Trovati 858966 documenti.
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Franco Cosimo Panini, 2020
Abstract: Guarda! I colori si mescolando... Un libro da scoprire in tutti i modi, con le mani e con gli occhi!
Piazza 25 aprile / Pierdomenico Baccalario e Alessandro Sanna
Rizzoli, 2020
Abstract: Dal 1934, con la vittoria dei mondiali di calcio, al 1945, il giorno della Liberazione, una piazza italiana vede passare la Storia. È una storia di guerra, di esclusioni, di perdite. E poi finalmente di rinascita. È la storia della nostra Repubblica e della nostra libertà, raccontata attraverso lo sguardo poetico di una bambina
Gli enigmi del caso : vicissitudini di un matematico / Mark Kac
Torino : Boringhieri, 1986
Il collare della tigre / Cristobal Jodorowsky ; traduzione di Claudia Marseguerra
Milano : TEA, 2010
Saggistica
Abstract: Per vivere pienamente la nostra vita dobbiamo liberarci dell'eredità emotiva della famiglia. Le sofferenze, le incomprensioni, le questioni irrisolte o taciute da coloro che ci hanno preceduto formano un fardello che grava drammaticamente sulle nostre spalle, impedendoci di trovare noi stessi o addirittura privandoci di un'esistenza normale. Cristóbal Jodorowsky, figlio e primo collaboratore di Alejandro Jodorowsky, ha sperimentato sulla propria pelle questo peso e ha gradualmente individuato e sciolto i nodi emotivi che lo facevano soffrire. Il suo primo libro è un'autobiografia in cui racconta la propria storia a partire dalla più tenera infanzia, un viaggio a ritroso nelle vicende dei suoi famigliari e un ricco repertorio dei casi in cui, in qualità di psicosciamano, ha usato la psicogenealogia e gli psicorituali come strumenti terapeutici. Ma non solo. "Il collare della tigre" è anche una galleria di personaggi - maestri zen, sciamani, artisti - e un affresco storico della "rivoluzione culturale" degli anni Settanta, quella che ha abbattuto il mito dell'autorità, contestato le religioni istituzionalizzate, puntato il dito contro le tradizioni, finendo poi per attingere di nuovo al mito, ai saperi religiosi, alle antiche pratiche rituali per "riprendersi la vita".
Milano : Longanesi, 1975
Il west ; 9
Milano : Feltrinelli, 1958 (stampa 1959)
Lulu a Hollywood / Louise Brooks ; [traduzione di Marcello Flores d'Arcais]
Milano : Ubulibri, 1984
Parla, ricordo / Vladimir Nabokov ; traduzione di Bruno Oddera
Milano : A. Mondadori, 1962
Quaderni della medusa ; 55
Abstract: Con la particolare nitidezza di qualcosa che si vede dall'altro capo di un telescopio, minuscolo ma provvisto dello smalto allucinatorio di una decalcomania, Nabokov ha lasciato affiorare dalle pagine di questo libro la sua fanciullezza nella Russia leggendaria precedente alla Rivoluzione, troppo perfetta e troppo felice per non essere condannata a un dileguamento istantaneo e totale, sospingendo poi il ricordo fino all'apparizione dello splendido fumaiolo della nave che lo avrebbe condotto in America nel 1940. Il dettaglio è sempre benvenuto: questa regola aurea dell'arte di Nabokov forse mai fu applicata da lui stesso con altrettanta determinazione come in Parla, ricordo. Qui l'ebbrezza dei dettagli che scintillano in una prosa furiosamente cesellata diventa il mezzo più sicuro, se non l'unico, per salvare una moltitudine di istanti e di profili altrimenti destinati a essere inghiottiti nel silenzio, fissandoli in parole che si offrono come miniature traslucide, tascabili paesi delle meraviglie, piccoli mondi perfetti di smorzate sfumature luminescenti. Compiuta l'operazione da stagionato prestigiatore itinerante, Nabokov riarrotola il suo tappeto magico, dopo l'uso, così da sovrapporre l'una all'altra parti diverse del disegno. E aggiunge: E che i visitatori inciampino pure. Cosa che ogni lettore farà...
In fuga controvento : pedalando sulle strade del mondo alla scoperta di se stessi / Paola Gianotti
Torino : Bradipolibri, [2020]
Abstract: Realizzare i propri sogni, per quanto grandi, è possibile. Bisogna solo crederci ed essere pronti a lottare. Dopo aver capito di stare percorrendo una strada che non era la sua, Paola ha detto basta e con passione, sacrificio e determinazione è riuscita a cambiare vita. Si è messa sfidare il mondo in bicicletta, per portare avanti i suoi valori e il suo credo, finalmente protagonista della sua storia. 120.000 km percorsi lungo le strade del mondo, 3 Guinness World Record battuti, 2 Giri d'Italia, 10.000 firme portate da Milano a Oslo per candidare la bicicletta al Premio Nobel per la Pace, 100 biciclette regalate a donne ugandesi, una proposta di legge per la sicurezza del ciclista fatta inserire nel codice stradale. Questi sono solo alcuni dei numeri che l'autrice racconta nel suo secondo libro, utilizzando le proprie imprese sportive per far riflettere i lettori su tematiche quali la motivazione, la resilienza, le convinzioni e il coraggio del cambiamento. Paola si mette a nudo, raccontando la sua trasformazione da ragazza influenzabile e poco decisa ad atleta e donna matura, consapevole delle proprie scelte ma soprattutto felice.
Milano : tsunami ; 2020
Abstract: Negli anni Ottanta, i Judas Priest erano il prototipo perfetto della band heavy metal di successo: un look senza compromessi, tutto cuoio e borchie, da loro adottato e reso iconico; brani dal sapore ribelle e oltraggioso come 'Breaking the Law' o 'Living after Midnight'; ma soprattutto un sound di chitarra unico e distintivo, pesante e melodico, che li ha portati ad avere un riscontro clamoroso e a vendere più di cinquanta milioni di dischi. Oggi possiamo dare uno sguardo dall'interno all'epopea di questa band leggendaria: in Heavy Duty il chitarrista K.K. Downing non risparmia nessuno e racconta, un aneddoto dopo l'altro, gli attriti tra i vari membri della band, gli alti e bassi del rapporto con l'industria discografica, la relazione conflittuale con gli altrettanto leggendari colleghi Iron Maiden, e pure di quando il gruppo si è trovato nell'occhio del ciclone durante il periodo di isteria anti-metal degli anni '80. Per arrivare a quel momento nel 2009 in cui, durante uno show dei Judas Priest, K.K. Downing ha guardato i propri compagni di band e ha pensato: «Questo è il mio ultimo concerto».
La mia vita, 1505 (c.)-1582 / Thomas Platter ; a cura di Giulio Orazio Bravi
Bergamo : Lubrina, 1988
Vite ; 1
Animale ragionevole ; Autobiografia / Gilbert Ryle ; introduzione [e traduzione] di E. Riverso
Roma : A. Armando, [1977]
Metodologia delle scienze e filosofia del linguaggio ; 13
Autobiografia di un perdigiorno / Evelyn Waugh ; traduzione e cura di Mario Fortunato
Firenze ; Milano : Bompiani, 2021
Overlook
Abstract: Per i libri di Evelyn Waugh - il grande scrittore inglese di "Ritorno a Brideshead", "Declino e caduta" e altri capolavori di eleganza e sense of humour - bisognerebbe inventare un genere diverso dal risvolto di copertina e mettere in guardia il lettore. Prendiamo questa "Autobiografia di un perdigiorno" (anno 1964) per la prima volta tradotta in italiano. Non aspettiamoci la solita autoglorificazione dello scrittore di mezz'età: Waugh ci accompagna prima a conoscere il suo albero genealogico zeppo di caratteracci e tipi bizzarri, poi passa a tratteggiare un padre vagamente ostile e una madre vagamente chioccia, ed ecco infine il giovane Evelyn così insicuro della propria vocazione letteraria e così malevolo verso se stesso da rasentare casomai l'autodiffamazione. Come scrive Mario Fortunato nella nota che introduce il volume, "la realtà per Waugh non è che la nostra fantasia ridotta ai minimi termini". Di conseguenza molti personaggi realmente esistiti - da Harold Acton a Anthony Powell, Nancy Mitford e tanti altri compagni a Oxford di una giovinezza scapestrata e parecchio alcolica, ripercorsa con divertimento e qualche nostalgia - assumono nomi fittizi e si trasformano in personaggi romanzeschi imprevedibili e capricciosi, dando vita a una girandola di situazioni degne della migliore letteratura umoristica del Novecento. Perciò in guardia, lettore: più che un'autobiografia questo libro è un ritratto dell'artista da farabutto. L'unico ritratto sincero e spietato che un grande scrittore come Waugh poteva consegnarci.
Milano : Delos Digital, 2021
Abstract: Una storia della fantascienza nell'autobiografia di un protagonista assoluto del genere Dagli Anni venti e le prime riviste di fantascienza create da Hugo Gernsback, dai primi gruppi di appassionati, dai primi scrittori che scrivevano per due centesimi a parola fino al boom del genere negli anni sessanta. Passando per l'era di Campbell, la rivoluzione di Astounding, le convention e le worldcon. E passando per la Grande Depressione, l'attivismo comunista, la Seconda Guerra mondiale. La storia personale di un grande protagonista del genere lettarario più affascinante, che diventa la storia del genere stesso e della nazione in cui fiorisce, gli Stati Uniti. Una storia narrata con ironia, arguzia, curiosità, visione, prospettiva, come solo un grande scrittore come Frederik Pohl poteva raccontarla. C'era una volta un mondo fatato di cui nessuno sapeva nulla, a parte noi. Frederik Pohl lo ha ricreato perché tutti lo possano conoscere - Isaac Asimov Frederik Pohl si dimostra ancora una volta un grande narratore, con una superba autobiografia che diventa una bellissima storia da leggere - Frank Herbert
Venezia : Marsilio ; [Milano] : Feltrinelli, 2021
Abstract: A seguito delle dimissioni di Michail Gorbacëv nel 1991, si concludeva la storia dell'Unione Sovietica. All'indomani della morte dell'amata moglie Raisa, nel 1999, l'ultimo presidente dell'URSS decide di scrivere «il racconto della nostra vita»: questa la genesi della sua autobiografia, che dall'infanzia nel cuore del Caucaso ci porta sull'onda dei ricordi ai vertici della politica mondiale. L'autore ripercorre con onestà e schiettezza le sue vicende private e i più importanti avvenimenti del Novecento, dall'incontro con Reagan ai contrasti con Putin, descrivendo eventi, protagonisti e svolte epocali che hanno segnato la sua carriera e il mondo che oggi conosciamo. Un libro sulle scelte, la politica e il destino di un uomo alla prova della Storia: «A guardare le cose da una prospettiva più ampia - scrive nell'epilogo - posso dire di essere stato fortunato. Ho bussato alle porte della Storia e le porte si sono aperte per me e per coloro per i quali ho ingaggiato la mia battaglia».
Milano : Gribaudo, 2021
Abstract: Un bambino sogna di andare su Marte. Quarant'anni dopo quel bambino, ormai uomo, attraversa a piedi, in solitaria, i 1.100 km del Rub'al-Khali, l'immenso deserto che i beduini chiamano il quarto vuoto, una lingua di sabbia talmente imponente da essere battezzata la "quarta parte" dopo terra, cielo e mare. Nel mezzo la vita, i successi e i fallimenti, le grandi imprese e gli studi sul microbioma, l'amore per la scienza e per la natura, insomma tutto ciò che ha portato Max Calderan a essere una delle personalità più poliedriche e sfaccettate del nostro tempo. Queste pagine raccontano la sua storia e la sua voglia di non mollare mai, di fare un passo in più anche quando tutto ti invita ad arrenderti, ma anche il suo metodo di allenamento e per mantenersi in perfetta salute, la psicologia e il mindset che lo hanno portato a compiere un'impresa epocale, quella traversata che in molti chiamano già la "Calderan Line".
The road to Mecca / Muhammad Asad
Louisville : Fons vitae, 2005
Una passione libera : in forma di autobiografia / Tinto Brass ; con Caterina Varzi
Venezia : Marsilio, 2021
Gli specchi
Abstract: Su Tinto Brass circolano tanti falsi miti. Questa autobiografia si ripropone di sfatarli, per consegnare ai «posteriori» un ritratto intimo, una confessione schietta e irriverente che rimette alla loro «ardua sentenza» l'anima, il pensiero, la vita tutta dell'uomo e del regista. L'occasione per farlo viene dal recupero della memoria perduta, dal ricordo del passato che, grazie all'amorevole aiuto della moglie Caterina, musa e compagna, rivive nelle parole appassionate del «re dell'eros», salvate dall'oblio a cui la malattia ha rischiato di condannarle. Nato a Milano ma profondamente legato a Venezia, città che gli è «madre, moglie e amante», ha fin da piccolo un'indole ribelle. Insofferente a ogni forma di autorità, ben presto rompe con la famiglia, che lo considera un giovane scapestrato e libertino, un viveur che ama dare scandalo. Affacciatosi all'universo cinematografico come proiezionista e assistente al montaggio alla Cinémathèque française di Parigi, di ritorno in Italia entra a gamba tesa nel mondo della regia con Chi lavora è perduto, l'opera d'esordio che segnerà l'inizio delle battaglie contro i critici e la censura. A chi nei suoi film «non vede altro che culi», il «nipotino di Orson Welles» replica con sillogismi aristotelici e decaloghi eticofilosofici, difendendo la sua produzione erotica a suon di stoccate al perbenismo borghese e ai tabù di una società ipocrita e ottusamente bigotta. Forte dell'appoggio di giganti come Rossellini, Fellini e Pasolini, porta in scena una critica politica e sociale che, dal primo all'ultimo film - dai più militanti a quelli accusati di essere «frivoli e superficiali» -, esprime una sete inestinguibile di libertà.
Firenze : Giuntina, 2010
Abstract: Questo è un libro molto personale, ma anche un contributo teologico e filosofico. Emil ha impiegato quasi trent'anni, dopo la fuga dalla Germania, per riuscire a trattare gli eventi della Germania nazista e a parlare dell'Olocausto. Allora, negli anni fra il 1966 e il 1982, aveva creato una strategia intellettuale, filosofica e teologica per esporsi a quegli eventi in tutta la loro particolarità e per riuscire a continuare a vivere. Nel 1983, con Rose e la famiglia si era trasferito a Gerusalemme. Nel 1982 aveva pubblicato un libro, Riparare il mondo, che era filosoficamente profondo, ma anche impegnativo: era giunto a una richiesta - di ricostruire, di riparare ma cosa? Il mondo, sì, ma per ciascuno di noi e anche per lui, per le nostre vite. Per Emil, la sfida - lui stesso l'aveva scoperta e determinata - era riparare la sua vita. Mentre leggiamo queste pagine, non possiamo dimenticare tale necessità, questo obbligo ineludibile. Emil aveva resistito all'idea stessa di scrivere le sue memorie personali, come se fosse uno sforzo inutile e privo di interesse per il pubblico. Quando invece finalmente si decise ad intraprendere questo progetto, fu perché si convinse che la sua vita, se ricostruita in un certo modo, avrebbe potuto dire qualcosa sull'ebraismo tedesco, sui suoi tratti distintivi e su ciò che l'Olocausto aveva distrutto. L'Epitaffio, dunque, è un libro di riparazione, di tiqqun. (dalla Premessa di Michael Morgan)