Trovati 858934 documenti.
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Garzanti, 05/02/2015
Abstract: Quando Ada apre la porta del suo appartamento Roberto è in piedi di fronte a lei. La passione avvampa come una fiamma che brucia l'anima e soffoca gli scrupoli, le esitazioni, le false remore che nascono dal pudore. Poco importa se Roberto è il figlio di Luisa, la governante di casa. Poco importa se è solo un ragazzo, molto più giovane di lei. Ora quell'amore, consumato frettolosamente, poco più che un sospiro in un intervallo di follia, finisce nell'aula di un tribunale, alla luce fredda della giustizia, che interpreta le intransigenti leggi dell'uomo più che le passioni dell'essere umano. Ma ancora prima che un giudizio della collettività sul singolo, il processo si rivela essere un confronto tra due donne, due amiche-nemiche che per trent'anni hanno vissuto esistenze strettamente intrecciate. Ada, rampolla di buona famiglia, infelicemente sposata, moderna Jezabel persa nel rimpianto di un'eterna giovinezza. E Luisa, che della famiglia di Ada è sempre stata la governante e che nella nascita di Roberto ha vissuto il più alto compimento di un'esistenza altrimenti votata alla sopravvivenza. Tutto sembra chiaro, deciso. Ma quando molti occhi si posano sulle pagine più nascoste della vita di Ada e Luisa, il cerchio che impietoso scandisce l'eterno ripresentarsi del giorno e della notte si dipana di fronte ai loro stessi occhi, e rivela come un momento, un singolo scampolo di verità, possa significare tutto. Possa modificare per sempre e in modo incontrovertibile il significato di parole come madre, figlia, moglie. Ancora una volta la scrittura aspra e inafferrabile di Jole Zanetti torna a scandagliare i luoghi più reconditi dell'animo femminile. Si affaccia sul baratro senza certezze di un io tentato dalla vertigine del vuoto, lacerato tra le forme pure del pensiero e le emozioni concrete della vita. Il cerchio è questo, una pulsazione che incessante si muove tra la luce tersa del cielo e il buio della nostra interiorità.
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Guanda, 05/02/2015
Abstract: L'immigrazione, che contribuisce e contribuirà sempre più alla crescita demografica del Vecchio Mondo, pone le nazioni europee e l'Europa stessa di fronte alla questione della propria identità. Siamo individui spontaneamente cosmopoliti che ora, a causa dello shock dell'alterità, scoprono il loro essere. Scoperta preziosa, ma anche pericolosa: dobbiamo combattere a tutti i costi la tentazione etnocentrica di perseguire le differenze e di erigerci a modello ideale, senza per questo soccombere alla tentazione penitenziale di rinnegare noi stessi per espiare le nostre colpe. La buona coscienza ci è preclusa, ma ci sono dei limiti anche alla cattiva coscienza. La nostra eredità, che non fa certo di noi degli esseri superiori, merita di essere preservata, nutrita e trasmessa tanto agli autoctoni quanto ai nuovi arrivati. Resta da capire, in un mondo che sostituisce l'arte di leggere con l'interconnessione permanente e che stigmatizza l'elitarismo culturale in nome dell'uguaglianza, se c'è ancora qualcosa da ereditare e trasmettere. A.F. "L'identità infelice permette di penetrare la 'crisi di convivenza' diventata tragedia nel cuore dell'Europa." La Repubblica
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Guanda, 05/02/2015
Abstract: Due cadaveri ripescati da un canale non parlano. È questo il problema dell'ispettore van den Bovenkamp della polizia di Utrecht. Troppo tempo passato nell'acqua ha reso irriconoscibili i volti delle vittime, cancellato le impronte digitali. Restano solo il frammento di un tatuaggio e una misteriosa medaglietta, oltre a una testimone ben poco affidabile. Che i morti non parlano lo sa bene anche Franz La Fata, uomo d'onore e killer palermitano, irresistibile per le donne ma ben deciso a starne lontano perché "un soldato non s'innamora". Finché, nel luogo più impensato, incontra Gaia, fragile, complicata e bellissima. Un ispettore stanco che presto si troverà di fronte un terzo cadavere e un assassino alle prese con un cuore che non sapeva di avere: vicende lontane, in due Paesi diversi, destinate però a intrecciarsi inestricabilmente. La pista di van den Bovenkamp lo porterà dai due sconosciuti annegati a una splendida ed equivoca bielorussa, Ludmilla Zamiatenko, mentre l'indagine si allarga fino a toccare i traffici della politica siciliana e a minacciare la criminalità organizzata internazionale... Dalla cupa primavera olandese alla bellezza avvelenata di Palermo si dipana un thriller che coinvolge con le sue atmosfere, conquista con le voci e le storie di due personaggi straordinariamente reali, avvince con un intrigo in cui buoni e cattivi si confondono in un mortale gioco di specchi.
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Chiarelettere, 05/02/2015
Abstract: Nella borsa di Roberto Calvi c'è un TESORO. Conteso da tutti. Il Vaticano vuole assolutamente entrare in possesso di quelle carte compromettenti, qui rivelate PER LA PRIMA VOLTA al pubblico insieme alla corrispondenza intercorsa tra alti prelati romani, politici e boss della malavita. Un intreccio sbalorditivo che anticipa molto di quanto accaduto a Roma con l'inchiesta "MAFIA CAPITALE". MARIO ALMERIGHI, il magistrato che ha avviato l'inchiesta sulla ricettazione della borsa di Roberto Calvi, il banchiere morto nel 1982, racconta che cosa ha scoperto e fa vedere le carte finora rimaste nei cassetti. il loro contenuto è sconvolgente, basti leggere la lettera in cui il boss GIULIO LENA, collegato alla banda della Magliana, chiede al segretario di stato AGOSTINO CASAROLI di riavere quel Miliardo e 200 milioni di lire anticipati per l'acquisto dei documenti contenuti nella borsa di Calvi, con cui il banchiere voleva ricattare la Santa sede. Mai si era avuta una prova tanto lampante di come il mondo della MALAVITA incroci quello, apparentemente così lontano, della Chiesa. Calvi è stato stritolato da poteri troppo forti in cui si sovrappongono politica internazionale, riciclo di denaro sporco, speculazioni finanziarie, commerci illeciti. i soldi concessi al vaticano per sostenere Solidarność e la chiesa in varie parti del mondo, in nome della LOTTA AL COMUNISMO, il "banchiere di Dio" non li riavrà mai. E quelli gestiti per conto della mafia tramite lo Ior non potrà più restituirli. Per lui non c'è scampo. Almerighi ci fa capire come sono andate le cose, anche se la verità giudiziaria ancora una volta rimarrà in sospeso. Per l'omicidio Calvi NESSUNO è stato finora condannato.
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Fuochi d'artificio. Il piano segreto di quattro giovanissimi partigiani
Salani Editore, 05/02/2015
Abstract: Una grande avventura partigiana e una straordinaria storia di amore e di amicizia raccontata da uno degli autori italiani più amati dai ragazzi. Alpi piemontesi, negli anni cruciali della Resistenza. Marta ha tredici anni, è magrolina, poco formosa e ha lunghi capelli biondi che la fanno sembrare tedesca. Un giorno suo fratello Davide, poco più grande di lei, le propone di aiutare la Resistenza contro nazisti e fascisti, all'insaputa degli stessi partigiani, che non li accetterebbero alla loro età. Davide ha un piano geniale, ma Marta si sente piccola, ha paura ed è contraria alla guerra. Il fratello però coinvolge anche Marco, un compagno di cui lei è innamorata, e quando conosce i partigiani da vicino Marta ne rimane affascinata. Così si ritroverà dentro un'avventura più grande di lei, che la esporrà a pericoli spaventosi, ma le permetterà di tirare fuori grinta, fantasia e indicibile coraggio, riuscendo infine a sconvolgere la guarnigione nazista della zona. Un romanzo in cui la fantasia si intreccia con la Storia, rispettandola e celebrandola, ma che va oltre, mettendo in relazione le domande dei ragazzi di oggi con le risposte di allora.
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Feltrinelli Editore, 27/01/2017
Abstract: Come si definisce l'eredità nel campo del pensiero e della filosofia? Qual è il lascito ideale di uno dei più importanti filosofi italiani del secolo scorso come Enzo Paci? Il rapporto tra maestro e allievo rivive nel ricordo dell'erede Carlo Sini, per il quale Enzo Paci (1911-1976) è stato uno dei più significativi e originali filosofi italiani della seconda metà del Novecento. Allievo di Antonio Banfi, ha insegnato nelle Università di Pavia e di Milano. Già nei primi anni quaranta si segnalò, con Luigi Pareyson e Nicola Abbagnano, come protagonista dell'esistenzialismo italiano. Seguì la fase del "relazionismo" con la fondazione della rivista "aut aut" nella quale la filosofia dialogava a tutto campo con l'arte, la letteratura, l'architettura, la scienza, l'economia. Fu allora che Paci ripropose la fenomenologia husserliana come filosofia guida del nostro tempo, coniugandola negli anni sessanta con il marxismo umanistico, in collaborazione con Jean-Paul Sartre e Maurice Merleau-Ponty. In questa fase, culminata con la pubblicazione del capolavoro di Paci (Funzione delle scienze e significato dell'uomo, del 1963), si colloca la collaborazione di Carlo Sini, allievo e assistente di Paci alla Statale di Milano e poi suo successore dal 1976. Sini in questo libro ripercorre, sul filo della memoria, il suo rapporto con il maestro e con l'eredità culturale e umana che ne è derivata.
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Fazi Editore, 06/02/2015
Abstract: Ogni libro di Carroll è un micro-universo comico ed emozionante nel quale ci si perde volentieri. Lo stile ipnotico di Carroll gli ha fatto guadagnare l'ammirazione assoluta di autori quali Jonathan Lethem, Pat Conroy, James Ellroy, Neil Gaiman, Stanizlaw Lem e Stephen King che ha scritto di lui "Jonathan Carroll fa paura quanto Hitchcock quando non fa ridere quanto Jim Carrey". Raccontare un romanzo di Jonathan Carroll è impossibile. Le sue trame, meccanismi irresistibili, nascondono una visione profonda e originale della vita e dell'umanità, ideale punto d'incontro tra fantascienza e filosofia. Vincent Ettrich ha poco tempo. È morto ma è stato riportato in vita per salvare suo figlio dalle forze del caos che vogliono evitare che nasca. Sì, perché il figlio di Vincent, ancora solamente un feto, è destinato a essere il salvatore dell'universo. Vi suona strano? Be', questo è solo l'inizio: benvenuti in uno dei più affascinanti e originali romanzi degli ultimi anni, dove Dio è un mosaico, Caos è un tipaccio grasso che va in giro in smoking e la Morte è una lezione di vita da cui apprendere cruciali informazioni su se stessi e sul mondo. E il mondo di Carroll è popolato da personaggi che toccano dritto al cuore: Vincent Ettrich, un simpatico dongiovanni che ha pochi giorni a disposizione per ricordarsi la lezione imparata nell'aldilà e tramandarla al figlio perché venga mantenuto l'ordine nell'universo; Isabelle Neukor, il grande amore di Vincent, che porta in grembo il Predestinato col quale ha imparato a comunicare nei modi più imprevedibili; Coco, il bellissimo angelo che deve guidare Vincent in questa missione ma che finirà suo malgrado per innamorarsi di lui. Tra curiose metafore e rivelazioni illuminanti, Jonathan Carroll alterna momenti di puro divertimento a momenti di agghiacciante terrore.
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Fazi Editore, 06/02/2015
Abstract: "Jonathan Carroll fa paura come Hitchcock quando non fa ridere come Jim Carrey".Stephen King Il mondo dei morti è costruito sui sogni – e sugli incubi – dei vivi. Le piovre guidano gli autobus. Dio è un orso polare. E un'autostrada intasata porta letteralmente dritto all'inferno. Già una volta Vincent Ettrich e la sua ragazza Isabelle Neukor hanno compiuto un viaggio di andata e ritorno verso la morte. Ora Isabelle porta in grembo un bambino molto speciale, che un giorno potrebbe riordinare quel mosaico in continuo cambiamento che è la nostra realtà. A meno che gli agenti del Caos non riescano a riportarla nuovamente indietro nel mondo dei morti e lasciarla lì una volta per tutte.Zuppa di vetro è un romanzo visionario e appassionante e insieme una grande storia d'amore. Ancora una volta Jonathan Carroll ci regala un libro magico e sorprendente dove niente è davvero quello che appare e nulla è veramente impossibile, e conferma, una volta di più, di essere uno scrittore che occupa una categoria a parte, e unica, nella letteratura contemporanea.
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Fazi Editore, 05/03/2015
Abstract: L'ultimo capitolo della trilogia che ha ispirato la serie di culto House of Cards, l'opera più avvincente mai scritta sul potere: un romanzo senza sconti per nessuno, ormai un classico tra i political thriller.Sono passati dieci anni da quando, grazie a una lunga serie di sotterfugi e manipolazioni, Francis Urquhart ha raggiunto l'apice. Ora si appresta a diventare il primo ministro più longevo nella storia del paese: lo spettro della vecchiaia incombe, è tempo di bilanci e di pensare a come guadagnarsi un posto nella Storia. Ma nel corso della sua impietosa scalata il nostro protagonista si è fatto molti nemici, e oggi si ritrova con un branco di lupi alle calcagna pronti ad azzannarlo, mentre i molti scheletri da tempo sepolti nell'armadio minacciano di saltare fuori. E non finisce qui. Se da un lato Urquhart è costretto ad affrontare un'inaspettata crisi di governo, dall'altro in questo terzo capitolo lo vediamo impegnato sullo scacchiere internazionale: viene infatti coinvolto nella questione cipriota, complicata ulteriormente dal ritrovamento di certi giacimenti petroliferi a cui sono in molti ad ambire. Ma il petrolio non è l'unico segreto dell'isola: Urquhart è legato a questa terra da una tragica vicenda personale del suo passato, che tornerà a galla aggiungendosi alla lunga fila dei suoi persecutori. Come prevedibile, l'instancabile FU non è pronto a farsi da parte, né a cedere di fronte a chicchessia. È ancora disposto a tutto e determinato a lasciare il segno. Ci riuscirà?
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Come godersi la vita e lavorare meglio
Bompiani, 10/02/2015
Abstract: COME GODERSI LA VITA E LAVORARE MEGLIO IN QUATTRO MOSSE:1. Percorri le sette strade che conducono alla pace e alla felicità.2. Impara a trattare con la gente.3. Convinci il prossimo a condividere le tue opinioni.4. Impara a far cambiare opinione agli altri senza offendere e suscitare risentimenti.
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Bompiani, 10/02/2015
Abstract: Questo libro offre canti di un unico canto, un "cunto" che è un tuffo nel passato dell'autore, imbevuto innanzi tutto delle tradizioni della sua terra, la Sicilia, restituite con passione di antico cantastorie, per cristallizzare quelle storie, quei canti, e farne la rappresentazione di un mito sopravvissuto ai tempi bui del mondo. Ecco leggende e personaggi che emergono da quei luoghi e da quel tempo: le preghiere che portano doni e dolcetti; i diavoli, gli angeli, i re, le ninfe, le regine e i vescovi di una mille e una notte che prima di essere un libro è il teatro della vita popolare, in cui passato e presente si mescolano in un rabbioso andirivieni. E allora la storia si fa prossima: irrompe l'anno della sovversione, il terremoto del Belice e l'altro terremoto delle rivolte studentesche e operaie e negli anni ottanta le storie parallele di mafiosi e di commissari di polizia, che lasciano il segno. Ma soprattutto c'è l'amore, e "all'amore bisogna credere, sempre. Anche quando ci fa pazzi di dolore". Anche quando l'amore è una lettera d'addio che distilla malinconia. Così prendono vita il musicante che suona per passione e sa perdersi nella pazzia e trasformare il dolore in musica; la signorina Lia, la zia che non ritiene alcun pretendente degno di lei e amministra la memoria di famiglia curando album di fotografie; lo zio Angelino, elegante cappellano militare che viaggia e frequenta il bel mondo e che, grazie all'amore per Dio, diventa l'uomo della gioia in una terra di lupi.
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Manuale di comunicazione pubblica
Laterza, 01/02/2015
Abstract: La "pubblicità", intesa come disposizione dell'istituzione a rendersi aperta e trasparente, a comunicare verso l'esterno, rappresenta uno degli elementi fondanti della democrazia parlamentare.In questo volume, una esauriente introduzione ai soggetti, ai concetti, alle aree tematiche, alle metodologie della comunicazione pubblica.
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Neri Pozza, 10/02/2015
Abstract: L'insaziabile è il romanzo di un uomo e di una vita che involontariamente, ma inesorabilmente, precipitano nella perdizione. C'è un uomo "normale", Pietro, che un giorno, per caso e per non deludere un amico, scopre la roulette e l'emozione erotica che gli procura il gioco.Da quel momento la sua esistenza cambia. Pietro s'infila nel percorso infernale dei casinò, delle bische, dei salotti privati; affronta la delirante via crucis delle vincite, delle perdite, dei debiti, degli usurai, della violenza che gli usurai praticano o minacciano. E intanto il mondo crolla. Spinto dall'insaziabile fame di gioco e d'azzardo, l'irreprensibile Pietro diventa ingannatore e ladro, distrugge le basi della sua quieta esistenza, conosce i tribunali, viene ripudiato dai figli ed estromesso dalla famiglia.La cronaca, narrata in prima persona, scaturisce da un punto d'osservazione originale e inatteso: il "Centro di terapia" nel quale Pietro tenta di rinascere, di recuperare almeno un poco di quel tanto che ha perduto: l'amore della moglie e l'affetto dei figli.Nella commistione di passato e presente, fra personaggi bizzarri e canaglieschi, nel nodo delle pulsioni spaventose e mai spente, negli psicodrammi che pretendono di agire come vera e propria terapia, la vita nel "Centro" s'intreccia con la memoria bruciante dell'inferno, fino a delineare il tenue chiarore di un'alba che, scardinando una lunghissima notte, si offre forse come promessa e simbolo di vita nuova.Scritto con gli estri di una lingua nervosa e inventiva, tra leggerezza e molteplicità, L'insaziabile va al di là della "storia esemplare". Analizza una malattia così labirintica da diventare totale. È la malattia immutabile e incurabile della fragilità umana sospesa al filo delle illusioni e al miraggio ingannevole della felicità.Giocare fino a perdere la mappa, e perciò fino a perdersi, è cercare oscuramente il varco per arrivare a ciò che non saremo né avremo mai. Esiste malattia più ingegnosa e catastrofica? Ma come ogni altro morbo, anche questo richiede il balsamo della pietà. Anche questo vuole che qualcuno lo renda sopportabile parlandogli d'amore.
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Neri Pozza, 10/02/2015
Abstract: Vi sono a volte delle fotografie che, come autentiche istantanee, catturano il momento cruciale di una vita, l'attimo in cui si scioglie l'enigma di un'esistenza.Osvaldo Guerrieri si sofferma in questo libro su dieci fotografie di scrittori e artisti per svelare appunto il segreto delle loro vite.Ecco, dunque, Luigi Pirandello nell'atto di compiere un suicidio platonico; Antonin Artaud, che nella via crucis dei suoi manicomi si fa arrostire il cervello da cinquanta elettroshock; Rina Cavalieri, "la donna più bella del mondo", che inspiegabilmente rinuncia alla seduzione e al successo artistico per dedicarsi alla cosmesi e riuscire nella missione impossibile di rendere belle le brutte e desiderabili le scialbe; Louise Brooks, il sogno erotico di Hollywood, impegnata a odiare il cinema, a rinnegare il glamour e a trasformarsi in un vecchio cinese depositario di una indecifrabile saggezza; Ezra Pound che per un lungo decennio cerca soldi e editori per James Joyce esule disastrato e affamato; l'ingegner Carlo Emilio Gadda costretto a mettere da parte la letteratura per dedicarsi alla manutenzione delle latrine vaticane.Dieci foto, dieci storie in cui i misfatti, le enormità, le bruciature interiori, perfettamente nascoste nel cuore di ciascuno, vengono a galla.Dieci foto che compongono una "comédie humaine" i cui comprimari, accalcandosi intorno ai protagonisti, si chiamano Ernest Hemingway, Arthur Rimbaud, Sylvia Beach, Jean-Paul Sartre, Erich von Stroheim, Greta Garbo.Dieci storie che propongono un guizzante, affollatissimo spaccato culturale del primo Novecento, l'epoca in cui Parigi era il centro del mondo e l'America "il nuovo che avanza".
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Feltrinelli Editore, 10/02/2017
Abstract: A ridosso della Liberazione la magistratura processa centinaia di ex partigiani, accusati di gravi reati commessi durante la lotta clandestina e nell'immediato dopoguerra. Sono perlopiù imputazioni relative a casi di "giustizia sommaria" contro persone sospettate di spionaggio, coinvolte nell'apparato repressivo fascista o comunque invise ai patrioti. Per diverse decine di imputati la strategia difensiva – impostata da Lelio Basso, Umberto Terracini e da altri avvocati di sinistra – punta a mitigare le pene mediante il riconoscimento della seminfermità mentale. Quando poi, dall'estate del 1946, l'amnistia Togliatti apre le porte alla grande massa dei fascisti condannati o in attesa di giudizio, anche i partigiani beneficiano del provvedimento, dal quale è tuttavia esclusa la detenzione manicomiale. Ex partigiani perfettamente sani di mente devono dunque adattarsi alla detenzione in strutture dove gli internati non hanno diritti e sono sottoposti a quotidiane vessazioni. All'esterno le famiglie, i comitati di solidarietà democratica e singoli militanti cercano – con esiti alterni – di mantenere i rapporti con i parenti o i compagni di militanza politica. In alcuni casi la macchina manicomiale mina la salute mentale degli ex partigiani e li porta alla tomba anzitempo. Tornano finalmente alla luce – dai documenti inediti custoditi all'Opg di Aversa, dove i partigiani internati furono aiutati dal giovane attivista comunista Angelo Jacazzi – oscure vicende della lotta di liberazione e della guerra civile, affrontate dalla magistratura (passata indenne dal regime fascista a quello democratico) con estrema severità e quindi coperte dal velo dell'oblio, e si ripercorrono problematici itinerari individuali dentro le carceri e i manicomi, nell'Italia della Guerra fredda. Quella dei partigiani in manicomio era rimasta una pagina sconosciuta della storia italiana nel secondo dopoguerra, fino a oggi."Amnistie e indulti aprono le porte alla massa dei fascisti, a quelli già condannati come ai tanti in attesa di giudizio; anche molti resistenti beneficiano del provvedimento, che tuttavia esclude la detenzione manicomiale. Negli anni cinquanta, i 'pazzi per la libertà' sono pertanto rinchiusi in strutture opprimenti, privati di diritti e sottoposti a ordinarie vessazioni."
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Il giorno in cui mia madre non riuscì più a trovare la cucina
Feltrinelli Editore, 10/02/2017
Abstract: La demenza senile e la sua forma più frequente, l'Alzheimer, si infilano in sordina nella vita di chi ne è colpito e dei suoi familiari, con sintomi spesso leggeri e non diagnosticati, fino a che la degenerazione cerebrale trasforma pensieri e azioni del malato, rendendolo quasi estraneo agli occhi di chi gli è vicino da sempre.Jörn Klare, figlio di una settantenne colpita da demenza senile, racconta la sua esperienza alternando voci diverse e appartenenti a diversi momenti: i suoi pensieri su una realtà, certamente per lui inedita, faticosa, ma non priva di squarci di luce; i ricordi della madre, registrati prima che si ammalasse; infine, gli approfondimenti con esperti di vari settori – medici, geriatri, assistenti alla cura, filosofi, sociologi – che, con grande ricchezza informativa, affrontano questioni molto concrete. Restituisce così una prospettiva molteplice che offre al lettore un valido accompagnamento lungo un percorso difficile da accettare.Dai Commenti dei lettori di Amazon.de:"Dopo aver letto questo libro, cosa che inizialmente non avevo proprio voglia di fare perché il tema mi deprimeva, qualcosa è cambiato in modo decisivo.""È un libro molto bello da leggere, dà forza e può produrre un nuovo modo di pensare a un tema tabù.""Un libro che colpisce davvero, che ho letto tutto d'un fiato."
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Feltrinelli Editore, 11/02/2015
Abstract: Questa è una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. Questa è la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell'immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della città. Avverte prima con le antenne dell'infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Le Grand Liberò – così lo chiama Marie, bibliotecaria del IV arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine – è pronto a conoscere la perdita di sé nel sesso e nell'amore. Lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio. Quando quella passione si strappa, per Libero è tempo di cambiare. Da Parigi a Milano, dallo Straniero di Camus al Deserto dei Tartari di Buzzati, dai Deux Magots, caffè esistenzialista, all'osteria di Giorgio sui Navigli, da Lunette alle "trentun tacche" delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di libertà, al sentimento per Anna. Libero Marsell, le Grand Liberò, LiberoSpirito, è un personaggio "totale" che cresce con noi, pagina dopo pagina, leggero come la giovinezza nei film di Truffaut, sensibile come sono sensibili i poeti, guidato dai suoi maestri di vita a scoprire l'oscenità che lo libera dalla dipendenza di ogni frase fatta, di ogni atto dovuto, in nome dello stupore di esistere.
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Feltrinelli Editore, 10/02/2017
Abstract: "Certi uomini forti non sono soli nella solitudine, ma io che sono debole, sono solo quando non ho nessun amico," dice il protagonista, Victor Baton, un eroe dostoevskiano, eterno adolescente, mediocre, inetto, pusillanime, che cerca disperatamente l'amicizia e l'amore facendo di tutto per ispirare compassione e tenerezza. Le varie amicizie, di donne e di uomini, sulle quali viene scandito in capitoli il libro, sono storie di fallimenti. Baton, reso invalido dalla Grande guerra, nel suo vagabondare per una Parigi poetica e marginale immagina rapporti bellissimi e grandi amicizie, irreparabilmente votato alla sconfitta e alla delusione. Un "eroe" moderno che soffre proprio perché si ostina, nonostante tutto, a sperare e a illudersi. Lo stile personalissimo di Bove, ben reso dalla traduzione di Beppe Sebaste, consiste nell'accanirsi ossessivamente nella descrizione delle piccole cose e dei gesti apparentemente insignificanti. Per questo lo ammirava Samuel Beckett che sosteneva: "Nessuno come lui ha il dono del dettaglio che colpisce". Questo libro, pubblicato nel 1924, è considerato il capolavoro di Bove. Tra coloro che lo hanno amato vanno annoverati Rilke, Gide, Saint-Exupéry, Topor e Handke, che lo ha tradotto in tedesco, e persino Wim Wenders che, in un suo cortometraggio su New York, lo portava con sé nelle sue passeggiate.
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Feltrinelli Editore, 05/06/2015
Abstract: Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf fu invitata a tenere due conferenze sul tema "Le donne e il romanzo". È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle o-rigini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione attraverso la doppia lente del rigore storico e della pas-sione per la letteratura. Come poteva una donna, si chiede la scrittrice inglese, de-dicarsi alla letteratura se non possedeva "denaro e una stanza tutta per sé"? Si sno-da così un percorso attraverso la letteratura degli ultimi secoli che, seguendo la simbolica giornata di una scrittrice del nostro tempo, si fa lucida e asciutta rifles-sione sulla condizione femminile. Un classico della scrittura e del pensiero sulla condizione femminile.
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Feltrinelli Editore, 29/04/2016
Abstract: "Io ho un sogno, che un giorno i miei figli vivano in una nazione che non li giudicherà per il colore della pelle"Quella di Martin Luther King è una vita che bisogna continuare a raccontare. Arnulf Zitelmann lo fa con semplicità e rigore fondendo biografia, storia e leggenda. Torna così a giganteggiare, imponente e limpida, una delle figure nodali del nostro secolo, con la sua eredità morale e politica, ancora intatta per le generazioni future. Dall'infanzia privilegiata fra i neri benestanti di Atlanta alla lotta di cui è stato saldissima guida spirituale, dalle contraddizioni in seno al movimento per i diritti civili dei neri al Nobel per la pace – nonostante i tanti ostacoli frapposti dall'Fbi per impedirgli di andarlo a ritirare –, sino al proiettile che, nel 1968, lo colpì a morte, emerge il carattere dell'uomo, la sua esemplarità. Zitelmann mette a fuoco il personaggio e la scena nazionale e internazionale in cui si è mosso, scena che ha visto destarsi quel "I have a dream", quel sogno che mai nessuno piegherà.