Trovati 855774 documenti.
Trovati 855774 documenti.
Risorsa locale
Neri Pozza, 10/07/2014
Abstract: Dall'autore di Io sono un gatto una delle opere fondamentali della moderna letteratura giapponese. In questa collana, dedicata ai narratori d'Oriente, non poteva mancare quest'opera di Natsume Sōseki che, fin dal suo apparire, è stata oggetto di ammirazione incondizionata presso un'ampia schiera di illustri lettori d'Oriente e d'Occidente. Negli ultimi anni della sua vita, ad esempio, Glenn Gould ne fece il suo vero e proprio livre de chevet. Nel 1982, alla radio della CBC, lesse l'intero primo capitolo del libro e, in un suo breve commento, sottolineò come questo romanzo del 1906, opera del più grande scrittore del Giappone moderno, riassuma esemplarmente la condizione stessa dell'artista.Straordinariamente simile nella struttura narrativa a un'altra grande opera del secolo appena trascorso (La passeggiata di Robert Walzer, apparso appena undici anni più tardi), Guanciale d'erba narra di un giovane artista, pittore e poeta, che si avventura per un ameno sentiero di montagna di un piccolo villaggio giapponese.Lungo il cammino, in un'atmosfera incantata, incontra viandanti solitari, contadini, paesani, nobili a cavallo e ogni specie d'umanità, finché, sorpreso dalla pioggia, si rifugia in una piccola casa da tè tra i monti. Qui, dalla dolce voce della vecchia tenutaria, apprende la storia della fanciulla di Nakoi, che ebbe la sfortuna di essere desiderata da due uomini e andare in sposa a quello che lei non amava. Il giorno in cui partì, il suo cavallo si arrestò sotto il ciliegio davanti alla casa da tè, e dei fiori caddero qua e là, come macchie sul suo candido vestito…Come un viandante qualsiasi, col suo guanciale d'erba (insieme, il cuscino di chi va per il mondo e una grande metafora del viaggio di ogni uomo alla ricerca di se stesso), l'artista raccoglie questa e altre meravigliose storie lungo il suo peregrinare, semplicemente per ubbidire al suo modesto e sublime compito: "rasserenare il mondo e arricchire il cuore degli uomini".
Risorsa locale
Neri Pozza, 10/07/2014
Abstract: Paul Leibovitz ha 53 anni, da trenta vive a Hong Kong. Come buona parte degli europei arrivati al tempo del governatorato britannico, Paul è irresistibilmente attratto dalla cultura cinese e, nello stesso tempo, incapace di lasciarsi alle spalle la razionalità occidentale. Christine Wu è una quarantenne fuggita bambina con la madre dalla Cina di Mao. A Hong Kong deve la sua carriera di intraprendente manager e il suo nome occidentale. Ma come tutti i cinesi, Christine crede nellastrologia e, quando un indovino le preannuncia un futuro di morte per luomo che ama, la sua reazione è di profonda inquietudine.Perché Paul e Christine sono una coppia innamorata e unita, anche grazie alle ferite che entrambi portano dentro: Paul ha perso il suo unico figlio ancora bambino, e Christine ha vissuto anni di povertà e dolore nel ricordo del padre, suicida perché dissidente, e di un fratello adolescente deportato tra le montagne del Sichuan durante la Rivoluzione culturale. Di quel fratello Christine da decenni non sa più nulla, anzi lo ritiene morto, di fame o di sete o di fatica, una vittima tra le tante della crudele "rieducazione culturale" maoista.Un giorno, però, arriva, inaspettata, una lettera indirizzata alla "mia adorata mei-mei", alla mia sorellina... Con una pressante richiesta daiuto.Se in Christine si spalanca una voragine di sensi di colpa, per Paul la disperata lettera di Da Long rappresenta la possibilità di dare un ulteriore senso alla propria rinascita emotiva e affettiva.Giunti insieme in un triste villaggio vicino a Shanghai, Christine e Paul trovano una situazione drammatica: Min Fang, la moglie di Da Long, giace inerte e apparentemente priva di coscienza, senza diagnosi né cura, accudita dallangosciato marito che spera in un aiuto da parte della sorella, della quale non ha dimenticato nulla come sempre succede a chi resta né le sue caramelle preferite né la sua aspirazione di bambina di diventare medico.Ma Christine non è diventata medico e non ricorda più niente della sua infanzia; in quella terra e in quella casa si sente estranea e desiderosa di fuggire da un uomo che, col suo mandarino di Shanghai, non parla nemmeno la sua stessa lingua. È invece Paul che decide di rimanere e assistere quella famiglia colpita da una disgrazia che, grazie al proprio dolore, egli riesce a sentire e a condividere. Quando scopre che nello stesso villaggio sono molti gli uomini e gli animali che si ammalano e muoiono della stessa misteriosa malattia di Min Fang, Paul decide di vederci chiaro.Latroce verità che si schiude davanti ai suoi occhi è, tuttavia, troppo grande e pericolosa perché lui, Christine e Da Long ne possano uscire indenni. La profezia dellindovino sembra realizzarsi"Gli scherzi del Dragone è uno di quei libri pieni di sentimento e spiritualità: le domande sul senso della vita, sul significato più profondo delle relazioni damore, sgorgano con naturalezza dalla penna e dal cuore di Sendker".Birgit Koß, Deutschlandradio
Risorsa locale
Neri Pozza, 10/07/2014
Abstract: Sono anni che Paul Leibovitz non riesce a scacciare dalla mente l'immagine del suo bambino ucciso da una fulminea malattia: un ragazzo mingherlino, gambe e braccia sottili. Un bambino così leggero che riusciva a prenderlo e sollevarlo con una mano sola.Doveva capirlo che in lui c'era qualcosa che non andava. Nessun ragazzo se ne sta seduto da solo in cortile, mentre i suoi coetanei vanno a giocare a calcio o a basket, senza avere qualcosa che lo minaccia, che lo consuma."Non voglio più dimenticare", ha detto dopo la morte del bambino Paul a Meredith, sua moglie. E Meredith se n'è andata, incapace di accettare un dolore così grande e smisurato.Per custodire lontano dal chiasso del mondo il ricordo di suo figlio, Paul si è allora ritirato a Lamma, un'isola vicina a Hong Kong, seimila anime protette dalla vasta distesa del mare.A Lamma riceve ogni tanto la bella Christine Wu, alla quale però ha reso subito chiaro che lui non può amarla, visto che non vuole più deludere né essere deluso.Chi, però, può seriamente mettere alla porta la vita?Un giorno incontra per caso Elizabeth Owen, una donna americana accompagnata dal marito. Pallida, la pelle quasi trasparente, gli occhi iniettati di rosso, Elizabeth racconta che suo figlio, partito per Shenzhen, dove aveva appuntamento con un certo Victor Tang, partner commerciale degli Owen in Cina, non dà più notizie di sé da tempo.In compagnia di David Zhang, un poliziotto buddhista della squadra omicidi di Shenzhen dalla rettitudine esemplare, che non solo non prende soldi illecitamente da bar, ristoranti e negozi, ma rifiuta addirittura le regalie in occasione del capodanno cinese, Paul si ritrova coinvolto in un'inchiesta scottante. Un'inchiesta che, prendendo le mosse dall'ambigua figura di Victor Tang, uomo d'affari dalle molteplici attività non sempre limpide, penetra nei misteri del nuovo potere cinese.Dall'autore dell'Arte di ascoltare i battiti del cuore, "un bellissimo libro sull'amore e la fedeltà e, nello stesso tempo, un avvincente romanzo criminale".Blick
Risorsa locale
Garzanti, 26/06/2014
Abstract: Un incontro che cambia la vita.Un amore proibito e impossibile.Una passione a cui non si può sfuggire.Il duca Maldon è il signore di Belfield Hall. Vive da solo in quell'immensa ed elegante casa perché non ha interesse per nessuno al di fuori di sé stesso. Tutti sanno che è così. Per questo nessuna dama ha mai pensato di presentargli qualche figlia come possibile sposa. Ma tutto cambia quando i suoi profondi occhi azzurri incrociano quelli di Sophie, la più giovane cameriera del palazzo. Lei è malvista dal resto del personale perché adora danzare e dice sempre quello che pensa. Basta un breve incontro e qualcosa di potente e sconosciuto li travolge. Entrambi sanno che ciò che hanno provato in quell'istante non può esistere: lui è un duca, lei una donna della servitù. Eppure ci sono tentazioni contro cui è vano combattere. Sophie non ha altra scelta che lasciarsi sedurre da quell'uomo, dal suo animo tormentato e misterioso. E d'altro canto il nobiluomo non riesce a resistere al fascino di lei, puro e ingenuo. Ma presto il loro amore impossibile deve fare i conti con gli intrighi di palazzo, con un'etichetta rigida e severa. E con il passato oscuro del duca di Belfield.Un debutto indimenticabile, che ha conquistato i lettori e i librai inglesi. Elizabeth Anthony racconta la storia di un amore proibito e impossibile che si scontra con le regole imposte dalla società. La storia di una passione alimentata dal fuoco eterno del desiderio e dell'attrazione. Perché, se il tuo cuore non ha paura di amare, non importa chi sei o da dove vieni.Già pubblicato con il titolo Tu sei mia.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 08/07/2016
Abstract: "'Nonna, di là c'è un Ammiraglio che dice che si chiama Luigi Pirandello.' 'Oh Madre Santa,' esclama mia nonna"Con le sue storie Andrea Camilleri riesce sempre a creare una magia narrativa. Si sentono gli odori e si percepiscono gli sguardi. Con poche pennellate evoca i personaggi in un modo talmente vivo da renderli realmente presenti. Con pochi tratti ce li fa conoscere nella loro intimità e con le loro piccole debolezze così umane. Ma sempre con uno sguardo insieme ironico e affettuoso. Ed è per questo che finiamo per amarli: ci sembra di conoscerli, di aver fatto con loro un tratto di strada. I racconti raccolti in questo libro ci restituiscono al meglio l'affabulatore Camilleri. Tra i più intimi, autobiografici e sentiti del romanziere siciliano, questi racconti fulminanti ci riservano una sorpresa in più, perché i personaggi evocati si chiamano Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo e Renato Rascel, Jean Genet e Samuel Beckett, George Patton. Ed è così che Camilleri ci porta per mano dentro storie vere, che appartengono alla sua vita e alla sua memoria, e che finalmente vedono la luce. L'avvento del fascismo e lo sbarco degli Alleati, il separatismo e la mafia, le amicizie e la famiglia, gli incontri con i grandi maestri e, su tutto, lei: l'amata Sicilia. Un libro che ci fa sedere vicino al creatore di Montalbano. Perché quando Camilleri prende la parola e si mette a raccontare, una cosa è certa: ci incanta.
Risorsa locale
Fazi Editore, 16/07/2014
Abstract: Sara sta per sposarsi, trentaquattro anni, restauratrice di mobili antichi e madre di Ally, una bambina di sei anni nata da una relazione precedente. È una fase della vita costruttiva, ogni giorno è da affrontare con pienezza e Sara rovista nei pensieri, non smette di fare somme e sottrazioni, di definire se stessa quanto più possibile. Per questo le è inevitabile andare a cercare i propri genitori naturali: da figlia adottiva non li ha mai conosciuti, ma ora l'urgenza è inarrestabile, Sara è pronta per iniziare la ricerca delle proprie origini. Ma Julia Laroche, la madre naturale, appena se la trova di fronte la respinge con durezza, una reazione comprensibile sulle prime, che nasconde però un segreto custodito da oltre trent'anni. È da qui che iniziano a serpeggiare i primi sospetti di una storia molto più nera di quanto la donna potesse mai immaginare, nella quale si trova a dover fronteggiare le insidie di un padre il cui profilo umano è quel che di più basso possa realizzarsi nella nostra specie. Narrato attraverso capitoli corrispondenti a una sequenza di sedute psicanalitiche, Il passato di Sara è il racconto di una discesa agli inferi, dove i pericoli sono mortali e minacciano ciò che di più caro ha la protagonista. Sara confessa le terribili scoperte incontro dopo incontro, attraverso quella che è ormai la cifra stilistica della sua autrice. Acuta narratrice di thriller psicologici, Chevy Stevens produce un romanzo in cui la suspence si dosa goccia a goccia fino al compimento di un intreccio perfettamente tessuto. "Un romanzo dosato alla perfezione, un'escalation di suspence da manuale". Kirkus Reviews "Con un autentico romanzo d'azione Stevens ci trascina in una corsa forsennata". The globe and mail "Un'eccellente lettura estiva, perché ti ritrovi a non poter chiudere il libro per più di qualche istante. Tenetevi una giornata libera". Booklist
Risorsa locale
Natalia. La forza delle parole
Effatà Editrice, 16/07/2014
Abstract: Natalia era una di quelle donne che chiunque vorrebbe incontrare almeno una volta nella vita. Figlia di Giuseppe Levi, celebre professore del futuro premio Nobel Rita Levi Montalcini, aveva sposato il carismatico Leone Ginzburg, uno tra i più importanti intellettuali degli anni '30.Molte donne avrebbero vissuto all'ombra di due simili giganti. Lei no. La sua forza interiore, l'intelligenza, la straordinaria capacità di coltivare le relazioni umane e gli affetti, a dispetto dell'aria burbera e severa con cui si presentava, l'hanno portata a essere scrittrice, editor, sceneggiatrice, mamma e poi nonna.La sua storia si intreccia con quella della società italiana prima stretta nella morsa del fascismo e della guerra e poi rinata alla vita, offrendo uno spaccato sui fermenti culturali del Novecento e su alcuni personaggi di spicco come Adriano Olivetti, Cesare Pavese e Giulio Einaudi.Effatà Editrice pubblica libri di qualità dal 1995, con lo stesso spirito si occupa di editoria digitale: eBook D.O.C. pensati per chi ama i libri. Il testo di questo eBook è stato completamente riadattato alla lettura digitale con l'aggiunta di link per una rapida navigazione.
Risorsa locale
Fazi Editore, 16/07/2014
Abstract: L'arte di raccontare storie è nata quasi in contemporanea con la comparsa dell'uomo sulla terra e ha costituito un importante strumento di condivisione dei valori sociali. Ma a partire dagli anni Novanta del Novecento, negli USA come in Europa, questa capacità narrativa è stata trasformata dai meccanismi dell'industria dei media e dal capitalismo globalizzato nel concetto di storytelling: una potentissima arma di persuasione nelle mani dei guru del marketing, del management, della comunicazione politica per plasmare le opinioni dei consumatori e dei cittadini. Dietro le più importanti campagne pubblicitarie – ancor più dietro quelle elettorali vincenti (da Bush a Sarkozy) – si celano proprio le sofisticate tecniche dello storytelling management o del digital storytelling. Questo è l'incredibile inganno ai danni dell'immaginario collettivo svelato da Christian Salmon nel libro, frutto di una lunga inchiesta dedicata alle numerose applicazioni del fenomeno: il marketing conta più sulla storia dei brand che sulla loro immagine, i manager si servono di aneddoti per motivare i propri dipendenti, i soldati in Iraq si allenano su videogiochi progettati da Hollywood, gli spin doctor descrivono la vita politica dei loro clienti come in un racconto. L'autore ci mostra gli ingranaggi della grande "macchina narrante" che ha rimpiazzato il ragionamento razionale, ben più pervasiva dell'iconografia orwelliana della società totalitaria. Ma questo nuovo ordine narrativo non è un semplice linguaggio mediatico: il soggetto che vuole influenzare è un individuo immerso in un universo fittizio che ne filtra le percezioni, ne stimola le sensazioni, ne inquadra i comportamenti e le idee."Christian Salmon è sicuramente uno dei più lucidi e coraggiosi intellettuali francesi attuali". Antonio Tabucchi, "l'Unità" "Un breve saggio rigoroso, arduo, ma che aiuterà a decifrare il fenomeno affascinante dello storytelling". "Le Nouvel Observateur" "Il libro di Christian Salmon aprirà un mondo a chi si interessa alle forme narrative e ai loro nuovi usi sociali". "Libération" "Storytelling decodifica la tecnica narrativa che ha invaso l'universo della comunicazione politica". "l'Humanité"
Risorsa locale
Guanda, 17/07/2014
Abstract: "Banville è tra i romanzieri più eleganti e intelligenti di lingua inglese."George Steiner"Un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant'anni per la vastità, la ricchezza, il terribile riso."Corriere della Sera - Pietro Citati"Straordinario, forse il più bel romanzo europeo degli ultimi cinquant'anni."Pietro Citati""Quando è un grande scrittore come Banville a narrare una storia di spie, quest'ultima diviene una errabonda ballata dell'oscurità della vita e del suo deviato ma appassionato anelito alla redenzione." "Claudio Magris"Quando è un grande scrittore come Banville a narrare una storia di spie, quest'ultima diviene una errabonda ballata dell'oscurità della vita e del suo deviato ma appassionato anelito alla redenzione."Claudio MagrisJohn Banville, nato in Irlanda nel 1945 è uno dei più grandi romanzieri contemporanei. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 Pietro Citati sul Corriere della Sera ha definito il suo L'intoccabile "un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant'anni per la vastità, la ricchezza, il terribile riso"), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il prestigioso Booker Prize per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l'Irish Book Awards, l'European Literary Award, l'Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo Premio Nobel per la Letteratura.Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un'inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di "romanzi gialli" di altissima qualità, ambientati nella Dublino anni '50, che hanno come protagonista l'anatomopatologo Quirke. Negli anni Trenta un gruppo di intellettuali e accademici inglesi dell'università di Cambridge, in nome dell'ideologia e della fede comunista, si mise al servizio dell'Unione Sovietica, dando vita a un gruppo di spie tra le più famose del secolo. Da questo fatto storico John Banville prende spunto per il suo romanzo, nel quale il protagonista, Victor Maskell, ha i connotati di un noto personaggio che di quel gruppo fece parte: Sir Anthony Blunt, storico dell'arte e intimo frequentatore della famiglia reale. L'intoccabile è la storia di una vita giocata tra gli estremi della verità e della menzogna, della rispettabilità e del disonore. Una memorabile ricostruzione di un'epoca brillante e inquieta, un'affascinante spy-story in cui non manca una sconvolgente rivelazione finale.
Risorsa locale
Fazi Editore, 17/07/2014
Abstract: Giovane rampollo di una famiglia aristocratica, Basil si innamora perdutamente e a prima vista della figlia di un commerciante, incontrata per caso su un omnibus. Da quel momento la sua vita cessa di scorrere sui quieti binari di sempre per imboccare la strada ignota e accidentata che conduce alla tragedia. La decisione di sposarsi in segreto con la giovane Margaret, tanto vanitosa quanto priva di scrupoli, per non scatenare le ire del padre, saldamente ancorato ai propri pregiudizi sociali; la condiscendenza con cui accetta, su richiesta del suocero, di aspettare un anno prima di consumare il matrimonio: ogni passo, ogni singola scelta compiuta da Basil in buona fede si rivelerà un errore, e il cammino che avrebbe dovuto condurlo alla felicità gli spalancherà improvvisamente le porte di un baratro di abiezione e di ferocia. E il lettore verrà trascinato con lui fino in fondo, oltre l'apparenza della ordinaria, ma non per questo meno angosciosa, normalità. Uno spaccato della società inglese della seconda metà dell'Ottocento, divisa tra una classe nobiliare arroccata sui propri privilegi e una borghesia mercantile in piena ascesa, Basil, pubblicato nel 1852, è il secondo romanzo scritto da Wilkie Collins: quello che lo rivelò al grande pubblico. Il sesso, la violenza, l'adulterio, la follia e la morte sono trattati con un'audacia che all'epoca fece molto scalpore, scandalizzando la stampa benpensante e deliziando il pubblico."La scrittura in questa storia è ammirevole. Fare la conoscenza di Basil è stato molto gratificante".Charles Dickens"Le risorse di Wilkie Collins sono inesauribili".T.S. Eliot"È impossibile smettere di leggere Wilkie Collins".Alessandro Baricco"I romanzi di Wilkie Collins sono viaggi irresistibili: agganciano subito il lettore, che quando parte non riesce più a smettere".Leonetta Bentivoglio
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 18/07/2016
Abstract: Alberto Kauffman scrive virginia ti amo sul muro della scuola. Virginia non lo ama, ma lui diventa popolarissimo perché, per scrivere su quel muro, cade, finisce al pronto soccorso e viene punito dal preside. La punizione è aiutare Emilio, un compagno malato di tumore al cervello, con uno scarso profitto scolastico. Emilio, ribattezzato Bronson, è in realtà una vera risorsa, una miracolosa fontana di vitalità, un compagno di strada irrinunciabile. La forzata alleanza diventa amicizia. Insieme si imbucano al vernissage di una mostra d'arte, insieme passano una mitica giornata a Stoccolma, insieme fanno progetti per tutta la vita che resta. E infatti dopo il liceo, e dopo che Virginia ha finalmente ceduto alla corte di Alberto, il legame si fa sempre più profondo. Alberto non ha mai smesso di trascrivere sul suo fedele taccuino tutte le avventure vissute, tutti i pensieri che lo accompagnano, tutte le speranze che ha accarezzato. Forse un giorno quegli appunti diventeranno l'opera indimenticabile di una vita indimenticabile. Bronson intanto lo aiuta a trovare lavoro in una piccola e sgangherata casa editrice, ne raccoglie le confidenze, i sogni, le ambizioni, e veglia, protettivo, anche sulla sua storia con Virginia. Sembrano gli anni di una giovinezza che non finisce. Eppure, di punto in bianco, Bronson parte per la Nuova Zelanda. Ha deciso che è tempo di cambiare vita, ha deciso di andare dove può farlo e, nel caso, avere le cure necessarie. Sparisce e qualcosa fatalmente si spezza: cosa sarà di Virginia e Alberto? Del bambino che aspettano? Del lavoro entrato nella fase più critica? E cosa sarà dell'amico a cui la vita è legata con un filo sempre più sottile? Valentina Camerini scrive, con tenerezza e passione, il romanzo di un'amicizia, di una generazione impigliata nei lacci di famiglie distrutte, di un sogno che ha bisogno di essere raccontato, e di sfidare il destino.
Risorsa locale
Neri Pozza, 04/07/2014
Abstract: La giovane protagonista di questo romanzo ha più di un nome. All'età di sette anni, prima che un monsone devastasse il Bengala meridionale separandola dalla sua famiglia, la madre e le gemelline la chiamavano Didi, ma per tutti, al villaggio, era soltanto Pom, "un colpo su un tamburo, la pioggia che batte su un tetto di lamiera".Compiuti i dieci, dopo essere stata raccolta malconcia dal ciglio di una strada e rimessa in sesto dal dottor Andrews a forza di dal, riso e latte bollito, per entrare a servizio nella scuola inglese di Miss Jamison, Pom è costretta a cambiare il suo nome in uno "da donna", "uno tratto dal libro sacro dei cristiani", e diviene Sarah: la piccola orfana che serve il bed tea alle insegnanti ancora assonnate, passa lo straccio nella sala da pranzo, manovra i ventilatori nelle aule per tenere fresche le allieve.Nell'istante, tuttavia, in cui sente leggere L'isola del tesoro, Il libro della giungla, e ancora Virginia Woolf e Steinbeck, Sarah scopre che cosa vuole fare da grande: lavorare con i libri. E, magari, diventare una brava insegnante. Spinta da una forza di volontà fuori dal comune, ogni notte, dopo il lavoro, studia l'Oxford English Dictionary cercando di apprendere il più possibile. Quando, però, sembra aver fatto passi da gigante, nella scuola scoppia uno scandalo e la ragazza è costretta a fuggire a Kharagpur, una città insidiosa, violenta, in cui alle donne sole è permesso lavorare soltanto nei postriboli.Dopo nuove fughe e imprevedibili rivelazioni, il caso la conduce a Calcutta dove incontra un affascinante funzionario del governo inglese che le offre di lavorare nella sua biblioteca."Mi chiamo Kemala" si presenta questa volta. Sarà capace di svolgere quel nuovo impiego? E quell'ennesimo nome riuscirà a portarle fortuna e a trasformarla in ciò che Didi, Pom e Sarah hanno sempre voluto essere: una donna istruita, libera e innamorata? "Avvincente romanzo sull'amore, il tradimento e l'arte di sopravvivere" (Booklist), L'amante di Calcutta narra la storia di una giovane donna costretta a lottare contro le costrizioni imposte dal sistema delle caste e dalla colonizzazione.Grazie a "una scrittura attraente, sensuale, piena di colori, di profumi e di sapori"(Washington Independent Review of Books), Sujata Massey regala ai lettori un personaggio indimenticabile: una donna forte e generosa, in grado di leggere nel cuore degli altri."Le costrizioni imposte dal sistemadelle caste e dalla colonizzazione in un impeccabile romanzo storico". Booklist
Risorsa locale
Neri Pozza, 21/07/2014
Abstract: Un tempo, si sa, la condizione vedovile suscitava rispetto, era considerata una sorta di punto d'arrivo. Oggi invece alle vedove, soprattutto se giovani, viene chiesto subito di voltare pagina, di esibirsi in una trionfante ripresa oppure di togliersi di mezzo.Celia Cassill non ha avuto esitazioni da quando suo marito è passato a miglior vita: ha scelto la seconda opzione. Si è rintanata nella casa acquistata coi soldi che le ha lasciato il consorte, un piccolo palazzo nel centro di Brooklyn, circondato da un giardino di quasi cento metri quadri, con un vecchio cespuglio di lillà che, quando fiorisce, è di un viola intenso d'altri tempi. Per trarne il giusto per vivere, ha affittato poi tre bilocali della casa.Nell'appartamento sopra al suo vive perciò George, un poeta gay che fino a qualche tempo fa aveva un coinquilino, un amante sparito nelle notti in cui Celia sentiva George camminare sulle assi di legno, a passo cadenzato, avanti e indietro, avanti e indietro, come se si stesse addestrando a raggiungere la precisione.Al terzo piano abita il signor Coughlan. È stato nella marina mercantile e poi ha navigato come capitano di traghetto. Una volta ha salvato dall'annegamento un ragazzo di diciassette anni caduto in mare; un'altra ha impedito ma un'epilettica in pieno attacco di ingoiarsi la lingua. Ha ottantadue anni, e si sforza di far capire a Celia la freschezza di tutta l'aria che ha respirato e la bellezza della vita nella sala macchine.Gli inquilini dell'appartamento numero tre sono i Braunstein, una coppia moderna, feconda di progetti. Angie, la moglie, è una crociata di molte guerre sante e Mitchell, il marito, cerca di non essere da meno. Partecipano alle veglie a lume di candela contro la pena di morte, manifestano contro gli esperimenti sugli animali, contro quelli che mangiano carne di vitello. Odiano i repubblicani, i SUV, l'ignoranza e i prodotti candeggianti.La vita appartata di Celia sarebbe irreprensibile se due eventi non venissero a scalfirne la perfezione. Il signor Coughlan scompare un giorno, e George parte per l'Europa lasciando il suo appartamento a Hope, una donna di una femminilità sfrontata, con le gambe lunghe, il rossetto scuro, i capelli raccolti in una crocchia e una cerchia di amici bohémien. Una donna che turba cosí profondamente Celia da generare in lei una inaspettata, fatale attrazione.Romanzo indicato dall'Associazione dei Librai Indipendenti Americani come uno dei migliori della recente stagione letteraria, Le storie degli altri "espone, nella sua impeccabile scrittura, le diverse stratificazioni del tempo, del dolore e dell'amore nell'esistenza urbana contemporanea " (The Millions)."Ipnotico, meraviglioso e pericolosamente… erotico".Jonathan Ames"Amy Grace Loyd riesce nel lavoro piú difficile di uno scrittore:restituire ogni minuscolo dettaglio delle cure e dei tormentidei personaggi".The New Yorker"Nel romanzo di Amy Grace Loyd, l'appartamento non è soltantouna casa. È la metafora dell'isolamento e della prossimità con gli altri".O, The Oprah Magazine
Risorsa locale
Eretici e libertini nel Cinquecento italiano
Laterza, 22/07/2014
Abstract: Dubitavano della divinità di Cristo e della verginità della Madonna, dell'autenticità dei vangeli e della trinità, dell'immortalità dell'anima e della creazione: erano i più radicali seguaci di Juan de Valdés ed erano in tanti, dal Sud al Nord della penisola. Fra mondi misteriosi ed esoterici, studi sulla natura, religione e libertinaggio, il movimento valdesiano fu un'eresia capace di attrarre potenti cardinali, gentildonne d'alto rango, raffinati umanisti, ma anche semplici preti e umili popolani. Luca Addante racconta la storia affascinante di un movimento non ortodosso, specchio del bisogno di nuove libertà.
Risorsa locale
Pigmei, europei e altri selvaggi
Laterza, 22/07/2014
Abstract: Campioni di esotismo e simbolo di uomini primitivi per molti, i Pigmei entrano in contatto con gli Europei nel XIX secolo. Vengono osservati e 'misurati' dagli scienziati, esibiti sui palcoscenici e negli zoo al fianco delle scimmie. Nel corso del Novecento gli antropologi hanno però indagato il loro mondo e hanno svelato i pregiudizi occidentali: la riflessione estetica dei Pigmei non è meno raffinata, per certi aspetti, di quella di Michelangelo e la loro arte della divisione della preda eccelle in complessità. Per Stefano Allovio riflettere sulla marginalità dei Pigmei ha voluto dire riflettere anche sulla marginalità degli antropologi all'interno delle comunità intellettuali dove permangono resistenze a riconoscere i molti modi di 'fare scienza'. Se i Pigmei necessitano di maggiore riconoscimento, anche gli antropologi – molto più simili ai Pigmei di quanto si immagini – hanno titolo a richiedere maggiore riconoscimento nelle accademie e nei luoghi del sapere. Frequentare le frontiere, le periferie e i margini fra culture, dove l'antropologia si colloca come disciplina, non significa essere condannati alla insignificanza e alla marginalità: la cultura si nutre di interdipendenze e, lungi dall'essere patrimonio di pochi, si presenta spartita e distribuita universalmente molto più di quanto si pensi.
Risorsa locale
Laterza, 28/07/2014
Abstract: Dai precursori della regia teatrale nella Parigi degli anni Trenta dell'Ottocento ai suoi padri fondatori – Stanislavskij, Mejerchol'd –, ai molti interpreti contemporanei, italiani e stranieri – da Strehler a Ronconi, da Kantor alla Mnouchkine, da Grotowski a Eugenio Barba –, Roberto Alonge presenta i grandi maestri che hanno 'inventato' la regia, ne hanno fatto un'arte e ancora oggi ne rinnovano quotidianamente l'essenza.
Risorsa locale
Le questioni dell'età contemporanea
Laterza, 22/07/2014
Abstract: La Rivoluzione francese, la rivoluzione industriale, le nazioni e i nazionalismi, il Risorgimento, lo studio storico delle classi sociali, la Grande Guerra, la rivoluzione bolscevica e l'Unione Sovietica, il fascismo, la seconda guerra mondiale, il totalitarismo, fino alla storia delle donne e alla globalizzazione. Sono quindici gli itinerari che Alberto Mario Banti ha selezionato per introdurci alla storia contemporanea, guidati con mani sicure dagli autori e dalle opere che ne hanno proposto le interpretazioni più significative.
Risorsa locale
Laterza, 28/07/2014
Abstract: Francesco Barbagallo è stato il primo a raccontare il potere della camorra come potere imprenditoriale quando nessuno osava farlo, ancorandolo a un passato indispensabile per interpretare il presente. Storia della camorra è un libro fondamentale perché frutto degli studi di uno dei più grandi storici italiani, di un intellettuale che declina le dimensioni economica, criminale e imprenditoriale della camorra, attraverso il tratto umano che le è proprio e che la condannerà all'estinzione. Dalle catastrofi – dice Barbagallo – per fortuna si può emergere. Roberto SavianoLa duttilità mimetica della camorra, cioè la sua capacità di rimodellarsi volta per volta dietro gli impulsi della cronaca, è il motivo ricorrente dell'opera di Barbagallo: un lavoro storico impegnativo, condotto al seguito di eventi intricati, fra centinaia di personaggi a volte enigmatici ma più spesso meramente turpi, benché depositari, in superficie, di una mitologia fantasiosa. Lungi dal soggiacere alla suggestione di questo retaggio, l'autore ne esamina con freddezza le ricadute ai danni del Mezzogiorno.Nello Ajello, "la Repubblica" Soffusa di racconti e leggende sulle sue origini, sulle sue forme organizzative e sui riti di accesso, a distanza di quasi due secoli dalla sua nascita nei vicoli di Napoli, la storia della camorra non è mai stata raccontata per intero. Questa è la prima ricostruzione complessiva dall' 'onorata società' dell'Ottocento alla criminalità globalizzata di oggi. Francesco Barbagallo descrive i suoi costumi, le regole, la mentalità, gli affari, gli intrecci con la politica e le altre organizzazioni criminali, necessari per tessere la rete con cui oggi gestisce un patrimonio enorme. Al tempo dei Borboni, quando inizia la sua attività delinquenziale e si dà un'organizzazione, la camorra controlla le estorsioni su quasi tutte le attività produttive, i mercati, le case da gioco, la prostituzione. Si rappresenta come una sorta di aristocrazia della plebe ed entra nel vivo del tessuto sociale, praticando una forma di amministrazione, privata e illegale, della fiscalità, della sicurezza, della giustizia. La storia sembra non scalfirla, nonostante le repressioni postunitarie e l'impegno dei grandi intellettuali che hanno lottato per portare la questione meridionale al centro dell'interesse del nuovo Stato unitario, nonostante ogni tentativo di farle terra bruciata attorno. Nel corso degli anni non cessa di evolversi tra corruzione e clientele, accaparrando nuovi spazi di azione e nuove forme ben più consistenti e di più ampio respiro rispetto ai suoi tratti storici. Oggi la camorra è attiva su scala mondiale, ha circa 6000 affiliati, i suoi utili sono calcolati in 13 miliardi di euro, in un quindicennio il suo fatturato si sarebbe quintuplicato. Manovra le tecnologie più avanzate, sa sfruttare al meglio le garanzie di impunità di mercati sempre meno controllati, è parte integrante della finanza globale. Chi la pensa come il frutto del sottosviluppo, prende un abbaglio.
Risorsa locale
Laterza, 28/07/2014
Abstract: Se vogliamo capire in che mondo viviamo e non sbagliare le mosse, interpretandolo con le categorie che abbiamo utilizzato in passato e che oggi non servono più, è opportuno leggere Modus vivendi di Zygmunt Bauman. Il libro è bellissimo. La condizione umana, dipinta come un inferno, invoca un'utopia che la possa riscattare. Umberto GalimbertiCon un libro folgorante, Zygmunt Bauman si conferma lucidissimo nelle sue analisi sul tipo di mondo nel quale ci è capitato di vivere. Corrado AugiasModus vivendi è uno dei più bei libri scritti da Bauman. Lelio Demichelis, "Tuttolibri"In questo saggio la modernità liquida è sinonimo di rapacità, e l'hobbesiano homo homini lupus si ripresenta al centro della scena. L'analisi di Bauman è cupa e tuttavia condita da una buona dose d'ironia. Benedetto Vecchi, "il manifesto"
Risorsa locale
Laterza, 22/07/2014
Abstract: Numeri. Possono essere percentuali, frazioni, equazioni dinanzi alle quali scatta una specie di rispetto, di quasi reverenza, ma possono anche entrare nel narrare quotidiano.Viviamo in un mondo di numeri, che usiamo in modi e con finalità diverse, parliamo con i numeri e dei numeri. Il loro gioco con le parole crea curiosità, paradossi, espressioni che, anche senza accorgercene, sono il nostro pane quotidiano.Da zero a un miliardo, il lettore scoprirà, nelle diverse lingue, divertendosi, gli usi dei numerali nelle conversazioni tra amici, nei proverbi, nei giornali, in letteratura e nelle varie forme discorsive delle nuove tecnologie.