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Contro tutti i muri
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Valeriano, Annacarla

Contro tutti i muri

Donzelli Editore, 10/02/2022

Abstract: Franca Ongaro è stata una intellettuale di straordinario impegno civile: il suo nome è da sempre legato a quello del marito Franco Basaglia, con il quale si è resa protagonista della "rivoluzione culturale" che ha portato alla chiusura dei manicomi. Eppure, il suo ruolo non si è esaurito nell'impresa comune accanto al compagno di una vita: durante gli anni della sua attività parlamentare, come senatrice nel gruppo di Sinistra indipendente, fu capace di tradurre le esperienze e le riflessioni del movimento basagliano in attività legislativa. Puntare una luce su Franca Ongaro, attingendo alle carte del suo archivio, vuol dire riscoprire la storia di una donna che ha scritto molto ma che ha voluto si parlasse poco di sé: apparentemente discosta, rispetto alla personalità straripante di Basaglia, nel tempo un cono d'ombra ha finito per avvolgerla e sovente il suo spessore di studiosa è stato schiacciato su ruoli marginali – come quello di dattilografa o di segretaria di Basaglia –, non valorizzando la ricchezza del suo impegno civile che la portò a fare ricerca in modo nuovo rispetto alla cultura scientifica dominante e a promuovere prese di coscienza e lotte di liberazione che oltrepassarono i confini manicomiali. Ne sono un esempio le battaglie a favore delle donne e dei diritti delle persone meno garantite, a conferma che la deistituzionalizzazione non poteva fermarsi semplicemente alle soglie del manicomio, ma doveva rappresentare un processo continuo contro tutti i muri di parole, contro i pensieri, i pregiudizi, le culture che potevano limitare la dignità degli uomini e delle donne.

Lettere a Virginia Woolf dal XXI secolo
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Martella, Lucia

Lettere a Virginia Woolf dal XXI secolo

Donzelli Editore, 21/03/2022

Abstract: E se esistesse una casella postale nel passato dove spedire messaggi per noi importanti? E se la destinataria fosse l'artista e pensatrice che ha influenzato di più la nostra vita? Immaginate dunque questo piccolo volume come una finestra temporale, un portale tra oggi e ieri, per parlare direttamente a lei: Virginia Woolf. A farlo sono un gruppo di scrittrici, studiose, artiste, e alcune lettrici appassionate, così care a Woolf che al common reader, nel senso di "non specialista", sempre si rivolge. Nelle loro lettere raccontano a Virginia di trasformazioni personali e ispirazioni, le confidano segreti, paure, riflessioni sul nostro tempo. Per lettera, appunto: riesumando uno strumento di comunicazione "antico". Poetiche, divertenti, drammaticamente sincere, in tutte risuona una gratitudine e una passione profonde, perché con Virginia succede così: una volta conosciuta, con lei si instaura una relazione intima, senza limiti di immaginazione, né di tempo. Non solo Virginia "possiede la propria anima", parafrasando la bella biografia scritta da Nadia Fusini, ma illumina anche l'anima di chi ha la fortuna di incontrarla. L'epistolario offre dunque una testimonianza diretta dell'influenza di Woolf nella vita personale e artistica delle donne, in Italia, oggi. Un'ulteriore prova di come il suo pensiero abbia contribuito a ispirare il femminismo della differenza e la sua poetica abbia cambiato per sempre il modo di raccontare il mondo. Leonetta Bentivoglio, Elisa Bolchi, Maria Grazia Calandrone, Donatella Di Pietrantonio, Manuela Fraire, Elisabetta Rasy, Nadia Terranova e molte altre, tutte interpreti della nostra contemporaneità, hanno spedito la loro lettera "a Virginia". E Virginia, è noto, adorava ricevere lettere… Non a caso, secondo lei, "L'amicizia, e comunque ogni relazione, consiste nel parlare, o nello scriversi lettere di un qualche tipo". Come scrive Nadia Fusini nella sua Introduzione: "Nelle lettere qui raccolte lievita un'ammirazione autentica, e una gratitudine vera di cui sono certa Virginia Woolf andrà orgogliosa. Perché qui chi le scrive le si rivolge senza nessuna adulazione, ma dimostrandole un amore autentico; rivelandole, cioè, il miracolo che la lettura dei suoi romanzi, dei suoi saggi, dei suoi diari, delle sue lettere ha rappresentato nella sua esistenza. Che cosa potrebbe volere di più una scrittrice come Virginia Woolf? Non è forse questa la prova provata che ogni parola che lei ha scritto c'è chi l'ha accolta, e se ne è servita per vivere?".

Le parole dell'uguaglianza
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Barca, Fabrizio - Profumo, Francesco - Righetti, Giorgio

Le parole dell'uguaglianza

Donzelli Editore, 05/04/2022

Abstract: "Cosa significa uguaglianza?" è la domanda da cui nasce questo volume, necessaria per avviare un discorso orientato alle possibili soluzioni piuttosto che al solo riconoscimento del problema. Oggi il nostro paese è lacerato da grandi disuguaglianze – territoriali, di genere, generazionali, economiche e sociali – che la pandemia ha reso più evidenti e ha ulteriormente aggravato. È per questa ragione che dobbiamo immaginare, avviare e diffondere percorsi in grado di garantire a tutti i cittadini la possibilità di svilupparsi pienamente, avendo accesso a condizioni di vita dignitose, per poter mettere a frutto il proprio potenziale. Questo volume raccoglie idee e possibili soluzioni, con l'intento di alimentare un dibattito sempre più urgente e di diventare una base comune di riflessione a disposizione di coloro che sul contrasto alle disuguaglianze vogliono o debbono cimentarsi. A partire da una sorta di lessico fondamentale dell'uguaglianza – da Bambini a Welfare –, un gruppo di pensatori, scrittori, intellettuali e professionisti, che si occupano dei temi relativi alle cause delle disuguaglianze, alle pratiche per contrastarle e per costruire una società più giusta, provano ad attribuire a ogni voce un senso nel composito mosaico socioeconomico e culturale dell'uguaglianza. Nella prossima fase di ricostruzione post-Covid sarà fondamentale mettere in campo uno sforzo corale di ripensamento collettivo, i cui protagonisti dovranno essere in tanti, dalle istituzioni al mondo dell'impresa, dall'università al Terzo settore. La Costituzione lo esprime chiaramente: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che […] impediscono il pieno sviluppo della persona umana". I primi ostacoli da rimuovere sono, appunto, le disuguaglianze, e i soggetti chiamati a realizzare questa rimozione, insieme alle istituzioni, sono tutti i cittadini, nelle diverse articolazioni della società.

Storia dell'antisemitismo
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Schäfer, Peter

Storia dell'antisemitismo

Donzelli Editore, 27/01/2022

Abstract: L'antisemitismo è di nuovo attuale e presente nelle nostre società democratiche, in parte manifestamente, in parte celato dietro dichiarazioni critiche verso lo Stato di Israele. Basti pensare che proprio nei primi giorni di ottobre 2021 l'Europa, per la prima volta nella storia, ha varato un "piano contro l'antisemitismo" per difendere la vita ebraica in Europa contro un fenomeno in continua crescita, in particolare sulle piattaforme social e nelle modalità più odiose dell'incitamento alla discriminazione. Ma quando e dove inizia l'antisemitismo e quanto sono nuove, oggi, le dinamiche che lo caratterizzano? Odio per gli ebrei, ghetti e pogrom esistevano già nell'antichità precristiana, ma furono gli scritti neotestamentari, con la loro opposizione all'ebraismo, a gettare le basi per la nascita delle leggende sugli omicidi rituali e sugli avvelenamenti dei pozzi nonché delle persecuzioni nel medio evo cristiano. Lutero esortava allo sterminio dei "figli del diavolo"; l'Illuminismo considerava l'ebraismo irrazionale; gli scienziati davano una spiegazione razziale all'odio per il popolo ebraico, e fin troppe persone hanno partecipato alla "soluzione finale della questione ebraica" o hanno semplicemente preferito voltarsi dall'altra parte. Si potrebbe pensare che il trauma della Shoah sia stato per certi versi "utile", che ci abbia insegnato qualcosa; eppure, l'antisionismo e le ideologie di destra continuano a diffondersi da anni nella nostra società contemporanea, portando con sé un forte bagaglio antisemita e preparando il terreno per nuove violenze. L'analisi di Peter Schäfer si muove lungo secoli di storia, in otto densi e documentati capitoli di rara chiarezza espositiva: una lettura necessaria per capire perché l'antisemitismo è un fenomeno così antico e, allo stesso tempo, così attuale, che resiste a ogni tentativo di ricacciarlo nel passato, e cosa esso significa oggi per gli ebrei del nostro quartiere, d'Israele e di tutto il mondo.

Etica e Intelligenza artificiale
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Mannelli, Chiara

Etica e Intelligenza artificiale

Donzelli Editore, 21/02/2022

Abstract: Cos'è l'Intelligenza artificiale (IA)? Protagonista di intensi dibattiti negli ultimi anni, questa realtà assume, nell'opinione pubblica, una molteplicità di profili profondamente eterogenei. C'è chi saluta con entusiasmo lo sviluppo dell'IA riponendo nell'automazione poteri salvifici e chi, dalla parte opposta, scongiura l'avvento dei temibili robot, macchine potenzialmente in grado di esercitare il loro dominio sulla specie umana.Siamo ancora lontani dall'esistenza di una macchina in grado di avere sentimenti e autocoscienza, eppure lo straordinario progresso compiuto dall'IA permea in maniera profonda la nostra società con significative trasformazioni a livello sanitario, economico ed etico che sollevano urgenti interrogativi.Come dimostrano molti esempi in ambito sanitario proposti nel testo, l'affidabilità e l'accuratezza dei processi di IA sono, in alcuni contesti, superiori rispetto a quelli umani. Tale aspetto è, tuttavia, alimentato dalla convinzione che l'IA costituisca una realtà indipendente dall'essere umano, sempre in grado di fornire risultati accurati, neutri e oggettivi. Ma tale prospettiva, oltre ad aprire a pericolose derive di dogmatismo, può restituire una visione distorta della realtà celando, dietro la magia dell'automazione, la componente umana dell'IA.È in tale ottica che viene affrontata una riflessione sulle implicazioni etiche dello sviluppo dell'IA per comprendere, innanzitutto, quanto ciascuno, ogni giorno, interagisca con tale dimensione, la cui efficienza dipende necessariamente dalla quantità e dalla qualità dei dati che noi utenti – anche inconsapevolmente – forniamo.Coniugando attualità e analisi, attraverso un linguaggio chiaro e privo di tecnicismi, il volume offre degli spunti di riflessione per mettere a fuoco la realtà dell'IA, il suo straordinario potenziale, nonché i rischi e i limiti che la caratterizzano, al fine di incoraggiarne uno sviluppo inclusivo, sostenibile e responsabile.

Terra e telai
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Ramella, Franco

Terra e telai

Donzelli Editore, 27/01/2022

Abstract: Nel giro di un trentennio, tra il 1850 e il 1880 circa, la zona di Mosso, una località a venti chilometri da Biella, a ridosso delle montagne, conobbe una duplice profonda trasformazione. In un primo tempo la lavorazione domestica dei panni di lana si concentrò negli opifici. In un secondo tempo i telai a mano vennero sostituiti dai telai meccanici. Franco Ramella ha ricostruito questo processo, analizzando fin dagli anni venti le trasformazioni e i conflitti sociali che l'accompagnarono. Pubblicato originariamente nel 1984, questo libro – un vero e proprio capolavoro della microstoria, di cui fu antesignano – non è semplice - mente un capitolo di storia della classe operaia, del movimento operaio o dell'industrializzazione italiana. Ponendo al centro della ricerca elementi di solito troppo trascurati, come la forza delle strutture comunitarie, il ruolo della terra come fonte di credito e di sussistenza, l'importanza dei piccoli produttori, Ramella ci offre un quadro che mette in discussione una serie di certezze o di luoghi comuni. Le lotte operaie sono inserite finalmente nelle strutture economiche, sociali, culturali che le resero possibili. Per questo, i protagonisti di questo libro sono, accanto alle vicende dei capi operai come Gioanni Sella detto il Bleu, dei crumiri come Giuseppe Torello, dei padroni e le loro mogli come Clementina Sella (cognata di Quintino), le peripezie conosciute da un piccolo podere, la Passera: ai tentativi, durati mezzo secolo, della famiglia Garbaccio Brut per rientrare in possesso della loro antica proprietà, Ramella dedica pagine non solo illuminanti ma narrativamente memorabili. Come osserva Giovanni Levi nella sua introduzione, la scelta di una scala circoscritta ha consentito a Ramella di dissociare elementi finora considerati come costituenti un tutto.

Il principe e la rosa
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Saint-Exupéry, Antoine de - Saint-Exupéry, Consuelo de

Il principe e la rosa

Donzelli Editore, 21/12/2021

Abstract: Buenos Aires, settembre 1930. Il conte Antoine de Saint-Exupéry ha già pubblicato i primi romanzi, ma la sua vita è dedicata al volo: esperto aviatore, dirige a Buenos Aires la linea aeropostale Argentina-Francia, inaugurando nuove rotte in tutta l'America Latina. È in questo ruolo che conosce la giovane Consuelo Suncín Sandoval. Scrittrice, giornalista, scultrice e pittrice, Consuelo è uno spirito libero, al limite dello scandalo: a poco meno di trent'anni ha già un divorzio e due matrimoni alle spalle. Molti la descrivono come un vulcano, dalla cui forza vitale Antoine de Saint-Exupéry rimane affascinato. Tra i due, immediatamente, esplode la passione. La loro relazione turbolenta, fatta di continue separazioni e commoventi ricongiungimenti, darà vita a una delle più belle corrispondenze d'amore del XX secolo. La vita della coppia sarà tutt'altro che semplice: il loro amore è continua-mente messo alla prova dalle lunghe fughe di "Tonio" e dal desiderio di libertà di Consuelo, ma a unirli è la comune capacità di immaginare storie e creare mondi popolati di stelle, piccoli animali e ogni genere di tesori. La promessa reciproca di un amore incondizionato permetterà loro di sopportare l'inquietudine e la lontananza, quando Saint-Exupéry deciderà di arruolarsi volontario nella seconda guerra mondiale. Tonio è consapevole dei rischi che corre e sa che potrebbe non tornare più, mentre Consuelo non smetterà mai di credere al ritorno del suo principe volante. Poco prima dell'incidente nel quale perderà la vita, lo scrittore aviatore aveva pubblicato a New York il libro destinato a diventare il suo più grande successo: una fiaba sognante e delicata nella quale un giovane principe compare magicamente davanti a un aviatore in panne, in mezzo al deserto del Sahara. L'immaginario è lo stesso che troviamo nel lessico amoroso di queste lettere inedite, che svelano in controluce la realtà dietro la fantasia, permettendoci di vedere Il Piccolo Principe come la più bella lettera d'amore di Tonio a Consuelo, del principe alla sua rosa.

Ballate di Lagosta
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Sinicco, Christian

Ballate di Lagosta

Donzelli Editore, 27/01/2022

Abstract: ed io non sapròdi te, se ti tufferaio scenderai tra i gradonidi calcare e poseraisopra la posidoniala tua sagoma di uomoche continuerà a muoversi con le onde,che continuerà a crescere dopo di me,dopo la mareggiatae l'erosione della nostra memoria

Il valore dell'acqua
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Zupi, Marco - Maricchiolo, Claudio

Il valore dell'acqua

Donzelli Editore, 21/12/2021

Abstract: L'equilibrio tra clima, ambiente, acqua e salute presiede alla vita dell'uomo e dell'intero pianeta e per questo la disponibilità di acqua e di servizi-sanitari sicuri è un obiettivo di estrema importanza a livello globale. La disponibilità, l'uso e il diritto all'accesso all'acqua sono tutti temi al centro della nuova ricerca annuale del CeSPI (Centro studi di politica internazionale), che affida a un gruppo di esperti internazionali provenienti da diverse discipline il compito di ricostruire gli elementi più rilevanti del dibattito su questa risorsa sempre più preziosa. L'acqua, infatti, non è solo ciò che sovrintende alla nascita della civiltà, ma accompagna continuamente il cammino dell'uomo. A partire dal riconoscimento del valore – anche economico – dell'acqua da parte delle Nazioni Unite, lo studio si concentra sull'analisi della situazione attuale, attraverso indicatori sulle quantità disponibili e sul loro stato di qualità, ma anche sui consumi presenti e attesi, reali e "virtuali", come quelli connessi all'import-export di beni e alla produzione di cibo. Lo scenario futuro, con particolare riferimento ai cambiamenti climatici e alle criticità geopolitiche, rappresenta un rischio per la disponibilità e la qualità dell'acqua. Ma altresì importanti sono le prospettive politiche nonché la necessità di predisporre un sistema di governance nel quale l'Unione europea abbia un ruolo chiave che assicuri la disponibilità delle risorse idriche necessarie a soddisfare i bisogni attuali di ogni paese e di ogni individuo, senza compromettere la capacità di rispondere alle esigenze delle future generazioni. La governance del bene acqua ha bisogno di norme che riconoscano la validità del suo essere un bene comune fondamentale per la vita dell'umanità e, nello stesso tempo, mettano al centro la straordinaria importanza di mantenere in buono stato di salute, vitalità e resilienza ecologica tutti gli ecosistemi.

In difesa della storia
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Salvadori, Massimo L.

In difesa della storia

Donzelli Editore, 27/10/2021

Abstract: Questo libro è una vera e propria apologia della storia, una difesa appassionata dello studio di una disciplina, che, seguendo una tendenza sempre più affermatasi nelle scuole di ogni ordine e grado, oggi viene spesso posta in secondo piano rispetto alle scienze fisiche e naturali. Sennonché, sottolinea Massimo L. Salvadori, per quanto le scienze e la tecnologia occupino un'importanza che cresce in modo esponenziale nel mondo attuale, l'utilizzazione in senso positivo o negativo degli straordinari strumenti che esse forniscono dipende dalle scelte compiute in primo luogo dai gruppi dirigenti cui i cittadini affidano il potere. Infatti, la qualità di queste scelte è in indissolubile rapporto con i tipi di cultura, gli orientamenti morali, politici e civili. Qui entra in ballo l'importanza della formazione intellettuale che sta alla base della politica e dell'economia nelle varie forme di società. Le persone sono quel che sono, pensano quel che pensano, amano quel che amano, avversano quel che avversano sotto l'influenza delle molteplici e contrastanti eredità che trasmette loro il passato. Un passato che nei lasciti dei grandi esponenti del pensiero, dell'arte e della politica resta perennemente "contemporaneo": fonte di riflessione, arricchimento, insegnamento e anche di ammonimento. La storia è un immenso fiume in cui scorrono insieme acque limpide e acque terribilmente torbide. Senza fare i conti con esse, gli uomini nel presente non possono comprendere quali vie seguire. Il nostro tempo, che vede i legami e le interdipendenze tra le molteplici società e gli Stati infittirsi, al punto che le loro storie si presentano come "storia del mondo", ci pone di fronte a sfide cruciali e drammatiche, antiche e nuove – in primo piano la pace, il benessere, l'emergenza ambientale –, che richiedono cultura, consapevolezza, prudenza, spirito critico. Nulla di ciò può farsi senza l'apporto dello studio della storia, condotto con i mezzi offerti dalla razionalità: una razionalità oggi minacciata dai "nuovi iconoclasti", i quali mettono alla gogna tutto quanto del passato non risulta in sintonia con i valori da essi ritenuti "belli e buoni". Così si fa morire lo studio critico della storia, il cui compito è sempre stato e rimane quello di indagare i perché e i come delle mentalità, dei costumi e dell'agire degli uomini dei secoli trascorsi, colti e compresi nei mondi che furono loro propri; mentre quello degli uomini d'oggi è di rendersi capaci, se lo sono, di migliorare la vita presente e futura.

Sullo sviluppo della società italiana
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Ceriani Sebregondi, Giorgio

Sullo sviluppo della società italiana

Donzelli Editore, 20/12/2021

Abstract: Gli scritti di Giorgio Ceriani Sebregondi raccolti nel volume rivelano tutta la ricchezza intellettuale e la forza del pensiero di uno dei più grandi esponenti della cultura italiana del Novecento. Esperto di politica economica e di questioni sociali, Sebregondi ha introdotto per primo in Italia la cultura internazionale dello sviluppo. In questi testi (che coprono il periodo della produzione più matura di Sebregondi, dal 1949 alla morte) l'attualità della sua riflessione scaturisce da un'irrinunciabile verità: lo sviluppo non è un concetto ma un processo complesso, che si dirama lungo tre direttrici fondamentali: l'attenzione agli aspetti sociologici, lo studio delle specifiche realtà del territorio, storica¬mente determinate (e ciò significa, per il Mezzogiorno, tenere conto di un'identità articolata e differenziata), e la valorizzazione dei soggetti protagonisti (tra iniziativa privata e iniziativa pubblica Sebregondi sceglie la strada più difficile e lunga, quella dell'iniziativa sociale, perché solo un'iniziati-va sociale dal basso può avere carica di soggetto attivo dello sviluppo). L'esigenza di ancorare gli interventi al territorio si coniuga inoltre alla necessità di legare lo sviluppo delle realtà locali a una più organica politica economica del paese e di inquadrare l'intero processo all'interno dell'espansione economica sia dell'Europa sia dei paesi sottosviluppati, soprattutto quelli mediterranei. La strada per lo sviluppo indicata da Sebregondi è in sostanza quella di un metodo: accompagnare i diversi soggetti sociali in un paziente lavoro di crescita, e praticare quindi un lavoro "tecnico-politico" insieme, scelta oggi scartata dalla banale contrapposizione fra tecnici e politici. Come scrive Giuseppe De Rita, "nella concezione sebregondiana dello sviluppo non ci sono certezze, ma c'è l'impegno collettivo a continuare a crescere in coscienza e dinamica collettiva; non c'è la definizione di un traguardo, ma la responsabilità di camminare collettivamente nella storia, giorno dopo giorno. Perché fare sviluppo significa gestire una storia collettiva".

L'università delle donne
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Gioia, Annabella

L'università delle donne

Donzelli Editore, 27/10/2021

Abstract: Alla fine degli anni settanta, dopo un periodo intenso di lotte e di elaborazioni teoriche, sembrava perdere vigore la sfida politica del femminismo, e di difficile realizzazione l'equilibrio tra trasformare se stesse e modificare la realtà esterna. Si delinearono così risposte diverse: da un lato l'approfondimento della ricerca teorica sulla "differenza sessuale", dall'altro l'impegno nella cultura, nel ripensamento dei saperi, mantenendo sempre al centro la pratica femminista. Si moltiplicarono allora le "istituzioni" di donne: centri di documentazione e di studio, librerie, riviste, università delle donne, women's studies. Nella nuova "geografia" del femminismo italiano che si stava delineando, una delle esperienze più interessanti fu quella del Centro culturale Virginia Woolf di Roma, che non proponeva una critica radicale alla cultura ma intendeva "ripensarla" attraverso lo sguardo femminista e cambiare segno alla produzione intellettuale. Annabella Gioia in questo libro ripercorre le vicende di quella stagione, sottolineandone gli aspetti più innovativi, ma anche le problematiche. Il Virginia Woolf divenne un luogo fervido di studi e ricerche, nonché di incontri e dibattiti che attirarono da tutto il mondo le personalità di punta del femminismo di quegli anni: da Luce Irigaray a Christa Wolf. È qui che prese forma quella che sembrava un'utopia: da un'idea di Michi Staderini, nacque l'Università delle donne, fondata da dieci femministe determinate a offrire a tutte le donne la possibilità di dare campo libero ai propri interessi conoscitivi e trovare forza e riconoscimento reciproco. Uno spazio fisico in cui vivere insieme, discutere e "riattraversare" quella cultura che le aveva escluse, partendo dalla consapevolezza che all'origine di quella esclusione c'era una divisione dei linguaggi e delle discipline da superare: da qui l'ambizione di ricostruire un sapere complessivo senza escluderne l'esperienza, da qui il sogno di praticare una "mescolanza" di saperi. L'Università come luogo di donne e di libri, ma prima di tutto un luogo di esperienza. Fu una storia lunga diciassette anni, intensa, ricca di elaborazioni e di iniziative originali. Una storia unica che, proprio perché profondamente eterogenea e alimentata dal confronto, fu percorsa da contrasti e dissidi ma si offre anche come un'eredità vitale e feconda per le generazioni future.

Italia e America Latina
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Di Santo, Donato - Sereni, Marina - Fassino, Piero - Mattarella, Sergio

Italia e America Latina

Donzelli Editore, 27/10/2021

Abstract: Con l'America Latina il nostro paese ha vissuto storicamente fasi alterne e sentimenti controversi. A volte di grande vicinanza, intesa e solidarietà, altre volte di superficiale disinteresse. In questo volume Donato Di Santo – figura di primo piano nelle relazioni tra l'Italia e il continente latinoamericano – ripercorre le premesse politiche che lo hanno portato, tra gli altri, a creare in Italia uno strumento inedito di politica estera verso la regione dell'America Latina e dei Caraibi: la "Conferenza Italia-America Latina e Caraibi", incontro biennale giunto alla sua decima edizione. Attraverso le Conferenze è stato possibile riunire e far dialogare istituzioni governative, mondo delle imprese, l'economia e la finanza, come pure la cultura e l'università, e le Ong di cooperazione allo sviluppo insieme al mondo sindacale e ai poteri locali. Si sono firmati accordi tra l'Italia e singoli governi latinoamericani, sono stati varati programmi di partenariato economico, commerciale, culturale e di cooperazione internazionale, si è stimolata una maggiore conoscenza reciproca, premessa indispensabile per un'autentica collaborazione. Grazie a questa iniziativa il nostro paese ha accumulato un piccolo tesoro di relazioni che è diventato lo strumento principe della nostra politica estera verso l'America Latina, come ricorda in queste pagine anche il presidente Sergio Mattarella. Nessun altro paese europeo, salvo Spagna e Portogallo, può vantare un simile meccanismo di politica estera e per la prima volta viene raccontata la storia di questa esperienza unica nella politica estera italiana, con dovizia di dettagli e fornendo informazioni inedite. In un mondo sempre più complesso, dove Stati Uniti e Cina si fronteggiano ormai direttamente, coltivare e rafforzare il rapporto italo (euro) latinoamericano dovrebbe essere una priorità strategica per una media potenza, come è l'Italia, e per una Unione europea alla ricerca del proprio "Estremo Occidente". Questo volume costituisce una bussola e fornisce elementi utili a riaccendere l'attenzione politica sull'America Latina.

Disuguaglianze Conflitto Sviluppo
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Barca, Fabrizio

Disuguaglianze Conflitto Sviluppo

Donzelli Editore, 01/11/2021

Abstract: Tempi duri, per la sinistra italiana. I suoi rappresentanti, i suoi esponenti più significativi, i suoi gruppi dirigenti, messi a dura prova da una lunga crisi dell'economia che ha accresciuto le disuguaglianze, e da una parallela crisi della politica che ha visto svilirsi il ruolo dei partiti e crescere sempre più il divario tra governanti e governati, sono a corto di un pensiero strategico: sembrano avere smarrito il nesso tra lo studio della realtà e la sua trasformazione. Da troppo tempo manca una visione, che sappia precedere e accompagnare l'azione politica. In questo libro, incalzato dagli interrogativi che gli pone Fulvio Lorefice, Fabrizio Barca prova ad affrontare di petto il problema di una strategia d'insieme di cui si dovrebbe dotare il soggetto politico che volesse essere artefice di una trasformazione all'altezza delle sfide del presente. Tre sono i nodi principali che vengono presi in esame, alla luce della crisi determinata da Covid-19: le disuguaglianze, il conflitto e lo sviluppo. Attraverso l'intersezione tra dimensione teorica e dimensione pratica, e confrontando punti di vista che sono espressione di generazioni diverse, vengono posti in luce gli elementi di continuità e di discontinuità che legano il presente e il passato dell'Italia, misurandosi con l'ineludibile dimensione europea. Vengono così discussi i nodi essenziali di questa complessa fase storica: lo Stato, l'economia e le classi dirigenti; e poi il ruolo, l'ideologia e le corrispondenti forme della coscienza sociale di alcuni protagonisti. La strada è la ricostruzione di un soggetto politico che prenda la guida di un cambiamento radicale, re-intermediando le persone. E che, andando oltre la stagione gloriosa consumatasi sulle spalle della socialdemocrazia, e innestando nuovo pensiero nel meglio del pensiero del Novecento, trovi l'intersezione delle quattro tensioni primarie del vivere umano: di classe, di genere, ambientale e di razza. Costruendo un blocco sociale moderno e piegando la trasformazione digitale al servizio di questo blocco.

La donna del Caravaggio
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Bassani, Riccardo

La donna del Caravaggio

Donzelli Editore, 23/09/2021

Abstract: Una sera d'estate del 1605, nel cuore della Roma papalina, un uomo di legge viene aggredito alle spalle nel buio, e ferito gravemente con un colpo di spada. Interrogato, l'uomo dichiara di non avere dubbi: a colpirlo è stato Michelangelo Merisi da Caravaggio, il "pittor celebre" con cui qualche sera prima aveva avuto un violento alterco a proposito di una donna chiamata "Lena, che è donna di Michelangelo". Nella vicenda del Caravaggio, pur caratterizzata da continue turbolenze, l'episodio era fino ad oggi rimasto anomalo, sproporzionato, indecifrabile. Chi era Lena? Di cosa era stata incolpata? E perché Caravaggio si era schierato a sua difesa, con un comportamento così violento e scellerato? Per secoli una documentazione scarna e reticente aveva impedito di trovare risposte che andassero oltre le più fantasiose congetture. Finalmente, questo libro scioglie ad uno ad uno i nodi di quella trama oscura, attraverso un'indagine storica rigorosa, costruita su un potente apparato di documenti, in larga parte inediti e qui integralmente trascritti, che porta a una serie successiva di disvelamenti. Il primo passo è l'identificazione di Lena nella persona di Maddalena Antognetti, cortigiana di rango, al centro di una complessa rete di relazioni trasversali negli ambienti più in vista della Roma del tempo. Il secondo passo ci porta nel cuore del libro. Una volta identificata la "Lena, donna di Michelangelo", prende forma un lungo e appassionante flashback che ne racconta tutta la vita precedente, in una ricostruzione ispirata esplicitamente al metodo della "microstoria". Da figlia di una famiglia agiata di un mercante ben introdotto negli ambienti della curia papale, a adolescente orfana e diseredata, costretta con la madre e la sorella maggiore, Amabilia, a lasciare la casa paterna. Ed è proprio Amabilia a spingere Maddalena sulla strada della prostituzione. La vicenda delle due sorelle cortigiane si dipana da quel momento in un crescendo turbolento di affetti e gelosie, solidarietà e contrasti. Da oscura comprimaria, Maddalena Antognetti prende la scena e diventa protagonista di una ricostruzione storica di una città – e di un mondo – dominati dalla violenza e dalla sopraffazione del potere, rigorosamente maschile. È a questa Roma, colta e violenta, raffinata e corrotta, libertina e poliziesca, che Maddalena presta il suo sguardo femminile e scandaloso. Su questo scenario, ed è il terzo passo del libro, prende corpo un'altra certezza. È proprio Maddalena a far da modella al Caravaggio, prestando il suo sembiante al volto della Vergine in un dipinto cruciale dell'artista, quella Madonna dei pellegrini che, esposta al pubblico qualche mese prima su un altare della chiesa di Sant'Agostino, aveva suscitato "estremo schiamazzo" tra i "popolani". Quel quadro non era stato il primo, né sarebbe stato l'ultimo. Nel giro di sette anni, furono almeno sette i grandi quadri di soggetto religioso nei quali Michelangelo ritrasse la cortigiana Maddalena nelle vesti impegnative di sante e di madonne. E in tutte e sette – come mostra la densa postfazione di Fiora Bellini, che fa da vero e proprio contrappunto artistico alla narrazione del libro – campeggia quel volto seducente, ritratto "dal naturale", che chiunque, a Roma, avrebbe facilmente potuto riconoscere. Su questa cifra di profonda, umana condivisione, si salda l'incontro tra Maddalena e Michelangelo, solidali nel difendere, ciascuno a suo modo, la propria identità, il proprio mestiere, la propria reputazione. Fino in fondo. A costo dello sfregio.

Simone de Beauvoir
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Teroni, Sandra

Simone de Beauvoir

Donzelli Editore, 27/07/2021

Abstract: Ancora oggi il nome di Simone de Beauvoir è associato al lungo e faticoso processo di liberazione femminile che ha attraversato il Novecento. L'autrice del Secondo sesso rimane un punto di riferimento fondamentale non solo nel pensiero ma anche nella storia delle donne, al di là delle divisioni che hanno segnato i diversi percorsi del pensiero e della pratica femminista. L'uscita postuma di nuovi materiali, tra cui le corrispondenze con Sartre e con altre figure cruciali della sua vita come Jacques-Laurent Bost o Nelson Algren, e di alcuni scritti intimi, ha reso possibile delineare nuovi percorsi nell'interpretazione della vita e dell'opera di Simone de Beauvoir, e anche comprendere più in profondità la relazione tra amore necessario e amori contingenti che ha caratterizzato la sua vita. Sandra Teroni ci conduce all'interno del laboratorio creativo della Beauvoir focalizzando l'attenzione sulla genesi dei testi e soprattutto sull'intreccio fra scrittura romanzesca e scrittura autobiografica, saggistica e intima, evidenziando in tal modo un'importanza del vissuto esistenziale niente affatto scontata per l'autrice del Secondo sesso, che dichiarava di non aver personalmente mai sofferto di quella condizione femminile denunciata nel suo saggio. Nel libro emerge in modo chiaro l'esigenza di Simone de Beauvoir di passare dalla singolarità dell'io al soggetto plurale, dalla rappresentazione del presente all'analisi dei processi storici, così come trova risalto la centralità del suo impegno civile che la portava ad avere lo sguardo sempre rivolto al futuro, in un appello costante alla libertà e alla lotta per un mondo più giusto. Questa agile monografia procede per "percorsi" – a cominciare da quello amoroso – col risultato di restituire di Simone de Beauvoir un'immagine più complessa e problematica, ancora oggi molto vicina a noi.

Mutamento politico e rivoluzione
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Bobbio, Norberto

Mutamento politico e rivoluzione

Donzelli Editore, 21/10/2021

Abstract: Nell'anno accademico 1978-1979 Norberto Bobbio tenne il suo ultimo corso di Filosofia politica all'Università di Torino. L'argomento prescelto, che costituiva l'epilogo di un settennato di insegnamento sui problemi della vita collettiva, fu "Mutamento politico e rivoluzione". Il corso, che si compone di 54 lezioni, è suddiviso in una parte storica (lezioni 1-44), in cui Bobbio prende in esame gli autori classici, a cominciare da Platone e Aristotele, passando per Hobbes, Montesquieu, Kant e Hegel, fino ad arrivare a Marx, e una parte teorica (lezioni 45-53), in cui viene costruita con metodo analitico una vera e propria "teoria generale della rivoluzione". Nell'ultima lezione, tenuta il 16 maggio 1979, il professore esprime, a conclusione del lungo itinerario percorso, la propria posizione sui grandi dilemmi del mutamento politico. Le lezioni, sempre affollate di studenti e uditori, furono registrate e trascritte, già nel 1979, da tre allievi, che si sarebbero poi laureati con Bobbio: Laura Coragliotto, Luigina Merlo Pich e Edoardo Bellando. A distanza di oltre quarant'anni, i curatori hanno ripreso il lavoro di ripristino dei testi, attingendo anche alle note manoscritte che Bobbio aveva predisposto per ogni singola lezione, oggi conservate nell'Archivio Norberto Bobbio presso il Centro Studi Piero Gobetti di Torino. Nello svolgimento del corso Norberto Bob¬bio fu affiancato da Michelangelo Bovero, allora "assistente" alla sua cattedra, al quale il professore affidò alcune delle 54 lezioni e con il quale intrecciò continue discussioni teoriche. Altri contributi alle lezioni furono da Bobbio richiesti a due giovani studiosi: Donatella Marocco Stuardi e Pier Paolo Portinaro.

La storia (quasi vera) del Milite ignoto
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Franzina, Emilio

La storia (quasi vera) del Milite ignoto

Donzelli Editore, 27/10/2021

Abstract: Storico per mestiere, narratore per passione, Emilio Franzina in queste pagine narra la storia del Milite ignoto camminando sul filo tra storia e letteratura, dipingendo un quadro vivido di ciò che accadde quando la salma del soldato fu seppellita all'Altare della Patria, il 4 novembre del 1921, e di tutti gli eventi che portarono a quelle celebrazioni. Attingendo a una miriade di documenti del periodo 1914-18 – lettere, autobiografie e resoconti ufficiali raccolti in anni di ricerche – Franzina ricostruisce in modo immaginario la biografia di un soldato morto nella Grande guerra e mai identificato, ricompone la storia verosimile, o quasi vera, di un combattente, attraversando tutte le fasi del conflitto. Dopo aver portato più volte a casa la pelle da valoroso, il suo soldato sconosciuto muore appunto da ignoto non in battaglia, ma fuggendo il 23 ottobre 1918 da una casa di piacere per salvare una ragazza, che si era innamorata di lui, da un bombardamento nemico. Per una circostanza fortuita sarà proprio la sua salma a essere sepolta nell'Altare della Patria a emblema e memoria di tutti i caduti nel conflitto. Ed è da questo luogo simbolo che il Milite ignoto comincia a ripercorrere in prima persona, dopo cent'anni, la storia della sua vita – una vita emblematica poiché assomma circostanze, ambienti, episodi conosciuti da un'intera generazione di italiani finiti al fronte più o meno consapevolmente. Grazie alle vicende di questo soldato, i lettori rivivono ogni fase della guerra e vedono montare anche il mito postumo di cui la grandiosa coreografia del Milite ignoto avrebbe costituito il vertice. Contro ogni retorica celebrativa, la chiave scelta da Franzina frantuma e moltiplica sulla pagina – così come la guerra fece nella realtà – l'identità del singolo che diventa, pirandellianamente, uno, nessuno e, nella fattispecie della Grande guerra, seicentomila.

C'era una volta
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Warner, Marina

C'era una volta

Donzelli Editore, 05/10/2021

Abstract: Regine malvagie e splendide principesse, gnomi bonari, elfi malefici, ombrosi giganti, e poi ancora scarpette di cristallo, mele avvelenate, chiavi d'oro e specchi magici – i personaggi e gli oggetti delle fiabe continuano da secoli a stregare lettori e spettatori, grandi e piccoli. Sin dalla notte dei tempi, queste storie fantastiche riescono a valicare ogni confine e a tramandarsi di generazione in generazione, mai uguali e sempre rinnovate dal loro passaggio di bocca in bocca. Poche altre forme letterarie hanno il medesimo potere di incantarci e di accendere la nostra immaginazione. Ma che cos'è una fiaba? Da dove proviene, e qual è il suo significato? Cos'ha da comunicarci riguardo alla morale, alla sessualità e alla società? Il raggio d'azione delle fiabe si estende all'infinito nel tempo e nello spazio; la loro storia si intreccia a quella del folklore e del mito e trae ispirazione dalle diverse concezioni della natura e del soprannaturale, dall'immaginazione e dalla fantasia, offrendo a sua volta un ricco materiale per ulteriori riflessioni e indagini, dalla psicoanalisi al pensiero femminista. Marina Warner ha dedicato tutta una vita a scrivere di fiabe con grande passione, e in questa magistrale sintesi esplora una moltitudine di storie di ogni epoca e le diverse forme che esse hanno preso via via sulla pagina, sul palcoscenico e sullo schermo. Dal loro prepotente imporsi nella letteratura di epoca vittoriana fino alle tante storie contemporanee per bambini, Warner srotola sotto i nostri occhi un luccicante campionario di esempi, dai classici, come Cenerentola e La bella addormentata nel bosco di Perrault, o Cappuccetto rosso In nove ricchi e sintetici capitoli, Marina Warner porta alla luce un forziere di fiabe nelle loro varianti fantastiche e brillanti con l'intento di definire un genere e valutare una forma di letteratura che si tramanda a cavallo delle epoche e della storia, a dimostrazione di come la fiaba sia depositaria di conoscenza e di culture. e Hänsel e Gretel dei Grimm, o la Sirenetta di Andersen, fino alle trasposizioni sullo schermo, dalla fabbrica Disney all'industria di Hollywood, passando attraverso le riscritture perturbanti di Angela Carter e le immersioni nel fantasy.

Antropologia dell'acqua
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Carson, Anne - Anedda, Antonella - Biagini, Elisa - Tandello, Emmanuela

Antropologia dell'acqua

Donzelli Editore, 04/10/2021

Abstract: "La voce più originale della letteratura in lingua inglese oggi", così Michael Ondaatje – l'autore del Paziente inglese – ha definito Anne Carson. A scorrere le pagine di questo piccolo capolavoro della celebratissima autrice canadese, finalmente disponibile in italiano – nella traduzione di tre firme d'eccellenza come Antonella Anedda, Elisa Biagini e Emmanuela Tandello –, non si fa certo fatica a comprendere le ragioni di una simile ammirazione: Anne Carson rompe qualsiasi schema e ha il dono raro di risvegliare nei suoi lettori energie emozionali e intellettuali assolutamente nuove. La lettura di questi testi non potrà che affascinare chi non crede nei "generi". Antropologia dell'acqua è infatti felicemente inclassificabile: possiede il ritmo della poesia e la concretezza della prosa, la logica della matematica e il respiro del pensiero. Saggi, diari, appunti di viaggio, racconti: i diversi materiali che compongono il volume sono in primo luogo una riflessione sulla natura liquida del linguaggio, sul suo stagnare, scorrere, dissolversi. Le pagine sono mappe su cui seguire la relazione tra le creature e l'acqua, tra l'amore e l'acqua, tra la morte e l'acqua. È un libro di viaggio che spalanca la descrizione per riflettere davvero sull'enigma del visibile, è una coraggiosa meditazione sul dissolvimento dei nostri legami e sulla nostra impotenza a trattenere chi amiamo, proprio come è impossibile trattenere l'acqua tra le dita. Un libro filosofico e poetico, tessuto, ma non appesantito, di citazioni, fitto di microracconti, a volte conclusi altre volte no, come accade del resto nella vita, perché Anne Carson ha la capacità di trasformare la parola stessa in orizzonte.