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Angel
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Taylor, Elizabeth - Letizia, Claudia Valeria

Angel

Beat, 21/06/2017

Abstract: In uno di quei villaggi dickensiani della vecchia Inghilterra, vive Angel Deverell, quindicenne con gli occhi verdi, la carnagione bianca e i capelli scuri, e un animo scontroso e indolente. Senza vere amiche, con un astioso rapporto con la madre, la ragazza vive in un mondo tutto suo, creato dai suoi sogni e dalle sue fantasticherie. Un mondo in cui occupa un posto centrale Paradise House, la villa nobiliare in cui sua zia lavora al servizio di Madam, una vera lady coi polsi ornati da splendidi granati. Il destino, però, ha approntato per Angel la più imprevedibile delle svolte. Un giorno la ragazza decide di trasferire le sue fantasticherie in un romanzo. Grazie al fiuto di un editore di Bloomsbury, l'opera conoscerà un incredibile successo. Angel sarà celebre e ricca e avrà Paradise House e, soprattutto, avrà Esmé Howe-Nevinson, pittore di talento, bello e scapigliato, capace di scoprire la sua natura e di assoggettarsi volontariamente al suo capriccio. Romanzo incluso in una lista delle tredici migliori opere letterarie del dopoguerra pubblicata dallo "Spectator", insieme a capolavori quali Lolita, Herzog e Il signore delle mosche, Angel ha consacrato sulla scena letteraria internazionale il talento di Elizabeth Taylor. "Elizabeth Taylor: la Jane Austen del XX secolo".San Francisco Chronicle"Jane Austen, Elizabeth Taylor, Barbara Pym, Elizabeth Bowen: sorelle nell'anima".Anne Tyler"Elizabeth Taylor è una delle più importanti scrittrici britanniche: un'autrice di grande sottigliezza, compassione, profondità".Sarah Waters

Insegnamenti sull'amore
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Nhat Hanh, Thich - Petech, Diana

Insegnamenti sull'amore

Beat, 21/06/2017

Abstract: Secondo il Buddha per dimorare in eterno con il Brahma, il Dio universale, bisogna praticare i Brahmavihara, vale a dire l'amore, la compassione, la gioia e l'equanimità. I Brahmavihara sono i quattro elementi costitutivi dell'amore, e sono detti "incommensurabili" poiché crescono ogni giorno all'interno di colui che li pratica, rendendolo felice. Thich Nhat Hanh, celebre monaco vietnamita, maestro zen e poeta, illumina in questo libro la via dei Brahmavihara, attingendo a storie antiche e nuove della grande tradizione buddhista e al ricco bagaglio della sua esperienza personale. Attraverso pagine ispirate, piene di indicazioni pratiche, apprendiamo così i modi di praticare l'amore e "impariamo anche a guarire dalle malattie della rabbia, del dispiacere, della tristezza, della solitudine e degli attaccamenti insani". "Minuto, magro, dai lineamenti aspri ma pronti a schiudersi nel più disarmante dei sorrisi, occhi neri e saettanti sotto la testa rasata, Thich Nhat Hanh è tra i maggiori maestri spirituali del nostro tempo".Cesare Medail, Corriere della Sera"Thich Nhat Hanh è un vero maestro Zen".Ugo Leonzio, l'Unità"Thich Nhat Hanh è un monaco buddhista vietnamita, esule da decenni, proposto al Nobel per la pace da Martin Luther King per l'impegno a favore della fine del conflitto in Vietnam".Fabrizio Mastrofini, l'Avvenire

La metà di una vita
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Naipaul, Vidiadhar S.

La metà di una vita

Adelphi, 06/07/2017

Abstract: Figlio di un asceta che ha fatto voto di silenzio per ribellarsi ai privilegi della propria casta (e nel quale Naipaul, risolvendo un annoso dilemma, identifica l'ispiratore di "Sul filo del rasoio" di Maugham) e di una donna appartenente al gruppo sociale degli "sfavoriti", il giovane Willie Chandran si trasferisce dall'India nella Londra degli anni Cinquanta. Qui entra in contatto con la realtà degli immigrati caraibici e dei primi tumulti razziali, frequenta il mondo bohémien che anima la vita notturna di Notting Hill e pubblica un libro di racconti d'ambientazione latamente coloniale che riesce a ottenere il plauso – moderato – della critica. Ma l'incontro con Ana, immigrata dall'Africa portoghese, lo spingerà a sottoporsi a una seconda "traduzione": la seguirà infatti nel suo paese d'origine, dove si celebrano gli ultimi, mesti riti del colonialismo. E in Africa resterà diciotto anni, senza per questo riuscire a sottrarsi a quel sentimento di estraneità che da sempre e ovunque lo affligge. Privo di una vera occupazione, timoroso di perdere tanto la sua lingua madre quanto l'inglese – che gli ha dato un barlume di notorietà letteraria –, mosso dal desiderio velleitario di condurre una vita più nobile di quella del padre, nella quale non vede eroismo bensì soltanto un'irredimibile povertà spirituale, Willie scivola malinconicamente verso una sorta di paralisi affettiva. Fino a dover amaramente riconoscere, superati i quarant'anni, di essere rimasto come una crisalide: incompiuto, senza cittadinanza nel mondo, in larga parte ignaro della vita e di se stesso.Con la fredda lama del suo stile che ignora il superfluo, Naipaul consegna alla letteratura un memorabile ritratto che si colloca in posizione eminente nella galleria dei déracinés. Un ritratto che allude all'autore stesso – poeta degli apolidi e di coloro che soltanto nella scrittura riescono a trovare la propria vera casa."In Inghilterra aveva imparato a convivere con l'idea della propria diversità. Dapprima quella sensazione di diversità lo aveva aiutato a liberarsi delle crudeltà e delle regole di casa sua. Ma poi in alcuni casi – con June, per esempio, poi con Perdita, e talvolta al college quando c'erano dei problemi – aveva cominciato a usare quella diversità come un'arma, mostrandosi più semplice e rozzo di quel che era. Era l'arma che era pronto a usare con la ragazza africana. Ma non ce n'era bisogno. Non c'era, per così dire, nulla a cui opporsi, nessun sospetto da vincere, nessuna sensazione di distanza"."La metà di una vita", il libro con cui è tornato al romanzo dopo molti anni, è stato pubblicato per la prima volta nel 2001.

Il libro contro la morte
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Canetti, Elias

Il libro contro la morte

Adelphi, 13/07/2017

Abstract: Il libro più importante della sua vita, Canetti lo portò sempre dentro di sé ma non lo compose mai. Per cinquant'anni procrastinò il momento di ordinare in un testo articolato i numerosissimi appunti che, nel dialogo costante con i contemporanei, con i grandi del passato e con i propri lutti familiari, andava prendendo giorno dopo giorno su uno dei temi cardine della sua opera: la battaglia contro la morte, contro la violenza del potere che afferma se stesso annientando gli altri, contro Dio che ha inventato la morte, contro l'uomo che uccide e ama la guerra. Una battaglia che era un costante tentativo di salvare i morti – almeno per qualche tempo ancora – sotto le ali del ricordo: "noi viviamo davvero dei morti. Non oso pensare che cosa saremmo senza di loro".Sospeso tra il desiderio di veder concluso "Il libro contro la morte" – "È ancora il mio libro per antonomasia. Riuscirò finalmente a scriverlo tutto d'un fiato?" – e la certezza che solo i posteri avrebbero potuto intraprendere il compito ordinatore a lui precluso, Canetti continuò a scrivere fino all'ultimo senza imprigionare nella griglia prepotente di un sistema i suoi pensieri: frasi brevi e icastiche, fabulae minimae, satire, invettive e fulminanti paradossi. Quel compito ordinatore è assolto ora da questo libro, complemento fondamentale e irrinunciabile di "Massa e potere": ricostruito con sapienza filologica su materiali in gran parte inediti, esso ci restituisce un mosaico prezioso, collocandosi in posizione eminente fra le maggiori opere di Canetti.

Compulsion
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Levin, Meyer

Compulsion

Adelphi, 13/07/2017

Abstract: Oggi ricostruire fatti di sangue è diventato un intrattenimento di massa – più o meno l'unico, si direbbe. Ma c'è stata un'epoca non lontana, e peraltro abbastanza sanguinaria, in cui l'assassinio gratuito di un ragazzo da parte di due suoi coetanei veniva presentato, sulle prime pagine di tutti i giornali, come "Il delitto del secolo". Accadde a Chicago, negli anni Venti. Due ricchi studenti ebrei, Nathan Leopold e Richard Loeb (che qui si chiamano Judd Steiner e Artie Straus), avevano progettato un delitto perfetto, ma come chiunque indulga a questo genere di fantasticheria finirono per commettere un imprevedibile errore, che li mise rapidamente al centro di un clamoroso processo. Fu un caso che affascinò per decenni i migliori appassionati del crimine, ispirando a Hitchcock "Nodo alla gola", e a Meyer Levin questa travolgente indagine, che diventa via via una superba costruzione romanzesca, dove, come in un grande film classico, protagonisti e comprimari – avvocati, reporter, psicoanalisti – fanno fino in fondo, come meglio non si potrebbe, la loro parte. Mentre a noi, per una volta, non resta che leggere.

Seeland
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Walser, Robert

Seeland

Adelphi, 13/07/2017

Abstract: Quello a cui Walser ci invita nelle prose qui raccolte – dove la sua "smania vagabonda" si traduce come sempre in "smania di raccontare" – non è solo un viaggio nella "terra dei laghi" in cui è nato, descritta con un'intensità di sguardo ammaliante. "Seeland", ha scritto Walser, è termine "per così dire europeo o universale" e potrebbe essere "in Australia, in Olanda o altrove". È dunque il luogo sospeso e mutevole degli incontri fuggitivi e della narrazione, in cui l'arte del vagabondaggio è tutt'uno con l'arte della parola (come ben sappiamo dalla gemma qui racchiusa, il racconto "La passeggiata"): la riva del lago o una terrazza ombrosa, una locanda o il prato in cui il viandante si stende. Ed è anche, infine, la coscienza, lo slancio verso il mondo di un melanconico che osserva i paesaggi "con lunghi sguardi silenziosi e attenti", lasciandosi cadere "in balia di un incantesimo", nella certezza che chi osserva è a sua volta attentamente osservato: "Laddove mi stupivo, forse ero a mia volta oggetto di stupore; e se l'ambiente circostante mi appariva incerto e ambiguo, la stessa impressione facevo io a lui. Be', se non altro, era una possibilità. La campagna e tutte le sue bellezze avevano occhi, e io ne ero felice".

La peste
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Camus, Albert

La peste

Bompiani, 21/06/2017

Abstract: Scritto da Albert Camus secondo una dimensione corale e con una scrittura che sfiora e supera la confessione, La peste è un romanzo attuale e vivo, una metafora in cui il presente continua a riconoscersi. Oggi da leggere e rileggere in una nuova brillante traduzione. Orano è colpita da un'epidemia inesorabile e tremenda. Isolata, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da laboratorio per le passioni di un'umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l'edonismo di chi non crede alle astrazioni né è capace di ''essere felice da solo'', il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l'indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l'egoismo gretto gli alleati del morbo.

Frattura
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Lasdun, James

Frattura

Bompiani, 21/06/2017

Abstract: È l'estate del 2012. Matthew ha accettato di trascorrere l'estate con suo cugino Charlie e la moglie Chloe nella loro casa sui monti Catskills. Una coppia a cui non manca nulla e di cui Matthew è un osservatore innamorato: se pure c'è una punta d'invidia verso la vita del cugino, verso Chloe prova un amore platonico, un'affinità quasi poetica tanto sono simili i loro gusti. Presto diventa una sorta di surrogato di Matthew, un marito per tutte le piccole incombenze legate alla casa e alla quotidianità. Un marito attento e anche geloso: un giorno infatti decide di seguirla e scopre che non è la lezione di yoga ad aspettarla ma uno sconosciuto in un motel. Quando l'uomo viene trovato morto, tutti gli indizi portano a Matthew e il lettore non può fare a meno di mettere in dubbio tutto, perché a questo punto iniziano le indagini e non possono che emergere tutti i piccoli e grandi segreti che ognuno nasconde.

In terra d'Africa. Gli italiani che colonizzarono l'impero
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Ertola, Emanuele

In terra d'Africa. Gli italiani che colonizzarono l'impero

Laterza, 22/06/2017

Abstract: Il 9 maggio 1936, dal balcone di piazza Venezia, Mussolini annunciava agli italiani la "riapparizione dell'impero sui colli fatali di Roma". L'Etiopia, fin dai tempi della disastrosa battaglia di Adua del 1896, era stata l'oggetto del desiderio del colonialismo italiano. Gli italiani per decenni l'avevano voluta, sognata, avevano ucciso ed erano morti per possederla.Il duce aveva piani grandiosi: eliminare l'emigrazione all'estero popolando l'Etiopia con milioni di italiani, che avrebbero dato vita a una società ideale, produttiva, razzialmente pura e perfettamente fascista. In decine di migliaia risposero all'appello, lasciarono le loro case e partirono, convinti dalla propaganda del regime che avrebbero potuto fare fortuna in una terra ricca di opportunità. La realtà sarebbe stata molto diversa.Ma quali furono le esperienze di coloro che si trasferirono nelle terre del Negus? Dove e come emigrarono? Quanto fu diversa la loro quotidianità da quella vissuta in Italia? Come interagirono con gli etiopici e con il regime? La risposta a queste domande ci restituisce la storia degli uomini e delle donne che colonizzarono l'impero, con i loro sogni e le loro aspettative, le loro esperienze e i loro giudizi su questa breve, ma decisiva, esperienza Oltremare.

Uruk la prima città
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Liverani, Mario

Uruk la prima città

Laterza, 22/06/2017

Abstract: Nella bassa Mesopotamia del IV millennio a.C. si compie il salto dalla 'barbarie' neolitica alla 'civiltà' storica, ossia alla complessità organizzativa dello Stato, della vita urbana, dell'amministrazione e della scrittura.A quali esigenze rispondeva la nuova organizzazione politica ed economica? Chi furono gli autori (coscienti o meno) dei mutamenti in corso? Perché il processo fu così precoce nella bassa Mesopotamia? Quale fu il peso dei fattori ecologici, tecnologici, demografici, socio-economici, politici e ideologici? Quale fu il 'successo' dell'esperimento di Uruk e quali modificazioni subì nel tempo?

Prontuario di grammatica
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Patota, Giuseppe

Prontuario di grammatica

Laterza, 22/06/2017

Abstract: Zàffiro o zaffìro?Province oprovincie? Cancellare o scancellare? Ossequente o ossequiente?La sindaca ola sindaco? Non sempre è così facile scegliere la pronuncia, la grafia, la forma giusta. E le cose si complicano ancora di più quando si entra nel campo dei verbi (ho dovuto partire o sono dovuto partire?) e della sintassi (alla festa c'era una ventina di persone o c'erano una ventina di persone?).Questo Prontuario presenta in ordine alfabetico circa 1000 argomenti e dubbi relativi a tutti gli aspetti e i livelli della lingua italiana, fornendo risposte che riguardano la grammatica, l'analisi logica e del periodo, la formazione delle parole e il loro corretto uso.Una app grammaticale su carta che, nel tempo di un clic, informa sull'italiano in modo rapido, completo e scientificamente fondato.

Prima lezione di diritto penale
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Fiandaca, Giovanni

Prima lezione di diritto penale

Laterza, 22/06/2017

Abstract: Che cosa va punito? In che modo? Con quali obiettivi? Come dobbiamo intendere la responsabilità e la colpa? Questioni come queste sono strettamente correlate ai mutevoli contesti politico-ideologici, alle tendenze culturali, all'evoluzione del pensiero filosofico e anche ai paradigmi elaborati dalle scienze.Il libro offre un quadro dei temi e dei problemi di fondo del diritto penale contemporaneo, sottolineando il rapporto di forte tensione, e in alcuni casi di contraddizione, tra i principi che dovrebbero conformare un diritto penale liberaldemocratico degno di questo nome e il concreto diritto penale che viene applicato nei tribunali.

Operazione Levante
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Petrella, Angelo

Operazione Levante

Baldini&Castoldi, 21/06/2017

Abstract: Stanley Kavanagh, ex militare alcolizzato ed esperto di informatica, è in cerca di vendetta dopo aver perso moglie e figlia nell'attentato al Bataclan.Robert O'Malley è il vicedirettore della CIA. Teme un nuovo attacco negli Stati Uniti e ha bisogno di Kavanagh per scandagliare il deep web in cerca di ulteriori prove. Dick Meyer scrive i discorsi del presidente Obama: ed è solo quando il suo mandato sta per scadere che Nadwa Musamih, bella giornalista piena di inquietanti segreti, preme per incontrarlo.E quando Miša Bogdanov, ex agente russo finito a contrabbandare armi e petrolio in Siria, viene rapito dai jihadisti dell'ISIS, iniziano a delinearsi i contorni del più grande attentato mai compiuto sul suolo americano… Ma una task force si muove nell'ombra per prevenirlo. Nome in codice: Operazione Levante. Tra agenti doppiogiochisti e interessi contrapposti, messaggi in codice nascosti in videogame e rapporti d'intelligence, questo thriller ci porta dentro le operazioni occulte che giorno per giorno salvaguardano il nostro mondo da chi vorrebbe portare l'inferno sulla terra.

Storie di matti
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Porcelli Safonov, Arianna

Storie di matti

Fazi Editore, 13/07/2017

Abstract: Che ci capiti o no di vederli, i matti sono tra noi. Per strada, alle poste, ai matrimoni. Sono moltissimi e forse più pericolosi di quelli di una volta rinchiusi in manicomio: hanno solo cambiato i connotati.I matti della porta accanto sono un movimento sempre più evidente e distruttivo. Quelli malati di socialità sono a briglia sciolta all'apericena o in fila dal nutrizionista. La loro versione 2.0 è composta per la maggior parte da persone dichiarate normali, pregevoli, da conoscere, imitare o invitare alle feste. Ma la cosa che più ghiaccia il sangue è la loro evoluzione. I matti odierni non solo si sono inseriti nel tessuto sociale come se niente fosse, ma sono riusciti a piazzarsi ai piani alti dei grattacieli o dei governi. Oppure sono in vestaglia ad annaffiare i cespugli di bosso nel nostro pianerottolo ogni mattina alla stessa ora, sono in fila con noi al supermercato, pronti a linciarci se chiediamo di passare avanti perché abbiamo solo il detersivo da pagare. O, ancora, sono nel nostro letto da vent'anni. I nuovi pazzi sono i nostri sindaci, i nostri tabaccai, nostra moglie, nostro marito, il nostro amministratore delegato, l'amica di nostra figlia o semplicemente il tipo che ci siede accanto in treno. Ci attirano nella loro inquietante rete appiccicosa facendoci accettare tutto il marcio e malato come vero, assodato, chic o quantomeno normale. E così: a ogni città il suo matto come in questo spassosissimo, folle, pirotecnico e ferocissimo libro, scatenato ritratto di gruppo dall'autrice di Fottuta campagna.

Presenze
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Santangelo, Evelina - Biondillo, Gianni - Balzano, Marco

Presenze

Feltrinelli Editore, 24/06/2019

Abstract: "Chi ti dice che il sud è amaro / non ti dice la verità / chi ti dice che il sud è ricco / ti dice cose che non sa / solo chi ti dice di venirlo a vedere / è persona di cui ti devi fidare..." scrive il padre di Evelina Santangelo. E questa Sicilia affiora dal racconto dell'autrice che, intrecciando momenti privati e storia del paese, ripercorre gli eventi salienti che hanno portato tanti, come lei, ad abbandonare le terre di Sicilia dopo anni trascorsi a lottare per dimostrare che no, la parola "omertà" non è applicabile a qualunque siciliano.Un filo resistente lega questo racconto agli altri sei scritti appositamente per il progetto L'agenda ritrovata: un'agenda rossa, che intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino – che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l'attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa.L'agenda ritrovata non sono solo sette racconti, non è solo un libro. È una ciclostaffetta che tocca le sette regioni narrate nei sette racconti, sono degli eventi, per ricordare Paolo Borsellino a venticinque anni dalla strage di via D'Amelio. In un viaggio da Nord a Sud rappresentato dai racconti – Helena Janeczek (Lombardia), Carlo Lucarelli (Emilia-Romagna), Vanni Santoni (Toscana), Alessandro Leogrande (Lazio), Diego De Silva (Campania), Gioacchino Criaco (Calabria) ed Evelina Santangelo (Sicilia) –, come dalle tappe della staffetta. "Un passaggio di testimone", scrive Gianni Biondillo ricordando com'è nato il libro, "per raccontare non tanto dov'eravamo alla morte dei due magistrati, ma dove forse siamo stati in questi anni, tutti noi: chi silente, chi indifferente, chi deluso, chi vigliacco, chi sempre e comunque, ostinatamente contrario, in prima fila".Scopri di più su: bit.ly/ProgettoAgenda Tratto da L'agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 52.278

Hanno ucciso l'Uomo Ragno
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Lucarelli, Carlo - Biondillo, Gianni - Balzano, Marco

Hanno ucciso l'Uomo Ragno

Feltrinelli Editore, 24/06/2019

Abstract: Valentina Tagliaferri al tribunale di Bologna era soprannominata "La Bambina", per quei grandi occhi da bambola e le ballerine sempre ai piedi. Eppure non mancava mai di inciampare nei guai. Forse anche per questo è stata indirizzata a lei la busta gialla che un finanziere compromesso ha chiesto venisse consegnata solo in caso di morte. E nella busta, documenti che potrebbero collegare l'Emilia Romagna direttamente alla Sicilia di Cosa Nostra. Forse solo Paolo Borsellino, a Palermo, potrebbe aiutarla a venire a capo del mistero.Un filo resistente lega questo racconto agli altri sei scritti appositamente per il progetto L'agenda ritrovata: un'agenda rossa, che intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino – che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l'attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa.L'agenda ritrovata non sono solo sette racconti, non è solo un libro. È una ciclostaffetta che tocca le sette regioni narrate nei sette racconti, sono degli eventi, per ricordare Paolo Borsellino a venticinque anni dalla strage di via D'Amelio. In un viaggio da Nord a Sud rappresentato dai racconti – Helena Janeczek (Lombardia), Carlo Lucarelli (Emilia-Romagna), Vanni Santoni (Toscana), Alessandro Leogrande (Lazio), Diego De Silva (Campania), Gioacchino Criaco (Calabria) ed Evelina Santangelo (Sicilia) –, come dalle tappe della staffetta. "Un passaggio di testimone", scrive Gianni Biondillo ricordando com'è nato il libro, "per raccontare non tanto dov'eravamo alla morte dei due magistrati, ma dove forse siamo stati in questi anni, tutti noi: chi silente, chi indifferente, chi deluso, chi vigliacco, chi sempre e comunque, ostinatamente contrario, in prima fila".Scopri di più su: bit.ly/ProgettoAgenda Tratto da L'agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 52.180

Notturno pendolare
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De Silva, Diego - Biondillo, Gianni - Balzano, Marco

Notturno pendolare

Feltrinelli Editore, 24/06/2019

Abstract: Antonia non ha paura della città di notte. Anzi: senza paura di notte, la città non è una città. Così le capita di girare nel buio per le strade di Napoli, le sere in cui si rigira nel letto e più simula il sonno, più quello s'indispettisce e si nega. Ed è così che una di quelle notti si ritrova a seguire un'ombra che ha colto il suo sguardo per la strada, su fino ai Quartieri, dentro l'appartamento sconosciuto di Patrick, che invita in casa estranee in trench e pigiama, offre tiramisù senza pensarci due volte, e passeggia solo dove non ci sono telecamere.Un filo resistente lega questo racconto agli altri sei scritti appositamente per il progetto L'agenda ritrovata: un'agenda rossa, che intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino – che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l'attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa.L'agenda ritrovata non sono solo sette racconti, non è solo un libro. È una ciclostaffetta che tocca le sette regioni narrate nei sette racconti, sono degli eventi, per ricordare Paolo Borsellino a venticinque anni dalla strage di via D'Amelio. In un viaggio da Nord a Sud rappresentato dai racconti – Helena Janeczek (Lombardia), Carlo Lucarelli (Emilia-Romagna), Vanni Santoni (Toscana), Alessandro Leogrande (Lazio), Diego De Silva (Campania), Gioacchino Criaco (Calabria) ed Evelina Santangelo (Sicilia) –, come dalle tappe della staffetta. "Un passaggio di testimone", scrive Gianni Biondillo ricordando com'è nato il libro, "per raccontare non tanto dov'eravamo alla morte dei due magistrati, ma dove forse siamo stati in questi anni, tutti noi: chi silente, chi indifferente, chi deluso, chi vigliacco, chi sempre e comunque, ostinatamente contrario, in prima fila".Scopri di più su: bit.ly/ProgettoAgenda Tratto da L'agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 51.060

Le maschere di San Giovanni
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Leogrande, Alessandro - Biondillo, Gianni - Balzano, Marco

Le maschere di San Giovanni

Feltrinelli Editore, 24/06/2019

Abstract: "Si tratta di capire," scrisse Aldo Moro in una delle sue ultime missive, "cosa agita nel profondo la nostra società, la rende inquieta, indocile, apparentemente indominabile, irrazionale." Un giornalista incontra un ex ministro senza nome per parlare di quei quindici anni che hanno cambiato l'Italia e il suo governo. Un uomo dimenticato, che vive ormai osservato soltanto dal ritratto di Mazzini. Un uomo che ha fatto la nostra storia e che più che dalle bombe, dalla conoscenza di Aldo Moro, dall'incontro con Giovanni Falcone, è rimasto ossessionato da quelle parole; dalla paura che la nostra società sia, prima ancora che ingovernabile, incomprensibile.Un filo resistente lega questo racconto agli altri sei scritti appositamente per il progetto L'agenda ritrovata: un'agenda rossa, che intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino – che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l'attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa.L'agenda ritrovata non sono solo sette racconti, non è solo un libro. È una ciclostaffetta che tocca le sette regioni narrate nei sette racconti, sono degli eventi, per ricordare Paolo Borsellino a venticinque anni dalla strage di via D'Amelio. In un viaggio da Nord a Sud rappresentato dai racconti – Helena Janeczek (Lombardia), Carlo Lucarelli (Emilia-Romagna), Vanni Santoni (Toscana), Alessandro Leogrande (Lazio), Diego De Silva (Campania), Gioacchino Criaco (Calabria) ed Evelina Santangelo (Sicilia) –, come dalle tappe della staffetta. "Un passaggio di testimone", scrive Gianni Biondillo ricordando com'è nato il libro, "per raccontare non tanto dov'eravamo alla morte dei due magistrati, ma dove forse siamo stati in questi anni, tutti noi: chi silente, chi indifferente, chi deluso, chi vigliacco, chi sempre e comunque, ostinatamente contrario, in prima fila".Scopri di più su: bit.ly/ProgettoAgenda Tratto da L'agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 44.924

Pochi gradi di separazione
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Janeczek, Helena - Biondillo, Gianni - Balzano, Marco

Pochi gradi di separazione

Feltrinelli Editore, 24/06/2019

Abstract: Quando Helena incontra il lettore ideale dell'amica libraia, un distinto uomo sulla settantina che fa di cognome Borsellino "e, sai, sono parenti", è inevitabile iniziare a chiedersi cosa ci potrebbe mai fare un Borsellino dalle parti di Gallarate. Perché anche nella provincia lombarda il bar dietro l'angolo potrebbe essere teatro di eventi che non ti aspetti. Un filo resistente lega questo racconto agli altri sei scritti appositamente per il progetto L'agenda ritrovata: un'agenda rossa, che intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino – che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l'attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa.L'agenda ritrovata non sono solo sette racconti, non è solo un libro. È una ciclostaffetta che tocca le sette regioni narrate nei sette racconti, sono degli eventi, per ricordare Paolo Borsellino a venticinque anni dalla strage di via D'Amelio. In un viaggio da Nord a Sud rappresentato dai racconti – Helena Janeczek (Lombardia), Carlo Lucarelli (Emilia-Romagna), Vanni Santoni (Toscana), Alessandro Leogrande (Lazio), Diego De Silva (Campania), Gioacchino Criaco (Calabria) ed Evelina Santangelo (Sicilia) –, come dalle tappe della staffetta. "Un passaggio di testimone", scrive Gianni Biondillo ricordando com'è nato il libro, "per raccontare non tanto dov'eravamo alla morte dei due magistrati, ma dove forse siamo stati in questi anni, tutti noi: chi silente, chi indifferente, chi deluso, chi vigliacco, chi sempre e comunque, ostinatamente contrario, in prima fila".Scopri di più su: bit.ly/ProgettoAgenda Tratto da L'agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 74.478

La solitudine della verità
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Santoni, Vanni - Balzano, Marco - Biondillo, Gianni

La solitudine della verità

Feltrinelli Editore, 24/06/2019

Abstract: A un rave si balla e ci perde, si balla e si beve, si balla e si prendono botte. Ma Caterina, anche se balla e si perde e beve, ha quel problema lì, che se vede una cosa non riesce a smettere di pensarla, anche se dovrebbe tornare a ballare. Così si mette a scavare nella rena con Valde, e quei bidoni verdi che trova le restano nella testa, così tanto che deve abbandonare il rave per scendere a valle, alla ricerca di qualcuno che la stia a sentire. Perché non c'è solitudine più grande di quella di coloro che cercano di far conoscere la verità. Un filo resistente lega questo racconto agli altri sei scritti appositamente per il progetto L'agenda ritrovata: un'agenda rossa, che intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino – che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l'attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa.L'agenda ritrovata non sono solo sette racconti, non è solo un libro. È una ciclostaffetta che tocca le sette regioni narrate nei sette racconti, sono degli eventi, per ricordare Paolo Borsellino a venticinque anni dalla strage di via D'Amelio. In un viaggio da Nord a Sud rappresentato dai racconti – Helena Janeczek (Lombardia), Carlo Lucarelli (Emilia-Romagna), Vanni Santoni (Toscana), Alessandro Leogrande (Lazio), Diego De Silva (Campania), Gioacchino Criaco (Calabria) ed Evelina Santangelo (Sicilia) –, come dalle tappe della staffetta. "Un passaggio di testimone", scrive Gianni Biondillo ricordando com'è nato il libro, "per raccontare non tanto dov'eravamo alla morte dei due magistrati, ma dove forse siamo stati in questi anni, tutti noi: chi silente, chi indifferente, chi deluso, chi vigliacco, chi sempre e comunque, ostinatamente contrario, in prima fila".Scopri di più su: bit.ly/ProgettoAgenda Tratto da L'agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 53.552