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Il corpo di ghiaccio
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Dahl, Kjell Ola - Paterniti, Giovanna

Il corpo di ghiaccio

Marsilio, 24/04/2014

Abstract: Il quinto caso di Gunnarstranda e FrølichMancano poche settimane a Natale, quando una donna cerca di fuggire a un misterioso inseguitore, infilandosi nelle gallerie della metropolitana di una Oslo buia e fredda. Quello stesso giorno, dalle gelide acque del porto viene ripescato il corpo senza vita di Sveinung Adeler, giovane funzionario ministeriale impiegato al dipartimento delle Finanze. Aveva trascorso la sera precedente a brindare in un locale, forse aveva bevuto troppo? Potrebbe essere scivolato dal pontile? La polizia dubita che si tratti di un incidente: si dice che Adeler stesse lavorando a un delicato rapporto destinato al Fondo petrolifero norvegese, uno dei più ricchi del pianeta; e pare che a festeggiare con lui, poco prima che finisse nell'acqua a meno venticinque gradi, ci fosse una donna, un noto membro del Parlamento. È Lena Stigersand, il nuovo ispettore al fianco di Gunnarstranda, a occuparsi delle indagini. Poco più che trentenne, Lena è un'attraente poliziotta dai capelli rossi, temprata da lunghi allenamenti sulle piste da fondo, che l'amore per un giornalista fascinoso e imprevedibile rende ora vulnerabile. Una magnifica figura femminile, dolce e tenace, capace di affrontare gli ostacoli con determinazione e di rialzare la testa anche dopo i colpi più duri. Il caso è delicato, sono coinvolti personaggi di spicco, ma Lena vuole la verità, per quanto scomoda possa rivelarsi.

L'ombra sulla corona
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Bracewell, Patricia

L'ombra sulla corona

Sonzogno, 24/04/2014

Abstract: "Una perla nel panorama del romanzo storico" Publishers WeeklySiamo attorno all'anno Mille. Emma di Normandia ha quindici anni quando attraversa la Manica per andare in sposa al vecchio Re Etelredo d'Inghilterra, che non ha mai incontrato prima. Circondata da cortigiani ostili e intriganti, con un marito che non le dà fiducia, figliastri gonfi di risentimento e un'ammaliante rivale che aspira alla sua corona, Emma deve difendersi contro minacce di ogni genere. Per far ciò, intesserà alleanze con uomini influenti e conquisterà l'affetto del popolo inglese. Ma il crescente amore per un uomo che non è suo marito e il pericolo di un'invasione vichinga metteranno a rischio la sua vita e la sua posizione. Al centro del desiderio di quattro uomini potenti, Emma dovrà saper trovare la via che cambierà il corso della Storia. Ispirato agli eventi reali tramandati dalla celebre Cronaca Anglo-Sassone, questo romanzo trasporta il lettore in un'affascinante e poco conosciuta epoca storica, in cui i fantasmi abitavano i palazzi del potere, la mano di Dio era all'opera ovunque, e la morte accompagnava i cavalieri da vicino. Seduta sul trono d'Inghilterra in anni tormentati, la regina Emma è un'eroina indimenticabile, la cui lotta per affermare il proprio ruolo nel mondo risuona, ancor oggi, di una straordinaria modernità.

Ovunque tu vada
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Tenti, Katia

Ovunque tu vada

Marsilio, 24/04/2014

Abstract: La prima indagine del pubblico ministero Jakob DekasIl pubblico ministero Jakob Dekas, al riparo dal caldo umido che attanaglia Bolzano in pieno agosto, riceve una visita inattesa: è Milena Roman, ancora una volta a chiedere aiuto. Il suo ex fidanzato è uno stalker, le dà il tormento, la tempesta di telefonate, si apposta sotto casa, compare e scompare sul bus ogni giorno. Per Dekas si tratta di un caso seccante: l'uomo in realtà non commette alcun reato. Dopo alcuni mesi, il cadavere del vecchio Otto Pixner viene ritrovato in pieno inverno nel giardino di Villa Clemens, residenza del noto avvocato Lukas Plattner, amico fidato con cui condivideva la passione per il gioco d'azzardo. Un malore, e l'assideramento durante la notte. Tutto normale, se non fosse per un sospetto del medico di base del vecchio che chiede l'autopsia. Pixner godeva di ottima salute. Mentre Dekas è impegnato a risolvere il caso Pixner, una mitomane si fa largo nella sua vita professionale. Una giovane donna che accusa un prete di aver abusato di lei quando era ancora ragazzina. Per molti anni la violenza sarebbe rimasta confinata in chissà quale meandro nascosto del suo cervello, per poi riaffiorare gradualmente, grazie all'aiuto di una psicoterapeuta. Cosa hanno in comune tre casi all'apparenza slegati? Cosa si nasconde dietro la bellezza incantata dell'enrosadìra delle Dolomiti, tra le pieghe di una società moralista e politicamente corretta?

Alberi
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Prévert, Jacques

Alberi

Guanda, 24/04/2014

Abstract: La questione ecologica oggi ha varcato i confini della coscienza individuale per ricoprire un ruolo da protagonista nell'agenda politica mondiale e sulle prime pagine dei giornali. Ma molto prima che diventasse una priorità condivisa e innescasse un dibattito ideologico, è giunto il fiuto, l'istinto del poeta. Grazie a un lessico e a un'iconografia di incredibile attualità, Jacques Prévert conia veri e propri slogan da stampare sui manifesti o da gridare nelle piazze; così incisivi e potenti che, come scrive Edoardo Albinati nella sua Introduzione, non crederci sarebbe quasi "segno di malafede, di cattiva coscienza". Versi che grazie alla straordinaria capacità inventiva e allo strepitoso estro verbale dell'autore, sanno parlare alle nuove generazioni.

An Education - Edizione italiana
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Hornby, Nick

An Education - Edizione italiana

Guanda, 24/04/2014

Abstract: "Nessuno è brillante e coinvolgente come Nick Hornby nel ritrarre i sentimenti e i problemi di ognuno." Bookseller"Lo scrittore migliore della sua generazione." The Sunday Times"Hornby è uno scrittore che sa essere al tempo stesso brillante, arguto ed emotivamente generoso." The New York Times"Il miracolo di Hornby sta nel descrivere un 'mondo piccolo' con il distacco dell'ironia vera e con compassione profonda." Michele Serra"I libri di Nick Hornby ci guardano dritti negli occhi e ci dicono la verità su vite che, a essere sinceri, non sono molto diverse dalle nostre... Hornby scommette tutto sull'autenticità." The Observer ReviewTwickenham, Londra, 1961. Jenny, sedici anni, un violoncello più grande di lei e una borsa piena dei libri che la porteranno dritta a Oxford, sta aspettando alla fermata dell'autobus. Piove a dirotto ed è già fradicia quando una Bristol rosso fiammante le si accosta. L'uomo a bordo, David, trentacinque anni passati fra concerti e gallerie d'arte, attacca discorso con una scusa. Comincia così il racconto dell'educazione sentimentale di un'adolescente che si trova a dover scegliere troppo presto fra il piacere e il dovere, fra un mondo fatto di studio e regole imposte dai genitori, e uno opposto in cui lei, sigaretta in bocca e coppa di champagne in mano, arriverà addirittura a Parigi, la città dei suoi sogni. Ma l'affascinante David ha qualcosa da nascondere... Una storia divertente e insieme profonda che racconta la perdita dell'innocenza e il salto nel buio verso l'età adulta non solo di Jenny, ma di tutto un Paese, l'Inghilterra, appena uscito dal perbenismo degli anni Cinquanta e già alle prese con un vero e proprio capovolgimento dei valori e dei costumi tradizionali. Nick Hornby, grande appassionato di cinema e autore di libri da cui sono stati tratti film di successo (Alta fedeltà, Un ragazzo e Non buttiamoci giù), si cimenta direttamente con una sceneggiatura. Il film, diretto da Lone Scherfig (Italiano per principianti), è interpretato, fra gli altri, da una straordinaria Carey Mulligan, giovane attrice inglese che incarna perfettamente il cambiamento di Jenny, da anonima studentessa a donna elegante, novella Audrey Hepburn."Spassoso, vero e profondo." Roddy Doyle"Nick Hornby, che si è conquistato il titolo di portavoce di una generazione, sa scrivere in modo sincero e deliziosamente autoironico tanto da rendere impossibile non riconoscersi almeno in parte nei suoi personaggi." Livia Manera"Una voce davvero autentica." The Guardian"Hornby mi piace perché è uno di quegli scrittori vicini alla gente normale. Sembra sempre che parli a te. È uno che ha la capacità di sparare nel mucchio e insieme di colpire bersagli precisi, dunque di passarti emozioni precise... La sua bravura è che è uno scrittore profondo e ironico..." Giuseppe Cederna, la Repubblica

Il Prévert di Prévert
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Prévert, Jacques

Il Prévert di Prévert

Guanda, 24/04/2014

Abstract: Qual è stato il criterio che ha guidato Prévert nello scegliere le poesie raccolte in questa antologia? Nessuno in particolare, si direbbe, se si eccettua il gusto personale dell'autore. Pensandoci bene però, c'è qualcosa che lega i tre libri da cui sono tratti i versi qui riuniti. I tre titoli scelti da Prévert − Parole, Spettacolo e La pioggia e il bel tempo − possono essere visti come un invito dell'autore a non turarsi le orecchie alle parole, a non chiudere gli occhi allo spettacolo del mondo, a non tenere a freno la lingua, ma a parlare, all'occorrenza gridare. Tali sono sempre stati, nell'orizzonte morale di Prévert, gli imperativi che hanno dominato la sua poetica e che si riducono poi a uno soltanto, perentorio: essere "uomo" nel senso pieno del termine e opporsi a tutto ciò che vorrebbe negare o avvilire l'umano.

Monsieur Ladoucette e il Club dei cuori solitari
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Stuart, Julia

Monsieur Ladoucette e il Club dei cuori solitari

Corbaccio, 24/04/2014

Abstract: COSA SUCCEDE IN UN RISSOSO PAESINO FRANCESE SE IL BARBIERE APRE UN'AGENZIA MATRIMONIALE? Un vento ostinato soffia su Amour-sur-Belle, un paesino incastonato nella splendida campagna del Périgord, un paesino così scialbo che persino gli inglesi rifiutano di andarci a vivere. Qui, il barbiere del villaggio, Guillaume Ladoucette, è costretto a chiudere bottega perché una significativa percentuale dei suoi clienti con l'avanzare dell'età è diventata calva, mentre il resto cerca disperatamente di mantenersi giovane sperimentando nuovi tagli dalla concorrenza. Così Guillaume decide di avviare una nuova attività: un'agenzia per cuori solitari. Eh sì, perché ad Amour-sur-Belle, nonostante il nome (di cui i trentatré abitanti residui ignorano l'origine) l'amore latita, mentre il tasso di litigiosità è pericolosamente alto: alcuni ostentatamente ignorano Denise Vegier perché sua nonna era stata collaborazionista; il proprietario del caffè si rifiuta di servire Madame Fournier, sospettata di aver avvelenato qualcuno con i funghi. E Madame Ladoucette e Madame Moreau si scambiano insulti da così tanto tempo che ormai sono diventati un'originale forma di saluto In fondo quasi nessuno si innamora a prima vista, sostiene Guillaume Ladoucette, l'amore è come un buon cassoulet, ha bisogno di tempo e determinazione. Peccato che lo stesso Guillaume non sia ancora riuscito a dichiarare il suo amore a quella che lui lo sa è la sua anima gemella.

I fantasmi della psicologia
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Kagan, Jerome

I fantasmi della psicologia

Bollati Boringhieri, 24/04/2014

Abstract: "Fuori contesto". Si chiama così la terra di nessuno delle astrazioni indimostrate in cui vagolano da tempo i fantasmi della psicologia, ossia della disciplina che più di altre dovrebbe invece indagare gli esseri umani nella loro viva, singolare concretezza. A cacciare i fantasmi con intrepido fervore è proprio uno psicologo, tra i maggiori al mondo. Pochi come Jerome Kagan conoscono dall'interno le dinamiche dei progetti di ricerca e sono in grado di additare autorevolmente i preconcetti che ne viziano i risultati. Una miriade di studi empirici iperfinanziati e manuali diagnostici a diffusione universale condividono un identico cono d'ombra, perché si ostinano a ignorare la significatività – per gli stati mentali – dell'appartenenza culturale, della collocazione sociale e delle storie di vita degli individui. Esaminare le emozioni, i sentimenti e i comportamenti fidando soltanto nelle dichiarazioni verbali dei soggetti intervistati, misurare le relative attività cerebrali senza tener conto dei setting specifici, o invocare un'origine monocausale, perlopiù genetica, per le patologie psichiatriche sono procedure avventate, che finiscono con l'oscurare evidenze incontrovertibili e alterare i dati. Il benessere soggettivo descritto da una donna povera del Nicaragua non potrà essere calcolato sull'indice di felicità di un avvocato parigino; gli americani depressi di origine cinese non risponderanno a un questionario sulla depressione, ritenuta stigmatizzante, allo stesso modo delle madri norvegesi; un ragazzo ansioso di San Francisco parlerà della sua condizione secondo parametri inassimilabili a quelli di un monaco buddhista sessantenne, che forse non dispone neppure della parola "ansia" in tibetano. Ecco, ammonisce Kagan, bisogna ridare corpo a tutto ciò che, decontestualizzato, si è ridotto a ectoplasma. Una psicologia riformata dovrebbe aggiornare il motto delfico: "Conosci te stesso in ogni contesto".

Cacciatori di tesori
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Patterson, James - Grabenstein, Chris

Cacciatori di tesori

Salani Editore, 28/04/2014

Abstract: I fratelli Kidd (Tommy, 17 anni, Storm, 14, e i due gemelli Bickford e Rebecca di 12) sono cresciuti immergendosi tra i relitti di navi e le caverne subacquee dell'intero pianeta, aiutando i loro famosi genitori a recuperare dal fondo dell'oceano ogni genere di tesori dalle spade vichinghe ai dobloni d'oro dei conquistadores spagnoli. Ma quando mamma e papà spariscono durante l'ennesima avventura, i ragazzi sono improvvisamente catapultati nella più importante caccia al tesoro della loro vita. Dovranno aiutarsi l'un l'altro per sconfiggere un gruppo di brutali pirati ed eludere l'inseguimento di un perfido cacciatore di tesori rivale, il tutto cercando di decifrare le tracce misteriose che nascondono ciò che davvero è successo ai loro genitori.

Quattro sberle benedette
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Vitali, Andrea

Quattro sberle benedette

Garzanti, 28/04/2014

Abstract: "Di capitolo in capitolo, Andrea Vitali ha architettato una commedia umana miracolosa: perché lettori e critici si sono trovati (si trovano) d'accordo nell'applaudirla."La Stampa - Bruno Quaranta"Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.""Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo."Antonio D'Orrico, "La lettura – Corriere della Sera""Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie."Bruno Quaranta, "Tuttolibri""La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca."Fulvio Panzeri, "Avvenire"In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l'enigma, perché uno predice una cosa e l'altro l'esatto contrario. Se le darebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l'appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare. E forse c'è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, il malmostoso coadiutore del parroco arrivato in paese l'anno prima e che sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell'acqua ristretta e insipida del lago. E poi ci sono sberle più metaforiche, ma non meno sonore, che arrivano in caserma nero su bianco. Sono quelle che qualcuno ha deciso di mettere in rima e spedire in forma anonima ai carabinieri, forse per spingerli a indagare sul fatto che a frequentare ragazze di facili costumi, in quel di Lecco, è persona che a rigore non dovrebbe. D'accordo, ma quale sarebbe il reato? E chi è l'autore di quelle rime che sembrano non avere un senso? Ma, soprattutto, di preciso, con chi ce l'ha? Ficcando il naso tra le beghe e i segreti della sua Bellano immaginaria e realissima al tempo stesso, in Quattro sberle benedette Andrea Vitali apparecchia un altro appetitoso banchetto letterario, confermandosi autore prolifico di storie e di invenzioni come pochi altri, per la gioia e il godimento del lettore.

Toyota way. I 14 principi per la rinascita del sistema industriale italiano. Con 14 casi di studio italiani
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Liker, Jeffrey K. - Attolico, Luciano

Toyota way. I 14 principi per la rinascita del sistema industriale italiano. Con 14 casi di studio italiani

Hoepli, 28/04/2014

Abstract: TOYOTA WAY, IL MODELLO DI MANAGEMENT CHE PUÒ RILANCIARE IL SISTEMA INDUSTRIALE ITALIANOFar crescere un'azienda non vuol dire farla andare più veloce di altre, per poi fermarsi ad ogni turbolenza dei mercati e, nel nostro caso, di fronte alle debolezze del sistema Paese.L'Italia e le sue imprese sono state spesso delle "lepri", innovative e di successo in alcuni casi, ma spesso addormentate, sfiduciate e stanche; e raramente delle "tartarughe", il cui cammino costante è la metafora di come si potrebbe riuscire a costruire una crescita regolare e durevole.In un'epoca segnata dal cinismo sull'etica delle grandi aziende capitalistiche e del loro ruolo nella società, il Toyota Way offre un modello alternativo, capace di realizzare sistemi industriali costituiti di persone, prodotti e processi votati a generare valore per il cliente, la società e l'economia.Questa nuova edizione, per la prima volta aggiornata nei contenuti e arricchita di numerosi casi di studio italiani, rivela i principi di gestione che stanno dietro la reputazione di Toyota che, a partire dal 1945, ha costruito e sviluppato il suo modello di produzione (il Toyota Production System), ovvero il cosiddetto Lean Thinking, l'approccio alla basedei successi ininterrotti dell'azienda nipponica e di molte altre aziende che hanno raggiunto l'eccellenza nei loro settori.

Gestire lo stress for dummies
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Elkin, Allen

Gestire lo stress for dummies

Hoepli, 28/04/2014

Abstract: Stanchi dello stress? Per cambiare vita, basta poco!Ecco una guida affidabile per imparare ad affrontare lo stress nel fisico e nella mente.Che si abbia problemi di cuore, al lavoro, in famiglia o di qualunque altro genere, Gestire lo stress For Dummies aiuterà a identificare i fattori scatenanti dello stress e ad affrontarli nel migliore dei modi.

L'uomo che guardava passare i treni
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Simenon, Georges

L'uomo che guardava passare i treni

Adelphi, 30/04/2014

Abstract: La sera di un giorno qualsiasi, Kees Popinga si appresta a fumare un sigaro. Anche la sua vita è qualsiasi, e questo lo rallegra. Impiegato di una solida ditta olandese, è abituato a spartire le sue ore con perfetta regolarità. I suoi sentimenti non usano deviare, se non impercettibilmente, come per esempio per "quella certa emozione furtiva, quasi vergognosa, che lo turbava vedendo passare un treno, un treno della notte soprattutto, dalle tendine calate sul mistero dei viaggiatori". Quella sera, poche ore dopo, Popinga fu costretto ad accorgersi che la sua vita si disfaceva come un castello di carte. Ora gli accennava dall'oscurità una nuova esistenza, dove avrebbe avuto a che fare con figure per lui estranee: il sangue, le donne, l'imbroglio, il caso, la fuga, la paura, l'esaltazione, il falso, la polizia.Kees Popinga è uno di quegli uomini cosiddetti normali che Simenon predilige e che sa raccontare come nessun altro. La sua normalità, come ogni normalità, è illusoria: un meccanismo che, appena s'inceppa, diventa capace di tutto. Ma non tutti, a quel punto, sono capaci di tutto. Kees Popinga sì. Come era stato, un tempo, il più normale fra i normali, ora si sfrena e, preso da un'euforia sinistra, rovescia uno per uno tutti i capisaldi della sua realtà. La sua fuga è una sfida, e la sfida attira un'incalzante persecuzione, che ci trascina fino all'ultimo nella lettura. Personaggio paradigmatico dell'universo simenoniano, Popinga si insinua nella mente del lettore con una stupefacente familiarità. È come una carta da parati che abbiamo visto per anni e improvvisamente si metta a parlare. Dal momento in cui, un giorno, Popinga esce di casa e, chiudendo la porta, esce anche da se stesso, incontriamo di tutto e non riusciamo a evitare di vederlo con i suoi occhi. Il delitto, il terrore, la fantasticheria, la solitudine, la lucidità, la puntigliosità: sono nuovi pezzi su una vecchia scacchiera, e con il loro aiuto Popinga tenta disperatamente di eludere lo scacco matto. Alla fine, la sua vita, di cui ormai sappiamo tutto, sarà passata davanti ai nostri occhi, e ai suoi, come uno di quei misteriosi treni che amava guardare nella notte. "L'uomo che guardava passare i treni" fu pubblicato per la prima volta nel 1938.

Le finestre di fronte
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Simenon, Georges

Le finestre di fronte

Adelphi, 30/04/2014

Abstract: Siamo a Batum, sul Mar Nero, nei primi anni di Stalin. Adil bey è il nuovo console turco. Comincia a guardarsi intorno. Entra nel suo ufficio, "sporco di quella sporcizia lugubre che si ritrova nelle caserme e in certi uffici pubblici". Dà un'occhiata fuori e vede due persone affacciate alla finestra di fronte. "Prendevano il fresco, nell'oscurità, in silenzio". Più tardi vedrà il punto rosso di una sigaretta nel buio di quella finestra. Adil bey avverte subito un invincibile disagio, in quella città desolante, dove tutto lo respinge, dove ogni significato è dubbio e sfuggente. E si sente preso in una rete: sguardi, mezze parole, contrattempi, scene intraviste. Capisce di essere un insetto condannato a contemplare la ragnatela che lo imprigiona. Continua a guardare le finestre di fronte, con maggiore curiosità di quella che mostrano gli altri a osservare lui. Spia le spie, e intanto anche il suo corpo sembra intaccato, una cupa rabbia si unisce alla paura. E l'angoscia si espande, nulla può arrestarla. Su questa scena si consuma una storia di amore, inganno e morte. Pubblicato nel 1933, quando la natura della Russia di Stalin era ancora ignota all'esterno, e nessuno poteva raccontarla dall'interno, questo romanzo è una prova sconcertante della precisione visionaria di Simenon. Nel ritmo torpido e maligno della vita a Batum troviamo tutti i tratti dell'ossessione poliziesca che fa da sfondo al nostro tempo. Nulla di essenziale c'è da aggiungere a questa immagine, che ha una sonnambolica sicurezza. Non vi è qui alcuna preoccupazione ideologica: sola all'opera è la capacità primordiale di cogliere un'aria, un'aura, un'essenza nascosta. Così, forse senza accorgersene, Simenon ha scritto il romanzo russo di quegli anni che altri non hanno potuto scrivere.

Turista da banane
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Simenon, Georges

Turista da banane

Adelphi, 30/04/2014

Abstract: Oscar Donadieu, giovanotto sensibile e introverso, ultimo erede di un potente clan di armatori della Rochelle, sbarca a Tahiti sognando "di immergersi nella natura, di vivere a tu per tu con lei e con lei sola, rinunciando agli agi della civiltà". Eppure, già nel corso della traversata, qualcuno lo ha messo in guardia: "Forse farebbe meglio a non scendere dalla nave e a tornarsene dritto in Francia". Eviterebbe così di diventare uno di quelli che i locali definiscono sprezzantemente "turisti da banane", relitti della vita tropicale vaganti fra sbronze tristi, ragazze facili, squallide notti e sordidi intrallazzi. Con fierezza, Donadieu pensa che queste cose possono succedere ad altri, non a lui. Ma la realtà è vischiosa, e il destino ignora la geografia. E a dispetto dello scenario di palme e luce abbagliante, la cupa sorte della famiglia Donadieu non tarderà a compiersi, in questo romanzo dell'evasione impossibile. Compiuto a Porquerolles nel 1936 dopo un viaggio intorno al mondo durato cinque mesi, "Turista da banane" fu pubblicato nel 1938.

Lettera a mia madre
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Simenon, Georges

Lettera a mia madre

Adelphi, 30/04/2014

Abstract: Dopo anni di assenza, Georges Simenon torna a Liegi per assistere agli ultimi giorni della madre novantenne. Nella stanza dell'ospedale due occhi di un grigio slavato lo fissano: "Perché sei venuto, Georges?". E qui comincia un ultimo duello, silenzioso e immobile, fra madre e figlio. Per quasi cinquant'anni si sono visti poco. Ma un filo resistentissimo lega quella donna minuta, che ha vissuto sempre dello "stretto necessario" nel suo angolo del Belgio, e quello scrittore celebre in ogni parte del mondo, ricchissimo, il caso più stupefacente di fecondità nell'invenzione romanzesca. I loro rapporti non sono mai stati facili, nessuno dei due è abituato all'espansività dei sentimenti. "Ed ecco che ora, dopo tanti anni, vecchi tutti e due, ci ritroviamo faccia a faccia in quest'ospedale, con questi personaggi di cera intorno a noi". Eppure, solo ora Simenon ha l'impressione di capire sua madre, e insieme di non sapere quasi nulla di lei. C'è un fondo comune in questi due esseri: la madre, testardamente, ha "sempre voluto appartenere al mondo della piccola gente"; il figlio si è nutrito di quel mondo in ogni nervo per evocare, con sonnambolica sicurezza, centinaia di personaggi. E solo ora, nella scansione perfetta di questa "Lettera", si avvicina alla verità di un personaggio di tale forza che gli ha resistito sino alla morte.

12 anni schiavo
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Northup, Solomon - Paladino, Lorena - Maugeri, Giuseppe

12 anni schiavo

Garzanti Classici, 08/05/2014

Abstract: LA SCONVOLGENTE STORIA VERA CHE HA ISPIRATO IL FILM DI STEVE MCQUEEN VINCITORE DI 3 PREMI OSCAR E UN GOLDEN GLOBE NEL 2014. 12 anni schiavo è lo sconvolgente racconto – scritto in prima persona dall'autore e pubblicato nel 1853 – della vita di Solomon Northup, un uomo di colore nato libero, venduto e costretto in schiavitù per dodici interminabili anni. Nato nello stato di New York nel 1808, Solomon è un giovane di condizione libera, proprietario di un piccolo appezzamento di terreno e appassionato musicista. Nel 1841 viene avvicinato da due uomini che gli propongono un ingaggio come violinista. È l'inizio di un incubo: rapito, drogato, Solomon viene costretto a cambiare nome, a dimenticare il proprio passato, a diventare un'altra persona, uno schiavo, senza nessuna speranza di rivedere la propria famiglia. Deportato in Louisiana, viene venduto a un coltivatore di cotone e nei successivi dodici anni sperimenta l'abiezione dello sfruttamento e della schiavitù. Contro tutto e tutti, deciso a riguadagnare la propria libertà, Solomon, riesce a rimettersi in contatto con la propria famiglia. Comincia la dura e appassionata battaglia legale che nel 1853 gli restituirà la libertà. Documento di straordinario valore umano e storico, scritto di getto subito dopo la liberazione, 12 anni schiavo conserva ancor oggi la forza di un'orgogliosa rivendicazione della dignità e dell'uguaglianza di tutti gli uomini.

Pantera
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Benni, Stefano - Ralli, Luca

Pantera

Feltrinelli Editore, 30/04/2014

Abstract: L'Accademia dei Tre Principi è una sala da biliardo. È un sotterraneo, un antro favoloso, dove incrociano le stecche giocatori leggendari come il Puzzone, Garibaldi, Tremal-Naik, Willy, John, Valdo, il Professore e Tamarindo. Svuotano portacenere e tengono il conto delle battaglie. In quel mondo di soli maschi un giorno fa il suo ingresso Pantera, "snella, flessuosa, pallida", e la leggenda varca i confini. Quando i migliori cadono, come in un poema cavalleresco i campioni cominciano ad arrivare da lontano.Uscita dal suo racconto, Pantera porge il testimone ad Aixi, una ragazzina innamorata del suo mare, protagonista di una nuova sfida, tutta inondata di luce e di mistero.

Correre è una filosofia
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De Pascale, Gaia

Correre è una filosofia

Ponte alle Grazie, 30/04/2014

Abstract: "Correre rende felici". Si potrebbe riassumere così l'affascinante percorso che Gaia De Pascale traccia in queste pagine: unica fra tutte le discipline sportive, la corsa è una filosofia di vita, e insieme metafora stessa del vivere. Chi corre lo fa per spezzare ogni condizionamento o limite: si oppone al destino, esprime la propria nostalgia per l'infanzia perduta o per un ideale di purezza e autenticità a cui tendere, sfoga emozioni e tensioni sopite da troppo tempo, supera le barriere che la vita gli ha imposto. In una parola, correre è sinonimo di libertà, oltre i vincoli sociali, culturali, oltre le sbarre di qualsiasi prigione, mentale o reale, fisica o emotiva. Ecco quindi una ricchissima carrellata di figure, ognuna emblema di tale pulsione, dal mito greco ai conflitti sociali del Novecento, dalla savana africana ad Alice nel Paese delle Meraviglie, dagli scatti brucianti dei velocisti alle imprese titaniche degli ultrarunner, fra cui spicca il leggendario Marco Olmo. Le storie raccolte in questo libro sono tante e diversissime fra loro, lontane nello spazio e nel tempo della storia, ma non è difficile riconoscerne un centro comune. Quando si tratta di correre, agonismo e competizione non contano più di tanto: l'obiettivo non è sconfiggere l'avversario o inanellare l'ennesimo record, ma arrivare in fondo, raggiungere il traguardo, vincere la sfida che prima di tutto affrontiamo con noi stessi, le paure, le prove durissime di cui il destino ha costellato la nostra strada. Correre è persino una forma di follia, ma di "follia sana, una follia che è salvezza". E la proverbiale "solitudine del maratoneta" non è mai una cella, ma la libertà più pura, la vittoria più profonda, la capacità di arrivare al fondo di noi stessi, di pensare l'impensabile. Quando si corre ci si dimentica della fatica, del dolore, del respiro che sembra mancare a ogni passo. Ci si dimentica perfino di correre: "Forse il segreto è tutto qui. Correre come si sogna".

Senza tregua. Le relazioni Blackstone
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Miller, Raine

Senza tregua. Le relazioni Blackstone

Corbaccio, 30/04/2014

Abstract: IL SECONDO CAPITOLO DELLA SERIE HOT: "LE RELAZIONI BLACKSTONE". CONTINUANO GLI INTRIGHI... Ethan Blackstone ha un problema: ha tradito la fiducia di Brynne e lei l'ha lasciato. Ma lui non può più vivere senza di lei... La passione che li univa era esplosiva anche ma i segreti che ognuno di loro nascondeva avrebbero potuto distruggere la loro unione per sempre. E ora che la vita Brynne è minacciata, Ethan deve far ricorso a tutta la sua forza e alla sua abilità per proteggerla dal pericolo che gliela può strappare per sempre. Riuscirà Ethan a liberare Brynne da un passato che la tiene prigioniera? Riuscirà a sentire ancora il tepore del suo tocco, la solidità della sua fiducia in lui? Ethan farà di tutto per proteggerla. Rischierà il tutto per tutto.La storia di un uomo e una donna con un amore così grande che cancella tutte le cicatrici del passato per poter iniziare finalmente una vita di pura estasi insieme.