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Feltrinelli Editore, 17/09/2024
Abstract: Negli ultimi decenni, una sana coscienza delle diseguaglianze che affliggono le società occidentali si è trasformata in una faglia sempre più profonda tra culture e gruppi diversi. Davanti alle ingiustizie di razzismo, sessismo, omofobia, un'ideologia separatista si è affermata negli Stati Uniti, e sta iniziando a fare pericolosamente approdo in Europa. Questa ideologia pone al centro della vita sociale e culturale una matrice identitaria soffocante, che non permette vie di fuga.Yascha Mounk, il politologo che aveva già avvertito il mondo dei rischi del populismo di destra, si propone ora di avvertirci di una minaccia che questa volta viene dagli ambienti progressisti. Tracciando le origini di quella che chiama la "sintesi identitaria", Mounk attraversa gli ultimi decenni di storia intellettuale, l'affermarsi di una corrente di pensiero per lungo tempo marginale, la sua conquista delle università, dei media, e poi del mondo del lavoro, con l'ingresso di una nuova generazione di lavoratori cresciuti con il mito dell'identità.Anche se con buone intenzioni, per il desiderio di rettificare ingiustizie secolari, i progressisti che insistono sulle questioni identitarie rischiano di nutrire proprio la destra contro cui lottano. È una trappola, che ci allontana sempre più dagli ideali egalitari a cui si ispirano.Spaziando tra storia intellettuale, politica e filosofia, La trappola identitaria è un appello appassionato per il ritorno a ideali universali, veri portatori di uguaglianza.
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Blackie, 24/09/2024
Abstract: Arricchita da più di 300 illustrazioni di Alexandre Reverdin, questa antologia raccoglie i migliori racconti, saggi, poesie, testi di canzoni ed estratti di romanzi sui cani, provenienti da tutta la Letteratura Canina Universale. Testi in cui i cani sono protagonisti– ma anche antagonisti, complici, compagni di viaggio, creatori di caos, solutori di problemi e sempre, o quasi, portatori di grande felicità. In questo libro troverete: Virginia Woolf, Miguel de Cervantes, Mark Twain, Anton Cechov, Emily Brontë, Franz Kafka e molti altri. Il tributo definitivo agli eroi a quattrozampe che riempiono le nostre vite di gioia e avventura. Un must-have per ogni amante della letteratura (e dei cani).
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Santa Maria. Anche la Morte va in burnout
Solferino, 17/09/2024
Abstract: Maria dimostra circa sessant'anni, è innamorata e vuole andare in pensione: capita a molte. Ma il caso di Maria è un po' particolare perché lei, come lavoro, fa la Morte. Sono miliardi di anni che programma trapassi – di qualsiasi cosa: esseri umani, piante, animali, intere specie – e che sia andata in burnout non è una gran sorpresa. Per l'INPS, però, è uno shock e l'unica risposta che riescono a inventarsi è che per sbrigare la sua pratica occorrerà un po' di tempo. Un periodo che Maria decide di impiegare interagendo con il mondo e soprattutto con l'oggetto del suo desiderio, Antonio Panini, dove Panini non è il cognome ma l'insegna del furgoncino di street food di cui l'uomo è il felice e un po' unto proprietario. Solo che l'amicizia, l'amore e figurarsi il sesso non sono semplici da gestire, se per migliaia di anni ti sei fatta i fatti tuoi. Maria scopre così che dagli alti e bassi delle relazioni umane non c'è salvezza, nemmeno in un apparentemente innocuo – e in realtà assai infido – gruppo di preghiera. E siccome tra i pregi di carattere della Morte non c'è la tolleranza, quando le cose si complicano – in amicizia, in amore, nelle relazioni con l'INPS – il suo modo di prendere in mano la situazione potrà non piacere a tutti.In questo libro si ride tantissimo, si versa qualche lacrima, si riflette sulle cattiverie del mondo, ci si prende qualche soddisfazione. E si empatizza pagina dopo pagina con una protagonista assai singolare, eppure così umana e autentica da farci immedesimare nelle sue avventure, mentre assieme a lei ci indigniamo e ci sorprendiamo delle assurdità di quella che chiamiamo vita.
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Feltrinelli Editore, 17/09/2024
Abstract: Com'è possibile conciliare un'allegria irrefrenabile con un dolore lancinante?La protagonista di questo romanzo-memoir riesce nell'impresa, mentre tenta di sfuggire con "un'allegria di troppo" alla tragedia della sua vita. Calcando le orme di scrittrice di sua madre, ritrovando la vicinanza tra due donne fuori dai canoni, "Chicca" disegna lo spazio di libertà che lei, Luisella Fiumi, la femminista cresciuta sotto la bora triestina, aveva perduto sino a non saper più vivere.Nata per prima, la sorella gemella di Francesca, Anna, è prediletta dalla madre e bravissima in tutto, mentre Chicca sente che i genitori avrebbero desiderato per secondo figlio un bambino, a partire dal suo nome, che scelgono dalla linea maschile della famiglia – e quella "O" mancata sarà per lei a lungo uno specchio da attraversare. Francesca, la scatenata, la "cinciallegra", manifesta subito il suo talento: le parole, quelle che fanno ridere e poi tutte quelle che sanno captare i desideri degli altri. Perché il suo desiderio è soprattutto tenersi aggrappata alla vita. La agguanta avida e impudente, ci gioca con una leggerezza che nasconde il dolore, colleziona uomini attraenti ma emotivamente distanti, seduce e abbandona. Però che significa quella smania camminando sul vuoto di un irreversibile abbandono? Significa, alla fine, mettersi a nudo, con il coraggio di farlo per sé, e per sua madre, e forse per le sue figlie: con una voce forte, matura, commovente. Opera tutta tesa a scoprire come, facendosi male, si è sempre provato un bene sconfinato, Un'allegria di troppo unisce vitalità e disperazione, riso e tenerezza, confessione e letteratura.Mi ero illusa che sulla ruota degli inganni fosse più facile stare al mondo.
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Feltrinelli Editore, 17/09/2024
Abstract: Sembrava proprio un addio. Lo avevamo lasciato a sessantotto anni, già quasi deciso a tirare i remi in barca, intento al bilancio di un'esistenza comune a molte altre. E invece Frank Bascombe è tornato. Invecchiato, conduce una vita più solitaria, si limita a lavoricchiare part-time per il suo ex dipendente Mike Mahoney, che nel frattempo ha accumulato una fortuna.Scrittore mancato, giornalista sportivo, agente immobiliare, due volte divorziato, padre, ma soprattutto protagonista di una serie narrativa che ha fatto di Richard Ford uno dei maggiori autori statunitensi contemporanei, Frank Bascombe affronta in questo romanzo uno dei ruoli più ingrati e strazianti che la vita può offrirgli: assistere sino alla fine il figlio Paul, a cui viene diagnosticata una forma particolarmente aggressiva di Sla. Non resta molto tempo e, dopo un periodo di permanenza in una prestigiosa clinica nel Minnesota, dove Paul tenta l'ultima carta con una terapia sperimentale, Frank prende in mano la situazione e organizza un viaggio in camper. Destinazione finale, un monumento simbolo dell'immaginario statunitense: il Mount Rushmore nel South Dakota, con i volti di quattro grandi presidenti scolpiti nella roccia.Paul e Frank hanno due nature agli antipodi che trovandosi a vivere a stretto contatto danno vita a duetti esilaranti e tentativi improbabili di esprimere i sentimenti reciproci. La morte attende il più giovane dei due, ma la materia dolorosa non si risolve in un libro triste. Mentre riflette sulla mortalità e la felicità, Frank conserva intatto il suo stoicismo provocatorio da grande incassatore, lo sguardo attento e prensile con cui cattura la vita intorno a sé, la vena meditativa e ironica che serpeggia in ogni suo incontro con gli altri esseri umani.Dal premio Pulitzer Richard Ford un nuovo romanzo che ha per protagonista Frank Bascombe, uno dei personaggi più indimenticabili della letteratura americana.
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Feltrinelli Editore, 17/09/2024
Abstract: "Qui troverete l'epica stracciona dei diseredati che non possono permettersi il lusso delle emozioni interiori, la storia degli ultimi che hanno fatto la storia. I protagonisti di queste pagine, se splendono, è per il quarzo dei loro denti di granito. Se la loro pelle cambia colore, è perché una ferita sanguina come un filone d'ematite. E quando sono vicini fanno scintille, come la pirite quando incontra il nitrato di potassio." Domenico Marchettini, detto il Ricciolo, "facchino propenso alla rissa e al turpiloquio". Giuseppe Maggiori, taciturno minatore analfabeta. E ancora, Robusto Biancani, ciabattino comunista dall'aria sensibile e sognante, e Albano Innocenti, "fermentatore di disordini". Personaggi che raramente si incontrano nei libri di storia, se non intruppati in entità collettive e senza volto come "le masse", "i proletari", "il popolo". Sono questi, i loro sodali, le madri, le sorelle, le compagne i protagonisti della novella nera cantata in questo libro. È il racconto di uomini e donne nell'Alta Maremma agli albori del fascismo: anarchici e banditi, disertori e comunisti, tipi arruffati che non hanno avuto la fortuna di trovare davanti a sé una strada dritta e spianata, ma sono stati costretti a farsi avanti "a troncamacchioni" – "tra i lecceti gli scopeti i castagneti e i forteti, col cuore in gola e le labbra spaccate": perennemente in fuga dall'autorità costituita, dai picchiatori fascisti, dai delatori pronti a vendere il vicino di casa per pochi denari. Lo spirito ribelle di minatori e contadini che non hanno niente da perdere ma non rinunciano a opporsi, a negare il proprio consenso, si fa avanti a colpi di coltello, di bastone, di furore, ma anche di versi in ottava rima improvvisati. E dalle colline della Maremma arriva fino in Francia, in Belgio, in Russia."
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Feltrinelli Editore, 17/09/2024
Abstract: "Una voce seducente, a volte erotica, e a tratti anche inquietante." David ByrnePubblicata per la prima volta nel 2007, questa raccolta di racconti ha segnato l'esordio letterario di un'artista poliedrica e inclassificabile. Con la sua voce originale, sexy e tenera a un tempo, Miranda July racconta storie folgoranti di personaggi apparentemente ordinari, tristi e sofferenti per l'intensità dei desideri che la loro vita non ha esaudito. È il caso delle due ragazze che scappano da casa per trasferirsi in città, dell'improbabile amicizia tra una donna single e la figlia dei suoi amici sposati, della trappola tesa da un anziano a un giovane collega. Tra le pagine si rincorrono idiosincrasie e corrispondenze segrete, sul filo della stravagante logica e dell'infinita nostalgia che governa le vite dei protagonisti. Allo stesso tempo, però, July ammette la possibilità di un singolo momento in grado di cambiare tutto: una rivelazione, un malinteso, un evento apparentemente insignificante. Attraverso la sua penna, il quotidiano si eleva per mostrare una visione del mondo incantata, poetica e immaginifica.
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Feltrinelli Editore, 17/09/2024
Abstract: Le grandi idee provengono da persone di ogni provenienza e inquadramento, non solo dagli elementi considerati più brillanti o talentuosi.In questo libro la pluripremiata psicologa sociale Mary Murphy rivela come le organizzazioni e i team più orientati alla crescita siano gli unici capaci di innescare la collaborazione, stimolare l'innovazione, generare la fiducia necessaria per l'assunzione di rischi e, come effetto finale, siano quelli con le maggiori probabilità di ottenere i risultati migliori, a partire dalla capacità di trattenere al loro interno i migliori talenti.Basandosi su casi studio tratti dal suo lavoro con aziende Fortune 500, tra cui Patagonia e Microsoft, e diverse startup, l'autrice illustra come creare ambienti in cui le persone vogliano stare, dove tutti possano prosperare e dove sia possibile esprimere il proprio potenziale, sia individualmente che in gruppo.In un mondo in cui il successo sembra riservato a pochi eletti, "La cultura della crescita" svela un approccio radicalmente nuovo alla creazione di organizzazioni che ispirano l'apprendimento e mirano alla crescita di tutti e a tutti i livelli.
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Adelphi, 17/09/2024
Abstract: "Così giunse nelle mie mani "La sinagoga degli iconoclasti", in un inverno freddo e umido, e ricordo ancora il piacere enorme che le sue pagine mi diedero, e anche il conforto, in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza. Il libro di Wilcock mi restituì l'allegria, come riescono a farlo solo i capolavori della letteratura che sono al tempo stesso capolavori dello humour nero, come gli aforismi di Lichtenberg o il "Tristram Shandy" di Sterne ... Oggi, diciassette anni dopo, esce in seconda edizione. Se volete ridere, se volete migliorare la vostra salute, compratela, rubatela, fatevela prestare, ma leggetela".Roberto Bolaño
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Elizabeth. Romanzo dell'innaturale
Adelphi, 17/09/2024
Abstract: A quattordici anni, Elizabeth Cuttner non si fa illusioni sul mondo e su sé stessa. Il suo sguardo ipertrofico coglie con compiaciuta esattezza dettagli raccapriccianti e miserie private di chi le è prossimo – ed è una condanna senza appello. Dopo la morte dei genitori, cui forse non è del tutto estranea, viene accolta dalla famiglia paterna in un'antica dimora coloniale a Manhattan, a ridosso del porto in disarmo, dove i vecchi edifici e i simboli della città si trasfigurano in vestigia gotiche che resistono all'avanzata dei grattacieli. Qui, in un'atmosfera impregnata di erotismo balthusiano, si consumano torbide relazioni e violenze spesso solo accennate, ma non per questo meno perturbanti, come la liaison venata di sadismo tra Elizabeth e lo zio James. Discendente diretta di una genìa di streghe, fornita di un piccolo ma efficiente armamentario di specchi, gatti, rospi, serpenti e incantesimi, oltre che di un fascino ambiguo e di una sapienza ancestrale, guidata dalle apparizioni di un'antenata che le svela i segreti dell'arte magica, Elizabeth eserciterà spietatamente i suoi poteri per procedere con freddezza verso un'affermazione di sé cui nulla e nessuno potrà resistere. Romanzo anomalo e "innaturale", "Elizabeth" ci consegna un'eroina di raggelante sensualità, una Lolita gotica, cerebrale e sarcastica, che una prosa tagliente, allucinata ma del tutto razionale, rende straordinariamente verosimile.
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SEM, 17/09/2024
Abstract: Vivere in campagna è un'aspirazione di molti; il verde, la tranquillità, il silenzio sono un richiamo irresistibile per chi vuole evadere dall'affanno cittadino. Ma a volte, dietro questa pace apparente, si nascondono corruzione, avidità e misteri irrisolti.Eva e Paul approdano nel Burgenland per affari. Lui fa l'architetto e ha deciso di costruire un nuovo complesso residenziale di lusso dove ora ci sono solo prati e boschi. È prepotente, arrogante, insopportabile. Non ha mai voluto che sua moglielavorasse, una donna non lo fa. Si limita a occuparsi dell'andamento domestico, a cucinare, a comportarsi da padrona di casa quando il marito invita qualcuno di interessante, ovviamente per lui e per i suoi affari. Ma Eva, laureata in agraria, scopreche lì potrà dare sfogo a una sua grande passione, quella per il giardinaggio. Si unisce infatti al Club del pollice verde, di cui fanno parte altre donne intraprendenti, Vera e Johanna, la più pratica delle tre, abilissima nell'usare il potere delle piante. Un potere a cui Eva, in modo del tutto innocuo ma assai fastidioso, ricorrerà per dare qualche lezione al marito. Così, magari, la smetterà di chiamarla "vermetto", come fadi solito.La vita continua così, in una sorta di pseudo-paradiso, finché Vera, zappando nella sua aiuola di zucchine, scopre un cadavere. Com'è finito lì? Si tratta di un omicidio, è chiaro, ma chi l'ha commesso? Ma soprattutto, a chi appartiene quel corpo decomposto?Tra sospetti, accuse e il desiderio delle amiche di ristabilire la giustizia, si snoda un thriller divertente e geniale, giocato su un umorismo appuntito e su un incalzare di avvenimenti e di sorprese.Almeno quella sera Paul sarebbe stato di buon umore. Suo marito profondeva il suo charme in proporzione all'importanza degli ospiti; più erano influenti e potenzialmente utili, più tirava fuori il suo lato solare, spiritoso e carismatico. Alle amiche di Eva riservava in genere indifferenza, a meno che non lo attirassero fisicamente.
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Baldini+Castoldi, 24/09/2024
Abstract: "#1 New York Times Bestseller Tutti a Wakarusa, in Indiana, si ricordano del tragico caso di January Jacobs, la bimba di soli sei anni scomparsa una notte e ritrovata morta in un fosso qualche ora dopo. E Margot Davies non è da meno: lei, che aveva la stessa età e abitava nella casa di fronte, quella notte non l'ha mai dimenticata, anche perché January era la sua migliore amica. Ora, dopo molti anni, Margot è diventata una brava giornalista e anche se la vita l'ha portata lontano, è sempre tormentata dal ricordo dell'amica e dal pensiero che avrebbe potuto esserci lei al suo posto. Ma quando ritorna a Wakarusa – la solita cittadina di provincia, pettegola e soffocante – il passato la investe con tutta la sua prepotenza: un'altra bambina è stata uccisa in circostanze simili a quelle di January. Margot decide quindi di indagare. Ripercorre piste già battute in passato, raccoglie indizi e formula ipotesi, decisa a trovare il filo comune di quelle due storie, l'elemento mancante che potrebbe finalmente assicurare alla giustizia il colpevole. Nessuno le dà retta però. Anzi, tutti in città sembrano avere un segreto da custodire. E più Margot indaga, più resistenza incontra, e il mistero attorno a January si infittisce sempre di più. Cosa le costerà scoprire la verità? Trascinante e imprevisto, con colpi di scena travolgenti, Tutta brava gente è un romanzo percorso da una domanda ineluttabile e affascinante: di cosa sono capaci le persone quando nessuno le vede?"
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Guanda, 18/10/2024
Abstract: "Un'opera straordinaria che ci fa comprendere il Medio Oriente meglio di qualunque saggio. Sorj Chalandon segue la lunga e magnifica scia della voce degli autori che da Sofocle, Anouilh, Brecht sanno che creare significa talvolta riscrivere, attingere all'essenziale."Le Figaro"Splendido e disperato, La quarta parete è il racconto di un'utopia e un inno alla fratellanza."Télérama"La quarta parete racconta magistralmente la guerra, ma lascia un'impressione di pace. Quella del lettore che scopre un grande libro."Le Magazine Littéraire"Raramente un romanzo ha fatto sentire così intensamente la drammaticità della guerra civile. Qui battono i cuori e tuona il mondo."Lire"Vedi, Georges? La pace in teatro, la guerra tutto intorno."Samuel Akunis, regista greco oppositore della dittatura dei colonnelli, ebreo sfuggito all'Olocausto, francese d'elezione, ha un sogno folle: portare l'Antigone di Anouilh tra le strade di Beirut straziate dai combattimenti. "Nata in Grecia, immaginata tra le mani del Reich o interpretata nella Parigi occupata, Antigone era di tutti i tempi. Della nostra attualità." Ma ora Sam è troppo malato e chiede all'amico Georges di portare avanti il suo progetto. Con un passato da attivista nel movimento del Sessantotto parigino e di scontri anche violenti con gli studenti di estrema destra, Georges da tempo ha abbandonato la politica per dedicarsi al teatro. Adesso ha una famiglia, una figlia piccola, ma non può tirarsi indietro. Così, nel febbraio del 1982 parte per il Libano, dove tocca a lui mettere in scena l'Antigone. Per farlo si dovrà negoziare una tregua di due ore. La rappresentazione dovrà avvenire sulla linea di confine, le macerie faranno da scenografia. Gli attori sono scelti da ciascuna delle fazioni nemiche: Antigone sarà palestinese, Emone un druso, Creonte un cristiano maronita, le guardie sciite. Tutti insieme sul palcoscenico: perché se la guerra è una pazzia, anche la pace deve esserlo. Georges si trova a muoversi impreparato tra cecchini, posti di blocco, edifici crivellati di colpi; per la prima volta sente i rumori della guerra. Ma non rinuncia al sogno di Sam, che è diventato anche il suo. Finché, dopo essere stato testimone della violenza e della sofferenza, con il massacro perpetrato nei campi profughi di Sabra e Shatila anche lui avrà la sua parte nella tragedia.
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Vallardi, 11/10/2024
Abstract: ONDE TUMULTUOSE STRITOLANO I NAVIGANTI. MOSTRI MARINI RISALGONO DAGLI ABISSI. L'ORRORE AGITA LE ACQUE PIÙ PROFONDE.Quando calano le tenebre e il vento si spegne, un cupo richiamo attraversa i flutti. Piovre giganti lacerano i corpi dei marinai, trascinati nei fondali più oscuri. Relitti di antiche navi affiorano tra le alghe del Mar dei Sargassi, presagi di una fine ineluttabile. Un'isola fantasma vaga per gli oceani catturando i naufraghi, prigionieri di un limbo che la morte stessa rifugge.Profondo raccoglie i migliori racconti sugli abissi, nutrendo quella morbosa attrazione per l'immensità oceanica e insieme l'angoscia di una rotta senza salvezza. Nove racconti per cedere alle lusinghe dell'ignoto e lasciarsi sedurre dal fascino sinistro del mare.
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Poveri e abbandonati. Una nuova economia per i luoghi lasciati indietro
Egea, 20/09/2024
Abstract: Dagli anni Settanta il consenso occidentale in materia di politica economica si basa sul presupposto che qualsiasi area povera (una città, una regione o addirittura un intero paese) troverà un modo per progredire grazie alle forze di mercato. Se le economie locali non riescono a riprendersi e i cambiamenti del mercato hanno reso una località inadatta alle esigenze delle imprese, la forza lavoro può e deve trasferirsi in luoghi più prosperi. In ogni caso, non è necessario alcun intervento esterno: in un modo o nell'altro, il problema si risolverà da solo. Ma non è così. Utilizzando esempi di aree lasciate indietro, il famoso economista dello sviluppo Paul Collier dimostra come le economie occidentali centralizzate siano state le più inefficaci nell'alleviare la povertà, anche quando a livello nazionale un paese sembra essere in crescita. Il South Yorkshire, un tempo polo dell'industria siderurgica, è oggi la contea più povera dell'Inghilterra. Dagli Stati Uniti al Giappone, dallo Zambia alla Colombia, le regioni e le nazioni in declino economico si ritrovano con poche possibilità di recupero, ignorate dalle potenze che potrebbero venire in loro aiuto.In Poveri e abbandonati Collier esamina come questo approccio unico e indifferenziato alla politica economica abbia devastato intere aree e nazioni di tutto il mondo, rendendo la società molto più diseguale. Eppure, il suo messaggio è pieno di speranza: con grande acume, infatti, e traendo lezioni da campi disparati quali la psicologia comportamentale, la biologia evolutiva e la filosofia morale, spiega come sia possibile adattarsi alle esigenze delle singole economie per costruire un futuro globale più luminoso e inclusivo.
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Israele anno dieci. Prefazione di Aldo Cazzullo
Longanesi, 01/10/2024
Abstract: Da uno dei più grandi storici del Novecento, il ritratto di un Israele giovane e progressista che celava in sé contraddizioni e fragilità.È il 1958 e lo Stato d'Israele ha appena celebrato i dieci anni dalla guerra fondativa, un conflitto che ha sì salvato il Paese ma anche aperto questioni ancora oggi irrisolte e problemi che ciclicamente si sarebbero ripresentati. Angelo Del Boca ha poco più di trent'anni, ha vissuto la Seconda guerra mondiale, conosciuto gli orrori della Shoah, visto con i suoi occhi i volti delle famiglie ebree che venivano deportate. Sente in Israele l'entusiasmo, la voglia di rinnovamento e di futuro che diventano valori fondanti dello Stato, ma conosce bene anche la Storia e sa che accanto a grandi risultati possono sorgere grandi contrasti. In queste pagine di disarmante attualità, Del Boca riesce a imprimere su carta sia l'immenso fascino della regione, sia la profondità delle spaccature che Israele porta con sé sin dalla sua nascita, in un racconto che, introdotto dalla voce puntuale di Aldo Cazzullo, ci aiuta a comprendere meglio il nostro presente.
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Salani Editore, 01/10/2024
Abstract: "Un avvincente e autorevole storia della famiglia che ha rivoluzionato il mondo dei giocattoli, che attinge all'accesso esclusivo degli archivi Lego e alle interviste con il suo ex presidente."The New York TimesOggi LEGO è un simbolo per i bambini e gli adulti di tutto il mondo e i suoi mattoncini colorati sono molto più di un giocattolo. Ma pochi conoscono la storia di questa azienda globale, una storia ricca di colpi di scena, di intuizioni, di gravi crisi e di coraggio. Tutto ha inizio nel 1916, in un laboratorio di falegnameria nella campagna danese.Ole Kirk Kristiansen è un giovane artigiano che costruisce case in legno per i contadini della zona. È un ragazzo sorridente, generoso e infaticabile. Purtroppo per lui, è anche perseguitato dalla sfortuna: per due volte la sua attività viene distrutta, prima da un incendio, poi da un fulmine, e quando le cose cominciano a girare bene ci pensa la Grande depressione a mettergli i bastoni tra le ruote. Ma Ole non è tipo da arrendersi e, con l'economia mondiale in ginocchio e il legno che scarseggia, ha un'idea: produrre mobili in miniatura e giocattoli, macchinine, paperelle, yo-yo. La svolta è vincente e nel 1934 nasce ufficialmente la LEGO – il nome è la contrazione di un'espressione danese che significa 'gioca bene' – ma il vero colpo di genio, quello capace di cambiare per sempre l'intera industria dei giocattoli, arriva dopo la guerra, quando Ole scopre la plastica e inventa un sistema rivoluzionario per incastrare i mattoncini. Con la partecipazione diretta dei Kristiansen, tuttora proprietaria della LEGO, questo libro ricostruisce l'appassionante storia di una famiglia attraverso tre generazioni e l'epopea di un mattoncino immortale che ha acceso la nostra immaginazione.
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Prodigi e vertigini dell'analogia. Sull'abuso delle belle lettere nel pensiero
Castelvecchi, 17/09/2024
Abstract: Nel 1996, un'autorevole rivista americana pubblicò un articolo controverso, in cui l'autore, il fisico Alan Sokal, sosteneva le sue divagazioni filosofiche e assurdità scientifiche servendosi di citazioni di illustri intellettuali francesi e americani. Dopo aver svelato l'inganno, Sokal scrisse un libro che metteva in luce le "imposture intellettuali" e le acrobazie linguistiche di Jean Baudrillard, Gilles Deleuze, Jacques Lacan, Bruno Latour, Julia Kristeva. Invece che portare a una discussione rigorosa sulla necessità di riaffermare un'etica della comunicazione scientifica, la parodia scatenò una reazione corporativa da parte di una casta intellettuale che si considera al di sopra di ogni critica e non accetta che l'elogio dei media. Da sempre orientato al rigore argomentativo e alla ricerca della verità, Jacques Bouveresse denuncia "il rapporto dilettante e fantasioso" che, a partire da Régis Debray, una parte della filosofia contemporanea intrattiene con la scienza, mostrando il pericolo di un uso arbitrario di concetti matematici e fisici in nome di un presunto "diritto alla metafora" o di una vaga creatività del pensiero. Ma dietro il gergo altisonante e l'apparente erudizione scientifica, il re è nudo. Quale futuro attende la democrazia se viene meno il diritto di comprendere e valutare in maniera autonoma qualsiasi tipo di argomentazione? Alle accuse di estetismo intellettuale, Bouveresse affianca la critica radicale di una delle malattie della cultura contemporanea: il relativismo postmoderno. Che, nel negare l'esistenza di una conoscenza oggettiva verificabile, alimenta, a sorpresa, reazionarie ideologie identitarie.
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Castelvecchi, 17/09/2024
Abstract: È sull'orlo dei trent'anni Nina, sta a casa con mamma papà fratello e nonno, il cui odore aspro di malattia le si attacca addosso come un'altra pelle. È sull'orlo di un burrone, ogni giorno, Nina: un lavoro da cementare ancora e un amore finalmente buono da inventare, se solo sapesse come si fa. In fondo, vorrebbe solo dormire e sorridere, e così quando il nonno muore ci prova con lo Zoloft – con lui funzionava – e se lo nasconde in fondo al cassetto delle mutande. Ma è più complicato di così, per lei, per Nina la Balena che, da bambina, accatastava Oro Saiwa, Nastrine e plumcake sotto al banco e che ora, donna, si intestardisce a voler dare un nome alle cose, anche se si rivela puntualmente il nome sbagliato. E allora decide di ricominciare tutto daccapo, vola cade e si rialza. Chiude col passato e va a vivere da sola. E che fa, a quel punto? Pulisce casa, dice. In realtà non la pulisce mai. È più il tempo che passa a letto, o ad aspettare un sms da Andrea o un match su Tinder. Così la depressione diventa pulizia, la morte noia, il desiderio di un figlio un disegno da colorare, la libertà un vibratore a forma di fenicottero e l'amore un transformer. Andrea sfugge e lei cerca di dargli dei contorni. Come quando colora dentro i bordi. Nina si sente sola ma non lo è davvero, ha i soliti chili di troppo che non la mollano mai e quel disperato desiderio di rivendicare un piacere tutto per sé, di fare tutte le altre cose, quelle non da lei. Ci si può liberare di qualcosa che ci sfugge di continuo? E possiamo riuscirci da soli? Silvia Sangriso ci conduce dritti dritti al centro del buco nero di noi stessi con una storia che ci addolora e poi guarisce, in un andirivieni concitato, struggente. Da cui però si può sempre ricominciare
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La nave di Teseo, 24/09/2024
Abstract: Dopo la fine del primo conflitto mondiale, nelle campagne ferraresi esplode la rabbia di migliaia di braccianti, sfruttati da decenni nei lavori di bonifica delle valli infestate dalla malaria. I Callegari sono una famiglia di scariolanti e lavandaie che attraversano questo universo di miseria e idealismo, di acqua e terra, in cui sono le donne, prima tra tutte Ginisca, a cercare di cambiare il destino delle loro figlie. La provincia di Ferrara dopo la guerra si trova sotto il dominio incontrastato delle leghe rosse, poi viene travolta dalla reazione delle squadre di camicie nere ed è in questo clima di odio e violenza che si incontrano Tina e Lucia, figlie di un agrario fascista e di un capolega socialista. Una storia d'amore nella terra di Balbo, Matteotti e don Minzoni. Sorretto da una scrittura che affianca ai toni avvolgenti del realismo magico quelli precisi del racconto storico, questo romanzo corale, pieno di vitalismo e di personaggi indimenticabili, trascina i lettori, consegnandoci una storia a cui apparteniamo ancora.