Trovati 855181 documenti.
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Laterza, 22/07/2014
Abstract: L'idea di un libro dedicato a un proverbio può sembrare eccentrica. Ma l'occhio dello storico – un occhio attento a leggere ciò che non è più letto e ciò che è nascosto – ci dimostra quanto possa essere istruttivo e avvincente avventurarsi in una impresa come questa.Carlo Petrini, Slow FoodMettere insieme il formaggio e le pere significa riscattare cacio e stracchino dalla loro umiltà contadina e trasfigurarli in cibo degno di una tavola nobile. Perché il gioco sia completo bisogna che i contadini non lo sappiano. Ecco la nascita del proverbio che si finge saggezza popolare ma una volta smascherato rivela la sua natura ferocemente classista.Alessandro Barbero, "Il Sole 24 Ore"
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Laterza, 22/07/2014
Abstract: "Mettiti nei miei panni!". Quante volte ce lo siamo sentito dire; quante volte lo abbiamo preteso dagli altri. Quante volte ci è sembrato di riuscirci; quante volte abbiamo dovuto riconoscere che non ce la si fa. 'Empatia' è una parola per questo sforzo, per questo desiderio; per questa vittoria e per questa sconfitta.Andrea Pinotti racconta la storia complessa e affascinante di questa idea, muovendosi in verticale nel tempo (dal passato dei filosofi greci al futuro degli androidi) e in orizzontale fra le discipline (filosofia e psicologia, psicoterapia e counseling, antropologia e storiografia, estetica ed etica, studi culturali e neuroscienze).
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Laterza, 22/07/2014
Abstract: La creatività non è innata e può essere stimolata e rafforzata attraverso l'educazione. Nel complesso e difficile mondo del lavoro che caratterizza i nostri giorni, è la creatività l'elemento fondamentale per la formazione e la crescita degli individui, nel momento in cui accedono e si fanno spazio nei propri ambiti professionali. Il volume discute il rapporto tra lavoro, formazione e creatività, accreditando questa come principio guida dello sviluppo dell'adulto al lavoro, come fattore strategico dell'innovazione e del successo e come motivo pedagogico grazie al quale realizzare un nuovo umanesimo organizzativo.
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Laterza, 22/07/2014
Abstract: Le pratiche e le tecniche psicoterapeutiche per affrontare le principali patologie legate all'alimentazione.Secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la terapia cognitiva è il trattamento psicoterapeutico migliore per i disturbi alimentari. È un metodo di cura che nella formula standard privilegia il trattamento della sopravvalutazione del peso e dell'aspetto corporeo nella costruzione dell'autostima e per combattere il timore pervasivo di non essere perfetti in ogni aspetto della vita. Il libro propone una variante originale del trattamento cognitivo dei disturbi alimentari con un modello che aggiunge alle normali componenti tre nuovi bersagli terapeutici: il primo è rivolto a sedare i processi di rimuginio; il secondo si concentra sulla tendenza patologica a controllare non solo l'alimentazione ma ogni aspetto della vita; l'ultimo è invece teso a intervenire sulle esperienze relazionali, in particolare quelle che riguardano le critiche e i commenti subìti da parte delle figure di riferimento, come per esempio i genitori. Il nuovo approccio permette di migliorare la comprensione della patologia dei disturbi alimentari e incrementare l'efficacia del trattamento. Il volume raccoglie riflessioni e analisi di un pool internazionale di esperti della materia.
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Sociologia della devianza e della criminalità
Laterza, 22/07/2014
Abstract: Che cosa consente di convivere in società organizzate senza che le dinamiche di disgregazione prendano il sopravvento? Qual è il rapporto tra coesione sociale, devianza e violazione normativa? Che cos'è sociologicamente il crimine? La devianza è una costruzione sociale e i meccanismi della sua definizione e della sua sanzione sono collocati nelle relazioni di potere. A partire da questo assunto, il testo introduce le principali teorie sul nesso tra devianza e ordine sociale e presenta il sistema penale come strumento selettivo di definizione, gestione e controllo della criminalità. Infine prende in esame la relazione tra svantaggio sociale e adattamenti devianti, con particolare attenzione al legame tra reazione istituzionale, pena detentiva e identità deviante.
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Storia del conflitto israelo-palestinese
Laterza, 21/07/2014
Abstract: "Il conflitto tra israeliani e palestinesi in questi ultimi anni è di nuovo andato avvitandosi su di sé, dopo gli spiragli degli anni Novanta. Delle speranze trascorse rimane ben poco mentre delle antiche diffidenze tutto sembra essere stato riconfermato. Alla radice rimane il mancato riconoscimento reciproco, la tragica finzione per cui, affinché l'uno possa esistere, l'altro debba scomparire una volta per sempre".Una terra, due popoli, ma non ancora due Stati. Claudio Vercelli affronta, attraverso un'analisi dell'evoluzione del confronto tra arabi ed ebrei, dalla seconda metà del XIX secolo ai giorni nostri, gli elementi prioritari così come i nodi problematici che sono a tutt'oggi sul tavolo della discussione: le identità nazionali, le risorse materiali e simboliche, la demografia, il ruolo delle religioni.
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Deumanizzazione. Come si legittima la violenza
Laterza, 28/07/2014
Abstract: "Nella storia della nostra specie deumanizzare serve a pensare l'altro essere umano incompleto, animale, oggetto. Serve a compiere su di lui azioni inaccettabili in un contesto normale".Chiara Volpato indaga gli atteggiamenti, i comportamenti e le pratiche sociali che, in maniera aperta e violenta, oppure sottile e subdola, escludono l'altro – l'oppositore, il nemico, il diverso – dalla specie umana.
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Laterza, 28/07/2014
Abstract: Ma Gesù rideva? Le belle osservazioni di Le Goff sul rapporto tra riso e corporalità nei saggi dedicati alla questione della condanna del riso nel Medioevo. Umberto Eco, "L'Espresso" Nelle pagine di Jacques Le Goff, il disegno di un Medioevo che ci consente di cogliere al meglio le radici della nostra modernità. Di comprendere il cambiamento, le trasformazioni a fondamento della nostra storia, insieme scienza ed esperienza vissuta. È in questo passato primordiale che la nostra identità collettiva, ricercata con angoscia dalle società attuali, ha acquistato alcune caratteristiche che la distinguono. Cinque saggi magistrali che tratteggiano un Medioevo affascinante e sorprendente.
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Adelphi, 23/07/2014
Abstract: 8 novembre 1913: la contessa Maria Tiepolo, moglie del capitano Carlo Ferruccio Oggioni, uccide l'attendente del marito, il bersagliere Quintilio Polimanti. Per qualche giorno l'Italia si distoglie da altri pensieri per concentrarsi sulla contessa, che i giornali definiscono subito "bellissima", mentre descrivono il Polimanti come "bel giovane, alto, capelli biondi e ricciuti". Poi la vicenda scompare, perché incalzano altre novità: il tango che arriva da Parigi, il furto della Gioconda. Ma, quando si apre il processo, la curiosità generale è di nuovo fortissima. Ora si tratta di decidere: che cosa motivò quel colpo di pistola? La difesa dell'onore? O si può insinuare il sospetto di una passione? "Nell'aula della Corte d'Assise d'Oneglia vapora e aleggia "L'amante di Lady Chatterley" di Lawrence". Ma l'assurdità del processo vuole che alla passione si alluda solo come a qualcosa di improbabile e funesto, così come – in coerenza con lo stile di una certa Italia tronfia e trita di quegli anni – il magistrato per nominare le donne parla di "sesso gentile". Più di mille lettere anonime giunsero in tribunale durante i giorni del processo. Evidentemente quella storia toccava un groppo di pathos, terrore e sogno.Sciascia avvia questo libro come una "divagante passeggiata nel tempo", nell'Italia del "1912 + 1" (come scrisse una volta D'Annunzio per esorcizzare il fatidico tredici), ma poi si abbandona a scavare con affilato scalpello nelle testimonianze spesso vacue ed esilaranti del processo. Perseguendo due poetiche apparentemente inconciliabili, quella della digressione e quella della concisione, egli riesce a gettare la massima luce su un oggetto proprio quando sembra parlare d'altro: evoca un clima storico sprofondando nei dettagli del processo Tiepolo e illumina il processo Tiepolo vagando fra D'Annunzio e i futuristi, il patto Gentiloni e la guerriglia in Libia, Pirandello e Huxley. Profondo conoscitore di quell'Italia dove ogni pasticcio tende a presentarsi come un limpido accordo, così come nel caso Tiepolo un omicidio passionale tendeva a presentarsi come difesa della decenza, Sciascia ha voluto scrivere la cronaca di un processo pieno di pompose incongruenze: non giudicando, ma lasciando lievitare i fatti per leggerne la filigrana, che si rivela alla fine nettissima e oscura.
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Adelphi, 23/07/2014
Abstract: Abdallah Mohamed ben Olman, ambasciatore del Marocco, si trova a Palermo nel dicembre 1782, per via di una tempesta che ha fatto naufragare la sua nave sulle coste siciliane. È questo il caso che fa nascere, nella mente dell'abate Vella, maltese, e incaricato di mostrare all'ambasciatore le bellezze di Palermo, un disegno audacissimo: far passare il manoscritto arabo di una qualsiasi vita del profeta, conservato nell'isola, per uno sconvolgente testo politico, "Il Consiglio d'Egitto", che permetterebbe l'abolizione di tutti i privilegi feudali e potrebbe perciò valere da scintilla per un complotto rivoluzionario. Così "dall'ansia di perdere certe gioie appena gustate, dall'innata avarizia, dall'oscuro disprezzo per i propri simili, prontamente cogliendo l'occasione che la sorte gli offriva, con grave ma lucido azzardo, Giuseppe Vella si fece protagonista della grande impostura". Pubblicato per la prima volta nel 1963, "Il Consiglio d'Egitto" è in certo modo l'archetipo, e il più celebrato, fra i romanzi-apologhi di Sciascia, dove lo sfondo storico della vicenda si anima fino a diventare una scena allegorica, che in questo caso accenna alla storia tutta della Sicilia.
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Adelphi, 23/07/2014
Abstract: Dopo aver raggiunto le vette dello scandalo e della gloria, dopo aver pubblicato capolavori come "Il dono", "Lolita" o "Fuoco pallido", Nabokov decise di scrivere un romanzo dove avrebbe sfrenato i suoi estri e i suoi capricci più nascosti e più cari, sfidando il lettore a seguirlo, come un seduttore irresistibile e sottilmente perverso. E fu Ada. Sarebbe stata una storia d'amore, di quell'amore "normale e misterioso" che è come la rosa vera mescolata alle altre in un negozio di fiori finti, "pour attraper le client". E anche una storia erotica. E, dietro a tutto, sarebbe stata una celebrazione del dettaglio. "Il dettaglio è sempre benvenuto" diceva Nabokov. Dettaglio è "l'evento senza precedenti e irripetibile" che si staglia fra miliardi di simili – e con ciò in fondo obbliga la letteratura a esistere, se non altro per replicargli con un tessuto di parole che dell'irripetibile mostri qualche filo. Ogni lettore, non appena comincerà ad addentrarsi in Ada, avrà l'impressione di trovarsi davanti a uno di quei libri in cui l'autore ha inteso mettere tutto, come in una vasta arca, grande quanto un leggendario maniero familiare o per lo meno la sua sterminata e veleggiante soffitta. E in quella soffitta costellata di segreti, come nel parco di quel maniero, cosparso di nascondigli erotici, sarà felice di perdersi.Scritto in inglese, Ada è stato pubblicato per la prima volta nel 1969.
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Neri Pozza, 22/07/2014
Abstract: A tutti è dato a un certo punto di dover fare i conti con le proprie ambizioni, i propri sogni e le proprie realizzazioni. A coloro, tuttavia, per iquali sogni, ambizioni e realizzazioni hanno il compito di tenere a bada o celare una natura fragile, una sensibilità eccessiva o unoriginesconveniente, questi momenti critici si danno spesso sotto forma di naufragi definitivi, catastrofi ineludibili, vergogne inappellabili.In queste storie, contenute in Les oiseaux vont mourir au Pérou, unopera più ampia scritta nel 1960, subito dopo aver lasciato la diplomazia, Romain Gary tratta con ironia e tono scanzonato di queste catastrofi e di queste inappellabili, sublimi vergogne.Cè, ad esempio, il conte di N., ambasciatore di stanza a Istanbul, la città in cui le civiltà vengono a morire in bellezza. Alto, sottile, con uneleganza che ben si accompa gna a mani lunghe e delicate, il conte vagheggia di essere nominato a Roma. In realtà, un segreto struggimento lo rode, una fragilità che le buone maniere non sempre bastano a proteggere, e che lui attribuisce a un temperamento artistico inappagato. Dopo lincontro con il nipote di Ahmed, lo scaltro venditore del bazar di Istanbul, e dopo essere stato introdotto alla magia delloûd, il liuto arabo, il conte di N. scopre ben altra sensuale vocazione.Cè Kopfff, soldato del Füh rer che vorrebbe ridurre in cenere Pletsvi, un paesino grazioso, dallaria placida e innocente, nel folto della foresta dei Carpazi. Monocolo sullocchio, stivali lucidati con cura, i bottoni e il cinturone che brillano nella notte, luniforme di gala, Kopfff crede di avere un appuntamento con la bella Morte in nome della Causa. In realtà è solo lo strumento di Michel Christianu, un vecchio smanioso di regolare i conti con Fédor, il vicino che ha messo incinta sua figlia.Cè S., ricchissimo collezionista darte, che si contende i Rembrandt con i musei americani, ha lunico Vermeer autentico scoperto dopo i falsi di Van Meegeren, due castelli in Fran cia, le dimore più sontuose a New York e a Londra, un gusto impeccabile, le onorificenze più lusinghiere,un passaporto britannico, una bella e giovane moglie siciliana di nobile lignaggio e, tuttavia, viene sconfitto, e tristemente ricondotto alle sue origini di piccolo straccione di Smirne, in una feroce disputa con un suo pari di Napoli, un collezionista partito da una piccola drogheria per ritrovarsi poi a capo del più grande trust alimentare dItalia.Il tono scanzonato con cui Gary tratta di questi destini non deve ingannare. Come lui stesso ebbe modo di dichiarare, al centro di questi racconti è "le phénomène humain", qualcosa che non cessava di sconcertarlo al punto da "farlo esitare tra la speranza di una qualche rivoluzionebiologica o di una rivoluzione in quanto tale".Cinque racconti inediti dellautorede La vita davanti a sé"Ricordo bene il suo sguardo Romain Gary aveva grandi occhi chiari tendenti al verde. Gli zigomi sporgenti era nato russo, era ebreo, gitano, slavo,era uno scrittore-avventuriero era orgogliosoe aveva un antico senso dellonore".Bernardo Valli"Eroe di guerra, scrittore dai molti volti,tombeur de femmes, dandy. Per descrivere Romain Gary non basta un elenco di aggettivi: la sua storiaè un piccolo compendio del Novecento".Lara Crinò
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Marsilio, 24/07/2014
Abstract: In un unico ebook i titoli della trilogia che ha stregato i lettori di tutto il mondo e ha fatto innamorare la critica mondiale:1) UOMINI CHE ODIANO LE DONNE2) LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO3) LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTAUOMINI CHE ODIANO LE DONNE. Da molti anni, la nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger è scomparsa senza lasciare traccia. Il cadavere non è mai stato ritrovato. Quando, ormai vecchio, Vanger riceve un dono che riapre la vicenda, incarica Mikael Blomkvist, noto giornalista investigativo, di ricostruire gli avvenimenti e cercare la verità. Aiutato da un'abilissima giovane hacker, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger, ma più scava, più le scoperte sono spaventose.LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO. Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell'Est. L'inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all'uomo: l'attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, "così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile", ora principale sospettata. Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un'indagine per accertare le responsabilità di Lisbeth, "la donna che odia gli uomini che odiano le donne".LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA. La giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d'ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa.È una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su Millennium un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l'intero paese. Non ci saranno compromessi.
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Salani Editore, 24/07/2014
Abstract: Durante una gita scolastica cinque compagni di classe vengono mandati a dormire nella casa di Old Harwick. Durante la notte scoprono di avere qualcosa in comune: sono tutti figli di genitori separati, perciò passano la notte a raccontarsi le loro storie. Scoprono che nella casa abitava Richard Clayton Harwick, un ragazzo che, anni prima, aveva imparato a sue spese cosa significasse avere un patrigno veramente malvagio. Le storie dei ragazzi non vengono dal mondo delle fiabe fatate, sono piene di calore e umorismo, forse anche di tristezza, ma terminano con la giusta dose di felicità. "Per i bambini che vivono situazioni simili questo libro sarà terapeutico; per quelli che non le vivono sarà una lettura appassionante che li farà ridere e piangere" Sunday Times
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Breve storia della vita privata
Guanda, 24/07/2014
Abstract: Uno dei più amati autori di libri di viaggio alle prese con un itinerario a dir poco insolito: l'esplorazione della sua dimora inglese, un'ex canonica vittoriana situata in uno sperduto villaggio del Norfolk. La sfida, condotta con divertita maestria, è quella di posare su quanto ci circonda – ambienti, pezzi d'arredamento, utensili e dettagli all'apparenza insignificanti – uno sguardo diverso, attento e capace di svelarci la loro più intima natura di stratificati e misteriosi depositi di Storia. Perché, avverte Bill Bryson, anche se non ce ne rendiamo conto, a casa nostra, in un modo o nell'altro, finisce in realtà "qualunque cosa succeda nel mondo, qualsiasi cosa venga scoperta, creata o aspramente contesa". Il nostro microcosmo domestico, fatto di sale da pranzo, camere da letto, bagni, ma anche di dispense, ripostigli, saliere, trappole per topi, interruttori della luce, diventa così un accesso privilegiato per capire com'è cambiato, negli ultimi centocinquant'anni, il nostro rapporto con il sonno, il cibo, il sesso, le malattie, la vita di coppia e l'educazione dei figli. E da letti, divani e giardini di casa fino allo scorbuto, la torre Eiffel, le invenzioni paesaggistiche di Capability Brown o i viaggi avventurosi del capitano Cook, il passo è assai più breve di quanto avremmo mai immaginato, e il percorso – non privo di qualche rapida incursione in tempi assai remoti – ricco di bellissime sorprese e di continue scoperte.
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Guanda, 24/07/2014
Abstract: "Chiunque ami Londra e Shakespeare non può assolutamente perdersi questo brillante libro."Il Sole 24 Ore - Laura LepriLA VITA E L'EPOCA DI WILLIAM SHAKESPEAREDel sommo poeta inglese, forse il più grande autore di ogni tempo e luogo, ci restano 884.647 parole (ma solo quattordici scritte di suo pugno). Molte meno sono le informazioni che abbiamo sulla sua vita, quasi nulla possiamo affermare con certezza riguardo alla sua personalità, forse non possediamo nemmeno un suo ritratto autentico e quindi, in teoria, non sappiamo che faccia avesse. Alcuni studiosi hanno persino dubitato della sua esistenza: "È una sorta di equivalente letterario dell'elettrone: è lì ma non è lì". Eppure su William Shakespeare, sulla sua vita e sul suo tempo, sono stati versati fiumi di inchiostro che hanno alimentato innumerevoli polemiche e strabilianti congetture. Bill Bryson, attingendo al guazzabuglio di curiosità che ruotano intorno alla figura del bardo, ci offre oggi uno Shakespeare mai raccontato e un delizioso affresco della vita londinese nel periodo elisabettiano, in cui i teatri, sempre affollati, aprivano alle due del pomeriggio, il biglietto d'ingresso costava un penny e per gli spettatori più golosi erano in vendita birra, pan di zenzero, noci, mele e pere "che potevano trasformarsi in missili nei momenti di delusione". E, con la consueta abilità di scrittura, ricostruisce non solo la biografia di un uomo, ma anche un'epoca di intensa temperie culturale e grande libertà di pensiero: il racconto, rigoroso e divertente a un tempo, della vita di persone che "sei giorni alla settimana si riunivano, si travestivano, si truccavano per donare al mondo alcune delle più sublimi e irripetibili ore di piacere mai sperimentato".
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Guanda, 24/07/2014
Abstract: "Bryson non ha eguali nella sua capacità di mettere in ginocchio una cultura in un modo così divertente e affettuoso che chi viene ridicolizzato ride troppo per poter offendersi."The Wall Street Journal"Lo spassoso pellegrinaggio di Bill Bryson attraverso la sua infanzia negli anni Cinquanta nel cuore dell'America è un tesoro nazionale. È pieno di intuizioni, arguzia e malvagie fantasie adolescenziali."Tom BrokawCosa significa crescere nell'America degli anni Cinquanta? Molte cose sorprendenti, se a raccontarle è Bill Bryson, il brillante autore di Breve storia di (quasi) tutto, che ha il dono di saper trasformare un'infanzia felicemente normale in un percorso di formazione irto di ostacoli tragici e spassosi, nello Iowa rurale che ancora non conosce le grandi catene di centri commerciali e che ancora conserva una sua intatta, serena individualità. Popolato di luoghi e figure indimenticabili, l'ambiente familiare della tranquilla Des Moines in cui è cresciuto l'autore, persa nelle grandi pianure del Midwest, non è solo il paradigma di un'America felice, innocente e poco consapevole. È l'osservatorio privilegiato per raccontare l'involontario umorismo di una nazione che la Seconda guerra mondiale ha lasciato più ricca e più energica, ma che vive nell'ossessione dei comunisti e della bomba H, e che sembra crogiolarsi nell'ingenua convinzione che il futuro a portata di mano sarà strabiliante e colorato come in uno dei film di fantascienza di cui il giovane Bryson è appassionato spettatore. McCarthy e i fumetti, le fiere di paese e Disneyland, i primi cibi precotti e le esplosioni nucleari appena fuori Las Vegas: un catalogo di eventi e ricordi che ricostruisce con un tocco di nostalgia la stagione in cui il mondo coltivava ancora dei sogni.
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Neri Pozza, 22/07/2014
Abstract: Évora, Portogallo, 1988. Sono le tre del mattino alla festa di fine corso all'Università. Filipe, ubriaco al punto tale da andare a sbattere violentemente contro un professore all'uscita del bagno degli uomini, viene approcciato da una ragazza del liceo, una di quelle che si imbucano nelle feste universitarie. Alta, con una minigonna che le lascia scoperte un paio di gambe lunghe e abbronzate, begli occhi scuri che spiccano su un volto gioviale e felice, Eva, la ragazza, è su di giri anche lei, ma non si spingerebbe probabilmente oltre qualche bacio furtivo. Il destino vuole però che i due siano notati da Zé Maria e João Diogo, tipi dall'aria ruffiana, bracciali e tatuaggi fino ai polsi, qualche dente marcio in bocca. La serata prende cosí una svolta inaspettata. Una corsa in macchina – una Opel con fari doppi, sedili sportivi, volante in pelle e gomme che fischiano a ogni scarto del volante – una puntata a un bar, una sosta in un luogo appartato in mezzo ai campi, e accade l'inevitabile: Zé Maria e João Diogo abusano della ragazza. Eva, sconvolta, grida di orrore, corre disperata, inciampa nei cespugli, si perde nell'oscurità dell'alba livida, per ricomparire poi all'improvviso davanti alla macchina lanciata a tutta velocità da Zé Maria.L'impatto è inevitabile: il corpo viene preso all'altezza delle anche dal cofano della macchina, si solleva da terra e va a sbattere violentemente contro il vetro, che subito si riempie di una nube di sangue, e poi viene lanciato lontano, scomparendo dalla vista dei ragazzi. Zé Maria e João Diogo, tra le proteste di Filipe, decidono di fuggire per non rovinarsi la vita con un'accusa di omicidio.Trascorre il tempo e quell'alba sporca pesa come un macigno nel cuore di Filipe. Sono gli anni in cui prosperità e corruzione, indotte da un fiume di denaro pubblico, mutano radicalmente il volto del paese. Architetto del comune di Vila Nova d'Odemar, Filipe, ricattato da qualcuno che sostiene di sapere tutto di quella tragica alba del 1988, si ritrova al cospetto di una giovane donna magistrato, Maria Rodrigues, decisa a fare luce su quella lontana vicenda. Una donna affascinante, con begli occhi scuri e la malinconia di chi deve aver sofferto nella vita. Una donna dallo sguardo stranamente familiare per Filipe. Attraverso una magistrale vicenda di violenza, amori proibiti e intrighi politici, Alba sporca narra la storia del Portogallo, un paese che, dalla "Rivoluzione dei garofani" che nel 1974 rovesciò la dittatura di Salazar fino ai giorni nostri, è ancora alla ricerca del suo posto nella modernità.
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Neri Pozza, 22/07/2014
Abstract: Katalin lavora in una fabbrica a Pápa, un'antica città ungherese. Parte ogni mattina nella nebbia con la bicicletta. Il cane le corre accanto abbaiando finché lei se lo lascia dietro sullo stradone.Kata, la sua bambina, si sveglia puntualmente per andare a guardarla dalla finestra. Tira letende da una parte e alza la mano per salutarla. Un giorno, però, Katalin esce di casa in assoluto silenzio e, senza rivolgere il minimo cenno di saluto a Kata e a Isti, l'altro figlio più piccolo, si dirige verso la stazione. Lì sale su un treno che va a ovest, in compagnia di un'amica.Giunta al confine con l'Austria scende per raggiungere clandestinamente l'Occidente, come sovente accade all'epoca di questa storia: gli anni Cinquanta del secolo scorso in cui la Cortina di ferro divide in due l'Europa.A Kálmán, il padre di Kata e Isti, non resta che la solitudine delle ore trascorse a rigirare tra le mani la foto di Katalin nei campi, con i suoi bei sandali con i lacci stretti attorno alle caviglie che nessuno portava allora; o la disperazione delle notti passate a cercare invano di dormirein cucina dopo non avere più messo piede in camera da letto.Quando però la gente mormora che nessuno più bada ai bambini, lasciati nei campi sotto la pioggia, Kálmán vende casa e terreno e parte con i suoi due figli. Parte forse alla ricerca di Katalin o forse semplicemente di un altro luogo lontano da quello reso insopportabile dall'assenza e dalla fuga della donna.I tre viaggiano di casa in casa, di terra in terra, in un pellegrinaggio senza pace che ha, tuttavia, dei veri momenti di felicità quando Kálmán nuota fino al largo nei laghi e il piccolo Isti lo imita, sguazzando di giorno dietro alle libellule senza mai riuscire ad acchiapparle, e la sera, quando cala il silenzio, ascoltando l'acqua e i pesci "che non si vedono ma si possono sentire".Libro vincitore del prestigioso "Deutscher Buchpreis", Il nuotatore è un romanzo dalla scrittura potente e delicata insieme che parla della perdita delle radici, del dolore dell'abbandono dell'incomunicabilità tra le generazioni attraverso la magnifica storia del viaggio di un padre e dei suoi figli in una terra che, come loro, sembra aver perduto il suo bene più prezioso senza sapere come poterlo riavere.
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Neri Pozza, 22/07/2014
Abstract: Quattro anni trascorsi in trincea, in un inferno di orrori, in un lembo di terra tutta buchi e distruzione, tra brandelli di divise, lampi dartiglieria e missili che solcano il cielo come fiori colorati e argentei e poi in un giorno del 1918 ecco, improvvisa, la pace. Niente più mitragliatrici, nientepiù spari, nessun sibilo di granate. Comincia la ritirata e il ritorno in Germania per Ernst e la suacompagnia. Trentadue uomini, su più di cinquecento fanti partiti allinizio della Grande guerra.Attraversano la Francia camminando lentamente,con le loro divise stinte e sudicie, i volti irsuti sotto gli elmetti dacciaio. Magri e scavati dalla fame, dalla miseria, dagli stenti. Anziani con la barba e compagni smilzi non ancora ventenni, coi lineamenti che segnano lorrore, il coraggio e la fine, con occhi che ancora non riescono a capire: sfuggiti al regno della morte, ritornano davvero alla vita?Lungo la strada incontrano i nemici, gli americani. Indossano divise e mantelli nuovi, scarpe impermeabili e della misura giusta. Hanno armi nuove e tasche piene di munizioni. Sono tutti in ordine. Al loro confronto Ernst e i suoi hanno laspetto di una vera banda di predoni. Eppure,una sola parola sgarbata e si lancerebbero allassalto, selvaggi e sfiatati, pazzi e perduti.Arrivano in Germania di sera, in un grosso villaggio. Qualche festone appassito pende sopra la strada. Dei manifesti stinti dalla pioggia danno il benvenuto. Ma nessuno li accoglie. Nessuna ragazza li saluta lungo la via, soltanto qualche bambino affamato corre loro accanto. Tutti sembranotornati a occuparsi di se stessi, la vita continua come se loro fossero degli accessori.È quella davvero la patria, quella la casa? Oppure il fronte, quellinferno di orrore e distruzione è penetrato così a fondo nei loro cuori che il lembo di terra della trincea è diventato la loro vera patria, terribile e straziante?Pubblicato per la prima volta a puntate sulla Vossische Zeitung e poi in volume nel 1931, La via del ritorno, riproposto qui in una nuova traduzione, fa parte, insieme con Niente di nuovo sul fronte occidentale e Tre camerati, della trilogia di Erich Maria Remarque dedicata alla Grande guerra. È uno dei libri più riusciti dello scrittore messo al bando dai nazisti, unopera in cui la potenza delle immagini e delle parole si coniuga perfettamente con la storia narrata di un giovane reduce della Grande guerra. La prosa lieve e malinconica di Remarque raggiunge in queste pagine la sua più compiuta espressione, indugiando con maestria sui desolati paesaggi del terribile conflitto e restituendo al lettore lanima di un personaggio che è il simbolo di unintera generazione: una generazione che ha creduto di tornare a casa e dimenticare linferno delle trincee, e che invece ne è rimasta sopraffatta."Commuovere il lettore con la forza delle parole, e destarne insieme cuore e mente,è il dono straordinario di Remarque".The New York Times