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Significato e fine della storia. I presupposti teologici della filosofia della storia
Il Saggiatore, 05/02/2015
Abstract: L'esigenza di attribuire un significato ultimoall'incessante scorrere degli eventi ha condottoil pensiero moderno a individuare nella storia unprogresso, uno sviluppo che potesse giustificarneogni crisi, ogni male e ogni inevitabile dolore.Eppure, molto prima del metodo storiografi co diVoltaire o della grande filosofi a dello spirito diHegel, gli storici dell'età classica Erodoto, Tucididee Polibio avevano già rinunciato a questa monumentale prospettiva. Per il pensiero classico,infatti, le gesta degli uomini seguono il corsodell'eterna ciclicità del cosmo; non il corso dellarivoluzione sociale, ma della rivoluzione immutabiledegli astri.Fra queste due visioni antitetiche della storiasi colloca, secondo Karl Löwith, la prospettiva giudaico-cristiana, che opera una rottura fondamentale: tanto per il credente quanto per il filosofo della storia, il senso degli eventi non è racchiuso nel passato, ma in un futuro escatologico sempre a venire, capace di determinare ogni fatto alla luce di una storia della salvezza, al cui termineè attesa la redenzione. Ma se il primo è in gradodi portare la croce, il secondo secolarizza la speranza religiosa nell'incondizionata fede nel progresso, tanto "cristiana nella sua origine" quanto "anti-cristiana nelle sue conseguenze".Accolto fin dalla pubblicazione nel 1949 comeun classico della filosofi a contemporanea, e riproposto dal Saggiatore per la sua limpida attualità, Significato e fine della storia è l'avvincente archeologia dei presupposti teologici che operanoin ogni filosofi a della storia, decretandone drammaticamente il fallimento. Uno smascheramento – dall'ebraismo di Marx fino alla lettura storica della Bibbia – che non ha rinunciato a evidenziare quelle rare e amate eccezioni, come Burckhardt e Vico, capaci di mantenere sotto il peso dell'eredità storica una prospettiva più umana, e che porta a una tesi di sconcertante radicalità: l'impossibilità della filosofi a della storia.
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Voland, 05/02/2015
Abstract: Ritratto inedito della Francia scritto nel 1941 da Emil Cioran, filosofo, saggista e aforista tra i più importanti del XX secolo. Grande amante della cultura francese, l'autore romeno analizza con il suo stile inconfondibile le grandiosità e le meschinità di una nazione che lo affascina. Ne viene fuori un quadro al contempo feroce, lucido e pieno di ammirazione."Nel mondo, tutto appassisce: desideri, pensieri, cieli e civiltà. Una sola cosa resta in fiore: l'assurdo, l'atemporale assurdo."
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Sagoma, 18/02/2015
Abstract: Parigi, 7 gennaio 2015. Un commando di tre uomini armati di kalashnikov, inneggianti ad Allah, attacca la sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo, reo di aver a più riprese pubblicato vignette caustiche su Maometto. Alla fine dell'azione si conteranno venti morti, tra i quali il direttore Stéphane Charbonnier, detto Charb, diversi collaboratori storici del periodico (Cabu,Tignous, Georges Wolinski, Honoré), tre poliziotti e gli stessi attentatori. Si è trattato del più grave attentato terroristico in Francia dal 1961.Si è trattato anche di un attentato a un diritto, come quello della libertà di espressione, che si riteneva ormai acquisito da tempo. O forse no? Nei giorni successivi, in effetti, la foto che ha ritratto i principalicapi di stato mondiali sfilare per le vie di Parigi in segno di solidarietà, ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto a coloro - come molti autori satirici - che da quei governanti sono stati direttamente oindirettamente censurati quando si sono permessi di farne oggetto dei propri strali umoristici. Per certo l'espressione di solidarietà "Je Suis Charlie", diventata immediatamente virale, è stata fatta propria anche da molti che non potrebbero proprio permetterselo. Quel che è certo è che la storia della satira oggi è ormai ineluttabilmente segnata da un "prima" e un "dopo" Charlie. E che il dibattito attorno alla natura, i limiti e gli scopi della satira è più vivo e drammatico che mai.Alcune delle massime espressioni della satira e del libero pensiero italiani hanno fatto convogliare in questo pamphlet le loro riflessioni sul mestiere di far ridere, sulla libertà di pensiero, sulla censura e sulla libertà: saggi, poesie, ricordi, monologhi, racconti in cui nessuno di loro, tuttavia, ha voluto rinunciare all'aspetto più saliente della propria natura, la capacità e la voglia di far ridere. Il modo migliore per onorare i caduti di Charlie: non trasformarli in martiri.
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Voland, 29/07/2015
Abstract: Il protagonista/autore corre tranquillamente in un parco romano, ma viene chiamato al telefono da un altro scrittore, Renzo Paris, il quale gli comunica che è uscito sulla prima pagina della "Repubblica" una lettera inedita di P.P.P. Lettera da cui si capisce che loro due (Manacorda e Pasolini) erano amici. Inizia così un dialogo esasperante, ma anche comico, in cui Paris tenta di estorcere al vecchio amico ricordi e confessioni relative al suo rapporto con il grande poeta friulano. Alla fine – dopo un tormentato percorso di emancipazione dalla paterna figura del maestro – verrà fuori un inedito ritratto di Pasolini.
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Il Saggiatore, 12/11/2015
Abstract: Divine e i suoi molti amanti abitano una Montmartre sgargiante: si ubriacano nei caffè fumosi, adescano clienti nei vicoli equivoci, si amano nelle soffi tte disordinate e si torturano. Figure evocate da un narratore chiuso in cella – come Genet stesso, che compose il romanzo in carcere –, Divine, Minion, Gorgui e lo spietato Notre-Dame-des-Fleurs danno anima, corpo, voce a una rappresentazione rituale in cui nessuno può eludere il ruolo che gli è proprio – il Magnaccia, la Checca, l'Assassino, il Soldato, il Negro – e in cui la Parigi degli anni venti, scandalosa e appariscente, diventa palcoscenico di uno spettacolo che sembra la vita, ma è molto di più.Nata da ricordi personali e da personali ossessioni erotiche, frutto di un insopprimibile bisogno evasivo ed eversivo, nella prosa irripetibile di Genet la vicenda di Divine ha l'esemplarità trasognata della vita di un santo, e una forza visionaria tanto dirompente da portare i personaggi a travalicare i confi ni dell'intreccio e visitare, a guisa di apparizioni angeliche, il narratore incarcerato, confondendo ciò che è reale e ciò che non lo è. Ma non importa, inutile gridare all'inverosimiglianza: l'unico modo per essere veritieri, dice il narratore, è mentire.Testimonianza di straordinaria, insuperata poesia, il romanzo d'esordio di Genet, che il Saggiatore pubblica oggi in una versione riveduta e aggiornata, alterna motivi autobiografi ci e agiografici, slanci lirici e riflessioni sulla vocazione di artista, scoppi travolgenti di vitalismo erotico e momenti in cui si rivela l'insensatezza dell'esistenza, il cui unico antidoto pare essere l'estetica della teatralità, della menzogna. Sconcertante e scandaloso fi n dal titolo, che sembra alludere a un santuario ma è il soprannome di un guappo biondo e con gli occhi azzurri, Notre-Dame-des-Fleurs non si accontenta di riprodurre un mondo, ma ha l'ambizione di crearlo.
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La rivolta dello zuccherificio
Il Saggiatore, 19/02/2015
Abstract: In una realtà avariata come quella discografica, coperta da spessi strati di polvere e ciclicamente attraversata da meteore indistinguibili, c'è un angolo di aria fresca – fra YouTube e i locali dove la musica si suona ancora dal vivo, e bene – in cui band innovative possono conquistare l'attenzione di un pubblico che non si lascia distrarre dalle facili lusinghe delle popstar usa-e-getta. Fra queste band nessuna è forse più stupefacente e atipica dei Camillas, che qui immaginano un giro del mondo, futuro ma non troppo, per promuovere il loro ultimo disco. E quale posto migliore per iniziare se non l'Antartide? Terra di ghiacci senza fine, abitata solo dai pinguini e dai fantasmi di chi è morto esplorandone le coste insidiose, il continente antartico cela una vasta caverna la cui volta rimanda echi remoti e il cui ingresso nessun piede umano ha violato da migliaia di anni. Almeno fi no a quando i Camillas, in attesa del concerto in una vicina base militare, non si mettono in testa di esplorare la grotta per ingannare il tempo, che è un gran credulone. Qui, fra massi e stalagmiti, trovano una scatola di piombo larga un ettaro, al cui interno un'innominata professoressa ha salvato i temi migliori di una carriera centenaria; anzi no, millenaria. C'è una realtà intera in quei quinterni a righe, innumerevoli realtà: imperversa una battaglia per la città di Isernia, frotte di ragazzine si accalcano fuori dagli alberghi per acclamare la stella del momento, un uomo sfonda con l'automobile la vetrina di un Compro Oro. Poi orchi, fantini; bombe che esplodono, bolle di sapone. Dagli anni settanta fa capolino, riccissima e biondissima, Minnie Minoprio, e dagli anni venti Robert Walser, già affascinato dalla neve. E che dire dell'esangue alunno Adamiasi, chiuso in un collegio tetro e crudele, abitato da figure che sembrano uscite dalle pagine di Musil? Con una vivacità linguistica che spiazza e sorprende, e che avvicina i "temi" agli esiti più esilaranti – e insieme più inquieti – del dadaismo, i Camillas giocano con eventi, idee e fi gure degli ultimi cento anni, sottraendoli al rigore immobile della tradizione e trasformando l'immaginario del Novecento in Pongo morbido e arrendevole, da modellare nelle forme più bizzarre e sorprendenti, con la libertà euforica che è propria dei bambini e degli artisti.
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Voland, 20/02/2015
Abstract: Il volume raccoglie due irriverenti romanzi brevi di Juz Aleškovskij, di ambientazione tardo-staliniana: La cangura e Nikolaj Nikolaevič: il donatore di sperma, caratterizzati dalla verve polemica e paradossale del linguaggio. Nel primo Fan Fanyč è accusato del brutale omicidio della cangura Gemma allo zoo di Mosca –consumato nell'improbabile notte tra il 14 luglio 1789 e il 9 gennaio 1905 – e iniziano per lui le mostruose cerimonie dell'arresto, del processo dinanzi alle rappresentanze di tutti i paesi della costituzione staliniana, e dell'internamento in un campo di prigionia… La cangura è la storia di un'ingiustizia, epocale e collettiva, contrabbandata per verità e raccontata con il fervore parodico della più cocciuta e scanzonata insolenza. La stessa che troviamo in Nikolaj Nikolaevič: il donatore di sperma. Qui il protagonista è appena uscito dal lager e vivacchia facendo il borseggiatore sugli autobus, ma trova poi un lavoro stabile come donatore di sperma in un istituto di ricerca…
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Il Saggiatore, 26/02/2015
Abstract: Inquieta, androgina, nomade in fuga da se stessa,icona eterea e trasgressiva: Annemarie Schwarzenbach è tutto questo, un romantico Ulisse senza Itaca. In un nefasto 1939, lasciandosi alle spalle un'Europa sull'orlo della guerra e l'amore tormentato con Erika Mann, Annemarie prende la via dell'Oriente a bordo di una Ford con l'amica scrittrice Ella Maillart.Due donne sole scoprono l'Afghanistan, unpae se ai confi ni del mondo dove il tempo è rarefatto e brevi tragitti diventano peregrinazioni digiorni interi. Annemarie racconta quello che vedee sente in un quaderno di viaggio che lascia stupitiper la sua incredibile modernità: quei paesaggiscomparsi, distrutti dalle recenti guerre, dilaniatidalle tensioni etniche, attraverso le parole di Annemarie si mostrano ancora nella loro purezza, in un riverbero di colori polverosi, sguardi profondi,voci lontane.Prende forma un viaggio che è dura scuola divita, abitudine all'incontro e alla perdita, aperturaall'altro e alla parte più in ombra di se stessi. DallaTurchia alla Persia, fi no agli altopiani afghani, Annemarie si interroga sulla condizione delle donnecol chador, si ferma a bere il tè nelle tende gialloocra delle tribù pashtun, attraversa tempeste disabbia e deserti di cardi. Nomi come Pamir, HinduKush e Mazar-i-Sharif, molto più che indicazionigeografi che, nel suo taccuino divengono suono ecolore, ricordo e mistero.Il Saggiatore ripubblica quel prezioso quadernodi viaggio, un diario personale che è anche unreportage da territori remoti e lo specchio di un'epoca: le pagine di Tutte le strade sono aperte, già uscito come La via per Kabul, raccontano con immagini e parole il coraggio e lo smarrimento, le prove e i pericoli superati, le emozioni e le idee nate da un'esperienza che ancora oggi può dirsi del tutto straordinaria.
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Ledizioni, 27/02/2015
Abstract: "Esterrefatto, Roberto Alimena guardava la mano tagliata. Era notte altissima. Egli era solo, chiuso in quella stanza, con quella mano sotto i suoi occhi immobili."Un romanzo d'amore di una delle più famose scrittrici e giornaliste italiane dei primi del Novecento, che Carducci definì "la più forte prosatrice d'Italia".Ledizioni ripubblica in formato epub quest'opera fuori diritti.
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Ledizioni, 27/02/2015
Abstract: Quattro racconti di amori intensi e brucianti di una delle più grandi scrittrici dell'inizio del Novecento: un tormentato triangolo amoroso che si dipana tra la passione, le debolezze umane e le regole della buona società altoborghese dell'epoca. Alla fine, non rimane che un ideale di amore desiderato, vagheggiato e non ottenuto, un amore visto come "un vano e miserabile sogno".Ledizioni ripubblica in formato epub quest'opera fuori diritti.
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Il digitale e la scuola italiana
Ledizioni, 02/03/2015
Abstract: Conoscere il campo da gioco permette di superare gli stereotipi ed evitare contrapposizioni pregiudiziali tra favorevoli al digitale e contrari più tradizionalisti… L'impatto delle tecnologie nella didattica impone una trasformazione del modello attuale: come (e perché) la tecnologia può agevolare e accompagnare questo cambio di paradigma? Quali sono i progetti didattici già attivi in Italia e chi ne sono i fautori? Ne emerge un quadro della scuola italiana che, in mezzo a resistenze e difficoltà, cerca di aprirsi all'innovazione digitale. Il volume è un'agile bussola della transizione al digitale della scuola italiana e degli editori scolastici.
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Il Saggiatore, 10/03/2015
Abstract: Un caso editoriale in Giappone e una commovente storia che cambierà il nostro modo di guardare alla matematica, al baseball, alla memoria e molto altro ancora. Lei, governante per lavoro, madre single per scelta, timida e brillante, è stata assunta da un agiato professore per preoccuparsi della sua casa. Lui, il professore, un genio della matematica gentile e affettuoso, è vittima di una misteriosa malattia che lo ha reso incapace di ricordare qualsiasi cosa per più di ottanta minuti. Nel figlio di dieci anni della governante convivono il lato compassionevole del carattere della madre e un'innata curiosità tutta sua. Tra loro nascerà in pochi mesi una toccante amicizia fondata sul comune amore per la matematica e il baseball che cambierà le loro vite per sempre.
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Il Saggiatore, 12/03/2015
Abstract: L'esordiente e ambizioso scrittore di nome Jerome David Salinger toccò traguardi molto precoci nella sua carriera. Quasi disperatamente cercò di pubblicare i suoi primi racconti sul New Yorker, che riteneva l'approdo più prestigioso nel mondo letterario americano, ma non vi riuscì per diversi anni: forse il New Yorker non era ancora pronto per quel giovane autore fin troppo sicuro di sé, con una visione ironica, se non cinica della vita, e uno stile piano e colloquiale. Però, mentre il mondo intero procedeva a grandi passi verso il buio del totalitarismo e della guerra, quel talento nuovo veniva notato altrove. Nel 1940 la rivista Story, a bassa tiratura ma stimata e influente, è la prima a pubblicare il nome J.D. Salinger e il racconto I giovani, scorcio illuminante della cocktail society di New York, in cui, a una festa tra adolescenti, si cerca di mitigare la solitudine con scotch whisky e chiacchiere, la conversazione quasi del tutto priva di senso e scopo. Va' da Eddie compare per la prima volta su un giornale universitario del Kansas; pervade il racconto una minaccia sottile, che si fa sempre più invadente man mano che il protagonista maschile rafforza la sua pressione su una giovane donna dai capelli rossi perché incontri un uomo di nome Eddie. Comparso anch'esso nel 1940, il racconto segue il modello del retroscena omesso, una tecnica che anche il maestro Ernest Hemingway adottò con grande successo. Infine, quattro anni più tardi, al termine della sua esperienza bellica, Salinger pubblica, ancora su Story, Una volta alla settimana, che ritrae un giovane soldato nel tentativo di raccontare a una zia anziana e non più lucida che sta partendo per il fronte. Una metafora amara di come una famiglia debba o possa prepararsi alla morte in tempo di guerra. A distanza di più di settant'anni, il Saggiatore pubblica tre racconti inediti in Italia dell'autore de Il giovane Holden, il cui mito per decenni è stato alimentato dal suo ritiro a vita strettamente privata, nel 1965. L'incomunicabilità dei personaggi, che si parlano di continuo senza mai parlarsi davvero; i rapporti parentali, guastati dal pregiudizio e dall'indifferenza; lo sguardo impietoso sulla società medio-alto borghese, con le sue leggi non scritte e il suo conformismo incurabile, sono solo alcuni dei temi dell'arte salingeriana, che ritroviamo in nuce in questi racconti giovanili, e che saranno poi ampliati e portati a compimento nelle opere successive: non molto tempo dopo il suo esordio, J.D. Salinger diventerà un simbolo della sacralità della letteratura onorata nel silenzio e, insieme, un narratore amato e celebrato da intere generazioni di lettori.
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Voland, 25/03/2015
Abstract: Un cargo battente bandiera giapponese si schianta su una banchina del porto di Cagliari. È completamente vuoto: nessun carico e niente equipaggio. Sembra una nave fantasma. Il questore di Cagliari chiama a indagare un suo antico compagno di corso, il commissario poeta Sperandio, che vive esiliato tra i monti della Barbagia, senza amici e senza una donna, in simbiosi con il suo cane. Il modo di procedere di Sperandio è poco ortodosso, al limite della follia – eppure comincia a intravedersi la soluzione. Prima di risolvere l'enigma dovranno morire dieci giapponesi. E dovrà nascere un amore.
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Nutrimenti, 12/03/2015
Abstract: Le traversate, i record, la formazione umana e professionale di Matteo Miceli. La biografia di uno dei navigatori e costruttori italiani più atipici e dotati, velista dell'anno nel 2007.
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L'arte di scomparire. Vivere con discrezione
Il Saggiatore, 18/03/2015
Abstract: Il piacere baudelairiano di perdersi tra la folla della metropoli; la gioia profonda e silenziosa di osservare, inosservati, il proprio amato mentre dorme o i propri bambini mentre giocano tranquilli; il sollievo di poter placare finalmente l'ansia di mostrarsi. Lontano dalle vetrine sfolgoranti, dal calcolo prudente, dalla paura o dal desiderio di essere notati, l'anima discreta offre al mondo una presenza giusta, misurata. In una società che vive di apparenza e spettacolarità, la discrezione è una necessaria forma di resistenza. Spegnere i riflettori, abbassare il volume, godere dell'anonimato sono gesti politici prima che morali. La discrezione è un'arte, un atto volontario, una consapevole scelta di vita in un mondo che ci vorrebbe sempre connessi, protagonisti, inesorabilmente presenti, e in cui s'impone l'urgenza di una tregua, di staccare e sparire. Come quando, in un paese straniero, assaporiamo la massima libertà di non essere riconosciuti, la discrezione è arte della scomparsa: non nascondere nulla fino a non avere più nulla da mostrare, fi no a rendere la propria presenza impercettibile. È arte della sottrazione, non per negare ma per affermare se stessi, e al contempo far scomparire quello che ci definisce. È aprirsi al mondo senza toccarlo, è gioia di "lasciar essere" le cose. È ancora possibile oggi, tra selfie e YouTube, essere discreti? Secondo Pierre Zaoui la risposta è sì: anzi, la discrezione è la nuova faccia della modernità, frutto delle libertà offerte dalle nostre società democratiche. Nel suo saggio, Zaoui convoca i grandi pensatori della discrezione, da Kafka a Blanchot a Deleuze, passando per Virginia Woolf e Walter Benjamin, per delineare i tratti di questa esperienza "rara, ambigua e infinitamente preziosa". Le anime discrete, afferma Zaoui, sono quelle che fanno il mondo: senza di esse, più nulla può reggere. Dobbiamo augurarci che non venga mai il giorno in cui anime simili scompariranno, schiacciate definitivamente dall'onnivisibilità, che non venga mai il giorno in cui rimarranno soltanto riflettori e casse di risonanza, perché allora tutto crollerà. È anche questo, afferma Zaoui, il senso del fare filosofia: cercare lo spirito del tempo, e dunque tutto ciò che tende a scomparire, a essere, appunto, discreto.
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2ºC (due gradi). Innovazioni radicali per vincere la sfida del clima e trasformare l'economia
Edizioni Ambiente, 19/03/2015
Abstract: L'elenco è noto: cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, inquinamento, accesso problematico alle fonti fossili e ad altre materie prime, crescita della popolazione e dei consumi... Si tratta di questioni connesse tra loro: se intendiamo risolverle, nei prossimi decenni dovremo trasformare radicalmente interi comparti della nostra economia. La buona notizia è che, nonostante la miopia di parte del mondo politico e le resistenze di alcuni settori industriali, è un processo che sta già avvenendo. L'avanzata delle rinnovabili e dell'efficienza mette in discussione il sistema energetico tradizionale, mentre il car sharing, le auto senza guidatore e altre forme di mobilità imporranno profondi ripensamenti al settore automotive. I LED stanno trasformando l'illuminazione, e si stanno diffondendo edifici che consumano dieci volte meno di quelli esistenti. Le nanotecnologie, la stampa 3D, la robotica e la biomimesi promettono di trasformare il settore manifatturiero...Alle innovazioni tecnologiche si affiancano modalità alternative nel fornire servizi e nel soddisfare bisogni. La sharing economy, la bioeconomia e la circular economy mettono in discussione il modello lineare basato sull'usa e getta, a favore di schemi circolari incentrati sul riuso, la riprogettazione e il riciclo. Queste trasformazioni non possono però prescindere da un ruolo attivo della politica. Le crescenti diseguaglianze sociali vanno affrontate utilizzando soluzioni "eretiche" come una tassa sui capitali, mentre l'aggressione al pianeta va fermata con strumenti di fiscalità ecologica, a cominciare da una carbon tax applicata nei paesi industrializzati.2 °C delinea un quadro complesso e in rapidissima evoluzione, e offre una motivazione universale, una delle poche che ancora resistono, cioè l'impegno per la sostenibilità ambientale del nostro pianeta. E contemporaneamente evidenzia straordinarie occasioni per i giovani, dalla cui inventiva potranno venire le soluzioni in grado di portarci fuori dalla crisi che ancora morde paesi e persone.
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Ambiente Italia 2015. Gli indicatori per capire l'Italia. Analisi e idee per uscire dalla crisi
Edizioni Ambiente, 19/03/2015
Abstract: Ambiente Italia 2015 presenta e commenta i dati e gli indicatori che consentono di capire l'Italia di oggi e immaginare quella di domani: crescita economica, sviluppo e diseguaglianze, economia e educazione, energia e trasporti, ambiente e turismo, agricoltura e beni culturali, cambiamenti nelle società e nel territorio. I cambiamenti e le tendenze in atto nel nostro paese vengono letti sia con riferimento alla situazione di altre nazioni europee sia nell'ambito di un orizzonte temporale che guarda a prima della crisi del 2008. Va infatti sottolineato come molte fra le tendenze individuate affondino le loro radici in scelte sbagliate o in occasioni sprecate: è solo a partire da questa consapevolezza che è possibile costruire una ripresa verde dell'economia e della società italiane.
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Voland, 20/03/2015
Abstract: "Il tempo è una cosa strana e dipende solo dalle emozioni, pazienza per gli orologi e i calendari." Giugno 2004. La città eterna con i suoi scorci fa da sfondo alle vicende che stravolgeranno la vita di Helen, moglie inglese di Federico, alto funzionario del governo italiano, assassinato in una mattina d'estate. Una narrazione che corre sul filo della storia, tra un passato di contestazioni rivoluzionarie e un presente di disillusioni, in cui s'intrecciano amicizia, tradimenti, voglia di rivalsa. Da Torino a Roma, dalla lotta sociale degli anni '70 alla rassegnazione del presente, le vite dei protagonisti sembrano rimanere incagliate in logiche politiche e sentimentali cui l'omicidio fa da detonatore. In un vortice di sospetti, false piste e indagini al limite della legalità, il romanzo racconta gli errori che si commettono quando vita e ideali entrano in conflitto.
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Morellini Editore, 25/03/2015
Abstract: Il lago è sinonimo di fascino e mistero, cangiante e mai uguale a se stesso, e nei venti racconti che compongono l'antologia Delitti di lago si trasforma in un originale "luogo del delitto". Le acque trasparenti riflettono i colori del cielo, delle montagne e della vegetazione che li circonda. La tranquillità e la pace vengono sconvolte da intrighi, atroci delitti, misteri e segreti inconfessabili. Gli assassini sono quasi sempre persone insospettabili, spesso gente di lago come le loro vittime. Il giallo è un punto di vista insolito per conoscere luoghi ameni e bellissimi frequentati ogni anno da moltissimi turisti. L'antologia nasce dalla collaborazione con Giallostresa, il prestigioso concorso che ha selezionato, tra i più validi partecipanti di questi anni, i racconti inediti pubblicati in questa antologia.I diritti d'autore dalle vendite di questo libro saranno interamente devoluti al FAI (Fondo Ambiente Italiano).Gli autori di Delitti di Lago: Cristina Bellon, Angela Borghi, Mercedes Bresso, Rossana Girotto, Daniele Grillo, Alessandra Guzzonato, Riccardo Landini, Giorgio Maimone, Antonella Mecenero, Sabrina Minetti, Emile Munch, Emiliano Pedroni, Maurizio Pellizzon, Alberto Pizzi, Liana Righi, Renato Rizzi, Sergio Roic, Federico Spinozzi, Gianluca Veltri, Laura Veroni.