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Guanda, 21/08/2014
Abstract: Il benessere del corpo nella nostra società è al centro di continui dibattiti e per alcuni è diventato una vera e propria ossessione. Ma per prenderci davvero cura di noi stessi dobbiamo puntare a ottenere anche un altro tipo di benessere, certo non meno importante: il benessere della mente. La psicoterapeuta Philippa Perry ci offre un semplice e chiaro manuale che descrive i principali meccanismi alla base del funzionamento della mente e ci guida in una serie di esercizi mirati ad aumentare la nostra consapevolezza, cambiare punto di vista e stimolare la creatività. Rimanere in equilibrio sul sottile filo che separa una vita dominata dal caos da una routine costretta da vincoli eccessivi richiede infatti uno sforzo costante. E non esistono ricette infallibili: se ci sentiamo prigionieri delle abitudini dobbiamo cercare di essere meno rigidi e più predisposti a stringere nuovi legami; se invece viviamo un periodo di smarrimento e confusione, ci servirà una bussola che ci indichi dei punti fermi, come un marinaio che ha perso la rotta deve ritrovare e seguire la Stella Polare. Questo piccolo ma prezioso libro è una guida pratica per affrontare qualsiasi sfida e trarre maggiore soddisfazione dalla vita quotidiana. E per provare a essere felici.
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Com'è difficile essere un leone
Salani Editore, 21/08/2014
Abstract: Non ti senti abbastanza forte e in gamba per difenderti dai compagni prepotenti? Vorresti ruggire come un leone per spaventare bulli e bambine smorfiose? Anzi, vorresti poter 'diventare un leone'? Non esprimere mai questo desiderio davanti al tuo cane. Potrebbe essere un ex mago capace di esaudirlo. Così, il protagonista di questo libro, trasformato in leone, vive male nel deserto, male come fenomeno da baraccone, male in America come star televisiva, malissimo anche nel suo ambiente naturale africano. È troppo uomo per essere una belva, troppo animale per comunicare con gli uomini, anche se sa scrivere. Poi le cose si risolveranno, e avrà un figlio... Leone. "I libri si possono paragonare ai bambini, anche loro si allontanano da te per prendere la propria strada. E come loro – sebbene in modo diverso – possono sorprenderti". Uri Orlev
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Più ore passiamo a seguire in tv i presunti virtuosismi di aspiranti cuochi, meno sappiamo mettere in tavola qualcosa di decente. Michael Pollan, si sa, ama i paradossi, e nel tentativo di sciogliere quello alla base del suo nuovo libro è partito per un viaggio sulle piste dei quattro elementi con cui da tempo immemorabile cuciniamo (acqua, aria, ferro, fuoco), e a caccia dei piccoli ma affascinanti misteri che i cuochi veri rivelano a chi sa ascoltarli. Un'avventura che lo ha portato molto lontano – nelle immense fornaci dove si prepara un barbecue leggendario in tutti gli Stati Uniti, ad esempio – e molto vicino, sui tavoli delle nostre cucine: che dopo aver letto questo libro non riusciremo più a guardare (né a usare) nello stesso modo.
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Quando, nel dicembre 1747, ritorna in Italia, Lady Montagu è una cinquantottenne insieme appagata e disillusa. Alle spalle si lascia le sequenze di una parabola romanzesca: la precoce vocazione letteraria; la fuga e il matrimonio contro la volontà paterna; l'ascesa nella società politico-intellettuale inglese; il soggiorno, accanto al marito ambasciatore, a Costantinopoli, da dove importerà un metodo di immunizzazione dal vaiolo (la malattia che ha oltraggiato la sua bellezza); l'epilogo deludente della relazione con il letterato Francesco Algarotti. All'orizzonte sembra dunque profilarsi una vecchiaia solitaria, "non dissimile da quella di Robinson Crusoe".L'autunno della vita le riserverà invece la grazia di un insperato equilibrio e di una saggezza dolorosa, rischiarata dalla luce dei luoghi dove per lo più risiede: quello "straordinario punto della Terra" tra il lago d'Iseo, le terme di Lovere e gli "invalicabili" monti circostanti. Ne sono testimonianza queste vibranti lettere a Lady Bute, moglie del Primo ministro d'Inghilterra, diagramma di un rapporto tra madre e $glia di toccante intensità, nelle quali Lady Montagu si dedica a un vero e proprio scavo della natura umana e nel contempo indica a Lady Bute le vie di una pedagogia libertaria e antiretorica, e di un'emancipazione realistica ma inflessibile.
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Per Anna Maria Ortese, qualsiasi cosa tocchi con la parola, la materia si trasforma in quella "materia indivisibile di cui parla la fisica nei suoi momenti di sogno". Come ogni vero scrittore fantastico la Ortese, probabilmente, non vorrebbe essere tale. Vorrebbe soltanto nominare la realtà che conosce. Ma la sua realtà è subito allagata da una piena di immagini, che la rendono multipla, variegata, senza fondo. "Tutto era infinitamente più grande, più mutevole, più bizzarro di quanto io potessi capire": questa sembra essere stata, sembra essere ancora, per lei, la sensazione primaria. In questo nuovo libro di racconti, il primo dopo lunghi anni di silenzio, ci troviamo da un capo all'altro immersi in questa realtà seconda, spesso angosciosa, o minacciosa, ma anche talvolta attraversata da un trillo di incantevole comicità o da un'aerea ebbrezza. Oltre a quello narrativo, vi è poi un altro versante nella sua opera, che si mostra nelle ultime due, mirabili prose di questo libro. Come definirle? Meditazioni? Comunque, proprio in questa zona, nella conversazione immaginaria intitolata "Piccolo drago", incontriamo una autoconfessione che accende la lingua italiana di un pathos visionario quale raramente ha avuto l'occasione di ospitare. Qui stillano come gocce infuocate le parole di qualcuno che può dire di sé: "l'inferno di questo secolo non mi fu ignoto né estraneo". E qui la voce della Ortese, che altrimenti sussurra "in sonno e in veglia", improvvisamente vibra di offesa eloquenza per difendere l'esistenza animale, che è anche la nostra esistenza animale, di quella parte di noi che appartiene ai "popoli muti di questa terra, i popoli detti Senza Anima – dal Dittatore fornito di anima – e per di più mortale! – che è il loro carnefice da sempre".
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: "A tutti i lettori che desiderano qualcosa di inaudito, che li porti di colpo oltre i confini della realtà; a tutti i lettori appassionati, annoiati, sazi, entusiasti, drammatici, frivoli, passeggeri, costanti – consiglio questo bellissimo libro, uno dei pochi destinati a onorare la letteratura italiana del dopoguerra. È stato pubblicato venti anni fa; ma sembra che nessuno l'abbia mai comprato, nessuno l'abbia mai letto. È come la principessa della fiaba, la cui bellezza si nasconde dietro gli stracci e la cenere. Soltanto alcuni happy few hanno alzato il velo grigio, hanno scosso con la mano la cenere, e sostengono che è un capolavoro" (Pietro Citati).Quando il giovane milanese Aleardo, di famiglia ricca, nobile e illuminata, decide di approdare con il suo yacht nella sperduta isola di Ocaña, al largo del Portogallo, non sa quale inusitata avventura, e quale incontro fatale, lo attendano. Fino a quel momento, egli è "il compratore di isole", sempre incerto su quale comprare, perché Aleardo è sì facoltoso, ma anche rispettoso della generale dignità del creato e non vorrebbe turbarlo con indiscrete iniziative. Come giocando, un suo amico editore lo aveva sfidato a fornirgli un manoscritto capace di risvegliare i lettori intorpiditi per eccesso di offerte: e precisamente "le confessioni di un qualche pazzo, magari innamorato di una iguana". Appunto l'iguana attende Aleardo nell'isola di Ocaña, sotto forma di una "bestiola verdissima e alta quanto un bambino, dall'apparente aspetto di una lucertola gigante, ma vestita da donna, con una sottanina scura, un corsetto bianco, palesemente lacero e antico, e un grembialetto fatto di vari colori". Quell'iguana, come la prima materia dei testi alchemici, è ciò che di più vecchio e insieme ciò che di più giovane si possa trovare nella sostanza del mondo, è la natura stessa nel suo perenne invito alla "fraternità con l'orrore". Intorno a questa principessa-servetta e al suo principe illuministico e bisognoso di iniziazione la Ortese ha intessuto una perfetta favola romantica, genere fra i più ardui, che già aveva tentato vari grandi scrittori di lingua tedesca, da Novalis a Hofmannsthal, mentre in Italia non sembra aver attirato nessuno, forse anche per la profonda estraneità della nostra letteratura alla vena fosforeggiante del romantico. "L'Iguana" fu pubblicato per la prima volta nel 1965, incontrando una generale incomprensione. Oggi sappiamo che questo romanzo, nella sua impeccabile commistione di incanto e ironia, è destinato a rimanere un approdo felice per chiunque ami la letteratura.
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Si può dire che Pirandello sia fra gli scrittori più celebrati, ma meno compresi. Ammiratori e detrattori, quando parlano di lui, tendono irresistibilmente a lanciarsi in disquisizioni generiche e astratte. Leonardo Sciascia, che conosce Pirandello nelle vene, ha scelto la via opposta: ha cercato i particolari rivelatori, nella vita, nell'opera, nella fortuna letteraria, nel gioco delle influenze. E con la somma di tanti di questi particolari – come se ciascuno fosse una lettera dell'alfabeto – ha composto questo "Alfabeto pirandelliano", che illumina Pirandello con tanti fasci di luce obliqua, in modo da rendere la sua presenza molto più viva e immediata di quella che ci potrebbe offrire un ritratto frontale. E questo è un procedimento che ci aiuta a capire anche lo scrittore Sciascia, assertore di una verità che non si stanca di seguire per le vie più tortuose, dove tanto spesso ci aspetta al varco.
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Per Candido Munafò, giovane mite, testardo e riflessivo, "le cose sono sempre semplici". E sarà appunto il suo desiderio di nominare le cose con il loro nome a procurargli le varie disavventure della sua vita, il cui racconto si articola in una serie di capitoletti che rimandano al "Candide" di Voltaire.La forma del conte philosophique, particolarmente congeniale a Sciascia, gli permette di assumere la giusta distanza – e dà un passo leggero, aereo a questo libro, che è forse anche il più intimo e segreto fra tutti i suoi romanzi.
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Fa' che questa strada non finisca mai
Bompiani, 27/08/2014
Abstract: "Qualcuno dice però che, tra le sofferenze di quella notte e del giorno successivo, la più grande per il Nazareno fu quella di non vedere me, e io penso che quel qualcuno abbia ragione, perché non solo io e quell'uomo eravamo veramente amici, ma lui è stato il più grande tra tutti i miei amici, e forse io il suo."Lo si capisce leggendo attentamente il Vangelo: quella tra Gesù e Giuda Iscariota fu una grande amicizia, che crebbe a dispetto della radicale differenza di vedute tra i due, e che nemmeno il tradimento riuscì a cancellare.Giuda amava la legalità, l'armonia, Gesù amava le eccezioni, e portava la guerra. Giuda è un ebreo devoto, un uomo razionale, che tradisce Gesù nella speranza di salvarlo dall'ira della gente e soprattutto dalla sua "presunta" follia, affidando il suo destino alla Legge di Mosé mediante un regolare processo.Solo dopo avere compiuto il suo gesto Giuda comincia a rendersi conto dell'enormità del proprio sbaglio, e dell'orrore che, attraverso quella porta aperta, fa il suo ingresso nel mondo. Tuttavia l'ultima parola non è ancora stata pronunciata: nemmeno tutte le tenebre del mondo possono cancellare la realtà dell'affetto che li ha uniti.
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Feltrinelli Editore, 26/08/2016
Abstract: "Vieni fuori con me." "No. Neanche per sogno." "Seguiamo qualcuno. Ti faccio vedere. Copiare può essere molto divertente.""Un romanzo eccezionale, incredibilmente spassoso e ricco di colpi di scena." The Times"Danny Wallace è uno dei più brillanti talenti inglesi." GQ
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Adelphi, 27/08/2014
Abstract: Molto si parlò di questo libro, quando apparve nel 1979. Ma allora notando soprattutto ciò che Sciascia vi dice della realtà pubblica che lo circondava: l'Italia come paese "senza verità", dal caso del bandito Giuliano all'affare Moro, la cui ombra si stende sulle ultime pagine di "Nero su nero". Leggendolo oggi, affiora però con altrettanta evidenza la sua altra faccia, più segreta: quella del libro dove Sciascia ha consegnato, con scrupolosa precisione, pagine essenziali sul suo modo di intendere lo scrivere e la letteratura, che proprio qui viene mirabilmente definita quale "sistema di "oggetti eterni" ... che variamente, alternativamente, imprevedibilmente splendono, si eclissano, tornano a splendere e ad eclissarsi – e così via – alla luce della verità". (Parole che vanno lette accostandole ad altre, significativamente fra parentesi, dove si dice che la letteratura "è la più assoluta forma che la verità possa assumere"). Si direbbe dunque che, in questo momento, ciò che per Sciascia era più personale e nascosto venisse naturalmente a mescolarsi con i fatti della cronaca. Così nacque "Nero su nero", accumulandosi per dieci anni torbidi, fra il 1969 e 1979, ma obbedendo sempre a un imperativo di chiarezza e nettezza – libro indispensabile per capire Sciascia in genere e soprattutto il suo ultimo periodo. E, di fatto, già il titolo risponde parodisticamente alla banale accusa di pessimismo che tanto spesso gli fu rivolta in quel decennio e anche dopo, offrendoci "la nera scrittura sulla nera pagina della realtà".
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Feltrinelli Editore, 26/08/2016
Abstract: "Sappiate tutti che, se doveste rimanere a Pedrara, lo fareste a vostro rischio."Pedrara. La Sicilia dei Monti Iblei. Una villa perduta sotto alte pareti di roccia tra l'occhieggiare di antiche tombe e il vorticare di corsi d'acqua carezzati dall'opulenza degli oleandri. È qui che la famiglia Carpinteri si raduna intorno al capezzale di zia Anna, scivolata in una svagata ma presaga demenza senile. Esistono davvero le pietre di cui la donna vaneggia nel suo letto? Dove sono nascoste? Ma soprattutto, qual è il nodo che lega la zia al bellissimo Bede, vero custode della proprietà e ambiguo factotum? Come acqua nel morbido calcare, i Carpinteri scavano nel passato, cercano negli armadi, rivelano segreti – vogliono, all'unisono, verità mai dette e ricchezze mai avute. Tra le ombre del giorno e i chiarori della notte, emergono influenze di notabili locali, traffici con i poteri occulti, e soprattutto passioni ingovernabili. Le voci di Mara, nipote prediletta di Anna, e di Bede ci guidano dentro questo sinuoso labirinto di relazioni, rimozioni, memorie, fino a scavalcare il confine della stessa morte. Simonetta Agnello Hornby mette a fuoco un micromondo che pare allargarsi, con un brivido, a rappresentare i guasti, le ambizioni e le ansie di liberazione dell'universo familiare, tutto intero.
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Creatività. Il crimine perfetto
Ponte alle Grazie, 28/08/2014
Abstract: "PHILIPPE PETIT HA CREATO UNA DELLE PIÙ GRANDI OPERE D'ARTE DEL VENTESIMO SECOLO. SIAMO PROPRIO FORTUNATI AD AVERLO COME GUIDA DI UN ARGOMENTO INAFFERRABILE MA FONDAMENTALE COME LA CREATIVITÀ" JONATHAN SAFRAN FOER Il 7 agosto 1974 Philippe Petit realizza un'opera d'arte unica nella storia: camminare su un cavo teso tra le due Torri gemelle del World Trade Center di New York sospeso a oltre quattrocento metri di altezza, lasciando a bocca aperta il pubblico che, naso all'insù, ebbe la fortuna di assistere al suo magnifico spettacolo. Questa impresa, condotta nella piena illegalità, fu il frutto di una preparazione di anni, in cui Petit, deciso a mettere a segno il gran "colpo", lavorò ogni giorno per lanciare la sua sfida all'Impossibile. Quarant'anni dopo, con alle spalle numerose performance artistiche d'eccezione, e davanti a sé chissà quali altri strabilianti progetti, Philippe Petit affida a questo libro le sue riflessioni sul processo creativo che precede ogni sua opera. Indomito e anticonvenzionale, Petit ha fatto suo lo slogan "La creatività è illegale", convinto che colui che crea debba essere un fuorilegge, "non nel senso criminale, ma come un poeta che esercita la ribellione intellettuale". La sua arte, le sue grandi imprese, quindi, sono il "crimine perfetto", realizzabile solo attraverso una disciplina e un allenamento tra i più ferrei. Tra queste pagine Petit chiama il lettore a essere suo complice: gli svela i suoi trucchi, gli dà consigli e, ciò che più conta, lo incita a esplorare il suo personale campo di "delinquenza" intellettuale o artistica, perché ognuno di noi ne ha uno, basta solo capire qual è!
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Longanesi, 28/08/2014
Abstract: "Se in Italia c'è un filone letterario che dal giallo sconfina nell'esoterico, Martigli ne è senz'altro uno dei protagonisti più apprezzabili."Corriere della Sera"Martigli dimostra di saper gestire con destrezza la ricostruzione storica di un periodo in cui i giochi di potere porteranno alla costruzione di un nuovo sistema fondato sulla fede, il denaro e la politica."il GiornaleWorms, 1521. Costretto dall'imperatore ad abiurare le sue tesi eretiche, Lutero si rifiuta e difende la propria critica radicale alla decadenza della Chiesa di Roma. Esposto alle minacce più diverse, Lutero – grazie ad abili sotterfugi orditi a sua insaputa – trova rifugio presso l'uomo più potente della Germania e, probabilmente, dell'intera Europa. L'uomo è il banchiere Jacob Fugger, il "re di danari", l'artefice della carriera di tutti i potenti d'Europa, dal papa allo stesso imperatore. E Fugger ha molte ragioni per far sì che Lutero sopravviva e, soprattutto, che esegua la sua volontà... Ma a casa Fugger arriva anche un uomo dal passato tormentato e con un incarico segreto. L'uomo è Paolo de Mola e a ostacolare i suoi piani, e quelli del suo misterioso mandante, non saranno le rivolte contadine di Thomas Müntzer, né gli intrighi di potere. Sarà l'amore, quello proibito e clandestino per la bella e giovane moglie di Fugger, Sibylle... È il momento in cui la Chiesa da un lato e Lutero dall'altro devono scegliere tra il potere e il popolo. Sceglieranno entrambi il potere. È il momento in cui il potere assume la forma non delle armi né della fede, ma quella che dura ancor oggi: quella del denaro. È il momento in cui, per Paolo de Mola, diventare uomo significa combattere contro tentazioni e forze sconosciute. Con la sua consueta abilità, Martigli intreccia storia e finzione dando vita a un grande romanzo ricco di passioni e colpi di scena, raccontando la nascita di quella forma del potere economico che ancora oggi governa le nostre vite.
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Longanesi, 28/08/2014
Abstract: Ottobre 1980, Princeton: una giovane archivista, Anna Roth, riceve l'incarico di recuperare tutti i documenti di Kurt Gödel, il più affascinante ed ermetico matematico del ventesimo secolo. Per farlo deve avvicinare la vedova del grande genio, morto da due anni, un'anziana e spigolosa signora che sembra voler mettere in atto una sorta di vendetta tardiva nei confronti dell'establishment accademico rifiutandosi di cedere un archivio dal valore storico e scientifico incommensurabile. Fin dal primo incontro, Adele Gödel si mostra diffidente nei confronti di Anna eppure non la respinge. Si limita a imporle le proprie regole. Perché Adele sa che le resta poco da vivere ma c'è una storia che vuole assolutamente raccontare, una storia che nessuno ha mai voluto ascoltare. Dal grande fermento culturale della Vienna anni Trenta alla Princeton nell'immediato dopoguerra, dal maccartismo all'avvento delle armi nucleari, Anna scopre la vita di una donna che ha a lungo caparbiamente cercato un impossibile equilibrio fra genio, amore e follia.
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Le due vie del destino. The railway man
VALLARDI, 28/08/2014
Abstract: 700.000 COPIE VENDUTE IN 16 PAESI UN LIBRO UNICO SULLA SECONDA GUERRA MONDIALE "Una storia da leggere, per capire i mali della guerra e il dolore delle vittime." Elle "Un'incredibile e commovente vicenda di vendetta e perdono." D la Repubblica "Una delle testimonianze più toccanti della seconda guerra mondiale." The Sunday Times "Tra le migliaia di autori che hanno scritto sulla seconda guerra mondiale, ad eccezione forse di Churchill, Lomax è quello che vale più la pena di leggere: avvincente, romantico, crudele, edificante. Il suo libro è indispensabile." The Independent La seconda guerra mondiale è un immenso contenitore di storie. Diversi libri di grande impegno etico e narrativo sono stati scritti sui campi di concentramento, gli eccidi e le devastazioni in Europa. Meno si sa di quanto è successo sugli altri fronti, come su quello estremo-orientale, dov'è ambientata la narrazione autobiografica del britannico Eric Lomax. Lomax trascorre oltre tre anni prigioniero dei giapponesi, che, anche a causa delle sue passioni per i treni e le telecomunicazioni, lo accusano, torturano e poi imprigionano a Singapore in un carcere che è peggio di un girone infernale. In Oriente il conflitto ha segnato molte vite e provocato milioni di vittime. In Italia se ne è sempre saputo poco, forse per mancanza di testimonianze forti, anche letterariamente. Il libro di Lomax riempie una lacuna offrendo una testimonianza memorabile della sua esperienza e di quella dei compagni di prigionia ma anche della successiva battaglia, che durerà tutta la vita, per guarire le ferite, non solo fisiche, delle torture subite. LA FERROVIA DELLA MORTE, LA PRIGIONIA, LE TORTURE: UNA VICENDA UMANA SEGNATA DA FERITE PROFONDE
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Guanda, 28/08/2014
Abstract: Nell'India del XVII secolo vive e commercia Idris, mercante somalo ed "eterno viaggiatore alla ricerca dei confini della terra e dell'uomo". Arrivato nel Malabar in occasione dei festeggiamenti in onore dello zamorin, nel grande tumulto di quei giorni incontra Kandavar, un ragazzino di nove anni, e capisce subito che è suo figlio, il figlio che non sapeva di avere, frutto di una fugace relazione proibita. Idris vuole imparare a conoscere Kandavar e provare a insegnargli quello che sa, nel tentativo di sottrarlo al destino della sua casta, quello di diventare un guerriero suicida. Ma soffocare la propria natura è impossibile, e Idris deve imbarcarsi di nuovo, questa volta insieme a Kandavar – senza però rivelargli di essere suo padre –, per un lungo viaggio costellato di luoghi e persone che segneranno il loro futuro. L'incontro con Thilothamma, una donna fiera e libera come lui, fa scoprire a Idris per la prima volta il desiderio di fermarsi e di mettere radici, ponendolo di fronte a una scelta. Anita Nair ha scritto un romanzo denso di avventure e passioni, sullo sfondo di un'India che non c'è più, ma che non è mai stata così vivida e vera.
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Guanda, 28/08/2014
Abstract: "Una miscela di letteratura in stato di grazia... I tre matrimoni di Manolita riconferma la maestria di Almudena Grandes nel dominare tutti i registri del romanzo. Il ritmo ineludibile, la pausa necessaria, e una scrittura che affronta tutte le sfide della trama."El País"Almudena Grandes è una delle più grandi scrittrici del nostro tempo."Mario Vargas Llosa, Premio Nobel per la letteraturaNon è facile sopravvivere a Madrid, negli anni terribili della "normalizzazione franchista" che fa seguito alla Guerra civile. Sono tempi di fame e di terrore, soprattutto per Manolita, che a sedici anni si trova a farsi carico delle sorelle e dei fratelli più piccoli, dopo che il padre e la matrigna vengono incarcerati e il fratello maggiore è costretto a nascondersi a causa della sua militanza comunista. Manolita non ha mai voluto sapere nulla di politica, e per questo gli amici del fratello l'hanno soprannominata signorina "Non contate su di me". Eppure adesso hanno bisogno di lei per tenere viva una speranza di resistenza, legata alla possibilità di stampare e diffondere materiale di propaganda. Dagli esuli spagnoli in Messico sono stati inviati dei misteriosi ciclostili, macchine che però nessuno riesce a far funzionare: a Manolita viene affidato il compito di far visita a un detenuto che è forse l'unico in grado di svelarne i segreti. Quel ragazzo timido e apparentemente privo di fascino sarà determinante nella sua vita, e al primo incontro con Silverio ne seguiranno molti altri, mentre nelle lunghe attese fuori dal carcere Manolita scoprirà tante sofferenze e tante attestazioni di solidarietà. Una grande storia di amore e di coraggio traboccante anche di passione civile e politica, in cui ancora una volta Almudena Grandes riesce a far convivere verità storica e verità narrativa."Una miscela di letteratura in stato di grazia, I tre matrimoni di Manolita riconferma la maestria di Almudena Grandes nel dominare tutti i registri del romanzo."El País
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Ponte alle Grazie, 28/08/2014
Abstract: Dieci atleti, dieci campioni di altrettante discipline sportive, dieci variazioni sul tema universale della fatica. L'elogio di un valore oggi ritenuto "controcorrente", in un'epoca che pretende di vivere senza sforzo, che esalta il comfort a ogni costo ma che di fatto promuove la pigrizia, fisica oltre che emotiva e mentale. Lo sport, al contrario, rappresenta fin dall'antichità classica il paradigma dell'equilibrio tra mente e corpo, un modello di disciplina interiore che insegna a fare i conti con la fatica – in allenamento, in gara, nella vita. Queste pagine nate dalla collaborazione tra dieci stelle dello sport e uno psicoterapeuta mostrano come la mera potenza fisica non sia affatto garanzia di vittoria: ottenere un successo è sempre una "questione di testa", in termini di concentrazione, motivazione, strategia. Questo è vero per le discipline dove la prestazione atletica diventa gesto estetico, come la ginnastica artistica, o assume perfino un valore rituale, come nelle arti marziali, ma soprattutto per sport fisicamente massacranti – marcia, rubgy, canottaggio per citarne solo alcuni. In tutti i casi, la mente sostiene il corpo e lo spinge oltre i suoi stessi limiti. Così la fatica smette di essere un ostacolo e si traduce di per sé in un valore: solo il sudore, la determinazione, la tenacia portano alle grandi conquiste. Il "lavoro" quotidiano dell'atleta è un modello positivo per chiunque e in particolare per le nuove generazioni, perché in grado di educare al controllo degli impulsi, al miglioramento personale, all'intelligenza sociale. Lo sport ci insegna ad affrontare la fatica più dura, la "fatica di vivere", perché ciò che conta davvero, in fondo, non è un podio o una medaglia, ma la vittoria più autentica: quella sulle proprie paure, sui propri lati oscuri, su se stessi.
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Longanesi, 28/08/2014
Abstract: Che cosa fai se la figlia della tua migliore amica è scomparsa... ed è solo colpa tua? Lisa è una donna come tante, che come tante cerca di essere una buona madre, una buona moglie, una buona lavoratrice. Come tante, annaspa per tenere insieme tutti i pezzi della sua vita. Non come Kate, la sua migliore amica, che non avendo impegni di lavoro può dedicarsi anima e corpo alla cura dei suoi figli, trovando persino il tempo di occuparsi dei problemi altrui. Una donna perfetta. Lisa sa di non essere perfetta, ma fa del suo meglio. Finché, in un giorno particolarmente difficile di una settimana estremamente dura, accade qualcosa di terribile. Basta un attimo di distrazione, un tragico errore, e la figlia tredicenne di Kate, che le era stata affidata per un giorno, sparisce nel nulla. La prima, sconvolgente ipotesi è che sia stata adescata da un maniaco sospettato di aver rapito e violentato un'altra adolescente nella stessa zona. Comincia così per Lisa un lungo calvario, fatto di accuse spietate da parte della pubblica opinione e di inevitabili sensi di colpa, che la spinge però a intraprendere un'indagine privata. Un'indagine che rivelerà l'orrore nascosto sotto l'apparente tranquillità della vita quotidiana...