Trovati 858956 documenti.
Trovati 858956 documenti.
Risorsa locale
Laterza, 20/04/2017
Abstract: Le librerie e il piacere di non trovare quello che cercavi.Il libro ignoto è lì che ti aspetta, anche se non lo sai. Abbandonato su una panca nello spogliatoio di una piscina, sotto il divano di un amico, sullo scaffale della libreria.I computer sono macchine e le macchine non consentono la casualità, fanno solo quello che consenti loro di fare. Per questo, dal computer di casa tua, da Internet, puoi ottenere solo quello che già sai di volere. Nulla di più.Per trovare i libri migliori che non sapevi di volere devi uscire di casa, devi permettere alla casualità di farsi strada.Gli incontri casuali, tuttavia, nella vita di ogni giorno sono piuttosto rari e non possiamo certo passare il tempo a sbirciare sotto i divani degli amici. Ed eccoci alle Buone librerie. Cioè, una stanza (o due) in cui gli ignoti ignoti sono disposti su un tavolo o impilati sugli scaffali. Una stanza o due dove puoi trovare quello che non sapevi di volere e dove i desideri possono espandersi all'infinito.Un desiderio soddisfatto è una cosa meschina. Un desiderio nuovo, invece…
Risorsa locale
Le mamme ribelli non hanno paura
Garzanti, 11/05/2017
Abstract: "Un libro spriz. Di quelli che ti tirano su il morale. Non un romanzo ma un diario di una mamma sgangherata. Fragile e amorevole, che si incazza e ride, che urla e accarezza in un'alternanza di amore ed odio tipico delle madri. Un bell'esordio. Brava!"Luciana Littizzetto"Giada Sundas è una narratrice naturale, ha la rara capacità di farti passare dal riso al pianto in poche righe. Un libro che parla di quanto diventare responsabili per un'altra vita significhi diventare responsabili anche della nostra."Matteo Bussola, autore di "Notti in bianco, baci a colazione"""Le mamme ribelli non hanno paura" è senza dubbio il libro che tutte le madri dovrebbero tenere sul comodino per sentirsi meno sole."VanityFair.it - Francesca GastaldiCi sono stati giorni in cui ho organizzato complicate attività ludico-pedagogiche, altri in cui ti ho convinta che passare l'aspirapolvere fosse il massimo dello spasso; ci sono stati giorni in cui ho organizzato una linea d'azione la sera prima, altri in cui ti ho tirato giù dal letto urlando, fatto fare colazione con gli avanzi di cibo trovati in macchina e ti ho lavato la faccia nella fontanella della scuola; ci sono stati giorni in cui ho preparato una complessa ricetta, ripagata con la totale indifferenza, altri in cui ho ricevuto i complimenti per i fusilli olio e parmigiano. Appena ha sentito un piccolo cuore battere dentro di sé, Giada ha cominciato a essere madre. Ma solo quando l'ha stretta tra le braccia quella vita è esistita davvero. Un attimo prima Giada era una persona, un attimo dopo un'altra, e per sempre. Perché quando nasce un figlio si rinasce di nuovo. Si rinasce madri. Da quel giorno ha studiato tutti i manuali esistenti in commercio e ha ascoltato ogni consiglio. Affinché Mya, il suo dono più prezioso, fosse al sicuro, protetta, amata. Eppure non sempre tutto le veniva come era scritto in quei libri o come le avevano detto di fare. Ed è stato allora che ha capito una grande verità: che non esistono regole, leggi, dogmi imprescindibili. Il mestiere di madre si fa ogni giorno, si impara sul campo tra una ninnananna ricca di parole dolci e un rigurgito che rimane su una maglia per giorni. Tra un abbraccio che arriva inaspettato e cambia la giornata e un cartone animato che si odia perché lo si conosce ormai a memoria. Non c'è una ricetta, nessuno la conosce. Le risposte sono dentro ogni madre, sono lì, nel profondo dove risiede l'istinto. Dove vive e cresce l'amore più incondizionato che si possa provare. Dove non c'è bisogno di consultare nessuna enciclopedia per sapere cosa è giusto fare. È l'imperfezione l'unica verità. La morbidezza di un bacio sbavato, la bellezza di un codino che non riesce a star dritto. La ribellione di scegliere un calzino di un colore diverso dall'altro. Sono queste le magie che scaldano il cuore e fanno un figlio felice. Perché solo non seguendo le regole si trova il coraggio di essere madri a proprio modo.Giada Sundas è la mamma più famosa del web. I suoi post sulla sua esperienza di madre hanno avuto migliaia di condivisioni. Le mamme ribelli non hanno paura è il suo primo romanzo. Un debutto che partendo dalla vita parla al cuore di tutti. Un piccolo regalo a una bimba di due anni perché possa scoprire un giorno come è venuta al mondo, da quale amore, da quali errori, da quali scelte. Una storia sulla maternità, quella vera che si fa passo dopo passo, fatica dopo fatica, felicità dopo felicità.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 20/04/2019
Abstract: Bob Dylan incarna da oltre mezzo secolo lo spirito dell'America – e per suo tramite lo spirito del mondo. I suoi testi nella memoria dei più sono fusi alle musiche cui hanno dato anima e senso, facendo nascere canzoni che sono diventate le fondamenta di un sogno collettivo, oltre che successi mondiali che hanno dominato e dominano le classifiche e le radio di tutto il mondo. Ma da sempre i suoi testi sono anche letti e studiati con la passione e la serietà dovuti alla grande poesia. Non poesia in musica, solo e pienamente: poesia. Quello che milioni di lettori nel mondo già sentivano e sapevano è stato riconosciuto universalmente quest'anno grazie al premio Nobel per la letteratura 2016, attribuito a Dylan nel fragore di una discussione che ha travolto il mondo della cultura, "per aver creato una nuova espressione poetica nell'ambito della tradizione della grande canzone americana". I tre volumi di Lyrics raccolgono tutta la produzione poetica di questa voce inimitabile e inconfondibile, organizzandola cronologicamente e arricchendola di una traduzione e un apparato di note, entrambi a cura di Alessandro Carrera, che non hanno eguali per finezza e capillarità nel panorama mondiale. Un patrimonio di informazioni che facilita al lettore l'impresa di addentrarsi fra gli innumerevoli riferimenti, richiami e citazioni di cui Dylan si serve liberamente, attingendo di volta in volta al patrimonio folklorico, alla Bibbia o alla poesia inglese e americana, da Shakespeare a Ginsberg. Il terzo e ultimo volume abbraccia gli anni dal 1983 al 2012, ovvero fra gli album Infidels e Tempest, anni che vedono un Dylan all'apice dei suoi mezzi poetici chiudere il Ventesimo secolo con le sperimentazioni degli anni ottanta e novanta, e inaugurare da par suo il nuovo millennio con Love and Theft.
Risorsa locale
La sottile armonia degli opposti
Garzanti, 18/05/2017
Abstract: "Un romanzo che viaggia fra la dura realtà e il rassicurante limbo della fantasia e delle emozioni."Il Giornale d'ItaliaDue anime alla derivaQuell'attimo che cambia tuttoOtto, calzoncini corti e maglia a righe da cui si intravedono le scapole magre, adora le favole. Quelle che gli racconta suo padre quando lo accompagna a scuola. Perché con il potere della fantasia tutto è possibile. Anche far felice sua madre che passa le giornate nel letto, al buio, senza parlare con nessuno. Senza riuscire a giocare con lui. Otto non sa cosa le accade, ma il suo unico desiderio è farla sorridere.Greta è una bambina bellissima e delicata. Per tutti è come una principessa. Ma a Greta questo non interessa. Lei vorrebbe solo un padre che la prenda in braccio, che partecipi alle sue recite, come succede a tutti suoi compagni. Lei che un padre non l'ha mai avuto. La madre non parla di lui, troppo intenta a lavorare per occuparsi di lei. Troppo incapace di farle arrivare il suo amore per farla sentire al sicuro.Otto e Greta sono due bambini che sentono dentro una forte mancanza, una forte assenza. Otto e Greta non possono fare altro che diventare due adolescenti pieni di domande a cui nessuno ha dato risposte. I loro destini corrono su due binari paralleli. Opposti, ma profondamente simili. Apparentemente distanti, ma vicini. Fino al momento in cui, in un istante che sembra infinito, si incontrano. Solo un istante che però lascia il segno. Un segno che scava nel profondo. Otto e Greta non sono più gli stessi. Eppure per cambiare ci vuole coraggio. Il coraggio di credere che, come nelle favole, anche nella realtà l'impossibile accade e due metà possono fondersi in un tutto.L'armonia degli opposti è un piccolo gioiello. Un esordio forte e coinvolgente. Un romanzo che viaggia tra la dura e spietata realtà e il rassicurante limbo della fantasia e delle emozioni. Due anime alla deriva che si sfiorano per scoprire che solo remando controcorrente si può sconfiggere la tempesta.
Risorsa locale
Garzanti, 11/05/2017
Abstract: Da questo libro è tratto il film Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni"A forza di cercare una pista originale da percorrere, mi sono ritrovato a vivere con una matta, a guidare una Panda e a guardare la gente fuori dal Warner Village. Questa è vita? Ma poi, chi è che stabilisce qual è la vita giusta?"Periferia di Firenze. Enrico, Mosè, Pedro e Vanni sono quattro trentenni divertenti e imprevedibili, una piccola tribù di amici alle prese con una dilagante incertezza lavorativa ed esistenziale. Un giorno Enrico è costretto a improvvisarsi infermiere: dovrà occuparsi di Adelaide, un'anziana che dopo alcuni lustri di ospedale psichiatrico torna finalmente nella sua abitazione. Nell'appartamento della donna i quattro amici scopriranno qualcosa d'inatteso: nel passato di Adelaide c'è un segreto che cambierà per sempre le loro vite. Cosimo Calamini racconta con punte di irresistibile comicità una vicenda ricca di sorprese, dando voce alla realtà e alle speranze, agli amori e ai sogni di riscatto di quattro ragazzi come tanti – e come tanti un po' speciali. Con una trama ben costruita e avvincente, una galleria di personaggi veri e simpatici, una serie di situazioni e battute esilaranti, Poco più di niente è un autoritratto generazionale dove la rabbia e il sentimento si intrecciano e si scontrano in maniera inaspettata.
Risorsa locale
Garzanti, 11/05/2017
Abstract: Ovidio è tra i classici più amati e più fortunati dell'antichità, e il suo astro non ha mai conosciuto eclissi. Autore di un'opera influentissima come le Metamorfosi, è teorico del gioco amoroso, inventore dell'epistola sentimentale, maestro insuperato di stile. Ma con la sua parabola biografica incarna anche la figura dell'artista decaduto che acquista prestigio e gloria e, a un certo punto, finisce chissà perché esule ai confini del mondo. Con lo stesso stile di Viva il latino, unendo fulminanti intuizioni critiche, nuove traduzioni e una ricostruzione appassionata della vita, Nicola Gardini ci accompagna alla scoperta di uno dei più grandi protagonisti della letteratura universale. Il suo libro è una travolgente indagine su una vicenda ancora misteriosa e l'orgogliosa rivendicazione dell'importanza di un'intera civiltà letteraria. Perché leggendo Ovidio riscopriamo ancora il miracolo della felicità che si crea tutte le volte che incontriamo un classico e, al tempo stesso, compiamo il più civile gesto possibile: dare ospitalità allo straniero, offrirgli la nostra casa, metterci in ascolto delle sue storie. HANNO SCRITTO DI "VIVA IL LATINO":"Da leggere per capire chi siamo." Eva Cantarella"Uno dei più bei libri che io abbia in questi ultimi anni letti."Paolo Isotta, Il Fatto Quotidiano"Un libro che in nome di una lingua non separama unisce nel profondo l'umanità."Vivian Lamarque, Corriere della Sera"Sì, Gardini ci ha convinto: il latino è proprio bello."Armando Massarenti, Domenica-Il Sole 24 Ore"Bello e intenso."Salvatore Settis, la Repubblica
Risorsa locale
Il posto più pericoloso del mondo
Bompiani, 26/04/2017
Abstract: Qual è il posto più pericoloso del mondo? La scuola, anzi, una scuola in particolare: la Tamalpais High School dei sobborghi di San Francisco raccontata con lucidità da Tristan Bloch, un adolescente che si sente a disagio con i compagni ma non manca di osservarli in modo spietato. Tristan, abilissimo in matematica, meno nelle complicate relazioni sociali che regolano la vita di un teenager, riversa la sua attenzione ossessiva su Cally Broderick, la classica ragazza popolare che però è più di quel che sembra. Quando le lascia nell'armadietto una lettera d'amore lei reagisce in un modo che indurrà la sua cerchia a rivalersi su Tristan grazie agli strumenti grossolani ma efficaci del cyberbullismo. La sua fine è drammatica, ma non è la fine della storia. Tre anni dopo ritroviamo tutti i protagonisti tranne lui: Abby, che ha una relazione col suo professore; Dave Chu, che subisce la pressione dei genitori e deve diventare un genio anche se non lo è; la bellissima, timidissima Elisabeth; Damon il maledetto, appena uscito da una clinica in cui si è disintossicato; Emma, fotografata senza pietà in una notte un po' troppo festosa. La scomparsa di Tristan ha spinto ciascuno ad aderire più a fondo alla sua parte: ma chi sono veramente questi ragazzi? Sarà Cally a rispondere per tutti, con un'onestà bruciante che è la sua salvezza.
Risorsa locale
Bompiani, 26/04/2017
Abstract: Una prima persona fiorita e travolgente, con una preziosa patina ottocentesca, per narrare la vita ricchissima di eventi di Honoré de Balzac, anzi, Onorato: dalla giovinezza prigioniera della provincia, con la prospettiva mortifera di una carriera da notaio, alla vita parigina, una mansarda, penna e inchiostro e l'avidità intraprendente di chi vuole lasciare il proprio segno nel mondo. Arrivismo, calcolo e passione, tutto mescolato nel caos di un'esistenza ricca di avventure e imprese spesso disastrose (una stamperia, un giornale, una miniera in Sardegna), liti in famiglia, amori interessati e meno. Ne viene il ritratto di un genio disordinato e ambizioso, dotato di un'energia insopprimibile che lo ricarica all'infinito, costringendolo a spingere sempre più in là i suoi limiti.
Risorsa locale
Yeruldelgger 2. Tempi selvaggi
Fazi Editore, 11/05/2017
Abstract: È inverno inoltrato e la steppa è avvolta nella morsa dello dzüüd: le temperature si aggirano sui meno trenta, un vento gelido imperversa e il paesaggio è spazzato da tormente di neve. Sembra di respirare vetro. È la leggendaria sciagura bianca, che al suo passaggio lascia dietro di sé una scia di cadaveri. Milioni di vittime, uomini e animali. Da un cumulo di carcasse congelate, incastrata fra un cavallo e una femmina di yak, sbuca la gamba di un uomo. È solo il primo di una serie di strani ritrovamenti. Nel frattempo, in un albergo di Ulan Bator, viene assassinata la prostituta Colette, delitto del quale è accusato proprio il commissario Yeruldelgger. E poi c'è la scomparsa del figlio di Colette, le cui tracce porteranno il commissario fino in Francia, in una fitta trama di giochi di potere dei servizi segreti, loschi affari dei militari e corruttela della politica. Yeruldelgger non ha più niente da perdere ed è pronto a uccidere. Il fuoco va sconfitto col fuoco, proprio come si fa quando scoppiano gli incendi nella steppa: si creano muri incendiari. E intanto, la neve continua a ricoprire la Mongolia…Secondo capitolo della trilogia di Yeruldelgger, Tempi selvaggi non deluderà le aspettative. Il commissario più amato del momento è tornato.Su Yeruldelgger è stato scritto:"Mongolia immensa, spirituale, nera, nel romanzo rivelazione di Ian Manook. Un racconto inesauribile, che risuona ben oltre la rivelazione del male e lo svelamento del colpevole. L'esordio di Manook impone lo spassante scenario mongolo nell'immaginario del poliziesco, così come vent'anni fa Mankell impose la Svezia".Roberto Iasoni, "Corriere della Sera""Ian Manook mette in scena un giallo dai sapori forti, in un paese ricco di contraddizioni. L'autore è molto abile a trascinare il lettore in una trama violenta e in luoghi esotici. Un romanzo giallo e al tempo stesso un libro di viaggio".Brunella Schisa, "il Venerdì di Repubblica""Fazi fa delle indagini del commissario Yeruldelgger la sua scommessa per le letture sotto l'ombrellone e non è difficile capire fin dalle prime righe perché la puntata è vincente".Cristina Nadotti, "la Repubblica""Il thriller di Manook è un magnifico reportage in un mondo perlopiù sconosciuto".Fabrizio D'Esposito, "Il Fatto Quotidiano""Il futuro del noir? Uno sbirro stile Gengis Khan".Caterina Maniaci, "Libero"
Risorsa locale
Fazi Editore, 04/05/2017
Abstract: Lavorare senza essere pagati: un'usanza che per molti, specie all'inizio, rappresenta il pegno da pagare per accedere al mondo del lavoro.Ma se, anziché essere una tappa obbligata, fosse una scelta consapevole o, peggio, il frutto di un'ossessione?Se là fuori, cioè, ci fossero delle persone che lavorano per il semplice piacere di farlo, di recarsi ogni giorno nello stesso luogo, indossare una divisa e, per otto, nove, dieci ore, mescolarsi ad altri al solo scopo di dare un senso alle proprie giornate, sapremmo riconoscerle? Sapremmo capirle? Sapremmo narrare le loro storie?Robledo racconta di questi spettri, della loro caparbia determinazione, dei loro deliranti "percorsi di liberazione" e lo fa a partire dalle tracce che si sono lasciati alle spalle: notizie di cronaca, interviste, biglietti d'addio, pagine di diario che la loro organizzazione, nata per necessità, ha via via generato.Questo libro, però, è anche la storia di Michele Robledo, del primo che ha parlato (e forse inventato) il loro mondo, i loro volti, le loro utopie. Oscuro, grottesco, feroce, poetico, questo originalissimo romanzo dà corpo a un nuovo modo di spiegare le contraddizioni della società in cui viviamo, interrogando il lettore a ogni pagina e spiazzandolo, perché, come afferma lo stesso protagonista: Ogni versione è ugualmente plausibile. Tutte, però, possono essere confutate, e nessuna smentita del tutto. A chi credere, dunque? Di chi diffidare?"Leggete Bolaño e Foster Wallace e poi dimenticateli. Si rifaranno vivi loro buttando giù la porta delle pagine di Zito".Andrea BajaniSu La solitudine di un riporto hanno scritto:"Il titolo non è gradevole ma il romanzo lo è assai. Ed è affollato di citazioni d'atmosfere o di stili, tra specchi pirandelliani, amori alla García Márquez, allucinazioni alla Paul Auster".Ida Bozzi, "La Lettura""L'esordio di Daniele Zito, trentenne siciliano, si può definire inaspettato. E racconta una storia stralunata a cominciare dal titolo. Leggetelo, ne rimarrete fulminati". Caterina Soffici, "Il Fatto Quotidiano""I libri, l'amore viscerale per la letteratura, innervano questo romanzo anarchico, esibitamente scorretto". Andrea Bajani, "Il Sole 24 Ore""La sagace fame di letteratura che ne divora le pagine basterebbe da sola a fare dell'esordio di Daniele Zito un livre de chevet splendido ed eroico". Giacomo Verri, "l'Unità""Fin dal prologo, tre paginette fulminanti, gli amanti del divano non vorranno più saperne di rialzarsi". Laura Pezzino, "Vanity Fair"
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 20/04/2019
Abstract: "Il messaggio che scaturisce dalle loro analisi contiene l'indicazione di un possibile futuro""Sta forse giungendo a compimento il senso espresso dalla nostra cultura che, come dice il nome, è 'occidentale', cioè 'serale', avviata a un 'tramonto', a una 'fine'. L'evento occidentale è sempre stato presso la sua fine, ma solo ora comincia a prenderne coscienza. Ma che cosa finisce, oggi che l'Occidente è sulla via di occidentalizzare il mondo e, quindi, di annullare la propria specificità che l'ha reso finora riconoscibile? Finisce la fiducia che l'Occidente aveva riposto nel progressivo dominio da parte dell'uomo sugli enti di natura, oggi divenuti, al pari dell'uomo, materiali della tecnica. Ma la tecnica non ha alcun fine da raggiungere né alcuno scopo da realizzare, non apre scenari di salvezza, non redime, non svela la verità, la tecnica 'funziona' secondo quelle procedure che, pur nel loro rigore e nella loro efficacia, si rivelano incapaci di promuovere un orizzonte di senso. E sulle ceneri della categoria del 'senso', che dell'Occidente è sempre stata l'idea guida, si affacciano le figure del nichilismo, le quali, nel proiettare le loro ombre sulla 'terra della sera', indicano, a ben guardare, la direzione del tramonto. Un tramonto già iscritto nell'alba di quel giorno in cui l'Occidente ha preso a interpretare se stesso come cultura del dominio dell'uomo sulle cose."
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 20/04/2019
Abstract: È facile dimenticare quanto è cambiato il mondo negli ultimi decenni, perché viviamo immersi nel presente. Ed è ancora più facile non pensare a quanto cambierà il mondo nei prossimi anni, perché spesso la trasformazione è imprevedibile, inarrestabile – e rischiosa. Alec Ross, consigliere dell'amministrazione Obama per l'Innovazione e docente alla Columbia University, ha lavorato per anni alla frontiera del cambiamento, viaggiando in tutto il mondo, dal Kenya delle start-up alla Corea del Sud dei fantascientifici laboratori di ricerca, per cogliere gli sviluppi tecnologici in tempo reale. Vero e proprio "futurologo", Ross ha scritto questo libro con uno scopo ben preciso: raccontare a tutti il futuro che ci aspetta, per aiutarci a trovare il nostro posto nel nuovo mondo: "Vent'anni fa avrei voluto leggere un libro capace di prevedere la rivoluzione di internet. Oggi ho provato a scriverlo io: dal codice informatico al codice genetico". Passando dalle analisi economiche più dettagliate al racconto appassionante di storie concrete dai quattro angoli del pianeta, Ross affronta tutti i temi più caldi dell'innovazione – dalla ricerca genetica alla cybersicurezza, alla rivoluzione dei Big Data – evidenziando le sue ricadute sulle decisioni che ognuno di noi dovrà prendere nei prossimi vent'anni: cosa studiare (e cosa far studiare ai nostri figli)? Che lavoro scegliere? Come investire i nostri risparmi?
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 20/03/1998
Abstract: Quando è troppo è troppo: il detective Pepe Carvalho ha talmente mangiato e bevuto che colesterolo, tossine e grasso hanno toccato punte davvero preoccupanti. Il medico sentenzia che il suo corpo è "una bomba a orologeria suicida": deve perciò ritirarsi in una stazione termale, Le Terme, dove pagherà fior di quattrini per digiunare. Ma Le Terme non è una casa di cura qualsiasi: nei suoi ambienti si annidano stravaganti personaggi, patologicamente affezionati ai loro vizi alimentari e tremendamente annoiati dalla routine dietetica. E dietro l'angolo, oltre il muro di cinta della stazione termale, si consuma una carneficina sulla quale Pepe è chiamato a fare luce. La soluzione dell'enigma sarà sorprendente e inesorabile, spietatamente brillante.
Risorsa locale
Beat, 24/04/2017
Abstract: Il 2 settembre del 1943 il caldo torrido dell'estate sembra essersi dissolto in un solo giorno di pioggia alle Case Venie, podere sopra Città della Pieve. L'armistizio è alle porte ma la guerra continua a mietere le sue vittime. Alcina, trentenne dai capelli neri e il cuore "rosso come il sangue", e Aliseo, il fratello di diciassette anni, vivono soli da quando Astorre, il loro padre, è mancato. Della donna in paese dicono che è strana perché guida il vecchio furgone del padre e perché alla sua età non ha ancora preso marito. Alcina, tuttavia, non si cura dei commenti della gente. Le sue ore sono segnate da altro: dalla presenza della morte, che avverte dietro di sé a ogni passo e che, ne è convinta, sembra aver scelto proprio lei per sfidarla e metterla alla prova.E, infatti, un giorno la morte si presenta davvero al suo cospetto. Seduto sul vec-chio ceppo usato per spaccare la legna, compare davanti ai suoi occhi lo spettro di Astorre, il padre defunto. Un'anima in pena, a causa dell'errore compiuto in vita, quando – prima che scoppiasse la guerra, guerra che, tuttavia, l'uomo non ha visto – si è lasciato colpevolmente sedurre dalla retorica fascista. Alcina, con il suo "cuore rosso" e l'impegno attivo nella Resistenza, è la voce della sua coscienza. La voce che Astorre non ha mai ascoltato, ma di cui adesso ha bisogno per fare chiarezza, capire il passato attraverso il presente e trovare, finalmente, la pace.Impeccabile ricostruzione storica degli anni della Resistenza partigiana nella zona del castiglionese, Alle Case Venie è un romanzo sull'intenso e commovente rapporto tra un padre caduto in errore e una figlia desiderosa di riscattare la sua figura e la sua memoria."Romana Petri è fra le scrittrici più apprezzate del nostro panorama letterario".D - La Repubblica
Risorsa locale
Finalmente ho capito! La Filosofia
Vallardi, 23/03/2017
Abstract: Chi ha inventato la filosofia? Quali sono state le prime domande che si è posto l'uomo alla ricerca della consocenza? Partendo dai suoi primi passi, ripercorriamo qui l'affascinante cammino delle diverse ricerche filosofiche, dalle origini nell'antica Grecia fino ai mutamenti e alle crisi del Novecento. Scritto con un linguaggio chiaro e semplice, rende accessibili a tutti anche le più intricate complessità dei sistemi di pensiero, illustrando le idee dei principali filosofi, tutti i concetti chiave, le correnti, le scuole e i movimenti.
Risorsa locale
Beat, 24/04/2017
Abstract: Germania, XV secolo. Su un'altura al centro di Rheinsobern, la città adagiata alle pendici della Selva Nera, sorge il castello di Sobernburg, la dimora di Michel e Marie Adler. Sono lontani i tempi in cui, privata della dignità e dell'innocenza da un uomo senza scrupoli, Marie viveva da meretrice ambulante vendendosi per pochi centesimi nelle sagre di paese. Ora è sposata con l'uomo che ha sempre amato: Michel Adler, il figlio di un mescitore di birra di Costanza che, dopo aver dimostrato il proprio valore al conte palatino, è stato ricompensato per i servigi resi con la nomina a balivo del distretto di Rheinsobern. La vita dei due sposi scorre tranquilla, fino al giorno in cui, su ordine del conte palatino, riuniti gli uomini più valenti di Rheinsobern, Michel parte per la Boemia, dove infuria una guerra sanguinosa tra l'imperatore Sigismondo e gli eretici hussiti. Marie rimane sola ad amministrare il castello di Sobernburg, e dopo poco si scopre incinta. L'attesa del lieto evento è però offuscato dall'arrivo improvviso di ospiti inattesi: Manfred von Banzenburg e la consorte Kunigunde. I due recano la più triste delle novelle: Michel Adler è morto sul campo di battaglia e Manfred von Banzenburg è stato nominato nuovo castellano e balivo del duca palatino a Rheinsobern. Prima di cadere per mano degli hussiti, Michel è stato nominato cavaliere del Sacro Romano Impero Germanico in segno di gratitudine per i servigi resi. Marie deve, dunque, trovarsi in fretta un nuovo marito che la protegga e riscatti il feudo che il sovrano ha destinato a Michel. Intimamente convinta che Michel sia ancora vivo e niente affatto intenzionata a sposare un altro uomo, a Marie non resta che fuggire da Sobernburg e mettersi sulle tracce del marito scomparso, nella speranza di riuscire, così, a salvare la sua famiglia. Con una prosa scorrevole e un'impeccabile cura dei dettagli storici, Iny Lorentz tratteggia un magnifico affresco della Germania del XV secolo, una storia di intrighi e passione con al centro un'indomita e indimenticabile eroina. "Una storia accattivante che non mancherà di tenere i lettori affascinati fino all'ultimo". The Historical Novel Society
Risorsa locale
Neri Pozza, 24/04/2017
Abstract: Wollaing è una cittadina del Nord della Francia dove, a poco a poco, hanno proliferato grappoli di casette con i tetti di tegole scure, fiancheggiate da un giardinetto o da un piccolo portico sul cortile. Tutto il resto è piatto, un deserto che si estende a perdita d'occhio e in cui le discariche la fanno da padrone.Qui il venticinque per cento degli abitanti sono disoccupati e il cinquanta per cento alcolisti; i giovani sognano di diventare calciatori o star della televisione, mentre i genitori, schiacciati dalla miseria, si vedono costretti a chiedere denaro in prestito per fare fronte alle spese.Una cosa è sicura, si ripetono amareggiati gli abitanti di Wollaing: se gli industriali, che trent'anni prima davano lavoro a tutta la città, non se la fossero data a gambe levate, non ci sarebbero tutti questi indebitamenti.Un giorno rue Jules-Guesde viene sbarrata da due Boxer con i lampeggianti accesi e messa al riparo dalla folla di curiosi tramite un cordone di sicurezza. Pauline, una giovane tossicodipendente conosciuta da tutti, è stata ritrovata morta in un campo abbandonato. Per Rémy Leroy, il padre della ragazza, i responsabili dell'omicidio non possono che essere Frédéric Wallet, detto Freddie, e il suo scagnozzo Gérard Waterlos, detto Gigi, due grandi bastardi. Freddie ha una palestra di body building tra Wollaing e Douai. È un lavoro parttime, nel resto del tempo dà la caccia ai debiti non pagati, lavorando per covi di strozzini che danno in prestito denaro liquido senza fare troppe domande. Leroy li ha visti, un pomeriggio, discutere con sua figlia: quei bastardi non si sono neppure presi la briga di nascondersi. Sono piombati in pieno giorno con la loro grossa bagnarola mentre Pauline rientrava dal lavoro e la hanno minacciata.A indagare sul caso vengono chiamati il tenente Saliha Bouazem, una giovane donna araba appena arrivata in città, e il comandante della polizia locale, Erik Buchmeyer, fumatore, bevitore, macho, disinvolto e spocchioso, ma innegabilmente abile nelle inchieste legate al traffico di droga. La faccenda, apparentemente semplice, si rivela però più complicata di quello che sembra e, ben presto, ogni indizio porterà verso un'insospettabile direzione.Accolto come il miglior thriller francese dell'anno, I bastardi dovranno morire si svela ai lettori attraverso una sorprendente spirale di suspense, finezza e intelligenza. Un noir mozzafiato che rivela il ritratto di una Francia messa in ginocchio dalla disoccupazione, dai debiti e dai traffici di droga."I bastardi dovranno morire è un libro sbalorditivo, che rompe le frontiere del genere e spazia dal giallo al thriller psicologico passando per il romanzo d'inchiesta".Le Figaro"Grand assembla pezzo dopo pezzo un puzzle eccezionale. E guida i suoi personaggi in un balletto per uscire dalla miseria e dallo sconforto".Lire"Un thriller inquietante, come piace al pubblico, forse perché rispecchia la realtà…"L'Anticapitaliste
Risorsa locale
Neri Pozza, 24/04/2017
Abstract: Napoli, 1842. Sopra l'ospedale degli Incurabili il cielo è sulfureo come il Giorno del Giudizio la mattina in cui Gioacchino Fiorilli, Commissario di Primo rango presso il quartiere di San Lorenzo, apprende che il nome di Peter Darshwood è nell'elenco dei decessi delle ultime ore. Il giovane inglese era giunto da poco a Napoli per piangere la sorella Emma, scomparsa cinque mesi prima in circostanze altrettanto drammatiche. Nemmeno il tempo di ambientarsi in città che la morte, dopo una violenta aggressione, lo ha sorpreso in un vicolo buio. Napoli non ha avuto misericordia dei due giovani Darshwood, che vengono sepolti nel cimitero acattolico, quel cimitero degli inglesi tenuto come un giardino che, dopo l'omicidio della bella Emma Darshwood, il Commissario Fiorilli ha imparato a conoscere siepe per siepe, iscrizione per iscrizione. Dell'uccisione dell'insegnante di canto nell'orfanotrofio del Serraglio è stato accusato il Comandante della disciplina dell'istituto, Michele Florino, un uomo che tutti dicono invaghito della giovane inglese e diventato così privo di senno da non sopportarne il rifiuto. Il Commissario Fiorilli, tuttavia, non cessa un istante di pensare che dietro al duplice omicidio si nasconda in qualche modo la mano dell'ex medico del Serraglio, Domenico De Consoli, un uomo avvenente e carismatico ma anche sinistro e imperscrutabile. Il caso viene, tuttavia, chiuso quando la polizia rinviene gli effetti personali di Peter Darshwood nell'appartamento di un quartiere popolare napoletano. Peter – concludono le indagini – è stato vittima di una rapina ed Emma di un innamorato deluso. Fiorilli getterebbe la spugna se non giungesse a Napoli un terzo Darshwood: il padre Edward, schiacciato dai rimorsi per la morte prematura dei figli, e a conoscenza di alcune circostanze e dell'esistenza di un fascio di lettere di Peter che potrebbero gettare nuova luce sull'intera vicenda. Con una prosa scorrevole e avvolgente, capace di ricostruire impeccabilmente gli usi e i costumi della società napoletana dell'epoca, Vladimiro Bottone ha scritto una storia che è un perfetto connubio tra romanzo storico e noir d'atmosfera, consegnando al lettore il ritratto di una Napoli ottocentesca dalle tinte fosche, pericolosa e affascinante come la Londra di Dickens."Corruzione, avidità e brama di potere, ma anche senso del dovere, onestà e passione, superstizione e gioco. Un libro che ti fa riflettere e ti fa andare a fondo in una questione, anche se può risultare pericolosa e scabrosa".la Repubblica
Risorsa locale
Tempo di vivere, tempo di morire
Neri Pozza, 24/04/2017
Abstract: Russia, Seconda guerra mondiale. Ernst Graeber torna a casa. Dopo due anni di combattimenti ininterrotti, il suo reggimento è finalmente in licenza. Torna con tante domande e speranze in testa. Le domande vanno alla guerra. Per chi combattono adesso i soldati tedeschi? Per le SS, per la Gestapo, per i bugiardi e gli imbroglioni? Perché fanatici e assassini possano rimanere ancora un anno al potere? I russi avanzano e la guerra è ormai persa. Una guerra che li ha tenuti isolati in una condizione spaventosa, disumana e ridicola. Le speranze vanno alla casa. Alla colazione, che sua madre preparerà come al solito, stendendo una tovaglia a scacchi bianchi e azzurri e servendo in tavola miele, panini e latte caldo insieme col caffè. Al sole, che destate illumina i gerani sul davanzale.Quando finalmente giunge a Warden, tuttavia, niente è come Graeber ha immaginato. Dove un tempo cerano file di case di legno dai tetti aguzzi si erge ora un groviglio di travi carbonizzate, resti di muri e mucchi di pietre sopra i quali stagna un fumo biancastro. La casa è stata rasa al suolo, i genitori dispersi. Lunico fiore che risplende in quella devastazione è Elisabeth Kruse, la ragazza che conosceva da bambino. È diventata una donna dalla bellezza irresistibile, Elisabeth, con gli occhi scuri e i capelli color mogano che le scendono sulle spalle in unonda inquieta. Ha, però, un velo di malinconia nello sguardo. Suo padre, il primario Kruse, è stato denunciato e da quattro mesi è rinchiuso in un campo di concentramento, ed Elisabeth vive una coabitazione forzata con la signora Lieser, una fervente nazista che la tiene prigioniera nella sua stessa casa. Che cosa fare per liberarla?Che cosa fare per ritrovare i genitori e per ridare dignità a una patria umiliata da schiavitù e stragi, dalla totale mancanza di umanità? Storia di un grande amore che prova a opporsi alla brutalità e allinsensatezza della guerra, Tempo di vivere, tempo di morire è una delle opere maggiori dellautore di Niente di nuovo sul fronte occidentale, oggetto anche di una celebre trasposizione cinematografica nel 1958 in cui compare lo stesso Remarque nei panni di un vecchio professore avverso al regime nazista."Commuovere il lettore con la forza delle parole, e destarne insieme cuore e mente, è il dono straordinario di Remarque".The New York Times"Remarque ha un passo inquieto, senza via duscita, dolente e coinvolgente".la Repubblica
Risorsa locale
Malgrado tutto, direi che questa vita è stata bella
Neri Pozza, 24/04/2017
Abstract: Si può ricostruire la propria vita come se si trattasse di un processo il cui giudice altri non è che il proprio Super-Io?In un serrato, folle e avvincente dialogo con se stesso Jean d'Ormesson ripercorre le tappe salienti della sua esistenza, i-niziata tra la fine della Prima guerra mondiale e la grande crisi. Incalzato da un Super-Io severo, benevolo e a tratti spieta-tamente ironico, d'Ormesson parla dei primi viaggi al seguito del padre diplomatico: inizialmente in Baviera, dove impara a parlare tedesco prima di parlare francese, poi in Romania e in Brasile, fino al rientro in Francia nel castello di famiglia. Casato appartenente alla casta irrequieta e orgogliosa della nobiltà di toga, i d'Ormesson danno poca importanza al denaro, ma questo non impedisce al piccolo Jean di crescere circondato da autisti, cuochi, maggiordomi e cameriere, perché vi sono pur sempre gli obblighi imposti dal rango sociale. Il lignaggio impone un codice di comportamento al quale è fuori questione non sottomettersi: si indossa lo smoking, la marsina, il frac e il cappello a cilindro; sono rigorosamente bandite espressioni come "caspita!", "piacere di rivederla", "buon appetito!" o "buon proseguimento ", mentre "dopo cena" è preferibile a "le ventidue", riservata ai ferrovieri.Tra governanti inflessibili che lo sculacciano con la spazzola per capelli, autisti che lo scorrazzano per boschi e sagre di paese e zii che gli trasmettono l'amore per la letteratura, Jean cresce come un grande sognatore e un instancabile lettore che legge tutto quello che gli capita tra le mani: i manifesti sui muri, le ricette dei medici, i volantini per strada, da bambino, e Oscar Wilde e Bergson da ragazzo.Pur riconoscendo di essere nato con una camicia di finissima seta, circondato di privilegi, d'Ormesson è però, soprattutto, figlio del suo tempo, un tempo dominato dal nazionalsocialismo di Hitler e da una guerra che, con i suoi campi di concentramento, i bombardamenti a tappeto, il nucleare, le bugie e i delitti diventa pane quotidiano di una realtà a cui è impossibile sfuggire.Con una prosa ironica, ammiccante e fantasiosa, Jean d'Ormesson si svela al lettore attraverso un resoconto autentico e appassionante della sua vita. Un resoconto in cui i ricordi, i rimpianti e i sogni mai realizzati di un grande scrittore si fon-dono insieme senza nostalgia né patetismi, per offrire il ritratto a tutto tondo di un secolo e di un'intera nazione."Fin dalle prime righe, la penna è vigile e ironica. In questo viaggio della memoria, la gioventù rimane eterna, imperiosa, insolente".Atlantico"Una prova grandiosa: brillante, allegra, scritta da un autore amato da tutti".la Croix"Un libro che mette in scena l'avventura che è stata la lunga vita dello scrittore. Un invito a essere felici".La vie