del mostro che si fa chiamare il Vicario.Accolto in Francia da uno straordinario successo di critica e di pubblico, L'ufficio degli affari occulti è un romanzo irresistibile in cui i generi si uniscono in un intrico fatto di esoterismo e scienza, di misteri e codici da decifrare insieme al protagonista delle sue pagine: Valentin Verne, responsabile dell'Ufficio degli affari occulti della Süreté di Parigi."Un libro che produce dipendenza". Biblioteca
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66THAND2ND, 07/11/2022
Abstract: Carwyn James, gallese, laureato in lettere, e Isidoro Quaglio, rodigino, laureato all'università della strada: due uomini di rugby. Carwyn, un visionario sfuggito alle miniere, giocatore del Llanelli e del Galles, poi allenatore dei British and Irish Lions. Doro, ex corazziere scampato a un'alluvione, giocatore del Rovigo e del Bourgoin, poi allenatore della Nazionale italiana. Carwyn il teorico della libertà, dell'improvvisazione, della creatività, che spingeva i suoi giocatori a pensare, mentre Doro li invitava a fraternizzare. Carwyn che attraverso il rugby insegnava Shakespeare e Milton, e Doro che grazie al rugby esorcizzava povertà ed emarginazione. Carwyn che viveva di arte e poesia, Doro che si nutriva di calore umano. Un giorno si incontrarono a Rovigo, uno in panchina, l'altro ancora in campo, e da allora non si sarebbero più lasciati, neanche quando Carwyn a sorpresa "passò il pallone ovale" – come amano dire i rugbisti –, ovvero passò a miglior vita. Questa è la loro storia, tra mischie chiuse e touche rapide, orazioni negli spogliatoi e bevute nelle osterie, gesti rituali e azioni scaramantiche: una doppia storia ovale, che è anche una dichiarazione d'amore per uno sport che è molto più di uno sport, che è un patrimonio di valori, un'eredità di avventure, una miniera di episodi, un senso di appartenenza.
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Marsilio, 29/11/2022
Abstract: Una cittadina sulla costa del North Yorkshire, pittoresca e anonima, è il posto perfetto che Jackson Brodie (quel Jackson Brodie, il detective) ha scelto per dare libero sfogo alla sua vocazione all'eremitaggio. Ma le cose non gli vanno mai come dovrebbero. Lo insegue fin lì la sua ossessione quasi cavalleresca per le fanciulle in difficoltà, anche se per quante riesca a salvarne non potrà mai perdonarsi di non aver evitato la morte della prima, l'amata sorella Niamh. Anche questa volta la sua agognata tranquillità viene sovvertita da un turbinio di eventi, al centro dei quali spicca una rete di premurosi professionisti locali, apparentemente ammodo, in realtà decisamente sordidi. Nel corso delle sue avventure, Jackson incontrerà Crystal, bella paladina del cibo sano, determinata a offrire alla figlioletta Candace la vita perfetta che lei non ha mai avuto; Harry, il suo tenero e goffo figliastro adolescente, attratto dal teatro e dalla letteratura nonostante il padre macho e anaffettivo; Vince, eterno perdente, vittima di una moglie tiranna e di una figlia egoista. E in mezzo a tutto questo, Jackson continuerà a cercare di gestire meglio che può la sua strana tribù: una ex moglie, due figli, e la vecchia labrador Dido, sempre al suo fianco malgrado gli acciacchi. Ex militare, ex poliziotto e ora investigatore privato molto anticonformista, Jackson Brodie si ritrova tra le mani un caso che, tra tanti segreti e altrettante bugie, sembra offrire più domande che risposte. La sua indagine cattura, diverte e commuove, la sua ricerca della verità è, come sempre, infusa di mistero e umorismo, di pensieri sull'esistenza, l'amore, la famiglia; e se gli eventi drammatici e i colpi di scena abbondano, non necessariamente però, così come succede nella vita, tutti i fili possono essere ricuciti con ordine.
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Ruba (le frasi) di questo libro
Baldini+Castoldi, 04/11/2022
Abstract: Quando nel 1970 Abbie Hoffman scrisse Ruba questo libro, manifesto della controcultura hippie destinato a segnare un'epoca, non poteva immaginare che anni dopo Michele Caporosso, in arte WAD, lo avrebbe citazionisticamente rubato e ne avrebbe reso di nuovo attuale la spinta ideologica. Ma Ruba (le frasi di) questo libro non si limita ad ammiccare al lettore, getta le basi per una sorta di nuova rivoluzione culturale che ha al centro l'essere umano: "Non so più come dirvelo: serve una religione, una nuova controcultura. Servono le parole giuste. E qualcuno deve pur dirle. E infatti in molti me le hanno dette. E sono nelle prossime pagine."Il risultato è un manuale di sopravvivenza a questa coloratissima prigione che è la vita nel 2023. Una costellazione di concetti che non per forza devono "stare bene insieme", perché la loro energia si sprigiona nella collisione.365 frasi pronunciate in radio, durante il programma Say Waaad!?!, da vari protagonisti della musica, dei social, della cultura, del cinema, della comicità o della moda: da Fabri Fibra ad Alessandro Zan, da Jovanotti a Major Lazer, da Blanco a Sangiovanni, da Malena a Elisa Maino, a Camila Cabello, a Marracash, a Sfera Ebbasta e moltissimi altri.Questo libro lo si può leggere a salti o seguendo un filo conduttore per argomenti. Lo si può usare come "citazioninstagram" o prenderlo per una nuova piccola bibbia per la vita urbana. Una frase al giorno o tutte insieme. Ci si può fare di tutto, persino "rubarlo".