Trovati 858737 documenti.
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La nave di Teseo, 17/03/2022
Abstract: Anno Domini 807, foce del fiume Po. In seguito a una violenta tempesta, le lagune di Comaclum restituiscono un antico sarcofago di piombo che custodisce il corpo incorrotto di una fanciulla. Un miracolo, secondo il vescovo Vitale. Un cattivo presagio, invece, per l'abate Smaragdo, che si troverà diviso tra l'obbligo morale di svelare il mistero e la necessità di proteggere un segreto legato alla sua famiglia. Il contrasto per il potere infiamma il castrum e sconvolge le vite dei suoi abitanti, come il magister piscatorum Bonizo e suo figlio, l'ambizioso Grimoaldo, il giovane orfano Eutichio, il falegname Gregorius dall'oscuro passato e Partecipazio, il viscido diacono della cattedrale, detto "Mano di Legno". Proprio nel momento in cui le tensioni tra l'imperatore Carlo Magno e la lontana Bisanzio minacciano di attirare un vento di guerra sulla piccola Comaclum, tra le insulae dell'abitato inizierà ad aggirarsi l'ombra di una ragazza. Forse uno spirito inquieto, forse una fuggiasca in cerca di protezione. Marcello Simoni, il maestro del thriller storico, torna con un Medioevo lagunare pieno di enigmi che possono cambiare la storia: tra scorribande di armigeri longobardi, alleanze e vendette, antiche maledizioni e molto coraggio, le sorti dell'impero si stanno per decidere.
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Fazi Editore, 31/03/2022
Abstract: Dopo Una vita da ricostruire e Giorni felici, tornano le appassionanti avventure delle ragazze Thalheim nel capitolo conclusivo della trilogia delle sorelle del Ku'damm.Insieme a Rike, Silvie e Florentine siamo ormai giunti agli anni Sessanta, anni cruciali nella storia di Berlino e dell'Europa intera, e come le sorti della città, anche quelle delle ragazze sono a un punto di svolta. La piccola Florentine, la più giovane delle tre figlie Thalheim, dopo un lungo soggiorno a Parigi ha deciso che è ora di tornare a casa. Ma cosa la aspetta lì? Da che ha memoria, Florentine ha desiderato sempre e solo una cosa: dedicarsi interamente all'arte. Ha sempre avuto uno spirito ribelle, combattivo, ma, quando inizia a dipingere, tutto si fa luminoso e leggero. In disaccordo col padre, che immaginava per lei un futuro nei grandi magazzini di famiglia, si è iscritta all'accademia d'arte. Il suo posto è lì. Ma presto un'ombra oscura la felicità della giovane. Rufus Lindberg, il suo imperioso insegnante, umorale e ineffabile, le sta rendendo la vita un inferno. Nel frattempo, le tensioni politiche tra Est e Ovest minacciano di dividere in modo definitivo la città, e anche la famiglia. C'è speranza per Florentine e i suoi cari? C'è speranza per Berlino?Una conclusione che certo non deluderà i molti lettori di questa avvincente saga, che si è aperta con tre ragazze costrette a ripartire da zero e si chiude con tre donne padrone dei loro destini."Berlino, la città in cui sono ambientati questi libri, è stata ed è tuttora un crogiolo di destini, nel secolo scorso come nel presente. La sua forza è stata meravigliosamente ritratta da Brigitte Riebe".Carmen Korn"Tre sorelle che conosciamo bambine e vediamo crescere sotto i nostri occhi; lo scintillante mondo della moda; una città ricca di suggestioni come solo Berlino sa essere e, sopra ogni cosa, la mano della grande Storia, che tutto fa e disfa. Potrebbero essere questi gli ingredienti giusti per decretare il successo di una nuova trilogia al femminile".Ilaria Zaffino, "la Repubblica""Una nuova trilogia al femminile con tutte le carte in regola per diventare un bestseller".Benedetta Marietti, "il Venerdì – la Repubblica""Riebe costruisce un plot con lo stesso serrato ritmo di una serie tv e con una tensione emotiva e un'atmosfera capaci di sedurre anche il più smaliziato lettore".Luigi Forte, "TTL – La Stampa"
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Delitti in prima pagina. La giustizia nella società dell'informazione
Raffaello Cortina Editore, 07/03/2022
Abstract: Alla giustizia chiediamo trasparenza, ma la comunicazione non si improvvisa. Alla stampa chiediamo notizie ma anche rispetto della dignità delle persone e della funzione giudiziaria. Spettacolarizzazione dei processi, magistrati affetti da protagonismo… le insidie non sono poche.Edmondo Bruti Liberati ripercorre qui le regole che andrebbero seguite da entrambe le parti e le prassi che invece sono diffuse, con richiami alle vicende che più hanno appassionato l'opinione pubblica, dalla "nera" di Buzzati al caso Cogne fino alle polemiche sui video della tragedia del Mottarone e delle violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.Nelle odierne società democratiche, percorse da differenti fattori di crisi, la magistratura ha un ruolo fondamentale. È dunque necessario che il "quarto potere" eserciti un controllo critico sul "terzo potere". Nonostante le possibili deviazioni e strumentalizzazioni, un'informazione non asservita alla logica del profitto o a potentati economici è garanzia di libertà e di giustizia.
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Bollati Boringhieri, 21/04/2022
Abstract: I diari di Emanuele Artom sono composti di due parti distinte. La prima concerne il periodo che va dal 1° gennaio 1940 al 10 settembre 1943, ed è una fonte straordinaria di notizie sulla vita culturale torinese, sui processi sociali che prendono l'avvio tra la caduta di Mussolini, la firma dell'armistizio e l'inizio dell'occupazione tedesca. La seconda parte, che va dal novembre 1943 al 23 febbraio 1944, riguarda invece l'esperienza partigiana di Artom e offre una rappresentazione immediata e priva di retorica della vita delle bande, delle dinamiche sociali interne e dei contrasti politici e personali.La cronaca degli eventi che segnano la vita dei resistenti è in primo piano, ma intrecciate ad essa compaiono dense riflessioni sull'etica dei resistenti. Risulta evidente come per Artom il senso della lotta non stesse tanto e solo nello scontro armato, quanto nella possibilità di delineare una socialità e una moralità diverse, di trovare una linea di demarcazione di tipo etico che distinguesse fascisti e antifascisti. Sono questi gli elementi che fanno dei diari di Artom un documento di grande efficacia storiografica e li pongono fra le testimonianze più alte della moralità della Resistenza.
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Bollati Boringhieri, 21/04/2022
Abstract: "Un racconto piacevole e semplice dell'enorme influenza che la matematica ha avuto sulla civiltà umana. Se vi siete mai chiesti a cosa servisse la matematica che avete studiato a scuola, qui troverete la risposta."Ian Stewart, autore di Com è bella la matematica e Numeri incredibiliAnche gli esseri umani – come molti animali – quando nascono sono in grado di contare solo fino a tre. Il nostro cervello, in presenza di più di tre oggetti, non si preoccupa di specificare la quantità: un neonato che vede quattro mele registra quella visione come "molti". Lasciati alla nostra propensione naturale, noi conteremmo così: uno, due, tre… molti.La matematica è la disciplina che ci ha portato nel regno incantato di quei molti, ce lo ha fatto scoprire, e con questo ci ha dischiuso le porte del mondo.Forse ci ricordiamo di aver studiato a scuola geometria, algebra, trigonometria e analisi. Ma raramente ci siamo resi conto – raramente ci è stato insegnato – che stavamo affrontando le radici stesse dell'arte, dell'architettura, del governo e di quasi ogni altro aspetto della nostra civiltà. La matematica dei triangoli ha permesso agli esploratori di viaggiare attraverso i mari e agli astronomi di mappare i cieli. L'analisi ha fatto vincere agli alleati la Seconda guerra mondiale e ha fermato le epidemie. I numeri immaginari, poi, sono risultati del tutto essenziali per la nostra vita digitale di abitanti consapevoli del ventunesimo secolo. Senza matematica tutto questo non esisterebbe. Per questo è importante apprezzare la grandezza della sua struttura.Dagli antichi sacerdoti egizi agli astronauti, dagli esattori delle tasse babilonesi ai robot, Michael Brooks racconta un eccentrico cast di personaggi e con le loro storie ci fa capire come la matematica ha plasmato il mondo che ci circonda in maniera molto più profonda di quanto siamo soliti credere.
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Bollati Boringhieri, 14/04/2022
Abstract: "Nuova edizione riveduta e accresciuta."Durante la guerra del Vietnam, negli Stati Uniti ma non solo, la musica giovanile divenne un potente strumento di contestazione del sistema. Soprattutto il rock, grazie all'impegno di artisti d'avanguardia, puntava il dito contro le contraddizioni del mondo occidentale, rappresentando un sedizioso impulso di cambiamento nella società.Contro il tumulto ribelle, scandito da chitarre elettriche e folk, si lanciarono anche i servizi segreti, con agenti che pedinavano i musicisti dell'ala radicale, li spiavano e provocavano con interventi dall'esito talvolta tragico. Oggi, grazie a leggi per il diritto all'informazione come il Freedom of Information Act, sono stati desecretati i documenti dell'fbi e della cia, che svelano la pervasività e il cinismo delle operazioni condotte contro musicisti come John Lennon, Jim Morrison, Janis Joplin, Pete Seeger e Frank Zappa. Ma molti altri ancora erano gli artisti sottoposti a intromissioni nella vita privata e a insidiose offensive che miravano a danneggiarli sul piano professionale. Anche in Italia alcuni musicisti erano finiti sotto lo stretto controllo della polizia, come testimonia il caso di Fabrizio De André, cui viene dedicato il capitolo conclusivo.In un'indagine storica emozionante, Mimmo Franzinelli ricostruisce i retroscena del potere e della controcultura e – in questa nuova edizione accresciuta – estende la riflessione anche a musicisti dei nostri giorni divenuti bersaglio di rappresaglie. Testimonianza di come la musica resti ancora oggi espressione di libertà dalla forza dirompente.
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Bollati Boringhieri, 31/03/2022
Abstract: "Da psicoanalista, Luigi Zoja ha illuminato ciò che non sapevamo di noi. Da narratore ci butta nel mare aperto dell'ignoto che abitiamo, nel buio che ci abita. Il suo raccontare è implacabile."Andrea Bajani"Un libro in felice equilibrio fra la riflessione etica ed esistenziale, il resoconto terapeutico, il gusto per le storie avvincenti e ben raccontate."Gianrico CarofiglioWang, Sophie e Telma sono le protagoniste di queste tre storie. Nulla le lega tra loro se non l'essere donne, l'aver visto il male da vicino e il fatto che le loro vite incontrano la psicoanalisi.Wang è una ragazzina cinese che, al tempo della Rivoluzione Culturale, compie un gesto assurdo e malvagio. Sophie, negli anni di piombo, sfiora a Zurigo il terrorismo rosso. Il dolore di Telma affonda le radici nella sanguinaria dittatura argentina. Le vicende sono accomunate dal dialogo, da una volontà di comprendere e dal bisogno, solo a volte cosciente, di trovare un posto al male nella nostra vita.Le tre donne vengono descritte con lo sguardo della psicoanalisi, ma anche della tragedia collettiva che cerca di bilanciare orrore e pietà.Wang, che all'epoca dei fatti era troppo bambina per comprendere davvero l'enormità delle sue azioni, si è fatta "adoperare" da una cosa più grande di lei; Sophie ondeggia tra due tensioni, due imperativi, e con lei anche l'analista finisce per ondeggiare, tra due fedeltà inconciliabili; Telma cerca le proprie radici, che non sono dove pensava fossero, in una famiglia frantumata dalla dittatura.L'esperienza in campo analitico dà a Luigi Zoja la possibilità di raccontare questi tre ritratti del male e della sofferenza con grande cura, coinvolgendo emotivamente il lettore in ciascuna di queste storie. Grazie a lui, e alle tre protagoniste, scorgiamo l'abisso e una possibile rinascita, sollevati nel vedere che alla fine Sophie "si è sorrisa", se si può chiamare così il lieve riaccendersi dell'affetto per se stessi, che è il motore trainante di ogni psicoterapia.
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Adelphi, 10/03/2022
Abstract: Ormai quasi trent'anni fa Londra fu scossa da un feroce delitto che si scoprì commesso per sbaglio (invece della moglie l'assassino aveva ucciso la bambinaia di casa). Il colpevole era una figura di spicco dell'aristocrazia inglese, Lord Lucan. Ma la polizia non riuscì mai ad arrestarlo. Da allora si sono accumulati allarmi e improbabili cronache sul latitante, avvistato nei più remoti angoli del mondo e, a quanto pare, protetto da una possente omertà di classe. Lord Lucan, avevano pensato molti suoi amici, non è uno che si possa arrestare come un criminale qualunque. Sulla base di questo canovaccio terribilmente vero Muriel Spark ha costruito uno dei suoi romanzi più acrobatici e insolenti, una sorta di vertiginoso supplemento di indagine, dove Lord Lucan si sdoppia e incorre in avventure macabre ed esilaranti. Muriel Spark ha trovato in questa storia una materia che sembrava in attesa del suo sarcasmo e della sua prosa acuminata."Il settimo Conte di Lucan" è stato pubblicato per la prima volta nel 2000.
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Adelphi, 10/03/2022
Abstract: Un uomo con la sindrome del Grande Burattinaio: già questo infonde un vago brivido di inquietudine. Aggiungiamo che l'uomo con i tratti di un Dio arbitrario è un famoso regista, e che di conseguenza dispone di un'arma micidiale, il casting: il brivido di inquietudine si trasformerà in oscuro timore. Potrà accadere infatti che una ragazza fuggevolmente intravista in un campeggio dia vita a un personaggio. E che tale personaggio si incarni in un'attrice. E che a questo punto il regista non sappia più distinguere la realtà dai sogni – o meglio: la vita dal cinema.Mentre sotto i nostri occhi scorrono come fotogrammi intrecci erotici, disegni omicidi, misteriose sparizioni, irresistibili crudeltà familiari, scopriremo che l'arte del casting è un piacere sottile che travalica i confini del set, e che avere la parte sbagliata può rivelarsi molto pericoloso. Non solo: mentre i personaggi si affannano per scampare all'onnipresente minaccia della disoccupazione, scopriremo, allarmati, che anche nella vita privata corriamo il rischio di essere in esubero.Con questo romanzo labirintico e fulmineo – il suo più recente –, pieno di dialoghi scintillanti, Muriel Spark riesce di nuovo a catturarci, cogliendoci come sempre alla sprovvista, con la sua caustica, inesorabile lucidità."Realtà e sogni" è uscito in Inghilterra nel 1996.
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Baldini+Castoldi, 31/03/2022
Abstract: Nonostante moltissimi vedano in lui solo il menestrello di Alla fiera dell'est, Angelo Branduardi è un caso unico nella storia della musica italiana. Un musicista che nella sua carriera ha esplorato in lungo e in largo i vasti territori del suono, navigando tra le culture, tra sacro e profano, e che – prediligendo per sé la definizione di trovatore – ha fatto sì che ogni suo brano fosse un piccolo giro del mondo, per la quantità di spunti e strumenti messi in campo. È inoltre un cantore di alta spiritualità e un grandissimo divulgatore di cultura: supportato dalla moglie Luisa Zappa – da sempre autrice dei testi e stimolo costante per la sua ricerca – ha narrato le gesta di san Francesco e musicato poesie di Sergej Esenin e William Butler Yeats, ha scritto colonne sonore per il cinema e sperimentato con l'elettronica, ha raccontato favole e leggende di tutto il mondo. Con la sua voce e il suo violino, insomma, ha trasportato gli ascoltatori verso altre realtà. E lo testimoniano i suoi successi – basti ricordare La pulce d'acqua, Cogli la prima mela, Vanità di vanità, Si può fare e molti altri – e i suoi concerti sempre sold out. Allo scoccare dei settant'anni, Angelo ha deciso di svelarsi per la prima volta in questa autobiografia, che è il racconto autentico che il critico musicale Fabio Zuffanti ha provveduto a raccogliere ed elaborare. Dall'infanzia trascorsa a Genova alla scoperta della passione per la musica, dai tour in giro per l'Europa alle ispirazioni che stanno dietro alle sue creazioni, la famiglia, i concerti, gli incontri, i grandi successi, le scelte giuste e quelle sbagliate, la luce e il buio del suo essere uomo prima che artista: una testimonianza preziosa che ogni appassionato di musica non dovrebbe mancare di leggere.Con una prefazione di Stefano Bollani e un'ampia appendice discografica a cura di Laura Gangemi, principale animatrice del fanclub ufficiale di Angelo Branduardi, Locanda del Malandrino.
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HarperCollins Italia, 24/03/2023
Abstract: È possibile che a volte andare in pezzi possa servire a farci tornare più interi? Gaia ha ventiquattro anni, è indipendente economicamente, vive da sola e il suo futuro sembra splendere di luminose promesse. Ma improvvisamente scende un'oscurità che la opprime, togliendole la voglia di lavorare, di vedere persone, per¬ no di uscire di casa. Dopo una visita con uno psichiatra, arriva il responso: ha un "disturbo borderline di personalità". La diagnosi, dapprima accolta come promessa di cura, diventa una prigione, assieme al suo cammino codi¬ficato, fatto di sedute di terapia, di psicofarmaci, di test periodici. Per un ¬ fine che non sembra essere lo "stare bene" quanto lo "stare meno peggio".Ma questo libro non è il racconto di un dolore. È, sin dal titolo, la storia di una guarigione, raccontata con la speranza di fare del bene anche a chi la legge. Perché Gaia a un certo punto riesce a cambiare sguardo, abbandonando quello che contrappone la sanità e la normalità alla malattia, rinunciando alla prospettiva delle definizioni diagnostiche a favore della prospettiva dell'anima, "quel puntino di luce in¬finita che c'è dentro ognuno di noi".Una prospettiva fatta di cura di sé, di accettazione delle proprie ferite, della comprensione che il dolore può essere un dono. E che spesso, come nella celebre frase attribuita a Rilke, le nostre paure più profonde sono come i draghi delle ¬ fiabe che proteggono i nostri tesori più grandi. Gaia, così facendo, riesce a intraprendere un cammino di salvezza e di amore, verso il prossimo, verso di sé.A più di dieci anni di distanza dal suo fortunatissimo esordio Pulce non c'è, Gaia Rayneri torna con un libro autobiogra¬fico, che muta un profondo dolore in una splendente speranza. Con un approccio sincretico, che va dal Cristianesimo al Buddismo, da Freud a Seneca, da Foucault alle tecniche di meditazione, Un libro di guarigione può accompagnare la vita di ogni essere umano, mostrandogli come affrontare i dolori, le difficoltà e le solitudini anche quando sono apparentemente insormontabili e ricordando che la felicità dell'anima è l'obiettivo più importante e più raggiungibile che esista.
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HarperCollins Italia, 31/03/2023
Abstract: Dario e Giordana hanno meno di quarant'anni, sono una coppia giovane, con una vita normale, alti e bassi, qualche gelosia, peccati più o meno segreti, momenti di felicità. Fino a che la loro vita non viene sconvolta da una tragedia: Giovanni, il loro unico figlio, muore, investito da un'auto. Per cercare di sopravvivere al dolore, decidono di trasferirsi a Sestola, sull'Appennino tosco-emiliano, dove Dario ha una casa di famiglia. In un luogo più appartato e silenzioso sperano di potersi lasciare alle spalle il lutto.Ma quella che trovano non è una comunità accogliente. Dietro ai sorrisi di circostanza degli abitanti di Sestola si nascondono bisbigli, sguardi di riprovazione, il rumore sommesso eppure inesorabile dei pettegolezzi. Così Dario e Giordana si isolano ancora di più nella loro casa ai margini del bosco. Le uniche presenze in grado di rompere la solitudine che li avvolge sembrano essere Federico, il proprietario dell'albergo vicino alla casa, poco più in là sull'unica strada battuta, e Helena, la sua bellissima moglie serba, che ha da poco avuto un figlio e sembra conoscere i segreti di erbe misteriose e rituali arcaici.E intanto piccoli fatti sempre più inquietanti, dettagli inspiegabili, strane immagini, suoni che non dovrebbero esserci, cominciano a spaventare Giordana e Dario, mentre l'autunno inizia a trasformarsi in inverno e a isolare Sestola dal resto del mondo… Una delle più importanti sceneggiatrici italiane esordisce nel romanzo, e lo fa con un grande thriller che ricorda classici della letteratura e del cinema, da Shining a Le verità nascoste. Neve rossa è un libro capace di dipingere il lato oscuro della vita quotidiana e delle relazioni e di tenere il lettore incollato alla pagina, immergendolo nelle atmosfere belle e tenebrose dell'Appennino, sorprendendolo con un indimenticabile finale.Barbara Petronio è nata a Terni nel 1973 e vive a Roma. Ha scritto le serie Romanzo Criminale e Suburra e firmato film come ACAB e Indivisibili, per il quale ha vinto il premio David di Donatello per la sceneggiatura. Da tempo coltiva il sogno di scrivere senza vincoli produttivi, potendo essere libera di spaziare nella mente dei personaggi e nei meandri delle storie più oscure. Questo suo primo romanzo thriller le ha dato finalmente la possibilità di farlo.
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Libreria Pienogiorno, 09/03/2022
Abstract: In quanti modi si può coniugare il verbo tradire?Quando Will Jordan entra nella sua vita, Mary è una trentacinquenne single quasi rassegnata a non trovare più l'amore. Invece quest'uomo, conosciuto online, attraente, affascinante, premuroso, la conquista come nessuno mai prima e quando infine le chiede di sposarlo, lei quasi non riesce a credere alla propria fortuna. È vero che Will si assenta spesso per lavoro, lasciandola sola con i due bambini che presto nascono dalla loro unione, ma quale matrimonio è davvero perfetto? E quando lui le chiede soldi perché è in difficoltà, lei non pensa ci sia nulla di strano, perché è proprio questo che ci si promette sull'altare: nella buona e nella cattiva sorte. L'amore che prova per lui non lascia spazio a nient'altro. Se un messaggio ascoltato per caso in segreteria, un anello sconosciuto trovato sul letto, o l'ennesima assenza agli eventi di famiglia le fanno nascere un dubbio, Will lo scioglie con sicurezza. A parole o con carezze appassionate. Ha una spiegazione per tutto Will, e Mary alla fine si sente quasi in colpa per aver dubitato.Ma un giorno una telefonata manda in frantumi il suo mondo. Forse suo marito non è chi dice di essere. Forse ha una seconda, una terza, una quarta vita, e in alcune di queste potrebbe essere perfino una persona pericolosa… Mary si sente sempre più come una mosca nella tela di un ragno. Ci sarà qualcosa di vero in quello che Will le ha raccontato, o la sua stessa vita è un castello di bugie? Ma come si può credere che sia falso tutto l'amore che hanno vissuto? E se è solo una finzione, come potrà mai avere ancora fiducia in se stessa, visto che ciecamente ci ha creduto?
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Il libro della lettera arrivata e mai partita
Garzanti, 24/03/2022
Abstract: Mario Santagostini scrive una anomala, originalissima autobiografia in versi dove chi racconta incrocia la storia della propria vita con quella di altre vite, passate e reali o solamente possibili. Così, l'autore retrocede in momenti della Storia che non ha mai vissuto in prima persona e lì osserva chi c'era, registra cosa ha fatto e cosa avrebbe potuto fare, immergendosi in un vissuto e una memoria collettiva dove l'io tende a dissolversi fatalmente nella moltitudine. Nella nostra esperienza, sembra dire Santagostini con una mossa altamente visionaria, tutto accade in un tempo "strano", dilatato, dove passato e presente, reale e non reale si incontrano fino a coincidere e si creano connessioni sorprendenti. La biografia, allora, diventa il resoconto di quanto è accaduto e di quanto poteva accadere, o di quanto, forse, accadrà. Il libro della lettera arrivata, e mai partita è una silloge densa e forte, percorsa da un'altissima tensione espressiva. E rappresenta una tappa fondamentale nel tragitto creativo di Mario Santagostini, autore tra i maggiori della nostra poesia.
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Garzanti, 24/03/2022
Abstract: Sperimentiamo costantemente dentro di noi inquietudine, paura, talora angoscia, e un ribollire di emozioni che obbliga la mente a un duro, continuo lavoro. Eppure ciascuno possiede nel profondo anche la forza esplosiva necessaria per sciogliere il nodo delle assillanti domande che tormentano l'esistenza, e per puntare a quell'ideale che nei secoli è stato chiamato in vari modi: Dio, Tao, Dharma, Spirito Santo, oppure amore, bene, sapienza. In questa nuova tappa del suo percorso filosofico, Vito Mancuso sostiene che l'equilibrio tra l'irrazionalità dell'amore e la pura logica della mente è ancora possibile: per dimostrarlo chiama a raccolta le vite e le esperienze di grandi del presente e del passato – da Dante a Hannah Arendt, da Giordano Bruno a Etty Hillesum – in un ideale pantheon di menti innamorate capaci di conquistare quella grazia che è il frutto più bello di ogni educazione spirituale. A partire dal loro luminoso esempio, Mancuso indica la strada da percorrere per dare ascolto al maestro interiore che ognuno custodisce dentro di sé, e raggiungere uno stato di felicità dell'esistenza puro e allo stesso tempo reale, sognante ma a occhi aperti, che rappresenta il dono maggiore che si possa ricevere dalla vita
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Guanda, 24/03/2022
Abstract: NEL CENTENARIO DELLA NASCITA, UN LIBRO CHE OFFRE UN NUOVO RITRATTO DI PASOLINITutto comincia con una recensione a Poesie a Casarsa pubblicata da Gianfranco Contini sul Corriere del Ticino nel 1943, la prima in assoluto di un libro di Pasolini. Il critico usa il termine "narcissismo" e coglie quello che sarà lo stigma dell'uomo e della sua opera. Poi nel 1949, a seguito di uno scandalo a sfondo sessuale che coinvolge un gruppo di ragazzi friulani, Pasolini è denunciato ed espulso dal Partito comunista italiano, e si trasferisce a Roma insieme alla madre. Il tema del doppio narcisistico da quel momento s'intreccerà strettamente con la sua vita e la sua opera. Pasolini e il suo doppio attraversa le vicende friulane dello scandalo fino ai celebri articoli giornalistici raccolti in Scritti corsari. Per parlare del suo rapporto con il doppio (Narciso, Cristo crocifisso, i ragazzi di vita) Marco Belpoliti ha scelto di raccontare l'attività di alcuni importanti fotografi italiani che lo hanno ritratto: Paolo Di Paolo, Mario Dondero, Ugo Mulas e Dino Pedriali. Come Pasolini ha spiegato in una lettera aperta a Italo Calvino, la sua personalità si divide tra due opposti: dottor Jekyll e mister Hyde. Nella sua doppia identità l'omosessualità assume un ruolo decisivo. Il libro analizza la vocazione antilluminista di Pasolini, la particolare fusione di etica ed estetica e la profonda disperazione che lo attanaglia negli ultimi anni della sua vita per la distruzione di quel paese bellissimo, l'Italia, che ha amato insieme ai ragazzi dalle "belle nuche". La sua morte è un omicidio politico oppure un delitto a sfondo omosessuale? L'ultimo capitolo cerca di rispondere a questo interrogativo ancora oggi fonte di discussioni e polemiche.
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Il viaggio che ti cambia la vita
Vallardi, 24/03/2022
Abstract: Zaino in spalla, scarpe allacciate e sguardo all'orizzonte: un racconto di viaggio, un racconto di vita, un sogno da inseguire attraverso terre sconfinate. Jacopo Di Biase vive un'esistenza come quella di molti giovani, divisa tra lavoro, impegni e poco tempo per realizzare i propri sogni, ma quando pensa a quanto c'è da esplorare là fuori gli batte il cuore. A un certo punto del grigiore milanese non vuole più saperne: così, un giorno, dopo essere tornato dal suo primo viaggio zaino in spalla, decide di mollare tutto e partire con un biglietto di sola andata per il mondo, lasciandosi alle spalle una vita dal finale scontato.In questo libro racconta proprio la storia di quel primo grande viaggio, capitato un po' per scelta e un po' per caso, come accade per tutte le cose che ti cambiano la vita. Un percorso avventuroso – capace di unire persone, esperienze e territori – fino ai paesaggi sconfinati del Nord Europa, che ci farà innamorare della vita e del mondo attorno a noi. La storia di un viaggio di 4000 km, a piedi e con mezzi pubblici, fra terre spettacolari e incontaminate. Perdere una relazione stabile, un lavoro sicuro e una vita ordinata sono eventi che possono indurre grandi sofferenze. Ma spesso sono proprio i momenti difficili quelli che portano a interrogarsi e a capire che, forse, esiste qualcosa di più.La voglia di voltare pagina, di ricominciare, di provare qualcosa di nuovo porteranno Jacopo a partire per la prima grande avventura, quella che finirà per cambiargli la vita. Destinazione Knivskjellodden, nell'estremo nord del continente europeo, tra sentieri poco battuti e affollati mezzi pubblici, attraverso luoghi sorprendenti e città straordinarie, fino alle estreme terre boreali.Un libro che è la storia di una carriera come tante, di un amore spezzato, ma soprattutto del primo vero viaggio, fatto di meraviglie e qualche imprevisto, di incontri inaspettati e infinite sorprese, alla ricerca non solo dell'avventura, ma soprattutto di se stessi. Perché cambiare vita forse è più facile di quello che sembra, ma il primo passo spetta sempre a noi.
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Vallardi, 24/03/2022
Abstract: SCOPRI QUANTO È GOLOSA LA CUCINA GLUTEN FREE IN 100 RICETTE ADATTE A TUTTIValentina, celiaca dalla nascita, ha messo tutto il suo amore per il buon cibo e la sua esperienza di pasticciera gluten free in questo ricettario completo e godereccio. Dal pane infallibile alla focaccia ligure, dai primi ai secondi, dai dolci al cucchiaio alle torte al forno, tantissimi piatti e preparazioni per chi ha voglia di portare in tavola prelibatezze – tutte vegetariane o vegane – che non hanno nulla da invidiare alla cucina "classica". Anzi! Un libro necessario non solo per chi è celiaco o intollerante al glutine, ma anche per tutti gli altri, i parenti, gli amici, i grandi e i piccoli, i curiosi e per chiunque ami la buona cucina.In questo libro troverete la spiegazione semplice e precisa degli alimenti sicuri, a rischio e vietati, un vademecum per l'organizzazione della cucina, le basi della pasticceria dolce e salata (pane, pasta fresca, frolla, brisée in versione con i mix e con farine naturalmente prive di glutine) e tante tante ricette per tutti i gusti e tutti i palati."La mia cucina è semplice, perché deve poter essere comprensibile a tutti, è inclusiva, perché pensata per chiunque abbia necessità alimentari non tradizionali. La mia è una cucina gustosa, perché voglio dimostrare che 'il senza glutine' può essere apprezzato da tutti, nessuno escluso. La mia cucina è bella: perché il cibo è meraviglia e deve riempire gli occhi prima della pancia.Questo libro è per chiunque abbia voglia di sperimentare, conoscere, sorridere."
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Casa Editrice Nord, 24/03/2022
Abstract: "Avvincente e pieno di passione. "Kate Quinn, autrice di Fiori dalla cenere"Incantevole! "Library Journal"Un inno alla speranza. "Kirkus Reviews"Veletzos incornicia abilmente una storia d'amore indimenticabile sullo sfondo dei drammatici eventi della Seconda Guerra Mondiale. "BooklistL'amore illumina anche le epoche più buieUngheria, 1943. Eva credeva di sapere cosa fosse l'amore. Fidanzata con un brillante studente di medicina, pensava di avere tutto ciò che potesse desiderare. Ma, da quando il suo sguardo ha incrociato quello di Aleandro, un giovane artista dalle grandi ambizioni, Eva non ha più certezze. L'unica cosa che sa è che nessuno la fa sentire così, come se si fosse svegliata da un lungo sonno. Tra i due nasce un sentimento che si fa ogni giorno più forte: non importa che lei sia già promessa a un altro e che suo padre – fervente sostenitore del nazismo – impazzirebbe di rabbia se sapesse che la figlia frequenta un uomo di una razza inferiore. Eva è disposta a lottare con ogni mezzo per affermare il suo diritto alla felicità. Quel sogno, però, sta per essere spazzato via dalla guerra che infuria in tutta Europa e che, alla fine, travolgerà anche le loro vite. Eppure, nonostante gli anni e i chilometri di distanza, Eva e Aleandro non smetteranno mai di cercarsi e credere che il loro amore sia più forte anche del destino…Ci sono momenti in cui tutto sembra perduto, periodi in cui pare esserci spazio solo per la sofferenza. La storia di Eva e Aleandro invece ci ricorda di non perdere mai la speranza, perché l'amore può illuminare anche le epoche più buie.
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Ponte alle Grazie, 24/03/2022
Abstract: Un viaggio negli abissi di una mente, fra i dolori e le passioni dei legami familiari.Voci. Voci immaginarie che risuonano nella testa del narratore protagonista. Voci di persone reali, che dialogano e si accavallano: la figlia Sabrina, che lo ha ritrovato dopo quindici anni e vuole ricostruire un rapporto, l'ex moglie Rachele, la nuova compagna Gilda e sua figlia Carlotta. Voci dal passato: che cosa è successo quando lui e Rachele inutilmente e disperatamente cercavano di avere un figlio? Com'è stata concepita Sabrina? Ricordi, situazioni e persone paiono sdoppiarsi, ripetersi, in un gioco di specchi deformanti; il vero e il falso sembrano confondersi... Ponendo al centro della scena un uomo con gravi problemi mentali, circondato da donne, e affidandosi con maestria al dialogo come forma privilegiata della narrazione, Luccone costruisce un seducente apologo sulle ossessioni e la liquefazione della famiglia tradizionale. La fragilità degli umani vi è messa a nudo con un montaggio originalissimo, che segue i dettami della memoria: una memoria inaffidabile, ferita, mutilata. Il figlio delle sorelle è un libro struggente e conturbante: la luminosa conferma di un autore dai mezzi eccezionali.