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Intrigo
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Salerno, Eric

Intrigo

Il Saggiatore, 11/02/2016

Abstract: Una guerra taciturna e sibillina prende campo in Australia alla fine della Seconda guerra mondiale. Un gioco al massacro, spesso confinato solo alla furia dell'intenzione, si ramifica sotterraneamente per le strade, nelle tubature delle case, nei luoghi della sicurezza quotidiana.A Melbourne, Felix, orologiaio ebreo di antica tradizione, incarna l'invisibile anello di congiunzione tra due mondi in inconciliabile coabitazione: da una parte i sopravvissuti alla Shoah, reduci rosi dalla propria storia, dilaniati da un desiderio di vendetta e, insieme, da un bisogno di oblio, arrivati nel continente per sfuggire a un passato sanguinoso e per ricostruire un'identità frantumata dalle persecuzioni naziste, dai massacri nei campi di concentramento e dai fumi delle camere a gas; dall'altra i nazisti, scampati alla giustizia dei posteri nei luoghi più remoti del mappamondo, che vivono sotto falso nome, con discendenze ridisegnate astutamente, svolgendo i lavori più comuni e sorridendo, sempre. Carnefici e vittime, sterminatori e sterminati camminano inconsapevolmente per le stesse strade, mangiano seduti accanto negli stessi ristoranti, si contendono i vestiti nei medesimi centri commerciali.Felix rintraccia i nazisti. E li uccide. Tra riunioni clandestine dentro le mura domestiche e sopralluoghi in incognito a Gerusalemme, dove scopre storie inaspettate che coinvolgono nelle sue ricerche anche l'Ordine dei Templari, l'orologiaio e la sua cerchia di compagni fidati progettano esecuzioni cruente, assemblano ordigni artigianali, ammassano repertori di appunti, schedule e fotografie, tenendo sotto tiro ogni minimo sospetto.In Intrigo, insonnia e rabbia, sublimate dalla razionalità della premeditazione, compongono un miscuglio alchemico esplosivo e letale. Attraverso il racconto di Eric Salerno tutto diventa progettazione maniacale e interpretazione degli orrori rimasti invendicati, che ora popolano la vita dei superstiti come spettri. Ma, se le colpe ricadono dai padri ai figli, lo stesso accade per le ossessioni. E spetterà a Vera, la figlia dell'orologiaio, fare i conti con un inquietante segreto.

Le uguaglianze. Diritti, risorse, sfide per il futuro. Giovani studiosi si confrontano sul conflitto intergenerazionale
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Corrado, Leda Rita

Le uguaglianze. Diritti, risorse, sfide per il futuro. Giovani studiosi si confrontano sul conflitto intergenerazionale

Ledizioni, 10/02/2016

Abstract: Il concetto di uguaglianza, declinato in vari ambiti (antropologico,sociologico, economico, giuridico et cetera), è stato oggetto di riflessionee ragione di conflitto per secoli, fino a diventare il veroe proprio cardine degli Stati moderni: nell'età contemporaneail principio di uguaglianza – formale e sostanziale – è cristallizzatonelle Costituzioni europee e nelle convenzioni internazionali,dalla Costituzione italiana alla Carta dei Diritti Fondamentalidell'Unione Europea, passando attraverso la Convenzione Europeadei Diritti dell'Uomo. L'uguaglianza non è soltanto uno strumentodi tutela per i diritti dei consociati, ma è anche parametrodi allocazione delle risorse all'interno delle comunità.

Perché guardiamo gli animali?
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Berger, John - Nadotti, Maria

Perché guardiamo gli animali?

Il Saggiatore, 11/02/2016

Abstract: Lo sguardo di un cane, con la sua muta urgenza, può interrogare in modo profondo, indicando realtà che sfuggono all'attenzione umana. Una lepre che attraversa un confine, davanti agli agenti di frontiera, rivela quanto ci sia di arbitrario nelle convenzioni che governano il nostro quotidiano. Rispecchiarsi negli occhi di un orango equivale a un viaggio nel tempo lungo millenni, e il bagliore emanato da una lucciola può apparire ancora più gelido e remoto di quello di una stella.Da sempre gli animali occupano il centro dell'universo insieme all'uomo: nell'antichità venivano utilizzati per popolare lo zodiaco, e gli indù immaginavano che la Terra fosse sorretta da un elefante, a sua volta in piedi sul guscio di una tartaruga. Li guardiamo da sempre, perché sono esseri senzienti e mortali come noi, eppure radicalmente diversi: osservandoli abbiamo imparato a definire che cosa è umano, e il loro sguardo ci è ancora indispensabile.Oggi gli animali abitano le case di milioni di persone, le loro fotografie invadono il web e le pagine dei giornali: sono dappertutto, eppure stanno scomparendo, perché è sempre più rara la possibilità di un incontro, sostituita dallo spettacolo di documentari, cartoni animati e giochi per bambini. Stanno perdendo il ruolo di messaggeri di un "oltre" segreto, dell'abisso che si trova al di là del linguaggio e parla della nostra origine, della nostra solitudine come specie.John Berger analizza questi temi attraverso un caleidoscopio di linguaggi e di forme testuali – dalla favola alla memoria, dal saggio critico al racconto –, sempre guidato da una scrittura che argomenta con chiarezza e mette a nudo il reale con i delicati strumenti dell'empatia, illuminando la natura di un rapporto che ha dato origine alla pittura e alla metafora, e dunque all'arte e all'identità stessa dell'uomo.

The dark
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McGahern, John

The dark

minimum fax, 18/02/2016

Abstract: La prigione in The Dark è nel fango e nella severa aridità morale dell'Irlanda degli anni Cinquanta. Tra violenza e passioni, cattolico senso di colpa e rimorso si dipana la storia dei tentativi del giovane protagonista per raggiungere la propria identità e affrancarsi dalla stretta del padre, odiato ma anche oscuramente compatito. Bloccato da un senso di inadeguatezza, il ragazzo, primo nemico di se stesso, non riuscirà a fare il suo ingresso nel mondo così come i suoi talenti promettono. A dargli quella grigia sicurezza che gli sembra lo scopo della vita sarà, forse, un lavoro impiegatizio a Dublino. L'autore esplora con precisione e grande tenerezza una situazione umana che sotto un'apparenza ordinaria nasconde un'agonia di disperazione e desiderio, fino a un climax che insegnerà sia al padre che al figlio una delle più intricate verità su cosa voglia dire essere un uomo. McGahern, uno tra i primi estimatori del John Williams di Stoner, utilizza una lingua asciutta che garantisce uno sguardo diretto, intimo e realistico sui tormenti di un'adolescenza solitaria. Un'opera intensa che fu immediatamente bandita dalla censura irlandese e che, a cinquant'anni esatti dalla sua prima apparizione, arriva finalmente a catturare i lettori.

Contro l'antimafia
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Di Girolamo, Giacomo

Contro l'antimafia

Il Saggiatore, 18/02/2016

Abstract: Matteo Messina Denaro, l'invisibile, è il più potente boss di Cosa nostra ancora in libertà. È a lui che dalla radio della sua città, Marsala, si rivolge ogni giorno Giacomo Di Girolamo nella trasmissione Dove sei, Matteo?, ed è a lui che si rivolge in questo libro: stavolta, però, con un'agguerrita lettera di resa.Di Girolamo non ha mai avuto paura di schierarsi dalla parte di chi si oppone alla mafia. Ma adesso è proprio quella parte che gli fa paura. Ha ancora senso l'antimafia, per come è oggi? Ha avuto grandi meriti, ma a un certo punto è accaduto qualcosa. Si è ridotta alla reiterazione di riti e mitologie, di gesti e simboli svuotati di significato. In questo circuito autoreferenziale, che mette in mostra le sue icone – il prete coraggioso, il giornalista minacciato, il magistrato scortato – e non aiuta a cogliere le complesse trasformazioni del fenomeno mafioso, si insinuano impostori e speculatori. Intorno all'antimafia ci sono piccoli e grandi affari, dai finanziamenti pubblici ai "progetti per la legalità" alla gestione dei beni confiscati, e accanto ai tanti in buona fede c'è chi ne approfitta per arricchirsi, per fare carriera o per consolidare il proprio potere, in nome di un bene supremo che assolve tutto e tutti.Non è più questione di "professionisti dell'antimafia": oggi comanda un'oligarchia dell'antimafia, e chiunque osi metterla in discussione viene accusato di complicità. Di Girolamo scrive allora a Matteo Messina Denaro. Scrivere al grande antagonista, al più cattivo dei cattivi, è come guardarsi allo specchio: ne emerge, riflessa, l'immagine di una generazione disorientata, che assiste inerme alla sconfitta di un intero movimento, alla banalità seriosa e inconcludente delle lezioni di legalità a scuola, alle derive di un giornalismo più impegnato a frequentare le stanze del potere, politico o giudiziario, che a raccontare il territorio.Contro l'antimafia è un libro iconoclasta, amaro, che coltiva l'atrocità del dubbio e giunge a una conclusione: per resistere alle mafie serve ripartire da zero, abbandonando la militanza settaria per abbracciare gli strumenti della cultura, della complessità, dell'onestà intellettuale, dell'impegno e della fatica.

Il Cinghiale che uccise Liberty Valance
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Meacci, Giordano

Il Cinghiale che uccise Liberty Valance

minimum fax, 03/03/2016

Abstract: Nell'immaginario paese di Corsignano – tra Toscana e Umbria – la vita procede come sempre. C'è gente che lavora, donne che tradiscono i propri uomini e uomini che perdono una fortuna a carte. C'è una vecchia che ricorda il giorno in cui fu abbandonata sull'altare, un avvocato canaglia, due bellissime sorelle che eccellono nell'arte della prostituzione e una bambina che rischia la morte. E c'è una comunità di cinghiali che scorrazza nei boschi circostanti. Se non fosse che uno di questi cinghiali acquista misteriosamente facoltà che trascendono la sua natura. Non solo diventa capace di elaborare pensieri degni di un essere umano, ma, esattamente come noi, diventa consapevole anche della morte. troppo umano per essere del tutto compreso dai suoi simili e troppo bestia per non essere temuto dagli umani: "il Cinghiale che uccise Liberty Valance" si ritrova all'improvviso in una terra di nessuno che da una parte lo getta nella solitudine ma dall'altra gli dà la capacità di accedere ai segreti di Corsignano, leggendo nel cuore dei suoi abitanti. Giordano Meacci scrive un romanzo bellissimo, commovente, appassionante, che racconta l'eterno mistero dei nostri sentimenti e lo fa grazie all'antico espediente di trattare le bestie come uomini e gli uomini come una tra le molte specie viventi sulla Terra.

L'ascesa dello stato islamico. ISIS, il ritorno del jihadismo
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Cockburn, Patrick

L'ascesa dello stato islamico. ISIS, il ritorno del jihadismo

Stampa Alternativa, 23/02/2016

Abstract: Una nuova minaccia è nata dopo le vicende fallimentari dell'Iraq e dell'Afghanistan, delle Primavere arabe e della Siria. Nuovi movimenti jihadisti e, in particolare, l'ISIS, sono emersi. Nel corso delle operazioni militari condotte nel giugno 2014 queste nuove organizzazioni si sono dimostrate di gran lunga più efficaci di quanto al-Qaeda sia mai stata, conquistando territori da una parte e dall'altra del confine iracheno, compreso quello della città di Mossul e occupando un territorio grande geograficamente come quello della Gran Bretagna. I resoconti della loro capacità di coordinamento militare e della loro brutalità sono agghiaccianti.Mentre si chiede a gran voce l'instaurazione di un grande Califfato, l'Occidente diventa ancora una volta un obiettivo da colpire, come gli avvenimenti delle ultime settimane si sono affrettati a dimostrare.Com'è possibile che le cose siano andate così male?Patrick Cockburn, direttamente dal terreno dello scontro, ricostruisce le ragioni di questa grande débâcle della politica estera degli Usa e dell'Occidente e l'impatto che esercita su un Medio Oriente instabile e lacerato dalla guerra.

Mumbo Jumbo
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Reed, Ishmael

Mumbo Jumbo

minimum fax, 25/02/2016

Abstract: Brillante ed eccentrico, Mumbo Jumbo è un'elegia e una rivendicazione della cultura africana in tutte le sue manifestazioni e latitudini, dalla mitologia egizia al VooDoo, al blues e al dixieland. È una fiera rivendicazione del ruolo africano nella storia della cultura occidentale, dall'antichità a oggi. È anche un trattato di controstoria degli Stati Uniti, un hard-boiled mistico che si svolge ad Harlem negli anni Venti – l'epoca della Black Renaissance – e ha come protagonista un detective animista, Papa LaBas, aiutato nell'indagine da Black Herman, mago e illusionista, alle prese con un'epidemia di Jes Grew, virus diffuso tramite il jazz che spinge i bianchi a ballare fino allo sfinimento. Sullo sfondo, la guerra sporca degli Stati Uniti contro Haiti. L'intera civiltà moderna viene analizzata attraverso un capovolgimento di prospettiva, in cui la storia incrocia l'allucinarsi della verità.Mumbo Jumbo, che torna ai lettori dopo una lunghissima assenza, è un giallo VooDoo, un libro di black fantasy, una satira: un'opera di puro genio che diverte, sorprende e stupisce, e probabilmente uno dei più clamorosi libri di culto di sempre.Con una nota di Elémire Zolla

Trame d'infanzia
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Schiaffino, Lucilla

Trame d'infanzia

Voland, 25/02/2016

Abstract: "Erano corse fuori, incuranti del freddo e della ghiaia che pungeva i piedi nudi. Il buio spettrale le spaventò ancora di più e la speranza che i loro timori fossero solo fantasie si allontanava a ogni passo."Emma e Riccarda sono cugine ma non si frequentano da dodici anni. Si rivedono per caso una sera in un locale di Roma, città nella quale si sono trasferite entrambe. Emma, giornalista femminista impegnata a lottare contro le ingiustizie di genere, si trova lì per condurre un'inchiesta sulle escort. Riccarda invece è diventata una donna avvenente e sicura di sé, disposta a tutto pur di circondarsi di cose belle e preziose. L'incontro apre una brusca finestra sul passato e riporta alla luce ricordi sepolti e traumi legati alla storia della loro famiglia. Molti anni prima un evento inquietante sembra aver segnato per sempre le loro vite. Il viaggio nei luoghi dell'infanzia le condurrà verso nuove rivelazioni e verità, fino all'inevitabile e sorprendente finale.

Chiamala per nome
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Goldman, Francisco

Chiamala per nome

Il Saggiatore, 15/09/2015

Abstract: Romanziere e giornalista affermato, Francisco Goldman era un eterno adolescente, sfortunato in amore e allergico all'impegno, prima di incontrare la giovane Aura. Dottoranda messicana a New York, creatura sensibile, fragile e bellissima, Aura ha quella passione per le lettere e per la vita che per anni Francisco ha cercato invano nelle donne intorno a sé. Ma sulla spiaggia di Mazunte, Oaxaca, Messico, un mese prima del loro secondo anniversario, dall'oceano un'onda si scatena impietosa contro l'impulsiva esuberanza di Aura. La sua vita si spezza a soli trent'anni. La famiglia accusa Francisco dell'accaduto, interrompe ogni rapporto con lui, arriva a nascondergli le ceneri della moglie. Roso dal senso di colpa, sopraffatto dal destino e completamente svuotato, Francisco è tentato di lasciarsi morire. Fa invece quello che fa da sempre: scrive. E scrivendo, con voce lirica e amara, tenera e lancinante, esplora le più elevate altitudini dell'amore e i più cupi abissi del lutto; restituisce Aura a se stesso e ai lettori. Fa vibrare di speranza il dolore della perdita e ipnotizza con una favola d'amore che resta tale anche di fronte all'inconsolabile brutalità della morte. Grazie ai ricordi dell'uomo che l'ha amata, e attraverso i diari e gli scritti di Aura, rivivono in queste pagine momenti, parole, pensieri e immagini di un essere speciale: le ansie, le passioni, le piccole malizie, lo spirito libero; la vita con Francisco tra Brooklyn e Città del Messico, le lotte accademiche, la scrittura, l'infanzia segnata dall'inestricabile legame con la madre e dal trauma per l'assenza del padre. Chiamala per nome riesce nel miracolo di ridare ad Aura un nuovo corpo, un corpo letterario così vero e intenso che leggendo questo libro noi stessi sentiremo di averla incontrata e amata.

Come viaggeremo nel tempo
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Everett, Allen - Roman, Thomas - Bartesaghi, Paolo

Come viaggeremo nel tempo

Il Saggiatore, 26/02/2016

Abstract: Possiamo viaggiare nel tempo? Riusciremo mai a prendere scorciatoie in grado di coprire le distanze interstellari in pochi secondi? La fantascienza – da Star Trek a Interstellar, passando per i più diversi tipi di incontri ravvicinati – ci ha abituato a salti nell'iperspazio, esplorazioni intergalattiche, ipervelocità, wormhole attraversabili e motori a curvatura, ma quante di queste visioni saranno effettivamente realizzabili, se non oggi, nel nostro immediato futuro?In Come viaggeremo nel tempo, Allen Everett e Thomas Roman affrontano queste domande e passano in rassegna le possibilità più allettanti aperte dalla ricerca contemporanea: dai paradossi della relatività ristretta alle inaspettate connessioni teoriche fra viaggi a ritroso nel tempo e moti a velocità superiori a quella della luce, dalle differenze paradigmatiche fra i viaggi nel futuro e nel passato alle macchine del tempo concepite dall'uomo – "macchine" che poco hanno a che vedere con le più sofisticate astronavi o i più improbabili macinini dell'immaginario fantascientifico, ma sono piuttosto costruzioni fisiche squisitamente ipotetiche.Nato da un manifesto amore per la fantascienza e i suoi autori, H.G. Wells per primo, e da un'altrettanto evidente passione per il rigore analitico, Come viaggeremo nel tempo non è solo un libro sullo spazio e le sue imperscrutabili distanze, sulla materia e l'energia, ma anche e soprattutto un racconto – visionario e avventuroso, eppure scientificamente solido – di come la fisica e la tecnologia stanno cambiando le nostre percezioni, la realtà in cui viviamo e, da ultimo, noi stessi, abbattendo le barriere di quello che è finora rimasto il più insondabile dei misteri: il tempo.

Delle donne non si sa niente
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Aspesi, Natalia

Delle donne non si sa niente

Il Saggiatore, 16/09/2015

Abstract: Delle donne, del loro universo fatto, oggi come ieri, di aspettative sociali e aspirazioni individuali spesso dolorosamente contrastanti, non si sa niente. È un refrain ripetuto con regolarità dai giornali, dalla televisione, dalla pubblicità: la donna come mistero, come non detto, come seduzione di uno sguardo velato; la donna che custodisce il proprio segreto gelosamente, come fa con la casa, i figli, la famiglia. La donna che chi la capisce è bravo, a sentire i discorsi da bar. Ma delle donne davvero non si sa niente, e capita che siano le donne stesse le prime a ignorare storie, battaglie, conquiste degli ultimi cinquant'anni. Natalia Aspesi, invece, delle donne sa molto: anni dedicati ad ascoltare le loro parole, a leggere le loro lettere, a inseguire le loro storie, l'hanno resa un'esperta in materia: donne che si affermano nel mondo senza la stampella dell'approvazione maschile; donne che non rinunciano al ruolo vestalico di moglie e madre devota; donne che indossano divise; donne che guidano nazioni; donne che scrivono, compongono, dirigono e oggi usano i mezzi di comunicazione di massa per arrivare anche dove barriere ideologiche vorrebbero impedire loro l'accesso. Manuale e memoriale, mappamondo, vademecum imprescindibile per chiunque voglia conoscere quello che le donne non dicono, Delle donne non si sa niente è anche un piccolo dono prezioso di Natalia Aspesi a chi, da anni, si affida a lei per navigare il frastagliato arcipelago del femminile e delle relazioni fra i sessi.

Le corna del duca
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Capecelatro, Giuliano

Le corna del duca

Il Saggiatore, 15/09/2015

Abstract: Cesare della Valle, duca di Ventignano, è un personaggio bizzarro. Elegante aristocratico nella Napoli di fine Settecento, colto letterato e gran viveur, il duca è perseguitato da una fama sinistra: pare che semini disgrazie solo lanciando intorno il suo sguardo malevolo. Oltre all'amarezza di non veder confermato il proprio prestigio sociale al Gran ballo di Carnevale del re, ovunque vada il duca deve difendersi dalle calunnie rivolte contro la sua persona. Nel secolo dei Lumi, che vede in ogni scudisciata del potere l'impronta di un dominio nefasto, ogni evento, dall'incendio del San Carlo fino alla caduta del Regno delle Due Sicilie, sembra destinato a coprire di pregiudizio la sua figura. Perfino il mancato attentato alla persona del re da parte di uno scriteriato soldataccio ricade tra le responsabilità occulte del duca. Lazzi e scongiuri accolgono ogni sua apparizione, e ancora ne offuscano la memoria, con l'avallo di Alexandre Dumas, che con la sua opera rafforzò la celebrità dello jettatore, ma che pure ne scrisse senza mai menzionarlo, per evitare il malocchio. Giuliano Capecelatro prende spunto dalla travagliata esistenza del duca di Ventignano per raccontare con originalità cent'anni di Storia della città partenopea. I personaggi di Le corna del duca si muovono in una società complessa, in trasformazione, che vive gli stridenti contrasti tra la ricchezza borbonica e la miseria dei vicoli, e prendono vita in una narrazione romanzesca sulfurea, che offre lo spunto per un viaggio attraverso archetipi della credenza e del funesto potere dell'occhio. A guidare il vituperato aristocratico, un Virgilio malizioso e gaglioffo, 'o monaciello, figura tipica del folclore napoletano, che tra beffe e malignità ci tiene in bilico sull'incerto confine tra razionale e irrazionale. Ma la realtà, come sempre, si svela soltanto a chi ha occhi per vedere.

Nel corpo del mondo
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Ensler, Eve - Barberis, Sarah V.

Nel corpo del mondo

Il Saggiatore, 30/07/2015

Abstract: Un'attivista conosciuta ovunque nel mondo, che ha combattuto tutta la vita per i diritti delle donne; che ha portato milioni di persone a ballare per le strade e nelle piazze, in un flash mob globale di protesta; che ha contribuito a fondare in Congo la Città della Gioia, un centro di accoglienza per donne violentate. Poi, in un giorno qualunque, un presentimento: qualcosa dentro di lei non sta funzionando come dovrebbe. E una radiografia che rivela una "gigantesca pozza di nero" proprio al centro del suo corpo. È così che Eve Ensler, celebrata autrice dei Monologhi della vagina, scopre di avere un cancro all'utero in stadio avanzato. A cinquantasette anni, dopo aver aiutato migliaia di donne, Eve deve andare in soccorso di se stessa. Ora, è del suo corpo che deve scrivere la storia, esplorandone le pieghe più nascoste, percorrendo i sentieri più tortuosi della memoria. Per mesi e mesi Eve si sottopone a cure invasive e dolorose, mentre la malattia la rende soprattutto un corpo – scansionato, irradiato, sezionato, gonfiato, drenato, ricucito. È così obbligata a connettersi profondamente con la propria fisicità, azzerando quella distanza da sé che si è imposta per rimuovere i traumi del passato – gli abusi del padre, l'indifferenza della madre, la rivalità con la sorella. Ora, è in quelle cellule impazzite che avviene il cambiamento. Stesa sul lettino da visita, prima di entrare nel tubo della Tac, o con le vene pompate di Taxol e carboplatino, o piegata a vomitare i suoi molti veleni, Eve può finalmente ritrovare la connessione che ha a lungo cercato prendendosi cura degli altri: la sua malattia è il morbo che devasta la Terra, la sua voglia di vivere è l'incredibile resilienza di tutte le donne che ha incontrato. Donne molestate nel loro letto, annullate e frustate nei loro burqa, bruciate con l'acido nelle loro cucine, abbandonate in un parcheggio perché credute morte. Le donne di Jalalabad, Sarajevo, Port-au-Prince, Peshawar, Pristina, o quelle del Congo, vittime della guerra e di atrocità senza fine che, instancabili, continuano a danzare. Nel corpo del mondo è un memoir sconvolgente e insieme tenero, di una forza e un'onestà incrollabili. Senza mai farsi giudice né profeta, solo con il suo coraggio, Eve Ensler ci invita ad alzarci in piedie ad agire, a essere al mondo con gratitudine e rispetto. L'amore che ha cercato per anni, l'"amore supremo", è quello che ha sempre avuto sopra, sotto, intorno. È la devozione totale nei confronti di noi stessi, oltre che del mondo che ci ospita, e non ha niente a che vedere con il possedere o il consumare, ma con il mantenere le promesse, con il dare tutto e il perdere tutto. Con l'esserci, consapevolmente.

Pinelli
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Cederna, Camilla

Pinelli

Il Saggiatore, 16/09/2015

Abstract: È il 15 dicembre 1969, a Milano è da poco passata la mezzanotte. Da tre giorni non si parla d'altro che dell'attentato alla Banca dell'Agricoltura, in piazza Fontana. Per Camilla Cederna è stata una lunga giornata, quella dei funerali in Duomo delle diciassette vittime della strage. Si è appena addormentata, quando all'improvviso squilla il telefono. Sono gli amici e colleghi giornalisti Corrado Stajano e Giampaolo Pansa: "Fatti trovare in strada tra cinque minuti, è successo qualcosa in questura". Così inizia il libro che state per leggere. Un libro che Camilla Cederna scrisse dopo le sue indagini di quei giorni e destinato a suscitare scalpore ancora per molto tempo. All'origine, piazza Fontana: il luogo in cui un'intera generazione perse l'innocenza, in cui l'entusiasmo e la positività della contestazione si dileguarono di fronte alla strategia della tensione. Cercando i responsabili della bomba, la polizia ferma alcuni esponenti del movimento anarchico, tra cui Giuseppe Pinelli e Pietro Valpreda. Dopo tre giorni di interrogatori, Pinelli vola giù da una finestra della questura, in circostanze mai del tutto chiarite. Gli inquirenti e l'opinione pubblica, tutti gli italiani si dividono: è stato suicidio, incidente o forse qualcosa di peggio? Chi era presente in quella stanza al momento del fatto, con una finestra aperta in pieno dicembre? Quali le vere responsabilità del questore Marcello Guida, del capo dell'ufficio politico Antonino Allegra, e soprattutto del commissario Luigi Calabresi? Camilla Cederna è tra le prime ad arrivare sul luogo della tragedia. Attraverso interviste, testimonianze e trascrizioni delle udienze, la sua ricostruzione svela incongruenze e occultamenti riguardo alla morte del ferroviere anarchico e restituisce con fedeltà il clima politico acceso di quegli anni drammatici. Un'inchiesta che fece guadagnare all'autrice l'accusa di mandante morale dell'omicidio Calabresi. Con Pinelli, il Saggiatore riporta in libreria uno dei testi fondamentali del giornalismo italiano, il primo che abbia voluto far luce su una delle vicende più oscure e controverse della nostra storia recente.

Estratti di frutta e verdura per le 4 stagioni
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Dalboni, Marco

Estratti di frutta e verdura per le 4 stagioni

Gruppo Editoriale Macro, 19/04/2016

Abstract: Questo ricettario è importante per imparare a preparare e gustosi estratti e per conoscere i principi nutrizionali ed energetici che ci fanno sentire bene.Gli estratti freschi di frutta e verdura rappresentano, infatti, un modo veloce per arricchire la nostra alimentazione di quei "complessi vitaminici" capaci di tenerci in salute o contrastare malattie.Ogni volta che non abbiamo il tempo, o energia per pranzare, un estratto ci fornirà in modo semplice, una giusta quantità di nutrienti, facile da assimilare senza un eccessivo dispendio di energia da parte degli organi digestivi.Un buon estratto quotidiano sarà in grado di regolarizzare le funzioni di base del corpo, per esempio il rilascio delle tossine che avviene spontaneamente durante la notte, o il supporto per il processo digestivo capace di alleggerire il lavoro degli organi della digestione, ma anche di ripristinare o riequilibrare la vitalità del nostro intestino.Ma cos'è esattamente un estratto? È il succo ottenuto attraverso un processo di "estrazione" per pressione, cioè esercitando solamente, come unico processo di trasformazione, uno schiacciamento del frutto e dell'ortaggio. Questo sistema lo immaginò il Dottor Gerson, inventore negli anni '30 di un protocollo medico per contrastare malattie come il cancro, il diabete ed altre malattie autoimmuni.L'estratto, quindi, è un cibo fluido dall'alto contenuto di complessi nutrizionali, capace, con poco dispendio di energia digestiva, di "super-nutrire" il nostro corpo e di rigenerarci.La visione del Bio-Barman riconosce l'importanza dell'utilizzo dei colori. Nel libro troverete le ricette colorate ed energetiche del mattino con i toni del bianco, giallo, arancione e rosso, e quelle alcalinizzanti del pomeriggio, con tutte le sfumature del verde.Il libro contiene utili informazioni nutrizionali, consigli e ricette per preparare deliziosi, sani e naturali succhi freschi seguendo i ritmi delle 4 stagioni.L'autoreMarco Dalboni, Barman professionista secondo la scuola classica Italiana.Da anni ha "scelto la salute", per questo, oltre ad alimentarsi in modo equilibrato e sano, nelle sue preparazioni sceglie qualità, genuinità e vivacità selezionando prodotti da colture biologiche e biodinamiche.In Italia e all'estero ha imparato le tecniche di Miscelazione e Cucina naturale.

Guarire con il cibo. Cucina terapeutica, rimedi naturali e testimonianze
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De Francesco, Giusi

Guarire con il cibo. Cucina terapeutica, rimedi naturali e testimonianze

Gruppo Editoriale Macro, 19/04/2016

Abstract: Un'opera unica, frutto di tanti anni di esperienza che l'autrice ha voluto dedicare all'alimentazione naturale e alle terapie olistiche.Guarire con il cibo è una guida alla comprensione e all'utilizzo del potere curativo e armonizzante dell'alimentazione naturale.Giusi De Francesco, in tutti questi anni di studio e confronto quotidiano con i più comuni disturbi e anche gravi patologie, ha sviluppato notevoli capacità curative.A partire dalla propria esperienza personale, ha potuto verificare come il cibo possa essere il primo elemento su cui basare migliore equilibrio ed armonia per il corpo, la mente e lo spirito.Nascono così ricette terapeutiche e rimedi naturali rivolti al recupero della salute. Le conoscenze che l'autrice condivide permettono a chi legge di occuparsi della propria salute con più consapevolezza, risolvendo e prevenendo malesseri e problemi.Completano il libro gli appassionanti e travolgenti racconti dalle lettere inviate da persone che l'autrice ha incontrato, racconti di chi ha riconquistato la salute e la gioia di vivere. Sono testimonianze dirette, la migliore dimostrazione degli straordinari risultati che si possono ottenere con un' alimentazione sana ed equilibrata.L'autriceGiusi De Francesco nata a Messina, naturopata e terapeuta olistica, si è avvicinata all'alimentazione macrobiotica moltissimi anni fa per risolvere un grave problema di salute.Da quell'esperienza è nato in lei l'interesse per lo studio di questo approccio curativo alimentare che l'ha portata ad essere allieva di Michio Kushi, e ad approfondire i propri studi in Inghilterra, Francia e Svizzera.Nel 1986 è stata co-fondatrice del centro macrobiotico "Il Naviglio" di Milano e collabora attivamente con alcuni maestri internazionali nel settore dell'alimentazione e delle terapie olistiche. Insegna nutrizione e alimentazione naturale a Milano e Pavia e in altri centri italiani.Da venticinque anni dirige insieme al marito il centro olistico "Il Soffione" per l'armonizzazione e il benessere psicofisico, attraverso l'alimentazione sana e il riequilibrio energetico.Giusi rimane soprattutto un'ottima cuoca capace di percepire immediatamente il fine gioco degli equilibri yin/yang di cui necessita il paziente che ha davanti. Attualmente vive in provincia di Pavia.

Fantasma
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Peace, David

Fantasma

Il Saggiatore, 03/03/2016

Abstract: "Ora, bambini, vi racconterò una storia…" In questa raccolta inedita che il Saggiatore pubblica in esclusiva per i lettori italiani, David Peace diventa la voce oscura che racconta gli incubi più terribili, le apparizioni più sinistre di uno spettro dalle sembianze umane, seguendone i passi da vicino, accompagnandolo, insieme al lettore, tra i vortici delle sue allucinazioni.Negli abissi dell'Inferno, un uomo condannato per le azioni malvagie commesse in vita tenta difuggire arrampicandosi sul filo sottilissimo teso da un ragno. Un tempo era stato un grande scrittore, venerato e osannato da tutti, ma la diabolicità della sua anima e il dilagare della pazzia ereditata dal ventre materno lo hanno trasformato in un demone, un semivivo. Un fantasma.Quattro racconti visionari, un unico fantasma che li attraversa tutti: a bordo di una nave, con il mare in tempesta, tenta di domare i venti brandendo un mozzicone di sigaretta; nelle strade di una città, scorge il suo sosia ovunque e prova a incastrarlo, prima di scoprire che la natura del suo doppio è molto più pericolosa di quanto immagini; durante un terrificante terremoto, si salva come un immortale cui è imposto di sopravvivere per adempiere a una fine più memorabile ed esemplare, perché nessuno spirito malvagio può lasciare la Terra senza prima aver rispettato il suo patto infernale.David Peace, scrittore del contemporaneo tra i più importanti della sua generazione, dissezionacon il suo stile tellurico, sempre ritmato dalle riconoscibili reiterazioni, ogni possibilità di narrazione, realizzando un'opera metamorfica in cui lingua e fantasmagoria coincidono vertiginosamente, e mettendo in scena, nel saggio che conclude i racconti, una ricostruzione lirica e suggestiva degli ultimi tragici giorni di vita del suo personaggio, dove la vita, ancora e sempre, dimostra di superare qualsiasi fantasia.

ПАЗОЛИНИ на Вилле Ада
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Manacorda, Giorgio - Малининой, Наталии

ПАЗОЛИНИ на Вилле Ада

Voland, 07/03/2016

Abstract: Герой рассказа (он же Автор) совершает утреннюю пробежку в одном из римских парков, но звонок по мобильному телефону прерывает это занятие: его коллега, писатель Ренцо Парис, сообщает ему, что на первой странице газеты "ла Репубблика" опубликовано неиздававшееся ранее письмо П.П.П. Из письма следует, что Манакорда и Пазолини когда-то дружили. Так начинается раздражённый, порой комический диалог, в ходе которого Парис пытается выудить у друга воспоминания и признания, касающиеся его дружбы со знаменитым фриульским поэтом. Наконец, когда герою удалось освободиться от "отцовского" давления учителя, стал вырисовываться незнакомый до сих пор портрет Пазолини.

Burocrazia
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David Graeber

Burocrazia

Il Saggiatore, 01/01/2016

Abstract: Siamo sommersi dalle scartoffie. Bollette, multe, moduli per l'iscrizione in palestra: è l'età della burocratizzazione totale. Ma come ci siamo arrivati? Di solito si pensa che la deregolamentazione sia un cambiamento positivo: meno lungaggini e meno regole che soffocano l'innovazione, il commercio e l'iniziativa individuale. E invece le riforme volte alla liberalizzazione del mercato e alla riduzione della burocrazia incrementano esponenzialmente le norme da interpretare, i moduli da riempire e le code da sopportare.La cultura burocratico-aziendale, nata nel mondo della finanza americana degli anni settanta, haprogressivamente invaso gli uffici pubblici, le università, ogni ambito della vita quotidiana. Il potere pubblico si è alleato con l'interesse privato e si è fatto strumento di un sistema sempre più arbitrario, che usa la lingua della razionalità e dell'efficienza per nascondere obiettivi irrazionali: estrarre ricchezza per il profitto dei privati.Ma c'è un problema ulteriore: perché le regole ci attraggono? I rapporti burocratici – freddi, meccanici e impersonali – sono anche facili e prevedibili, e ci offrono l'opportunità unica di sperimentare situazioni in cui tutta l'ambiguità e la complessità della vita – la comprensione delle dinamiche di una discussione in famiglia o di una rivalità sul lavoro – vengono spazzate via. È l'utopia delle regole. Il motivo ultimo e nascosto del fascino della burocrazia è la paura della libertà. Come immaginare, dunque, una società davvero libera?Dopo Debito, pubblicato dal Saggiatore e già diventato un classico, David Graeber spiega le ragioni profonde della nostra ambiguità nei confronti della burocrazia e delle regole, a cui non riusciamo a sottrarci nonostante la loro evidente stupidità. O forse proprio per questo.