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Il Saggiatore, 09/02/2017
Abstract: Prezioso epistolario a una voce, Caro collega custodisce le lettere che Gustav Mahler inviò, tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, a personalità come Bruckner, Dvořák, Strauss, Busoni, Schönberg, Walter, Bülow e Cosima Wagner. Sono lettere intense, che costantemente fondono vita e arte, preoccupazioni professionali e riflessioni estetiche, e che hanno il dono prodigioso di far rivivere al lettore la storia di uno dei musicisti che più hanno segnato la contemporaneità e di proiettarlo nell'articolata vita musicale della colta élite mitteleuropea di fine Ottocento.In questa corrispondenza, che si estende dagli anni dell'apprendistato fino al grande successo americano della Metropolitan Opera House, si sente vibrare la voce di Mahler: velata di timidezza ma pregna del più sincero entusiasmo nei primi anni di carriera, quando ventenne si presenta al mondo della musica, si fa di lettera in lettera sempre più sicura nel gestire i continui problemi e imprevisti che un affermato direttore d'orchestra deve affrontare: dalla scelta dei cantanti ai rapporti con i colleghi, dalla richiesta di consigli e informazioni alle relazioni con istituzioni, giornalisti e mecenati. Accompagnate da un rigoroso apparato critico che restituisce il substrato di uno dei periodi più fecondi della storia della musica, queste lettere avvincono per la forza con cui da ogni riga traspaiono, inconfondibili, il garbo dell'intellettuale, la passione del direttore d'orchestra, l'intraprendenza del direttore di teatro e soprattutto la grandezza poliedrica del compositore, che nemmeno di fronte alle pur pressanti esigenze economiche impostegli dal suo ruolo viene meno alla fedeltà all'arte e al genio dell'ispirazione che sempre lo contraddistinse.
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L'unico viaggio che ho fatto. Storia di Gardaland e di quello che è successo dopo
minimum fax, 10/02/2017
Abstract: A Gardaland, il grande parco delle mille attrazioni, si va all'avventura, sulle navi dei magnifici corsari e sulle terrorizzanti montagne russe, nel villaggio western e fra le tombe dei faraoni.Si va per mantenere una promessa fatta a un "minuscolo fratello" che cresce troppo in fretta, e si corre a perdifiato, senza fermarsi mai, su e giù per il parco, mentre l'ombra di un padre distante prende corpo.Un viaggio dentro la memoria e il presente, con l'Italia anni Ottanta di Bim Bum Bam e della Fiat Ritmo che fatica a riconoscersi negli abbonamenti comprati su internet e nei passaggi in BlaBlaCar.Nell'Unico viaggio che ho fatto Emmanuela Carbé racconta con acume e passione Gardaland, il nonluogo del divertimento che si ostina a restare un posto reale di persone vere e belle, racconta l'infanzia perduta tra nostalgia e sollievo e il nostro quotidiano che non s'incastra mai nei desideri e nei sogni, trovando infine un momento di felicità perfetta in un luogo che è, allo stesso tempo, la meta e l'inizio della fuga.
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Voland, 15/02/2017
Abstract: Epiphane Otos è di una bruttezza straziante e associa alla sua deformità una totale assenza di principi morali. Solo una cosa fatalmente lo attrae: l'angelica bellezza femminile. L'incontro con l'affascinante Ethel sembra far breccia nell'animo di Epiphane. Ma quando la ragazza s'innamora di un artista sciocco e privo di scrupoli, il dramma di questo moderno Quasimodo esplode in tutta la sua violenza.Umorismo spietato e finale inatteso per una moderna favola sull'amore impossibile che ci racconta anche di una società attenta solo alle apparenze.
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Voland, 15/02/2017
Abstract: Un'isola, dove ogni cosa è trasfigurata dalla morbosità del desiderio di un solo uomo. Il capitano e la sua pupilla abitano in un castello da dove sono stati eliminati tutti gli specchi, perché la giovane Hazel non possa vedere il proprio viso. È prigioniera? L'infermiera Françoise, chiamata a curare la fanciulla, si troverà inabissata nel loro segreto, unica a poter ristabilire una verità difficile da accettare e non meno arbitraria di ogni finzione. Dove manca uno specchio a rivelare la realtà, una menzogna può reinventare un'intera vita, e forse anche più di una. Doppio finale a sorpresa...
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Colazione da Truman. Incontri con Capote
minimum fax, 25/08/2023
Abstract: "Tutta la letteratura è pettegolezzo". Così Truman Capote, il maestro del new journalism, liquida con una delle sue abituali provocazioni antiletterarie qualsiasi visione sacrale dell'arte e dell'artista. È il Capote più irriverente quello che emerge dalle pagine di questo libro-intervista, in cui Lawrence Grobel ha raccolto due anni di incontri e conversazioni con l'autore di A sangue freddo. Capote è qui il dandy, l'esibizionista, il personaggio pubblico prima ancora che il grande scrittore: l'anticonformista per eccellenza, che può permettersi di parlare con la stessa dissacrante arguzia di Hollywood e della società letteraria newyorkese, di Jackie Kennedy e Marilyn Monroe, di Hemingway e Tennessee Williams, senza mai risparmiare se stesso, i suoi vizi, i suoi successi e fallimenti. A metà strada tra il gossip letterario e la riflessione culturale su un'epoca mitica, Colazione da Truman offre l'imperdibile ritratto del Novecento americano e dei suoi protagonisti, dalla viva voce di un testimone d'eccezione.
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Retromania. Musica, cultura pop e la nostra ossessione per il passato
minimum fax, 17/03/2022
Abstract: È proprio vero che la musica ha smesso di evolversi? Quello che è certo è che gli anni Zero non hanno dato inizio al futuro che in campo culturale ci aspettavamo: le reunion più o meno riuscite, le cover band, il ritorno del vinile e delle musicassette hanno collaborato alla creazione di uno scenario dove anche i nuovi personaggi assomigliano a un patchwork di fenomeni precedenti.Attraverso aneddoti di giganti della vecchia guardia (con esaltanti panoramiche su Beatles, Patti Smith e Frank Zappa) e di artisti contemporanei – che sono spesso giunti alla notorietà rielaborando scampoli di musica strappati all'oblio – Simon Reynolds, incoronato erede di Lester Bangs, ci racconta questa ossessione per il passato in un saggio che unisce lo sguardo appassionato della critica musicale alla lucidità dell'indagine sociologica. E, insieme alla denuncia di un futuro che non c'è stato, pone una domanda a cui ancora non c'è risposta: continueremo a vivere oppressi dalla nostalgia oppure la retromania si rivelerà una fase storica isolata?
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Giuntina, 23/02/2017
Abstract: Il dottor Eitan Green è una persona onesta e un ottimo medico, impegnato a salvare vite. Una notte, guidando la sua jeep a tutta velocità nel deserto, investe un uomo, un migrante africano. L'uomo è ferito mortalmente e il dottor Green, preso dal panico, fugge. Questa decisione cambierà la sua esistenza. Il giorno dopo, una donna bella, misteriosa e dalla pelle nera bussa alla porta della casa di Eitan e gli porge il portafoglio perduto nel luogo dell'incidente. La donna lo ricatterà, ma non chiedendo soldi. Lo condurrà invece in luoghi, reali e interiori, che il dottor Green non avrebbe mai immaginato di dover esplorare.Svegliare i leoni è un romanzo che corre sul filo della suspense, coinvolgendo il lettore in una riflessione sulla fragilità dei princìpi morali, sulla vergogna e sui desideri proibiti che si celano in ognuno di noi; un testo potente, universale e intimo che guarda e fa luce nelle zone nebulose dell'anima ponendoci la domanda pressante: "E tu, che cosa avresti fatto?".
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Attacco alle malattie del cervello. Prevenire e curare con metodi naturali
Macro, 13/02/2017
Abstract: L'incidenza delle malattie neurodegenerative e del sistema autoimmunitario è in forte aumento.Quali sono le motivazioni? Perché ci sono sempre più casi di malati di Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, miastenia gravis, fibromialgia, sindrome della stanchezza cronica?In questo libro il dottor Paolo Giordo ci spiega in maniera chiara e completa le motivazioni che stanno alla base di un vero e proprio "attacco al cervello": dall'impatto con i profondi cambiamenti ambientali e climatici al peso dell'inquinamento sul nostro sistema immunitario, dalle modificazioni dell'alimentazione dovute all'industria alimentare al nuovo stile di vita consumistico con abitudini negative per il nostro benessere, dai metalli pesanti agli additivi alimentari, dai farmaci alla candida.L'autore, dopo aver descritto le caratteristiche delle malattie neurodegenerative e del sistema autoimmunitario, spiega perché le terapie convenzionali sono sostanzialmente inefficaci.Giordo propone, infine, una serie di soluzioni per affrontare queste patologie:modificare l'alimentazione (vengono descritte vari tipi di diete e la loro incidenza su queste malattie);praticare il digiuno;fare attività fisica e modificare il proprio stile di vita;idratare il corpo e il cervello;seguire una terapia chelante;utilizzare le sostanze e gli integratori più utili per ciascuno: coenzima Q10, biotina, glutatione, cannabis, tiamina e niacina (vitamine del gruppo B), vitamina K2, acido alfa-lipoico ecc;ottenere più vitamina D.L'autore infine approfondisce la connessioni dello stress con queste patologie.L'autorePaolo Giordo, laureato in medicina e chirurgia e in filosofia, specializzato in neurologia, esercita la libera professione nell'ambito delle MnC (Medicine non Convenzionali).Il dottor Giordo ha conseguito i diplomi in Medicina Psicosomatica, in Bioenergetica Medica, in Omeopatia e Omotossicologia, ha studiato Ayurveda e Floriterapia di Bach.Paolo Giordo ha inoltre al suo attivo numerose pubblicazioni su riviste su argomenti riguardanti l'alimentazione naturale, la medicina olistica e la filosofia della medicina.Esercita la professione in Toscana e nel Lazio (più precisamente a Roma).
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Tè e tisane curative per corpo, mente e spirito. 300 ricette dalle tradizioni di Cina ed Europa
Macro, 20/02/2017
Abstract: Due metodi curativi comprovati e ricchi di tradizione vengono fusi insieme in questo libro raggiungendo una totalità nel sapere curativo nuova e senza precedenti.Il famoso medico esperto di medicina tradizionale cinese Li Wu e il farmacista e esperto di piante curative Jürgen Klitzner percorrono una nuova via: mettono insieme due grandi tradizioni curative, la medicina cinese di 5000 anni e le conoscenze europee quasi bimillenarie sui trattamenti naturali con erbe, tisane e infusi.Da decenni collaborano insieme ed hanno fatto ricerche su quali siano le erbe orientali e occidentali che armonizzano meglio tra loro e in che modo si possa ottimizzare l'efficacia degli infusi.Nel fare ciò gli esperti hanno constatato che le erbe cinesi e europee si completano nella loro efficacia e insieme possono spesso addirittura intensificarla.Nella prima parte del manuale vengono descritti sia i sintomi classici, riguardanti il corpo e la psiche, che i sintomi straordinari. Per ogni disturbo vengono consigliate e spiegate le ricette adatte per evitare e trattare i disturbi. Nella seconda parte del libro sono poi elencate tutte le erbe utilizzate con una breve spiegazione.Gli autori:Li Wu, nato nel 1966, è dottore in medicina tradizionale cinese (MTC). In Germania è abilitato a esercitare la professione di naturopata e gestisce con grande successo uno studio di medicina naturale a Monaco di Baviera.Il suo straordinario talento è stato ben presto riconosciuto e gli ha permesso di prendere parte al percorso di formazione presso il monastero Shaolin di fama internazionale nella provincia cinese di Henan. Ha poi proseguito la sua formazione studiando medicina all'università di Pechino.In Germania il dottor Li Wu ha studiato psicologia e germanistica all'università di Passau. È inoltre maestro di Qi Gong, docente di Medicina Tradizionale Cinese presso l'università dello Yunnan e di medicina orientale-occidentale all'università di San Francisco. Dirige l'Istituto di ricerca di medicina naturale a Monaco di Baviera ed è membro del consiglio direttivo del gruppo di ricerca cinese in scienze naturali e dell'associazione medica cinese Huang Han.Jürgen Klitzner, nato nel 1942, ha studiato Farmacia all'Università di Friburgo (Breisgau) ed ha superato l'esame di stato come farmacista nel 1971.Ha un interesse particolare per i temi riguardanti la medicina naturale (anche botanica/biofisica) e, come coautore, ha pubblicato molti manuali medici-farmaceutici.
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Il Saggiatore, 23/02/2017
Abstract: Lo stato di crisi delle società occidentali sembra ormai irreversibile: nello spaesamento e nell'insicurezza del caos globale, Zygmunt Bauman è stato un faro insostituibile. Questo libro è il frutto di un decennale, intenso dialogo tra Bauman e Carlo Bordoni: un comune percorso intellettuale da cui è emersa l'esigenza di superare il concetto più noto del grande sociologo polacco, quello di "modernità liquida".La categoria della modernità liquida è ormai troppo vaga ed elusiva. Non basta più a interpretare la nostra epoca, in cui vengono meno le sicurezze economiche del sistema produzione-lavoro-consumo-consumismo, ma anche le tradizionali idee di massa, comunità, uguaglianza, classe e, soprattutto, progresso. Spazio e tempo si contraggono grazie alla rapidità delle comunicazioni, all'immediatezza delle informazioni, all'omologazione dei comportamenti umani, non più racchiusi entro i confini invalicabili degli Stati-nazione. Il disordine è avvertito in ogni parte del mondo, contemporaneamente. Per la prima volta non c'è un posto migliore in cui rifugiarsi: non c'è alternativa a un sistema globale che sta crollando.L'incertezza del futuro è dunque il tratto più caratteristico della nostra condizione, che si esprima sotto forma di resistenza, paura, egoismo o semplice senso di precarietà e impotenza. Da questo prolungato e sfaccettato stato di crisi – la fine della modernità, ma anche della modernità liquida – sorgerà una società radicalmente nuova, ancora sconosciuta. Nel frattempo, siamo sospesi in quello che Bordoni, sulla scorta di Gramsci, definisce "interregno": il vecchio muore, ma il nuovo non riesce a nascere. A questa incertezza, però, corrisponde anche la possibilità di fare le scelte giuste: dopo l'interregno non ci aspetta una società già predefinita e connotata, ma solo quella, inedita, che avremo saputo costruire qui e ora, con le nostre umane forze.
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Il Saggiatore, 23/02/2017
Abstract: Una flotta di aerei che raggiunge la stratosfera per formare un "velo" di solfati intorno al mondo e riflettere la luce del sole. Navi fabbrica-nubi che seminano nuclei di condensazione sopra gli oceani per ispessire e imbiancare le nuvole, rendendole più riflettenti. Fertilizzanti a base di ferro sparsi nei mari per rinfoltire la presenza di alghe avide di anidride carbonica. Speciali "lenzuola" plastiche che ricoprono i ghiacciai a rischio di scioglimento e i deserti troppo caldi. Tecniche per catturare l'anidride carbonica emessa dagli impianti a energia fossile e immagazzinarla sotto terra. È la geoingegneria climatica: non è fantascienza, ma una possibilità concreta. Che forse si rivelerà inevitabile.I rischi del cambiamento climatico sono accertati e potenzialmente catastrofici, ma gli sforzi per ridurre le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera faticano a produrre risultati, o anche solo a essere avviati. La riconversione da un modello di sviluppo alimentato dai combustibili fossili a una società fondata sulle energie rinnovabili sta incontrando forti ostacoli politici, economici e tecnici: ecco perché bisogna rivolgersi alla geoingegneria, non come alternativa salvifica, ma come opzione complementare. In questo libro Oliver Morton, con sensibilità e appassionata competenza, esamina i pro e i contro, i dubbi e le certezze scientifiche, i dilemmi morali e sociali di tale opportunità.Intervenire in modo così deliberato e diretto sul clima globale è un'ipotesi che spaventa molti. Ma è da secoli che gli esseri umani interferiscono più o meno involontariamente con gli equilibri del pianeta che li ospita: le trasformazioni subite dai mari, dai venti, dai suoli, dai grandi cicli dell'azoto e del carbonio sono molto maggiori di quanto si pensi. E allora perché rinunciare al tentativo di sfruttare le grandi conquiste della scienza e della tecnologia per un'azione volontaria, volta a ristabilire un migliore equilibrio tra il mondo umano e il sistema Terra? Il pianeta nuovo non descrive un pianeta ideale, ma un futuro prossimo in cui l'ingegno umano sarà chiamato a prendersi cura del pianeta.
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Manuale per difendersi dalla post verità. Come combattere bufale e inganni del mondo digitale
Ledizioni, 27/02/2017
Abstract: In un epoca caratterizzata dalla velocità come tratto distintivo dell'informazione on-line, la Post Verità, ovvero il superamento del concetto di verità come elemento che sancisce la percezione di attendibilità di una notizia, sembra permeare a fondo la società contemporanea.Non è raro imbattersi in bufale o notizie manipolate ad arte che, complici la scarsa verifica delle fonti e modalità di comunicazione sempre più rapide e meno accurate, si diffondono a macchia d'olio attraverso le condivisioni di semplici utenti o, in casi sempre meno rari, di testate giornalistiche tra le più blasonate. Manuale per difendersi dalla Post Verità parte dall'osservazione di questo variegato e complesso panorama per fornire, attraverso esempi, indagini, analisi e approfondimenti, strumenti ed elementi di valutazione che permettano a chiunque frequenti la rete di proteggersi dalla disinformazione e di vivere un'esperienza di navigazione digitale al riparo dalle sempre più impetuose correnti della Post-Verità. Con una prefazione di Mario Pireddu.
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Il Saggiatore, 02/03/2017
Abstract: "Chi sono io? Che cos'è il mondo che vedo? Dove ero prima di nascere e dove andrò dopo la morte?" Sono queste le domande rivolte con maggiore insistenza a Nisargadatta Maharaj, negli ultimi anni della sua vita terrena, da centinaia di visitatori arrivati in India per ascoltare gli insegnamenti del venerabile maestro. Conversazioni che possono durare intere giornate o pochi istanti, ma sempre cariche della stessa intensità, del medesimo desiderio di conoscenza e condivisione.L'ingiustificata paura dell'aldilà, la caducità del mondo, il mistero della nascita e il principio d'identità dell'uomo con l'Assoluto percorrono questi dialoghi nel profondo e ne tessono la trama cruciale. Raccontando storie apparentemente semplici, ma cariche di significati astrali, Nisargadatta mostra come le preoccupazioni e i problemi quotidiani, la ricerca del successo e le insoddisfazioni non siano altro che il frutto di un antico fraintendimento: noi non siamo il corpo che ci è stato dato, la nostra felicità non riuscirà mai a risolversi nelle gioie effimere e nei piaceri della vita che esperiamo attraverso di esso, né possiamo affidargli il compimento del nostro destino. Per il maestro indiano, infatti, questa realtà in cui viviamo ha la consistenza di un grande sogno collettivo: un film, il cui epilogo è già scritto, all'interno del quale la nostra mente proietta di continuo storie, tesse ricordi, mette in scena affetti, amori, tragedie. Bisogna allora fermarsi, dare ascolto alle proprie domande interiori, lasciandosi trasportare da queste fino a discernere, oltre l'"illusione dell'io", ciò che è assoluto da ciò che invece è irrimediabilmente destinato a finire.Non Dualismo – in cui si riuniscono i due volumi dei dialoghi ultimi di Nisargadatta Maharaj, Alla sorgente dell'Essere e Essere è amore – raccoglie, per riportare alla luce, le riflessioni decisive dell'eminente maestro: lacerti di verità che non si limitano mai alla sola argomentazione dialettica, ma levitano nella metafora, nell'illuminazione improvvisa, nel guizzo sillogistico, nell'espediente allegorico. Bagliori di un pensiero originario che attraversano la Storia e si cristallizzano in un insegnamento universale, vertiginoso eppure pratico, alla portata non solo di filosofi e asceti, ma di chiunque abbia il desiderio di spingersi alla radice di se stesso.
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La prova regina. DNA forense e celebri delitti italiani
Codice Edizioni, 02/03/2017
Abstract: Il DNA forense ha fatto il suo ingresso in tribunale nel 1986, meritandosi l'appellativo di "prova regina". Da allora le impronte genetiche sono diventate un testimone silenzioso contro l'assassino, e tecnologie sempre più sofisticate hanno permesso di trovare la "firma" dell'omicida anche a partire da poche cellule. Questo libro racconta l'evoluzione nell'uso del DNA sul campo, intrecciando l'analisi tecnica delle tracce lasciate sul luogo del delitto con i tormentati iter giudiziari di una serie di celebri episodi di cronaca nera che hanno diviso l'opinione pubblica tra innocentisti e colpevolisti: dall'omicidio della piccola Cristina Capoccitti (in cui il DNA è stato esibito per la prima volta in italia come prova) a quello di Meredith Kercher a Perugia, fino al recente caso di Massimo Bossetti, arrestato per l'omicidio di Yara Gambirasio, e al caso ancora irrisolto di Serena Mollicone.
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Il Saggiatore, 02/03/2017
Abstract: Grottesco e pungente, cortigiano e selvaggio, il genio di Saki – pseudonimo dello scrittore britannico Hector Hugh Munro – ha attraversato come uno spettro il Novecento letterario europeo. Nato in un villaggio di pescatori in Birmania durante il colonialismo vittoriano e cresciuto nelle contraddizioni dell'Inghilterra edoardiana, i suoi racconti sono brevi e mordaci ritratti di un'epoca, quella moderna, che ha i contorni della fiaba orientale, chimerica e sospesa, e l'incalzare notturno di un incubo in cui realtà storiche e fantasie si confondono continuamente.Creature ripugnanti o angeliche abitano queste pagine: licantropi che adescano bambini nei boschi, gatti e folletti dai poteri portentosi, spettri di nobili defunti che perseguitano dall'aldilà i loro debitori, consiglieri demonici che instaurano un Parlamento Infernale, e re che vessano i poveri, poveri che detronizzano i principi, principi di regni votati alla perversione che diventano santi. Poco importa se i fatti narrati si svolgano in un Medioevo fantastico, sotto l'Impero di Augusto o nell'anticamera della Prima guerra mondiale, se i personaggi si muovano in una scena di caccia nelle gelide campagne russe o sorseggino champagne a un garden party di aristocratici londinesi: le loro storie sembrano ordite dallo stesso inesorabile destino. Un Fato che agisce all'insegna della vendetta pirotecnica e della pantomima, del travestimento burlesco e dell'inganno, portando alla luce tutte le brutture, tutti i sogni e le meravigliose debolezze del genere umano.Nei Racconti di Saki – inediti in Italia e ora proposti dal Saggiatore nella loro forma completa, con una prefazione di Graham Greene – riecheggiano le vanità opulente di Wilde, le tempeste di neve di Turner, l'efferatezza panica di Kipling, i grigiori infantili di Dickens, i motti arguti della commedia plautina e quelli sapienziali delle Sacre Scritture, in un vertiginoso e mai scontato rincorrersi di allusioni, echi e parodistiche citazioni. Un vortice inarrestabile all'interno del quale si muovono – con grazia superba e spirito affilato – personaggi assoluti come Reginald e Clovis, destinati a entrare per sempre nell'Olimpo degli antieroi.
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minimum fax, 16/03/2017
Abstract: Riemerso da una spedizione in fondo all'oceano, il paleontologo ebreo Calvin Cohn scopre con sgomento che nel frattempo la Terra è stata colpita da un secondo diluvio universale. Per un "minuscolo errore" di Dio, Calvin è l'unico uomo a essere sopravvissuto. Si ritrova così naufrago su un'isola insieme a Buz, uno scimpanzé che un esperimento scientifico ha reso capace di parlare. Quando appaiono le altre creature scampate alla sciagura – degli scimpanzé, dei babbuini e un gorilla – Calvin si impegna a educarle come esseri umani, convincendosi poco a poco che grazie a loro potrà nascere la generazione che ripopolerà il pianeta, e che Dio tornerà ad amare le sue creature.Una svolta radicale rispetto agli altri romanzi di Malamud, una geniale favola di fantasia sul futuro dell'uomo e insieme una cruda parabola sulla sua natura, narrata con quella ricchezza d'invenzione e di scrittura che conferma Malamud fra i massimi scrittori americani di sempre.
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Voland, 07/03/2017
Abstract: "Non si tratta di felicità o infelicità, ma di colore o non colore. Del bianco striato di blu e di rosso. Del verde veronese, del turchese, del rosso scarlatto e del colore del sangue. Si tratta della morte del colore, che è immortale, e della sua resurrezione."Nell'estate del 1943, nascosto a bordo di un carro funebre, il pittore Chaim Soutine – afflitto fin dalla giovinezza da un'ulcera gastrica – attraversa la Francia occupata dai nazisti per essere operato d'urgenza a Parigi. Sotto l'effetto della morfina, sospeso tra sonno e veglia, Soutine ricorda la difficile infanzia nel villaggio di Smiloviči, gli anni a Montparnasse e l'amicizia con Modigliani, gli stenti e l'improvviso successo. Ma la guerra mette bruscamente fine a tutto. Nel delirio provocatogli dal dolore e dal "magico oppiaceo", il malato in viaggio verso la capitale francese immagina di raggiungere il paradiso bianco, dove il misterioso dottor Bog gli assicura la guarigione a patto che non dipinga mai più… Un romanzo suggestivo e dal ritmo incalzante, che apre continui momenti di riflessione sull'esperienza artistica e la tormentata personalità di Soutine.
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Voland, 10/03/2017
Abstract: Quando una stagista porta a Robert Dubois, direttore dell'omonima casa editrice, un lettore di eBook, il mondo dell'anziano editore vacilla. Agli occhi di un uomo che ha passato la vita tra la carta stampata, quella diavoleria ha un'aria minacciosa, la sente fredda e ostile. La vita comunque procede come al solito, tra pranzi con gli autori, visite alle librerie, incontri con i promotori, ma l'eReader che Dubois porta con sé gli parla già di un mondo nuovo. Con sguardo ironico e incuriosito, Fournel prende spunto dalla rivoluzione tecnologica in atto per svelare i segreti e i retroscena di un ambiente che conosce alla perfezione.
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Il Saggiatore, 16/03/2017
Abstract: Gli ultimi vent'anni sono la storia di due epoche: prima abbiamo avuto crescita e stabilità, poi la peggiore crisi bancaria che il mondo industrializzato abbia mai conosciuto. Nell'arco di poco più di un anno, tra l'agosto del 2007 e l'ottobre del 2008, l'economia è crollata, e insieme a essa la fede nel capitalismo. Com'è potuto accadere? A fallire sono state le persone, le istituzioni o le idee?Quasi tutte le ricostruzioni, nel tentare di capire che cosa sia andato storto, si concentrano sui sintomi anziché sulle cause. Invece Mervyn King, governatore della Banca d'Inghilterra proprio quando la crisi è scoppiata e protagonista della sua gestione a livello internazionale, va dritto alla radice del problema: questa non è una crisi delle banche o delle politiche – nonostante il sistema bancario debba essere ristrutturato e di certo la politica (economica e non) abbia fatto molti errori – bensì una crisi delle idee. Quegli eventi così ben impressi nella nostra memoria non sono che l'ultima di una lunga serie di crisi finanziarie succedutesi dal Settecento in poi, da quando cioè, con la Rivoluzione industriale, il sistema monetario e bancario è diventato il pilastro del capitalismo moderno. Allora banche e denaro sono stati gli elementi che come per magia ci hanno liberato dalla palude stagnante del sistema feudale; poi si sono trasformati in ingredienti di un miscuglio che ha avvelenato l'economia globale.Con La fine dell'alchimia Mervyn King segna un punto di svolta: è proprio la terra bruciata da un incendio quella più fertile e adatta ai nuovi germogli. Attraverso le riforme che King propone si può uscire dalla stagnazione, tornare alla crescita, diffondere ricchezza e benessere. Si può e si deve immaginare un futuro migliore per l'economia globale.
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Il Saggiatore, 23/03/2017
Abstract: La letteratura è ossessione. È un demone polimorfo che può assumere le bianche fattezze di Moby Dick o l'aspetto mostruoso dei crostacei di Wells, che può abitare tra le nevi di London, sulle aspre montagne della follia di Lovecraft o nel condominio suburbano di Ballard. È nella luna precipitata in un camino di Landolfi, nell'occhio cieco del gatto di Poe, nei topi di Steinbeck. Si insedia tra le ecolalie di Gombrowicz come nello sdegno con cui l'ingegner Gadda oppone titanicamente un principio d'ordine al grottesco, alla vigliaccheria, all'ingiustizia del reale. L'ossessione è destino e forma, nevrosi e scrittura, e scrivere significa "consegnarsi inermi agli artigli dei demoni".I demoni e la pasta sfoglia è il libro in cui Michele Mari affida alla forma-saggio quel rapporto inquieto e vitale con la tradizione che altrove ha esplorato attraverso il racconto, il romanzo, la poesia. Testi che compongono un'indispensabile cartografia letteraria, seguendo punti di fuga inediti e rintracciando parentele inaspettate: il sadismo di Stephen King e quello di Collodi, la misantropia di Céline e la bibliolatria di Kien in Auto da fé, il riemergere del lupo in Buck nel Richiamo della foresta e la voluttà con cui Gregor Samsa si abbandona alla nuova identità di insetto. E poi gli innumerevoli mostri e le infinite stilizzazioni con cui ogni grande scrittore non fa altro che parlare di se stesso, dei propri desideri e delle proprie ferite.Accettando sfide spesso eluse della critica, Mari finisce per modellare le sembianze di un nuovo canone, che attinge tanto alla letteratura goticofantastica quanto a forme di scrittura come manierismi e pastiche che, grazie alla loro "natura esibitoria", rivelano la propria paradossale autenticità, il proprio osceno realismo. Ma I demoni e la pasta sfoglia è soprattutto una dichiarazione di poetica in controluce, in cui lo scrittore di Fantasmagonia e Tu, sanguinosa infanzia mostra il suo rapporto vampiresco con una tradizione eletta a dimora, in una dialettica serrata tra mostruosità e stile, morte e scrittura, persistenza dell'infanzia e attrazione per l'abisso.