Trovati 858612 documenti.
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HarperCollins Italia, 29/04/2016
Abstract: Lucy sa perfettamente che affrontare l'udienza per il divorzio non è certo il modo più allegro per iniziare la giornata, ma tramortire nelle stesse ventiquattro ore l'aitante poliziotto Zachery Warren e diventare il bersaglio preferito di un misterioso assassino non era davvero nelle sue previsioni. E tutto per colpa di Bradley. Ma chi è poi veramente costui, l'innocuo ex marito della donna o un pericoloso malvivente? È quello che Zach cercherà di scoprire stabilendosi a casa di Lucy per proteggerla e finendo per mettere a nudo molto più della sua vita privata...
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HarperCollins Italia, 29/04/2016
Abstract: Tumbleweed, quattromila abitanti, è finalmente un posto sicuro per Elise e la sua bambina, testimoni di un terribile assassinio e ora costrette a un continuo peregrinare per far perdere le proprie tracce al più pericoloso e potente criminale d'America. Cole, lo sceriffo della cittadina dove le due stanno cercando disperatamente un rifugio e una vita tranquilla, ha l'occhio esperto e capisce che Elise nasconde un doloroso segreto, proprio come lui. Ma Tumbleweed è veramente un posto sicuro?
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Adelphi, 28/04/2016
Abstract: "Dicono che molte donne siano gelose della suocera. Si lamentano del fatto che i mariti, quando tornano "a casa loro" anche solo per un'ora, assumono un'aria beata e particolarmente allegra che le irrita. "Il grande e grosso Torrence non era mai così raggiante come al rientro da un giretto "a casa sua". E "casa sua", per lui, era quella in cui aveva mosso i primi passi della carriera, il Quai des Orfèvres, dove, in qualità di ispettore della Polizia giudiziaria, era stato per quindici anni il braccio destro del commissario Maigret. "Per i colleghi, Torrence aveva fatto una brutta fine, diventando un detective privato. Per la maggior parte della gente, invece, aveva fatto fortuna, poiché adesso era, almeno ufficialmente, a capo della più seria, nota e illustre di tutte le agenzie investigative: l'Agenzia O".
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Per i ladri e le puttane sono Gesù bambino
Baldini&Castoldi, 25/04/2016
Abstract: "Mi manca tutto di te. Anche i momenti di eroica fragilità che contribuivano a renderti sempre più grande. Ti volevo e ti voglio bene."Adriano Celentano"Era un uomo profondamente vivace.Ecco: uno che viveva senza risparmi e senza paura di esaurire l'entusiasmo.Un vero testimone della musica, uno che per la musica ha vissuto."Francesco GucciniLucio Dalla è uno dei più grandi musicisti italiani di sempre. Riservatissimo nella sua vita privata, ha invece sempre dato tutto di sé nei concerti, nei dischi e nelle apparizioni pubbliche. Finalmente un libro racconta la sua vita e le sue opere, grazie anche alle testimonianze di chi lo ha conosciuto. Una vita intensa e sempre vissuta controcorrente che lo ha portato a diventare un classico della nostra cultura nazionale"È da quello squarcio di cielo e di cuore che vi ascolterò anche quando nessuno mi vorrà ascoltare, che vi cercherò ancora anche se non mi verrete più a cercare. È da lì in alto, fino a quando ci sarà una finestra, che il mio cuore continuerà a cantare."Lucio Dalla
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Adelphi, 28/04/2016
Abstract: Più volte nei suoi interventi pubblici Anna Maria Ortese ha denunciato i delitti dell'uomo "contro la Terra", la sua "cultura d'arroganza", la sua attitudine di padrone e torturatore "di ogni anima della Vita". E lo ha fatto pur nella consapevolezza che il suo grido d'allarme sarebbe stato accolto con impaziente condiscendenza da chi sembra ignorare che ciò che rende l'uomo degno di sopravvivere è la sua "struttura morale: intendendo per morale ogni invisibile suo rapporto, ma buon rapporto, con la vita universale". Quel che ignoravamo è che tali interventi, che additavano nello sfruttamento e nel massacro degli animali, nella natura offesa e distrutta il nostro più grande peccato, non erano isolate e volenterose prese di posizione, bensì la punta emergente di un iceberg. Un iceberg rappresentato da decine e decine di scritti inediti, nei quali la Ortese è andata con toccante tenacia depositando quel che le dettava la sua "coscienza profonda", vale a dire la memoria, riservata a pochi e supremamente impopolare, "delle "prime cose" preesistenti l'universo" – in altre parole, la "visione" che la abitava. Scritti di cui qui si offre una calibrata selezione e che nel loro insieme si configurano come un vero e proprio trattato sull'unica religione cui la Ortese sia stata caparbiamente fedele: la religione della fraternità con la natura.
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Le infiltrate. Ragazze e tecnologia, stereotipi e opportunità
Egea, 13/04/2016
Abstract: "Non è necessario che le ragazze si iscrivano". Questa frase campeggiava su un cartello che nel 2009 faceva bella mostra di sé all'Università della California. Per quanto offensiva possa sembrare, non è una pratica così inusuale tenere le donne fuori da faccende che gli uomini giudicano molto maschili come le scelte formative legate alle discipline STEM: Science, Technology, Engineering, Mathematics. E mentre le ragazze sono "indirizzate" a occuparsi d'altro, non possiamo nemmeno immaginare, perché non abbiamo mai davvero potuto metterlo alla prova, un sistema socio-economico-politico globale realmente paritario. Reiteriamo lo stesso modello di cui siamo figli e in cui da un lato c'è "la società" e dall'altro centinaia di iniziative "al femminile", come se la società e la società al femminile fossero entità separate. Ma qui non si tratta di studiare un algoritmo. Qui si tratta di sfruttare il talento, la conoscenza, la capacità, il merito, la diversità, nell'interesse di tutti. Non è la conquista di posizioni di potere e di leadership: è la scommessa del cambiamento proposto dalla società digitale, con tutti i suoi limiti e iperboli ma anche con quelle che sembrano essere oggettive opportunità-di-pari-opportunità, abilitate dall'apparente asessualità del codice binario. La svolta è possibile, se le ragazze adesso, immediatamente, capiscono che sta a loro scegliere di percorrere strade in cui la necessità di competenze e capacità è semplicemente, oggettivamente maggiore e più urgente del retaggio della discriminazione. Alla nascente industria del digitale, dell'analisi dei dati, dei modelli predittivi servono scienziati preparati, intelligenti, in grado di cambiare i paradigmi e, perché no?, portatori di quella competenza, propria del femminile, che si forma nell'abitudine a occuparsi delle cose della vita, a saperci stare dentro.
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Corbaccio, 26/05/2016
Abstract: UNA STRAORDINARIA ESPERIENZA DI VIAGGIO INSIEME AI WODAABE ATTRAVERSO IL SAHEL.Disperdersi, andare lontano per lunghi mesi e, dopo l'estate, ritrovarsi e danzare... Se si è nomadi dentro non si può far altro che andare. Sono i Peulh Wodaabe, più noti come Bororo, allevatori di zebù dalle grandi corna a lira nelle savane del Tchad centrale, ad accogliere l'esigenza di Elena di farsi pastore. Nella transumanza i Wodaabe seguono la natura nomade e trovano erba buona per le loro mucche; la mobilità induce a mettere radici su pascoli temporanei, in ogni prato, all'ombra di qualunque acacia. I pastori nomadizzano in tutto il Sahel: si spostano durante l'anno in piccoli gruppi fino a quando in autunno, dopo le grandi piogge, si ritrovano con i loro zebù in pascoli verdeggianti e ricchi di sale. Solo allora gli esponenti dei clan riuniti danno corpo alla loro identità attraverso danze, canti, corse di cavalli. Dopo la lontananza, è il tempo dei volti truccati, degli abiti fruscianti, degli occhi spalancati e delle bocche tremanti volte a catturare sguardi in nome della bellezza. È tempo di sorbire con calma tè e latte appena munto, di aspergere profumi sui tessuti, di sciogliere le trecce degli uomini e rifarle strette e lucide. Io cammino con i nomadi è una storia fatta di muggiti, polvere e fumi di fuoco all'imbrunire; di nervosi corpi femminili a seno nudo intenti alla mungitura, di rari mercati dove vendere burro; di danze, danze, danze...
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Ponte alle Grazie, 05/05/2016
Abstract: "POCHI PENSATORI ILLUSTRANO LE CONTRADDIZIONI DEL CAPITALISMO CONTEMPORANEO MEGLIO DI SLAVOJ ŽIŽEK... UNO DEGLI INTELLETTUALI PIU' CONOSCIUTI AL MONDO". New York Review of Books "ŽIŽEK E' COME SOCRATE SOTTO STEROIDI... UN'INTELLIGENZA CHE TOGLE IL FIATO". Terry Eagleton "L'ICONA PUNK DELLA FILOSOFIA EUROPEA, CHE RIEMPIE AUDITORI IN TUTTO IL MONDO". New Statesman Alle porte del nostro castello di declinante benessere bussano le miserie del mondo; i suoi conflitti esplodono nelle nostre città. Come leggere questa nuova emergenza continua, il Nuovo Disordine Mondiale? Slavoj Žižek scandaglia qui con il suo stile spietato e diretto i vari fronti che si contrappongono a livello globale: da un lato i conservatori anti-immigrati, dall'altro l'ISIS e la sua barbarie, e nel bel mezzo i progressisti che si fanno promotori del peggio del politicamente corretto e di irrealistiche soluzioni di spalancamento dei confini. Denunciando parecchi tabù della sinistra, Žižek inserisce le questioni dei rifugiati e del terrorismo in un più ampio quadro, collegandole alle responsabilità militari ed economiche dell'Occidente, alle nuove schiavitù e alle nuove apartheid necessarie all'odierno capitalismo globale, ai fanatismi interni ed esterni all'Occidente. Se c'è una soluzione a tutto questo, che – avverte Žižek – può sembrare utopica ma è l'unica realistica, è connettere i vari antagonismi interni al sistema capitalistico, matrice responsabile degli attuali conflitti su scala globale, e dare l'avvio a una nuova, rivoluzionaria lotta di classe.
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Neri Pozza, 27/04/2016
Abstract: L'isola tropicale di St Thomas e il frutto di un amore proibito: la nascita di Camille Pissarro, il padre dell'Impressionismo.Isola di St Thomas, 1807. Rachel Pomié ha tutto per essere felice. Ha un padre che ogni sera, rientrato dalle sue navi che esportano zucchero, rum e melassa, le legge le fiabe di Perrault e un'amica del cuore, Jestine, figlia creola della cuoca di famiglia, che la segue ovunque in totale adorazione. Vive, poi, su un'isola definita da Cristoforo Colombo un "Paradiso in terra" per le sue spiagge candide e le sue acque turchesi. Quando, tuttavia, cala la notte e sotto le coperte chiude gli occhi, Rachel sogna di sgusciare via da quell'esistenza e di fuggire a Parigi.Di Parigi sa tutto. Dalle mappe dei cartografi sa come si snodano i viali delle Tuileries, le banchine della Senna e le vie principali. Dai racconti di suo padre sa che da quella grande città vengono i suoi antenati, dopo aver peregrinato in Spagna e Portogallo, alla ricerca di una terra dove professare l'ebraismo senza essere umiliati, offesi o, persino, uccisi. Il suo sogno, però, di aggirarsi per le strade della capitale francese, vestita magari come una delle ragazze sbirciate di nascosto sul Journal des dames et des modes della madre, svanisce miseramente il giorno in cui finisce in sposa all'anziano commerciante Isaac Petit. La vita coniugale con monsieur Petit, un vedovo di trent'anni più vecchio di lei, si rivela piena di sacrifici, lutti e delusioni.Una mattina, appena arrivato da Parigi, compare al suo cospetto il nipote di Petit, Frédéric Pizzarro, un bel giovane coi capelli scuri, il portamento elegante e un francese parigino così nitido da sembrare un altro idioma rispetto al francese creolo dell'isola. Rachel, che ha la lingua più tagliente di tutta St Thomas, non riesce a spiccicare parola, quasi consapevole della fatalità di quell'incontro. Frédéric Pizzarro sarà, infatti, l'uomo della sua vita, e dal loro amore nascerà Camille, un ragazzino curioso e vivace che andrà a Parigi, si diplomerà all'École des Beaux-Arts, stringerà amicizia con Paul Cézanne e diventerà Camille Pissarro, uno dei più grandi pittori dell'Ottocento."Splendido racconto alla maniera di Gabriel García Márquez" (O, The Oprah Magazine), Il matrimonio degli opposti è un romanzo struggente che intreccia ricostruzioni storiche, capolavori dell'arte e una magnifica storia d'amoreIl mondo "del grande pittore impressionista Camille Pissarro. Una profusione di colore e passione"- New York Times Book Review"Una storia incantevole che parla di sacrifici, tradimenti e tragedie familiari, in un mondo diviso dalla religione, dalle divisioni di classe e di razza, e riscattato dall'arte e dall'amore".- Booklist"Chi legge questa storia non la dimenticherà".- Book Page
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Bompiani, 28/04/2016
Abstract: Il suo mondo era fatto di nuvole. Gli aerei si basavano sulle sue previsioni per atterrare, le navi per farsi strada tra i ghiacci, i trattori per poter lavorare la terra. Aleksej Feodos'evicˇ Vangengejm era il meteorologo dell'Unione Sovietica. Nato in una famiglia della piccola nobiltà, abbracciò la rivoluzione e pose il proprio talento al servizio di quello che gli sembrava un grande ideale. Quando iniziò la conquista dello spazio sognò di addomesticare l'energia del sole e dei venti in nome del socialismo. Ma nel 1934 venne accusato di tradimento e fu rinchiuso nel primo dei gulag. Da allora la sua vita, come quella di milioni di altre vittime del regime sovietico, fu segnata. Negli anni di prigionia, fino a quando fu giustiziato nel 1937, scrisse alla figlia messaggi fitti di disegni, erbari, indovinelli. Proprio la scoperta di questa corrispondenza con una bambina che Vangengejm non avrebbe mai rivisto ha indotto Olivier Rolin a raccontare in tono sobrio e preciso, attenendosi ai fatti, la storia di un uomo che è anche la storia di un tempo feroce, un tempo di promesse non mantenute. "Non era un genio scientifico né un grande poeta, era per certi versi un uomo ordinario, ma era innocente."
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Gallucci, 05/05/2016
Abstract: Lily, Red e Max, insieme al gabbiano Gabby, vogliono risolvere a tutti i costi il mistero della baia che conduce all'Altro Mare. Proprio qui si trova l'ingresso per l'Altro Mondo, un territorio in cui ogni cosa funziona alla rovescia. Ma il viaggio a bordo della loro barca si rivela tutt'altro che facile: catturati da un violento vortice e minacciati dai mostri marini, i quattro amici finiscono tra le grinfie di Egon Dragon, il signore dell'Altro Mondo. Tornare indietro sembra impossibile e il tempo è ormai agli sgoccioli. Per salvare la spiaggia e se stessi dovranno trovare qualcosa che è ben nascosto dentro di loro…
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Feltrinelli Editore, 05/06/2013
Abstract: Un grande giornalista traduce, rispettando finalmente la stesura originale, e commenta, mostrandone la deflagrante attualità, l'opera letteraria del suo illustre collega degli inizi dell'era moderna. L'isola dove si svolgono le avventure del naufrago Robinson rappresenta tutti i problemi e le contraddizioni di quel mondo moderno che, agli inizi del XVIII secolo, si andava delineando nel confronto tra l'Europa e le nuove terre scoperte.Il romanzo può essere quindi considerato una sorta di "Odissea semplificata" degli albori della nostra epoca, con la stessa carica simbolica, la stessa ricchezza di allegorie.
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Marsilio, 19/05/2016
Abstract: "Tessa aprì la porta sul buio del bosco": così comincia La ragazza selvaggia, e davvero questo romanzo di Laura Pugno è tutto uno spalancarsi di porte sul buio: sul buio del bosco; sul buio del dramma della famiglia Held – la madre alienata dopo la sparizione della figlia adottiva Dasha e l'incidente in seguito al quale Nina, la gemella, vive in stato vegetativo; sul buio di Nicola Varriale, il cui padre generoso ed entusiasta – socio di Held in affari con la riserva naturale sperimentale di Stellaria – si è gettato ubriaco dal balcone; sul buio, finalmente, della protagonista Tessa, biologa, che vive in un container ai margini della riserva conducendo osservazioni e studi: una donna che ormai "abita la solitudine come un altro corpo". A lei toccherà la sorte di ritrovare casualmente Dasha, vissuta per anni nel bosco e ormai del tutto selvaggia. Questo romanzo che può essere descritto come una storia di revenant, o il racconto d'un groviglio di vite umane osservato con una compassione senza lacrime, ci interroga su che cosa è – attorno a noi, in noi – ciò che chiamiamo "natura"; sui confini tra l'umano e l'animale; sul senso di legami familiari frutto di scelte, o del caso, e non della carne. Laura Pugno ci guida con passo sicuro e con una scrittura essenziale nell'esplorazione di un immaginario potente, affascinante, e forse profetico.
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Adelphi, 05/05/2016
Abstract: Questo libro è la storia di una bambina nata ad Alessandria d'Egitto, dove ha vissuto un'infanzia felice esplorando con sagace curiosità un universo in cui il "vento della Storia" coesisteva con "l'odore di putrefazione, la lebbra che corrode i muri, i fiori selvatici che spuntano alla rinfusa, le risate libere e impertinenti, l'allegro fatalismo"; una bambina che, a differenza delle sue coetanee, amava le battaglie navali e "conosceva a menadito la differenza tra i cannoni da 36 libbre e quelli da 32" – e il cui eroe era Lawrence d'Arabia. Ma è anche la storia di un'avventuriera: quella in cui ha saputo trasformarsi la protagonista dopo essere stata costretta ad abbandonare la luce della sua terra e il profumo del suo mare, lasciandosi alle spalle un Oriente fantasmatico e partendo alla ricerca di un Occidente che lo era almeno altrettanto. Ed è soprattutto la storia di una donna che, soffocando la tentazione vana della nostalgia, ha affrontato a testa alta, come una sfida del destino, le umiliazioni dell'esilio e gli inevitabili rischi che comporta l'essere, sempre e ovunque, la straniera; e che è riuscita, con le sole armi della tenacia e dell'ironia, a diventare, in qualche modo, ciò che sognava di essere: un ammiraglio – e a portare a termine, al pari di Ulisse, il proprio viaggio. Senza tuttavia mai perdere – come ha detto l'autrice stessa in un'intervista – "quella malinconia, tipica dell'esule, che la induce a chiedersi in ogni momento se è davvero al posto giusto".
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Adelphi, 05/05/2016
Abstract: "Quello che mi interessa è poter scrivere un reportage nello stesso modo in cui scriverei un libro" afferma Emmanuel Carrère. Così, della "Giungla" di Calais, non ci racconta il fango, la violenza e la miseria del campo, bensì tutto quello che c'è attorno: la rabbia e la frustrazione di una parte dei calesiani; la compassione e la solidarietà di un'altra parte; le fabbriche e i quartieri abbandonati; l'immane apparato poliziesco; il circo mediatico; il "turismo del dolore". E lo fa nel suo modo affabile e diretto, con lo sguardo, insieme lucido ed empatico, di chi si interroga costantemente su tutto – anche su se stesso.
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Feltrinelli Editore, 28/04/2018
Abstract: L'ascesa al potere in Europa dei regimi totalitari, portatori di concezioni dell'uomo e della vita contrarie alla dottrina e all'etica cristiane, obbligò le Chiese e i credenti ad affrontare il problema della compatibilità fra totalitarismo e cristianesimo. Se il bolscevismo, per l'esplicita professione di ateismo e la persecuzione religiosa, suscitò la quasi unanime condanna da parte cristiana, più complesso e ambivalente fu il confronto con fascismo e nazionalsocialismo. Ci furono credenti che seppero comprendere subito la gravità della minaccia dei totalitarismi per il cristianesimo e la civiltà umana, e li combatterono con decisione e convinzione. Figure di antifascisti come don Luigi Sturzo, Francesco Luigi Ferrari o don Primo Mazzolari. Tuttavia, la Chiesa cattolica in Italia e le Chiese protestanti in Germania cercarono di stabilire un dialogo e un rapporto con gli Stati totalitari. Lo stesso atteggiamento ambiguo di questi ultimi, oscillante tra omaggio e disprezzo, sostegno e antagonismo nei confronti della religione, ingannò e illuse molti credenti. In particolare, ricco di problemi, di tensioni sotterranee e scontri aperti fu il ventennale confronto tra fascismo e cattolicesimo. Per le coscienze cristiane, il conflitto tra primato di Cristo e primato di Cesare fu un'esperienza drammatica, e per alcuni si rivelò anche un'occasione di riflessione sul significato del totalitarismo e sul pericolo degli integralismi di Stato e di Chiesa.
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Feltrinelli Editore, 14/04/2018
Abstract: "L'osceno è il tumulto privato che ognuno ha, e che i liberi vivono. Si chiama esistere, e a volte diventa sentimento.""Ecco, se c'è qualcosa di intimo che Missiroli presta al suo personaggio, sono gli scrittori che ama e che lo hanno formato. Dimostrando così che anche leggere, come ha scritto qualcuno, è una preferenza sessuale." Paolo di Paolo, TTL
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Feltrinelli Editore, 28/04/2018
Abstract: "Un racconto stupendo per non lasciarsi spezzare da questi tempi disperati" Roberto SavianoArtur Paz Semedo, impiegato di una storica fabbrica d'armi, le Produzioni Bellona S.A., e intenditore di film bellici, viene profondamente colpito da alcune commoventi immagini de L'Espoir, di André Malraux, cui assiste casualmente. La successiva lettura del libro, che pare già provocare un'impercettibile incrinatura nelle sue certezze di amante appassionato delle armi da fuoco, e, poco dopo, il suggerimento della ex moglie Felícia, una pacifista convinta, di investigare negli archivi dell'azienda per scoprire se le Produzioni Bellona S.A. abbiano mai venduto armamenti ai fascisti lo avviano verso un'avventura che purtroppo non sapremo, pur potendolo immaginare da fedeli lettori di José Saramago, fin dove lo avrebbe condotto. Alabarde alabarde prometteva di essere un romanzo bellissimo e di grande attualità. Le armi, la guerra, l'economia, l'individuo, la politica sono i temi che il Nobel portoghese aveva urgenza di affrontare. Trama e personaggi erano strumenti che padroneggiava con magistrale destrezza. Tutto è lì, in queste pagine che ci ha lasciato c'è già tutto, tracciato con impeccabile perfezione, ma incompiuto.
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Feltrinelli Editore, 28/04/2018
Abstract: "Ritratti spietati e divertenti, specchio di una borghesia razzista che non ha tempo". La RepubblicaAgli inizi degli anni sessanta l'Africa cercò di prendere in mano il proprio futuro. Alcuni degli straordinari protagonisti del processo di decolonizzazione rivivono in questi reportage del grande maestro Kapus´cin´ski: sono pezzi vivi, pieni di colore, arguti ma soprattutto attenti a costruire narrativamente il senso di quel momento irripetibile e storico. Otto reportage giovanili che ruotano intorno alle due "stelle nere" della grande fase della decolonizzazione africana: Kwame Nkrumah, il presidente del primo stato africano a liberarsi dal giogo europeo, il Ghana, e Patrice Lumumba, il primo presidente congolese, poi deposto dal colpo di stato, animato dai belgi, degli scissionisti del Katanga. Un presidente talmente scomodo da essere ucciso e poi sciolto letteralmente nell'acido. Chinua Achebe, l'importante scrittore africano recentemente scomparso, diceva che, finché i leoni non avessero avuto i loro storiografi, la storia della caccia sarebbe stata solo una celebrazione del cacciatore. Ebbene, in questi reportage Kapus´cin´ski descrive l'Africa e gli africani dal punto di vista dei leoni e non dei cacciatori. E lo fa con la freschezza e l'entusiasmo di chi è agli inizi della carriera, ma già con l'occhio e il talento dello scrittore che anni dopo si misurerà con la prosa de Il Negus. Il testo è corredato da dieci fotografie scattate da Kapus´cin´ski ad Accra tra il 1959 e il 1960.
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Longanesi, 12/05/2016
Abstract: Leo Longanesi è stato un innovatore polemico e anticonformista, uno scrittore di grande rilievo che ha incarnato la migliore tradizione del giornalismo italiano e trasmesso il suo spirito alla casa editrice che ha fondato. Un vero enfant terrible, un fustigatore impietoso, i cui scritti conservano ancora a distanza di anni la stessa capacità di fissare vizi e virtù del nostro Paese: le poche eccellenze, i tantissimi limiti. In occasione dei suoi settant'anni di vita e di pubblicazioni, la casa editrice Longanesi festeggia il suo fondatore con un'antologia che ne raccoglie ricordi, aforismi e tutti gli scritti più sferzanti e corrosivi. Questa raccolta, curata da Pietrangelo Buttafuoco – che di Leo Longanesi si è sempre nutrito – ci restituisce, con la grandissima personalità di colui che amava definirsi "un carciofino sott'odio", uno dei capitoli più importanti della commedia italiana.