Trovati 858966 documenti.
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Longanesi, 21/10/2019
Abstract: "Alessia Gazzola torna a raccontare i sentimenti, la quotidianità, i piccoli dolori e le nostre vite tutte da risolvere con una nuova protagonista irresistibile, Costanza Macallè."La Stampa - Nadia TerranovaVerona non è la mia città. E la paleopatologia non è il mio mestiere.Eppure, eccomi qua. Com'è potuto succedere, proprio a me?Mi chiamo Costanza Macallè e sull'aereo che mi sta portando dalla Sicilia alla città del Veneto dove già abita mia sorella, Antonietta, non viaggio da sola.Con me c'è l'essere cui tengo di più al mondo, sedici chili di delizia e tormento che rispondono al nome di Flora. Mia figlia è tutto il mio mondo, anche perché siamo soltanto io e lei… Lo so, lo so, ma è una storia complicata.Comunque, ce la posso fare: in fondo, devo resistere soltanto un anno. È questa la durata del contratto con l'istituto di Paleopatologia di Verona, e io – che mi sono specializzata in Anatomia patologica e tutto volevo fare tranne che dissotterrare vecchie ossa, spidocchiare antiche trecce e analizzare resti centenari – mi devo adattare, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra.Ma, come sempre, la vita ha altri programmi per me. Così, mentre cerco di ambientarmi in questo nebbioso e gelido inverno veronese, devo anche rassegnarmi al fatto che ci sono delle scelte che ho rimandato per troppo tempo. Ed è giunto il momento di farle.In fondo, che ci vuole? È questione di coraggio, è questione di intraprendenza… E, me lo dico sempre, è questione di Costanza.
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Misurare l'impatto sociale. SROI e altri metodi per il carcere
Egea, 26/09/2019
Abstract: Qual è l'impatto delle attività volte alla rieducazione e al reinserimento delle persone detenute? Con quali metodi si misura? Quali sono gli indicatori cui si deve far riferimento? Questa pubblicazione cerca di dare una risposta a queste domande con l'obiettivo di stimolare una discussione tra studiosi e operatori sulla necessità di far crescere una cultura della misurazione nel contesto penitenziario a beneficio di una migliore governance di sistema e più efficace gestione dei singoli istituti. Il volume presenta specificità e limiti dell'applicazione in carcere dei diversi metodi di misurazione d'impatto con un focus specifico sull'uso della metodologia SROI (social return on investment) e la sua applicazione a un caso concreto, l'attività teatrale dell'associazione Opera Liquida presso la Casa di Reclusione di Milano Opera. Inoltre viene presentata una review della letteratura internazionale sugli studi relativi agli impatti delle diverse tipologie di attività svolte in carcere per la rieducazione e il reinserimento. L'obiettivo è offrire una guida per avvicinarsi in modo consapevole non solo al tema della valutazione degli interventi ma anche alla loro progettazione e implementazione.
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Castelvecchi, 03/10/2019
Abstract: Tutte le rivoluzioni sono destinate a essere tradite. Gli esiti, infatti, non sempre sono stati all'altezza degli ideali di coloro che vi avevano creduto e partecipato. Seguendo il filo di queste affermazioni, Ágnes Heller divide le rivoluzioni in due categorie: quelle che "scoppiano", come ad esempio la Rivoluzione Francese, e quelle che "hanno luogo" nel corso del tempo, come la Rivoluzione scientifica del Sedicesimo secolo. A prescindere dalla modalità con cui hanno avuto inizio, tutte le rivoluzioni dell'epoca moderna hanno teso a obiettivi precisi. Tuttavia, nessuna è riuscita a realizzarli completamente. Che cosa rende dunque le rivoluzioni irrinunciabili?
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Feltrinelli Editore, 02/10/2019
Abstract: In Rete contenuto e marketing sono centrali ma spesso non si presta la giusta cura nella scrittura per i media digitali, sacrificando la creatività e limitandosi a ripetere formule ormai note e poco efficaci.Questo libro aiuta a trovare le parole quando sembra di non averne. È un modo di avvicinarsi alla scrittura attraverso un approccio che include i principi del design, con l'obiettivo di smettere di scrivere sempre le stesse cose e imparare a raccontarsi condividendo idee ed esperienze, immedesimandosi in chi legge.Il punto di partenza è il processo di ricerca: imparare a farsi le domande giuste, definire messaggio, contesto e obiettivi, pensare e agire come un designer, immaginando nuovi percorsi. Quindi viene data grande attenzione a buoni e cattivi esempi di scrittura tratti da siti web, newsletter, social network e blog: consigli semplici da cui prendere ispirazione. Gli esercizi che chiudono il volume consentono infine di mettere alla prova quanto appreso e sperimentare alla ricerca di uno stile personale.Una guida ricca di spunti e suggerimenti, dedicata sia a chi scrive per professione sia a chi lo fa per passione su un sito, un blog o un social network.
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Guanda, 28/10/2019
Abstract: "Bellissimo, sentimentale, spiazzante, profetico. Leggete André Aciman."La Lettura - Corriere della Sera - Teresa Ciabatti"Romantico con ironia, ancora più del precedente Chiamami, è un lieve e colto trattato sull'amore."D - La Repubblica - Elena Stancanelli"In Cercami, André Aciman mette di nuovo a nudo, dopo Chiamami col tuo nome, i cuori insaziabili di Elio e Oliver, ormai entrambi adulti."GQ - Michele Neri"Saltano tutti gli schemi, saltano molti limiti, e anche qualche tabù. E quel participio presente - amante - è l'unico ruolo che i personaggi di Aciman sembrano disposti ad accettare. "Robinson - La Repubblica - Paolo di Paolo"Questo romanzo dimostra, ancora una volta, come André Aciman sappia fondere l'aspetto sensuale e quello intellettuale in storie capaci di arrivare al cuore."Publishers Weekly"Cercami è un romanzo toccante senza essere sentimentale. Una storia memorabile, di amore che dura oltre il tempo e le generazioni."Kirkus Reviews"Sedotto (a dir poco) dalla storia dei protagonisti, il lettore, senza accorgersene, si ritroverà ben presto a ripercorrere le proprie personali voglie, dolorose o felici che siano, mettendo piede in luoghi della memoria in cui forse non era mai tornato."Tuttolibri - La Stampa - Stefania Amoroso"Chiamami col tuo nome è stato celebrato per come ha saputo raccontare il tema della natura dell'amore, un tema che in Cercami viene portato avanti con grazia e profondità. La resa psicologica dei personaggi è vivida e acuta, ma ciò che in definitiva cattura l'interesse del lettore è scoprire se le vite incrociate dei due amanti, Elio e Oliver, si riuniranno. Si può solo sperarlo."Booklist"Più che sull'amore, nel suo romanzo a pannelli semplice e insieme perfetto, Aciman riflette sul tempo perduto perché "la vita e il tempo non sono allineati ma seguono itinerari del tutto diversi". "Il Venerdì - La Repubblica - Angelo Molica Franco"Chiamami col tuo nome è stato celebrato per come ha saputo raccontare il tema della natura dell'amore, un tema che in Cercami viene portato avanti con grazia e profondità. La resa psicologica dei personaggi è vivida e acuta, ma ciò che in definitiva cattura l'interesse del lettore è scoprire se le vite incrociate dei due amanti, Elio e Oliver, si riuniranno. Si può solo sperarlo."BooklistSono passati parecchi anni da quell'estate in Riviera: Elio, in piena confusione adolescenziale, aveva scoperto la forza travolgente del primo amore grazie a Oliver, lo studente americano ospite del padre nella casa di famiglia. Erano stati giorni unici, in grado di segnare le loro vite con la forza di un desiderio incancellabile, nonostante ciascuno abbia poi proseguito per una strada diversa.Il nuovo romanzo di André Aciman si apre con l'incontro casuale su un treno tra un professore di mezza età e una giovane donna: lui è Samuel, il padre di Elio, sta andando a Roma per tenere una conferenza ed è ansioso di cogliere l'occasione per rivedere suo figlio, pianista affermato ma molto inquieto nelle questioni sentimentali; lei è una fotografa, carattere ribelle e refrattaria alle relazioni stabili, e in quell'uomo più maturo scopre la persona che avrebbe voluto conoscere da sempre. Tra i due nasce un'attrazione fortissima, che li porterà a mettere in discussione tutte le loro certezze. Anche per Elio il destino ha in serbo un incontro inaspettato a Parigi, che potrebbe assumere i contorni di un legame importante. Ma nulla può far sbiadire in lui il ricordo di Oliver, che vive a New York una vita apparentemente serena, è sposato e ha due figli adolescenti, eppure… Una parola, solo una parola, potrebbe bastare a riaprire una porta che in fondo non si è mai chiusa.Con la magistrale sensibilità che ha dimostrato nel raccontare i sentimenti, André Aciman riannoda i destini dei protagonisti di Chiamami col tuo nome, in un romanzo che si interroga e ci interroga sulla durata dell'amore, al di là del tempo e delle distanze.
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L'anno dei misteri. Un'indagine del commissario Bordelli
Guanda, 07/11/2019
Abstract: UN'INDAGINE SULLE NOTE DI CANZONISSIMA PER IL COMMISSARIO BORDELLI "Una tormentata figura di investigatore e un'Italia meno cinica ma non meno cattiva di oggi."Corrado Augias"Ci piace, il commissario Bordelli, per quel clima nostalgico da "come eravamo", per un'attenzione, che ci ricorda i libri di Pratolini, all'esistenza e ai ritratti della gente comune... un poliziotto che ha qualcosa di chandleriano."Giovanni PacchianoÈ il 6 gennaio del '69 e molti italiani si preparano a vedere la "finalissima" di una delle trasmissioni più popolari e seguite, Canzonissima. Anche il commissario Bordelli si siede davanti al televisore per godersi la serata, ma una telefonata della questura lo strappa dalla poltrona e lo costringe a uscire di casa: una ragazza è stata uccisa, proprio mentre andava in onda la sigla... zum zum zum zuuum zum. Da quel momento le giornate del commissario si complicano, altri misteri dovranno essere risolti. Uno in particolare lo tormenta: la terribile vicenda del maniaco omicida che ha già ucciso sei prostitute, tutte e sei bionde, di media statura, una ogni nove mesi esatti. Bordelli si sente affaticato, e in mezzo alle ricerche concitate cerca di ritagliarsi momenti di tranquillità e di riflessione nel silenzio del bosco, che i versi degli animali rendono ancora più vero e profondo. Tra poco più di un anno andrà in pensione, e teme di lasciarsi alle spalle dei casi insoluti...
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Guanda, 31/10/2019
Abstract: La bottiglia è stata l'unica compagna fedele nella vita di Charles Bukowski, la sua musa per eccellenza, fonte di piaceri e dolori, di nobili notti alla macchina da scrivere e miseri giorni alla ricerca di un modo per pagarsi whisky, vodka, vino, birra… Il bere ha segnato in modo profondo e indelebile ogni aspetto della vita del Vecchio Sporcaccione: dal rapporto con il padre alle sue storie d'amore, fino, ovviamente, al suo talento unico di scrittore.Questo libro inedito raccoglie le migliori sbronze letterarie di Bukowski, fra le pagine più iconiche e ispirate di tutta la sua produzione.
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Bollati Boringhieri, 10/10/2019
Abstract: ""Il meraviglioso, generoso, intimo ritratto di una famiglia. Sublimi, delicate osservazioni, illuminate da lampi di umorismo". "Jess Kidd, autore di Lascia dire alle ombre"Il meraviglioso, generoso, intimo ritratto di una famiglia. Sublimi, delicate osservazioni, illuminate da lampi di umorismo."Jess Kidd, autore di Lascia dire alle ombreDopo trent'anni di incomprensioni passati nella loro casa eternamente incompiuta sulle Alpi francesi, la frustrazione di Joan nei confronti del marito disattento ha raggiunto il limite: Frank è un architetto di successo, ma irrequieto, e Joan è logorata da anni di aggiunte, cambiamenti, progetti rimasti sulla carta, disfunzioni plateali. Frank, poi, oltre che sempre immerso nei suoi hobby, è distratto da un affair via Facebook con l'ex fidanzata tedesca.La tensione è palpabile. Ma si avvicina il Natale, i figli già da tempo lontani da casa sono in arrivo, e Joan vuole con tutta se stessa che le cose vadano alla perfezione. Anche i figli però hanno i loro problemi. Lois, la maggiore, sta cercando di recuperare il marito dopo un tradimento e un aborto spontaneo; Maya, la seconda, vorrebbe andare a vivere con Liz, imprevisto amore saffico, ma ha due bambini e un marito buono e disponibile che non sospetta niente; William, il piccolo, è all'università a Londra, e proprio a Natale decide di rompere il fidanzamento con Tara, vicina di casa e compagna d'infanzia. E c'è anche Simon, il cane, che svela i propri divertentissimi "pensieri" in prima persona.Scritta con rara precisione e capacità introspettiva, la storia esplora la spinosità dell'amore famigliare, e la sua capacità di resistere a ogni difficoltà. L'autrice, qui all'esordio, racconta con calore, spirito e disarmante sincerità, e riesce a mantenere un tono ironico-sentimentale, uno stile che ricorda il più famoso dei "romanzi di Natale", Le correzioni di Jonathan Franzen. Il divertimento è assicurato.
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Il mito delle origini. Breve storia degli spaghetti al pomodoro
Laterza, 03/10/2019
Abstract: Alle origini di ogni cosa c'è solo un inizio: per cercare l'identità serve tutta la storia, fatta di incontri, incroci, mescolanze. Accade anche per gli spaghetti al pomodoro.Il mito delle origini è quello che ci fa pensare che esista un punto magico della storia in cui tutto prende forma, tutto comincia e tutto si spiega; il punto in cui si cela l'intimo segreto della nostra identità. Ma perché quello delle origini è solo un mito? Il fatto è che le origini, di per sé, spiegano poco: l'identità nasce dalla storia, da come quelle origini si sviluppano, crescono, cambiano attraverso incontri e incroci spesso imprevedibili. Basta un piatto di spaghetti al pomodoro per spiegarlo. Seguendo le tracce del nostro piatto identitario per eccellenza, Massimo Montanari risale a tempi e luoghi distanti – dall'Asia all'America, dall'Africa all'Europa, dalle prime civiltà agricole alle innovazioni medievali, fino a vicende di qualche secolo fa, o dell'altro ieri. Scopriamo, così, che ricercare le origini della nostra identità (ciò che siamo) non ci porta quasi mai a ritrovare noi stessi (ciò che eravamo) bensì altre culture, altri popoli, altre tradizioni, dal cui incontro e dalla cui mescolanza si è prodotto ciò che siamo diventati.
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Un mondo di ferro. La guerra nell'antichità
Laterza, 03/10/2019
Abstract: La guerra di Troia, le guerre persiane e del Peloponneso, l'epopea di Alessandro Magno, l'epica lotta di Annibale contro Roma. Nessun greco e nessun romano avrebbe mai potuto concepire un mondo senza guerre. Più che un'utopia, l'avrebbe ritenuta un'assurdità. Ma allora che significato aveva la guerra per loro?La storia del mondo antico è un succedersi di battaglie, scontri e duelli che hanno lasciato una traccia formidabile nel nostro immaginario. Ma cosa voleva dire per un greco e un romano indossare l'armatura e scendere sul campo di battaglia? Significava riconoscere che la guerra era parte della vita, non che fossero amantidella guerra. Così come era possibile finire catturati dai pirati durante un viaggio in mare per essere venduti come schiavi in qualche mercato dell'Egeo, o cadere vittima di un'epidemia o di una carestia, così era nell'ordine delle cose umane essere coinvolti in una guerra e morire in battaglia. Ma c'è di più: poteva aspirare a definirsi cittadino solo colui che, nella buona stagione, era pronto a marciare fuori dai confini per combattere contro il nemico. Un libro appassionante, che ci rende comprensibile la mentalità degli antichi trattandola con profondo rispetto.
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Laterza, 01/10/2019
Abstract: Barbero tocca i nodi fondamentali della scelta cristiana di liberare il Santo Sepolcro e dell'incontro/scontro fra il mondo cristiano e quello islamico che ne seguì. Vediamo l'intreccio tra l'impulso religioso dei cristiani che partono per la Crociata come per un pellegrinaggio, sia pur armato, le spinte espansionistiche di un'Europa in forte ripresa economica e demografica, l'indiscussa autorità politica della Chiesa di Roma. Romanziere, oltre che storico rigoroso, Barbero tratta le vicende in uno stile scorrevole, quasi un racconto fatto a voce accanto al camino. Un esperimento di grande fascino. Anna FoaBarbero racconta come le Crociate pongano un problema analogo a quello odierno, in seguito agli attacchi terroristici. Come giustificare le Crociate, un'impresa impossibile da realizzare se non ammazzando i nemici, quando il sesto comandamento vieta di uccidere? La soluzione trovata da Urbano II era di rimettere i peccati di chi fosse caduto combattendo gli infedeli: soluzione ambigua perché un peccato rimesso è sempre un peccato. Guido Barbujani, "Il Sole 24 Ore"Le Crociate, raccontate in modo diretto e brillante da Barbero, sono tremende esplosioni di violenza, forma sui generis di pellegrinaggio, valvola di sfogo per un'Europa sovraffollata; ma sono anche il momento in cui due mondi rivali, che non sanno di avere profonde radici comuni, si incontrano e si descrivono a vicenda.
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Laterza, 03/10/2019
Abstract: Se è vero che, come dice Tolstoj, "la vecchiaia è la più inattesa tra tutte le cose che possono capitare ad un uomo", questo piccolo libro prezioso ci prepara con tanti consigli pratici e buone abitudini a viverla nel migliore dei modi possibili.C'è una buona notizia: l'Italia è una delle nazioni con più elevate speranze di vita. La cattiva notizia è che non siamo preparati ad affrontare una vita longeva. Diciamoci la verità: invecchiare fa paura a tutti. Il nostro corpo inizia a tradirci, la salute è altalenante, dare un senso nuovo al proprio vissuto può non essere una cosa semplice. Ma con un po' di saggezza, seguendo i consigli di un appassionato geriatra, possiamo fare una scoperta molto confortante, risolutiva: non esiste una sola vecchiaia. Se è vero che in parte la nostra salute è determinata dai geni ereditati dai nostri genitori, moltissimo dipende da noi, dal nostro stile di vita, dalla volontà di vivere positivamente questa nuova stagione. Ecco perché Alberto Cester, geriatra di fama, ci indica quali pratiche seguire già a partire dai 50 anni: ci istruisce sul nostro corpo, sulle sue trasformazioni, sulla sua cura, in una virtuosa valorizzazione delle risorse che continuiamo ad avere dentro di noi.
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Laterza, 03/10/2019
Abstract: "Cosa ne faremo delle migliaia di bambini che vivevano sotto l'Isis?""Li dovevamo uccidere tutti."Queste parole raccolte da Francesca Mannocchi durante uno dei suoi reportage di guerra sono l'avvio di una storia che nessuno vuole ascoltare. Una storia commovente e perturbante che per la prima volta dà voce a chi crediamo innocente o colpevole delle violenze della guerra.Un grande romanzo dal vero del nostro tempo.Abbiamo diviso in modo netto carnefici e vittime, l'Occidente e il caos; abbiamo tranquillizzato la nostra coscienza con racconti semplicistici. Abbiamo tracciato un confine tra umano e disumano. Così l'Isis era un mostro sconosciuto che andava annientato, e le terre su cui ha allignato solo delle terre guaste da lasciare al loro destino segnato. Eppure, se avviciniamo lo sguardo scopriamo quanto di irresistibilmente umano è restato dove abbiamo pensato non ci fosse bisogno di guardare più nulla. Non c'è un solo ritratto in Porti ciascuno la sua colpache non si incida nella nostra mente: le donne vedove di miliziani pronte a essere madri di altri martiri, i bambini dei carnefici dell'Isis accanto ai bambini delle vittime dell'Isis nello stesso campo profughi, i giovanissimi orfani del Califfato che speravano di immolarsi in un attentato e adesso senza una gamba guardano fisso il vuoto, gli adolescenti terroristi che sembrano dei ragazzi di una qualunque periferia del pianeta.
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Laterza, 03/10/2019
Abstract: "L'Italia conta, e non solo per gli italiani. Tutt'altro che marginale in Europa, la penisola è sempre stata al centro del cambiamento e dell'innovazione politica. Nel bene e nel male – come dicono gli italiani – questo è un paese dal quale abbiamo molto da imparare."Una storia che si legge d'un fiato, capace di portare alla luce vicende complesse con chiarezza e semplicità."Sunday Times"Una ricerca superba."Observer"Un viaggio divertente e mozzafiato (e a tratti disperante) nell'Italia del dopoguerra. Una lettura che è un piacere, piena di personaggi, aneddoti e fatti affascinanti.Donald Sassoon, "Literary Review"La storia d'Italia è contraddistinta da rivoluzioni brevi e controrivoluzioni prolungate. Dal 1945 ci sono stati momenti in cui è sembrata lanciata a tutto vapore verso il futuro, e altri in cui è apparsa bloccata, come da un sortilegio. Ma sempre sono singoli individui a spezzare il maleficio, a mutare il corso della storia. Ci sono stati italiani comuni che hanno cambiato il loro paese: la donna che rifiutò il matrimonio a dispetto delle convenzioni sociali, lo psichiatra che disse 'no' alle pratiche della repressione e della deumanizzazione, il magistrato che non si piegò alle pressioni politiche, il prete deciso a dare un'istruzione decente anche ai bambini più poveri, il cineasta che provò a costruire bellezza dal caos della guerra. Queste storie ci aiutano a capire l'Italia e i suoi contrasti: la sua meravigliosa indipendenza e le sue soffocanti continuità.
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Laterza, 03/10/2019
Abstract: Si è soliti identificare l'ontologia con quel ramo della filosofia che nasce dalla domanda: "Che cosa esiste?". E si è soliti precisare che questa domanda ammette due tipi di risposta.La prima risposta è facile, per non dire banale, e si può riassumere in un'unica parola: "Tutto". Ma asserire che tutto esiste è tautologico, cioè privo di contenuto, quindi privo d'interesse.Quando in filosofia ci si domanda che cosa esiste si mira piuttosto a fornire una caratterizzazione dettagliata di questo tutto, ossia a specificare quali entità vi rientrino, o almeno quali tipi di entità. Si mira, cioè, a redigere quello che si potrebbe chiamare un "inventario completo" del tutto. Questo ci porta al secondo tipo di risposta, in merito alla quale filosofi di orientamento diverso hanno manifestato opinioni anche molto divergenti. Il libro ricostruisce le posizioni principali, gli argomenti offerti a loro sostegno e le metodologie su cui riposano.
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La splendida. Venezia 1499-1509
Laterza, 03/10/2019
Abstract: Lo straordinario decennio in cui Venezia sostituisce l'oro al ferro: entra nel 1500 da grande potenza, tutta Europa coalizzata la sconfigge militarmente, ma trionfa come maestra delle arti e della bellezza. Nasce un mito.Venezia è nel 1499 una grande potenza europea. Solo dieci anni dopo – sconfitta militarmente dalla lega di Cambrai – è una sopravvissuta. Inizia una fase di splendore che durerà ben tre secoli. La Serenissima repubblica sostituirà allora la forza con l'ostentazione, la potenza con la ricchezza, il ferro con l'oro. Sarà il suo modo per recuperare il formidabile colpo inferto da tutti i grandi stati d'Europa coalizzati contro di lei e il conseguente rischio di scomparire per sempre dalla carta geografica. Venezia non sarà più potente, ma splendente, e riuscirà a mantenere un ruolo centrale utilizzando l'arte, l'architettura, le celebrazioni delle ricorrenze civili e religiose. Non potrà più intimorire con il clangore delle armi, ma riuscirà a meravigliare con il tintinnare delle monete. La Venezia del Cinquecento è quella del mito arrivato fino a noi: la città dei palazzi di Sansovino, della celebrazione del governo perfetto, della rivoluzione del colore che influenzerà tutta la pittura successiva. Alessandro Marzo Magno ricostruisce lo stupefacente susseguirsi di eventi che hanno portato la Dominante – così veniva chiamata la città – a essere la fucina delle arti che ancora conosciamo e amiamo.
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La responsabilità degli intellettuali
Ponte alle Grazie, 10/10/2019
Abstract: Un imperdibile antidoto in un'epoca di odioper gli intellettuali e per l'intelligenza."Il più importante intellettuale vivente."The New York Times"Insieme a Marx, Shakespeare e la Bibbia, Chomsky è tra le dieci fonti più citate nella storia della cultura... Un eroe del nostro tempo, una mente eccelsa."The GuardianQuale "responsabilità" hanno gli intellettuali? Dal punto di vista di chi gestisce il potere, le cose sono piuttosto semplici. Ci sono intellettuali"responsabili", rispettosi verso il potere, docili "esperti" pronti a mettere le proprie competenze al servizio del governo; e ci sono intellettuali guidati dai valori, di volta in volta bollati come "pazzi idealisti", "pericolosi contestatori". È "un assioma storico", sostiene Chomsky che i primi, appoggiando la linea ufficiale e i crimini delle autorità, godano di prestigio e privilegi, mentre i secondi vengono disprezzati quando non perseguitati. Ma è proprio qui che per Chomsky entra in gioco la vera "responsabilità": in quanto esseri umani integri, si deve cercare di perseguire la verità e denunciare la menzogna. Cinquant'anni fa, con The Responsibility of Intellectuals Noam Chomsky si affermò come una delle voci più autorevoli e influenti della "nuova sinistra", allora impegnata contro la guerra in Vietnam. A quel saggio fondamentale e completamente attuale questo volume affianca più scritti degli ultimi anni: una lunga "seconda puntata", una nuova introduzione e, in esclusiva per l'edizione italiana, una recentissima intervista rilasciata alla sua curatrice; e costituisce dunque una preziosissima guida alla comprensione di un'epoca storica che pare disprezzare sempre più i propri intellettuali.
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Adelphi, 10/10/2019
Abstract: Quando abbiamo in mano un oggetto, per esempio questo libro, ne sperimentiamo in primo luogo la consistenza materiale, ovvero il fatto che possegga una "massa". In apparenza, niente di più stabile e rassicurante. Eppure, se potessimo scendere via via nelle profondità della materia (le fibre di cellulosa che compongono la carta, le molecole della cellulosa, gli atomi di ogni molecola...), ci accorgeremmo di come quella stabilità sia ingannevole. Le "particelle elementari" che compongono ogni atomo, infatti, non solo fluttuano nello "spazio vuoto", ma appaiono come uno "zoo" in cui ogni specie manifesta proprietà – almeno a un primo sguardo – "del tutto assurde". Nello spiegare questa visione controintuitiva e paradossale, Jim Baggott da un lato risale alle varie concezioni della "massa" nella storia della ricerca filosofico-scientifica, dai pensatori greci alla meccanica newtoniana; dall'altro mette a fuoco le conseguenze profonde delle nuove conoscenze fisico-cosmologiche, dalla celebre scoperta di Einstein per cui "la massa di un corpo è la misura del suo contenuto di energia" alle implicazioni del Modello Standard della fisica delle particelle: disponendo queste ultime entro l'azione dei "campi quantistici", il Modello Standard assimila infatti la massa più a un "comportamento" che a una "proprietà", e la rende elusiva e inafferrabile. In questa prospettiva spiazzante – che Baggott trasmette con la consueta, impeccabile combinazione di chiarezza espositiva e verve stilistica – la posta in gioco è molto più del concetto di massa: è la natura stessa della materia, di un universo le cui fondamenta risultano molto meno "solide, certe e affidabili" di quello che abbiamo a lungo pensato.
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Storia della baronessa Budberg
Adelphi, 10/10/2019
Abstract: "Donna di ferro" per Gor'kij, "Mura" per gli amici, "baronessa Budberg" per l'alta società londinese, Marija Ignat'evna Zakrevskaja, in Benckendorff e poi in Budberg, visse i suoi lunghi e intensi anni nell'alone della leggenda da lei stessa abilmente creata con menzogne, silenzi, misteriose scomparse, inattese riapparizioni. Gonfiando la propria biografia, attribuendosi antenati più illustri di quelli che la storia le aveva dato, traendo il massimo profitto dalla bellezza, dal fascino che immancabilmente esercitava sugli uomini, questa donna russa che "aveva qualcosa di Mata-Hari e qualcosa di Lou Salomé", ricordata dalla storiografia sovietica solo come segretaria e traduttrice di Gor'kij, intima di scrittori, diplomatici e uomini politici di primo piano, agì dietro le quinte della storia con un ruolo ancora oggi poco chiaro, enigmatico. Che fosse un agente segreto appare oggi plausibile. Ma chi informava? Qual era la sua missione? La Berberova ha cercato di rispondere a questa e altre domande, di ritrovare il filo di una mobile e sfuggente verità, ricorrendo ai più attendibili documenti storici e insieme alla sua stessa memoria: amica di Gor'kij, infatti, ebbe modo di conoscere da vicino la baronessa Budberg. Che nel suo racconto ci appare come l'esemplare superstite di un mondo e di una classe spazzati via dalla rivoluzione, una donna affamata di vita che della sopravvivenza fece la sua vera professione, non disdegnando alcun mezzo, alcun compromesso. La sua vicenda porta profondi i segni di un tempo e di un ambiente dominati dall'intrigo, dal sospetto, dalla delazione: di quell'epoca – in cui la menzogna era l'unico salvacondotto – la Berberova ricostruisce le più ambigue zone d'ombra con la raffinatezza dello scrittore e l'intelligenza dello storico."Storia della baronessa Budberg" è apparso per la prima volta nel 1982.
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Adelphi, 10/10/2019
Abstract: Nel parcheggio di un ristorante una donna accusa l'amante, piccolo imprenditore prossimo al fallimento, di aver scelto, per la loro cenetta intima, un posto che gli è stato consigliato dalla moglie; quando finalmente decidono di andare altrove, lui, facendo manovra, investe un'anziana signora; niente di grave, tranne il fatto che l'anziana signora è lì per festeggiare il suo compleanno in compagnia del figlio e della nuora – che guarda caso è anche un'amica intima della moglie del fedifrago. Lo spunto, da commedia di boulevard, mette in moto l'inesorabile meccanismo del teatro di Yasmina Reza, il cui virtuosismo sta nel mostrare – mediante gesti minimi, battute feroci, plumbei silenzi – i patetici contorcimenti dei cinque personaggi, tutti costantemente sull'orlo di una crisi di nervi, per mantenere una parvenza di decoro: per fare, appunto, bella figura. Si ride molto, leggendo queste pagine, ma sempre sul filo di un'angoscia sottile, di un lancinante interrogativo. "Quello che mi interessa è osservare la musica dei comportamenti, e riprodurla" ha affermato Yasmina Reza: la quale orchestra il suo esilarante e grottesco quintetto con un senso acuto dell'ellissi e del sottaciuto, imprimendogli un ritmo impeccabile e tempi brillantissimi.