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La rivolta del correntista
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Bortoletto, Mario

La rivolta del correntista

Chiarelettere, 13/02/2014

Abstract: "Le forze in campo non potevano essere più impari, però ha vinto Bortoletto. I tanti correntisti nella sua condizione possono leggerlo. E scrivergli." Il Venerdì di Repubblica "Bortoletto è il Paulo Coelho dei correntisti, il Dan Brown dei mutuatari, l'Umberto Eco di coloro che si sentono strangolati dal sistema bancario." Corriere del Veneto "Un giorno ti svegli e non hai più niente. Tutto quello che avevi ottenuto con i sacrifici di una vita diventa proprietà della banca. Disperazione e notti insonni, non ti rimane altro, nemmeno l'età per ricominciare. Ti prendono tutto, anche quello che in realtà non gli è dovuto. Molte persone credono di essere debitrici nei confronti delle banche mentre in realtà sono creditrici, mi auguro che questo libro possa aiutarle ad avere giustizia." Mario Bortoletto

La fabbrica dei bambini
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Brijs, Stefan

La fabbrica dei bambini

Fazi Editore, 13/02/2014

Abstract: Dopo quasi vent'anni di assenza il dottor Hoppe ritorna nella sua cittadina d'origine in compagnia dei figlioletti: tre gemelli identici in tutto, anche nella loro anomalia fisica. L'inatteso arrivo turba la vita del paese, quattro case incastonate tra le valli al confine tra Belgio, Olanda e Germania. Gli abitanti iniziano a spiare i movimenti della strana famiglia, a interrogarsi sull'assenza della madre, sul misterioso viavai di materiali da laboratorio, e sul bizzarro comportamento dei bambini, solitari, inespressivi, silenziosi. Col passare del tempo, all'interno della comunità la popolarità del dottore cresce grazie ad alcune guarigioni miracolose; ma il suo atteggiamento sfuggente e il mistero che aleggia intorno ai figli, sempre costretti tra le mura domestiche, alimentano voci sulla possibilità che siano affetti da una grave malattia. La sola presenza ammessa nella casa del medico è Charlotte, un'ex insegnante elementare che si dedica alla cura dei bambini, e che finirà per ritrovarsi al centro di una tela di ragno dalla quale non sarà possibile alcuna via di fuga.

Guida alla sopravvivenza in cucina
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A.A.V.V. - Piacenza, Andrea - Carta, Vanina

Guida alla sopravvivenza in cucina

Feltrinelli Editore, 12/02/2014

Abstract: Ti è mai capitato di arrivare a metà di una ricetta solo per ritrovarti con un intruglio incomprensibile e non avere la minima idea di dove hai sbagliato? Hai mai perso la bussola in ricettari grigi e sterminati? Se la risposta è sì, Zoom Food è la soluzione! Ricette selezionatissime, tutte illustrate, tutte spiegate passo a passo. Inoltre con Zoom Food decidi tu come e dove sfogliare il tuo libro: se preferisci un eReader ai soliti smartphone o tablet, in ogni volume troverai una semplice versione testuale di ogni ricetta. Insomma: Zoom Food, semplicemente squisiti. Se bollire l'acqua equivale per te alla risoluzione di una complessa equazione matematica, la pasta che provi a cuocere è sempre come uscita dal pacchetto o molle come colla, se non c'è una volta in cui la carne saltata alla griglia ti venga masticabile, "Guida alla sopravvivenza in cucina" è il ricettario per te. Venti pratiche ricette per imparare i rudimenti della cucina e non morire di fame.

Il respiro
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Bernhard, Thomas

Il respiro

Adelphi, 19/02/2014

Abstract: Come in un'allucinazione, il diciottenne Thomas Bernhard si risveglia un giorno in "un lungo corridoio" con una "infinita serie di stanze, aperte e chiuse, popolate da centinaia se non migliaia di pazienti". È l'ospedale dove Bernhard lotterà per sopravvivere a una grave malattia polmonare. Ed è una delle più nette immagini di "inferno" che Bernhard, maestro nella precisione dell'orrore, ci abbia trasmesso. Qui, in una stanza da bagno dove una suora passa ogni mezz'ora per alzare il braccio del paziente e sentire se ancora si avverte il polso, Bernhard decide di non permettere che gli uomini della sala anatomica con le loro bare di zinco vengano a prenderlo, insieme agli altri morti, come "sgomberando un magazzino di marionette". Decide di vivere. È un momento spartiacque: nella massima inermità, la massima determinazione. Così comincia una traversata delle regioni di confine fra la vita e la morte che è diventata poi, non solo un passaggio cruciale nella vita di Thomas Bernhard, e non solo questo libro, altrettanto cruciale, ma l'opera intera di Bernhard, che qui si mostra nei suoi due gesti originari: la testarda determinazione di vivere e la conoscenza immediata, quasi tattile della morte: "Qui, in questo trapassatoio, io mi ero imposto di non abbandonarmi alla disperazione, semplicemente dovevo lasciare che la natura umana, la quale si palesava qui, come probabilmente in nessun altro luogo, con assoluta brutalità, facesse il suo corso"."Il respiro" fu pubblicato per la prima volta nel 1978.

Le rivoluzioni non cadono dal cielo
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Albeltaro, Marco

Le rivoluzioni non cadono dal cielo

Laterza, 18/02/2014

Abstract: Questa è la storia di un uomo che avrebbe voluto fare la rivoluzione e che, sconfitto, finì per vivere il proprio ruolo come una prigione. È la storia di un rivoluzionario professionale del Novecento e, attraverso di lui, di un'intera generazione, delle sue passioni, speranze, illusioni, vittorie e sconfitte.È la storia di un dirigente politico e insieme il racconto della vita di un giovane che sognava la presa del Palazzo d'Inverno e si trovò invece a combattere la dittatura fascista; che avrebbe voluto rinnovare la vita del Paese attraverso la Resistenza e finì a fare il senatore e l'uomo d'apparato. Pietro Secchia fu un combattente sconfitto dalla storia, isolato all'interno del suo stesso partito, costretto a reinventarsi come storico del movimento operaio, per avere ancora l'illusione di "contare qualcosa". La sua vita fu un'avventura piena di fughe, di arresti, colpi di scena, dolori – come il tradimento del suo più stretto collaboratore, che gli costò la fine della carriera politica – di viaggi, di incontri, fino alla morte e ai dubbi su un possibile avvelenamento.Grazie a una documentazione in larga parte inedita e a un innovativo approccio interpretativo,Marco Albeltaro disegna un ritratto esistenziale che risponde a molte domande rimaste senza risposta: cosa è stata la militanza politica nel Novecento, pervasiva e totalizzante, come sia stato possibile, per Secchia e per la sua generazione, continuare a fare i rivoluzionari senza fare mai la rivoluzione.

Sesto potere. La sorveglianza nella modernità liquida
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Bauman, Zygmunt - Lyon, David - Cupellaro, Marco

Sesto potere. La sorveglianza nella modernità liquida

Laterza, 18/02/2014

Abstract: Non ci sarà più luogo dove rifugiarsi per non essere spiati. Per nessuno.La sorveglianza è una dimensione chiave del nostro mondo: siamo costantemente controllati, messi alla prova, valutati, giudicati nei più piccoli dettagli della vita quotidiana. E il paradosso è che siamo proprio noi – i sorvegliati – a fornire il più grande volume di informazioni personali, caricando contenuti sui social network, usando la nostra carta di credito, facendo acquisti e ricerche on line. Questo perché il bisogno di salvaguardare la nostra solitudine ha ceduto il posto alla speranza di non essere mai più soli e la gioia di essere notati ha avuto la meglio sulla paura di essere scoperti e incasellati."Oggi i professionisti del controllo sono molto diversi dai sorveglianti vecchio stile che vigilavano sulla monotonia di una routine vincolante. Piuttosto, si dedicano a dare la caccia agli schemi estremamente volatili dei desideri e dei comportamenti ispirati da quei desideri."La collaborazione volontaria, anzi entusiastica, dei manipolati è la loro grande risorsa.Zygmunt Bauman e David Lyon si confrontano con un tema che ogni giorno di più acquista potere sulle nostre vite: cosa significa essere osservati e di continuo osservare e con quali conseguenze politiche e morali.

Mondo piccolo
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Millefoglie, Valerio

Mondo piccolo

Laterza, 18/02/2014

Abstract: "E io dovrei entrare lì dentro?"Un atlante in cui non ci si sta tutti oppure ci si sta, stretti, e forse è meglio così.Un'estate, invece di soggiornare nella grande Zara, in Croazia, ho preferito soggiornare nell'isolotto di Nona. Lì ho scoperto la cattedrale più piccola del mondo. Mi sono immaginato che in quella chiesa si potesse svolgere il matrimonio più duraturo di tutti i tempi: il matrimonio da separati. La chiesa è così piccola che può ospitare uno sposo alla volta, il fatidico 'Sì' viene pronunciato solo davanti a se stessi. Nel dubbio l'amore rimane eterno.Come un archeologo munito di microscopio sono partito per far riemergere terre di pochi metri quadri. Il teatro più piccolo, la libreria più piccola, l'isola più piccola, un universo intimo come il ristorante per sole due persone, il cinema in una macchina, l'albergo di una sola camera, il carcere con tre detenuti, la discoteca in cui in dieci si è già troppi.Dall'Italia passando per l'Ungheria, la Polonia, l'Inghilterra, la Germania, fino alla Georgia e a Tokyo, questo libro è un diario di viaggio di luoghi reali ma così incredibili da sembrare fantastici.

Ricostruire la speranza
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Rigoldi, Gino - Pozzi, Pierfilippo - Pozzi, Pierfilippo

Ricostruire la speranza

Laterza, 18/02/2014

Abstract: "Se io fossi un ragazzo, non avrei tanta voglia di parlare con adulti piagnucolosi e impauriti, oppure rabbiosi e incattiviti con il mondo. Per questo invito tutti a ricominciare a dimostrare amore per le nuove generazioni, fiducia nelle loro capacità e possibilità. Dare valore all'altro e costruire relazioni non è un gesto isolato, è un processo continuo che si deve percorrere con determinazione e volontà. È grazie alla speranza che molte persone hanno potuto cambiare vita, anche attraverso percorsi tortuosi. Il mio lavoro è costruire speranza, che nella pratica quotidiana traduco con 'cercare il cuore per costruire progetti'".Cambiare è possibile: è quello che insegna l'esperienza di un prete in prima linea nell'impegno verso i giovani, nelle carceri minorili e in un'importante comunità di accoglienza.

L'impero del Mandato Celeste
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Santangelo, Paolo

L'impero del Mandato Celeste

Laterza, 18/02/2014

Abstract: La Cina è ormai un argomento di cui tutti parlano e scrivono, nella consapevolezza del suo crescente ruolo nel mondo. Eppure i grattacieli di Shanghai e i monasteri buddhisti, Piazza Tiananmen e il Tempio del Cielo pongono più di un interrogativo. Il passato riaffiora continuamente nel presente così come ce lo ha ricordato la comparsa e poi la scomparsa, nella primavera del 2011, di una possente statua di Confucio nella Piazza della Pace Celeste. Un quadro della Cina degli ultimi secoli rivela la complessità di questa civiltà che ha seguito un suo sviluppo autonomo e continuo sino a oggi. Se la Cina imperiale copre un periodo bimillenario e fondamentale nello sviluppo dell'umanità, la comprensione della Cina attuale non può prescindere dalla conoscenza della sua precedente 'unità imperiale'. Il periodo in esame va dalla fine del XIV secolo al XIX e corrisponde alla fase della maturità dell'impero e alla durata delle due ultime dinastie, dall'ascesa dei Ming (1368-1644) alla vigilia della proclamazione della Repubblica (1911). Partendo dall'evoluzione istituzionale dello stato pur nel solco della tradizione, Paolo Santangelo si sofferma sui rapporti col mondo esterno, l'economia, la stratificazione sociale e le varie forme di aggregazioni, la famiglia, il ruolo della donna, le ideologie e le religioni, la religiosità e i sistemi etici, la vita privata e il modo di rappresentare le passioni quotidiane.

Documentalità
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Ferraris, Maurizio

Documentalità

Laterza, 18/02/2014

Abstract: Una società priva di memoriae di registrazioni è inimmaginabile, poiché ogni ruolo e ogni accordo poggia sullamemoria, e ogni comportamento sull'imitazione: ecco perchégli archivi e i documenti sono centrali nella vita della società e dei singoli. La centralità della 'documentalità' è ancor più evidente di fronte ai fenomeni macroscopici degli ultimi anni: l'esplosione dei sistemi di registrazione e di scrittura, dai computer ai telefonini al web, che non solo hanno trasformato la nostra quotidianità, ma che hanno anche messo in luce l'essenza della realtà sociale, il fatto cioè di basarsi in modo non accidentale, ma essenziale, su iscrizioni e registrazioni.

La mafia non ha vinto
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Fiandaca, Giovanni - Lupo, Salvatore

La mafia non ha vinto

Laterza, 18/02/2014

Abstract: Se la trattativa fosse un reato, se lo Stato avesse ceduto, se la mafia avesse tratto benefici, allora le istituzioni sarebbero colpevoli. Ma non è così. Giovanni Fiandaca e Salvatore Lupo sostengono una tesi sorprendente: l'impianto accusatorio del pool di magistrati di Palermo non regge, i comportamenti di cui all'accusa non sono reato e Cosa Nostra non è stata salvata. Perché dunque si è scelto di celebrare questo processo? Perché gli italiani hanno bisogno di pensare che la mafia abbia vinto (e debba sempre vincere)? Uno sguardo nuovo su un processo ricco di ambiguità, di coni d'ombra, di nodi tecnici da sciogliere, nel quale si fondono e si confondono tre piani: giudiziario, storico-politico, etico.

Storie ciniche
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Maugham, W. Somerset

Storie ciniche

Adelphi, 19/02/2014

Abstract: "Deve essere un mio difetto, ma i peccati altrui non mi scandalizzano – sempre che non mi riguardino personalmente". La leggendaria sprezzatura di Maugham pervade tutti i racconti di questa raccolta, popolata di personaggi tanto più veri in quanto tratti dalla sua vita multiforme di medico, scrittore, drammaturgo e agente segreto. Il nostro insaziabile viaggiatore spazia da una bettola di Vladivostok al bel mondo della Costa Azzurra, e il suo occhio spietato mette a nudo con sublime cattiveria, o anche con dissimulata compassione, intime tragedie e abissali fallimenti di un pittoresco campionario umano: impostori di lungo corso, madri efferate, coniugi assassini – tutti in balìa della casualità della vita e della cecità delle passioni. Come Elizabeth, "una giocatrice d'azzardo, una scialacquatrice e una donna lasciva"; o come Morton che, tornato in Inghilterra, si sentiva più solo che nella giungla. E segreti ben custoditi, acrobatici patti e rischiosi tradimenti concordati ci apriranno un mondo in cui nulla obbedisce a una rassicurante prevedibilità.

Una donna di mondo
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Maugham, W. Somerset

Una donna di mondo

Adelphi, 19/02/2014

Abstract: Maugham era un formidabile conoscitore della vita mondana – e di quella sua provincia che è la vita letteraria. Da entrambe trasse materiali preziosi e inesauribili per i suoi racconti, come dimostrano quelli qui riuniti. Di entrambe seppe riconoscere, con lucidità stupefacente, che esigevano una dura, quasi militare disciplina ed erano fondate su una ubiqua malevolenza. La più scintillante commedia poteva facilmente precipitare in dramma. O nasconderlo. Di queste commedie e di questi drammi Maugham fu il magistrale, sarcastico e penetrante cronista. Esemplarmente nel primo racconto di questo libro, dove si scoprirà come l'"impulso creativo" possa anche avere origine dalla fuga, con la cuoca di casa, del docile marito di una prestigiosa autrice, celebrata per i suoi punti e virgola.

La lettera
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Maugham, W. Somerset

La lettera

Adelphi, 19/02/2014

Abstract: Né il marito, membro influente della colonia britannica di Singapore, né tanto meno l'avvocato pensano che sarà arduo far assolvere l'irreprensibile Leslie Crosbie dall'accusa di omicidio: lei si è solo difesa da un tentativo di stupro. Ma qualcosa non quadra, e un temibile teste ha in mano una prova che potrebbe esserle fatale. Da questo racconto di sottile crudeltà (che lo stesso Maugham adattò per il teatro) è stato tratto nel 1940 lo splendido "Ombre malesi" di William Wyler, con Bette Davis e Herbert Marshall.

Romagna mia!
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Cavina, Cristiano

Romagna mia!

Laterza, 18/02/2014

Abstract: Se vi interessano le avventure divertenti e lievi, magari addolcite dai ricordi, quelle di stampo popolare che vedono come protagonisti familiari di ogni ordine e grado, nonni e nonne, zii e parenti, oppure bislacchi compagni da bar, se siete attratti dall'infanzia come dimensione non (ancora) cristallizzata, dunque mossa e fuori fuoco e per questo sgangherata e selvaggia, allora questo libro vi piacerà. Romagna mia! è narrazione orale, digressiva, speziata, ma attenta ai contorni: i personaggi non perdono sostanza e corpo, non diventano macchiette lunatiche e svampite, e di questa buona creanza, come provinciale e come lettore ringrazio l'autore. Antonio Pascale, "la Lettura - Corriere della Sera"I romagnoli sono famosi per la loro simpatia e questo divertente libro di Cristiano Cavina ce lo conferma, superando se stesso: racconta con senso dell'umorismo personaggi, situazioni ed eventi di vita vissuta, piccole storie quotidiane che sembrerebbero impensabili fuori da Casola Valsenio ma talmente comici e ironici da superare qualsiasi confine geografico. Romano Montroni, "Corriere della Sera""La Romagna in fin dei conti è più un'invenzione dei suoi abitanti che una precisa espressione geografica: uno stato della mente, insomma, un'isola del carattere."

La tela di Penelope
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Colarizi, Simona - Gervasoni, Marco

La tela di Penelope

Laterza, 20/02/2014

Abstract: La tela di Penelope è un libro riuscito sin dal titolo. Non c'è dubbio che sia prezioso. Un vero e proprio 'memento' per noi, e per chi verrà dopo di noi: perché allinea scandali cui in molti si erano assuefatti, fissa nella memoria errori da non ripetere, ripercorre vicende che tendiamo a rimuovere. Aldo Cazzullo, "Corriere della Sera"La frammentazione che caratterizza centrodestra e centrosinistra sfocia in una conflittualità paralizzante. Esecutivo dopo esecutivo, si tesse qualcosa che ogni volta rimane incompiuto. Il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica è uno snodo cruciale che indirizza verso un'altra tessitura. Una tela di Penelope dopo l'altra siamo arrivati ai nostri giorni. Mirella Serri, "Sette - Corriere della Sera"La classe politica non ha voluto perdere gli appuntamenti internazionali decisivi, tra cui l'ingresso nell'euro. Tuttavia poco e nulla è stato fatto per adeguare il Paese a quelle scelte. Da dove ricominciare? Il libro non può dirlo, ma di sicuro aiuta a capire. Piero Craveri, "Il Sole 24 Ore"

Si dice? Non si dice? Dipende. L'italiano giusto per ogni situazione
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Novelli, Silverio

Si dice? Non si dice? Dipende. L'italiano giusto per ogni situazione

Laterza, 18/02/2014

Abstract: A me mi piace è un clamoroso errore? E un ma però? Un penso che sei? Dico leccòrniao leccornìa? Scrivo do o dò? Sono dovuto andare o ho dovuto andare? Niente panico, per fare le scelte giuste basta una mappa come quella che avete tra le mani. Una guida sicura per un affascinante viaggio nella galassia dell'italiano.'Si dice o non si dice?' Più di una volta la risposta secca sì o no lascia dubbiosi, perfino scontenti. Perché lo spazio linguistico dell'italiano è vasto come una galassia e non si può ridurre tutto alle due stelle fisse del sì e del no. Per orientarsi, ci vuole una mappa tridimensionale. Come questa, che spalanca al lettore la terza – decisiva – dimensione: quella del dipende. Moltissimi sì e no, in effetti, dipendono da una serie di fattori: dalla situazione, dal mezzo di comunicazione, dall'interlocutore, dal tipo di testo, dagli effetti che si vogliono ottenere. A me mi piace? Sì? No? Dipende! Penso che sei? Sì? No? Dipende! Al ragazzo della V B e al senatore della Repubblica diremo no: nel tema sui Sepolcri, nell'intervento a Palazzo Madama,non è proprio il caso di esprimersi così. Ma alla persona che chatta in rete, al romanziere che ricrea il dialogo tra due amici, diremo: sì, va benissimo.La grammatica non è piatta: la lingua ha, come i parlanti che la abitano, una sua profondità che è utile e bello cogliere. Questo libro indica, caso per caso, come muovercisi dentro con la consapevolezza di fare sempre la scelta più felice.

Il dilemma dell'onnivoro
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Pollan, Michael

Il dilemma dell'onnivoro

Adelphi, 19/02/2014

Abstract: Che cosa mangiamo e perché? Sono domande che ci poniamo ogni giorno, convinti che per rispondere basti sfogliare la rubrica di un giornale, o ascoltare per qualche minuto l'ultimo imbonitore nutrizionista ospitato in tv. Ma se quelle domande le si guarda un po' più da vicino, come fa Michael Pollan in questo documentato e brillantissimo saggio, forse il primo sull'argomento a non prendere nessun partito, se non quello dell'ironia e del buon senso, le risposte appaiono meno scontate. Che legga insieme a noi le strepitose biografie del pollo "biologico" riportate sulla confezione di petti del medesimo, o attraversi le lande grigie e fangose del Midwest, dove milioni di bovini nutriti a mais e antibiotici vivono la loro breve esistenza fra immense pozze di liquame, egli arriva immancabilmente a conclusioni di volta in volta raccapriccianti o paradossali. Il problema, che Pollan descrive con rigore ed e- strema chiarezza, è che trovarsi al vertice della catena alimentare – cioè poter mangiare, a differenza delle altre specie, pressoché tutto – offre all'homo sapiens numerosi vantaggi, ma lo espone anche a quasi infinite possibilità di manipolazione. Per condurre una vita meno insana, dunque, l'onnivoro ha bisogno di sapere, sui propri appetiti e sui propri meccanismi adattivi, almeno quanto ne sanno gli strateghi dell'industria alimentare. In altre parole, ha bisogno di un libro come questo.

Il Tao della fisica
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Capra, Fritjof

Il Tao della fisica

Adelphi, 19/02/2014

Abstract: Più volte, nel corso di questo secolo, le scoperte della fisica sperimentale hanno gettato gli scienziati stessi in uno stato di grave sconcerto, quale espresse una volta Einstein: "Tutti i miei tentativi di adattare i fondamenti teorici della fisica a queste [nuove] acquisizioni fallirono completamente. Era come se ci fosse mancata la terra sotto i piedi, e non si vedesse da nessuna parte un punto fermo su cui poter costruire". Con le scoperte di questi ultimi anni, con il proliferare delle particelle sino a più di duecento, non solo quel "punto fermo su cui poter costruire" invocato da Einstein si è ancora di più allontanato, ma sono stati messi in discussione i presupposti secondo i quali quel "punto fermo" dovrebbe esserci: tale espressione infatti rimanda alla concezione di una materia composta di mattoni fondamentali e univocamente localizzata – ed è proprio questa la concezione che oggi è in dubbio. Ma qual è allora la nuova concezione che emerge dalle scoperte più recenti sulla costituzione della materia? Un fisico americano, Fritjof Capra, ha tracciato in questo libro, che ha avuto subito una grandissima fortuna, innanzitutto un quadro esemplarmente chiaro delle acquisizioni ultime della fisica, mettendole in parallelo con antichi testi mistici indù e cinesi. Senza indulgere a una qualche armonizzazione forzata, Capra ha però osservato con acutezza come certi presupposti di quei testi risuonassero con certe ipotesi della fisica dei nostri anni, per esempio con la cosiddetta "teoria del bootstrap" o con la teoria dei quark. Se questa risonanza esiste non è certo perché i sapienti orientali pensassero in termini di fisica subatomica, né perché i fisici attuali si siano convertiti alla mistica orientale. Il fenomeno è un altro: per irresistibile spinta delle sue scoperte stesse, la scienza occidentale si è allontanata e continua ad allontanarsi sempre di più dalla cornice entro cui è nata, che è quella cartesiana di una divisione invalicabile fra mente e natura. Così, idee come quella della "fondamentale interconnessione della natura", che sono il fondamento di tanta parte del pensiero orientale, o immagini come quella della "danza di Siva" cominciano ad acquistare un preciso significato nel linguaggio della fisica di oggi, là per esempio dove essa pone l'accento sulla "compenetrazione". Si tratta di un immenso mutamento di prospettiva epistemologica: il raro merito di questo libro di Capra è nell'averlo saputo esporre per la prima volta in modo organico, parlando simultaneamente agli scienziati e al generico lettore intelligente, in un felice tentativo di "far capire che la fisica moderna va ben al di là della tecnologia, che la via – il Tao – della fisica può essere una via con un cuore". "Il Tao della fisica" è apparso per la prima volta nel 1975.

Adelante
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Noli, Silvia

Adelante

Fazi Editore, 19/02/2014

Abstract: Avanti, sempre avanti, passando da un lavoro a un altro, da un amore a un altro, cambiando ogni volta città, appartamenti, amicizie: questo è Adelante, inusuale "epopea" contemporanea, viaggio intimo nell'esistenza di una donna dai mille volti e dalle mille metamorfosi. La forza d'animo della protagonista, che si ritroverà ad affrontare prove difficili prima di poter approdare a una condizione di relativa stabilità, è il nucleo di questa storia ricchissima di episodi e avventure nonché metafora della capacità di resistenza di fronte alla precarietà della vita. Momenti di ironia e momenti struggenti si alternano nella scatenata girandola di personaggi, luoghi, occupazioni.