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La spilla d'oro. Memorie da un secolo sterminato
Bibliotheka, 12/01/2024
Abstract: Primavera 2020: Siamo in piena emergenza sanitaria a causa della diffusione del Coronavirus. Lapo, il narratore protagonista, si chiede perché – in questa pandemia che ha sconvolto il mondo – gli accade così spesso di pensare al padre. Sarà la paura del virus in agguato, possibile veicolo di morte, che gli ricorda quella del genitore? Sarà la condizione di isolamento e di forzata astinenza dalle radicate consuetudini, che lo induce a porsi quelle domande radicali che i quotidiani affanni ci inducono a rimuovere? Sarà tutto questo, potenziato dalla sua professione? Di sicuro sa che un desiderio impellente, d'improvviso, lo agita: guardare dentro la sua vita per scoprirne il senso. È l'inizio di un viaggio a ritroso, in cui passato e presente si confrontano e s'illuminano a vicenda. A guidarlo, dapprima alcune foto d'epoca scoperte in un cassetto, poi, soprattutto, la spilla d'oro dalla testa rossa di cui la nonna Esterina si serviva, alla vigilia della Grande Guerra, per difendersi dai molestatori nel loggione del Teatro del Giglio di Lucca. Il nipote osserva l'oggetto che, ai suoi occhi, diventa vivo: un'arma che fora i decenni del secolo scorso, un passe-partout per penetrarvi e sviscerarne la drammatica complessità. Ecco allora il richiamo alle origini familiari e sociali, ecco la necessità di confrontarsi con un mondo e una vicenda, quella del Novecento, che Lapo ha indagato da studioso di storia, ma non come figlio di suo padre e sua madre.
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Berlinguer e il sindacato. Il grande freddo '69-84
Bibliotheka, 08/04/2024
Abstract: Questo libro racconta un paradosso tutto italiano.Negli anni Settanta brillò luminosa la stella elettorale del più importante partito operaio italiano, il PCI. Contemporaneamente i sindacati di nuovo uniti, conquistarono il centro della scena politica e sociale ottenendo grandi successi, non solo contrattuali ma anche sociali. Poteva essere la premessa di un grande cambiamento; al contrario, fu solo l'inizio di una lunga incomprensione. Il dialogo si fece tra sordi nel momento in cui il PCI di Enrico Berlinguer arrivò nell'area di governo perseguendo l'attuazione del compromesso storico, una strategia "totalizzante", come la definì Giorgio Napolitano, destinata a entrare inevitabilmente in rotta di collisione con le spinte autonomistiche e unitarie che ispiravano il sindacato.
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Lezioni sulla guerra e sulla pace
Laterza, 12/01/2024
Abstract: Subito dopo la crisi di Cuba, che aveva portato il pianeta sull'orlo dell'olocausto nucleare, Norberto Bobbio elaborò le sue lezioni sulla guerra e sulla pace. In questo scritto inedito, il grande filosofo torinese discute le teorie con cui nella storia si è giustificata la guerra o si è cercato di superarla. Un lavoro di grandissima chiarezza e linearità, tornato oggi, purtroppo, di estrema attualità.Nel 1964 Norberto Bobbio decide di dedicare le sue lezioni di filosofia del diritto al tema della guerra e della pace. Un tema – non nuovo nella riflessione dei giuristi e dei politologi ma poco frequentato nei corsi universitari – che a Bobbio pare meritevole di essere trattato, non solo perché adatto a una ricostruzione storica e teorica di ampio respiro ma soprattutto perché reso urgente dal pericolo della guerra atomica, nel pieno della crisi dei missili di Cuba.Il libro espone e discute le varie teorie con cui nella storia si è tentato di giustificare la guerra e le diverse correnti pacifiste che hanno cercato di superarla, di ciascuna mettendo in luce gli argomenti, le incongruenze, i punti di forza e gli elementi di debolezza. Qui Bobbio avanza la sua celebre tesi circa l'impossibilità di giustificare la guerra in un'epoca in cui l'uso di armi così potenti rischia di mettere in questione la stessa sopravvivenza del genere umano. Un testo destinato a diventare imprescindibile rispetto a un dibattito contemporaneo spesso non all'altezza della drammaticità dei tempi che viviamo.
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Neri Pozza, 16/01/2024
Abstract: ROMANZO VINCITORE DELLA SESTA EDIZIONE DEL PREMIO NERI POZZAAutunno 1942, Siberia. Il sergente Dorotov ha pianificato il viaggio in ogni dettaglio. L'automezzo, un camion di fabbricazione sovietica ZIS-6, abbandonato dall'Armata Rossa per una falla nel radiatore, partirà da Tjumen' e attraverserà una serie di centri urbani per sottrarsi alle insidie delle campagne che potrebbero celare agenti della controrivoluzione. In ogni città dovrebbe esserci un manipolo di uomini scelti, pronto a contenere i rischi. L'uso della violenza non è stato escluso a priori. Lo scopo, uno solo: sottrarre al controllo delle autorità sovietiche il corpo imbalsamato di Vladimir Il'ič Ul'janov, anche noto come Lenin, che è stato spostato in fretta e furia dalla capitale minacciata dall'invasione nazista. Insieme al sergente Dorotov ci sono il soldato semplice Antonov, reduce da una lobotomia per aver notato una certa mobilità nel venerabile cadavere, e Olga, una donna dagli occhi verdi e ostinati che sembrano suggerire a chi le sta intorno l'urgenza di un matrimonio per spegnere quell'impudenza nel suo sguardo. Dietro di loro, l'impetuosa avanzata della 4 a armata corazzata tedesca del generale Hoth. Alla fine del percorso, sulla mappa, una sola scritta: Itinerarium mentis in Lenin. È così che l'ascetica determinazione del sergente Dorotov conduce i suoi compagni in un pellegrinaggio fisico e mentale attraverso la Grande Russia, un'avventura del pensiero alla ricerca della moralità incorrotta, della totale integrità ideologica, dell'assenza dei guasti che hanno rovinato il socialismo. In altre parole, di un mondo utopico e perfetto. Uno in cui nemmeno la morte esista più. La Repubblica popolare di Leninesia."L'ultimo viaggio di Lenin si legge come un romanzo d'avventura. È una storia colta e ironica, anche, e in fondo parla del desiderio che abbiamo tutti: quello di vivere in un mondo perfetto".Andrea Tarabbia
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Laterza, 12/01/2024
Abstract: Se il delicato equilibrio tra stato e mercato viene meno e un capitalismo senza regole pretende di dettare legge, a rischio sono l'eguaglianza, la democrazia, la pace.Le ultime guerre ne sono la prova: frutto di scelte criminali compiute da leader che perseguono i propri interessi privati o di clan, trovano alimento in un mercato globale che oramai si dimostra perfettamente in grado di gestire in piena autonomia tutte le sfere interessate, finanziaria, produttiva e commerciale.Dopo il 1989, con il superamento del mondo diviso in blocchi, ci si aspettava il trionfo della democrazia. E invece assistiamo al trionfo di un capitalismo in pieno delirio di onnipotenza, cui fa da contraltare la ritirata dello stato democratico: graduale distruzione del welfare, abbandono delle lotte per i diritti, crescita esponenziale delle diseguaglianze.A un secolo dalle guerre mondiali, l'attacco scatenato da Putin il 24 febbraio 2022 sembra aver riportato il mondo sull'orlo di un nuovo conflitto globale. E altre tragedie si stanno consumando intorno al nodo irrisolto tra Israele e Palestina. Poco o nulla del contesto odierno, tuttavia, ha a che vedere con il mondo del passato; e non si possono interpretare gli eventi odierni appellandosi a vecchie categorie. L'invasione dell'Ucraina, ad esempio, va considerata come una conseguenza della globalizzazione fuori controllo e si inserisce nel filone delle 'nuove guerre', che vedono protagonisti – insieme alle forze armate tradizionali – mercenari, terroristi, mafiosi e nelle quali la logica privatistica del mercato si fa gioco delle ideologie. Il tempo è quasi scaduto: le democrazie devono riprendere terreno sul 'capitalismo di sangue', consapevoli del fatto che una guerra globale renderebbe inutile il capitalismo stesso.
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Magellano. Il primo viaggio intorno al mondo
Laterza, 12/01/2024
Abstract: Un periplo infernale che David Salomoni racconta con incommensurabili dettagli: dai diari di bordo alle scorte di sedano, dalle trattative con i nativi alle condanne dei rivoltosi, dalla natura aggressiva della Patagonia alla perfida incontrollabilità dei marosi, dalle piccole colonizzazioni ai primi pinguini della storia, dalla preda di chiodi di garofano e zenzero ai repentini cambi di rotta.Giovanni Mari, "La Stampa"La verità storica non si lascia addomesticare e il ritorno ai fatti e ai documenti è indispensabile; perciò va consigliata la lettura di Magellano. Il primo viaggio intorno al mondo di David Salomoni.Andrea Canova, "Alias – il manifesto"500 anni fa Ferdinando Magellano guidò le sue navi oltre la Patagonia, fino a un altro mare. Un viaggio senza precedenti, una storia capace di affascinare, meravigliare e commuovere.
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Laterza, 12/01/2024
Abstract: Il sesto comandamento, quello che intima di "non commettere atti impuri", è da sempre al centro della morale cattolica ed in esso vengono ricompresi lo stupro e l'abuso sessuale. Ma l'attenzione è sempre sul peccatore, di cui la Chiesa si occupa, e mai sulla vittima, che anzi rischia di essere complice di questa impurità.Un nodo centrale, di estrema attualità, affrontato con coraggio e lucidità da una delle voci più originali del mondo cattolico.
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Laterza, 12/01/2024
Abstract: L'Ucraina è stata molto a lungo una 'mera espressione geografica' sulla carta d'Europa, un teritorio conteso tra imperi potenti e in concorrenza tra loro.Eppure, a partire dall'ottocento si è sviluppata una coscienza nazionale che, dopo il 1989, ha dato senso e identità al nuovo stato indipendente. Questo libro ne ricostruisce la storia e mostra come questo processo influenzi l'attuale conflitto con la Russia.
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Sellerio Editore, 12/01/2024
Abstract: Ritorna uno dei romanzi più acclamati di Yasmina Khadra uscito in Italia nel 2001. In un'Algeri marcia, sotto assedio delle forze islamiche armate, la discesa agli inferi senza via di ritorno di un ragazzo che vede i propri desideri trasformarsi in lame di carnefice.
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Sellerio Editore, 14/07/2024
Abstract: Romanzo, memoria, manuale non ortodosso per genitori debuttanti. Un diario della paternità, una "lettera al figlio" in cui la realtà e la pura finzione convivono in una strana armonia.
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Un libro d'oro e d'argento. Intorno alla "Grammatica della fantasia" di Gianni Rodari
Sellerio Editore, 16/01/2024
Abstract: Cinquant'anni fa usciva il saggio sulle tecniche dell'invenzione e sui meccanismi che regolano i processi creativi di uno dei maggiori scrittori per l'infanzia del Novecento.
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Bollati Boringhieri, 26/01/2024
Abstract: "Brevi pagine che hanno la tenera freschezza di una foglia pur essendo essenziali come la sua nervatura."Claudio MagrisMemorie minime raccoglie otto brevi prose – minime, appunto – che Giulio Bollati ha lasciato dietro di sé, quasi perdute, che sono state raccolte dopo la sua morte, pubblicate con una prefazione di Claudio Magris nel 2001 e che vengono riproposte oggi in questa nuova edizione.L'editore e l'intellettuale lasciano qui spazio allo scrittore puro, al cesellatore di ricordi e frammenti, al prosatore elegante. Come immagini fotografiche sbiadite, questi brevi flash narrativi schiudono memorie e mandano lampi di poesia. Non senza ironia (indimenticabile la gita in Provenza con Italo Calvino a trovare Pablo, "Pablo chi?", Pablo Picasso), sono tuttavia costellati di un'amarezza leggera o, forse meglio, di una soavità profonda.È un Giulio Bollati "minore", può darsi, ma c'è l'ingegno dell'editore raffinato anche in queste pagine, scritte per sé e non per essere pubblicate, dunque intime e profondamente autentiche.
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Critica della questione ebraica
Bollati Boringhieri, 26/01/2024
Abstract: Che cos'è l'antisemitismo? Perché non è stato debellato dall'Illuminismo e dalle rivoluzioni moderne, al pari di tanti altri pregiudizi e superstizioni tradizionali, ma è invece riapparso, più barbaro che mai, nel cuore della società moderna? Come spiegare la sua spettrale persistenza fino ai giorni nostri? Quale misteriosa attrattiva continua a consentirgli di fare breccia nei cuori delle classi dominanti così come di quelle oppresse, a destra come a sinistra?Manuel Disegni rilegge Marx a partire da queste domande. Il suo intento non è solo quello di mettere fine una volta per tutte alle dicerie sul presunto antisemitismo del rivoluzionario di Treviri, nato ebreo e convertito al cristianesimo in età prescolare. Questa indagine sui rapporti fra la teoria marxiana e il fenomeno antisemita punta a proporre un radicale ripensamento dell'una e dell'altro. La discussione su Marx e l'antisemitismo ruota tradizionalmente intorno al famigerato, mai ben compreso e tuttora scandaloso articolo del 1844 Sulla questione ebraica. Disegni vi legge una testimonianza del fatto che proprio Marx sarebbe stato il primo a riconoscere nei rigurgiti antisemiti del suo tempo un fenomeno specificamente moderno: non soltanto il residuo di un antico astio religioso, ma allo stesso tempo un prodotto della nuova società nata dall'emancipazione borghese e dalla rivoluzione industriale. Ma ben al di là di quello scritto giovanile, il progetto di fare una "critica definitiva della questione ebraica" attraverserebbe sotterraneamente l'intera opera di Marx, svolgendo un ruolo determinante in tutte le tappe del suo itinerario critico, dal confronto giovanile con la filosofia tedesca a quelli più tardi con il socialismo francese e con l'economia politica britannica. Muovendosi fra testi noti e meno noti, ampie ricostruzioni storiche e aneddotica minuta, controversie teoriche, battaglie politiche ed excursus letterari, la ricostruzione di Disegni porta alla luce questo tema come uno dei principali elementi di continuità fra i presunti due Marx, il giovane filosofo e l'economista dalla barba bianca; come il vero garante della coerenza metodologica fra il materialismo storico e la teoria del capitale.Mentre gli studi marxiani e il marxismo hanno da sempre sottostimato, per non dire negletto, il tema dell'antisemitismo, la ricerca sull'antisemitismo ha finora mancato di recepire il contributo di questo classico del pensiero critico alla comprensione della natura e delle cause del proprio oggetto.
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Salani Editore, 19/01/2024
Abstract: La neve ha il potere di nascondere tutto.CI SONO LUOGHI IN CUI LA NEVE SEMBRA AVERE IL POTEREDI NASCONDERE TUTTO: LA FUGA DI DUE BAMBINI INNOCENTI,MA ANCHE LA MINACCIA DEI NAZISTI. SEMPRE PIÙ POTENTI,SEMPRE PIÙ VICINIAngelo e Lidia sanno molte cose per essere due bambini di undici e sette anni. Sanno che c'è un motivo se hanno dovuto cambiare scuola e lasciare i loro compagni di classe. Sanno il significato di alcune parole difficili, come 'leggi raziali' o 'deportare', e che c'è qualcosa di terribile nell'aria che le loro famiglie non vogliono rivelargli. Ma soprattutto, Angelo e Lidia sanno di essere ebrei. È per questo che una mattina i due cugini si svegliano e non trovano più le loro famiglie: in fuga dalla minaccia nazista, li hanno abbandonati per proteggerli.Costretti a rinunciare perfino ai loro nomi, Angelo e Lidia intraprendono un viaggio tortuoso che li porterà, prima insieme e poi separati, sulle montagne maestose e selvagge a nord del Piemonte, fra vette ghiacciate e valli fiabesche, alla ricerca di un posto dove poter essere se stessi.Con penna leggera come la neve, Sofia Gallo dipinge su carta paesaggi mozzafiato e personaggi indimenticabili, donne rivoluzionarie, uomini coraggiosi e amicizie indelebili. Racconta le ingiustizie della guerra, ma anche il senso di impotenza e il difficile meccanismo del crescere. E parla, con dolcezza e onestà, di tutti gli esclusi, gli emarginati, i diversi.
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Guanda, 26/01/2024
Abstract: "Una storia affascinante anche se tragica, in cui la voce inconfondibile del maestro si riconosce sin dalla prima frase. "California Literary Review"L'urgenza morale che hanno ancora oggi i romanzi di Aharon Appelfeld è uno scandalo dei nostri tempi. Aver creato capolavori a partire da un silenzio così profondo è la prova della sua genialità." Los Angeles Times"Uno scrittore che ha fatto suo in modo unico il tema dello sradicamento e del disorientamento. "Philip Roth"Mio padre e mia madre non erano felici insieme. Non litigavano e non si accusavano a vicenda, ma in casa il silenzio era duro come il ghiaccio." Paul Rosenfeld, figlio unico di genitori ebrei, il giorno del suo nono compleanno scopre che il padre non abiterà più con loro. Impara ad aspettare le sue visite sempre più rare, tanto che il suo volto gli si cancella quasi dalla memoria. Instaura con la madre un rapporto totalizzante, che si incrina quando lei lo "tradisce" con un nuovo amore. Da quel momento Paul trascorre più tempo a Czernowitz con il padre pittore, che sfoga nel bere la frustrazione di essere artista ed ebreo in un mondo che fa sempre più fatica ad accettare entrambe le cose. Allo smarrimento emotivo e alla solitudine di Paul fa da controcanto la tensione drammatica di un'Europa che si affaccia sul baratro della Seconda guerra mondiale. La vicenda privata di una famiglia, con le sue ferite e i suoi vuoti incolmabili, diventa allora lo specchio in cui si riflettono la paura e lo sgomento di un intero popolo, la follia che di lì a poco innescherà la tragedia dell'Olocausto.
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Baldini+Castoldi, 16/01/2024
Abstract: Con l'avvento dell'Eiar, Ente italiano audizioni radiofoniche, derivata nel 1927 dell'Uri, Unione radiofonica italiana, che era nata nel 1924 - giusto cent'anni fa (auguri!) - gli italiani scoprirono la radio non solo come fonte di informazione ma anche di intrattenimento musicale, oltre che come efficacissimo mezzo di propaganda. La produzione di canzoni di quei due decenni - 1924/1944 - del secolo scorso fu abbondante e, spesso, qualitativamente pregevole; purtroppo non è mai stata raccontata come merita, anche perché ha sempre sofferto dell'accusa di "strumento del Regime" – cosa che pure fu, ma solo in parte. Lo scherzoso titolo, Eiar Eiar Alalà, cita e riprende modificandolo – come già avevano fatto all'epoca alcune "fronde" antifasciste, per sbeffeggiare l'emittente di Stato, tacciata non a torto di favoreggiamento del "sistema" – il motto "Eia Eia Alalà", coniato da Gabriele D'Annunzio già durante la Grande Guerra per sostituire il "barbarico hip hip urrà", e in seguito entusiasticamente adottato dal Regime. In queste pagine troverete quindi 130 fra le canzoni, molte notissime ancora oggi, che hanno accompagnato, attraverso la radio e i dischi, la vita degli italiani di quegli anni, in schede che ne presentano gli autori e gli interpreti, ne descrivono la composizione della musica e lo sviluppo del testo, e le inquadrano nel contesto storico del periodo in cui sono state scritte, registrate e diffuse. È un contributo alla riscoperta di un repertorio finora ingiustamente trascurato.
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La nave di Teseo +, 12/01/2024
Abstract: Quando Gianpaolo Donzelli – che al momento dell'estensione del libro era presidente della Fondazione dell'Ospedale Pediatrico Anna Meyer – mi chiese di scrivere un libro sulle molte attività ed esperienze che quotidianamente integrano il percorso di cura dei bambini e dei ragazzi ricoverati, l'impresa mi è sembrata ardua: tante le sollecitazioni, tante le elaborazioni teoriche messe a punto negli anni. Se nel panorama editoriale non mancano pubblicazioni che si occupano dei processi mentali di bambini e adolescenti posti drammaticamente di fronte all'ospedalizzazione, inedito ci è sembrato il tema relativo al ruolo dell'immaginazione. Ed è questo che abbiamo inteso approfondire. Come può infatti la fantasia sopravvivere quando la voglia di giocare, di andare a scuola, di amare o disobbedire è soffocata da qualcosa di invisibile che accade dentro al corpo? Nella realtà di tutti i giorni irrompe il "reale", hanno sostenuto psicoanalisti di pregio: come mantenere, allora, vivo il pensiero di un bambino o di un ragazzo ricoverato? Come non farlo soccombere allo sconvolgimento del "reale"? Il mio letto è una nave trova in una sorta di principio omeopatico della mente – "curare l'immaginazione con l'immaginazione" – un'angolatura originale dalla quale osservare e rendere condivisibili esperienze concrete nelle quali l'apporto caleidoscopico della cultura si integra ai processi della cura e della guarigione in ospedale pediatrico. Dagli atelier di pittura ai taller di poesia, dalle passeggiate "del silenzio" alle fiabe dal mondo, dall'orto coltivato al giardino in fiore, dai laboratori ecologici al Reparto delle Bambole, la speranza è che il nostro libro sia utile strumento di conoscenza per genitori, medici, personale sanitario, educatori e insegnanti. "Nella collana 'La cura', le scienze medico-biologiche, umanistiche, letterarie e visive si integrano per creare una nuova cultura per i pazienti, i professionisti e i cittadini. L'obiettivo è promuovere i diritti fondamentali della persona malata o in condizioni di fragilità e diffondere una visione globale della medicina, e di altre scienze della cura a essa integrate, che tenga conto anche dei bisogni psico-emozionali e spirituali, considerati parte inscindibile dell'intero percorso di cura e valori fondamentali del vivere sociale." Gianpaolo Donzelli
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IlSole24Ore Publishing and Digital, 27/12/2023
Abstract: Avete mai provato a chiedere ai vostri figli e figlie qual è il lavoro che vorrebbero? E se hanno idea di quale percorso seguire per raggiungerlo? Certo, è difficile avere le idee chiare in questo momento di incertezza, ma le coordinate per orientare figli, famiglie, imprese e istituzioni alla ricerca di competenze green e innovative si trovano ascoltando chi ha dato voce alla propria passione per la sostenibilità, trasformandola in un lavoro. L'autrice di questo libro ha selezionato venti profili dalle professionalità molto diverse, dall'energy manager al green fashion designer, e le ha intervistate per rendere le loro voci accessibili e creare una costellazione di lavori della sostenibilità.La sostenibilità è certamente la più grande sfida delnostro tempo. È un cambiamento del modello di fareimpresa che non ha più come unico obiettivo quellodella crescita dei profitti e del business, ma che tieneconto allo stesso modo dell'impatto su ambiente,società e persone. Si tratta di un cambiamento che nonè più un'opzione, ma una necessità.Katia Da RosVicepresidente di Confindustria per Ambiente, Sostenibilità e Cultura
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Fazi Editore, 30/01/2024
Abstract: "Costantinopoli è la madre prima tradita, poi persa e infine dimenticata dall'Europa. Sonia Aggio ce ne restituisce il volto e la storia con cura e amore in un romanzo al contempo delicato e vigoroso". Paolo MalagutiGiovanni Zimisce, cresciuto con gli zii materni, i Foca, è diventato con il tempo un valoroso condottiero e combatte con coraggio per l'Impero bizantino accanto a Niceforo, il generale più brillante della sua epoca, e a Leone Foca. La guerra è tutto ciò che gli rimane: sua moglie è morta di parto e i parenti del padre, i Curcuas, lo considerano un traditore. Quando ormai sembra che Giovanni non abbia più altro scopo se non combattere al fianco dei Foca, tre streghe gli profetizzano che diventerà imperatore. Ma come è possibile, visto che sul trono ora siede Niceforo, il suo mentore, l'uomo che l'ha cresciuto e per cui darebbe la vita? Quando proprio Niceforo gli volterà le spalle e l'affascinante Teofano busserà alla sua porta, Zimisce dovrà decidere che cosa fare in futuro: restare fedele all'imperatore, assecondando i principi con cui è cresciuto, o prenderne il posto, accettando definitivamente il suo destino? Guerre, omicidi, congiure e tradimenti: dopo l'esordio con Magnificat, Sonia Aggio torna in libreria con un romanzo avvincente e denso di colpi di scena, ripercorrendo le vicende di un uomo straordinario che, partendo da semplice soldato, riuscì a cambiare le sorti del suo Impero conquistando inaspettatamente la corona. In questo libro, con grande talento e accuratezza, l'autrice ricostruisce la parabola esistenziale di Giovanni Zimisce attraverso il racconto epico della sua ascesa al trono, descrivendo la realtà quotidiana di una delle dominazioni più estese che il mondo abbia mai conosciuto. Un romanzo storico impeccabile, dal sapore di un classico che, con una trama ricca di intrecci, intrighi, amori e terribili inganni, e uno stile coinvolgente e ricercato, ci conduce tra le scintillanti stanze dei palazzi imperiali e i loro splendidi giardini, mostrandoci il volto segreto delle città d'Oriente. Luce e buio si alternano sul suo volto mentre lei si allontana, più gatto che donna, sguardo bramoso e distante. "La prima volta non eri pronto ad ascoltare, vero? Ma oggi lo sei. Sei pronto, Zimisce. Il tuo destino ti attende".
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Fazi Editore, 30/01/2024
Abstract: "Dicono che più s'invecchia e più si diventa conservatori. Be', non è il mio caso. Io più invecchio e meno sopporto il sistema übercapitalista sotto cui viviamo, e più nutro il desiderio di assistere a veri cambiamenti".Bernie Sanders Come possiamo accettare un sistema economico che rende i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri? Come possiamo accettare un sistema politico che permette ai super-ricchi di comprare elezioni e politici? Per Bernie Sanders – popolare senatore americano "socialista democratico", due volte in corsa per la Casa Bianca – la rabbia contro lo status quo è giustificata. Alimentato da un'avidità incontrollata e responsabile di un livello di disuguaglianza senza precedenti, il capitalismo sfrenato mina la democrazia e distrugge il pianeta. Primo candidato nella storia americana a rifiutare i finanziamenti dei grandi donatori, delle lobby e di Wall Street, in questo libro Sanders si scaglia contro la classe dei miliardari e denuncia la natura immorale del sistema oligarchico, corrotto e truccato, che domina gli Stati Uniti: "L'ingiustizia economica ci sta uccidendo. Stanno portando avanti una guerra di classe contro i lavoratori e stanno vincendo. È ora di reagire!". Dopo il racconto della sua straordinaria campagna presidenziale del 2020 – un movimento dal basso che ha riavvicinato alla politica milioni di americani delusi –, della guerra sferratagli dall'establishment dem e della sua battaglia per contrastare l'agenda reazionaria di Donald Trump, Sanders esorta a non aver paura di "sfidare il capitalismo" e presenta un programma dettagliato di cambiamento radicale che rappresenta un riferimento imprescindibile per la sinistra mondiale. Una vera e propria rivoluzione politica dalla parte dei lavoratori e della classe media, impoverita dalla crisi, che ha il suo fulcro nel riconoscimento che i diritti economici sono diritti umani e che occorre creare una società più giusta che offra un livello di vita dignitoso per tutti. Non un'utopia, ma la democrazia come dovrebbe essere.Dal leader della sinistra americana, un'appassionata denuncia dell'oligarchia capitalista e un manifesto politico progressista per il XXI secolo. Bestseller del "New York Times". "Un colpo di frusta. Una lezione importante per guardare ai nuovi conflitti tra capitale e lavoro".Fausto Bertinotti"Un attacco allo status quo da ogni direzione possibile. Galvanizzante e illuminante". "The Guardian" "Sanders evidenzia con forza la totale immoralità dell'attuale sistema economico americano". Kirsten Powers, CNN "Il successo di Sanders dimostra che gran parte dell'America è stanca della crescente disuguaglianza". Thomas Piketty"Una persona onesta e rispettabile. È alquanto insolito nel sistema politico". Noam Chomsky"Ci dà un'idea di come potrebbe essere la politica". Yanis Varoufakis "Sanders è arrabbiato con il capitalismo. Dovreste esserlo anche voi". "Jacobin"