Trovati 858966 documenti.
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Edizioni e/o, 26/10/2012
Abstract: Il mondo dello scrittore praghese affiora come una autobiografia dal vivo: Praga, la solitudine e gli adorati gatti, la fine del comunismo, tra birra, arte e filosofia.
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Edizioni e/o, 26/10/2012
Abstract: Una raccolta di racconti sull'esperienza del crescere negli Stati Uniti, sulla lotta quasi eroica che gli adolescenti affrontano per definire se stessi e i confini della propria libertà. Scritti in un arco di tempo che va dal 1965 al 1972, questi sei racconti descrivono l'universo violento degli adolescenti: lo stupro, la droga, la follia, il divorzio dei genitori, il suicidio. Oltre alla violenza, alla solitudine e al bisogno d'amore, ad accomunare questi giovani c'è una nuova moralità, che non distingue più tra bene e male, bello e brutto, morale e immorale.
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Edizioni e/o, 26/10/2012
Abstract: Amore e violenza, indissolubilmente legati, sono il tema di questi racconti di Joyce Carol Oates, scrittrice americana che nel 1970 ha ricevuto il National Book Award e che oggi è candidata al Premio Nobel. "Il sentimento amoroso" dice la Oates, "è probabilmente l'essenza di ciò per cui io scrivo": amore crudele, spesso violento e distruttore, a volte demoniaco, "emozione eterna e insondabile" che non ammette esitazione e compromessi, amore che è sempre un'esperienza sconvolgente, un'esplosione, un'irruzione, un assalto che scuote lo spirito e il corpo. Un amore marchiato dalla nostra civiltà violenta e ipocrita, che Joyce Carol Oates esplora nelle sue parti più oscure e minacciose. La sua prosa procede senza tergiversazioni, elegante, precisa, attenta alle sfumature, con un ritmo incalzante che porta sempre a una conclusione capace di stupire il lettore o di costringerlo a uscire dalla routine, dalle solari, rassicuranti certezze, per guardare nella penombra dei desideri inquietanti.
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Edizioni e/o, 07/11/2012
Abstract: Dalla Prefazione di Anita Raja: L'August che dà il titolo a questo racconto di Christa Wolf, l'ultimo che ha scritto e che esce postumo, fa la sua prima, rapida apparizione nelle struggenti pagine finali di Trama d'infanzia, laddove si racconta del crollo del nazismo e, insieme, del sistema di valori e di certezze che avevano retto il mondo dell'adolescente Nelly Jordan e della sua famiglia. Nelle ultime pagine del libro si narra la tubercolosi della protagonista, il sanatorio e l'amore mal governato di un bambino a sua volta malato: "August. August dalle parti di Pillaken. Un giorno comunicò a Nelly di averla scelta come protettrice. Aveva dieci anni, un bambino goffo, tarchiato, pesante. L'espressione dei suoi occhi marroni – occhi di cane – agli altri bambini e agli adulti faceva venire voglia di tormentarlo. Le sue lettere (le più antiche che conservi). Ora non c'è più nessuno a cui posso lavare le posate, le scrive dopo che è stata dimessa. L'ortografia delle lettere mostra che i tentativi di Nelly di insegnargli a leggere, scrivere e far di conto erano miseramente falliti. La sua corte maldestra, invadente, la sua gelosia degli altri bambini più graziosi e più intelligenti". In quel sanatorio, teatro di esperienze dolorose e di privazioni, ma anche di momenti felici e di sentimenti duraturi, prende forma l'amore infantile, il bisogno di un legame forte da pretendere giorno per giorno e da difendere con vitalissima caparbietà. È ciò che fa August. Quel sentimento crescerà con lui, durerà oltre la fine del lavoro che s'è scelto e ha fatto volentieri, oltre la serena storia con la donna che lo ha accettato e gli ha tenuto compagnia nel corso della vita.
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Edizioni e/o, 07/11/2012
Abstract: Hannes e Uli sono cresciuti insieme, condividendo tutto per vent'anni, anche la passione per le moto, fino al giorno in cui Hannes ha un incidente ed entra in coma. Passano giorni, settimane, mesi e le sue condizioni non migliorano: Hannes non si risveglia. Poco alla volta tutti perdono le speranze, genitori compresi. Tutti tranne Uli, che non vuole darsi per vinto e si rifiuta di credere che non riavrà più il suo amico del cuore. Senza smettere di stargli vicino, andarlo a trovare e fargli sentire il proprio amore, Uli inizia a scrivergli una lettera dopo l'altra. Le consegnerà ad Hannes quando finalmente riaprirà gli occhi, perché sappia per filo e per segno ciò che è successo mentre lui era inchiodato in un letto d'ospedale, attaccato a tubi e macchinari. Nate in risposta a un'esigenza quasi scaramantica di continuare a lottare, le lettere permettono a Uli di non impazzire dal dolore, trasformandosi in un diario che poco alla volta lo aiuterà a conoscere meglio se stesso e gli insegnerà che il solo vero modo di andare avanti è accettare l'inevitabile.
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Edizioni e/o, 07/11/2012
Abstract: Nino ha quarantuno anni. Vive con allegria, spensieratezza, leggerezza e ha una vita sessuale piuttosto intensa. Ha una piccola libreria, dove lavora. E' simpatico, divertente, buffo e intelligente. Come dice lui stesso: è ostaggio della propria irrequietezza anzi, è ostaggio dell'Autonomia dell'Irrequietezza, perché l'irrequietezza è autonoma. Rifugge le storie d'amore importanti. Lui, nell'Amore non ci crede. Fin quando nella sua vita non arriva Clelia… e inizia una bellissima storia d'amore. Una storia d'amore da romanzo d'appendice. Bella, leggera, appassionata, allegra e grondante di felicità. Ma c'è un problema: Clelia, oltre ad essere una donna straordinaria, è uguale a Nino. Sono due single convinti che non hanno intenzione di avere rapporti seri. Come ne usciranno? L'amore fa paura, anche quando è una commedia sofisticata.
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Edizioni e/o, 07/11/2012
Abstract: La pièce è incentrata sull'amore tra Hannah Arendt e Martin Heidegger, l'azione si svolge in due luoghi diversi, con salti di tempo e di spazio. Il primo luogo è l'interno della baita di Raphael Mendelsohn, un caro amico (fittizio) di Hannah ai tempi dell'università, innamorato di lei ma non ricambiato. Il secondo luogo è il soggiorno dell'appartamento di New York dell'ormai anziana professoressa Hannah Arendt. La baita di Raphael è altresì il teatro della relazione proibita fra la diciottenne Hannah, studentessa di filosofia all'università di Friburgo, e il professor Heidegger, sposato e di parecchi anni più anziano di lei. Nel soggiorno dell'appartamento di New York la professoressa Arendt, reduce da un infarto, riceve invece nel 1975 la visita di Michael Ben Shaked, giovane israeliano che si spaccia per uno studente di filosofia dell'università di Gerusalemme ma che in realtà è il figlio di Raphael Mendelsohn, venuto a cercarla dopo la morte del padre per scoprire una parte a lui ignota della sua vita. Mediante i dialoghi tra i due e i flashback del passato (gli incontri tra la giovane Hannah e il professor Heidegger nella baita di Raphael) la pièce ripercorre le tappe della storia d'amore impossibile, irrazionale e drammatica tra i due protagonisti.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Nel romanzo di Christa Wolf, Medea è una donna forte e libera, una "maga" depositaria di un "sapere del corpo e della terra". È questo "secondo sguardo" che le fa scoprire un orribile segreto nascosto nel sottosuolo del palazzo reale di Corinto. Medea dovrà pagare per aver svelato il crimine su cui si fonda il potere. Non saprà né vorrà difendersi perché – dopo aver abbandonato la natia Colchide, anch'essa macchiata di sangue innocente – non ha più radici né ideali che la sostengano. In Medea ritroviamo la riscrittura radicale del mito già presente in Cassandra.La figura di Medea ci è stata consegnata da Euripide soprattutto come la madre che ha ucciso i propri figli, la violenza irrazionale contrapposta alla razionalità patriarcale della civiltà greca. Christa Wolf ribalta questa versione con una vera e propria indagine riallacciandosi alle fonti antecedenti Euripide.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Questo imponente testo può senza dubbio fin da ora essere riconosciuto come opera fondamentale della letteratura tedesca, una summa dell'esperienza di ambedue le Germanie dal dopoguerra a oggi. Il racconto della vita dell'autrice, della sua famiglia e del suo paese, colta in una giornata, sempre la stessa, il 27 settembre, anno dopo anno per quarant'anni, fa di questo libro un'opera fuori dal comune. L'attenzione è incentrata non solo sulla figura della stessa scrittrice, ma anche sui personaggi che le sono vicini, famigliari, amici, avversari; non è un'autobiografia, anche se ovviamente della sua vita si tratta, perché attraverso il racconto di un'unica giornata all'anno si delinea una trama intensa e avvincente, che punta i riflettori su una storia di vita che appartiene a tutti noi, ogni volta diversa, aperta su un mondo che cambia. Si delinea mano a mano la cronaca precisa di avvenimenti personali e politici, di personaggi, affetti e passioni, riflessione politica e morale sui nostri tempi. Sotto gli occhi del lettore sfilano, alternandosi, immagini della DDR, del muro di Berlino, della guerra fredda, della riunificazione tedesca, dell'esilio americano, della vita famigliare, e si succedono i conflitti, la crescita delle figlie, i tradimenti degli amici, le perdite, gli abbandoni, le gioie… Un giorno all'anno è una di quelle rare, grandi opere, che segnano la letteratura di oggi.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Chi ha letto Cassandra ritroverà in quasi tutti i racconti di Christa Wolf l'ossessione ricorrente che caratterizzava la figura della figlia di Priamo: vedere il mondo con uno sguardo non subalterno. Fin da Martedì 27 settembre (racconto del 1960) questo motivo appare come un segno caratterizzante e confina con il desiderio di un'esistenza vigile. In Pomeriggio di giugno (1965) si accentua fortemente la critica del realismo socialista, mentre la sfera del privato si dilata sino ad assorbire tutto lo spazio narrativo. Mutamento di prospettiva (1970) apre la raccolta perché racconta l'infanzia e l'adolescenza dell'autrice. Con Unter den Linden la tecnica narrativa subisce un'impennata fortemente soggettiva. È una storia d'amore e di ribellione. A partire da Nuove considerazioni di un gatto (1970) e Autoesperimento (1972) la scrittura della Wolf approda a una nuova funzione. Essa deve incunearsi – arma ribelle dei gatti che sono pieni di mistero e delle donne – nell'universo univoco delle scienze e della ratio strumentale maschile.
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Nessun luogo. Da nessuna parte
Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Al centro di questo romanzo di Christ Wolf, uno dei suoi libri più belli, si muovono i poeti Heinrich von Kleist e Karoline von Günderrode. Figli delusi della loro epoca, non hanno spazio in nessun luogo, da nessuna parte. Christa Wolf immagina di vederli insieme, in un pomeriggio d'estate del 1804, sulle rive del Reno. Sono giovani, eppure prossimi alla fine. Karoline si ucciderà nel 1806, Kelist nel 1811. Nel salotto dove avviene il loro incontro si danno appuntamento personaggi illustri, poeti e scienziati di quell'epoca romantica a cavallo tra una Rivoluzione che va esaurendosi e la Restaurazione strisciante. I due poeti rappresentano una generazione che deve produrre nuovi modelli di vita perché i modelli del passato non valgono più. Sono stranieri in patria, battistrada senza seguito, voci senza risonanza. Isolati, esclusi da ogni possibilità di azione, relegati e confinati nell'avventura dell'anima, sono consegnati inermi ai propri dubbi, alla disperazione, alla sempre più viva certezza del fallimento. Christa Wolf ricostruisce con maestria un'epoca, un'atmosfera; e una sensibilità che ci appare straordinariamente moderna.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Questo racconto della giornata di una donna sorvegliata dalla polizia segreta, tormentata da dubbi sulla fedeltà anche degli amici più cari, pressata dagli avvenimenti a prendere tremende decisioni, questo racconto di una donna sola di fronte alla propria coscienza somiglia in modo straordinario a Cassandra, altra storia di donna concepita e scritta negli stessi anni in cui andava prendendo forma questo Che cosa resta. In ambedue i testi – fa notare Anita Raja nell'introduzione – il tema centrale è quello di una persona che non riconosce più la propria città, il proprio mondo, le cose e la gente in cui ha creduto, divenute ormai estranee. La grandezza tragica di Cassandra, infatti, sta proprio nel fatto che il suo distacco da Troia e da Priamo, il suo apprendistato al no, è tanto più intenso e sofferto, quanto più essa ha amato la città e il padre, tanto più ha creduto nella loro diversità. Ora, questa tragedia ritorna in Che cosa resta, senza più il velo del mito: adesso Troia è Berlino, è il socialismo, è tutto ciò che Christa Wolf ha amato e in cui ha creduto.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Cassandra, la veggente figlia di Ecuba e di Priamo, racconta il tramonto e la rovina della sua città e si affollano alla memoria la traversata dell'Egeo in tempesta, l'arrivo a Troia delle Amazzoni, i delitti di Achille la bestia, la rottura con il padre Priamo accecato dal meccanismo inarrestabile della guerra, la vita delle comunità femminili sulle rive del fiume Scamandro, l'amore con Enea."Sentivo Cassandra come una figura molto significativa per il nostro tempo. Durante un viaggio in Grecia ho visto Micene, ho vissuto con tutti i sensi il paesaggio che era stato di Cassandra. Mi ha interessato cogliere il punto cruciale, alla nascita della nostra cultura, in cui è cominciata quell'alienazione che adesso ci porta vicini all'autodistruzione. Mi ha interessato il momento in cui, con l'avvento della società patriarcale e gerarchica, l'espressione letteraria femminile sparisce per millenni".(Christa Wolf)
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Alcuni intellettuali della RDT hanno lasciato la vita di città e si sono recati in campagna, dove vivono in vecchie case, in cerca di un modo di vivere più semplice e di rapporti più diretti con la natura e più intimi cogli uomini. Ma è una scelta che si rivelerà ingenua e disarmata: ognuno si è portato dietro il proprio fardello e con esso dovrà fare i conti.
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Edizioni e/o, 24/10/2012
Abstract: Il romanzo è una storia d'amore costellata di penetranti aforismi e costruita con brillanti dialoghi pieni di saggezza amabili sciocchezze e malinconico disincanto; ma è soprattutto una meditazione sulla Vacanza come tempo libero per vivere. Purtroppo le delizie dell'ozio sono minacciate dal tempo che incalza dal tempo storico soprattutto.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Questa raccolta di racconti dà conto di una vita vissuta "a visiera alzata". Nella varietà di registro di ogni racconto – l'ironia, la tenerezza, la profondità – torna infatti sempre protagonista la personalità di una donna che ha affrontato il suo tempo e la sua vita con coraggio, franchezza e intelligenza. Gli originali percorsi linguistici di Nella pietra e Associazioni in azzurro, i reportage a metà tra l'intimo e l'oggettivo delle esperienze vissute dall'autrice durante il suo soggiorno negli USA poco dopo la caduta del Muro di Berlino, i teneri – e al tempo stesso ironici e gustosi – spaccati di vita coniugale e le attualissime riflessioni di Giovedì 27 settembre 2001 guidano il lettore alla scoperta di una Christa Wolf a tutto tondo. Lasciando affiorare ricordi della sua vita, interrogandosi e riflettendo sui meccanismi spesso perversi dell'attuale realtà e riuscendo a percepire con tutti i sensi nuovi ambienti e persone, Christa Wolf si offre senza riserve accompagnandoci in un viaggio intenso e coinvolgente nella sua vita e nelle sue sensazioni più profonde.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Christa Wolf ha pubblicato Guasto contemporaneamente nelle due Germanie, a un anno dall'incidente di Cernobyl. Il titolo originale, Störfall indica un fattore di disturbo, un'avaria. E avariato, irrevocabilmente compromesso sembra l'orizzonte dell'esistenza dopo Cernobyl. La crepa imprevista nel dominio della scienza inghiotte ormai l'idea stessa di futuro, travolgendo con sé qualsiasi punto di riferimento. Maggio 1986, prime ore del mattino in una casa di campagna del Meclemburgo. Il cielo è radioso, i ciliegi in fiore, le galline starnazzano come sempre sull'aia. Un paesaggio idillico ormai incrinato nella coscienza di chi guarda: la nube radioattiva ha raggiunto la Germania, le notizie si accavallano confuse e frenetiche, lasciando il soggetto atterrito e disperso. Da questa situazione si dipanano le riflessioni della Wolf lungo l'arco di un'intera giornata. Ne nasce una cronaca minuta in cui l'evento pubblico collettivo - il disastro nucleare - si salda con la dimensione privata, determinando un continuo rimando tra biografia e storia.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: "Voglio pregarvi di seguirmi in un viaggio" inizia Christa Wolf riferendosi a un viaggio in Grecia ma anche alle vie percorse dopo che Cassandra ha preso possesso di lei. Iniziamo così a seguirla tra le rovine di Cnosso, nella discussione delle teorie degli archeologi, attraverso la ricostruzione della storia dei miti, sulle tracce di una società (forse) matriarcale, (forse) pacifica, in compagnia di due amiche americane che frugano alla ricerca di un passato mitico e femminista. Ma Christa Wolf non si consola con l'idealizzazione di condizioni sociali primitive, illusoria e pericolosa concessione all'irrazionalismo, bensì prosegue esplorando e criticando le vie attraverso cui si è formata l'odierna civiltà maschile.
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Edizioni e/o, 01/12/2012
Abstract: Il romanzo percorre l'arco breve e intenso della vita di Christa T. dalla prima adolescenza alla maturità, dal tempo della scuola lungo la storia frammentaria e intensa di un profondo legame di amicizia. Lo sguardo e l'attenzione di Christa Wolf restano come inchiodati sulla figura enigmatica e spregiudicata di questa singolare ragazza che gioca come un maschio e si ribella al conformismo. Attraverso lo studio partecipe della Wolf vediamo Christa T. confrontarsi con gli eventi verso i quali la sua irrequieta natura la conduce: l'amore infelice per Kostija che le preferisce una giovane donna dolce e rassicurante, le sue difficoltà a mantenere un impegno regolare e proficuo negli studi, la scelta di fare l'insegnante, l'incontro con Justus, l'uomo appassionato, innamorato e saldo che sarà il padre dei suoi figli, le sue irresistibili e disperate fughe nell'abbandonarsi ad amori irragionevoli e dannati: tutte le possibili derive le appaiono lecite e quasi obbligate per sfuggire alla normalità. Pubblicato tra mille difficoltà nel 1969 nella Rdt, Riflessioni su Christa T. è il romanzo dell'inadeguatezza, della fatica di stare al mondo e della difficoltà di dire io.
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Edizioni e/o, 09/12/2014
Abstract: "Pochi e poche raccontano in questo modo". Rossana Rossanda, L'Indice"Il nazismo è qui splendidamente narrato nei luoghi e nei modi in cui riuscì a nascondersi (in cui forse è nascosto ancora adesso), ovvero nella minuziosa cattura della quotidianità. (…) Questo libro di Christa Wolf è tra i pochi che meriterebbero di essere lo strumento fondamentale di un corso universitario, per poterne spremere le risorse innumerevoli e gli infiniti ragguagli di cui letteralmente vibra".Antonio Faeti, L'UnitàIn Trama d'infanzia, che assieme a Cassandra è considerato il suo capolavoro, Christa Wolf racconta una storia emblematica di quella generazione di tedeschi cresciuta negli anni Trenta, sotto il Terzo Reich, spettatrice adolescente del trionfo e poi del crollo del nazismo. Nel corso di un viaggio nei luoghi dell'infanzia e attraverso un difficile lavoro di scavo nella memoria, l'autrice ricostruisce una saga appassionante: la storia di una bambina, Nelly, che cresce respirando i veleni del regime, e anche la storia dei tanti personaggi – zii, nonni, cugini, amici e nemici della famiglia, genitori, compagni di giochi e di studi, insegnanti, banali figure del nazismo "quotidiano" – che la memoria strappa al passato e fa rivivere.