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Il Saggiatore, 27/04/2023
Abstract: Quando l'Italia entra in guerra il 10 giugno 1940, Carla Capponi è una ragazza di vent'anni come tante altre. Quando arriva il 25 aprile 1945, è una delle partigiane che hanno liberato il paese dal nazifascismo. Questo libro racconta la sua storia, una testimonianza fondamentale della Resistenza, delle sue profonde ragioni e dei sentimenti che la animarono.Con cuore di donna ripercorre l'esistenza di Carla Capponi descrivendo com'è nata e com'è cresciuta la sua opposizione al regime: dall'infanzia e dal rapporto con il padre alla vita durante il Ventennio fascista; dall'adesione ai Gap, i Gruppi di azione patriottica, in lotta contro l'occupazione nazista di Roma, fino alla partecipazione attiva all'attacco di via Rasella, uno degli episodi più coraggiosi e più discussi della Resistenza; dalla rappresaglia tedesca con l'eccidio delle Fosse Ardeatine fino alla liberazione e al dopoguerra.Arricchita da una prefazione inedita di Michela Ponzani, quest'opera non è però solo la testimonianza di quegli anni e di quegli eventi. È la narrazione dei sentimenti e delle motivazioni ideologiche che portarono una ragazza a opporsi a un mondo che relegava la donna alla marginalità. È il racconto in prima persona della scelta di abbracciare la vita partigiana, con tutto l'isolamento, i rischi e le difficoltà a essa legati. È un ritratto delle donne e degli uomini che si ribellarono, anche a costo della vita, alle brutalità e agli inganni del fascismo. È un antidoto contro l'immobilismo e la rassegnazione di fronte alle derive totalitaristiche di ogni epoca, che tutti noi abbiamo il dovere di tramandare.
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Il Saggiatore, 27/04/2023
Abstract: Le città dell'universo svela per la prima volta come abiteremo nello spazio e che forma avranno le nostre vite in una dimensione extraterrestre più sostenibile e inclusiva.Annalisa Dominoni e Benedetto Quaquaro, creatori e docenti al Politecnico di Milano del primo e unico corso al mondo di Space Design supportato dall'Agenzia spaziale europea (Esa), ci conducono nelle case degli astronauti di oggi per proiettarci in quelle che abiteremo domani su altre galassie: dalla Stazione spaziale internazionale ai primi insediamenti sulla Luna, dal turismo spaziale ai progetti per vivere su Marte e oltre.In queste pagine sarà possibile scoprire come sono stati affrontati i temi dell'abitabilità e del benessere nello spazio, quali sono le differenze più sorprendenti del vivere ambienti a gravità ridotta, come cambierà la nostra quotidianità in futuro, che alterazioni subiranno i nostri corpi rispondendo a leggi fisiche diverse da quelle terrestri, come la fantascienza abbia anticipato scenari che si sono poi realizzati.Il libro disegna un futuro "Rinascimento interplanetario" attraverso nuovi strumenti e linguaggi visivi che guidano il processo di transizione verso altri pianeti in cui emerge il ruolo del design capace di creare un ponte fra scienza e bellezza anche nello spazio. Dove tecnologia ed estetica potranno convivere.
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minimum fax, 28/04/2023
Abstract: Quando apparve per la prima volta per Einaudi nel 1989, fu subito chiaro che Scritti servili era uno degli ultimi capolavori del Novecento di quel genere particolare che è il saggio letterario. Minimum fax lo ripropone ora per i più giovani che non l'hanno mai letto, ma anche per generare un proposito di rilettura in chi già lo conosce: un manuale di stile e di sguardo e un esempio dell'arte del ritratto e dell'autoritratto. "Leggere è vedere, scrivere è essere ciechi", afferma Garboli in questo libro. E davvero gli Scritti servili sono un'educazione alla vista, fatta di "lampi di cognizione", della capacità rabdomantica di far riaffiorare quasi ad ogni rigo qualcosa che era rimasto nascosto.La felicità di queste pagine è nella loro inerme consegna alla confessione più intima di uno scrittore-lettore, che va a prendere le parole degli altri "e le riporta a casa, come Vespero le capre, facendole riappartenere al mondo che conosciamo". E così, parlando della vita e del teatro di Molière, del "destino di autodistruzione ilare e buffonesco, ma anche così tragico" di Antonio Delfini, della "discontinuità del desiderio" e della "perversione saturnina" di Penna, dell'elogio dell'appartenenza della Ginzburg, delle metamorfosi di Elsa Morante, Garboli finisce per disseminare le tracce di un'umanissima testimonianza esistenziale e in definitiva per raccontare se stesso.Perché è "una storia, un evento, di seduzione" a legare queste sei prefazioni ad altrettanti libri usciti in Italia negli anni Ottanta, "un interesse che va oltre la letteratura: esso parte da un luogo impreciso, indistinto, e attraversa la letteratura solo per sorpassarla".
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O barra O, 28/04/2023
Abstract: In una remota regione del Tibet, un giovane archeologo europeo viene condotto da un'affascinante nomade in una grotta dove fa una scoperta straordinaria. Nascosto all'interno della statua del Buddha collocata al centro dell'antro si trova un manoscritto che raccoglie le memorie della regina Bhrikuti Devi, principessa nepalese sposa di Songtsen Gampo, l'illuminato imperatore tibetano che nel VII secolo introdusse nel Paese la scrittura e il buddhismo.Nel corso della traduzione del prezioso reperto emerge un misterioso particolare: il testo è stato scritto in soli tredici giorni, un vincolo temporale che Bhrikuti Devi aveva dovuto accettare al fine di soggiogare la Grande Demone Srin-mo, la crudele progenitrice del popolo tibetano, e consentire così la definitiva affermazione della Legge di Buddha nel Paese delle Nevi.In questo romanzo, Bernard Grandjean intreccia con maestria le fonti storiche, le tradizioni culturali e religiose dell'intera regione himalayana per offrire al lettore un'intrigante visione del Tibet in cui le sue origini mitiche finiscono per riverberarsi anche nella tragica occupazione cinese dei giorni nostri.
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Il rabbino e il commissario - Non uccidere
Emons Libri, 28/04/2023
Abstract: Quali sono i compiti di un rabbino? Insegnare ai ragazzi, per esempio, dispensare consigli e ascoltare i membri della comunità. Come Ruth Axelrath, venuta ad annunciare a Henry Silberbaum la decisione di trasferirsi in Israele e lasciare il marito spendaccione che sospetta di infedeltà. Prima di partire da Francoforte, la donna desidera fare una cospicua donazione per creare una biblioteca della comunità. Se non che, pochi giorni dopo, viene trovata morta. L'anziana signora soffriva di cuore, e il decesso per infarto non sorprende nessuno. Nessuno eccetto il rabbino Silberbaum, che nota sul comodino una banana in un piattino del servizio riservato alla carne: uno strappo non da poco per un'ebrea osservante. L'apertura del testamento non fa che consolidare i suoi dubbi. Così, sfidando lo scetticismo del commissario che si occupa del caso, e le minacce di licenziamento da parte del suo direttore, Henry Silberbaum comincia a indagare a modo suo. Ad aiutarlo ci sono il suo proverbiale umorismo ebraico ed Esther, la bella direttrice della casa di riposo a cui sta impartendo lezioni di religione...Primo volume della serie "Il Rabbino e il Commissario".
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Ediciclo, 02/05/2023
Abstract: Il bar è il centro del mondo, ma anche un posto dove isolarsi, dove connettersi con altre persone, dove nascondersi o farsi ritrovare.Questo libro non racconta gli wine bar e i lounge bar, gli internet caffè e le cocktailerie, o quant'altro ci sta apparecchiando il nuovo che avanza. Racconta i bar di una volta che ancora ci sono e resistono. Li ritrova nelle periferie, nelle strade meno battute delle città turistiche, nei piccoli borghi. Un modo anche per ritornare ai ragazzini che eravamo, ai tempi dei ghiaccioli alla menta piperita, dei chewing-gum e dei bicchieri di spuma. Ma soprattutto per gettare uno sguardo su un pezzo di Italia, spesso liquidato come provincia. E per rivendicare con orgoglio l'appartenenza a quella varia umanità da bar di cui fanno parte baristi filosofi, statisti mancati, potenziali commissari tecnici della nazionale. Anche per ritrovare persone. Anche per essere ritrovati e ritrovarci.
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Ediciclo, 02/05/2023
Abstract: Un'apologia dei passi e del guardare oltre, per comprendere quelli che sulla carta sono degli spartiacque tra culture e invece sono finestre su altri mondi. Il desiderio di salire in cima per poter conquistare un pezzo di orizzonte e un'altra avventura.I passi esistono ovunque ci siano montagne saldamente fissate al suolo e persone erranti che necessitano di attraversarle.E una volta giunti in cima è umano, oltreché naturale, fermarsi un istante a tirare il fiato e osservare il mondo da un'altra prospettiva. Nietzsche, uno che le montagne amava frequentarle, parlava del pathos della distanza: guardate da lontano le cose appaiono migliori. Perché da lassù, se il tempo è clemente, si riesce davvero a guardare lontano. Eppure ormai alla fatica del passo – salita o discesa, sempre fatica si fa – in tanti preferiscono l'anonima comoda rapidità del tunnel. E invece io "quando arrivo in alto mi sento felice, come un cammello che arriva all'oasi", come diceva Osvaldo Soriano. Da sempre mi attira quest'idea di arrivare in cima senz'altro motivo di soddisfare la curiosità di osservare che cosa c'è lassù, adocchiare che cosa si vede intorno, fare un'esperienza che prima o poi tornerà utile, sporgermi per vedere cosa si scorge in basso nella valle seguente e poi guardare l'orizzonte.
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Ediciclo, 02/05/2023
Abstract: La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Alessandra Beltrame, scrittrice e giornalista, ad accompagnarci in un cammino con le donne e per le donne. Un'esplorazione alla scoperta del senso delle donne per il viaggio, nomadi per sempre sui sentieri tortuosi e in salita dei diritti e della parità di genere, sulla strada per l'emancipazione e la libertà.
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Carte, coltello picciolo e carosello
Manni, 02/05/2023
Abstract: È il 4 aprile 1891 quando a Bari si tiene il primo maxiprocesso della storia: 179 imputati dai 15 ai 48 anni accusati di rapina, furto, lesione volontaria, porto d'armi abusivo, oltraggio a pubblico ufficiale e, soprattutto, di associazione a delinquere; 900 testimoni; 20 avvocati; 200 carabinieri e una compagnia di soldati, agenti e funzionari di Pubblica Sicurezza. Tra quelli istituzionali non esiste un luogo adatto ad ospitarlo: si affitta uno stabilimento industriale e si costruiscono due gabbie in cui saranno gli incriminati. L'aula, piena di familiari e conoscenti, è ingovernabile.In meno di due mesi sono interrogati gli imputati, ascoltati i testimoni, e il 23 maggio è pronunciata la sentenza di condanna; anche se, per quasi tutte le 70 testate giornalistiche che seguono il processo, non vi è alcuna prova di un'associazione a delinquere.Il 15 gennaio 1893 inizia a Taranto il cosiddetto "processo famoso", in una chiesa sconsacrata, e le gabbie dei detenuti sono le stesse di Bari: 104 imputati, tutti condannati.Enzo Ciconte ricostruisce le vicende di questi processi attraverso la stampa dell'epoca, le deposizioni, gli atti giudiziari e l'Archivio Centrale dello Stato. E li situa nel contesto della Puglia di quegli anni, di miseria e disoccupazione.Analizza la situazione delle carceri pugliesi, in cui la malavita, discendente diretta della camorra e della 'ndrangheta, fin dalla seconda metà dell'Ottocento riesce a proliferare, grazie anche alla corruzione delle guardie e alla loro connivenza con i detenuti.È un'organizzazione che detta le regole, stabilisce rituali di affiliazione, impone il pagamento del pizzo, che ha al suo interno una gerarchia, dei gradi con nomi precisi e un sistema di reciproci obblighi da rispettare.Ciconte racconta una storia avvincente che illumina le origini della malavita pugliese e della storia delle mafie in Italia.
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Capire i Balcani orientali. Bulgaria, Romania, Moldova: dal 1989 ai giorni nostri
Bottega Errante Edizioni, 02/05/2023
Abstract: Sempre più spesso meta preferita dai turisti grazie alla crescita del numero di voli low cost, i Balcani orientali restano oggi uno spazio europeo per molti versi sconosciuto. Negli oltre trent'anni ormai trascorsi dal crollo del muro di Berlino e dalla fine dell'Unione Sovietica, poche volte questi paesi sono balzati agli onori delle cronache. L'autore si occupa da anni dell'est Europa, e in questo volume traccia una ricca panoramica delle caratteristiche e dei fenomeni che contraddistinguono Bulgaria, Romania e Repubblica di Moldova dalle origini ai giorni nostri: dall'aspetto geografico a quello linguistico, dalla geopolitica al turismo, dalla cultura alle migrazioni, dall'economia alla società.Con un contributo di Moni Ovadia
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Il Saggiatore, 11/05/2023
Abstract: Quando Franz Kafka passava le giornate rinchiuso in un ufficio di Praga, teneva gli occhi fissi sull'orologio. Quelle ore non passavano mai, nutrendo la sua speranza "di sedersi un giorno sulle sedie di paesi molto lontani, di guardare dalle finestre dell'ufficio su campi di canna da zucchero o su cimiteri musulmani": luoghi remoti, della realtà o della finzione, che avrebbe raggiunto solo per il tramite della scrittura, quella "spaventevole occupazione della quale ho tutta la sventura di dover ora fare a meno".In questa immagine ci sembra quasi di vederlo, quell'impiegato un po' schivo con le sue velleità letterarie. Ed è questa l'abilità di Klaus Wagenbach nel raccontare Franz Kafka: riuscire a renderlo vivo all'interno del piccolo mondo quotidiano di cui faceva parte, nel suo chiuso ambiente familiare; penetrare attraverso le testimonianze dirette (lettere, diari, fotografie) quella solitudine in cui l'artista è maturato e ha trovato modo di esprimersi. Dal rapporto conflittuale con la sua città e con il padre alle fughe in campagna, dalle nevrosi lavorative ai complessi rapporti con le donne, Wagenbach racconta la vita di Kafka come una ostinata, febbrile battaglia per esistere pienamente.Questa nuova edizione di Kafka, corredata dalle immagini dell'Archivio Klaus Wagenbach, ci restituisce lo scrittore praghese in tutte le sue sfumature: nella facciata esteriore di una vita insoddisfacentemente ordinaria, borghese e conforme alle richieste di padri e capiufficio; ma soprattutto nell'interiorità di un fuoco insaziabile, capace di animare alcune tra le pagine più importanti della letteratura mondiale.
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Il Saggiatore, 04/05/2023
Abstract: Il castello è l'ultimo romanzo scritto da Franz Kafka, che torna ora in una nuova traduzione.Nel 1917 Kafka si prese una lunga licenza dal lavoro e partì per Zürau, dove abitava la sorella Ottla, nelle campagne della Boemia. Era un tentativo di lasciarsi alle spalle l'ufficio, il padre, Praga. Anni dopo, preso dalle sue vicende sentimentali e con la tubercolosi che iniziava ad aggravarsi, dovette ripensare a quel luogo dove, su una collinetta, c'era un imponente edificio, presumibilmente un granaio, che sembrava chiedere il rispetto di abitanti e contadini.Una simile dinamica – una grande costruzione che domina un piccolo villaggio – è il cuore di questo romanzo. K., il protagonista, giunto presso un castello per rivestire il ruolo di agrimensore, si muove in queste pagine come perso in un labirinto. Già solo essere ricevuto dal datore di lavoro, il signor Klamm, gli sembra impossibile: l'incontro viene infatti sempre ostacolato, posticipato, deliberatamente evitato. Nel frattempo K. troverà un amore, verrà vessato dai suoi aiutanti e consumerà le forze battendosi per qualcosa che continuerà a sfuggirgli; fino – nella conclusione riferita da Max Brod, amico di Kafka e curatore postumo dell'opera – all'esaurimento totale e alla morte.Interpretato come metafora della divinità imperscrutabile, del capitale che schiaccia i sottoposti, di una burocrazia che tutto regola e tutto confonde, il castello al centro di questa storia resta a oltre un secolo di distanza un simbolo aperto. Nella parabola di K. ognuno di noi può vedere qualcosa della propria, perché la lotta per il senso è qualcosa di universale: una chimera grottesca e tragica, che nessuno ha saputo descrivere come Kafka.
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Il Saggiatore, 05/05/2023
Abstract: Il disperso è il primo romanzo di Franz Kafka, il cosiddetto "romanzo americano", pubblicato postumo da Max Brod, l'amico cui Kafka aveva richiesto di bruciare le sue opere. Uscito nel 1927 come America, in questa nuova traduzione torna a vestirsi del titolo con cui Kafka, nelle sue lettere, vi si è sempre riferito.Franz Kafka non ha mai visitato l'America. Non si è mai imbarcato su una nave transatlantica, non ha mai visto la Statua della Libertà entrando nell'Hudson e non ha mai tentato di guadagnarsi da vivere in un luogo sconosciuto e soverchiante come la grande metropoli statunitense. Eppure l'America simboleggia per lui il mondo avviato verso la modernità e la tecnologizzazione, un luogo di libertà illimitata dove tuttavia è facilissimo perdersi, ingannarsi e rimanere intrappolati.Proprio quanto accade al giovane e innocente Karl Rossmann, primo dei grandi protagonisti kafkiani, che viene spedito a New York dalla famiglia dopo essersi lasciato sedurre da una giovane domestica, poi rimasta incinta. Karl non fa in tempo a scendere dalla nave che subito si ritrova sballottato tra personaggi con i quali è impossibile costruire rapporti sinceri, condotto in luoghi labirintici e accusato di colpe che non ha commesso, finché non intraprende un ultimo viaggio verso la promessa di un luogo che lo possa finalmente accogliere, il Teatro di Oklahama.Allo stesso tempo sintesi dei temi ricorrenti nell'opera di Kafka – la solitudine, il senso di abbandono, la frustrazione per l'irrazionalità delle disgrazie –, questo romanzo riesce a mostrare qualcosa di più rispetto agli altri testi, qualcosa di inaspettato e che, a causa della mancata conclusione definitiva, appare solo accennato: il barlume di un lieto fine. Una possibilità di redenzione.
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Il Saggiatore, 08/05/2023
Abstract: Il processo è il più celebre tra i romanzi di Franz Kafka. Pubblicato postumo dal curatore e amico Max Brod contro la volontà dell'autore, che lo aveva destinato alla distruzione, in questa nuova traduzione torna a essere presentato nella sua forma originaria.Dopo molti ripensamenti, nel luglio 1914 Kafka prende la decisione di recarsi a Berlino per sciogliere il fidanzamento che lo lega a Felice Bauer. Il già difficile colloquio avviene in una stanza d'albergo, alla presenza della sorella e di un'amica di lei. Nei suoi diari, lo scrittore paragona quel con- sesso a un "tribunale". Che sia o no una coincidenza, di lì a qualche settimana inizierà a lavorare a una nuova opera narrativa, che intitolerà proprio Der Proceß: "il processo".Una mattina Josef K., protagonista del romanzo, viene dichiarato in arresto. Non ha fatto nulla, sa di non aver commesso alcun reato, eppure è proprio lui che cercano. Immaginando un grottesco disguido, Josef sceglierà allora di reagire come la sua mentalità pratica gli suggerisce: con la ragione. Ma la ragione nei romanzi di Kafka serve a poco o nulla. La colpa di Josef K., qualunque essa sia, richiede un castigo, che si dispiega nella sua arbitrarietà non solo nella condanna finale, ma in tutto ciò che avviene in mezzo: dover lottare ogni giorno tra avvocati, interrogatori e udienze per raggiungere la libertà.In questo romanzo il senso di una medesima, surreale claustrofobia finisce per avvolgere anche il lettore. Pagina dopo pagina, una vita libera dalle circostanze esterne, dalle convenzioni sociali, dal potere dell'Altro su di noi, appare infatti sempre più irraggiungibile. Una consapevolezza che è frutto di una capacità unica di Franz Kafka: riuscire a farci osservare dentro noi stessi con una precisione quasi dolorosa; senza filtri, senza alibi, senza false illusioni.
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Marzahn, mon amour. Storie di una pedicure
L'orma editore, 05/05/2023
Abstract: Quando la vita ristagna, è tempo di cambiarla.A quarantaquattro anni Katja si divide tra una carriera di scrittrice assai traballante e una vita famigliare sempre più scialba. Sulla sua scrivania, un romanzo che nessuno vuole pubblicare. Ma un giorno, seguendo il più inaspettato dei consigli, si iscrive a un corso da estetista e finisce a lavorare come pedicure a Marzahn, quartiere di palazzoni alla periferia di Berlino, monotono e grigio soltanto all'apparenza. Questo nuovo impiego, che presto scopre di amare, le apre le porte di un'intimità fatta di chiacchiere minute e grandi confessioni.Con sguardo ironico e partecipe, Oskamp condensa intere vite in poche pagine, raccontando il variopinto mosaico di una comunità piena di storie da ascoltare. Incontriamo così la sarcastica signora Frenzel che "non si lascia rovinare l'umore da niente e da nessuno", conosciamo il signor Hübner, sedicente depresso che di professione scrocca cure allo Stato, seguiamo la straordinaria odissea di Gerlinde Bonkat, profuga "immune a ogni vittimismo" che a ottant'anni fa ancora tutto di testa sua.Tra calli e massaggi, una commedia umana in miniatura.
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Bordeaux, 15/05/2023
Abstract: Prima di morire, Alberto Moravia espresse il desiderio di vedere l'ultimo paradiso rimasto su questa Terra: l'isola yemenita di Socotra. Sita in pieno Oceano Indiano, Socotra è uno scrigno in parte ancora incontaminato di storie millenarie, miti, leggende e soprattutto meraviglie naturali. La sua biodiversità, seconda solo alle Isole Galapagos, si regge su un delicatissimo equilibrio tra ambiente e abitanti. Eppure oggi, nell'epoca della cosiddetta "sesta estinzione di massa" e del turismo globalizzato, anche l'ultimo sogno di Moravia è entrato nell'antropocene ed è costretto ad affrontare le nuove sfide imposte dal nostro "divorare" il pianeta. Come "proteggere" Socotra senza trasformarla in un museo naturalistico? Che cosa preservare della sua natura incontaminata senza sconvolgere le vite dei suoi abitanti? Quale lezione possiamo imparare dalla sua storia per rivoluzionare il nostro futuro? Con un'intervista ad Andrea Andermann che accompagnò Alberto Moravia a Socotra nel suo ultimo viaggio.
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Marcos y Marcos, 17/05/2023
Abstract: Matsuyama Kaze è un samurai viandante – un ronin – in cammino verso Osaka; con lui, una bambina dall'intelligenza tagliente.Sulle loro tracce un manipolo di guerrieri a cavallo, assetati di vendetta. Il samurai ha ucciso il capo del loro clan.Nella loro fuga molto zen, incappano in una serie di omicidi irrisolti.I sospetti ricadono sui seguaci di una religione venuta dall'Europa, i kirishitan.Occhi aperti, orecchie tese, muscoli sempre all'erta: la via della spada porta dritta al cuore del mistero, rivelando scomode verità.Delicato, avvolgente, sottile: locande e castelli, avventura e sapienza orientale nella terra dei samurai.
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Codice Edizioni, 15/05/2023
Abstract: Londra, in un futuro non troppo lontano: l'editoria ha affidato a un software il compito di rintracciare i plagi nei manoscritti, e il genere di gran lunga più popolare e redditizio è la poesia. Un narratore senza nome, editor di una rivista letteraria, dopo essersi aggirato per un festival culturale incontra al bar dell'hotel Travelodge Solomon Wiese, poeta e plagiatore recidivo. Nel corso di una notte, Solomon Wiese racconta al narratore la sua storia: il primo plagio, la fuga in campagna lontano da Londra, unico centro culturale riconosciuto, infine la decisione di pianificare il rientro sulla scena, costruendosi un esercito di finti follower su un social dedicato alla poesia e saccheggiando la produzione degli ignorati poeti locali. In questo suo primo romanzo, Sam Riviere ci regala una satira crudele dell'ambiente letterario, incapace di prendersi la responsabilità di cercare nuove voci e spingersi oltre le strade più battute e sicure, dei festival letterari asfittici e autoreferenziali, della letteratura al servizio delle piattaforme social e delle infinite discussioni sulle opere derivative. E lo fa sfidando il lettore a cimentarsi con un unico, lunghissimo paragrafo (non a caso la stampa internazionale ha accostato "Anime morte" alle opere di Roberto Bolaño e Thomas Bernhard) che non concede respiro e che di volta in volta fa riflettere, ridere, indignare, e forse riconoscersi.
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Onda su onda. Dentro lo straordinario mondo delle frequenze
Codice Edizioni, 04/05/2023
Abstract: Cos'hanno in comune la "macchina dei terremoti" inventata da Nikola Tesla, le attività paranormali in un laboratorio dell'Università di Coventry e il canto di una balena solitaria? Frequenze, onde e vibrazioni sono fenomeni intangibili, sui quali c'è ancora molto da scoprire, ma che hanno un grande impatto sulle nostre vite. Richard Mainwaring – musicista, produttore e presentatore – li spiega mescolando scienza, storie eccezionali e citazioni musicali, e usando come strumento narrativo il suo Pianoforte Infinito, che include tutte le frequenze possibili, quelle che possiamo sentire e quelle impercettibili al nostro orecchio. Onda su onda non è solo un libro di musica, perché la musica non è che una delle tante forme di frequenza con cui abbiamo a che fare; e non è neanche un saggio di fisica, perché nelle sue pagine si parla di buchi neri e origine dell'universo, ma anche di elefanti e arcobaleni, di armi soniche e apparecchi medici, di ragni danzanti, del diapason di Händel e di suoni fantasma. È un libro che intreccia tutti questi elementi e altri ancora, guidandoci alla scoperta di un mondo nascosto e affascinante.
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SUR, 11/05/2023
Abstract: La scuola sta per finire, ma non sarà un'estate facile per la dodicenne Francie. Suo padre è disoccupato e per sbarcare il lunario raccoglie le giocate dei "numeri", la grande lotteria clandestina le cui estrazioni quotidiane sembrano scandire la vita degli abitanti di Harlem. E mentre tutti intorno a lei si arrabattano per sopravvivere, tra (rare) vincite e (molti) debiti, Francie affronta l'inizio dell'adolescenza, un'età in cui può ancora sognare a occhi aperti il suo attore di Hollywood preferito, e al tempo stesso sa di dover essere abbastanza sveglia per non fare la fine della Cinesina, la sorella della sua migliore amica, costretta dal violento Alfred a prostituirsi. O la fine di Sterling, il suo fratello maggiore, pericolosamente avviato sulla strada della piccola criminalità con la gang del quartiere. Quando papà dava i numeri, l'esordio letterario di Louise Meriwether oggi considerato un classico moderno, è un ritratto vivissimo della Harlem del passato, un omaggio allo spirito di solidarietà e all'orgoglio di un popolo, ma anche un'emozionante storia di crescita personale, disperata e comica, raccontata dalla voce briosa e disincantata della giovane protagonista.