Trovati 858437 documenti.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: Sant'Agostino – nato a Tagaste nel 354 e morto a Ippona, di cui fu vescovo per trentacinque anni, nel 430 – è stato tra i massimi pensatori di sempre. Al centro della sua vita ci fu la conversione del 386, di cui parla nelle Confessioni: nelle pagine di questo capolavoro, come in molti altri suoi scritti, ancora oggi percepiamo un carisma che non sembra essersi appannato attraverso i secoli.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: Giordano Bruno, al secolo Filippo Bruno (Nola, 1548-Roma, 1600), monaco domenicano, ha composto opere sia in lingua latina sia in volgare. Il suo contributo intellettuale, inquadrabile nel Naturalismo sviluppatosi durante il Rinascimento, ma ricco di riferimenti a tradizioni filosofiche anche molto distanti tra loro, oltre ad anticipare alcune idee della cosmologia moderna favorì la Rivoluzione scientifica.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: "Guerre sante" contro gli "infedeli", come la tradizione ha riportato per secoli, oggi le crociate sono viste dagli storici secondo letture su piani diversi: al di là del significato religioso-militare per la riconquista della "Gerusalemme terrestre", hanno rappresentato un pellegrinaggio armato durato due secoli, una migrazione/colonizzazione di massa degli europei nel Vicino Oriente, da Costantinopoli alla Siria, un tentativo per sancire la supremazia del Papato su re e imperatori occidentali e per stabilire il primato della Chiesa di Roma su quella bizantina, un modo di "esportare" in terre lontane la violenza feudale che infiammava l'Europa per pacificare quest'ultima. Si conclusero con la sconfitta militare dei cristiani, che peraltro andavano ormai guadagnando la supremazia economica nel Mediterraneo.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: Epicuro (Samo, 341 a.C.-Atene, 270 a.C.) è, tra i filosofi dell'antichità, uno dei più citati e allo stesso tempo meno conosciuti. Questo perché, mentre la scuola da lui fondata prosperava, molti dei suoi scritti andavano dispersi. È dunque fondamentale tornare oggi alla lezione originaria del maestro, accostandone direttamente le pagine più importanti.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: Intorno all'anno Mille, o meglio dai due secoli precedenti ai due seguenti, l'Europa visse un periodo di grandi trasformazioni, non solo economiche e produttive, ma anche strutturali, sociali e culturali. Lo sviluppo delle città, la rivoluzione agricola, la nascita di nuove classi come quelle degli artigiani e dei mercanti, il conseguente impulso all'alfabetizzazione, rimescolarono la società; avviarono la formazione di una mentalità moderna, secondo cui l'uomo è artefice del proprio destino. Ripresero gli scambi commerciali e culturali con l'Oriente. Parallelamente, si assisteva alla costituzione delle monarchie feudali e dei sistemi statali. Parte dell'Europa si andava articolando in tre aree linguistico-culturali e territoriali, francese, inglese e germanica (e più lentamente spagnola), nucleo delle future potenze che sarebbero divenute protagoniste della storia di molti secoli a venire.
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Pelago, 04/12/2021
Abstract: Per quasi tre secoli, dal 1529 al 1791, due dinastie e due imperi assai differenti si fronteggiarono contendendosi i territori dell'Europa Orientale in un susseguirsi di campagne militari e battaglie, ricordate come le Guerre austro-turche. La monarchia degli Asburgo, snodo fra Oriente e Occidente, fra Germania, Mediterraneo e Balcani, che grazie a una lungimirante politica di matrimoni e alleanze aveva esteso i domini storici della Casa d'Austria alla Boemia e all'Ungheria, dovette affrontare le ambizioni espansionistiche del sultano Solimano il Magnifico. In uno scenario dove le guerre di religione creavano instabilità ma anche opportunità, gli ottomani fecero leva sulle rivalità politiche e religiose europee per dar vita ad alleanze antiasburgiche. Iniziata con la presa di Belgrado, l'avanzata turca occupò la penisola balcanica raggiungendo le porte di quella stessa Vienna che sarebbe divenuta, nel 1683, il luogo della maggiore disfatta della storia ottomana e l'inizio del progressivo declino del suo impero.
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Guerra di successione spagnola
Pelago, 04/12/2021
Abstract: Il Settecento si aprì con la prima di tre grandi guerre di successione, provocata dalla crisi dinastica seguita alla morte del re spagnolo Carlo II d'Asburgo. La possibilità che i troni di Spagna e Francia confluissero nell'unica persona di Filippo di Borbone, nipote di Re Sole, provocò la reazione d'Inghilterra, Olanda e Stati tedeschi che si schierarono con gli Asburgo d'Austria. Dopo dodici anni di guerra, il precario equilibrio raggiunto con le paci di Utrecht (1713) e di Rastadt (1714) limitò le pretese francesi e spagnole conferendo all'Austria i Paesi Bassi meridionali e i territori spagnoli d'Italia (spartiti con i Savoia). Effettiva vincitrice fu l'Inghilterra, che ottenne le colonie nordamericane dalla Francia e il diritto d'accesso commerciale a quelle sudamericane della Spagna. Le guerre di successione inaugurarono l'era delle battaglie "di manovra", rivolte soprattutto a mostrare la superiorità di uno Stato da far pesare nelle trattative diplomatiche cui era demandata la vera risoluzione dei conflitti.
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Pelago, 04/12/2021
Abstract: La pace di Vestfalia del 1648 pose termine a due guerre che funestarono l'Europa nel XVII secolo: la Guerra dei Trent'anni tra l'imperatore e gli Stati del Sacro Romano Impero, cui presero parte altri sedici Paesi europei, e quella degli Ottantant'anni tra le Province Unite e la Spagna. Sebbene gli aspetti confessionali, cattolico e protestante, avessero avuto un ruolo importante nei conflitti, prevalse la lotta tra i singoli Stati per l'affermazione dell'egemonia politica ed economica. Con grande mutevolezza di alleanze e sacrificio di soldati e civili, le guerre tedesche seguite da violenze, fame, malattie ebbero come risultato quasi il dimezzamento della popolazione. Ma nel campo delle relazioni internazionali, furono gettate le basi per l'equilibrio di parte consistente dell'Europa e dell'assetto dei moderni Stati europei. Gli articoli del trattato che riguardavano la Germania divennero fonte di diritto pubblico e il potenziale distruttivo del dissenso religioso fu espunto dalla storia del Paese.
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Pelago, 04/12/2021
Abstract: Contrariamente alle violente vicende che a fine Settecento abbatterono l'assolutismo in Francia, le esigenze che portarono alla Guerra Civile inglese non intendevano porre le basi di un nuovo ordine statuale, né miravano a rovesciare la monarchia, quanto introdurre condizioni che regolassero i rapporti tra questa e il Parlamento, luogo della rappresentanza dei cittadini. Dopo le sanguinose vicende culminate nella decapitazione di Carlo I nel 1649 e la proclamazione della Repubblica di Oliver Cromwell, seguì la Restaurazione e il ritorno degli Stuart con Carlo II. Da allora l'Inghilterra sarebbe rimasta un Paese monarchico. La battaglia per divenire un moderno Stato liberale passò, nel 1689, per quella rivoluzione incruenta che, guidata da Guglielmo d'Orange, segnò l'inizio della fine per la dinastia degli Stuart e concluse il transito dall'assolutismo dei re, fondato sul diritto divino, al primato del Parlamento. E fu sancito dal Bill of Rights: patto tra la nazione, e le sue vecchie e nuove classi sociali nel Parlamento rappresentate, e la monarchia.
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Pelago, 04/12/2021
Abstract: Il trattato di Aquisgrana del 1748, che concluse la Guerra di Successione austriaca rafforzando l'emergente Stato prussiano, con l'acquisizione della Slesia sottratta agli Asburgo, pose alcune delle premesse per un conflitto che questa volta non fu su questioni dinastiche. La Guerra dei Sette anni fu, infatti, la prima manifestazione di quel "grande gioco" politico-economico, in cui l'Inghilterra avrebbe presto primeggiato, per la supremazia commerciale nei territori coloniali. Il detonatore fu il controllo delle colonie nordamericane, dove la Francia si andava espandendo. Due coalizioni, ben diverse da quelle precedenti, si scontrarono tra il 1756 e il 1763 in tre continenti: Europa, America e Asia. Da un lato, Austria, Francia, Russia, Polonia e Svezia e, dall'altro, Inghilterra e Prussia. Gli esiti furono nefasti per quasi tutti, soprattutto sui campi di battaglia. Alla Prussia non rimase che la Slesia. Vera vincitrice fu l'Inghilterra, che estese il suo dominio su gran parte del Nord America, a Occidente, e sull'India, a Oriente.
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Guerra d'indipendenza americana
Pelago, 04/12/2021
Abstract: La Guerra d'Indipendenza americana ebbe origine in forma di "guerra civile", reinterpretando le forme di ribellione con cui nei secoli il Parlamento inglese si era contrapposto ai monarchi e alle ingiuste tassazioni a fini bellici. Alle colonie nordamericane, il finanziamento fu richiesto sotto forma di leggi giudicate "intollerabili", e portò alla convocazione del Primo Congresso Continentale e alla Dichiarazione d'Indipendenza di tredici Stati nel 1776. La risposta armata dei coloni fu affiancata dall'intervento francese, in seguito anche spagnolo, e la Rivoluzione si trasformò in vera e propria guerra. Combattuta su fronti distribuiti su tutto il territorio, in regioni aspre che gli inverni rigidissimi rendevano impraticabili, fu condita da massacri e devastazioni. Nonostante la superiorità militare, il supporto dei lealisti americani, di truppe tedesche e di numerose popolazioni indiane, l'esercito inglese già dal 1777, con la disfatta di Saratoga, si avviò verso la sconfitta, sancita nel 1883 con i trattati di Parigi e Versailles.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: In poco più di 150 anni, tra il V e il IV secolo a.C., l'età classica della Grecia gettò le basi della civiltà occidentale: la nascita della democrazia rivoluzionò i rapporti tra i cittadini e il potere, creando il concetto di partecipazione alla vita pubblica; la letteratura, la drammaturgia, l'arte, stabilirono i canoni artistici ed espressivi del mondo della cultura e il ruolo degli intellettuali all'interno della società civile; nacque la filosofia, che per la prima volta nella storia insegnava a indagare le profondità dell'animo umano. Il centro di irradiazione di questa civiltà era l'Atene di Pericle, l'aristocratico che volle dare agli strati più bassi della cittadinanza ateniese maggiore giustizia sociale e la cui politica estera contribuì allo scoppio della Guerra del Peloponneso, il conflitto che avrebbe segnato il declino di Atene e della Grecia intera.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: La "lotta per le investiture" rappresentò, formalmente, la lunga disputa tra Papato e Impero sul potere di nomina dei vescovi e sulla raccolta delle tasse e dei contributi ecclesiastici. Ma, implicitamente, riguardava la supremazia dell'uno o dell'altro sulla comunità dei cristiani, vale a dire chi, fra il sacerdotium e l' imperium, comandasse sull'altro. Si sviluppò tra la seconda metà dell'XI secolo e l'inizio del XII con vicende tempestose e convulse: imperatori che nominavano e deponevano papi, pontefici che umiliavano e scomunicavano imperatori. Il Concordato di Worms del 1122 pose apparentemente fine alla disputa. Ma non servì a placare i contrasti: per oltre due secoli la lotta tra i due poteri sarebbe ripresa accanita come prima. Fino a dare vita al trasferimento del Papato ad Avignone e allo Scisma d'Occidente.
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Federico II e l'Italia svevo-normanna
Pelago, 03/12/2021
Abstract: Nell'immaginario comune, oggi disputato da una parte della critica storiografica, Federico II di Svevia fu un imperatore diverso da tutti: colto, brillante, indocile, volle trasformare il Regno di Sicilia in una monarchia illuminata, fondata sull'uguaglianza di tutti i sudditi e sulla tolleranza religiosa, anche se fortemente accentrata nelle sue mani. Lavorò per fare dell'isola il fulcro di sviluppo e di irradiazione culturale delle civiltà di Occidente e Oriente, e il baricentro geopolitico del Mediterraneo; preferì fronteggiare il mondo islamico con la diplomazia anziché con le armi. Fu in perenne conflitto con i pontefici, da cui intendeva emancipare l'Impero. Il Papato vide in lui una minaccia alla propria esistenza, con la "cancellazione" dei suoi territori e la riunificazione dell'Italia meridionale ai regni del Settentrione. Ma ciò non avvenne e con lui si spense l'ultima possibilità di un dominio che si estendesse dal Mare del Nord alla Sicilia.
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Barbarossa e l'Italia dei Comuni
Pelago, 03/12/2021
Abstract: Federico I Hohenstaufen, noto in Italia come Barbarossa, cercò di ripristinare l'Impero ottoniano non solo con le armi, ma ponendovi un fondamento giuridico che risaliva al Diritto romano codificato da Giustiniano. Il suo lungo conflitto con i Comuni dell'Italia settentrionale si svolse così non solo sul piano militare, con trent'anni di battaglie, assedi e alleanze variabili, ma anche su quello giuridico, cosa che favorì lo sviluppo della scuola di Diritto dell'Università di Bologna, primo ateneo laico della storia. L'epilogo della guerra con i Comuni, sancito dalla Pace di Costanza, concesse a questi ultimi – usciti vincitori nella battaglia di Legnano – autonomia e alcune libertà, ma vide da parte loro il riconoscimento della suprema autorità imperiale. Ebbe così origine un nuovo genere d'Impero, dove il potere centrale controllava, in parte attivamente, una complessa realtà che riconosceva i Comuni come strutture territoriali organizzate.
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Alessandro Magno e gli imperi ellenistici
Pelago, 03/12/2021
Abstract: Dominò la Grecia intera e poi estese le sue conquiste all'Asia, creando in poco più di dieci anni un impero sconfinato che andava dall'Egitto all'India: Alessandro Magno fu il più grande conquistatore e stratega dell'antichità. Nobile d'animo e violento allo stesso tempo, solo la morte, a trentatré anni, gli impedì di completare il sogno di un impero universale. Il suo non fu però un assoggettamento totale dei popoli conquistati: con lui si verificò il primo caso di sincretismo tra la civiltà egemone, occidentale, e quelle sottomesse, orientali, che generò una fusione tra culture differenti, senza che nessuna risultasse dominante. Ebbe così inizio l'età ellenistica (ingiustamente oscurata dagli storici fino a poco tempo fa), che nel corso dei secoli trasformò la civiltà del Mediterraneo in un crogiolo di saperi e religioni frutto dell'assimilazione e rielaborazione dei reciproci influssi di Oriente e Occidente.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: L'espansione dell'islam fu un fenomeno di conversione religiosa, di conquista militare e di intraprendenza commerciale nel Mediterraneo, dove il conflitto ideologico-religioso non fu certamente il primum movens. Nel rapporto di secoli fra Occidente cristiano e Oriente musulmano, accanto alle ostilità militari si svilupparono relazioni diplomatiche, trattati di amicizia, fitti scambi commerciali, numerosi episodi di tolleranza tra vincitori e vinti. E quando si parlò, da entrambe le parti, di "guerra santa" fu per apporre un'etichetta incendiaria a campagne belliche che avevano gli obiettivi di tutte le guerre: conquiste, potere, bottini. Non ultimo, gli scambi culturali tra i due mondi avrebbero inciso profondamente non solo sullo sviluppo del pensiero occidentale, ma anche su quello orientale, anche se ciò è meno noto.
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Pelago, 16/12/2021
Abstract: Edipo è forse uno dei personaggi più conosciuti nella storia della letteratura mondiale. Edipo e l'enigma, Edipo e il destino. La complessità del personaggio di Edipo emerge in tutte le molteplici versioni del mito, che riportano sempre alla centralità della condizione umana e al rapporto col mistero della divinità. L'uomo è libero nelle sue scelte, oppure c'è una forza che lo condiziona inesorabilmente? Dall'Edipo dell'Atene classica e democratica all'Edipo nel quale si realizza la lotta tra Vecchio e Nuovo, tra padri e figli, quest'eroe passa, nel corso dei secoli, dalla tragedia all'arte, per arrivare alla sua consacrazione psicanalitica.
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Pelago, 03/12/2021
Abstract: Che cosa fece sì che un piccolo insediamento sul Tevere si espandesse al punto da diventare potenza egemone del Mediterraneo e poi di tutta l'Europa occidentale, dell'Africa settentrionale e del Vicino Oriente? Gli storici continuano a interrogarsi sui fattori che portarono Roma a diventare la grande potenza che fu. Il periodo che va dalla fine della monarchia dei Sette Re (509 a.C.) alla metà del II secolo a.C. segna non solo la sua grande espansione nel Mediterraneo, ma anche l'apogeo della Repubblica, una forma di governo unica nella sua struttura e nella sua costituzione. La coesione politica interna fu poi favorita dal buon operato di alcuni leader militari, come Scipione l'Africano, il vincitore di Annibale, che seppe prevalere in terra e per mare, in nome di quei valori della Romanitas (l'eroismo, il senso dello Stato, la religiosità etica, il rispetto degli antichi costumi, la lealtà verso il prossimo, la patria e le istituzioni) che garantirono la continuità nel governo e nelle imprese belliche.
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Dioniso. L'esaltazione dello spirito
Pelago, 16/12/2021
Abstract: Dioniso appare come una divinità vicina alla sfera delle emozioni umane, un dio in un certo senso "popolare" e non aristocratico come gli splendidi sovrani dell'Olimpo omerico. Perciò il suo legame con le feste e i rituali di tutta la Grecia era molto forte. Dioniso in questo senso è davvero un dio "terribile e dolcissimo", come lo definisce il pur scettico Euripide nelle Baccanti. Un dio che nella sua complessità e nelle sue contraddizioni rappresenta uno degli aspetti più misteriosi e originali del paganesimo antico.