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Feltrinelli Editore, 12/10/2014
Abstract: "La fotografia è stata per me una grande passione, breve ma intensa; la Leica, il mio salvagente in una stagione di disillusione politica. Era la fine degli anni cinquanta, non esisteva scollamento, allora, tra pubblico e privato: i dubbi, le contraddizioni, le domande senza risposta su quel che restava del sogno comunista segnarono la nostra generazione. In me, poco più che trentenne, il segno fu tanto profondo da spingermi a lasciare non soltanto la redazione di "Vie Nuove" (il settimanale del Pci per il quale scrivevo dopo l'esperienza all'"Unità") ma addirittura il giornalismo, nella convinzione che continuare a praticarlo avrebbe voluto dire tradire le mie idee e trasformarmi da militante comunista nel suo opposto. Preferii partire alla volta di Berlino e trasformarmi in fotografo giramondo. Per cinque anni non feci altro che viaggiare spiando i volti delle persone nei paesi più lontani. Poi i tempi cambiarono, e con essi, un po' alla volta, anche le mie decisioni."
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Feltrinelli Editore, 12/10/2014
Abstract: "Forze ostili? Lei sta parlando di demoni?" "Noi le chiamiamo le madri atroci"Amsterdam, splendida e civilissima capitale europea. Ma anche Amsterdam, luogo di perdizione: quella delle sostanze psicoattive, quella dove il sesso è in vetrina, pronta consegna. Ma per Fabio Amsterdam è solo una cosa: il luogo scelto da sua moglie Daria per togliersi la vita in una stanza d'albergo. Inspiegabilmente. E Fabio è determinato a scoprire cosa possa averla sconvolta tanto da spingerla al suicidio. Ripercorrendo i passi di Daria, Fabio scoprirà che la passione della moglie per la ricerca storica era più profonda di quanto pensasse. E che il suo desiderio di scoprire le radici dell'Olocausto potrebbe averla portata all'estrema decisione: affrontare le famigerate "madri atroci"... Una storia potente e originale, accompagnata dall'adattamento in forma di audiodramma a opera di Sergio Ferrentino, al cuore di uno spettacolo teatrale di grande successo. Perché le grandi storie sanno vivere più di una vita.
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Feltrinelli Editore, 12/10/2012
Abstract: Nulla di meno naturale della famiglia, si potrebbe dire. Famiglia e coppia sono tra le istituzioni sociali più oggetto di regolazione che ci siano. È la società di volta in volta a definire quali dei rapporti di coppia e di generazione sono "legittimi" e riconosciuti come famiglia, e quindi hanno rilevanza sociale e giuridica, e quali invece non devono avere riconoscimento, e dunque sono lasciati nell'informalità, quando non nell'illegittimità. Su queste differenze, che hanno una lunga storia, si innestano oggi, soprattutto nei paesi sviluppati, i mutamenti prodotti da processi di tipo sia demografico sia culturale. Le migrazioni rendono visibili, e trasportano da un paese all'altro, le differenze normative e culturali nei modi di intendere e regolare la famiglia, i rapporti di coppia e di generazione. L'invecchiamento della popolazione ha radicalmente cambiato la forma delle parentele e i ruoli generazionali. L'aumento delle coppie di fatto e la richiesta degli omosessuali di vedersi riconosciute le proprie unioni stanno modificando sia l'idea di coppia sia i processi di formazione della famiglia. Le possibilità offerte dalle tecniche di fecondazione assistita, infine, rompono l'ovvietà del legame biologico tra chi è genitore e chi genera. Sono cambiamenti cui i paesi danno risposte parzialmente diverse e che in Italia cominciano a essere affrontati solo ora.
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Feltrinelli Editore, 01/05/1996
Abstract: Che cos'è la terapia psicoanalitica se non un racconto, un racconto infinito? Andrea G. Pinketts ce lo dimostra lasciandoci assistere agli incontri con la dottoressa B., analista transazionale. Invece di Edipi, traumi e scene primarie, invece di madri e padri, ci vengono incontro nani, serial killer, premi nobel affamati, licantropi, vedove malandrine e golem assassini: il fantastico caravanserraglio della mitologia pinkettiana. Romanzo di racconti, "Io, non io, neanche lui" aggiunge un tassello decisivo al mosaico metropolitano di un autore che dissemina i suoi virus narrativi di disperata comicità con gioiosa determinazione, lasciandosi contaminare volentieri da febbre 'gialla', delirio satirico, infezione horror.
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Feltrinelli Editore, 01/01/1991
Abstract: Pubblicato a New York nel 1923, Il Profeta viene subito accolto con grande favore di pubblico soprattutto presso i giovani, i quali vedono in Gibran un maestro di saggezza. A distanza di tanti anni l'interesse è rimasto immutato: silloge che abbraccia i problemi fondamentali dell'esistenza, il capolavoro del poeta libanese è anche libro di notevole fascino. Il clima sospeso e rarefatto, il ritmo incantatorio di una scrittura lirica di presa immediata, incisiva e visionaria, l'incontro tra due opposte culture, l'orientale e l'occidentale, sono la cifra di uno stile inconfondibile.
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I "se" della mia vita. Un sogno, due volti, una storia
Gangemi Editore, 13/10/2012
Abstract: Questo racconto è quasi un manifesto del libro infinito della vita nelle sue alterne vicende che passano sulla testa di ognuno di noi. In esso si scopre un'ansia psicoaffettiva che, liberando dall'incubo, sfocia nella coscienza sociale riscoperta come fenomeno gioioso generante la forza viva della solidarietà. Fin dall'introduzione emerge la proposta di una storia particolare che tende a superare i diversi ruoli ricoperti nella propria vita dall'autore per privilegiare il magnifico ruolo della paternità, come l'avventura più difficile sul piano personale. Essa, però, non tende all'implosione intimistica, ma all'espansione contagiosa per far scoprire una paternità universale in virtù di quell'interminabile quanto invisibile filo generazionale che lega tutti i figli. Occorre coltivare l'utopia di non far morire il sogno, come fonte generatrice di speranza, che accompagna l'essere umano fino alla fine dei suoi giorni e scoprire che vivere insieme questo sogno è già costruire un mondo migliore. Con tali linee-guida si può procedere alla lettura di questo racconto autobiografico che, pur nella sua crudezza veristica, presenta alcuni quadretti emblematici del rapporto tra se stessi, la natura e la vita quotidiana nelle relazioni familiari, sociali e istituzionali. Le tematiche, infatti, richiamate in questa sofferta esperienza di vita troveranno in molti lettori una specie di identificazione, tanto da riconoscersi nella grande moltitudine dei 'senza nome'. Essi hanno lottato e sofferto per conquistare il proprio nome con l'inserimento umano e sociale in esperienze lavorative diverse, dando anche un contributo allo sviluppo armonico della comunità politica, frutto di quella democrazia che, come il cielo, è di tutti.
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BUR, 15/10/2012
Abstract: In un futuro non troppo lontano, la specie umana sta scomparendo. Un'altra razza, aliena, potente e intelligentissima, ha preso il sopravvento, e i pochi umani rimasti vivono nascosti, raccolti in piccole comunità di fuggiaschi. Tra loro c'è Jared, l'uomo che la giovane Melanie, da poco caduta nelle mani degli "invasori", ama profondamente, e non riesce a dimenticare. Neppure adesso che il suo corpo dovrebbe essere niente più di un guscio vuoto, un semplice involucro per l'anima aliena che le è stata assegnata. Perché l'identità di Melanie, i suoi ricordi, le sue emozioni e sensazioni, il desiderio di rincontrare Jared, sono ancora troppo vivi e brucianti per essere cancellati. Così l'aliena Wanderer si ritrova, del tutto inaspettatamente, invasa dal più umano e sconvolgente dei sentimenti: l'amore. E, spinta da questa forza nuova e irresistibile, accetta, contro ogni regola e ogni istinto della sua specie, di mettersi in cerca di Jared. Per rimanere coinvolta, insieme all'ostinata, appassionata Melanie, nel triangolo amoroso più impossibile e paradossale, quello fatto di tre anime e due soli corpi.
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La ragazza che cadde dal cielo
Neri Pozza, 11/10/2012
Abstract: Londra, anni Quaranta. Il mondo è in guerra e può capitare che una bella ragazza diciannovenne si ritrovi a colloquio, in un appartamento squallido e quasi vuoto di un ex albergo di Northum¬berland Avenue, con un fantomatico signor Potter appartenente all'altrettanto fantomatico Inter Services Research Bu¬reau.La ragazza, tailleur grigio e camicetta bianca, si chiama Marian Sutro, di padre inglese e madre francese. Fino a qualche tempo fa viveva sulle dolci sponde del lago di Ginevra, città dove il padre era un diplomatico della Società delle Nazioni, l'organizzazione sovranazionale travolta dalla guerra.Il signor Potter è un uomo dall'aspetto comune, con giacca di tweed e panciotto, come si conviene a un membro dell'intelligence britannica. Il suo compito è reclutare agenti da spedire nel sud della Francia occupata dalle truppe tedesche, agenti naturalmente capaci di parlare francese senza inflessione straniera.Giovane donna che non è mai stata in un albergo e neppure in un bar da sola, Marian crede di essere arruolata per la sua perfetta padronanza del francese e per la missione illustrata dalla voce querula e i modi garbati di Potter: fare da corriere, nella vasta area che va da Limoges a Tolosa, per conto di un certo César, che avrebbe il compito di istruire i partigiani sull'uso delle armi e le tecniche di sa¬botaggio. In realtà la sua vera missione, ignota allo stesso Potter, è un'altra e riguarda un fisico del Collège de France: Clément Pelletier.Laureato all'École Normale Supérieu¬re, dove già sembrava un allievo predi¬letto dal Cielo, destinato a diventare un secondo Louis de Broglie, Clément Pelletier non ha mai lasciato la Francia dopo l'occupazione nazista, come invece hanno fatto molti suoi illustri colleghi. Amico fraterno di Ned Sutro, fratello di Marian, fisico che, prima dello scoppio del conflitto, era anche lui al Collège del France, Clément non è stato invaghito soltanto del suo paese, al punto da non poterlo abbandonare nemmeno quando Hitler ha fatto la sua comparsa all'Arc de Triomphe, ma anche di Marian. Venticinquenne, ha spedito alla sedicenne sorella di Ned numerose, infuocate lettere d'amore che hanno fatto sobbalzare il cuore a più di una suora nel collegio svizzero dove provvedevano all'educazione della ragazza.L'intelligence britannica ha deciso di utilizzare i servigi di Marian al solo scopo di mettere le mani sul progetto a cui Clément Pelletier sta lavorando al Collège de France: la costruzione di un ordigno capace di capovolgere le sorti della guerra.
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Neri Pozza, 11/10/2012
Abstract: Dai giorni del corso come osservatore nell'esercito di Israele, gli occhi di Dori sono sempre in cerca di minacce potenziali: cecchini sui tetti, movimenti sospetti fra i vicoli, una tenda spostata, uno scintillio che rivela che qualcuno ti sta osservando col binocolo. Unìattività inutile, ma cosí radicata che il timore di pericoli alberga ormai stabilmente nella sua mente. Roni, ad esempio, è la prima donna alla quale Dori ha permesso di toccare il suo amaro nocciolo di solitudine, la prima donna di cui si è fidato, sino al punto da appoggiarsi e assuefarsi totalmente a lei. Tuttavia Dori è convinto che, camminando col suo passo svelto, un giorno lei non si fermerà piú e lo lascerà. E allora per evitarlo, Dori ha deciso di andarsene lui.Suo padre, Meni Peleg, eroe della guerra del Kippur, uomo riflessivo, equilibrato, uno dei piú quotati consulenti finanziari in Israele, dopo la morte dell'amata moglie è scomparso da qualche parte in Sudamerica. Per scacciare i suoi spettri privati, Dori parte alla sua ricerca.Inbar ha la stessa età di Dori, non piú giovane come le giovani, né avanti negli anni come quelle avanti negli anni. Una via di mezzo. Esattamente come Dori. È bella, ha un'abbronzatura sana, un corpo florido e dei capelli castani disordinati con studiata monelleria.Anche Inbar è in fuga dai suoi fantasmi privati e dalle persone in carne e ossa cui è attaccata la sua vita in Israele. Sua madre, ad esempio, che vive nel ricordo struggente del figlio prediletto, Yoavi, morto suicida durante il servizio militare senza lasciare una lettera, una nota che spiegasse il gesto. Oppure Eitan, luomo che la spinge a una maternità che lei non può affatto sopportare.Dori e Inbar si incontrano e si amano in Sudamerica. E in Argentina, là dove alla fine dell'Ottocento il Barone Hirsch comprò molte terre,convinto che fosse il posto migliore dove creare un focolare nazionale per gli ebrei, là dove persino Herzl accarezzò lidea del nuovo stato di Israele, indeciso comera tra Eretz Isruel e l'America del sud, si imbattono insieme in Meni Peleg. Grandi occhi blu e poncho celeste, barba lunga ma non troppo, pomo dAdamo sporgente, esattamente come quello di Dori, Meni Peleg ha fondato in quelle terre Neuland, uno "stato ombra" in miniatura che rammenti allo stato d'Israele cosa avrebbe dovuto essere e cosa potrebbe essere, una comunità perché non vada perduta la millenaria speranza degli ebrei di essere un popolo libero.Romanzo che al suo apparire in patria è stato salutato come un autentico punto di svolta nella letteratura israeliana contemporanea, come un accorato appello al cambiamento di Israele, Neuland riesce nel compito proprio della vera letteratura: mostrare la crisi di un'epoca e di una nazione nell'avvincente narrazione di una storia d'amore.
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Neri Pozza, 15/10/2012
Abstract: È una fredda giornata di aprile del 1854 alla stazione King's Cross di Londra. Effie Gray ha appena salutato il marito John Ruskin, il celebre critico d'arte, e ha preso posto sul treno diretto in Scozia, a Bowerswell, la casa dei suoi.Non appena il treno abbandona la stazione di King's Cross, davanti agli occhi sgranati di Sophy, la sorellina di dieci anni, Effie si toglie i guanti, si sfila la fede nuziale e la mette in una busta indirizzata alla suocera, insieme con le chiavi di casa e il libretto contabile. Dieci minuti più tardi, alla stazione di Hitchin, porge la busta al padre in attesa sulla banchina. Dentro la busta non vi è soltanto la fede, ma anche alcuni biglietti indirizzati agli amici, brevi righe che annunciano la decisione che desterà scandalo e scalpore nella buona società londinese: la separazione di Effie Gray da John Ruskin, un gesto rovinoso per la reputazione di un uomo al culmine della sua fama.John Ruskin non è, infatti, un critico d'arte qualsiasi. Dall'estate del 1843, quando è uscito il suo tributo a Turner in Pittori moderni, è diventato il critico d'arte per eccellenza, un uomo amato e ammirato nei salotti letterari londinesi. Dopo averlo letto, Charlotte Brontë ha esclamato: "È come se finora avessi camminato bendata: questo libro mi ha restituito la vista!" Ispirato, brillante, Ruskin è invitato ai ricevimenti più esclusivi, dove è corteggiato dalle donne più avvenenti e adulato dagli uomini più in vista.La sola idea che qualcuno possa scappare da lui sgomenta. Figuriamoci il doloroso segreto che Effie Gray si appresta a svelare al mondo: che John Ruskin, cioè, l'astro nascente della Londra vittoriana, non ha mai consumato il suo matrimonio!Effie, così elegante, brillante e aggraziata, così giovane ancora coi suoi venticinque anni, avrebbe probabilmente tenuta nascosta a lungo la sua vergogna, se non si fosse innamorata del talento più precoce degli artisti ribelli della Confraternita dei preraffaelliti protetti da Ruskin: John Everett Millais, pittore giovane e bello che l'ha ritratta numerose volte quando è andato a vivere con lei e John nel cottage nei pressi di Glenfinlas.Racconto di una donna che divenne l'eroina di una grande storia d'amore, di un genio malato e di un pittore affascinante e ribelle, Effie narra di uno dei più grandi scandali e triangoli d'amore del mondo dell'arte, oltre a illuminare impeccabilmente pregiudizi, segreti e passioni della Londra vittoriana.
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Neri Pozza, 15/10/2012
Abstract: Estonia, 1910. Il diciassettenne Alfred Rosenberg viene convocato nell'ufficio del preside Epstein. Gli occhi grigio-azzurri, il mento sollevato con un'aria di sfida, i pugni serrati, il ragazzo adduce ben poco per difendersi dall'accusa di aver proferito violenti commenti antisemiti in classe. All'ebreo Epstein non resta perciò che condannarlo a una singolare punizione: imparare a memoria alcuni passi dell'autobiografia di Goethe, il poeta che l'adolescente dichiara di venerare come emblema stesso del popolo tedesco. In particolare si tratta dei brani in cui l'autore del Faust si dichiara fervente ammiratore di Baruch Spinoza, il grande filosofo ebreo del diciassettesimo secolo.La lettura insinua nella mente del giovane Rosenberg un tarlo che lo accompagnerà per il resto della vita: come può il sommo Goethe aver tratto ispirazione da un uomo di razza inferiore? Amsterdam, 1656. Bento, in ebraico Baruch, Spinoza ha ventitré anni: la sua famiglia è di origine portoghese, sfuggita all'Inquisizione e riparatasi nella più tollerante Olanda. L'aspetto del giovane Baruch è distinto e raffinato: i lineamenti aggraziati, la pelle priva di imperfezioni, gli occhi grandi, scuri e profondi. E, dietro quegli occhi, una mente che non esita a elaborare pensieri eccentrici sulla fede, e idee sul mondo così poco ortodosse da attirare il sospetto di eresia.Bento di nascosto si istruisce sulla lingua e le idee di Aristotele e dei grandi filosofi greci presso l'accademia di Franciscus van den Enden, un elegante uomo di mondo, quel mondo esterno così inviso alla comunità ebraica.Con iniziale sgomento di Spinoza, van den Enden addirittura osa affidare parte dell'insegnamento alla figlia Clara Maria, una giovane dal collo lungo e il sorriso seducente di cui Baruch si invaghisce a tal punto da concepire pensieri impuri e desideri impronunciabili tra le mura della comunità.Il risultato di questa educazione filosofica e sentimentale è scontato: il giovane pensatore viene scomunicato e costretto a condurre una vita solitaria e appartata, che lo porterà tuttavia a produrre opere sublimi per profondità e drammaticità. Opere che trecento anni dopo non smettono di tormentare, sotto forma di incessanti domande, l'"ariano" Rosenberg, divenuto uno dei fondatori del partito nazista e stretto collaboratore di Hitler: davvero Baruch Spinoza, quest'uomo appartenente a una razza da sterminare, è riuscito a sviluppare un pensiero filosofico così lucido e geniale? O forse il segreto della sua genialità non sta nella sua mente, ma altrove? Magari nella sua piccola biblioteca personale, su cui la guerra consente di mettere le mani?Dopo aver indagato i fantasmi della mente di Nietzsche e Schopenhauer, Yalom illumina la vita misteriosa e controversa di Baruch Spinoza nella Amsterdam del Seicento e l'ossessione per le sue opere nella Germania antisemita del secolo scorso.
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Giano, 15/10/2012
Abstract: È una mattina di fine estate, con il cielo azzurro che si apre terso sui monti del Taunus, quando un contadino di Hochheim rinviene nella sua vigna il cadavere di un uomo con il volto orribilmente sfigurato da un colpo di fucile. Nemmeno il tempo di accorrere sul posto che il commissario capo Oliver von Bodenstein apprende con stupore dalla sua collega Pia Kirchhoff l'identità del morto. Il cadavere appartiene a Joachim Hardenbach, pubblico ministero della procura di Francoforte, spietato cacciatore di criminali, oltre che uomo di vaste ambizioni politiche. La scena del delitto lascia pochi dubbi: l'intransigente procuratore ha tutta l'aria di essersi tolto la vita.Bodenstein e Pia sono ancora intenti ad assolvere l'increscioso compito di informare la vedova Hardenbach dell'accaduto, quando vengono raggiunti da un'altra ferale comunicazione della centrale: sotto la torre panoramica di Atzelberg, tra Ruppertshain ed Eppenhain, in quella tersa mattina d'agosto, una coppia di ragazzi ha trovato il cadavere di una giovane donna.La scena del delitto suggerisce ancora una volta un suicidio: Isabel Kerstner, la donna morta, è riversa supina, il braccio sinistro sotto il corpo, le gambe piegate, una lussuosa scarpa di dieci centimetri di tacco a spillo a un piede. Le ferite multiple sul corpo sembrano causate dall'impatto sul terreno di chi si è buttato dalla torre.L'autopsia, l'identità e la storia personale della vittima svelano però tutt'altro. Moglie di diciannove anni piú giovane dello stimato dottor Michael Kerstner, veterinario specializzato nella cura dei cavalli, donna malvista per la sua avvenenza e le sue numerose frequentazioni, esperta cavallerizza e vincitrice di diversi concorsi di dressage per conto della raffinata scuderia di Waldhof, Isabel Kestner non solo è stata avvelenata da una iniezione letale, ma conosceva molto bene il defunto procuratore.In un crescendo di colpi di scena e di scoperte sorprendenti, Bodenstein e Kirchhoff riusciranno ancora una volta a scovare il colpevole, in un mondo in cui nessuno è davvero innocente.
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Giano, 15/10/2012
Abstract: La vita di Eric Shaw, giovane regista di Chicago, sembra aver imboccato un'inarrestabile china discendente. Svaniti i sogni di gloria hollywoodiani, abbandonato dalla moglie, per sbarcare il lunario Eric produce filmini celebrativi per matrimoni, lauree, battesimi, funerali. Soprattutto funerali, la sua nicchia di successo. Perché, come enigmaticamente gli sussurra la sua nuova e ricca cliente Alyssa Bradford, Eric ha un dono: sa riportare in vita ciò che non esiste piú. Alyssa è la nuora di Campbell Bradford, miliardario ultranovantenne in procinto di lasciare questo mondo, la quale commissiona al regista un video che renda omaggio al suocero, al suo talento e all'immenso patrimonio da lui accumulato - piuttosto misteriosamente - dopo essere partito negli anni Venti da un minuscolo villaggio dell'Indiana.Un luogo - French Lick e la vicina West Baden - che Alyssa non esita a definire "surreale" e dove è certa che Eric, proprio grazie al suo inspiegabile intuito, riuscirà a scoprire i segreti che ammantano i primi passi dell'eccentrico miliardario.Unico indizio, che Alyssa consegna a Eric: una strana bottiglia che rimane sempre fredda, ghiacciata anche sotto il sole primaverile di Chicago.Contiene la "Pluto Water, l'acqua della salute" prodotta dalle sorgenti di West Baden e assai rinomata ai tempi di Al Capone, del Proibizionismo, e della gioventú di Bradford.Nel giro di poche ore dal suo arrivo al West Baden Springs Hotel, l'albergo dal grande tetto a cupola un tempo frequentato da presidenti e gangster e di recente ricondotto all'antico splendore, Eric, spinto da una forza sovrannaturale ad assaggiare l'oscura e repellente acqua di Campbell Bradford, cade in preda a terrificanti allucinazioni.Figure minacciose - uno spietato uomo con la bombetta, il violento gestore di una bisca, un distillatore clandestino di whisky e il suo giovane nipote analfabeta che dall'inseparabile violino trae delle note angeliche e inquietanti - appaiono davanti ai suoi occhi, come arcani segni di un male profondo da cui quel luogo sembra irrimediabilmente segnato.Terrorizzato ma ormai attratto dalle torbide vicende dei Bradford - il moribondo magnate e il suo cinico e violento nipote Josiah - e dipendente dall'acqua che gli permette di riviverle, Eric intraprende un pericoloso percorso alla ricerca del Lost River, il fiume perduto, una fonte d'acqua sotterranea che sola può portarlo a conoscere l'angosciosa e mortale verità.
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Beat, 15/10/2012
Abstract: Stephen Wraysford è un ventenne inglese, orfano e senza più legami, trasferitosi in Francia per lavorare in un'industria tessile. Isabelle è una ragazza irreprensibile, che rispetta, con rassegnazione, i doveri coniugali di un matrimonio combinato. Quando si incontrano, ad Amiens, nel 1910, i due vengono travolti da una passione bruciante che non possono ignorare. Ma quando Isabelle scopre di essere incinta, la loro relazione s'interrompe bruscamente. Entrambi torneranno alla vita di tutti i giorni, ma la cicatrice di quell'amore segnerà per sempre le loro esistenze. Pochi anni dopo, la Grande Guerra sconvolge il continente. Nel 1917 Stephen è di nuovo in Francia, a lottare per la vita nel corso dei conflitti in cui si ritroverà a combattere tra le fila dell'esercito inglese, nel mezzo delle carneficine a cui dovrà assistere. Sopravvissuto, e di nuovo sui luoghi della passione, ritroverà Isabelle, profondamente segnata, nel corpo e nello spirito, dalle atrocità del conflitto; ma, per l'indecifrabile alchimia dei sentimenti, ne sposerà la sorella, Jeanne.
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Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio
Fazi Editore, 16/10/2012
Abstract: Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio è uno dei più sorprendenti libri di poesia pubblicati in Italia in questi anni. Un libro unitario, sorretto da un'idea di fondo che lo innerva pagina dopo pagina, poesia dopo poesia, invenzione dopo invenzione, arguzia dopo arguzia. Roma e la "romanità" nei secoli, Roma e quanto sopravvive di Roma, Roma come appare a chi – pellegrino, viandante o turista – vi capiti oggi, Roma e la sua immagine bifronte, antica e moderna, accogliente e crudele, struggente e carica di una bellezza malinconica e troppo piena. Valentino Zeichen, il più estroso e irregolare tra gli scrittori italiani, con Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio ha scritto il suo libro più coraggioso e compiuto che, oltre alle caratteristiche già note di poeta ironico e sempre controcorrente, ne rivela il pensiero robusto e la grande capacità di costruzione e struttura. Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio è un libro sulla bellezza e sul tempo che passa, un omaggio comico e malinconico all'idea stessa di civiltà e mondo occidentale di cui la città eterna è simbolo ed emblema fisico e sentimentale.
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Marsilio, 17/10/2012
Abstract: Nazionalista e cosmopolita. Pacifista e bellicista. Elitista e populista. Scrittore politico dalla prosa essenziale e romanziere dall'immaginazione barocca. Mitomane, esibizionista, gelido dandy che flirta con fascismo, marxismo e anarchia, attratto di volta in volta dall'Italia di Mussolini, dall'Urss di Stalin, dalla Cina di Mao e dall'imperialismo americano. Seduttore inveterato, esibizionista, "camaleonte" pronto a servire (e a servirsi di) ogni potere. Tutto e il contrario di tutto, in apparenza, Curzio Suckert detto Malaparte (1898-1957) sfidò solitario le convenzioni della sua epoca. Questa poderosa biografia di Maurizio Serra – basata su un'ampia documentazione, su corrispondenze e testimonianze anche inedite – ci restituisce le sfaccettature di una vicenda umana e letteraria che non può ridursi ai luoghi comuni che ne hanno imprigionato la memoria. Emerge così la modernità di un Malaparte visionario interprete della decadenza europea, che non smette di stupire perché aveva, potente e inconfessato, il gusto dello scacco: "Malaparte o le disavventure di Narciso".
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Bompiani, 17/10/2012
Abstract: "Il supermaschio, può essere letto in molti modi, tutti assolutamente legittimi. Come sempre in Jarry, anche in questo racconto fantastico c'è tutto (o quasi) e il contrario di tutto.C'è l'amore non corrisposto dell'uomo per le macchine, e c'è 'la macchina per ispirare l'amore'. Ci sono le fantasie dell'adolescenza, riassunte nella frase con cui inizia il racconto: "L'amore è un atto senza importanza, perché lo si può fare all'infinito". C'è la donna, vista dapprima come preda e accettata poi come rivale e come benevola padrona. Ci sono i limiti del Progresso e quelli dell'uomo. C'è la passione di Jarry per gli sport. Ci sono, lontani e sfocati sullo sfondo, il Superuomo di Nietzsche (Così parlò Zarathustra è una delle opere-chiave di quegli anni) e Superman l'eroe dei fumetti (che ancora non è stato inventato ma che ha in André Marcueil un suo precursore).E c'è perfino, in filigrana, una storia d'amore: perché no? Una banalissima e comunissima storta d'amore. Chi, almeno una volta nella vita, non si è sentito supermaschio (o superfemmina)? Grande, inimitabile Jarry."Dalla Prefazione di Sebastiano Vassalli
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Rizzoli, 17/10/2012
Abstract: Un libro per i nostri ragazzi, quindi anche per noi. Un libro pratico, perciò pieno di sogni. Un libro emozionante, per l'Italia che non si rassegna. L'Italia deve pensare in avanti. Non è un lusso, è una necessità. Con questo libro Beppe Severgnini ci spinge a "riprogrammare noi stessi e il nostro Paese (brutto verbo, bel proposito)". E offre agli italiani di domani - questione di atteggiamento, non solo di anagrafe - otto suggerimenti: semplici, onesti, concreti.Sono le otto T del tempo che viene, otto chiavi per aprire le porte del futuro.1. Talento. Siate brutali2. Tenacia. Siate pazienti3. Tempismo. Siate pronti4. Tolleranza. Siate elastici5. Totem. Siate leali6. Tenerezza. Siate morbidi7. Terra. Siate aperti8. Testa. Siate ottimistiDietro le otto porte, non c'è necessariamente il successo. Ma di sicuro c'è una vita - e un'Italia - migliore.
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Marsilio, 17/10/2012
Abstract: Attraverso queste venti storie, raccontate senza fare critica né storia del cinema, Irene Bignardi ha costruito un itinerario veneziano molto personale vissuto tra calli e campi, chiese e palazzi, drammi e commedie. E fa rivivere, con una scrittura lieve e sapiente, l'allegria kitsch di Cappello a cilindro, ovverossia Venezia vista da Hollywood, e le atmosfere risorgimentali di Senso; la nobile scenografia dell'Othello di Welles e le faticate vicende de Il mercante di Venezia; i brividi di A Venezia un dicembre rosso shocking e il sentimentalismo di Tempo d'estate; la ribelle giovinezza veneziana inventata dal primo Tinto Brass con Chi lavora è perduto e il rigore politico de Il terrorista di De Bosio; la decadenza della città raccontata da Visconti con Morte a Venezia e i film veneziani ispirati a Henry James; un'inedita esplorazione della città lagunare firmata da Susan Sontag in Unguided Tour e il recente Dieci inverni, che restituisce l'immagine della Venezia studentesca, quella dei giovani, quella squattrinata, lontana dai palazzi.Film, tutti, raccontati con amore e curiosità nelle loro vicende produttive (quasi sempre), letterarie (quando è il caso), personali (spesso). Sempre cercando, nei film, dietro il film, il fattore umano.
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L'arte di amare. Il grande amore erotico che dura
Sonzogno, 17/10/2012
Abstract: Il grande amore erotico dura perché rinasce e ogni volta ti incanta e ti stupisce.Molti sono ancora convinti che ci sia una traiettoria obbligata dell'amore che incomincia con l'innamoramento, la passione ma poi declina e si spegne nella convivenza quotidiana, quando non finisce nel tradimento e nel divorzio. Ma sbagliano. Questo libro dimostra che la felicità e il piacere più intensi sono possibili soltanto nel grande amore erotico che conserva la freschezza dell'innamoramento, l'ardore della passione e che, anziché affievolirsi, col passare degli anni si intensifica. Dobbiamo tornare a dare alla parola amore il suo significato più pieno, più autentico. Perché il vero amore è rivelazione, ammirazione, adorazione, fusione con qualcosa che ci trascende e che dà un nuovo senso al mondo. Solo l'amore totale ci sa dare il brivido dell'assoluto, lo stupore del nuovo, il terrore della perdita e una felicità misteriosa, meravigliosa e divina. Il grande amore erotico si ottiene abbandonandoci all'amore, alla voglia di vivere, al candore dei sentimenti, alla sincerità, alla verità, alla libertà, chiedendo ciò che ci piace senza pudore, senza paura.