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Mondadori, 30/09/2025
Abstract: L'8 settembre 1943 gli 11.500 uomini della Divisione Acqui di stanza sull'isola greca di Cefalonia si vedono intimare la resa dal presidio tedesco, fino al giorno prima alleato. Gli italiani decidono di non arrendersi, dando così vita, in modo tanto tragico quanto spontaneo, al primo atto della Resistenza armata. Fronteggiano il nemico per otto giorni, prima di venire sopraffatti. Una parte di loro cade in combattimento, altri 6.500 dopo essersi arresi vengono trucidati e altri 1.300, imbarcati su navi da trasporto, muoiono a causa delle mine disseminate nello Ionio.Questo l'episodio storico da cui prende lo spunto la narrazione, romanzesca, di Bandiera bianca a Cefalonia, il cui protagonista, figlio di un ufficiale italiano vittima dell'eccidio, cerca di riannodare l'intera vicenda.Giocato su un doppio piano temporale, il presente del viaggio nell'isola sulle orme di un padre mai conosciuto e il passato della rievocazione storica, il libro ricostruisce con asciuttezza ed efficacia le drammatiche vicende che al suo apparire, nel 1963, contribuì in maniera determinante a far conoscere al pubblico italiano ed europeo. Alla scrupolosità del resoconto. Venturi unisce le movenze intense e partecipi della grande narrativa, tramandando "ciò che è accaduto, come nessun documento, nessun diario, nessuna storia potrebbero fare"; in queste pagine lo scrittore - a dirlo è Sandro Pertini - "raggiunge i vertici dell'arte senza tradire la realtà dei fatti, ma anzi, proprio per questo, meglio illuminandola".
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Mondadori, 14/10/2025
Abstract: Tiziana ha messo al mondo suo figlio Lorenzo da sola. L'ha desiderato con tutto il cuore, custodendolo dentro di sé nel tempo della gravidanza come un piccolo miracolo. L'ha cresciuto riempiendolo di amore e attenzioni, regalandogli un'infanzia magica. Con l'adolescenza, però, qualcosa si rompe. L'unione tra madre e figlio vacilla. Lorenzo incomincia a frequentare una scuola lontana da casa, Tiziana resta a Roma. È presa dal lavoro e dai piccoli problemi quotidiani, ma soprattutto si fida di lui. Non può immaginare che in uno spazio protetto come il convitto il ragazzo imboccherà la strada sbagliata, stringendo amicizie pericolose. Quando torna a casa, Lorenzo è sempre più ribelle e aggressivo, fino a diventare apertamente violento. Per Tiziana è l'inizio di un incubo. La donna si ritrova isolata, divisa fra la necessità di sottrarsi al pericolo e il bisogno di proteggere il suo ragazzo fragile, diventato una minaccia per lei e per se stesso. Proprio quando le cose volgono al peggio, Tiziana trova il coraggio di chiedere aiuto. Dopo aver trascorso mesi nel silenzio e nella vergogna, scopre intorno a sé una rete di supporto. E neppure Lorenzo viene abbandonato, perché la famiglia sopravvive solo se si salvano entrambi. Un futuro può esistere solo se madre e figlio sapranno imparare ad amarsi alla giusta distanza.
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EINAUDI, 07/10/2025
Abstract: Regine carismatiche e mogli decapitate, principi ribelli e principesse borghesi, re che abdicano e sovrane che dedicano tutta la loro vita a servire la nazione: la storia di un Paese che ha costruito il piú grande impero del mondo attraverso il racconto di una monarchia millenaria che non smette di affascinarci. C'è chi l'ha conosciuta sui banchi di scuola. Magari attraverso la lettura dei grandi classici oppure dei manuali di studio. Per altri, invece, è stata la musica la chiave per entrare in un mondo di tendenze all'avanguardia. Altri ancora, gli addetti ai lavori, hanno visto nella Gran Bretagna l'inesauribile capacità di essere un laboratorio politico sempre pieno di significative novità. Per alcuni, infine, è la monarchia con i suoi membri l'attrazione più seducente. Ed è proprio attraverso il prisma della famiglia reale che Natalia Augias, corrispondente del Tg1 da Londra, raccontandoci di monarchi del passato che hanno costruito un impero straordinario e principi del presente che riempiono le cronache, ci accompagna a scoprire o riscoprire le istituzioni, i riti, le tradizioni di un regno antico, ricco di storia e di storie, che con la sua malia manifesta ancora oggi, nonostante la Brexit e una minore influenza, tutta la sua forza evocativa. Perché a dispetto dei diversi motivi di interesse, la Gran Bretagna rappresenta per ognuno di noi un punto di riferimento, un mondo nel quale le cose avvengono come in un sogno prezioso. La compostezza civile e il valore militare; la forza della letteratura e le tentazioni del populismo; un'eredità storica senza uguali e il cedimento alla confusione del presente. Su tutto, una dinastia data piú volte sull'orlo della fine e che si rivela invece un legame forte che contribuisce a tenere insieme il Regno Unito.
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Gli irresponsabili. Chi ha portato Hitler al potere?
EINAUDI, 07/10/2025
Abstract: La democrazia non muore da sola. La uccidono gli irresponsabili. 30.000 copie vendute in Francia.Cosa succede quando i gruppi che hanno sempre detenuto il potere, politico ed economico, vedono la loro legittimità andare in crisi? Cosa succede quando le classi dominanti si sentono minacciate da forze che potrebbero smantellare la struttura del loro dominio? Può succedere quello che è successo in Germania all'inizio degli anni Trenta: che consegnino il paese nelle mani di Hitler pur di mantenere intatto il loro privilegio. "Come ha fatto la Repubblica di Weimar, nata nel 1919, a diventare il terreno di coltura del nazismo? A causa degli irresponsabili, una piccola oligarchia, scialba ed egoista, che per il proprio tornaconto ha ucciso la democrazia". "Libération" All'inizio degli anni Trenta un insieme di forze politiche liberali e conservatrici, di media reazionari e di élite affaristiche si ritrovano a perdere gran parte del sostegno popolare che avevano accumulato. E si chiedono come fare a conservare il potere senza maggioranza politica, senza parlamento, senza democrazia. Si tratta di una coalizione di centro estremista, che si crede destinata a governare per sempre, perché le sue idee sono le migliori, le piú giuste per tutti, le piú efficienti. Una coalizione che si sente minacciata dalle rivolte popolari che si fanno sempre piú pressanti e che sembrano non poter essere gestite. Si agita nelle strade lo spettro del socialismo. E per fermarlo la soluzione migliore, quella che garantirà la stabilità, è un'alleanza con l'estrema destra che la porterà al governo. Questa storia si svolge in Germania, quasi un secolo fa, anche se ci sembra molto vicina, e riemerge dagli archivi, dai diari, dai discorsi, dagli articoli e dalle testimonianze dirette dei protagonisti dell'epoca. Ed è una storia in cui non si vede sollevarsi all'improvviso una marea nera, ma in cui si vedono chiaramente le strategie messe in campo dal liberalismo per alimentare e sfruttare quella marea per i suoi fini. Una scelta che si rivelerà drammaticamente irresponsabile. Una scelta che è importante conoscere soprattutto oggi, quando qualcuno forse sta nuovamente pensando di compierla. Gli irresponsabili è un grande libro di storia, scritto da uno dei piú importanti studiosi del nazismo, frutto di un dovizioso lavoro di ricerca ma capace di fare luce anche sul nostro tempo di nuovi fascismi, che rischiano di prendere il sopravvento forse proprio per gli stessi motivi che li hanno visti prevalere cent'anni fa. "In un momento in cui il trumpismo trionfa negli Stati Uniti, l'AfD è alle porte del potere in Germania e il Rn sta aspettando il suo momento in Francia, Gli irresponsabili è un monito per il presente a non abbassare la guardia". "Le Nouvel Obs" "Gli irresponsabili ci offre tutte le chiavi di lettura necessarie per capire meglio e forse evitare di fare oggi gli stessi errori di un tempo". "Les Inrockuptibles" "Chapoutot sottolinea il ruolo svolto dagli ambienti economici, dai media conservatori e, in breve, da quell'"estremo centro" che si ritiene per sua natura destinato a governare, e pensa di poter impedire all'estrema destra di prendere il potere mentre glielo sta consegnando". "Sciences Humaines"
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Dove vuole andare, sensei? Un viaggio nel cuore del Giappone
EINAUDI, 07/10/2025
Abstract: Il Giappone raccontato dalla traduttrice di Murakami HarukiQuello tra Antonietta Pastore e il Giappone è un rapporto di lunghissima data, dal primo viaggio, nel 1974, fino a oggi. In queste pagine lievi eppure ricche di aneddoti istruttivi, con voce partecipe, ironica e generosa, Antonietta Pastore ripercorre la sua appassionante scoperta di un paese ignoto e lontano, conducendoci dentro le case dei giapponesi, oltre il gradino del genkan che segna la soglia dell'intimità domestica. È un Giappone inatteso, meno formale e ordinato di come lo immaginiamo di solito, in cui tradizione e modernità convivono in un equilibrio mobile e umanissimo. Conoscere veramente un posto, soprattutto quando si tratta di un paese per noi esotico e lontano come il Giappone, è il frutto di un processo lento, articolato, non sempre lineare. Questo ci dice Antonietta Pastore fin dai titoli delle tre parti in cui è diviso il libro - scoprire, comprendere, ritrovare -, che corrispondono a tre diversi momenti della sua vita: il primo viaggio in Giappone, per la luna di miele; i sedici anni trascorsi lí; e poi l'ultimo dei tanti viaggi compiuti per rivedere gli amici, nella primavera del 2024. In tutto, un arco temporale di mezzo secolo. Non sono molte le persone che possono vantare una conoscenza tanto approfondita del Giappone, eppure nel tracciare questo squisito affresco della vita quotidiana dei giapponesi, nel descrivere case, oggetti, usanze e spiegarne l'origine, Antonietta Pastore sceglie di raccontare la propria conoscenza nel suo farsi, mostrando scherzosa dubbi e inciampi, entusiasmi, gaffe e adattamenti. Siamo al suo fianco quando spia il comportamento del marito per capire se può scartare subito un regalo di nozze; arrossiamo con lei nello scoprire che non avrebbe dovuto svuotare la vasca dopo essersi fatta il bagno per prima; comprendiamo la sua scelta di portare il kimono solo in casa, come vestaglia, e di chiuderlo come le pare, in barba alle regole tradizionali. Il grande vantaggio di una frequentazione tanto lunga è la possibilità di vedere come cambia un paese e di capirlo, anziché coglierne solo un fotogramma, e quindi anche di individuare quello che, nonostante il passare del tempo, rimane uguale. Scopriamo per esempio che, sebbene ormai nella maggior parte delle case giapponesi di stanze con il pavimento in tatami ce ne sia solo una, perché la lavorazione della paglia è diventata troppo costosa, le persone continuano comunemente a misurare le stanze in tatami. Distratti da tablet e altri gadget tecnologici, i bambini giapponesi, come quelli di tutto il mondo occidentale, non hanno piú le buone maniere di una volta ma, richiamati all'ordine, sono in grado di inchinarsi in modo grazioso e sincero. Raccontandoci tutto questo con grande partecipazione, Antonietta Pastore ci offre un'immagine molto viva, toccante e attuale della società giapponese, e la rende al contempo piú vicina e comprensibile.
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Come scoprire il Graal. Storie di cavalieri, occultisti, cercatori
EINAUDI, 07/10/2025
Abstract: Il Graal non si trova: si scopre e basta, e chi si ostina a cercarlo senza aver ricevuto la chiamata deve rassegnarsi a non trovarlo. Il problema, casomai, è che nel corso della storia le chiamate sono state fin troppe. E cosí i presunti Graal si sono moltiplicati: chi si è trovato fra le mani un calice d'argento affiorato tra le sabbie del deserto; chi un bacile di smeraldo guadagnato come bottino di guerra in Terrasanta; chi ancora un piatto nascosto in un ruscello e rivelato da una misteriosa voce celeste. Antiquari newyorkesi, cavalieri crociati, archeologi e, ancora, occultisti dell'Inghilterra vittoriana, esperti di arabo medievale, ufficiali del Terzo Reich: Claudio Lagomarsini scrive l'epopea, allo stesso tempo rigorosa e avventurosa, di questi "cercatori", e del loro irresistibile oggetto del desiderio. Chi desidera rivendicare la scoperta del Graal deve dimostrare che l'oggetto ritrovato è compatibile con l'epoca del Cristo storico. Inoltre, poiché di calici e altri recipienti antichi sono pieni i musei, lo scopritore di turno deve poter allegare al ritrovamento una narrazione che spieghi come e perché il Graal è venuto a trovarsi proprio dove lo si è riportato alla luce. Ma prima ancora di tutto questo, che cos'è il Graal? Perché alcuni autori medievali lo descrivono come un calice per l'eucarestia, mentre altri ne parlano come di un generico vassoio, e altri ancora lo identificano con il piatto usato da Gesú per consumare l'agnello pasquale? In che rapporto stanno i romanzi cavallereschi con le fonti storiche che menzionano le reliquie dell'Ultima Cena? Claudio Lagomarsini - filologo, specialista di materia arturiana e scrittore - ripercorre in un saggio narrativo la storia delle piú significative scoperte del Graal rivendicate dal Medioevo ai nostri giorni. I profili degli scopritori non potrebbero essere piú vari. Non tutti, però, sono riusciti a convincere gli esperti di aver scoperto il vero Graal. E chi in una certa epoca ha superato la prova, ha poi dovuto fare i conti con il progresso delle conoscenze scientifiche e storiche, che in alcuni casi hanno rimesso in dubbio scoperte passate in giudicato. In definitiva, che cosa sappiamo oggi dei Graal finora ritrovati? Ce n'è almeno uno che ha superato con successo tutti gli accertamenti?
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EDIZIONI PIEMME, 14/10/2025
Abstract: Donnici, Cosenza, 1855. La notte avvolge la tenuta dei Carini, il silenzio regna sovrano. La luna piena veglia sui campi addormentati. All'improvviso, il galoppo disordinato di un cavallo rimbomba sul viale. Alba Carini trattiene il respiro, il cuore le martella nel petto, e la voce interiore che a volte torna a farle visita le sussurra: "Hanno ucciso papà". Il mattino seguente arriva la notizia che infrange ogni dubbio: Severino Carini, botanico illuminista e difensore dei contadini, è stato assassinato a Cosenza. Poco dopo, l'uomo accusato dell'omicidio viene avvelenato in carcere. Una morte troppo comoda, che apre uno scenario inquietante: chi ha ordinato davvero l'agguato? Nella Calabria ottocentesca, terra di soprusi e credenze arcaiche, ha inizio l'epopea dei Carini, famiglia di nobili decaduti, e dei due giovani rampolli Alba e Sostene, gemelli inseparabili dagli occhi grigi chiarissimi, eredi dell'eleganza delle stirpi antiche. Nell'eterno vagare che li porterà dalla Calabria a Parigi, passando per Napoli, Sostene incontrerà il fervore rivoluzionario e repubblicano, mentre Alba, dopo un matrimonio imposto, diventerà guida e rifugio per donne fragili ed emarginate. Ma il passato, insieme agli antichi nemici, aspetta il momento propizio per tornare. Sullo sfondo dell'Italia preunitaria, sospesa tra spinte rivoluzionarie e tradizioni secolari, La congiura degli innocenti racconta una grande storia di coraggio, vendetta e rinascita, popolata di personaggi indimenticabili che accompagnano il lettore fino all'ultimo, tragico, colpo di scena.
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EINAUDI, 07/10/2025
Abstract: Dalle sofisticate reti, nelle mani di un'élite globale, alle zone oscure in cui si compiono le pulizie etniche, questo libro disegna nei suoi molteplici aspetti il paesaggio contemporaneo dove la politica sembra aver abdicato alla guerra e la democrazia viene ridotta a etnocrazia. Proprio la gestione neototalitaria dei popoli, privati del loro potere e confinati entro i muri etnici, è il fulcro della destra tecnocratica. A cento anni dall'avvento del fascismo si va affermando nel mondo una nuova forma di totalitarismo che segue il comando della tecnica e obbedisce al principio del sangue. Solo se si considerano queste due tendenze, l'una ipermoderna e l'altra regressiva, è possibile analizzare nella sua gravità l'ascesa della nuova destra.
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EINAUDI, 07/10/2025
Abstract: Dopo i bilanci esistenziali dei libri precedenti, Giovanna Rosadini allarga lo sguardo sulla realtà e trova "nell'aperto orizzonte sgomberato" una via di fuga dalle ombre che ancora ingombrano il passato. Senza però nascondersi che per far finalmente schiudere "il cuore velato delle cose" sia prima necessario decifrare le tracce di voci remote, degli "amori spenti", intraprendere un commosso dialogo con le persone scomparse e con un mondo ormai svanito. Riaffiorano cosí le vite degli altri, la Cina d'altri tempi frequentata durante gli studi universitari, le amicizie tragicamente interrotte, echi di eventi bellici. Perché per lasciarsi accadere nel presente (ma "come in sogno"), nelle bellezze incerte ma vibranti di luce di una vita che si rigenera, bisogna saper convivere con l'assenza, con le cicatrici del passato.
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La ragazza che ascoltava i gatti
SPERLING & KUPFER, 07/10/2025
Abstract: Anna Midori Bennett ha sempre avuto il cuore in viaggio: nei reportage che scrive, nelle isole lontane che visita, nei ricordi sbiaditi di una nonna giapponese che non ha mai conosciuto davvero. È divisa tra due mondi: quello che l'ha cresciuta, gli Stati Uniti, e quello che non ha mai conosciuto, il Giappone. Quando riceve l'incarico di scrivere un reportage a Nekomitsu, un remoto villaggio del Sol Levante, qualcosa dentro di lei si spezza, o forse si ricompone. È combattuta al pensiero di scoprire verità scomode sulla sua famiglia, scomparsa durante un bombardamento. Quando arriva lì, però, qualcosa in lei si risveglia: nei tetti di paglia delle gassho-zukuri, nei gatti silenziosi che la osservano, nei gesti gentili della locandiera Akiko. E il suo destino si intreccia a quello di Leo Ricci Bellini, uno scrittore italiano che ha lasciato l'Occidente per ritrovare sé stesso. In un luogo dove il tempo scorre più lento, dove anche le imperfezioni diventano bellezza, Anna scoprirà che ogni viaggio comincia da una mancanza e a volte la vera destinazione non è un luogo, ma la sensazione di sentirsi a casa.
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SPERLING & KUPFER, 14/10/2025
Abstract: Lenore Spalding ha un solo obiettivo: lasciarsi tutto alle spalle. Il Wellington College, i raccomandati, la competizione spietata, le scorciatoie dei figli di papà. Ma più di tutto, vuole laurearsi a Cambridge. Ha lottato con le unghie e con i denti per arrivarci: una borsa di studio, il massimo dei voti, nessun piano B. Peccato che l'universo abbia un senso dell'umorismo tutto suo, e le rimetta tra i piedi l'unica persona che avrebbe voluto cancellare per sempre: Damian Crawford. Bello, arrogante, sfacciato. Il ragazzo che ha sempre avuto tutto con il minimo sforzo, il motivo per cui Lenore ha imparato a non fidarsi di nessuno. Il suo rivale di sempre. E ora anche il suo vicino di alloggio. Quando i due si ritrovano, loro malgrado, a far parte dello stesso comitato universitario, coinvolti in un progetto comune, saranno costretti a fare squadra. Tra battibecchi, sfide accademiche e una convivenza forzata, ciò che li separava rischia di diventare qualcosa capace di unirli. Perché l'odio è solo un altro modo per restare vicini. Ma quanto puoi scappare prima che qualcuno ti raggiunga davvero?
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L'oscura profezia. Agatha Mistery
DE AGOSTINI, 14/10/2025
Abstract: Aspirante detective dal fiuto straordinario, gira il mondo insieme all'imbranato cugino Larry, al fedele maggiordomo e al gatto Watson per risolvere i misteri più intricati. Per questo Halloween niente feste per Larry: il giovane detective è troppo preso dai racconti del maestro dell'horror Lovecraft. E quando dall'Islanda arrivano le immagini di una creatura simile a Cthulhu, l'entità tentacolare descritta dallo scrittore, deve correre a investigare! Tanto più che sul posto è sparita l'assistente di Seamus Mistery, zio vulcanologo. Sarà questo il vero mistero, da indagare a ritmo di rock con Agatha fino a uno dei luoghi più remoti del mondo.
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Rizzoli, 30/09/2025
Abstract: In un mondo intriso di negromanzia e alchimia devastato dalla guerra, una donna senza ricordi combatte per la propria sopravvivenza contro chi vuole portare alla luce i segreti più profondi del suo passato. Un tempo brillante alchimista, Helena Marino è ora una prigioniera di guerra, intrappolata dai suoi carcerieri, ma anche dalla sua stessa mente. I suoi amici e compagni della Resistenza sono stati brutalmente assassinati, le sue abilità annientate e il mondo che conosceva ridotto in cenere. Ora, all'indomani della lunga guerra, Helena è nelle mani della nuova classe dirigente di Paladia: potenti famiglie di gilde corrotte e spietati negromanti, vittoriosi grazie alla creazione di orrende creature non-morte. Secondo gli archivi della Resistenza, Helena era una guaritrice di scarsa importanza. Tuttavia la sua inspiegabile perdita di memoria nei mesi precedenti la cattura solleva un dubbio inquietante tra i suoi nemici: è davvero così insignificante come sembra, o nei ricordi sepolti della sua mente si nasconde l'ultima, vitale mossa della Resistenza? Per scoprirlo, Helena viene affidata all'Alto Reeve, uno dei negromanti più potenti e temuti del nuovo regime. Chiusa nella sua tenuta decadente, dovrà lottare per proteggere la verità e conservare ciò che resta di sé. Ma la sua prigione e il suo aguzzino celano oscuri segreti... segreti che Helena dovrà svelare, a qualunque costo.
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Rizzoli, 14/10/2025
Abstract: Ritratti felini e versi graffianti. Un'ode ai gatti dalla A alla Z. "Bestiola contegnosa, sei un geroglifico vivente, dalla coda al naso rosa."
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Yanez. Il grande ritorno di Sandokan
Rizzoli, 14/10/2025
Abstract: Oceano Pacifico, diciannovesimo secolo. Yanez de Gomera percorre i mari con il Gabbiano di Lisbona, commerciando in sete damascate e diamanti del Borneo. Ma un giorno la sua nave subisce l'assalto dei pirati. In pochi minuti, Yanez capisce che la battaglia è persa. Yanez de Gomera ha avuto tutto dalla vita e ora è un peccato doverla abbandonare sotto i colpi di un kampilang intarsiato di diamanti. Chi lo impugna è il pirata più sanguinario delle Indie, feroce come una belva, maestoso come un dio: Sandokan, la Tigre della Malesia, al cui nome l'intero oceano trema. È l'inizio di un'amicizia come raramente è dato agli uomini di incontrare. Un sodalizio basato sull'onore, sul senso di giustizia, e suggellato col sangue. Avvincente e raffinato, un romanzo che rende omaggio al grande maestro Emilio Salgari, riportandoci al suo mondo esotico e lontano con sguardo, ironia e sensibilità contemporanei.
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Qualcosa di noi resterà. Come sopravvivere alla morte
Mondadori, 07/10/2025
Abstract: Si può sopravvivere alla morte? Miliardi di persone credono di sì. Ma lo spirito del tempo ci impedisce di parlarne: una cospirazione del silenzio sul morire e sul dopo. Facciamo di tutto per rivolgere lo sguardo altrove perché la perdita della vita ci fa paura, ci priva del bene più prezioso, e dunque è il peggiore dei mali. Ma forse è ora di strappare quel velo. C'è un modo per non farsi cogliere di sorpresa. Religioni, filosofia e neuroscienze ce ne danno gli strumenti. La resurrezione, l'aldilà, la reincarnazione, il culto dei morti, la loro "presenza" tra i vivi: la storia dell'umanità offre molti modi per dare un senso alla fine, per non considerarla un sipario, ma un passaggio, una trasformazione, una possibile rinascita. Poi ci sono i racconti di coloro che hanno avuto della morte un'esperienza parziale, hanno varcato la soglia e sono tornati. Parlano di tunnel di luce, di distacco dal corpo, di pace, di incontri con persone care defunte. La fisica quantistica e le nuove frontiere dell'intelligenza artificiale aprono alla speranza che la coscienza non muoia insieme con il cervello, ma che ci sia un luogo, un cloud, dove possa continuare a vivere in un'altra dimensione. In ogni caso qualcosa di noi resterà: quantomeno nel ricordo, nella memoria, nell'affetto di chi ci ha conosciuto, consegnandoci all'immortalità. Antonio Polito affronta il tema della morte con lo scrupolo del giornalista e la sensibilità dell'uomo. Alla ricerca di un senso, conduce un'inchiesta che intreccia riflessioni, testimonianze ed esperienze con uno sguardo intimo e autobiografico. Un viaggio, il suo, nel mistero. Che diventa occasione per interrogarci non solo su cosa ci attende, ma anche su come vivere meglio da ora ad allora, finché siamo in tempo.
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Mondadori, 21/10/2025
Abstract: Asakusa, negli anni Venti del Novecento, è per Tōkyō quello che Montmartre è per Parigi, Alexanderplatz per Berlino, Times Square per New York: il quartiere dei teatri e dei cinema, dei ristoranti e dei banchi dei pegni, popolato di artisti, mendicanti, ballerine e prostitute. È lo sfondo febbrile e sensuale sul quale si muove il narratore di questo romanzo, un flâneur che posa lo sguardo sui vicoli, il giardino del tempio, le botteghe, le case di geisha. Ad accompagnarlo, una banda di teppisti e soprattutto lei, Yumiko, giovane schietta e inquieta, nascosta dietro mille travestimenti mentre insegue una personale vendetta. Opera degli anni giovanili, La banda di Asakusa (1929) mostra un Kawabata influenzato dal Modernismo europeo e molto lontano dai ritmi lenti e dalle atmosfere rarefatte dei libri successivi, sostituite in queste pagine da un vortice di sensazioni e idee. La stessa frenesia vitale si ritrova nel racconto lungo Diario di Asakusa, qui pubblicato in coda, narrato in prima persona da una street girl anonima che si aggira per il quartiere in cerca di clienti.
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La prima guerra civile. Rivolte e repressione nel Mezzogiorno dopo l'unità d'Italia
Mondadori, 21/10/2025
Abstract: Dopo l'Unità d'Italia, il Mezzogiorno precipita in una sanguinosa guerra civile. Da un lato, i ribelli si oppongono alle nuove istituzioni con violenza: teste mozzate esposte come trofei, stupri, soldati evirati. Dall'altro, lo Stato risponde con rastrellamenti, incendi di villaggi e fucilazioni sommarie. Ma etichettare tutti i ribelli come "briganti" e definire questa contrapposizione una "lotta al brigantaggio" è un errore, che produce una grave lacuna nella storiografia ufficiale. Per comprendere questo delicato momento della storia del nostro paese bisogna andare oltre le interpretazioni tradizionali e coglierne il carattere multiforme. Alla base c'è la questione della terra, che muove plebi impoverite, le quali vedono nel nuovo Stato non un'opportunità ma un ulteriore peso - a partire dalla coscrizione obbligatoria - e mettono in piedi rivolte che non hanno programma né direzione. Su questa instabilità sociale si innestano bande criminali, che talvolta si ammantano di valenze politiche ma che in realtà agiscono per il proprio tornaconto. Infine, agenti borbonici, papalini e reazionari locali non esitano a fomentare il caos per destabilizzare il neonato Stato italiano. La classe dirigente liberale, formatasi al Nord, ignora i problemi sociali del Mezzogiorno e, nell'ansia di legittimarsi agli occhi dell'Europa, risponde alle rivolte con la potenza del Regio esercito. Ne consegue un conflitto sproporzionato, in cui vengono mobilitati due terzi delle forze armate e si contano più vittime che nelle tre guerre di indipendenza messe insieme. In questa ricostruzione storica, rigorosa e appassionante, Gianni Oliva ripercorre quella che fu la prima, drammatica guerra civile italiana. E lo fa senza indulgere nella retorica neoborbonica né dar credito ai silenzi autoassolutori della storiografia ufficiale. Il risultato è un ritratto essenziale della nascita del nostro paese, fondamentale per comprendere le radici delle divisioni che lo attraversano ancora oggi.
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Paradise City. Storia di un'adolescenza nei migliori quartieri di Roma
Mondadori, 21/10/2025
Abstract: Roma, fine anni Ottanta. Susanna ha tredici anni e un disperato bisogno di appartenenza. Ma nel quartiere in cui è nata - un paradiso di privilegi e scuole private dove le feste finiscono in violenza e chi non si conforma viene escluso - lei rimane "Puzzola" o "Crosta". Per quanto si sforzi, tra lei e gli altri resta un doloroso scarto. Ogni amicizia è un patto fragile, ogni amore un terreno minato. La fame di accettazione è una battaglia quotidiana, che non risparmia nessuno. Attingendo ai suoi diari, Susanna Nicchiarelli ripercorre gli anni del liceo per raccontare un'adolescenza che è insieme ferita e rivelazione. La storia di un progressivo disincanto, il momento in cui capisci che il posto che ti hanno assegnato non è il tuo, e che l'unica via d'uscita è la ribellione. Ricorda così i goffi tentativi di inclusione e il bullismo subito, le delusioni e gli affetti sinceri, le cadute e le rinascite. Soprattutto, ricorda le scoperte salvifiche, come la filosofia, la poesia di Jim Morrison, la musica dei Pink Floyd e dei Guns N' Roses, bussole luminose per liberarsi dai condizionamenti e trovare la propria identità. Con la schiettezza di un memoir e la potenza di un romanzo di formazione, Nicchiarelli ci consegna una riflessione profonda sulla giovinezza e il privilegio, sulle dinamiche di potere che si annidano nei contesti più insospettabili e sull'urgenza di trovare il proprio posto nel mondo. Un libro che diventa un invito a interrogare le strutture che ci circondano e a inseguire, a qualunque costo, la propria autenticità. Perché ogni adolescenza è una sfida decisiva: si può restare intrappolati nelle regole degli altri o trovare il coraggio di liberarsi e seguire la propria vocazione. È questa, suggerisce l'autrice, l'unica via. Anche quando ci porta lontano da casa. Anche quando significa abbandonare il paradiso.
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Mai più cosa vostra. Come spezzare le radici del patriarcato e della violenza maschile
Mondadori, 28/10/2025
Abstract: Gli episodi di violenza di genere che occupano le cronache non sono fatti isolati, ma l'espressione estrema di un sistema radicato. Sono il volto più visibile di una subcultura che affonda le radici nelle logiche del patriarcato: un potere antico e pervasivo, che si insinua nei linguaggi, nelle abitudini, nei rapporti quotidiani e perfino nelle aule dei tribunali. Ilaria Ramoni e Fabio Roia mettono in luce un parallelismo scomodo ma necessario: quello tra la subcultura patriarcale e quella mafiosa. Entrambe si reggono sul silenzio, sulla complicità, sull'idea che le donne non siano soggetti, ma oggetti da possedere o scambiare. Gli autori ricostruiscono le radici storiche e culturali di questo sistema, mostrando come si rinnovi nelle pratiche sociali e giuridiche, e smascherando i meccanismi attraverso cui il patriarcato continua a riprodursi. Negli ultimi anni non sono mancati progressi, dalle reti dei centri antiviolenza alle normative nazionali e internazionali. Ma resta ancora molto da fare: smontare stereotipi radicati, contrastare la vittimizzazione secondaria, raggiungere comunità che hanno scarso accesso a strumenti di difesa. Soprattutto, serve una nuova cultura del rispetto, capace di insegnare alle giovani generazioni a riconoscere i segni del patriarcato silenzioso e a spegnerne sul nascere ogni rigurgito. Non è soltanto un atto d'accusa, ma un invito a un cambiamento necessario: superare l'eredità della sopraffazione, per restituire alle donne piena autonomia e dignità. Perché il futuro non può che essere fondato sul rispetto e sull'autodeterminazione. Un futuro in cui nessuna donna debba più sentirsi dire: "Sei cosa mia".